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Gli strumenti per la valutazione della scuola dellinfanzia Fossano, 2009.

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Presentazione sul tema: "Gli strumenti per la valutazione della scuola dellinfanzia Fossano, 2009."— Transcript della presentazione:

1 Gli strumenti per la valutazione della scuola dellinfanzia Fossano, 2009

2 Gli strumenti per la scuola dellinfanzia

3 Harms T., Clifford R. M., Early Childhood Environment Rating Scale (ECERS), New York and London, Teachers College, Columbia University, Harms T., Clifford R. M., Scala per l osservazione e la valutazione della scuola dell infanzia (SOVASI), adattamento italiano di Ferrari M. e Gariboldi A., Bergamo, Junior, 1994.

4 Nella versione italiana: scala ordinale per valutare la qualit à del contesto educativo per la fascia 3-6

5 I valutatori possono essere interni o esterni

6 Aree di interesse della SOVASI 1.Cure di routine 2.Arredi e materiali a disposizione dei bambini 3.Esperienze cognitive e linguistiche 4.Attività motorie fini e globali 5.Attività creative 6.Sviluppo sociale 7.Bisogni degli adulti

7 Cure di routine Item 1. Benvenuto e commiato Item 2. Pasti e merende Item 3. Riposino Item 4. Cambi Item 5. Pulizia personale

8 Arredi e materiali a disposizione dei bambini Item 6. Arredi per le cure di routine Item 7. Arredi per le attivit à di apprendimento Item 8. Relax e ambiente confortevole Item 9. Disposizione della sezione Item 10. Materiale messo in mostra per i bambini

9 Esperienze cognitive e linguistiche Item 11. Competenza linguistica passiva Item 12. Competenza linguistica attiva Item 13. Concettualizzazione e ragionamento Item 14. Linguaggio spontaneo

10 Attività motorie fini e globali Item 15. Motricità fine Item 16. Supervisione degli adulti delle attività di motriciità fine Item 17. Spazio per attività di motricità globale Item 18. Attrezzature per le attività di motricità globale Item 19. Tempo programmato per le attività di motricità globale Item 20. Supervisione degli adulti delle attività di motricità globale

11 Attività creative ed espressive Item 21. Attività artistiche Item 22. Musica e danza Item 23. Costruzioni Item 24. Sabbia e acqua Item 25. Gioco simbolico Item 26. Organizzazione della giornata Item 27. Supervisione delle attività creative ed espressive da parte degli adulti

12 Sviluppo sociale Item 28. Spazio per poter stare soli Item 29. Gioco libero Item 30. Raggruppamenti Item 31. Consapevolezza delle specificit à Item 32. Clima sociale Item 33. Iniziative per bambini con particolari problemi o handicap

13 Bisogni degli adulti Item 34. Area degli adulti Item 35. Opportunit à di crescita professionale Item 36. Zona riservata agli incontri con gli adulti Item 37. Iniziative per i genitori

14 A ciascun item viene assegnato un punteggio da 1 a 7 sulla base della descrizione offerta relativa ai punteggi dispari: 1 = inadeguato 3 = minimo 5 = buono 7 = eccellente

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16 Il modello di qualità della ECERS-SOVASI sotteso alla progressione dei livelli: La scuola inadeguata è un contesto totalmente privo di fisionomia educativa: non ci sono arredi e materiali adatti per svolgere le attività e per accudire i bambini nelle routine, non si presta attenzione alle condizioni igieniche, c'è scarsa sorveglianza e l'ambito relazionale (tra bambini, tra insegnante e bambini, tra insegnanti e genitori) è del tutto trascurato o negativo. I requisiti minimi di qualità vengono attribuiti qualora si svolgano attività educative ma in maniera occasionale o infrequente utilizzando comunque spazi e materiali in quantità sufficiente sotto la sorveglianza dell'adulto. La scuola sufficiente è dunque quella che svolge essenzialmente una funzione custodialistica nei confronti dei bambini.

17 Il modello di qualità della ECERS-SOVASI sotteso alla progressione dei livelli: Il giudizio "buono" si assegna qualora l'attività sia frequente, lo spazio ben organizzato, il materiale numeroso e vario e il personale interagisca in modo continuativo e stimolante con i bambini. La scuola "buona" è dunque quella che è impegnata a svolgere una funzione educativa. Il giudizio di eccellenza si assegna qualora spazi, materiali, attività siano proposti sulla base di un progetto educativo che curi tutti gli aspetti cognitivi e sociali dell'ambito specifico considerato. L'intenzionalità del progetto e la cura nel modulare le offerte formative in relazione al progressivo sviluppo del bambino contraddistiguono la scuola eccellente.

18 La valutazione tramite la SOVASI consente di: - confrontare il piano di lavoro progettato con le effettive realizzazioni messe in atto; - cogliere punti di forza e di debolezza dell'organizzazione dell'ambiente educativo; -avviare un percorso di riprogettazione per innovare o migliorare l'attività educativa nella sezione; -avviare un processo di riflessione sulla qualità educativa con l'intento di rendere il più possibile espliciti i criteri sulla cui base le insegnanti orientano e attuano il processo educativo.

19 A. Bondioli con E. Becchi, M. Ferrari, A. Gariboldi, D. Savio, AVSI, Autovalutazione della Scuola dellInfanzia, nuova edizione Azzano S. Paolo (BG), Junior, 2007

20 Insieme di 4 scale ordinali che consentono agli insegnanti di valutare il contesto della scuola dell infanzia in cui operano.

21 I valutatori sono interni (insegnanti per autovalutazione) solo per la scala 1 è possibile affiancare un valutatore esterno

22 AVSI: le 4 scale L esperienza educativa Le attivit à professionali Gli adulti e i loro rapporti Le garanzie

23 L esperienza educativa A1. Le esperienze relazionali e sociali (item 1-7) A2. Le attivit à educative (item 8-31) A3. Le routine (item 32-35) A4. Spazi (item 36-38) A5. Tempi (item 39-40)

24 Le attivit à professionali B1. Promuovere l esperienza educativa (item 1-6) B2. Socializzare l esperienza educativa (item 7-10)

25 Gli adulti e i loro rapporti C1. L organizzazione del lavoro (item 1-7) C2. Rapporti in rete (item 8-14)

26 Le garanzie D1. Testi programmatici (item 1-3) D2. Il personale (item 4-7) D3. La struttura (item 8-12) D4. I servizi all utenza (item 13-17)

27 A ciascun item viene assegnato un punteggio da 1 a 9 sulla base della descrizione offerta relativa ai punteggi dispari: 1 = insufficiente 3 = minimo 5 = discreto 7 = buono 9 = eccellente

28 Area C1. Item1. L organizzazione del lavoro Premessa Il personale della scuola forma una comunità pur riconoscendo le specifiche mansioni, funzioni e competenze di ogni singola persona. Tale collettività ha anche dei compiti e delle responsabilità globali che dipendono dal fatto che, in tempi e con modi diversi, essa ha compiti comuni e tende ad assumere uno stile omogeneo.

29 Area C1. Item1. L organizzazione del lavoro 1.(insufficiente) Tra le varie persone che lavorano nella scola i rapporti non vanno oltre le buone maniere. Ci può essere affiatamento tra le varie persone che lavorano nella scuola. Gentilezza e affabilità. Tuttavia ciascuno fa il proprio lavoro rispettando quello degli altri senza esso.

30 Area C1. Item1. L organizzazione del lavoro 3.(minimo) Si definiscono i compiti di ognuno e ognuno è a conoscenza dei propri obblighi e di quelli degli altri. Non si richiedono in modo esplicito delle forme di collaborazione e le si lascia alliniziativa dei singoli.

31 Area C1. Item1. L organizzazione del lavoro 5.(discreto) Si mette a punto insieme quanto va fatto complessivamente nellesperienza educativa e gestionale della scuola. Questo avviene in vista di un lavoro efficiente e di non disturbo reciproco. Non si definisce un programma di collaborazione tra le diverse figure che lavorano nella scuola.

32 Area C1. Item1. L organizzazione del lavoro 7.(buono) Tutti gli operatori discutono insieme per definire quanto ognuno deve fare al fine di realizzare il piano dellofferta formativa. Anche le specifiche modalità di collaborazione tra i vari membri del personale vengono concordate.

33 Area C1. Item1. L organizzazione del lavoro 9.(eccellente) Si verifica insieme, sistematicamente e periodicamente, se lorganizzazione definita in conseguenza del Piano dellofferta formativa funziona, se non ci sono involontarie prevaricazioni e omissioni che la possano compromettere. Alla luce di tali verifiche si modificano contenuti e modalità del lavoro dei singoli e soprattutto delle loro collaborazioni.

34 rilevazione non impressionistica degli aspetti di qualità della propria scuola attraverso la griglia di lettura offerta dallo strumento da parte di ciascun operatore scolastico coinvolto; confronto tra la scuola reale (la propria scuola) e la scuola ideale (il modello di buona scuola dellAVSI); discussione del modello e dei criteri di qualità proposti dallo strumento; esplicitazione delle idee che informano il lavoro degli insegnanti mediante il confronto con i parametri di qualità proposti dallo strumento e le valutazioni espresse da ogni singolo valutatore; ridefinizione consensuale e negoziata degli aspetti della qualità da privilegiare nel lavoro educativo e individuazione dei percorsi per realizzarli.

35 Darder P., Mestres J. (1994), Autovalutazione dei servizi educativi per linfanzia, traduzione e adattamento italiano di M.P. Gusmini, Milano, FrancoAngeli, 2000

36 E uno strumento di autovalutazione per gli insegnanti della scuola dellinfanzia e riguarda la qualità percepita.

37 2 Aree di interesse 1.Il progetto educativo 2.Organizzazione e gestione

38 Il progetto educativo Item 1. I valori Item 2. Il progetto educativo Item 3. La definizione degli obiettivi Item 4. Gli aspetti educativi Item 5. Lorientamento metodologico Item 6. La gestione pedagogica delle routine Item 7. Lo sviluppo dei bambini e la sua valutazione Item 8. Il ruolo delleducatore Item 9. Lavorare in èquipe Item 10. Il rapporto con le famiglie Item 11. Il rapporto con la società Item 12. Valutazione del progetto

39 Organizzazione e gestione Item 13. Lo spazio educativo Item 14. Lorganizzazione del tempo Item 15. I materiali didattici Item 16. La modalità di formazione dei gruppi Item 17. La formazione degli educatori Item 18. La gestione Item 19. Il coordinamento Item 20. Il servizio: controllarlo e regolarlo Item 21. Il processo decisionale Item 22. Lèquipe: comunicazione e informazione Item 23. Rapporti personali e ambiente di lavoro

40 A ciascun item viene assegnato un punteggio da 1 a 5 sulla base della descrizione offerta relativa a 5 diverse situazioni corrispondenti alle prime cinque lettere dellalfabeto: A = 1 B = 2 C = 3 D = 4 E = 5

41 Item 3. La definizione degli obiettivi Gli obiettivi devono essere definiti e precisati, anche per iscritto, adeguati al servizio e allambiente in cui esso si inserisce, devono avere connessione con gli Orientamenti e, infine devono essere condivisi e messi in pratica dagli educatori. E importante considerare se gli obiettivi sono stati definiti e possiedono tali caratteristiche Livello A: Non vi sono obiettivi comuni esplicitati. Ciascun educatore imposta il proprio lavoro in vista degli obiettivi che ha scelto individualmente. Per questo si osservano differenze marcate nellazione dei diversi educatori Livello B: Solo alcuni educatori hanno definito obiettivi comuni che rendono coerente il lavoro con i bambini. La permanenza di divergenze tra gli educatori determina una situazione di generale squilibrio

42 Livello C: Questo servizio educativo si caratterizza per avere obiettivi definiti e accettati dalla maggior parte degli educatori; tuttavia si tratta di finalità teoriche che hanno scarsa incidenza sulla pratica e che non tengono in sufficiente considerazione la realtà concreta del servizio. Livello D: Gli obiettivi sono stati formulati e definiti dagli educatori, che agiscono in coerenza con le scelte compiute. Inoltre è previsto che periodicamente si accerti il raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Livello E: Gli obiettivi formulati sono intesi in modo flessibile. Vengono ri-definiti e rsi più adatti al contesto attraverso il controllo del loro raggiungimento da parte dei bambini. Il servizio è attento ai contributi teorici e pratici che possono essere apportati in questambito (es. Letture, scambi con altri servizi).

43 LIVELLI IN ASEI Livello A: situazione in cui qualsiasi azione è lasciata allarbitrio del singolo educatore, in cui manca totalmente un intento progettuale comune Livello B: situazione fortemente deficitaria sul piano dellazione collegiale e condivisa. Ciò che differenzia B da A è la presenza di piccoli gruppi che si caratterizzano per il tentativo di mettere in atto strategie comuni; tuttavia tale approccio non incide al punto da caratterizzare lo stile dellintero servizio Livello C: situazione di collegialità formalizzata in incontri e riunioni. Si tratta di una condivisione di principio che tuttavia non trova continuità e sistematicità nella prassi. La maggior positività di C rispetto a B dipende dalla condivisione degli intenti, dei metodi, ecc., allinterno del gruppo di lavoro. Laspetto carente è la mancanza di una pianificazione-organizzazione adeguata delle azioni, carenza che impedisce lattuazione puntuale e efficace degli intenti.

44 LIVELLI IN ASEI Livello D: situazione in cui condivisione, collegialità, realizzazione nella prassi degli intenti caratterizzano il modo di lavorare del servizio Livello E: situazione in cui le componenti del livello D raggiungono la massima espressione: vi è piena consapevolezza sulla necessità di una riflessione e azione congiunta, la pianificazione e lorganizzazione garantiscono funzioalità, lattuazione degli intenti non solo si realizza ma è sistematicamente sottoposta a controllo e revisione. Il dato qualificante d questo livello è inoltre la capacità di ri-progettazione della scuola a partire dallanalisi e dalla discussione dei risultati raggiunti.

45 Vengono coinvolti tutti gli insegnanti di una scuola Lettura dello strumento Valutazione criteriale dello strumento Valutazione individuale item per item Raccolta e analisi dei dati (punteggi singoli, medie e deviazioni standard) Discussione dei dati e loro interpretazione Individuazione punti di forza, di debolezza e di criticità Definizione di azioni migliorative

46 Bondioli (2008), Dispositivo di Analisi e Valutazione dellOrganizzazione Pedagogia della scuola dellinfanzia, in A. Bondioli e G. Nigito (a cura di), Tempi, spazi, raggruppamenti, Azzano S. Paolo (BG), Edizioni Junior

47 E uno strumento di riflessione e autovalutazione di alcuni aspetti dellorganizzazione pedagogica della scuola dellinfanzia: spazi, tempi, raggruppamenti. E costituita da 4 scale ordinali.

48 Le aree di interesse del DAVOPSI sono quattro, e concernono lorganizzazione pedagogica de: A. IL TEMPOA. IL TEMPO B. LO SPAZIO: B.1. SPAZIOINTERNO, B2 SPAZIO ESTERNOB. LO SPAZIO: B.1. SPAZIO INTERNO, B2 SPAZIO ESTERNO C. I RAGGRPPAMENTIC. I RAGGRPPAMENTI Gli item. Ciascuna area di interesse si articola in una serie di item o voci. Sono gli elementi da tenere presente quando si organizza lambiente educativo e si riflette su di esso.

49 Il DAVOPSI SCALA A. LORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DEL TEMPO (item 1- 12) Item 1. Lorganizzazione del tempo a scuola. ProgettazioneItem 1. Lorganizzazione del tempo a scuola. Progettazione Item 2. La giornata educativa. RitmoItem 2. La giornata educativa. Ritmo Item 3. La giornata educativa. Articolazione delle situazioni di esperinza e di attivitàItem 3. La giornata educativa. Articolazione delle situazioni di esperinza e di attività Item 4. La giornata educativa. Continuità dellesperienzaItem 4. La giornata educativa. Continuità dellesperienza Item 5. La gestione delle transizioniItem 5. La gestione delle transizioni Item 6. La personalizzazione del tempo collettivoItem 6. La personalizzazione del tempo collettivo Item 7. Il tempo condiviso: luso sociale del tempoItem 7. Il tempo condiviso: luso sociale del tempo Item 8. Il tempo e le figure di riferimentoItem 8. Il tempo e le figure di riferimento Item 9. Il tempo e il ruolo delladultoItem 9. Il tempo e il ruolo delladulto Item 10. Il tempo e lo sviluppo dellautonomiaItem 10. Il tempo e lo sviluppo dellautonomia Item 11. Il tempo e la costruzione dellidentitàItem 11. Il tempo e la costruzione dellidentità Item 12. Il tempo e la competenza simbolicaItem 12. Il tempo e la competenza simbolica

50 Il DAVOPSI SOTTOSCALA B1. LORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DELLO SPAZIO INTERNO (item 1-14) Item 1. ProgettazioneItem 1. Progettazione Item 2. Articolazione e destinazione dusoItem 2. Articolazione e destinazione duso Item 3. Attenzione agli adultiItem 3. Attenzione agli adulti Item 4. Articolazione interna degli spazi extra-sezioneItem 4. Articolazione interna degli spazi extra-sezione Item 5. FruibilitàItem 5. Fruibilità Item 6. La personalizzazione degli spazi.Item 6. La personalizzazione degli spazi. Item 7. La valenza sociale dello spazioItem 7. La valenza sociale dello spazio Item 8. Lo spazio e le figure di riferimento.Item 8. Lo spazio e le figure di riferimento. Item 9. Il ruolo delladultoItem 9. Il ruolo delladulto Item 10. Lo spazio e lo sviluppo dellautonomiaItem 10. Lo spazio e lo sviluppo dellautonomia Item 11. Lo spazio e la corporeitàItem 11. Lo spazio e la corporeità Item 12. Lo spazio e la competenza simbolicaItem 12. Lo spazio e la competenza simbolica Item 13. Lo spazio e lagentività infantileItem 13. Lo spazio e lagentività infantile Item 14. La qualità estetica dello spazio internoItem 14. La qualità estetica dello spazio interno

51 Il DAVOPSI SOTTOSCALA B1. LORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DELLO SPAZIO INTERNO (item 1-14) Item 1. ProgettazioneItem 1. Progettazione Item 2. Articolazione e destinazione dusoItem 2. Articolazione e destinazione duso Item 3. Attenzione agli adultiItem 3. Attenzione agli adulti Item 4. Articolazione interna degli spazi extra-sezioneItem 4. Articolazione interna degli spazi extra-sezione Item 5. FruibilitàItem 5. Fruibilità Item 6. La personalizzazione degli spazi.Item 6. La personalizzazione degli spazi. Item 7. La valenza sociale dello spazioItem 7. La valenza sociale dello spazio Item 8. Lo spazio e le figure di riferimento.Item 8. Lo spazio e le figure di riferimento. Item 9. Il ruolo delladultoItem 9. Il ruolo delladulto Item 10. Lo spazio e lo sviluppo dellautonomiaItem 10. Lo spazio e lo sviluppo dellautonomia Item 11. Lo spazio e la corporeitàItem 11. Lo spazio e la corporeità Item 12. Lo spazio e la competenza simbolicaItem 12. Lo spazio e la competenza simbolica Item 13. Lo spazio e lagentività infantileItem 13. Lo spazio e lagentività infantile Item 14. La qualità estetica dello spazio internoItem 14. La qualità estetica dello spazio interno

52 Il DAVOPSI SOTTOSCALA B2. LORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DELLO SPAZIO ESTERNO (item 1-12) Item 1. ProgettazioneItem 1. Progettazione Item 2. SicurezzaItem 2. Sicurezza Item 3. Piante e fioriItem 3. Piante e fiori Item 4. ArticolazioneItem 4. Articolazione Item 5. FruibilitàItem 5. Fruibilità Item 6. Personalizzazione dello spazio esternoItem 6. Personalizzazione dello spazio esterno Item 7. Valenza sociale dello spazio esternoItem 7. Valenza sociale dello spazio esterno Item 8. Spazio esterno. Il ruolo delladultoItem 8. Spazio esterno. Il ruolo delladulto Item 9. Lo spazio esterno e la corporeitàItem 9. Lo spazio esterno e la corporeità Item 10. Lo spazio esterno e la competenza simbolicaItem 10. Lo spazio esterno e la competenza simbolica Item 11. Lo spazio esterno e lagentività infantileItem 11. Lo spazio esterno e lagentività infantile Item 12. La qualità naturalistica dello spazio esternoItem 12. La qualità naturalistica dello spazio esterno

53 Il DAVOPSI SCALA C. RAGGRUPPAMENTI (item 1-9) Item 1. ProgettazioneItem 1. Progettazione Item 2. DimensioneItem 2. Dimensione Item 3. StabilitàItem 3. Stabilità Item 4. VarietàItem 4. Varietà Item 5. Lappartenenza a un gruppo e il suo significatoItem 5. Lappartenenza a un gruppo e il suo significato Item 6. I raggruppamenti e le regoleItem 6. I raggruppamenti e le regole Item 7. Figure di riferimentoItem 7. Figure di riferimento Item 8. Ruolo delladultoItem 8. Ruolo delladulto Item 9. I gruppi e lo sviluppo dellautonomiaItem 9. I gruppi e lo sviluppo dellautonomia

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