La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Cannella Giuseppe Fasko Gjiselda Ferrara Daniela Giordano Elisa.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Cannella Giuseppe Fasko Gjiselda Ferrara Daniela Giordano Elisa."— Transcript della presentazione:

1 Cannella Giuseppe Fasko Gjiselda Ferrara Daniela Giordano Elisa

2 Tra i beni immateriali importanti ci sono i marchi, dotati di unapposita disciplina giuridica e connessi a fattori quali la trasferibilità e proteggibilità. I marchi sono meritevoli di stima in quanto: sono oggetto di un significativo flusso di investimenti, sono trasferibili e sono allorigine di benefici economici.

3 NORMATIVA SUI MARCHI: Il codice civile distingue tra: -DITTA: segno distintivo dell imprenditore; -INSEGNA: segno distintivo del luogo dove si svolge lattività; -MARCHIO: segno distintivo del prodotto che diventa il simbolo che contraddistingue il prestigio, lo stile, la capacità manageriale dellimprenditore.

4 Si distingue poi tra: -MARCHIO DI FABBRICA: identificabile con quello applicato dal produttore quando il bene esce dalla fabbrica; -MARCHIO DI COMMERCIO: ovvero quello applicato dal rivenditore, il quale non può sopprimere quello di fabbrica. -MARCHIO DI SERVIZIO: che contraddistingue lattività di imprese di trasporti, pubblicità, costruzione ecc..

5 - MARCHI REGISTRATI: per essere registrato, il marchio deve essere contraddistinto da novità,liceità, originalità e verità. Chi ottiene la registrazione ha diritto di valersene in modo esclusivo. -MARCHI DI FATTO: sono quelli privi di registrazione e che di conseguenza fruiscono di minor tutela. -MARCHI INDIVIDUALI: sono quelli che fanno capo unicamente ad un solo titolare. -MARCHI COLLETTIVI: sono quelli che, all opposto, fanno a capo a più soggetti.

6 -MARCHI NOMINATIVI: sono così identificati quelli consistenti in parole. -MARCHI EMBLEMATICI: si contraddistinguono per la rappresentazione di simboli. -MARCHI MISTI: uniscono le caratteristiche dei marchi nominativi ed emblematici e quindi si sostanziano in parole e simboli.

7 - MARCHI DEBOLI: hanno una ridotta capacità distintiva in quanto costituiti da nomi comuni o scarsi elementi di fantasia. Ogni imitazione è da ritenersi ammissibile (PLAYBOY). -MARCHI FORTI: sono quelli che hanno una protezione assoluta anche contro inibizioni parziali (CRIK CROK-BARILLA-FERRERO- COCA COLA)

8 Art. 15 della Legge Marchi: prevede per quanto concerne la cessione a titolo di licenza, anche parziale di un marchio, lobbligo nei confronti del licenziatario di usare il marchio per contraddistinguere prodotti o servizi eguali a quelli corrispondenti messi in commercio o prestati nel territorio dello stato con lo stesso marchio dal titolare o da altri licenziatario.

9 Per quanto attiene ai contratti di licenza,particolare interesse rivestono: -franchising; -merchandising.

10 PERCHE VALUTARE UN MARCHIO? -Cessione o acquisto -Concessione in licenza a terzi -Formazione di joint-venture -Danni da azioni di contraffazione -Fusioni tra società -Fallimento -Garanzie -Assicurazioni

11 I METODI DI VALUTAZIONE ECONOMICA Numerose sono le ipotesi in cui conviene la valutazione economica: -Trasferimento del marchio a titolo di proprietà congiuntamente al trasferimento dellazienda; -Trasferimento del marchio a titolo di proprietà congiuntamente al trasferimento di un ramo dazienda; -Trasferimento del marchio a titolo di licenza (franchising); -Trasferimento del marchio a titolo di licenza supponendo che non ci sia identità merceologica tra i prodotti trattati dal cedente e licenziatario(merchandising).

12 1)Metodi basati sugli indicatori empirici: si basano sulle transazioni di mercato e si sostanziano nell applicazione di un moltiplicatore ad una grandezza ritenuta qualificante lelemento da valutare. Secondo la metodologia elaborata dallInterbrand, il valore economico del marchio è dato da REDDITO OPERATIVO X MOLTIPLICATORE

13 Il moltiplicatore detto indicatore della forza del marchio dipende da sette fattori critici: 1)Leadership 2)Stabilità 3)Mercato 4)Trend 5)Supporti di marketing 6)Internazionalità 7)Protezione legale.

14 INTERBRAND 2013 Rank Brand Name Region/ Country Brand Value ($m) 1AppleUnited States 98,316 2GoogleUnited States 93,291 3Coca-ColaUnited States 79,213 4IBMUnited States 78,808 5MicrosoftUnited States 59,546

15 6GEUnited States 46,947 7McDonaldsUnited States 41,992 8SamsungSouth Korea39,610 9IntelUnited States 37,257 10ToyotaJapan35,346

16 2) Metodi economico-reddituali: cercano di qualificare lapporto che il marchio fornisce alla complessiva redditività aziendale. Il metodo può essere cosi rappresentato : W m : R 1 X v + R 2 X v R n X v n Se, invece, si considera lattualizzazione dei redditi in base alla percentuale detta royalty commisurata al fatturato avremmo un metodo di facile applicazione ma carente per la validità concettuale.

17 Il valore economico del marchio si trova anche per differenza rispetto agli altri elementi del capitale: W m : R/i – K – V.IMM.

18 Esempio valutazione marchio XYZ 1- Marchio settore abbigliamento (2%-10%) 2- Tasso royalty 7% 3- Vita utile 6 anni 4- Tasso di sconto del 10% 5- Fatturato resta stabile FatturatoRoyaltyValoreValore attualizzato % % % % % % TOTALE 3973

19 3) METODI BASATI SUI COSTI: -COSTO STORICO -COSTO STORICO RIVALUTATO -COSTO DI SOSTITUZIONE O RIPRODUZIONE -COSTO DELLA PERDITA

20 COSTO STORICO Ai fini dellindividuazione del costo storico si avrà riguardo al complesso di oneri sostenuti per lideazione, il lancio, lo sviluppo del marchio, ovvero per supportare le varie fasi del ciclo di vita del marchio stesso.

21 Si distinguono in particolare: -Costi di ideazione del marchio e verifica della sua disponibilità; -Costi di design; -Costi di registrazione; -Costi di promozione, pubblicità, marketing.

22 Ovviamente vi sono dei problemi per lindividuazione dei costi quando unimpresa possiede numerosi marchi ed ha dunque dei costi comuni di struttura da ripartire tra i differenti marchi.

23 COSTO STORICO RIVALUTATO I costi storici vengono usualmente rivalutati per tener conto del mutato valore della moneta negli anni e di altri fenomeni.

24 Esempio valutazione marchio XYZ 1- Stimare i costi sostenuti gli anni precedenti per lo sviluppo del marchio 2- Attualizzare i vari costi con i codici Istat Costi di creazione Costi per la difesa Costi di mantenimento Costi di pubblicità Totale Valore marchio costo storico: Totale rivalutato Valore marchio rivalutato: 78620

25 COSTO DI SOSTITUZIONE Con questo metodo vengono considerati i costi che lazienda dovrebbe sostenere per creare un marchio di pari valore.

26 COSTO DELLA PERDITA Stima il valore economico del marchio attualizzando i margini differenziali prevedibili negativi che limprenditore sosterrebbe nel caso in cui si privasse del marchio.

27 4) METODO FINANZIARIO: Si tratta di individuare i flussi monetari disponibili generati dal marchio oggetto di stima nei diversi esercizi futuri e di attualizzarli ad un tasso adeguato.

28 IL METODO PIU ADATTO IN BASE ALLA FINALITA DELLA VALUTAZIONE: -Iscrizione di bilancio -Acquisizione o cessione -Valutazione dazienda -Fusione o scissione Metodo basato sui costi Metodo Royalty Metodo basato sui profitti e metodo royalty Metodo Royalty e metodo basato sui costi


Scaricare ppt "Cannella Giuseppe Fasko Gjiselda Ferrara Daniela Giordano Elisa."

Presentazioni simili


Annunci Google