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Seminario in materia di igiene e sicurezza sul lavoro

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Presentazione sul tema: "Seminario in materia di igiene e sicurezza sul lavoro"— Transcript della presentazione:

1 Seminario in materia di igiene e sicurezza sul lavoro

2 Principio di gerarchia delle fonti
FONTI PRIMARIE costituzione, leggi costituzionali, atti legislativi (decreti legge - leggi di conversione leggi delega - decreti legislativi ) Direttive e regolamenti comunitari FONTI SECONDARIE (regolamenti, decreti, circolari)

3 Principi costituzionali I
ART. 32 : “ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Il diritto alla salute è un diritto indisponibile ed inalienabile; pertanto: - Diritto/Dovere del lavoratore di sottoporsi alle visite periodiche obbligatorie; - Obbligo del lavoratore di usare i dispositivi di protezione individuale.

4 Principi costituzionali II
ART. 41: “ L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà alla dignità umana.” IL PRINCIPIO DELLA LIBERA INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA HA COME LIMITI -CONTRASTO CON L’UTILITA’ SOCIALE, (dando fondamento a tutte le norme a protezione dell’ambiente) -LESIVITA’ PER L’INDIVIDUO : a) ALLA SICUREZZA, (norme che limitano talune lavorazioni) b) ALLA LIBERTA’, (norme che regolano, ad esempio, l’orario e le condizioni di lavoro) c) ALLA DIGNITA’ UMANA, norme che disciplinano, ad esempio, il trattamento dei dati personali e vietano le discriminazioni)

5 Codice civile I IL CODICE CIVILE ( R. D
Codice civile I IL CODICE CIVILE ( R.D. 262/42) REGOLA I RAPPORTI TRA I CITTADINI ART. 2087: “ L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Il “DEBITO DI SICUREZZA” a carico del datore di lavoro e dei suoi collaboratori implica un costante monitoraggio ed un aggiornamento del sistema ex art. 26 d.lgs. 81/08, nel quale - oggi – il lavoratore assume un ruolo proattivo ex art. 20 d. lgs. 81/08.

6 Codice civile II PARTICOLARITA’ DEL LAVORO :
Conoscenza specifica che l’imprenditore deve avere o comunque deve ricercare, anche in collaboratori esperti, dell’attività lavorativa che vuole intraprendere. L’obiettivo è quello di costruire l’azienda, predisponendo l’ambiente di lavoro, acquistando le attrezzature e selezionando i propri collaboratori nel modo più appropriato, non solo per l’ottimizzazione del risultato produttivo, ma anche per la tutela dei lavoratori e di tutti coloro che potrebbero trarre nocumento dell’esercizio dell’impresa.

7 Codice civile III ESPERIENZA: Attenzione, da parte dell’imprenditore e
dei suoi collaboratori, ai fatti che accadono nell’esercizio della attività lavorativa e nel proprio settore merceologico, con particolare riferimento agli incidenti, agli infortuni ed alle malattie professionali. TECNICA: Il datore di lavoro ed i suoi ausiliari, secondo criteri di prudenza, diligenza e perizia, oltre ad adottare inizialmente ogni accorgimento per garantire l’incolumità dei lavoratori, seguono l’evoluzione tecnico – scientifica del settore per garantire la sicurezza. La Giurisprudenza ha stabilito che per aggiornamento tecnico scientifico debba intendersi il massimo tecnologicamente possibile: non l’ultima Invenzione, ma la tecnologia ormai di uso comune in proporzione alla tipologia ed alla gravità dei rischi della propria attività.

8 Statuto dei lavoratori LEGGE 20 MAGGIO 1970 N
Statuto dei lavoratori LEGGE 20 MAGGIO 1970 N “ STATUTO DEI LAVORATORI “ Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento. ART. 9 Accertamenti sanitari Conferisce al lavoratore il diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, nonché “di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica” La norma ha modificato il contenuto dell’art c.c, perché abbandona la prospettiva che vede l’imprenditore “come unico agente della politica prevenzionistica, e impegna direttamente in questi compiti i lavoratori nella loro azione collettiva, costituendo così una porta aperta verso la contrattazione”.

9 Statuto dei lavoratori II
ART. 5 Accertamenti sanitari Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente. Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda. Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.

10 Statuto dei lavoratori III
ART. 37 Applicazione ai dipendenti da enti pubblici Le disposizioni della presente legge si applicano anche ai rapporti di lavoro e di impiego dei dipendenti da enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività economiche. Le disposizioni della presente legge si applicano altresì ai rapporti di impiego dei dipendenti dagli altri enti pubblici, salvo che la materia sia diversamente regolata da norme speciali.

11 ART. 118 Trattato istitutivo CEE Trattato di Amsterdam ratificato con L.16.06.98 n.209:
Art La Comunità e gli Stati membri … hanno come obiettivi… il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta … una protezione sociale adeguata; Art Per conseguire gli obiettivi previsti nell’art. 136, la Comunità sostiene l’azione degli Stati membri nei seguenti settori: - miglioramento, in particolare dell’ambiente di lavoro, per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori. A Tal fine il Consiglio può adottare mediante direttive le prescrizioni minime applicabili progressivamente, tenendo conto delle condizioni e delle normative tecniche esistenti in ciascuno Stato membro. Art Per conseguire gli obiettivi dell’art. 136, la Commissione incoraggia la cooperazione degli Stati membri, in particolare nelle materie riguardanti…la protezione contro gli infortuni e le malattie professionali

12 D.Lgs. 19 settembre 1994, n attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE/89/655/CEE, 89/656/CEE, 89/269/CEE/ 89/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro

13 Cass. Pen. Sez. III 21 novembre 1997
. Con l’introduzione del D. Lgs. 626/94 non si è prodotta alcuna cesura con la disciplina precedente ma si sono ampliati e potenziati gli obblighi precedenti in una mutata impostazione del modo con cui affrontare le tematiche della sicurezza e della prevenzione sul lavoro

14 Il soggetto responsabile
Per il combinato disposto dell’art c.c, dell’art. 4 D.P.R , n. 547 e dell’art. 9 della L , n. 300 (Statuto dei Lavoratori), ricade sul datore di lavoro l’obbligo giuridico di tutelare l’integrità psicofisica dei dipendenti mediante l’adozione ed il mantenimento in efficienza dei presidi antinfortunistici atti, secondo le comuni tecniche di sicurezza, a preservare i lavoratori dai rischi connessi alla mancata attuazione dei presidi e delle disposizioni, vigilando, quindi, con prudente e continua attenzione affinché i mezzi di tutela siano effettivamente attuati.

15 Datore di lavoro Nozione che privilegia l’effettività delle funzioni esercitate e dei poteri rivestiti, e non i criteri che solo formalmente attribuiscono ad un soggetto la qualifica di datore. Il criterio dell’effettività per l’applicazione del quale è necessario valutare la suddivisione dei poteri e degli obblighi all’interno dell’organizzazione produttiva, è particolarmente efficace in tutti quei casi in cui, essendo civilisticamente datore di lavoro un soggetto collettivo e stante il principio che la responsabilità penale è personale, esso consente d’individuare la persona fisica responsabile in primis della sicurezza in azienda. Nelle pubbliche amministrazioni (art.1, co. 2, D.Lgs. 165/2001), si intende per datore di lavoro “ il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale” (art. 2, co. 1 lett.b). Con particolare riferimento alla nozione di datore di lavoro privato, in base all’art.2, co.1, lett a D.Lgs. 626/1994, rilevano due parametri: la titolarità del rapporto di lavoro e l’effettivo esercizio dei poteri direttivi all’interno dell’impresa o dell’unità produttiva.

16 Datore di lavoro II L’attribuzione dei poteri gestionali e di spesa a soggetti diversi dal titolare del rapporto di lavoro rileva, se è riferita all’intera impresa ed anche soltanto ad una parte di essa (unità produttiva). Nell’ipotesi di impresa organizzata in modo individuale, i due criteri concorrono e si sovrappongono, in quanto la titolarità formale del rapporto coincide, di regola, con il pieno esercizio delle prerogative della posizione datoriale. In tutti i casi, invece, di dissociazione tra proprietà dell’impresa, e quindi titolarità del rapporto di lavoro, ed effettivo esercizio dei poteri direttivi e gestionali, il criterio prevalente e costituito proprio da quest’ultimo: è pertanto il dirigente o comunque la figura di vertice, dotata dei poteri direttivi e di spesa, che ha l’obbligo (e la conseguente responsabilità) di garantire l’obbligo di sicurezza.

17 La responsabilità del datore di lavoro
Ai sensi del’art.2 D.Lgs. 626/1994, dell’obbligo di sicurezza è responsabile il datore di lavoro, privato o pubblico che sia. Il suo compito non è limitato all’adozione delle misure di sicurezza, ma si estende anche al controllo, alla sorveglianza e all’accertamento che tali misure vengano, in concreto, osservate, in pratica, il datore di lavoro “deve controllare che gli strumenti adeguati vengano concretamente utilizzati e che le modalità del processo di lavorazione vengano rispettate” (Cass. pen., IV sez , n ). Ciò premesso occorre verificare se il datore di lavoro possa ritenersi responsabile anche dell’infortunio derivato al lavoratore per sua stessa colpa. In proposito, vanno ricordati alcuni casi sottoposti ai giudici di legittimità. Il primo ha riguardato la dichiarazione di responsabilità di un datore di lavoro pubblico per l’infortunio occorso al lavoratore che aveva avuto un comportamento imprudente (sent. Cass.pen., IV sez , n.23729). La cassazione non ha escluso la responsabilità del datore di lavoro perché questi non aveva comunque adottato tutte le misure di sicurezza, sicché egli non poteva in tal caso neanche richiamare l’aspettativa della doverosa diligenza del lavoratore, versando egli stesso in re illecita. Ad avviso della Corte, infatti, in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, in caso di incidente originato dall’assenza o dalla inidoneità delle misure di sicurezza, nessuna colpa può attribuirsi al comportamento del lavoratore.

18 La responsabilità del datore di lavoro II
La Suprema Corte ha affermato che le norme dettate in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso. Pertanto, il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente. Ne consegue che può escludersi la responsabilità del datore di lavoro solo se la condotta dello stesso lavoratore infortunato presenta i caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza, così da porsi come causa esclusiva dell’evento ( Cass , n. 4980; Cass n. 5493).

19 I beneficiari della tutela prevenzionale
Il D.Lgs. 626/1994 fornisce all.2 una apposita definizione di lavoratore quale “creditore” dell’obbligo di sicurezza, specificando inoltre che nel novero dei soggetti destinatari della disciplina sono da comprendere anche i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato speciale: Rapporto di apprendistato o tirocinio Lavoro a tempo parziale Contratto di formazione o lavoro e ora (contratto d’inserimento) Collaboratori dell’ impresa familiare o dell’ impresa artigiana individuale Soci lavoratori di società anche di fatto o di cooperative Stage o periodi di orientamento presso datori di lavoro Collaboratori a progetto

20 Legge n.123/2007 Le novità introdotte dalla L.n.123/2007
1) Principi informatori della Riforma 2)Il provvedimento della sospensione 3)Il tesserino di riconoscimento 4) Appalti e subappalti sotto sorveglianza speciale 5)Il rappresentante per la sicurezza 6)La sicurezza esce dal condono sul nero 7)Organi preposti alla nuova vigilanza sulla sicurezza del lavoro 8)La Diffida e l’azione di regresso dell’INAIL 9)Le altre novità

21 Le novità introdotte dalla L.n.123/2007
1) Principi informatori della Riforma Semplificazione degli adempimenti formali, introduzione dell’interpello sui quesiti relativi alla materia dell’igiene e della sicurezza sui luoghi di lavoro, bonus alle imprese sotto forma di credito d’imposta Rafforzamento dell’attività di vigilanza Inasprimento delle sanzioni legate alle violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza pubblica Estensione a tutte le imprese (non più solo al settore edile) della sanzione della sospensione delle attività (lavoro nero, violazioni dell’orario di lavoro,ecc.) Introduzione dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime per violazione delle norme in materia di sicurezza Attenzione particolare ai costi della sicurezza Estensione della riforma a tutti i settori delle attività, rischi e lavoratori

22 2)Il provvedimento della sospensione
Art.5 L. n.123/2007 prevede: La sospensione dell’attività colpisce tutte le attività imprenditoriali; Introduzione di un nuovo presupposto per la sospensione dell’attività, “quello delle reiterate e gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro”; Estensione al personale ispettivo delle ASL del potere e dell’obbligo di adozione del provvedimento di sospensione ; Previsione di una nuova sanzione amministrativa per la revoca della sanzione

23 2.I Presupposti della sospensione
1) Occupazione di manodopera in nero in misura percentuale superiore al 20% dei lavoratori regolarmente occupati; 2) Reiterate violazioni in materia di riposi e superamento dell’orario di lavori settimanale; 3) Gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di sicurezza.

24 1) Occupazione in nero Con riferimento al personale “non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria”: Il Ministero ha precisato che lo stesso va individuato nel personale totalmente sconosciuto alla P.A. perchè non iscritto in nessun atto o documentazione obbligatoria nè oggetto di alcuna comunicazione prescritta dalla normativa in materia di lavoro e previdenza; Restano esclusi da tale definizione gli eventuali rapporti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto poichè iscritti sul Libro matricola; (D.Lgs n.38/2000); La percentuale del lavoro in nero va commisurata allla totalità dei lavoratori dell’impresa come risultante da scritture e documentazioni.

25 2. Irregolarità nei tempi di lavoro
Il termine “reiterate” è da intendersi come ripetizione di una o più condotte illecite contemplate, riferita ad un lavoratore, in un determinato arco di tempo, così da poter escludere che condotta fosse meramente occasionale (circ. N.29/2006); Per “irregolarità” si intende: a) superamento dei tempi di lavoro (art.4 dlgs n.66/2003); b) violazioni della disciplina in materia di riposo giornaliero (art.7 dlgs n.66/2003); c) violazioni in materia di riposo settimanale (art.9 dlgs n.66/2003).

26 3. Violazioni alla sicurezza
Per “gravi violazioni”, il Ministero del Lavoro ha indicato dei parametri (circ.n.10797/2007): Trattansi di sanzioni punite con le pene più gravi, sia di carattere detentivo che pecuniario (tra le quali, gli illeciti le cui sanzioni sono previste dall’art. 89 dlgs n. 626/1994) Per “reiterazione” si intende la “recidiva aggravata”, ossia come riferita a una violazione della stessa indole e commessa nei cinque anni precedenti all’ultima condotta oggetto di prescrizione obbligatoria o di giudicato penale. Tale requisito è verificato dall’Ispettorato con ausilio dello stesso datore di lavoro. Le sanzioni per l’inosservanza della sospensione dei lavori configura l’ipotesi di reato di cui all’art. 650 c.p.

27 Prescrizione obbligatoria per la sicurezza (D. lgs. n
Prescrizione obbligatoria per la sicurezza (D.lgs.n.758/1994) Attraverso questo atto l’ispettore ordina all’impresa irregolare di regolarizzare la propria posizione entro un determinato termine. Fino allo scadere di questo termine l’esercizio dell’azione penale rimane sospeso ed anche l’attività. Potere discrezionale dell’ispettore Tuttavia, il provvedimento non può essere adottato quando: - il rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori risulta di lieve entità in relazione alla specifica attività svolta; - quando l’interruzione dell’attività d’impresa può determinare una situazione di pericolo per l’incolumità dei lavoratori delle altre imprese del cantiere ; - quando l’interruzione comporti un degrado irrimediabile degli impianti o delle attrezzature.

28 Preclusione alla partecipazione degli appalti e Revoca della sospensione
Art. 5 L. n. 123/2007 stabilisce che: L’adozione del provvedimento di sospensione deve essere comunicata alle competenti amministrazioni, al fine di emanare da parte di queste ultime un provvedimento interdittivo alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla sospensione stessa nonché per un eventuale periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni. I requisiti per la revoca del provvedimento da parte del personale ispettivo sono: A) regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture e da altra documentazione obbligatoria; B)accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni alla disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, o di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; C)pagamento di una sanzione amministrativa aggiuntiva, pari a un quinto delle sanzioni amministrative complessivamente irrogate.

29 3. Il tesserino di riconoscimento
Per “lavori edili o di ingegneria civile”,il D.Lgs. N. 494/1996 intende: 1. “I lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse,permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche, le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro. “ 2. “Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.”

30 Apparato sanzionatorio previsto dalla vigente normativa
Con la risposta ad interpello n. 22/2007 del , il Ministero ha chiarito che: - I dipendenti dei cantieri edili devono indossare il tesserino di riconoscimento; - I lavoratori autonomi che vi lavorano, devono esporre il tesserino, anche se vi provvedono per proprio conto;

31 Illeciti amministrativi
Fonte normativa Illecito Norma sanziona-toria Importo sanzione Diffidabile Art.36 -bis,c.3 e 4., L.248/06 Cantieri edili: obbligo di munire i lavoratori della tessera di riconoscimento per non aver il datore di lavoro consegnato ai lavoratori presenti sul cantiere idonea tessera di riconoscimento o alternativamente per non ave restituito, non aver correttamente tenuto, aver rimosso il registro di cantiere o per non averlo aggiornato Art.36 bis c.5L.248/2006 Da €.100 a €.500 per ciascun lavoratore NO

32 Illeciti amministrativi
Fonte normativa Illecito Norma sanzion-atoria Importo sanzione Diffida Art.36-bis, co.3,L.248/2006 Cantieri edili: obbligo per il lavoratore di esporre la tessera di riconoscimento. Per non aver il lavoratore esposto la propria tessera di riconoscimento pur essendone provvisto Art.36 bis c.5L.248/2006 Da €.50 a €.300 a carico del lavoratore inadempiente NO

33 Illeciti amministrativi
Fonte normativa Illecito Norma sanzio-natoria Importo sanzione Diffida Art.6 co.1 e 2, L.127/2003 Lavoratori impiegati in appalti o subappalti: obbligo per i dipendenti dell’appaltatore di esporre il badge di riconoscimento. Per non aver il lavoratore occupato nell’appalto esposto la propria tessera di riconoscimento pur essendone provvisto. Art.6 co.3 L.n.127/2003 Da €.50 a €.300 a carico del lavoratore inadempiente NO

34 Illeciti amministrativi
Fonte normativa Illecito Norma sanzionatoria Importo sanzione Diffida Art.6, co.1 e 2,L.n.127/2003 Lavoratori impiegati in appalti o subappalti: obbligo di munire i lavoratori della tessera di riconoscimento. Per non aver il datore di lavoro consegnato, ai lavoratori impiegati nell’appalto, idonea tessera di riconoscimento o, alternativamente(per le imprese con meno di 10 dipendenti), per non aver istituito, non aver correttamente tenuto, aver rimosso il registro equipollente o per non averlo aggiornato.: Art.6 co.3 L.n.127/2003 Da €.100 a €.500 per ciascun lavoratore NO

35 4. Appalti e subappalti sotto sorveglianza speciale
Contratto di appalto (art.1655 c.c.): contratto con il quale, una parte assume, con organizzazione di mezzi necessarie con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro. Contratto di subappalto non ha una specifica definizione ma l’art c.c. stabilisce che l’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio se non è stato autorizzato dalla committente.

36 Cass. Pen. Sez. IV 18 gennaio 1999 n. 516
In materia prevenzionale, il titolare della società appaltante e il direttore tecnico di cantiere sono responsabili dell’infortunio occorso al lavoratore dipendente di altra ditta appaltatrice dei lavori, se sia provata la simulazione del contratto di appaltatrice di appalto e la finalità meramente intermediatrice di manodopera. La reale natura del rapporto di lavoro può essere valutata in base a dichiarazioni testimoniali, alla struttura organizzativa della ditta appaltatrice e alla interpretazione delle scritture e della documentazione intercorsa tra le parti di causa.

37 Novità in tema di appalti:
a) Modifiche all’art. 7 del D.Lgs.n.626/1994; b) Riformulazione dell’art.86, co.3-bis, del codice dei contratti pubblici (D.Lgs.n.163/2006); c) Riscrittura della disciplina sul tesserino di riconoscimento (art.6 L. n.123/2007).

38 Appalti e sicurezza Un solo documento di valutazione dei rischi
Nei casi di affidamento di lavoro a imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi, il datore di lavoro committente è tenuto a elaborare un unico documento di valutazione dei rischi finalizzato a indicare le misure adottate per eliminare le interferenze tra le varie ditte. Costi indicati dettagliatamente Nei contratti di somministrazione, di appalto e di subappalto vanno indicati i costi relativi alla sicurezza del lavoro. Questi dati, a richiesta, possono essere visionati dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o dalle organizzazioni sindacali. Badge obbligatorio Dal 1 settembre 2007, il personale dipendente da imprese appaltatrici e/o subappaltatrici di qualunque settore di attività deve essere munito di tessera di riconoscimento. L’obbligo grava anche sui lavoratori autonomi. Screening dei costi Nel predisporre le gare di appalto e la valutazione delle anomalie nelle offerte, gli enti aggiudicatari devono valutare la congruità riferita sia al costo del lavoro che a quello della sicurezza. I costi della sicurezza non possono essere oggetto di ribasso dell’asta.

39 Ulteriore novità introdotta dalla L. n. 123/2007:
Responsabilità in solido del committente e appaltatore e con ciascun subappaltatore, per tutti i danni per i quali il lavoratore dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell’Inail.

40 5. Il rappresentante per la sicurezza
La designazione del rappresentante per la sicurezza avviene: Unità produttive con meno di 15 dipendenti La nomina del rappresentante per la sicurezza avviene di norma per elezione diretta da parte dei lavoratori al loro interno. Nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza può essere individuato per più aziende nell’ambito territoriale ovvero nel comparto produttivo Unità produttive con più di 15 dipendenti Nelle aziende, ovvero unità produttive, con più di 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, è eletto dai lavoratori dell’azienda al loro interno.

41 Compiti del Rappresentante per la sicurezza
Accedere ai luoghi di lavori Accedere alle informazioni e alla documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le relative misure preventive Promuovere iniziative per l’attuazione delle misure di prevenzione e formulare osservazioni Formulare osservazioni in occasione delle visite e delle verifiche effettuate dalle autorità competenti Partecipare alle riunioni periodiche indette per discutere i problemi attinenti la prevenzione e la protezione dei rischi Avvertire il datore di lavoro dei rischi individuati e ricorrere agli organi competenti qualora si ritenga che le misure adottate non siano idonee a garantire la sicurezza Disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione Ricevere le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza Essere consultato dal datore di lavoro preventivamente e tempestivamente in ordina e alla valutazione dei rischi, all’individuazione , programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nei locali aziendali Essere consultato dal datore di lavoro sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, sull’attività di prevenzione incendi, pronto soccorso, evacuazione dei lavoratori Essere consultato dal datore di lavoro in merito all’organizzazione della formazione

42 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Art. 18 D.Lgs. 626/94

43 6.La sicurezza esce dal condono sul nero
La sanatoria del sommerso divisa in tre fasi: I)Accordo sindacale - Presupposto è la stipula da parte del datore di lavoro di un accordo sindacale con le organizzazioni sindacali aderenti alle associazioni nazionali comparativamente più rappresentative, finalizzato alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro. - Accordo sindacale disciplina la regolarizzazione dei rapporti di lavoro per mezzo di stipula di contratti di lavoro subordinato. L’accordo promuove la sottoscrizione di atti di conciliazione individuale che producono l’effetto conciliativo con riferimento ai diritti di natura retributiva e risarcitoria derivanti dai fatti e per i periodi indicati nell’istanza di sanatoria.

44 II) Domanda all’INPS - Per aderire alla sanatoria il datore di lavoro deve presentare apposita istanza alla sede Inps territorialmente competente. L’istanza deve indicare: Generalità dei lavoratori che si intendono regolarizzare; I singoli periodi di sanantoria con riferimento a ognuno dei lavoratori che si intendono regolarizzare. All’istanza deve essere allegato l’accordo sindacale.

45 III) Regolarizzazione
Il condono si perfeziona con il pagamento da parte del datore di lavoro di una somma pari a due terzi di quanto dovuto sui periodi regolarizzati ai fini contributivi e assicurativi. I lavoratori invece sono esclusi dal pagamento dei contributi a proprio carico. Le somme dovute vanno versate : - per un quinto all’atto dell’istanza; - la restante parte in 60 rate mensili di pari importo senza interessi Effetti del condono: estinzione dei reati previsti da leggi speciali in materia di versamento di contributi e premi, nonché di obbligazioni per sanzioni amministrative e per ogni altro onere accessorio connesso alla denuncia e al versamento dei contributi e premi

46 7.Organi preposti alla nuova vigilanza sulla sicurezza del lavoro
La L. n. 123/2007 detta principi direttivi del coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. 1)L’attività di coordinamento è affidata al Presidente della Provincia 2)Il ruolo di vigilantes speciali con possibilità di effettuare e/o di denunciare le imprese irregolari agli ispettori del ministero del lavoro e dell’asl è affidato agli organi paritetici.

47 Poteri agli organi paritetici
Vigilanza mirata Coordinamento Il coordinamento delle attività di vigilanza e prevenzione verrà disciplinato da un apposito dpcm individuando: a)i settori prioritari di intervento, piani di attività e progetti operativi da attuare a livello territoriale; b)l’esercizio di poteri sostitutivi in caso di inadempimento da parte di amministratori e enti pubblici Poteri agli organi paritetici Tali organismi possono effettuare, sul territorio di rispettiva competenza, sopralluoghi nei luoghi di lavoro al fine di valutare l’applicazione delle norme sulla sicurezza Risorse Per l’anno 2007 sono disponibili 4,250 milioni di euro

48 Per Organi paritetici si intendono (art 7Ln
. Per Organi paritetici si intendono (art 7Ln. 123/2007): organismi di emanazione contrattuale a cui viene affidata l’attuazione di alcuni istituti e norme contrattuali nazionali e territoriali, nel campo della prevenzione degli infortuni, della formazione professionale, degli adempimenti contributivi. Sono paritetici in quanto al loro funzionamento provvede un comitato di gestione formato da rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle corrispettive controparti imprenditoriali (quali, casse edili, la Commissione nazionale paritetica per le casse edili, la commissione nazionale dei comitati paritetici territoriali,…)

49 8)La Diffida e l’azione di regresso dell’INAIL
Con la L. n. 123/2007 la diffida diventa obbligatoria da parte del personale amministrativo degli istituti previdenziali che accertino violazioni sanabili 8)La Diffida e l’azione di regresso dell’INAIL Ambito di applicazione Il potere di diffida si applica a tutte le materie di competenza degli ispettori, compresa la sicurezza sul lavoro nelle competenze che residuano in capo allo Stato. Dal 25 agosto 2007 la diffida è estesa alle violazioni previdenziali sanabili accertate d’ufficio dal personale amministrativo degli istituti previdenziale. Carattere obbligatorio L’obbligatorietà è condizione della procedibilità dell’azione sanzionatoria degli illeciti amministrativi in materia di lavoro, legislazione sociale e previdenziale. Regolarizzazione La diffida consente la regolarizzazione di un inadempimento. Pertanto è praticabile soltanto nelle ipotesi in cui la condotta omessa sia ancora materialmente realizzabile e si tratti di adempimenti formali di natura documentale o burocratica. Sanabilità delle violazioni Tale requisito sussiste in tutti i casi di inosservanze consistenti in comportamenti materialmente realizzabili, purchè non riguardanti norme poste a diretta tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore

50 L’azione di regresso dell’ Inail
Presupposti dell’azione di regresso esperibile contro l’imprenditore tenuto a rispondere di un infortunio o malattia professionale occorso a proprio dipendente assicurato sono: . 1) l’esistenza della responsabilità; . 2) l’ammissione del caso ad indennizzo, cioè a liquidazione di prestazioni assicurative.

51 . 1. La responsabilità sussiste solo con sentenza penale passata in giudicato ovvero nel giudizio civile conseguito all’estinzione del reato per morte del reo, amnistia o prescrizione, ovvero anche nei casi in cui il procedimento penale nei confronti del datore di lavoro o di un suo dipendente si sia concluso con sentenza di assoluzione o con proscioglimento in sede istruttoria o sia stato emesso decreto di archiviazione o la sentenza di condanna non faccia stato nel giudizio civile instaurato dall’Inail dato per non essere stato il datore di lavoro posto in grado di parteciparvi.

52 Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro
DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 N. 81 IN ATTUAZIONE DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 123 DEL 3 AGOSTO 2007, IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

53 Punti fondamentali SANZIONI PIU’ SEVERE, RISPETTO ALLA PRECEDENTE NORMATIVA VIGENTE, PER LE IMPRESE CHE VIOLANO NORME SULLA SICUREZZA IN CASO DI INCIDENTI GRAVI CON COLPA DELL’AZIENDA, SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ E SANZIONI AMMINISTRATIVE RESPONSABILITA’ DELL’APPALTATORE ESTENSIONE DELLA TUTELA AI LAVORATORI FLESSIBILI (PRINCIPIO DI EFFETTIVITA’ DELLA TUTELA) RAPP.TE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA IN CIASCUNA AZIENDA (OVE NON VI SIANO E’ PREVISTA LA FIGURA DEL RAPP.TE SU BASE TERRITORIALE) RAFFORZAMENTO DELLE PREROGATIVE DELLE RAPPRESENTANZE IN AZIENDA

54 Campo di applicazione . IL DECRETO SI APPLICA A TUTTI I SETTORI DI ATTIVITA’ PUBBLICI E PRIVATI E A TUTTE LE TIPOLOGIE DI RISCHIO, A TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI, SUBORDINATI ED AUTONOMI ED AI SOGGETTI EQUIPARATI . NEI CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO, GLI OBBLIGHI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE SONO A CARICO DELL’UTILIZZATORE, SALVO L’OBBLIGO IN CAPO AL SOMMINISTRATORE DI INFORMARE E FORMARE IL LAVORATORE . NEI CONTRATTI A PROGETTO E NELLE COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE, LE NORME DEL DECRETO SI APPLICANO QUANDO LA PRESTAZIONE LAVORATIVA E’ EFFETTUATA NEI LUOGHI DI LAVORO DEL COMMITTENTE

55 Struttura decreto . DISPOSIZIONI GENERALi . LUOGHI DI LAVORO
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI AGENTI FISICI SOSTENZE PERICOLOSE ESPOSIZIONEAD AGENTI BIOLOGICI PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPOLSIVE DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE DISPOSIZIONI FINALI

56 Sistema istituzionale
. COMITATO PER L’INDIRIZZO E LA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE ATTIVE E PER IL COORDINAMENTO NAZIONALE DELL’ATTIVITÀ DI VIGILANZA . COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE . COMITATI REGIONALI DI COORDINAMENTO . SISTEMA INFORMATIVO NAZIONALE PER LA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO . ENTI PUBBLICI

57 IN CASO DI PRESTAZIONI OCCASIONALI IL DECRETO SI APPLICA AD ECCEZIONE DEI PICCOLI LAVORI DOMESTICI DI CARATTERE STRAORDINARIO IN CASO DI LAVORATORI A DOMICILIO VIGE UN OBBLIGO PER IL DATORE DI LAVORO, DI INFORMARE E FORMARE IN CASO DI LAVORO A DISTANZA DI TIPO SUBORDINATO EFFETTUATO MEDIANTE COLLEGAMENTO INFORMATICO E TELEMATICO SI APPLICANO LE NORME DEL DECRETO DI CUI AL TITOLO VII . NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI AUTONOMI EX ART C.C., TROVANO APPLICAZIONE GLI ARTT. 21 E 26 DEL DECRETO (IMPRESA FAMILIARE E APPALTO)

58 Strumenti . INTERPELLO . VIGILANZA

59 Contrasto lavoro irregolare 1
GLI ORGANI DI VIGILANZA DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE POSSONO: . SOSPENDERE L’ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE QUANDO RISULTI: 1) IMPIEGO PERSONALE NON RISULTANTE DA SCRITTURE IN MISURA PARI O SUPERIORE AL 20% DEL TOTALE DEI LAVORATORI 2) REITERATE VIOLAZIONI DEL DECRETO LGS. 66/2003 IN TEMA DI RIPOSO GIORNALIERO E SETTIMANALE 3) REITERATE VIOLAZIONI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

60 Contrasto lavoro irregolare 2
REVOCARE PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE IN CASO DI: 1) REGOLARIZZAZIONE DEI LAVORATORI 2) ACCERTAMENTO DEL RIPRISTINO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO 3) PAGAMENTO SOMMA AGGIUNTIVA UNICA DI € ,0 OLTRE LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARE PREVISTE

61 Misure generali di tutela 1
. VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA . PROGRAMMAZIONE DELLA PREVENZIONE . ELIMINAZIONE DEI RISCHI . RISPETTO DEI PRINCIPI ERGONOMICI NELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO . RIDUZIONE DEI RISCHI . SOSTITUZIONE DI TUTTO QUELLO RITENUTO PERICOLOSO . LIMITAZIONE AL MINIMO DEI LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO . UTILIZZO LIMITATO DI AGENTI CHIMICI, FISICI E BIOLOGICI . PRIORITA’ DI MISURE DI PROTEZIONE COLLETTIVA . CONTROLLO SANITARIO DEI LAVORATORI

62 Misure generali di tutela 2
. ALLONTANAMENTO DEL LAVORATORE DALL’ESPOSIZIONE AL RISCHIO . INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI, DEI DIRIGENTI, DEI PREPOSTI E DEI RAPP.TI PER LA SICUREZZA ISTRUZIONI ADEGUATE AI LAVORATORI . PARTECIPAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI E DEI RAPP.TI PER LA SICUREZZA . PROGRAMMAZIONE DELLE MISURE IDONEE A GARANTIRE UN ALTO LIVELLO DI SICUREZZA ADOZIONE DI MISURE DI EMERGENZA UTILIZZO DI SEGNALI DI SICUREZZA . REGOLARE MANUTENZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI SISTEMI DI SICUREZZA

63 Datore di lavoro:Obblighi 1
1) NOMINA MEDICO COMPETENTE PER LA SORVEGLIANZA SANITARIA ed invia i lavoratori a visita medica (L.106/2009) 2) DESIGNA I LAVORATORI INCARICATI DELL’ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE 3) FORNISCE AI LAVORATORI I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE 4) VERIFICA L’ EFFETTIVA OSSERVANZA DELLE NORME SULLA SICUREZZA (VIGILANZA-RESPONSABILITA’ DATORE DI LAVORO L.106/2009) 5) INFORMA I LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO 6) ADEMPIE AGLI OBBLIGHI DI INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO 7) SI ASTIENE DAL RICHIEDERE AI LAVORATORI LA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ IN CASO DI PERICOLO

64 Obblighi datore di lavoro 2
1) COMUNICA AGLI ENTI PREPOSTI I DATI RELATIVI AGLI INFORTUNI ED I NOMINATIVI DEI RAPP.TI PER LA SICUREZZA 2) IN REGIME DI APPALTO O SUBAPPALTO, MUNISCE I LAVORATORI DI TESSERINO DI RICONOSCIMENTO

65 Obblighi datore di lavoro 3
1) CONSENTE AI LAVORATORI LA VERIFICA DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA, TRAMITE IL RAPP.TE PER LA SICUREZZA 2) ELABORA IL DOCUMENTO DI RISCHIO 4) CONSEGNA AL RAPP.TE PER LA SICUREZZA IL DOCUMENTO DI RISCHIO 5) SI ADOPERA AFFINCHE’ DALLE MISURE DI SICUREZZA UTILIZZATE, NON DERIVINO DANNI AMBIENTALI O RISCHI PER LA POPOLAZIONE

66 Obblighi datore di lavoro 4
FUNZIONI DELEGABILI DELEGA RISULTANTE DA ATTO SCRITTO CON DATA CERTA. POSSESSO DEI REQUISITI DI PROFESSIONALITA’ IN CAPO AL DELEGATO CONFERIMENTO DI DIVERSI POTERI DI ORGANIZZAZIONE, DI GESTIONE E DI AUTONOMIA DI SPESA AL DELEGATO FUNZIONI NON DELEGABILI VALUTAZIONE DEI RISCHI E REDAZIONE DEL RELATIVO DOCUMENTO DESIGNAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

67 Obblighi dei lavoratori
CONTRIBUIRE OSSERVARE UTILIZZARE CORRETTAMENTE SEGNALARE PARTECIPARE ASTENERSI SOTTOPORSI AI CONTROLLI SANITARI ESPORRE TESSERINO DI RICONOSCIMENTO

68 Appalto IL DATORE DI LAVORO DEVE:
VERIFICARE L’IDONEITÀ DELLE IMPRESE APPALTATRICI TRAMITE LA PRODUZIONE DI CERTIFICATI FORNIRE INFORMAZIONI SUI RISCHI SPECIFICI ELABORARE IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA ALLEGARE AL CONTRATTO DI APPALTO O DI OPERA (ENTRO 31/12/08 PER I CONTRATTI ANCORA IN ESSERE PER TALE DATA)

69 Appalto . RISPONDERE IN SOLIDO CON L’APPALTATORE E CON CIASCUNO DEGLI EVENTUALI SUBAPPALTATORI DEI DANNI OCCORSI AI LAVORATORI NON INDENNIZZATI DA INAIL O IPSEMA . INDICARE A PENA DI NULLITA’ EX ART C.C.,I COSTI RELATIVI ALLA SICUREZZA DEL LAVORO. A TALI DATI POSSONO ACCEDERE IL RAPP.TE PER LA SICUREZZA E I SINDACATI (ORGANI LOCALI PIU’ RAPPRESENTATIVI)

70 Sistema di qualificazione
NELL’AMBITO DELLA COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE SI INDIVIDUANO SETTORI E CRITERI PER LA DEFINIZIONE DI UN SISTEMA DI QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI AUTONOMI CHE CONSENTA LA VERIFICA DEL POSSESSO DEI REQUISITI NECESSARI (IN TEMA DI SICUREZZA DEL LAVORO) ALLA PARTECIPAZIONE A GARE E APPALTI E L’ACCESSO AD AGEVOLAZIONI E FINANZIAMENTI

71 Valutazione dei rischi 1
TALE VALUTAZIONE RIGUARDA TUTTI I RISCHI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, COMPRESO IL COSIDDETTO STRESS DA LAVORO CORRELATO ALLE DIFFERENZE DI GENERE, ETA’ E ALLA PROVENIENZA DA ALTRI PAESI. IL DOCUMENTO CHE NE DERIVA DEVE AVERE DATA CERTA E CONTENERE: RELAZIONE SULLA VALUTAZIONE DEI RISCHI INDICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE . IL PROGRAMMA DELLE MISURE OPPORTUNE PER IL MIGLIORAMENTO DEI LIVELLI DI SICUREZZA . INDICAZIONE DELLE PROCEDURE PER L’ATTUAZIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA E DEL PERSONALE CHE VI DOVRA’ PROVVEDERE (SOGGETTI IN POSSESSO DI ADEGUATE COMPETENZE)

72 Valutazione dei rischi 2
. IL NOMINATIVO DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE, DEL RAPP.TE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA, DEL MEDICO COMPETENTE . INDIVIDUAZIONE DELLE MANSIONI CHE ESPONGONO I LAVORATORI A RISCHI SPECIFICI

73 Servizio di prevenzione e protezione 1
ORGANIZZATO DAL DATORE DI LAVORO O DA PERSONE O SERVIZI ESTERNI (SENZA ESONERO DI RESPONSABILITA’), E’ OBBLIGATORIO PER: . AZIENDE INDUSTRIALI EX ART. 2 DECRETO LGS. 334/1999 . CENTRALI TERMOELETTRICHE . AZIENDE INDUSTRIALI CON PIU’ DI 200 LAVORATORI . INDUSTRIE ESTRATTIVE CON OLTRE 50 DIPENDENTI

74 Servizio di prevenzione e protezione 2
SERVIZIO UTILIZZATO DAL DATORE DI LAVORO CON FUNZIONE DI: INDIVIDUARE FATTORI DI RISCHIO ELABORARE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE ELABORARE PROCEDURE DI SICUREZZA PROPORRE PROGRAMMI DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI PARTECIPARE A CONSULTAZIONI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA INFORMARE (RIUNIONE PERIODICA)

75 Formazione e informazione 1
IL DATORE DI LAVORO PROVVEDE ALL’INFORMAZIONE . PROCEDURE DI PRIMO SOCCORSO, MISURE ANTINCENDIO . NOMINATIVI RESPONSABILI DELLA SICUREZZA . RISCHI SPECIFICI E PERICOLI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ COMPIUTA IL DATORE DI LAVORO PROVVEDE ALLA FORMAZIONE . CONCETTO DI RISCHIO, PERICOLO, PREVENZIONE E PROTEZIONE RISCHIO RIFERITO ALLE MANSIONI SVOLTE

76 Formazione e informazione 2
LA FORMAZIONE AVVIENE IN OCCASIONE DELLA COSTITUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO, DEL TRASFERIMENTO AD ALTRE MANSIONI, DELL’INTRODUZIONE DI NUOVE ATTREZZATURE. L’ADDESTRAMENTO VIENE EFFETTUATO DA PERSONA ESPERTA E SUL LUOGO DI LAVORO IL RAPP.TE PER LA SICUREZZA HA DIRITTO AD UNA FORMAZIONE PARTICOLARE, I CUI TERMINI SONO STABILITI IN SEDE DI CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NAZIONALE

77 Medico competente 1 PERSONALE SPECIALIZZATO IN MEDICINA DEL LAVORO O IN MEDICINA PREVENTIVA DEI LAVORATORI O IN MEDICINA LEGALE CHE SVOLGE LA PROPRIA FUNZIONE COME: DIPENDENTE DI UNA STRUTTURA ESTERNA LIBERO PROFESSIONISTA DIPENDENTE DEL DATORE DI LAVORO ISTITUISCE, AGGIORNA E CUSTODISCE LA CARTELLA SANITARIA (L. 106/2009) LA SORVEGLIANZA SANITARIA COMPRENDE: VISITA PREVENTIVA PER VALUTARE IDONEITÀ VISITA PERIODICA PER VALUTARE LA PERMANENZA DELL’IDONEITÀ

78 Medico competente 2 . VISITA IN OCCASIONE DEL CAMBIO DI MANSIONE
VISITA SU RICHIESTA DEL LAVORATORE L’ESITO DELLA VISITA ESPRIME UN GIUDIZIO RELATIVO ALLA MANSIONE SPECIFICA SU: IDONEITÀ IDONEITÀ PARZIALE, TEMPORANEA O PERMANENTE INIDONEITÀ TEMPORANEA INIDONEITÀ PERMANENTE

79 Pericolo grave e immediato
ART. 14 D. LGS. 626/94 E ART. 8 DIRETTIVA CEE 391/89 IL LAVORATORE HA DIRITTO AD ALLONTANARSI DAL POSTO DI LAVORO, SENZA SUBIRE PREGIUDIZIO ALCUNO E QUALORA INTRAPRENDA MISURE AUTONOME PER EVITARE IL PERICOLO, NON PUO’ SUBIRE PREGIUDIZIO SE NON PER GRAVE NEGLIGENZA

80 Rappresentante per la sicurezza
IN TUTTE LE AZIENDE E LE UNITA’ PRODUTTIVE E’ ELETTO O DESIGNATO FINO A 15 DIEPENDENTI VIENE ELETTO DAI LAVORATORI AL LORO INTERNO OLTRE 15 DIPENDENTI VIENE ELETTO NELL’AMBITO DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI IN AZIENDA N. 1 RAPP.TE IN AZIENDE SINO A 200 LAVORATORI N. 3 RAPP.TI IN AZIENDE DA 201 A 1000 LAVORATORI N. 6 RAPP.TI IN AZIENDE CON OLTRE 1.OOO LAV. AVVERTE IL RESPONSABILE DI EVENTUALI RISCHI RICORRE ALLE AUTORITA’ COMPETENTI IN CASO DI INADEGUATEZZA DELLE MISURE ADOTTATE A GARANTIRE LA SICUREZZA DEI LAVORATORI

81 Funzioni del rappresentante per la sicurezza
ACCEDE AI LUOGHI DI LAVORO . VIENE CONSULTATO PREVENTIVAMENTE E TEMPESTIVAMENTE IN MERITO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI, LA DESIGNAZIONE DEL RESPONSABILE ALLA PREVENZIONE, ALL’ORGANIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE RICEVE DOC.NE AZIENDALE, INFORMAZIONI FORMULA OSSERVAZIONI, PROMUOVE ELABORAZIONI FA PROPOSTE

82 Sanzioni datore di lavoro
ARRESTO DA 4 A 8 MESI O AMMENDA DA € ,0 A € ,0 PER OMESSA VALUTAZIONE DEI RISCHI E ADOZIONE DEL RELATIVO DOCUMENTO O OMESSA NOMINA DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ARRESTO DA 6 MESI A 1 ANNO QUANDO LE SUDDETTE OMISSIONI AVVENGONO IN AZIENDE AD ALTO RISCHIO AMMENDA DA € ,0 A € ,0 QUANDO IL DOCUMENTO VENGA REDATTO SENZA LE MODALITA’ PRESCRITTE , OVVERO SENZA CONSULTAZIONE DEL RAPP.TE PER LA LA PREVENZIONE E DEL RESPONSABILE PER LA SICUREZZA E SENZA L’INDICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE ATTUATE IN AZIENDA E SENZA L’INDICAZIONE DEL NOMINATIVO DEL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE . VIOLAZIONE ART. 17, 28, 18 . VIOLAZIONE ART. 31 . VIOLAZIONE ART. 17, 28, 29

83 Sanzioni datore di lavoro
ARRESTO DA 2 A 4 MESI O AMMENDA DA €. 800,0 A € 3.000,0 ARRESTO DA 3 A 6 MESI O AMMENDA DA € ,0 A € 5.000, ARRESTO DA 4 A 8 MESI O AMMENDA DA € ,0 A € 6.000,0 ARRESTO DA 4 A 8 MESI O AMMENDA DA E ,0 A € ,0 AMMENDA DA €. 800,0 A € ,0 ARRESTO DA 3 A 6 MESI O AMMENDA DA E ,0 A € ,0 SANZIONI AMM.VE PECUNIARIE PER LE ALTRE VIOLAZIONI VIOLAZIONE ART. 18, 34, 36, 43 VIOLAZIONE ART. 18 COMMA 1 LETT. C) VIOLAZIONE ART. 26, 34, 37 VIOLAZIONE ART. 18 COMMA 1 LETT. L) VIOLAZIONE ART. 18 COMMA 1 LETT. R) OMESSA NOMINA EX ART. 18 COMMA 1 LETT. A) VIOLAZIONE ART. 18 COMMA 1 LETT. A), R), S), U), ART. 26 COMMA 8

84 Sanzioni di lavoro SONO PREVISTE SANZIONI ANCHE PER IL MEDICO COMPETENTE PER LE VIOLAZIONI DELL’ART. 25 DEL DECRETO ATTUATIVO (ARRESTO FINO A 3 MESI) E SANZIONI PER GLI STESSI LAVORATORI PER VIOLAZIONE DELL’ART. 20 (ARRESTO FINO A 1 MESE)

85 IMPIANTO SANZIONATORIO
Il T.U. rivede in misura incisiva le sanzioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori da un lato accentuando gli interventi punitivi e dall’altro consentendo diverse opportunita’ deflattive cosi’ riassumibili: 1.) OBLAZIONE ex art. 162 c.p.; 2.) PRESCRIZIONE OBBLIGATORIA ex D.lgs. 758/94; 3.) SOSTITUZIONE DELLA PENA.

86 IMPIANTO SANZIONATORIO
In tema di illeciti amministrativi trovano applicazione le disposizioni contenute nella L. 689/81 quanto nel D.lgs. 124/04 ed in particolare nell’art. 13: DIFFIDA OBBLIGATORIA In caso di inosservanza alle norme in tema di sicurezza il personale ispettivo provvede a diffidare il datore di lavoro alla regolarizzazione delle inosservanze sanabili; In caso di ottemperanza il datore di lavoro è ammesso al pagamento dell’importo delle sanzioni pari al minimo previsto; La diffida interrompe i termini di cui all’art. 14 L.689/81

87 Disposizioni in tema di processo penale:
1.) PRINCIPIO DI SPECIALITA’ 2.) L’INAIL PUO’ COSTITUIRSI PARTE CIVILE ED ESERCITARE AZIONE DI REGRESSO IN CASO DI ESERCIZIO DELL’AZIONE PENALE PER OMICIDIO COLPOSO O LESIONE PERSONALI COLPOSE, QUANDO IL FATTO E’ COMMESSO IN VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA SICUREZZA 3.) LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E LE ASSOCIAZIONI DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DI INFORTUNI SUL LAVORO POSSONO ESERCITARE I DIRITTI SPETTANTI ALLA PERSONA OFFESA EX ARTT. 91 E 92 CPP PER REATI COMMESSI IN VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA SICUREZZA

88 OHSAS 18001: norma internazionale di riferimento per la certificazione del Sistema di Gestione per la Sicurezza SISTEMA DI GESTIONE : Parte del sistema complessivo di gestione che facilita la gestione dei rischi per la salute e sicurezza sul lavoro associati al business dell’ organizzazione. Include la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse necessarie per sviluppare, implementare, raggiungere, riesaminare e mantenere la politica dell’organizzazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

89 Ciclo PDCA di Deming Plan : Analisi iniziale, Politica, Organizzazione, Pianificazione attività Do : Assegnazione risorse, Esecuzione attività Check : Monitoraggio dei risultati Act : Gestione non conformità – correggi politica/organizzazione

90 Ciclo di un Sistema di Gestione della Sicurezza secondo standard OHSAS 18001
ESAME INIZIALE Politica Pianificazione Attuazione e funzionamento Controlli e azioni correttive Riesame della direzione Miglioramento continuo

91 Applicazione normativa prevenzionale nell’ambito della Difesa
Con il D.Lgs. 626/94 come modificato con il D.Lgs. 272/96, e ripreso nel T.U., che viene chiarito che le disposizioni da esso contemplate trovano applicazione anche nei riguardi delle Forze armate, comunque “tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato”. Con riferimento alla materia antinfortunistica successiva all’emanazione del D.Lgs 626/94, vediamo come il Ministero della Difesa ha provveduto a: _ Definire compiti e responsabilità delle Strutture di Vertice, confermando in SEGREDIFESA l’organismo deputato a regolamentare, in primis, l’applicazione della normativa della salute e sicurezza antinfortunistica in ambito Difesa; _ Fissare i criteri per l’individuazione della figura del Datore di Lavoro nell’ambito della Difesa ( D.M. 1 febbraio 1997 ); _ Emanare il regolamento d’attuazione dei decreti legislativi 277/91, 626/94 in materia di sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro nell’ambito dell’A.D.


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