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Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ

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Presentazione sul tema: "Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ"— Transcript della presentazione:

1 Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Piazza G. Ermini, 1 I Perugia Prof. Stefano Federici Corso di Psicologia generale Corso di Psicologia generale Corso 4 – Le funzioni della mente – La Memoria: processi e modelli La codifica dellinformazione La codifica dellinformazione Il modello tradizionale della memoria di Atkinson e Shiffrin Il modello tradizionale della memoria di Atkinson e Shiffrin Il modello della memoria di lavoro di Baddeley Il modello della memoria di lavoro di Baddeley Il modello dei sistemi di memoria di Tulving Il modello dei sistemi di memoria di Tulving Oblio e distorsione dei ricordi Oblio e distorsione dei ricordi Strategia di apprendimento e memoria: la preparazione degli esami Strategia di apprendimento e memoria: la preparazione degli esami

2 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Introduzione: The memory is… Memory is about Memory is about encoding, storage, and retrieval. encoding, storage, and retrieval. the brain, especially the hippocampus and parietal and frontal lobes. the brain, especially the hippocampus and parietal and frontal lobes. 2

3 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Introduzione: La funzione evolutiva della memoria La memoria ha la funzione di permettere agli organismi di trarre vantaggio dallesperienza passata. Nel corso dellevoluzione si sono selezionati, però, diversi modi per realizzare tale obiettivo e lo studio della memoria umana ha permesso di frazionare la nostra capacità di ritenere nuove informazioni portando allindividuazione di diversi sistemi di memoria. Nel corso dellevoluzione si sono selezionati, però, diversi modi per realizzare tale obiettivo e lo studio della memoria umana ha permesso di frazionare la nostra capacità di ritenere nuove informazioni portando allindividuazione di diversi sistemi di memoria. 3

4 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Introduzione: La natura attiva e dinamica della memoria La memoria è la capacità di conservare nel tempo le informazioni apprese e di recuperarle quando servono in modo pertinente. Ogni nuova esperienza comporta dei cambiamenti nei circuiti nervosi, rafforzandone alcuni e indebolendone altri, così da creare nuovi circuiti nervosi. Ogni nuova esperienza comporta dei cambiamenti nei circuiti nervosi, rafforzandone alcuni e indebolendone altri, così da creare nuovi circuiti nervosi. Anche ricordare qualcosa è un processo attivo e dinamico che modifica il ricordo stesso, dipendente dalla storia di ciascun individuo. Anche ricordare qualcosa è un processo attivo e dinamico che modifica il ricordo stesso, dipendente dalla storia di ciascun individuo. La memoria è un sistema in continuo divenire, non uninformazione morta. La memoria è un sistema in continuo divenire, non uninformazione morta. 4

5 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Introduzione: I limiti della memoria La memoria è limitata La memoria è limitata in termini quantitativi in termini quantitativi circa il numero dinformazioni che possiamo immagazzinarecirca il numero dinformazioni che possiamo immagazzinare in termini di durata in termini di durata molti apprendimenti decadono dopo un certo periodo di tempomolti apprendimenti decadono dopo un certo periodo di tempo Quindi è strettamente connessa con lOBLIO. Il fatto di dimenticare costituisce un grande vantaggio e una fortuna, in quanto elimina dalla mente molte informazioni superflue e irrilevanti e, in tal modo, lascia spazio per nuovi apprendimenti. Il fatto di dimenticare costituisce un grande vantaggio e una fortuna, in quanto elimina dalla mente molte informazioni superflue e irrilevanti e, in tal modo, lascia spazio per nuovi apprendimenti. Shereshevkii studiato dal neurofisiologo Alexander Luria ( ) non riusciva a dimenticare nulla comportando un disadattamento allambiente, e unincapacità a discriminare ciò che è importante da ciò che è insignificante.Shereshevkii studiato dal neurofisiologo Alexander Luria ( ) non riusciva a dimenticare nulla comportando un disadattamento allambiente, e unincapacità a discriminare ciò che è importante da ciò che è insignificante. 5

6 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Introduzione: Gli mnemonisti Il caso più famoso di mnemonista è forse quello di un uomo chiamato Shereshevkii, che è state riportato dallo psicologo russo Alexander Luria. Luria (1968) descrisse che un giorno S. si presentò al suo laboratorio, chiedendo che la sua memoria fosse testata. Luria eseguì il test, scoprendo che la memoria di quelluomo sembrava virtualmente priva di limiti. S. poteva riprodurre serie estremamente lunghe di parole, indipendentemente dal tempo passato dalla presentazione di esse. Luria (1968) descrisse che un giorno S. si presentò al suo laboratorio, chiedendo che la sua memoria fosse testata. Luria eseguì il test, scoprendo che la memoria di quelluomo sembrava virtualmente priva di limiti. S. poteva riprodurre serie estremamente lunghe di parole, indipendentemente dal tempo passato dalla presentazione di esse. Luria studiò S. per un periodo di 30 anni, trovando che persino quando la ritenzione di S. veniva testata dopo 15 o 16 anni dopo una sessione di apprendimento delle parole, S. era ancora in grado di richiamarle. S. usa negli anni seguenti la sua memoria prodigiosa in termini professionali, in particolari spettacoli, stupendo il pubblico per la sua abilità di ricordare qualunque cosa a richiesta. Luria studiò S. per un periodo di 30 anni, trovando che persino quando la ritenzione di S. veniva testata dopo 15 o 16 anni dopo una sessione di apprendimento delle parole, S. era ancora in grado di richiamarle. S. usa negli anni seguenti la sua memoria prodigiosa in termini professionali, in particolari spettacoli, stupendo il pubblico per la sua abilità di ricordare qualunque cosa a richiesta. 6

7 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 1 La codifica dellinformazione 7

8 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Leggi questo brano e prova a rievocarne i passaggi La procedura è di fatto piuttosto semplice: innanzitutto disponete gli item in gruppi differenti; naturalmente, un solo mucchio può essere sufficiente, a seconda di quanto cè da fare. Potrebbe essere necessario andare da qualche altra parte per la mancanza di qualcosa di necessario, altrimenti si può procedere subito senza problemi. È importante non fare troppe cose allo stesso tempo, anzi meglio farne di meno che rischiare di farne troppe. In un primo tempo questo aspetto potrebbe sembrare non rilevante, ma potrebbero emergere subito delle complicazioni; un errore potrebbe infatti comportare dei costi. Allinizio lintera procedura sembrerà complicata, ma presto comunque diventerà un altro aspetto di routine della vita. È difficile prevedere che la necessità di fare questa cosa abbia un termine nellimmediato futuro, per quanto non si possa comunque esserne certi. Dopo che la procedura è stata completata, occorre disporre di nuovo le cose in differenti gruppi, per riporle in seguito nei posti appropriati. Queste cose possono essere eventualmente usate di nuovo, con la conseguente necessità di ripetere ancora lintero ciclo. In ogni caso, ciò fa parte della vita. 8

9 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria I 3 stadi della memoria1/2 I 3 stadi della memoria: Codificazione = imprimere nella mente, immettere nella memoria (encoding); Codificazione = imprimere nella mente, immettere nella memoria (encoding); Immagazzinamento = tenere a mente, ritenzione, mantenere in memoria (storage retention); Immagazzinamento = tenere a mente, ritenzione, mantenere in memoria (storage retention); Recupero = ricordo, recuperare dalla memoria (retrieval) Recupero = ricordo, recuperare dalla memoria (retrieval) 9 ENCODING CODIFICAIMMAGAZZINAMENTORECUPERO storageretrievalencoding

10 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria I 3 stadi della memoria2/2 La codifica, limmagazzinamento e il recupero sono spesso considerati come stadi sequenziali, presumendo che linformazione sia prima acquisita dallesterno, mantenuta per un certo tempo, e in seguito recuperata. Tuttavia questi processi, interagendo tra loro, sono interdipendenti. Ad esempio, nel tentare di codificare linformazione del brano di apertura del capitolo, potreste aver trovato il testo difficile da codificare, fatto che ha reso probabilmente difficili anche i successivi processi di immagazzinamento e di recupero dellinformazione. Ad esempio, nel tentare di codificare linformazione del brano di apertura del capitolo, potreste aver trovato il testo difficile da codificare, fatto che ha reso probabilmente difficili anche i successivi processi di immagazzinamento e di recupero dellinformazione. Tuttavia, una particolare etichetta verbale può facilitare la codifica, e quindi limmagazzinamento e il recupero, dei passaggi del brano. La maggior parte delle persone comprende molto meglio quel brano quando ne conosce il titolo, cioè Panni da lavare. Provate adesso a rievocare i passaggi descritti nel brano. Tuttavia, una particolare etichetta verbale può facilitare la codifica, e quindi limmagazzinamento e il recupero, dei passaggi del brano. La maggior parte delle persone comprende molto meglio quel brano quando ne conosce il titolo, cioè Panni da lavare. Provate adesso a rievocare i passaggi descritti nel brano. Il titolo aiuta la codifica dellinformazione, e quindi il ricordo di un passaggio che sembra altrimenti incomprensibile.Il titolo aiuta la codifica dellinformazione, e quindi il ricordo di un passaggio che sembra altrimenti incomprensibile. 10

11 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Panni da lavare La procedura è di fatto piuttosto semplice: innanzitutto disponete gli item in gruppi differenti; naturalmente, un solo mucchio può essere sufficiente, a seconda di quanto cè da fare. Potrebbe essere necessario andare da qualche altra parte per la mancanza di qualcosa di necessario, altrimenti si può procedere subito senza problemi. È importante non fare troppe cose allo stesso tempo, anzi meglio farne di meno che rischiare di farne troppe. In un primo tempo questo aspetto potrebbe sembrare non rilevante, ma potrebbero emergere subito delle complicazioni; un errore potrebbe infatti comportare dei costi. Allinizio lintera procedura sembrerà complicata, ma presto comunque diventerà un altro aspetto di routine della vita. È difficile prevedere che la necessità di fare questa cosa abbia un termine nellimmediato futuro, per quanto non si possa comunque esserne certi. Dopo che la procedura è stata completata, occorre disporre di nuovo le cose in differenti gruppi, per riporle in seguito nei posti appropriati. Queste cose possono essere eventualmente usate di nuovo, con la conseguente necessità di ripetere ancora lintero ciclo. In ogni caso, ciò fa parte della vita. 11

12 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La codifica dellinformazione La codifica nella Memoria a breve termine La codifica nella Memoria a breve termine Linformazione immagazzinata temporaneamente nella memoria a breve termine è codificata principalmente in forma acustica. Linformazione immagazzinata temporaneamente nella memoria a breve termine è codificata principalmente in forma acustica. Quindi, quando si commettono errori nel recupero di parole dalla memoria a breve termine, questi errori tendono a riflettere confusioni nei suoni.Quindi, quando si commettono errori nel recupero di parole dalla memoria a breve termine, questi errori tendono a riflettere confusioni nei suoni. La codifica nella Memoria a lungo termine La codifica nella Memoria a lungo termine Linformazione immagazzinata nella memoria a lungo termine, e disponibile per un recupero successivo, sembra essere principalmente codificata sulla base del significato (codifica semantica). Linformazione immagazzinata nella memoria a lungo termine, e disponibile per un recupero successivo, sembra essere principalmente codificata sulla base del significato (codifica semantica). Le evidenze sperimentali a favore di una codifica semantica sono estremamente persuasive.Le evidenze sperimentali a favore di una codifica semantica sono estremamente persuasive. 12

13 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Loblio delle informazioni Le 2 teorie meglio conosciute sono la teoria dellinterferenza e la teoria del decadimento. Linterferenza si verifica quando è la competizione di informazioni a determinare la dimenticanza di qualcosa; Linterferenza si verifica quando è la competizione di informazioni a determinare la dimenticanza di qualcosa; Linterferenza retroattiva è causata da attività che si verificano dopo lapprendimento di qualcosa ma prima che venga richiesto di richiamare quella tale cosa.Linterferenza retroattiva è causata da attività che si verificano dopo lapprendimento di qualcosa ma prima che venga richiesto di richiamare quella tale cosa. La capacità di rievocare esperienze più lontane nel tempo viene alterata da un processo associato con limmagazzinamento di nuove esperienze. La capacità di rievocare esperienze più lontane nel tempo viene alterata da un processo associato con limmagazzinamento di nuove esperienze. Linterferenza proattiva ha luogo quando il materiale interferente è appreso prima, piuttosto che dopo lapprendimento del materiale che deve essere ricordato.Linterferenza proattiva ha luogo quando il materiale interferente è appreso prima, piuttosto che dopo lapprendimento del materiale che deve essere ricordato. La tendenza dei ricordi precedenti a interferire con il recupero di esperienze e conoscenze successive. La tendenza dei ricordi precedenti a interferire con il recupero di esperienze e conoscenze successive. Il decadimento invece implicata nel caso in cui sia il passaggio del tempo a causare loblio di particolari informazioni. Il decadimento invece implicata nel caso in cui sia il passaggio del tempo a causare loblio di particolari informazioni. Linformazione viene dimenticata a causa della graduale scomparsa, piuttosto che della sostituzione (interferenza), della traccia mnestica.Linformazione viene dimenticata a causa della graduale scomparsa, piuttosto che della sostituzione (interferenza), della traccia mnestica. 13

14 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Recupero Richiamo Richiamo Consiste nel produrre (e non soltanto nel riconoscere come corretto) un fatto, una parola o un altro item dalla memoria. Consiste nel produrre (e non soltanto nel riconoscere come corretto) un fatto, una parola o un altro item dalla memoria. Riconoscimento Riconoscimento Consiste nel riconoscere come corretto (non nel produrre) un fatto, una parola, o un altro item dalla memoria. Consiste nel riconoscere come corretto (non nel produrre) un fatto, una parola, o un altro item dalla memoria. Prime Prime Un nodo che attiva un nodo connesso in una rete, determinando unattivazione definita effetto di priming. Un nodo che attiva un nodo connesso in una rete, determinando unattivazione definita effetto di priming. 14

15 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il processo ricostruttivo e costruttivo del recupero1/2 Il recupero è un processo ricostruttivo o costruttivo? Unimplicazione importante del lavoro di Bartlett e di studi successivi è che il recupero mnestico non è solo ricostruttivo, e quindi basato su strategie (ad es., ricerca di indizi [cue], inferenze) per il recupero in memoria delle tracce originarie delle nostre esperienze allo scopo di ricostruirle. Unimplicazione importante del lavoro di Bartlett e di studi successivi è che il recupero mnestico non è solo ricostruttivo, e quindi basato su strategie (ad es., ricerca di indizi [cue], inferenze) per il recupero in memoria delle tracce originarie delle nostre esperienze allo scopo di ricostruirle. Viceversa, nelle situazioni di vita quotidiana la memoria è anche costruttiva, in quanto lesperienza antecedente influenza il processo del richiamo e che cosa viene di fatto richiamato. Viceversa, nelle situazioni di vita quotidiana la memoria è anche costruttiva, in quanto lesperienza antecedente influenza il processo del richiamo e che cosa viene di fatto richiamato. Si ricordi lo studio di Bransford e Johnson (1972) citato sui panni da lavare.Si ricordi lo studio di Bransford e Johnson (1972) citato sui panni da lavare. 15

16 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il processo ricostruttivo e costruttivo del recupero2/2 La Loftus ha contribuito a mettere in luce i problemi potenziali, riconducibili alle convinzioni errate, implicati nelle condanne di persone accusate di crimini basate solo o principalmente sulle testimonianze oculari. Loftus Loftus & Palmer (1974) Reconstruction of automobile destruction. Two experiments are reported in which subjects viewed films of automobile accidents and then answered questions about events occurring in the films. The question, About how fast were the cars going when they smashed into each other? elicited higher estimates of speed than questions which used the verbs collided, bumped, contacted, or hit in place of smashed. The question, About how fast were the cars going when they smashed into each other? elicited higher estimates of speed than questions which used the verbs collided, bumped, contacted, or hit in place of smashed. On a retest one week later, those subjects who received the verb smashed were more likely to say yes to the question, Did you see any broken glass?, even though broken glass was not present in the film. These results are consistent with the view that the questions asked subsequent to an event can cause a reconstruction in ones memory of that event. On a retest one week later, those subjects who received the verb smashed were more likely to say yes to the question, Did you see any broken glass?, even though broken glass was not present in the film. These results are consistent with the view that the questions asked subsequent to an event can cause a reconstruction in ones memory of that event. 16

17 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 2 Il modello tradizionale della memoria di Atkinson e Shiffrin 17

18 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Le metafore sulla memoria Gli psicologi cognitivi hanno ottenuto una grande quantità di dati importanti sulla memoria attraverso lo studio di soggetti mnemonisti, amnesici e normali. Ma come vengono organizzati questi dati per capire come funziona la memoria? Ma come vengono organizzati questi dati per capire come funziona la memoria? Le differenze principali tra queste interpretazioni alternative sono centrate sulla metafora usata per concettualizzare la memoria. Le differenze principali tra queste interpretazioni alternative sono centrate sulla metafora usata per concettualizzare la memoria. Nancy Waugh e Donald Norman (1965) hanno proposto un modello della memoria basato sulla distinzione tra 2 strutture della memoria: la memoria primaria, che mantiene temporaneamente linformazione per luso corrente, e la memoria primaria, che mantiene temporaneamente linformazione per luso corrente, e la memoria secondaria, che mantiene linformazione permanentemente, o almeno per un tempo molto lungo. la memoria secondaria, che mantiene linformazione permanentemente, o almeno per un tempo molto lungo. 18

19 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il modello tradizionale di memoria Atkinson e Shiffrin (1977) proposero una metafora alternativa, multiprocesso o multimomodale che è un modello input-output composto da tre componenti: il registro sensoriale (RS): sistema a capacità elevata ma di rapido decadimento il registro sensoriale (RS): sistema a capacità elevata ma di rapido decadimento la memoria a breve termine (MBT) la memoria a breve termine (MBT) la memoria a lungo termine (MLT) la memoria a lungo termine (MLT) 19

20 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Figura del modello di Atkinson e Shiffrin 20

21 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La scoperta di Sperling: il registro sensoriale Sperling (1960) dimostrò lesistenza di un tempo di ritenzione molto al di sotto di quello considerato proprio della memoria a breve termine, ipotizzando unulteriore unità di memorizzazione nella quale linformazione viene fissata in un registro sensoriale. Procedura del resoconto parziale Procedura del resoconto parziale vengono presentate visivamente, per soli 50 millisecondi, 9 lettere disposte su 3 righe e 3 colonne.vengono presentate visivamente, per soli 50 millisecondi, 9 lettere disposte su 3 righe e 3 colonne. un suono di diversa altezza indica quale riga deve essere nominata = stima del numero totale di lettere disponibili nel registro sensoriale.un suono di diversa altezza indica quale riga deve essere nominata = stima del numero totale di lettere disponibili nel registro sensoriale. 21 DGH JBM WZP Riquadro con lettere Riquadro con contrassegno

22 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Procedura di resoconto parziale di Sperling Vengono presentate visivamente per 50 millisecondi 9 lettere, disposte su 3 righe e 3 colonne. Un suono di diversa altezza indica quale riga deve essere nominata. Sperling stimò il numero totale di lettere che erano disponibili nel registro sensoriale moltiplicando la media delle lettere ricordate dopo il segnale sonoro per tre (per questo la scala in figura va da 0 a 9). I dati mostrano che il registro sensoriale è un sistema a capacità elevata ma di rapido decadimento. 22

23 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La Memoria a Breve Termine Memoria a breve termine (MBT) Memoria a breve termine (MBT) conserva le informazioni per circa mezzo minuto e ha una capacità limitata. conserva le informazioni per circa mezzo minuto e ha una capacità limitata. Esempio: far fare due compiti cognitivi a un soggetto = dimostrazione dei limiti della MBTEsempio: far fare due compiti cognitivi a un soggetto = dimostrazione dei limiti della MBT Miller (1956) Miller (1956) Il magico numero 7±2 per indicare la quantità di unità di informazioni diverse che si possono ricordare dopo una singola prestazione e in assenza di ripetizioni.Il magico numero 7±2 per indicare la quantità di unità di informazioni diverse che si possono ricordare dopo una singola prestazione e in assenza di ripetizioni. Tecniche di raggruppamento (chunk) per formare unità di informazione complesse.Tecniche di raggruppamento (chunk) per formare unità di informazione complesse. 23

24 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria a breve termine e il cuscinetto di reiterazione Brown (1958) e Peterson e Peterson (1959) Brown (1958) e Peterson e Peterson (1959) Idearono una tecnica consistente nel far fare due compiti cognitivi a un soggetto e nel mostrare che lo spazio, più o meno grande, della MBT occupato da uno dei due rendeva difficile lesecuzione dellaltro compito. Idearono una tecnica consistente nel far fare due compiti cognitivi a un soggetto e nel mostrare che lo spazio, più o meno grande, della MBT occupato da uno dei due rendeva difficile lesecuzione dellaltro compito. verificarono che in presenza di compiti distrattori (compiti dinterferenza) i soggetti non erano in grado di ricordare neppure tre informazioni dopo 18 secondi.verificarono che in presenza di compiti distrattori (compiti dinterferenza) i soggetti non erano in grado di ricordare neppure tre informazioni dopo 18 secondi. Marsh et al In condizioni particolari tale volatilità può diventare molto elevata e la MBT può durare anche solo 2 secondi. In condizioni particolari tale volatilità può diventare molto elevata e la MBT può durare anche solo 2 secondi. Per esempio, se state ripetendo un numero nuovo di telefono dopo averlo letto dallelenco e un compagno nello stesso momento vi dice lindirizzo della persona in oggetto, è probabile che non riusciate a finire di comporre il numero sulla tastiera a causa di questa interferenza.Per esempio, se state ripetendo un numero nuovo di telefono dopo averlo letto dallelenco e un compagno nello stesso momento vi dice lindirizzo della persona in oggetto, è probabile che non riusciate a finire di comporre il numero sulla tastiera a causa di questa interferenza. Il cuscinetto di reiterazione (rehearsal buffer) Per evitare il rapido deterioramento delle informazioni, esse vanno ripetute con frequenza per mantenerle presenti nel cosiddetto cuscinetto di reiterazione. Per evitare il rapido deterioramento delle informazioni, esse vanno ripetute con frequenza per mantenerle presenti nel cosiddetto cuscinetto di reiterazione. Le informazioni ripetute abbastanza a lungo sono trasferite nella memoria a lungo termine; le altre sono rimpiazzate da nuovi stimoli. Le informazioni ripetute abbastanza a lungo sono trasferite nella memoria a lungo termine; le altre sono rimpiazzate da nuovi stimoli. 24

25 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La Memoria a Lungo Termine Memoria a lungo termine (MLT) MLT = nozione ingenua di memoria MLT = nozione ingenua di memoria La probabilità che le informazioni passino dalla MBT alla MLT è in funzione: della reiterazione delle informazioni nella MBT; della reiterazione delle informazioni nella MBT; dell'integrazione e organizzazione del materiale in strutture organizzate (esperimento di Mandler). dell'integrazione e organizzazione del materiale in strutture organizzate (esperimento di Mandler). Il modello sequenziale di Aktinson e Shiffrin privilegia la dimensione della durata temporale del ricordo ma non tiene conto di altre importanti variabili della memoria. La stessa distinzione fra MBT e MLT non va intesa in modo dicotomico e discreto. Ricerche recenti condotte su pazienti con MBT danneggiata ma MLT sana hanno mostrato che la sequenzialità non è una condizione indispensabile. Ricerche recenti condotte su pazienti con MBT danneggiata ma MLT sana hanno mostrato che la sequenzialità non è una condizione indispensabile. Inoltre, si è provato che non è la semplice ripetizione ad aumentare la probabilità di passaggio alla MLT, bensì lelaborazione e lintegrazione del materiale in strutture organizzate già operanti nella MLT Inoltre, si è provato che non è la semplice ripetizione ad aumentare la probabilità di passaggio alla MLT, bensì lelaborazione e lintegrazione del materiale in strutture organizzate già operanti nella MLT 25

26 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 3 Il modello della memoria di lavoro di Baddeley 26

27 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria di Lavoro di Baddeley 1/3 Baddeley (1992) Baddeley (1992) Ha approfondito la comprensione della MBT e ha chiamato questo stadio memoria di lavoro (ML) in quanto conserva temporaneamente le informazioni e nello stesso procede a una loro elaborazione attiva. Ha approfondito la comprensione della MBT e ha chiamato questo stadio memoria di lavoro (ML) in quanto conserva temporaneamente le informazioni e nello stesso procede a una loro elaborazione attiva. La ML concerne il presente ed è stata fatta coincidere con la coscienza in senso stretto. La ML concerne il presente ed è stata fatta coincidere con la coscienza in senso stretto. La ML è articolata in 4 sottosistemi distinti. La ML è articolata in 4 sottosistemi distinti. 27

28 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Diagramma della memoria di lavoro (Baddeley, 2000) 28

29 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria di Lavoro di Baddeley 3/3 1. Lesecutivo centrale (central executive) controlla i dati provenienti dai due sottosistemi e svolge funzioni essenziali come il controllo attentivo delle azioni. È un sistema flessibile per il controllo e la regolazione dei processi cognitivi richiesti dalla situazione. È un sistema flessibile per il controllo e la regolazione dei processi cognitivi richiesti dalla situazione. Collega le informazioni provenienti dalle diverse fonti in episodi coerenti, coordina i sottosistemi, orienta le risorse attentive a disposizione in modo selettivo, è in grado di cambiare i piani di reiterazione e attiva momentaneamente la memoria a lungo termine. Collega le informazioni provenienti dalle diverse fonti in episodi coerenti, coordina i sottosistemi, orienta le risorse attentive a disposizione in modo selettivo, è in grado di cambiare i piani di reiterazione e attiva momentaneamente la memoria a lungo termine. 29

30 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria di Lavoro di Baddeley 2/3 2. Il circuito fonologico (fonological loop) concerne il parlato conserva lordine in cui le parole sono presentate. È suddiviso in 2 componenti: 1. Il magazzino fonologico (phonological store) 1. Il magazzino fonologico (phonological store) In grado di trattenere le tracce acustiche per circa 2 secondiIn grado di trattenere le tracce acustiche per circa 2 secondi 2. Il sistema articolatorio (articulatory system) 2. Il sistema articolatorio (articulatory system) Reitera le tracce acustiche a livello subvocale.Reitera le tracce acustiche a livello subvocale. È inoltre caratterizzato da: leffetto della similarità fonologica le parole che sono simili a livello fonologico sono ricordate peggio. leffetto della similarità fonologica le parole che sono simili a livello fonologico sono ricordate peggio. leffetto della lunghezza delle parole una sequenza di parole corte è riprodotta più facilmente di una di parole lunghe. leffetto della lunghezza delle parole una sequenza di parole corte è riprodotta più facilmente di una di parole lunghe. leffetto della soppressione articolatoria la memoria del materiale verbale è danneggiata soprattutto a livello sintattico se si richiede alle persone di ripetere nello stesso tempo e in continuazione qualcosa di irrilevante ad alta voce come hi-ha, poiché tale comportamento blocca il processo di reiterazione. leffetto della soppressione articolatoria la memoria del materiale verbale è danneggiata soprattutto a livello sintattico se si richiede alle persone di ripetere nello stesso tempo e in continuazione qualcosa di irrilevante ad alta voce come hi-ha, poiché tale comportamento blocca il processo di reiterazione. 30

31 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria di Lavoro di Baddeley 2/3 3. Il taccuino visivo-spaziale (visuospatial sketchpad) è adibito allelaborazione e al mantenimento dellinformazione visiva e spaziale, nonché delle immagini mentali ed è composto da: nascondiglio visivo (visual cache) ha la funzione di conservare le informazioni concernenti la forma e i colori; nascondiglio visivo (visual cache) ha la funzione di conservare le informazioni concernenti la forma e i colori; scrivano interno (inner scribe) è implicato nella reiterazione attiva delle informazioni riguardanti lo spazio e i movimenti, soprattutto quelli del corpo. scrivano interno (inner scribe) è implicato nella reiterazione attiva delle informazioni riguardanti lo spazio e i movimenti, soprattutto quelli del corpo. 31

32 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria di Lavoro di Baddeley 3/3 4. Il tampone episodico (episodic buffer) sottosistema schiavo, di più recente introduzione, ha la funzione di collegare insieme informazioni provenienti da diverse parti in modo da comporre un episodio coerente, nonché di combinare singoli elementi per costruire strutture più articolate a partire dalle informazioni visive, come la memoria di una storia o della scena di un film. 32

33 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 4 Il modello dei sistemi di memoria di Tulving 33

34 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il modello dei sistemi di memoria Tulving (1972; 1985) ha proposto un frazionamento della MLT, distinguendo 3 differenti sistemi memoria episodica memoria episodica memoria semantica memoria semantica memoria procedurale memoria procedurale Suggerisce lesistenza di sistemi di memoria separati deputati allorganizzazione e allimmagazzinamento dellinformazione relativa a eventi con una precisa collocazione nel tempo (ad es., cosa avete mangiato a pranzo ieri?, chi è stata la prima persona che avete visto questa mattina?), e di un sistema che viceversa memorizza linformazione senza un riferimento temporale specifico (chi erano i due psicologi che per primi proposero il modello della memoria dei tre magazzini?, cosa si intende per mnemonista?). 34

35 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Figura dei sistemi di Memoria 35 MEMORIA Memoria a lungo termine Memoria sensoriale Memoria a breve termine Memoria di lavoro Memoria sensoriale Memoria a breve termine Memoria di lavoro Memoria esplicita (dichiarativa) Memoria esplicita (dichiarativa) Memoria implicita (non dichiarativa) Memoria implicita (non dichiarativa) Episodica Semantica Procedurale Apprendimento associativo Apprendimento non associativo Eventi personali specifici Significati Conoscenze generali Significati Conoscenze generali Abilità motorie Priming (percettivo- semantico) Condiziona- mento classico Autobiografica Coscienza anoetica Coscienza autonoetica Coscienza noetica Sensibilizzazione Assuefazione Sensibilizzazione Assuefazione

36 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria episodica La memoria episodica La memoria episodica conserva le informazioni relative ad eventi o episodi inseriti nel loro contesto temporale e spaziale, direttamente esperiti dal soggetto, con ricchezza di dettagli ed archiviati in riferimento temporale agli altri eventi autobiografici già depositati. conserva le informazioni relative ad eventi o episodi inseriti nel loro contesto temporale e spaziale, direttamente esperiti dal soggetto, con ricchezza di dettagli ed archiviati in riferimento temporale agli altri eventi autobiografici già depositati. Ad esempio, la memoria episodica può conservare il ricordo di quella volta che andammo al ristorante ed il cameriere inciampò versando la carne al ragù sul vestito della signora seduta al tavolo affianco al nostro; lei si arrabbiò molto, soprattutto quando il cameriere non si sbrigava a portarle lo smacchiatore; poi la signora si alzò ed andò via urlando, con il suo vestito bianco macchiato di rosso sulla spalla destra; cera molta gente nel ristorante e tutti iniziarono a ridere; ci divertimmo molto, nonostante quella sera fossimo un po preoccupati perché il giorno dopo dovevamo sostenere un esame difficile; era una serata molto calda e dopo cena facemmo una passeggiata.Ad esempio, la memoria episodica può conservare il ricordo di quella volta che andammo al ristorante ed il cameriere inciampò versando la carne al ragù sul vestito della signora seduta al tavolo affianco al nostro; lei si arrabbiò molto, soprattutto quando il cameriere non si sbrigava a portarle lo smacchiatore; poi la signora si alzò ed andò via urlando, con il suo vestito bianco macchiato di rosso sulla spalla destra; cera molta gente nel ristorante e tutti iniziarono a ridere; ci divertimmo molto, nonostante quella sera fossimo un po preoccupati perché il giorno dopo dovevamo sostenere un esame difficile; era una serata molto calda e dopo cena facemmo una passeggiata. 36

37 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria semantica La memoria semantica La memoria semantica conserva le informazioni in maniera indipendente dal contesto in cui le abbiamo apprese e le archivia allinterno della preesistente struttura cognitiva, ponendole in relazione semantica alle altre informazioni presenti. conserva le informazioni in maniera indipendente dal contesto in cui le abbiamo apprese e le archivia allinterno della preesistente struttura cognitiva, ponendole in relazione semantica alle altre informazioni presenti. Ad esempio, io so cosè un ristorante, so che al ristorante ci si va per mangiare, so che la carne al ragù è un cibo, che è cucinato con la salsa di pomodoro, che il pomodoro è un vegetale, che anche la rosa è un vegetale, ma che questa, a differenza del pomodoro è un fiore e così via. Posso anche sapere di aver sostenuto quel difficile esame in quel giorno di giugno e sapere che a giugno in genere fa caldo, senza naturalmente ricordare niente dellinterrogazione. Insomma, la memoria semantica si riferisce alle nostre conoscenze generali, comprese le parole, le regole di comportamento, i concetti astratti, una regola della grammatica greca, ma anche lindirizzo di casa ed il proprio numero di telefono.Ad esempio, io so cosè un ristorante, so che al ristorante ci si va per mangiare, so che la carne al ragù è un cibo, che è cucinato con la salsa di pomodoro, che il pomodoro è un vegetale, che anche la rosa è un vegetale, ma che questa, a differenza del pomodoro è un fiore e così via. Posso anche sapere di aver sostenuto quel difficile esame in quel giorno di giugno e sapere che a giugno in genere fa caldo, senza naturalmente ricordare niente dellinterrogazione. Insomma, la memoria semantica si riferisce alle nostre conoscenze generali, comprese le parole, le regole di comportamento, i concetti astratti, una regola della grammatica greca, ma anche lindirizzo di casa ed il proprio numero di telefono. Nelle prime fasi dellesistenza, le conoscenze semantiche si formano a partire da ripetute esposizioni personali ad una particolare esperienza, da cui viene astratta una conoscenza generale. Nelle prime fasi dellesistenza, le conoscenze semantiche si formano a partire da ripetute esposizioni personali ad una particolare esperienza, da cui viene astratta una conoscenza generale. Ripetuti incontri con un cane ci permettono di sapere che il cane ha quattro zampe, abbaia, ecc.Ripetuti incontri con un cane ci permettono di sapere che il cane ha quattro zampe, abbaia, ecc. Una volta acquisite, le conoscenze semantiche si svincolano dalla situazione in cui sono state apprese. Una volta acquisite, le conoscenze semantiche si svincolano dalla situazione in cui sono state apprese. Ad esempio, possiamo conoscere il teorema di Pitagora senza necessariamente ricordare quando labbiamo imparato.Ad esempio, possiamo conoscere il teorema di Pitagora senza necessariamente ricordare quando labbiamo imparato. 37

38 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La demenza semantica Paziente affetta da demenza semantica Paziente affetta da demenza semantica la conoscenza residua delle funzioni degli oggetti dipendeva dalluso che ne faceva personalmente: la conoscenza residua delle funzioni degli oggetti dipendeva dalluso che ne faceva personalmente: riferiva che la brocca era un oggetto che serviva a metterci dentro i fiori, così come lutilizzava nella propria casa, ma aveva dimenticato la sua funzione, tipica, di contenitore di liquidi (Snowden, 2002).riferiva che la brocca era un oggetto che serviva a metterci dentro i fiori, così come lutilizzava nella propria casa, ma aveva dimenticato la sua funzione, tipica, di contenitore di liquidi (Snowden, 2002). 38

39 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La dipendenza della memoria episodica da quella semantica Tulving (1995) e la dipendenza della memoria episodica da quella semantica Tulving (1995) e la dipendenza della memoria episodica da quella semantica ha dimostrato che la frequente origine esperienziale delle conoscenze semantiche non vuol dire tuttavia che esse derivano dalla memoria episodica. ha dimostrato che la frequente origine esperienziale delle conoscenze semantiche non vuol dire tuttavia che esse derivano dalla memoria episodica. Limmagazzinamento delle informazioni nei due sistemi è organizzato in maniera seriale a partire dalla memoria semantica, per cui esse debbono prima essere elaborate dal sistema semantico e solo successivamente possono entrare in quello episodico. Limmagazzinamento delle informazioni nei due sistemi è organizzato in maniera seriale a partire dalla memoria semantica, per cui esse debbono prima essere elaborate dal sistema semantico e solo successivamente possono entrare in quello episodico. Uninformazione può entrare nel magazzino semantico senza essere passata per quello episodico.Uninformazione può entrare nel magazzino semantico senza essere passata per quello episodico. Vi sono esempi clinici di soggetti con grave amnesia episodica che, tuttavia, sono in grado di acquisire nuove conoscenze semantiche, mentre non sarebbe possibile il contrario (Tulving, 2001). Vi sono esempi clinici di soggetti con grave amnesia episodica che, tuttavia, sono in grado di acquisire nuove conoscenze semantiche, mentre non sarebbe possibile il contrario (Tulving, 2001). Non si può ricordare in maniera episodica, quindi, ciò che non ha preliminarmente acquisito un significato nel contesto delle nostre conoscenze precedenti.Non si può ricordare in maniera episodica, quindi, ciò che non ha preliminarmente acquisito un significato nel contesto delle nostre conoscenze precedenti. 39

40 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria autobiografica Memoria autobiografica Memoria autobiografica È spesso utilizzata in maniera intercambiabile con quella episodica, tuttavia la memoria autobiografica comprende anche una memoria semantica personale che include, invece, i fatti autobiografici, che non differiscono sostanzialmente dagli altri fatti relativi al mondo (Kopelman et al., 1989; Cermak, OConnor, 1983). È spesso utilizzata in maniera intercambiabile con quella episodica, tuttavia la memoria autobiografica comprende anche una memoria semantica personale che include, invece, i fatti autobiografici, che non differiscono sostanzialmente dagli altri fatti relativi al mondo (Kopelman et al., 1989; Cermak, OConnor, 1983). Possiamo conoscere informazioni relative al nostro passato, come il nome dei colleghi di lavoro o dei compagni di classe delle scuole superiori, allo stesso modo in cui conosciamo, ad esempio, fatti storici, come il nome dei sette re di Roma.Possiamo conoscere informazioni relative al nostro passato, come il nome dei colleghi di lavoro o dei compagni di classe delle scuole superiori, allo stesso modo in cui conosciamo, ad esempio, fatti storici, come il nome dei sette re di Roma. Incidentalmente, va notato come la memoria semantica personale può essere danneggiata più gravemente di quella relativa a personaggi pubblici, nonostante ciò possa sembrare paradossale. Incidentalmente, va notato come la memoria semantica personale può essere danneggiata più gravemente di quella relativa a personaggi pubblici, nonostante ciò possa sembrare paradossale. 40

41 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria procedurale La memoria procedurale (Tulving, 1985, 1983) La memoria procedurale (Tulving, 1985, 1983) si riferisce allapprendimento di associazioni tra stimoli e risposte, comprese quelle che implicano complesse configurazioni dello stimolo e sequenze di risposta. si riferisce allapprendimento di associazioni tra stimoli e risposte, comprese quelle che implicano complesse configurazioni dello stimolo e sequenze di risposta. Sono apprendimenti che avvengono lentamente e non comportano una rappresentazione interna ma producono direttamente i loro effetti sul comportamento, in maniera automatica, rigida ed inconsapevole. Sono apprendimenti che avvengono lentamente e non comportano una rappresentazione interna ma producono direttamente i loro effetti sul comportamento, in maniera automatica, rigida ed inconsapevole. Contiene le informazioni sul come vanno fatte le cose e permette lacquisizione, la ritenzione e lutilizzo di abilità motorie, percettive e cognitive. Contiene le informazioni sul come vanno fatte le cose e permette lacquisizione, la ritenzione e lutilizzo di abilità motorie, percettive e cognitive. Ad esempio, possiamo essere bravissimi ad andare in bicicletta senza per questo ricordare quando e dove labbiamo imparato (memoria episodica), né saper spiegare come facciamo a rimanere in equilibrio (memoria semantica). Lo facciamo e basta.Ad esempio, possiamo essere bravissimi ad andare in bicicletta senza per questo ricordare quando e dove labbiamo imparato (memoria episodica), né saper spiegare come facciamo a rimanere in equilibrio (memoria semantica). Lo facciamo e basta. La memoria procedurale, dunque, non è accompagnata da alcuna consapevolezza ed è quindi definita anoetica. La memoria procedurale, dunque, non è accompagnata da alcuna consapevolezza ed è quindi definita anoetica. 41

42 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale MLT: Memoria procedurale La memoria procedurale La memoria procedurale riguarda la conservazione delle abilità e delle procedure con cui fare le cose. riguarda la conservazione delle abilità e delle procedure con cui fare le cose. È una forma implicita di memoria (in particolare, negli aspetti motori) che ha sede prevalente nei gangli basali nel cervello. È una forma implicita di memoria (in particolare, negli aspetti motori) che ha sede prevalente nei gangli basali nel cervello. Le persone, di solito, hanno difficoltà a spiegare verbalmente ciò che essi sono cacaci di fare e come lo fanno. La soluzione più semplice per loro è far vedere come si fa valore ostensivo della memoria procedurale.Le persone, di solito, hanno difficoltà a spiegare verbalmente ciò che essi sono cacaci di fare e come lo fanno. La soluzione più semplice per loro è far vedere come si fa valore ostensivo della memoria procedurale. È valutabile solo attraverso lesecuzione delle attività in oggetto.È valutabile solo attraverso lesecuzione delle attività in oggetto. 42

43 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale MLT: Memoria dichiarativa La memoria dichiarativa La memoria dichiarativa concerne la conservazione delle conoscenze circa fatti che possono essere acquisiti in una volta sola e che sono direttamente accessibili alla coscienza. concerne la conservazione delle conoscenze circa fatti che possono essere acquisiti in una volta sola e che sono direttamente accessibili alla coscienza. È una memoria esplicita che ha sede nellippocampo e nella corteccia temporale. È una memoria esplicita che ha sede nellippocampo e nella corteccia temporale. 43

44 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria per fare e per conoscere La distinzione fra memoria procedurale e memoria dichiarativa è stata riferita alla differenza fra il sapere cosa (knowing that) e il sapere come (knowing how) La distinzione fra memoria procedurale e memoria dichiarativa è stata riferita alla differenza fra il sapere cosa (knowing that) e il sapere come (knowing how) Sindrome di Korsakoff grave conseguenza cerebrale dellalcolismo prolungato che determina una dimostrata cattiva codifica. Sindrome di Korsakoff grave conseguenza cerebrale dellalcolismo prolungato che determina una dimostrata cattiva codifica. Questi soggetti che soffrono di amnesia anterograda e di confabulazione, non sono più in grado di generare nuovi ricordi a livello dichiarativo ma sono ancora in grado di conservare ricordi a livello procedurale (per esempio, sono capaci di costruire il puzzle noto come Torre di Hanoi).Questi soggetti che soffrono di amnesia anterograda e di confabulazione, non sono più in grado di generare nuovi ricordi a livello dichiarativo ma sono ancora in grado di conservare ricordi a livello procedurale (per esempio, sono capaci di costruire il puzzle noto come Torre di Hanoi).amnesiaTorre di HanoiamnesiaTorre di Hanoi 44

45 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Amnesia MBT vs MLT MBT vs MLT Disturbo MLT (amnesia classica) Disturbo MLT (amnesia classica) 1.da lesione bitemporale 2.da lesione mammillo-talamica (es Korsakov) Disturbo MBT (parietali sx inf.) Disturbo MBT (parietali sx inf.) Episodica vs Semantica Episodica vs Semantica Disturbo episodica (amnesia classica) Disturbo episodica (amnesia classica) Disturbo semantica (afasie) Disturbo semantica (afasie) Retrograda e Anterograda Retrograda e Anterograda Retro: incapacità a memorizzare esplicitamente materiale vecchio. Retro: incapacità a memorizzare esplicitamente materiale vecchio. Antero: incapacità a rievocare esplicitamente materiale nuovo. Antero: incapacità a rievocare esplicitamente materiale nuovo. 45

46 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Torre di Hanoi 46

47 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria implicita ed esplicita Memoria esplicita Memoria esplicita di informazioni consapevolmente apprese. A questa si applicano la nozione quotidiana di oblio. di informazioni consapevolmente apprese. A questa si applicano la nozione quotidiana di oblio. Memoria implicita Memoria implicita Rilevabile solo grazie a sofisticati paradigmi sperimentali o esaminando pazienti con lesioni cerebrali. Rilevabile solo grazie a sofisticati paradigmi sperimentali o esaminando pazienti con lesioni cerebrali. Si mostra che un compito precedente (leggere delle parole), ha degli effetti su un compito successivo, non necessariamente di memoria, per esempio, completare parole o frasi.Si mostra che un compito precedente (leggere delle parole), ha degli effetti su un compito successivo, non necessariamente di memoria, per esempio, completare parole o frasi. Noi non ci rendiamo affatto conto di questo tipo di interferenza dovuta allattivazione anticipatoria (priming) di unarea di conoscenze. Noi non ci rendiamo affatto conto di questo tipo di interferenza dovuta allattivazione anticipatoria (priming) di unarea di conoscenze. 47

48 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Disturbi della memoria implicita ed esplicita Recentemente si è riusciti, studiando pazienti con danni cerebrali, non solo a separare memoria implicita ed esplicita, ma anche a localizzare le aree del cervello deputate alle due funzioni. Recentemente si è riusciti, studiando pazienti con danni cerebrali, non solo a separare memoria implicita ed esplicita, ma anche a localizzare le aree del cervello deputate alle due funzioni. La memoria implicita interessa lapprendimento motorio, come quando impariamo i movimenti di uno sport (che, infatti, sono impermeabili alloblio e, quindi, difficili da correggere). È discutibile se si debbano estendere le nozioni quotidiane di memoria e oblio a questi processi che implicano forme di recupero, di interferenza e di cancellazione che sono automatiche e fuori dal controllo cosciente di una persona. È discutibile se si debbano estendere le nozioni quotidiane di memoria e oblio a questi processi che implicano forme di recupero, di interferenza e di cancellazione che sono automatiche e fuori dal controllo cosciente di una persona. Peraltro, pazienti con gravi forme di amnesia per informazioni esplicite riescono ad acquisire e conservare ricordi nella memoria implicita attraverso il priming e lapprendimento motorio. Inoltre tali soggetti presentano dei gravi deficit nella memoria esplicita ma non in quella implicita. Peraltro, pazienti con gravi forme di amnesia per informazioni esplicite riescono ad acquisire e conservare ricordi nella memoria implicita attraverso il priming e lapprendimento motorio. Inoltre tali soggetti presentano dei gravi deficit nella memoria esplicita ma non in quella implicita. 48

49 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria episodica e semantica 1/3 Memoria episodica Memoria episodica Riguarda ciò che noi ricordiamo. Riguarda ciò che noi ricordiamo. Quello che noi intendiamo abitualmente per memoria ed oblio, coincide con la memoria episodica. Quello che noi intendiamo abitualmente per memoria ed oblio, coincide con la memoria episodica. Memoria semantica Memoria semantica Riguarda ciò che noi sappiamo. Riguarda ciò che noi sappiamo. Sono entrambe memorie a lungo termine. Mentre il ricordo implica sempre conoscenza, non vale la relazione inversa. Mentre il ricordo implica sempre conoscenza, non vale la relazione inversa. 49

50 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria episodica e semantica 2/2 La memoria episodica evolutivamente compare in seguito alla memoria semantica. Gli uccelli e i mammiferi hanno conoscenze ricche ed articolate sul mondo esterno (memoria semantica), ma pressoché nulle sulle loro esperienze personali (memoria episodica). Gli uccelli e i mammiferi hanno conoscenze ricche ed articolate sul mondo esterno (memoria semantica), ma pressoché nulle sulle loro esperienze personali (memoria episodica). La memoria di cui ci parlano i poeti e i letterati classici è sempre la memoria episodica, che infatti si colora di tinte affettive (ed evoca emozioni come nostalgia, tristezza, melanconia, felicità ecc.). La memoria di cui ci parlano i poeti e i letterati classici è sempre la memoria episodica, che infatti si colora di tinte affettive (ed evoca emozioni come nostalgia, tristezza, melanconia, felicità ecc.). 50

51 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria episodica e semantica 2/2 I due sistemi, semantico ed episodico, operano serialmente: serialmente linformazione, per entrare nella memoria episodica, deve passare per quella semantica. In effetti, è esperienza comune che una persona ignorante in un certo ambito non può organizzare in memoria alcune informazioni (e, ovviamente, non avendole conservate non può nemmeno dimenticarle: spesso gli studenti agli esami dicono che non ricordano, ma spesso non ricordano non avendo mai appreso). linformazione, per entrare nella memoria episodica, deve passare per quella semantica. In effetti, è esperienza comune che una persona ignorante in un certo ambito non può organizzare in memoria alcune informazioni (e, ovviamente, non avendole conservate non può nemmeno dimenticarle: spesso gli studenti agli esami dicono che non ricordano, ma spesso non ricordano non avendo mai appreso). I due sistemi interagiscono nel mantenere le informazioni, anche se il recupero può avvenire tramite uno solo dei due sistemi, come ha dimostrato sperimentalmente Tulving e come è emerso dagli studi con pazienti con lesioni cerebrali. 51

52 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza anoetica, noetica e autonoetica La memoria procedurale possiede una coscienza anoetica La memoria procedurale possiede una coscienza anoetica è caratteristica anche delle piante, di animali molto semplici e, perché no, di macchine capaci di accrescere la propria conoscenza (ad esempio i computer). è caratteristica anche delle piante, di animali molto semplici e, perché no, di macchine capaci di accrescere la propria conoscenza (ad esempio i computer). La memoria semantica, costituita da rappresentazioni consapevoli delle proprie conoscenze, è una memoria noetica La memoria semantica, costituita da rappresentazioni consapevoli delle proprie conoscenze, è una memoria noetica Permette la consapevolezza introspettiva delle proprie conoscenze sul mondo. Permette la consapevolezza introspettiva delle proprie conoscenze sul mondo. È posseduta anche da animali poco evoluti e dai bambini molto piccoli. È posseduta anche da animali poco evoluti e dai bambini molto piccoli. La memoria episodica possiede una coscienza autonoetica La memoria episodica possiede una coscienza autonoetica È lunica che permette di risperimentare in maniera consapevole il proprio passato (Tulving, 2002), possedendo una caratteristica che la rende straordinaria: la «consapevolezza della propria identità e della propria esistenza in un tempo soggettivo, che si estende dal passato, attraverso il presente, al futuro». È lunica che permette di risperimentare in maniera consapevole il proprio passato (Tulving, 2002), possedendo una caratteristica che la rende straordinaria: la «consapevolezza della propria identità e della propria esistenza in un tempo soggettivo, che si estende dal passato, attraverso il presente, al futuro». La coscienza autonoetica non soltanto ci permette di essere consapevoli dei contenuti delle nostre esperienze passate, ma ci consente anche di riviverle in riferimento a noi stessi, in una sorta di viaggio nel tempo, che assume la caratteristica soggettiva di io ricordo, io so. La coscienza autonoetica non soltanto ci permette di essere consapevoli dei contenuti delle nostre esperienze passate, ma ci consente anche di riviverle in riferimento a noi stessi, in una sorta di viaggio nel tempo, che assume la caratteristica soggettiva di io ricordo, io so. 52

53 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La funzione cronestesica La funzione tipicamente umana della cronestesia La funzione tipicamente umana della cronestesia La coscienza autonoetica permette anche di immaginarci nel futuro (Tulving 2002), capacità neurocognitiva, tipicamente umana, che permette la consapevolezza della dimensione temporale dellesistenza e la possibilità di pensare il tempo soggettivo. La coscienza autonoetica permette anche di immaginarci nel futuro (Tulving 2002), capacità neurocognitiva, tipicamente umana, che permette la consapevolezza della dimensione temporale dellesistenza e la possibilità di pensare il tempo soggettivo. La cronestesia è prerequisito sia della memoria episodica che della capacità di immaginare il futuro. La cronestesia è prerequisito sia della memoria episodica che della capacità di immaginare il futuro. K.C. era totalmente incapace di ricordare episodi del proprio passato, ma anche di immaginare il proprio futuro. Se gli veniva chiesto di descrivere il proprio stato mentale quando cercava di ricordare il passato, K.C. rispondeva: «Vuoto», la stessa risposta che forniva quando gli veniva chiesto di immaginare il proprio futuro.K.C. era totalmente incapace di ricordare episodi del proprio passato, ma anche di immaginare il proprio futuro. Se gli veniva chiesto di descrivere il proprio stato mentale quando cercava di ricordare il passato, K.C. rispondeva: «Vuoto», la stessa risposta che forniva quando gli veniva chiesto di immaginare il proprio futuro. Tulving ritiene che la cronestesia sia una funzione mediata dai lobi frontali e che sia specifica della specie umana. Tulving ritiene che la cronestesia sia una funzione mediata dai lobi frontali e che sia specifica della specie umana. Lemergenza di questa abilità ad un certo punto dellevoluzione avrebbe avuto un grosso ruolo nel produrre lo sviluppo della cultura e della civilizzazione.Lemergenza di questa abilità ad un certo punto dellevoluzione avrebbe avuto un grosso ruolo nel produrre lo sviluppo della cultura e della civilizzazione. Emerge tardi nellevoluzione della specie, come una sorta di abbellimento (così come lo definisce lautore, Tulving, 2002) della memoria semantica, reso possibile dalla capacità di viaggiare nel tempo.Emerge tardi nellevoluzione della specie, come una sorta di abbellimento (così come lo definisce lautore, Tulving, 2002) della memoria semantica, reso possibile dalla capacità di viaggiare nel tempo. 53

54 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria episodica in età evolutiva Cronestesia e memoria episodica in età evolutiva Cronestesia e memoria episodica in età evolutiva La capacità di viaggiare nel tempo e, di conseguenza, della memoria episodica così come definita da Tulving, si svilupperebbe soltanto intorno ai 4 anni. La capacità di viaggiare nel tempo e, di conseguenza, della memoria episodica così come definita da Tulving, si svilupperebbe soltanto intorno ai 4 anni. Gopnick e Graf (1988) fecero apprendere a dei bambini di età compresa tra i 3 ed i 5 anni il contenuto di un cassetto attraverso tre modalità differenti. Ad alcuni fu mostrato direttamente, ad altri fu invece riferito verbalmente e ad altri ancora furono dati dei suggerimenti in modo che lo indovinassero da soli. Mentre non ci furono differenze di età nella capacità di conoscere il contenuto del cassetto, solo i bambini di 5 anni furono capaci di riferire come lo avessero appreso, mentre quelli di 3 anni risposero a caso. Insomma sapevano cosa (conoscenza semantica), ma non ricordavano il contesto dellapprendimento.Gopnick e Graf (1988) fecero apprendere a dei bambini di età compresa tra i 3 ed i 5 anni il contenuto di un cassetto attraverso tre modalità differenti. Ad alcuni fu mostrato direttamente, ad altri fu invece riferito verbalmente e ad altri ancora furono dati dei suggerimenti in modo che lo indovinassero da soli. Mentre non ci furono differenze di età nella capacità di conoscere il contenuto del cassetto, solo i bambini di 5 anni furono capaci di riferire come lo avessero appreso, mentre quelli di 3 anni risposero a caso. Insomma sapevano cosa (conoscenza semantica), ma non ricordavano il contesto dellapprendimento. Lincapacità dei bambini più piccoli a ricordare la fonte degli apprendimenti sembra confermata anche da un altro esperimento in cui a bambini di 4 e 5 anni vennero insegnati i nomi di colori sconosciuti. Tutti i bambini mostrarono di impararli, ma quelli di 4 anni non ricordavano che gli fossero stati insegnati quello stesso giorno e sostenevano di averli sempre conosciuti (Taylor et al., 1994).Lincapacità dei bambini più piccoli a ricordare la fonte degli apprendimenti sembra confermata anche da un altro esperimento in cui a bambini di 4 e 5 anni vennero insegnati i nomi di colori sconosciuti. Tutti i bambini mostrarono di impararli, ma quelli di 4 anni non ricordavano che gli fossero stati insegnati quello stesso giorno e sostenevano di averli sempre conosciuti (Taylor et al., 1994). I bambini più piccoli sembrano poter ricordare i fatti ma non il contesto in cui li hanno appresi. I bambini più piccoli sembrano poter ricordare i fatti ma non il contesto in cui li hanno appresi. 54

55 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lamnesia infantile Lamnesia infantile Gli adulti non potrebbero viaggiare indietro nel tempo oltre i 4 anni perché gli eventi precedenti sarebbero stati esperiti in assenza di una coscienza autonoetica sufficientemente sviluppata per permettere limmagazzinamento episodico delle esperienze (Wheeler et al., 1997). Gli adulti sembrano avere pochi o nessun ricordo personale (memoria episodica) relativo ai primi anni di vita, nonostante in questo periodo vengano apprese la maggior parte delle cose che sappiamo del mondo (memoria semantica) senza che queste vengano poi dimenticate successivamente. Gli adulti sembrano avere pochi o nessun ricordo personale (memoria episodica) relativo ai primi anni di vita, nonostante in questo periodo vengano apprese la maggior parte delle cose che sappiamo del mondo (memoria semantica) senza che queste vengano poi dimenticate successivamente. I nostri ricordi episodici sembrano invece aumentare notevolmente per il periodo che va dai 3 ai 6 anni di età, che corrisponderebbe a quella in cui si sviluppa, come abbiamo visto, la memoria episodica. I nostri ricordi episodici sembrano invece aumentare notevolmente per il periodo che va dai 3 ai 6 anni di età, che corrisponderebbe a quella in cui si sviluppa, come abbiamo visto, la memoria episodica. 55

56 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La relazione tra percezione e memoria nel modello di Tulving 56 Memoria Memoria dei significati degli episodi ConfrontoRiscoperta di significati 2° Immagine: Episodioconsignificato 1° Immagine: Episodiosenzasignificato in mancanza di concordanza in caso di di concordanza

57 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria La memoria prospettica Memoria prospettica è la memoria per gli eventi futuri e il ricordarsi di compiere unazione comporta un piano complesso che Brandimonte (1991) ha distinto in 6 fasi: 1. formazione delle intenzioni; 2. ricordare che cosa fare; 3. ricordare quando farlo; 4. ricordarsi di compiere lazione; 5. compiere lazione nel modo stabilito; 6. ricordarsi di avere compiuto lazione per non ripeterla. La memoria prospettica evidenzia un problema generale della memoria La memoria prospettica evidenzia un problema generale della memoria La memoria non è un magazzino in cui sono riposti degli oggetti che prendiamo quando ne abbiamo bisogno. È piuttosto una biblioteca di cui dobbiamo imparare le strategie di catalogazione e immagazzinamento se vogliamo poi recuperare quello che ci serve. La memoria non è un magazzino in cui sono riposti degli oggetti che prendiamo quando ne abbiamo bisogno. È piuttosto una biblioteca di cui dobbiamo imparare le strategie di catalogazione e immagazzinamento se vogliamo poi recuperare quello che ci serve. 57

58 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Sonde per il recupero Esempio: quante volte abbiamo avuto limpressione di avere un nome sulla punta della lingua? Il recupero è agevole solo se immagazziniamo con determinate strategie: strategie di codifica = vengono messe in atto in fase di elaborazione del materiale (reiterazione o raggruppamento); strategie di codifica = vengono messe in atto in fase di elaborazione del materiale (reiterazione o raggruppamento); strategie di recupero = vengono attivate nel momento in cui serve uninformazione. strategie di recupero = vengono attivate nel momento in cui serve uninformazione. La diversità di ricordo si spiega anche con lesistenza di un doppio sistema di codifica, uno verbale e laltro immaginativo Meccanismo della doppia codifica di Paivio = mnemotecnica dei loci un sistema adottato fin dallantichità per ricordare meglio. Essa consiste nellindividuazione di un numero di luoghi lungo un percorso noto in quanto abituale. un sistema adottato fin dallantichità per ricordare meglio. Essa consiste nellindividuazione di un numero di luoghi lungo un percorso noto in quanto abituale. Si tratta di una tecnica che è tanto più utile, quanto più il materiale da ricordare è frammentario e non organizzato. Si tratta di una tecnica che è tanto più utile, quanto più il materiale da ricordare è frammentario e non organizzato. 58

59 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria Schema della doppia codifica Lo schema dei più la doppia codifica, immaginativa e verbale, permette un miglior ricordo. Legenda: Al = alto valore di immagine; BI = basso valore di immagine. 59StimoliCodificaIMMAGINATIVAVERBALE Figure+++++ Parole Al++++ Parole Bl+++

60 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 5 Oblio e distorsione dei ricordi 60

61 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria Oblio e dimenticanze /1 Problemi nella raccolta e nellimmagazzinamento di informazioni: selezione delle informazioni in entrata; selezione delle informazioni in entrata; eliminazione delle informazioni non rilevanti o diventate tali. eliminazione delle informazioni non rilevanti o diventate tali. È loperazione di eliminazione, volontaria o involontaria, di informazioni già memorizzate che, per solito, definiamo oblio. Oblio però finisce per coprire sia la selezione che leliminazione. Nella mente umana queste due operazioni si intrecciano, nel senso che la cesura dei filtri non sempre è netta: talvolta alcune informazioni filtrano ma sono labili e scompaiono a meno di non venir deliberatamente rinforzate. Oblio però finisce per coprire sia la selezione che leliminazione. Nella mente umana queste due operazioni si intrecciano, nel senso che la cesura dei filtri non sempre è netta: talvolta alcune informazioni filtrano ma sono labili e scompaiono a meno di non venir deliberatamente rinforzate. Le informazioni in entrata passano attraverso una serie di filtri (RS MBT MLT) di cui non siamo consapevoli. Automaticità di azione e mancanza di consapevolezza non sono affatto sorprendenti se riflettiamo sulla nostra incapacità di filtrare volontariamente i contenuti della nostra mente. 61

62 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria Oblio e dimenticanze /2 Esperimento di Wegner Esperimento di Wegner dire a dei soggetti di non pensare a un orso bianco! dire a dei soggetti di non pensare a un orso bianco!Risultato: non si riesce a non pensare a lungo a qualcosa se siamo istruiti in tal senso non si riesce a non pensare a lungo a qualcosa se siamo istruiti in tal senso Effetto ironico Effetto ironico la memoria è gravata da processi di monitoraggio la memoria è gravata da processi di monitoraggio Secondo Wegner si può ipotizzare che ci sia una fase di monitoraggio, in cui viene realizzata una scansione dei contenuti mentali, e successivamente una fase di tipo operativo mediante la quale si eliminano contenuti di pensiero non voluti o non desiderati. Può così accadere, ad esempio nel caso di stereotipi a sfondo razzista, e quindi non voluti, che la strategia di bonifica fallisca ed essi ricompaiano più potenti. Secondo Wegner si può ipotizzare che ci sia una fase di monitoraggio, in cui viene realizzata una scansione dei contenuti mentali, e successivamente una fase di tipo operativo mediante la quale si eliminano contenuti di pensiero non voluti o non desiderati. Può così accadere, ad esempio nel caso di stereotipi a sfondo razzista, e quindi non voluti, che la strategia di bonifica fallisca ed essi ricompaiano più potenti. Per esempio, quando si è stanchi o pressati dal tempo – condizioni queste che si possono indurre sperimentalmente – diventa molto più difficile evitare pensieri che vorremmo sopprimere. Per esempio, quando si è stanchi o pressati dal tempo – condizioni queste che si possono indurre sperimentalmente – diventa molto più difficile evitare pensieri che vorremmo sopprimere. La concentrazione su casi positivi (cercare idee del tipo X) è molto più facile rispetto a quella su casi negativi (cercare idee del tipo non-X). La concentrazione su casi positivi (cercare idee del tipo X) è molto più facile rispetto a quella su casi negativi (cercare idee del tipo non-X). Quando non dobbiamo pensare a qualcosa siamo costretti ad attivare questo secondo tipo di processo, più oneroso da gestire mentalmente. Ne consegue, per esempio, che è più facile e spontaneo concentrarsi mentalmente su qualcosa (momenti felici del passato) che non su non-qualcosa (momenti non-tristi del passato).Quando non dobbiamo pensare a qualcosa siamo costretti ad attivare questo secondo tipo di processo, più oneroso da gestire mentalmente. Ne consegue, per esempio, che è più facile e spontaneo concentrarsi mentalmente su qualcosa (momenti felici del passato) che non su non-qualcosa (momenti non-tristi del passato). 62

63 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria Oblio e dimenticanze /3 Oblio come: eliminazione eliminazione cancellazione delle tracce cancellazione delle tracce causa del trascorrere del tempo causa del trascorrere del tempo Dato che la memoria a lungo termine (MLT) è una struttura organizzata, il trascorrere del tempo non è la causa diretta delloblio, come sembra alla psicologia ingenua, ma è connesso al fatto che non esistono lunghi intervalli di tempo in cui noi non memorizziamo qualcosa. Il nuovo materiale organizzato interferisce con il precedente e rende più difficile il recupero. Il nuovo materiale organizzato interferisce con il precedente e rende più difficile il recupero. ll passare del tempo si accompagna a processi di interferenza: retroattiva retroattiva il materiale nuovo danneggia quello appreso in precedenzail materiale nuovo danneggia quello appreso in precedenza proattiva proattiva il precedente apprendimento interferisce con il materiale da imparareil precedente apprendimento interferisce con il materiale da imparare Nel corso della vita quotidiana, linterferenza proattiva e retroattiva, separabili sperimentalmente agiscono in parallelo. 63

64 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Memoria Oblio e dimenticanze /4 Esempio Provate a imparare a memoria una poesia La parte più difficile da imparare e più facile da dimenticare è quella centrale. La parte più difficile da imparare e più facile da dimenticare è quella centrale. Su questa parte agisce l'interferenza causata dalla prima parte (interferenza proattiva) e quella causata dallultima (interferenza retroattiva) Su questa parte agisce l'interferenza causata dalla prima parte (interferenza proattiva) e quella causata dallultima (interferenza retroattiva) 64

65 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria Le riproduzioni ripetute Oblio e testimonianza Oblio e testimonianza Le ricerche odierne hanno mostrato che i fenomeni del ricordo sono quelli in cui si gioca forse più drammaticamente la distanza tra concezioni ingenue della memoria e conoscenze scientifiche. Le ricerche odierne hanno mostrato che i fenomeni del ricordo sono quelli in cui si gioca forse più drammaticamente la distanza tra concezioni ingenue della memoria e conoscenze scientifiche. Wagenaar e Loftus Wagenaar e Loftus Sottolineano gli errori sistematici che si possono compiere nella identificazione di un criminale che dipendono da due ordini di fattori: Sottolineano gli errori sistematici che si possono compiere nella identificazione di un criminale che dipendono da due ordini di fattori: non vengono presentate a un testimone di un processo tutte le alternative possibili a una data ricostruzione dei fatti;non vengono presentate a un testimone di un processo tutte le alternative possibili a una data ricostruzione dei fatti; si pensa che la memoria funzioni secondo determinate modalità (per esempio, che un bambino sappia riconoscere un criminale a distanza di tempo).si pensa che la memoria funzioni secondo determinate modalità (per esempio, che un bambino sappia riconoscere un criminale a distanza di tempo). Cornoldi (1995) Cornoldi (1995) cita casi anche clamorosi di condanne fondate sul presupposto che un singolo testimone «non poteva aver dimenticato eventi traumatici». Si ritiene che i ricordi di eventi con forte carica emotiva non siano soggetti a distorsioni. cita casi anche clamorosi di condanne fondate sul presupposto che un singolo testimone «non poteva aver dimenticato eventi traumatici». Si ritiene che i ricordi di eventi con forte carica emotiva non siano soggetti a distorsioni. Bartlett (1930) Bartlett (1930) Con il metodo delle riproduzioni ripetute spiega che una persona, per esempio un testimone, deve ripetere più volte lo stesso racconto, questo diventa progressivamente più semplice, coerente e plausibile. Con il metodo delle riproduzioni ripetute spiega che una persona, per esempio un testimone, deve ripetere più volte lo stesso racconto, questo diventa progressivamente più semplice, coerente e plausibile. Paradossalmente, il crescere dellintervallo di ritenzione non porta alloblio, bensì a una maggiore certezza e sicurezza circa la testimonianza degli eventi passati, soprattutto nel caso di identificazione delle persone. Paradossalmente, il crescere dellintervallo di ritenzione non porta alloblio, bensì a una maggiore certezza e sicurezza circa la testimonianza degli eventi passati, soprattutto nel caso di identificazione delle persone. 65

66 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 6 Strategia di apprendimento e memoria: la preparazione degli esami 66

67 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La memoria Metodo PQ4R Metodo PQ4R: Preview = scorrere il testo Preview = scorrere il testo Questions = porsi delle domande relative al contenuto Questions = porsi delle domande relative al contenuto Read = leggere attentamente cercando di rispondere alle domande precedentemente formulate Read = leggere attentamente cercando di rispondere alle domande precedentemente formulate Reflect = riflettere, mettere in relazione le nuove conoscenze con quanto si possiede già Reflect = riflettere, mettere in relazione le nuove conoscenze con quanto si possiede già Recite = ripetere quanto si è letto senza guardare il testo Recite = ripetere quanto si è letto senza guardare il testo Se non si ricorda a sufficienza, riprendere il testo e ripetere le fasi 2/3/4 per le parti in cui si sono incontrate difficoltà di rievocazione Review = (rassegna finale) alla fine di ogni capitolo del testo ripensarlo nel suo insieme e ricordarne i principali concetti espressi Review = (rassegna finale) alla fine di ogni capitolo del testo ripensarlo nel suo insieme e ricordarne i principali concetti espressi 67


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