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Gli attori – L’Assessore ed il Dipartimento per il Diritto alla Salute

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Presentazione sul tema: "Gli attori – L’Assessore ed il Dipartimento per il Diritto alla Salute"— Transcript della presentazione:

0 Il modello toscano Assessore al Diritto alla Salute AREA VASTA NORD
OVEST ASL 1 MS ASL 2 LU ASL 3 PT ASL 4 PO ASL 10 FI AREA VASTA CENTRO AOUM ESTAV NO AOUC ASL 12 ESTAV CENTRO ASL 5 PI ASL 6 LI ASL 11 AOUP ESTAV SUD EST AREA VASTA SUD EST Assessore al Diritto alla Salute ASL 8 AR ASL 7 SI Dipartimento Diritto alla Salute AOUS ASL 9 GR SOCIETA’ DELLA SALUTE

1 Gli attori – L’Assessore ed il Dipartimento per il Diritto alla Salute
Una sanità sempre più tagliata “su misura” dei cittadini. E’ quello che ambisce ad essere il Servizio sanitario regionale, con i suoi progetti, il suo sforzo di innovazione e di miglioramento continuo. Una sanità che ha a cuore la salute dei bambini, delle donne, dei giovani, degli anziani, la salute e la sicurezza di chi lavora , che suggerisce corretti stili di vita (alimentazione, sport, lotta alle dipendenze). Una sanità che si interroga sulle prospettive della bioetica e si ispira a valori di solidarietà più prossima, come nel campo delle donazioni e trapianti, e più lontana, con le attività di cooperazione sanitaria. Che combatte contro le patologie più diffuse, come i tumori, così come contro le malattie rare. Che provvede ai servizi di emergenza come il 118 e a quelli programmabili, come la diagnostica e la specialistica, che assicura una corretta politica dei farmaci, accoglie nei suoi servizi le medicine non convenzionali e, attraverso le attività della veterinaria, si prende cura anche degli animali. FARMACEUTICA FINANZA ACCREDITAMENTO COMUNICAZIONE DIRETTORE GENERALE INVESTIMENTI SANITARI ASSISTENZA SANITARIA PREVENZIONE FLUSSI E SISTEMI

2 In Toscana la salute è un diritto per ogni cittadino e un dovere della collettività. Il Servizio sanitario regionale (Ssr) garantisce a tutti, gratuitamente o con forme di partecipazione alla spesa, i servizi di prevenzione, cura e riabilitazione, a partire da quelli essenziali di assistenza, secondo i principi di uguaglianza, equità, umanizzazione. Il Servizio sanitario è unico e sostenuto dalla finanza pubblica. Comuni e enti locali sono coinvolti nelle politiche di promozione della salute, attraverso le Società della salute. I cittadini singoli e associati partecipano alla programmazione sanitaria.Ogni persona è libera di scegliere il luogo di cura, l'ospedale e l’operatore sanitario a cui affidarsi. Il Servizio sanitario regionale è organizzato in 16 Aziende sanitarie, di cui 12 sono Aziende sanitarie locali (Asl)  e 4 Aziende ospedaliere universitarie (Aou).  Asl e Aziende ospedaliere sono affiancate dagli organi di governo clinico regionale: Consiglio sanitario regionale, Centro sangue, Centro gestione rischio clinico, Istituto toscano tumori, Organizzazione toscana trapianti. Il sistema collabora con le Università, gli enti di ricerca e gli istituti scientifici. Le convenzioni regolano i rapporti con i medici e i pediatri di famiglia, i farmacisti e molte strutture sanitarie.

3 Circa persone tra medici, infermieri e tecnici lavorano quotidianamente nei 40 ospedali della Toscana, nelle strutture e nei servizi sanitari del territorio. Per far funzionare la macchina della sanità la Regione spende oltre 6 miliardi di euro l’anno, quasi il 70% del suo bilancio complessivo. Con questo impegno viene garantita una rete di cura e assistenza che negli ultimi 10 anni ha fatto guadagnare ai toscani in media 3 anni di vita in più. Il Servizio sanitario della Toscana ha come obiettivo la salute e il benessere dei cittadini a partire dalle più semplici abitudini quotidiane, l’alimentazione e l’attività fisica e sportiva. Risponde alle esigenze diverse delle varie parti della popolazione, donne e uomini, bambini ed anziani, affida al volontariato organizzato e a medici e operatori specializzati la rete dei servizi di emergenza (118, guardia medica, pronto soccorso negli ospedali). Molte risorse sono destinate all’acquisto di medicinali. Fanno capo al Servizio sanitario le reti dei trapianti, della donazione del sangue, delle cure oncologiche. Chi desidera può curarsi anche con le medicine non convenzionali. I servizi veterinari vigilano sulla sicurezza alimentare e la salute degli animali. Per ogni informazione è possibile rivolgersi agli URP, Uffici Relazioni con il Pubblico, della varie Aziende.

4  Le Aziende usl (Asl), 12 nella nostra Regione, sono articolazioni territoriali del Servizio sanitario regionale e garantiscono la omogeneità dell'assistenza nelle diverse aree della regione. Articolate in zone-distretto, provvedono alla gestione e programmazione delle attività definite nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza, comprese le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria, le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale e le attività di assistenza sociale delegate agli enti locali.  Possono avviare localmente forme di assistenza integrativa, coperte da risorse finanziarie aggiuntive per le prestazioni che non sono elencate tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea). Sono dotate di personalità giuridica pubblica e di autonomia imprenditoriale. L'organizzazione e il funzionamento delle aziende sanitarie sono disciplinati dallo statuto aziendale, un atto aziendale di diritto privato. 

5 Le Aziende ospedaliere-universitarie (Aou) toscane sono 4
 Le Aziende ospedaliere-universitarie (Aou) toscane sono 4.  Integrano le funzioni di ricerca, formazione e assistenza svolte dalle Università e dal Servizio sanitario regionale, secondo i principi del decreto legislativo n° 517/1999. Le 4 Aziende ospedaliere toscane costituite nel 1994, ovvero A.O. Careggi, A.O. Meyer, A.O. pisana e A.O. senese,  si sono dotate di statuti che sanciscono la trasformazione nelle nuove Aziende Ospedaliere Universitarie. Con questo passaggio l'Università partecipa a pieno titolo al Sistema sanitario regionale. Le 12 Aziende Usl sono raggruppate in tre Aree Vaste, ognuna dotata di un'Azienda Ospedaliero-universitaria di riferimento: l'ospedale pediatrico Meyer ha funzioni di riferimento per tutta la regione.

6 Il Consiglio Sanitario Regionale (CSR) è un organismo tecnico consultivo della Giunta regionale e del Consiglio Regionale, previsto dal Titolo VII, Capo II della Legge regionale 15 febbraio 2005, n. 40 “Disciplina del servizio sanitario regionale”. L’istituzione di tale organismo nasce dalla volontà della Regione Toscana di coinvolgere tutte quelle figure professionali e tecniche del servizio sanitario regionale, quali interlocutori qualificati, nei dibattiti decisionali al fine di assicurare scelte responsabili e consapevoli di promozione e tutela della salute. Mission del CSR è di contribuire all’innovazione ed allo sviluppo della qualità dei servizi sanitari fornendo consulenza in materia di organizzazione e programmazione sanitaria e parere sui provvedimenti di contenuto tecnico sanitario

7 Il Centro per la Gestione del Rischio Clinico e la Sicurezza del Paziente della Regione Toscana (GRC) è una struttura del governo clinico regionale. Ha il compito specifico di realizzare iniziative, promuovere azioni finalizzate a ridurre i rischi e a migliorare gli standard di qualità dell'assistenza sanitaria grazie alla programmazione e alla gestione del rischio clinico nelle aziende sanitarie ed ospedaliere toscane. A fondamento di questo impegno c'è la volontà di promuovere una cultura della sicurezza e soprattutto dell'imparare dagli errori, condizioni imprescindibili per un sistema sanitario più sicuro.

8 L'Istituto Toscano Tumori è un istituto a rete che comprende le attività di prevenzione, ricerca e di assistenza per l'oncologia della regione Toscana. Ha sedi in tutte le Aziende Sanitarie e la direzione scientifica e operativa è a Firenze. La rete dei servizi dell'ITT nasce per soddisfare i bisogni delle persone nel luogo a loro più vicino e permette allo stesso tempo di scegliere le cure migliori integrando le diverse competenze presenti nel territorio. L'ITT si fonda quindi su tre principi fondamentali: - Unico sistema di governo - Unico percorso terapeutico - Presenza di centri specializzati nella cura dei tumori Data la struttura a rete dell'ITT, l'adozione di percorsi diagnostico-terapeutici unificati offre un trattamento ottimale non solo alle persone seguite da un particolare ospedale, ma a tutte le persone della Toscana.

9 L'ITT comprende: - il Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO) - 16 Dipartimenti Oncologici che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi,cura e ricerca sul cancro. C'è un Dipartimento Oncologico per ogni Azienda Sanitaria e per ogni Azienda Ospedaliero - Universitaria. Ogni Dipartimento uno o più punti di accoglienza in grado di attivare una prima valutazione e di programmare il percorso clinico ottimale grazie ai Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM). Nei GOM gli specialisti definiscono e danno attuazione pratica al percorso di diagnosi, cura e riabilitazione.

10 L'Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO) è stato istituito con Legge Regionale Toscana n. 3 del Funzioni istituzionali: - attività di ricerca e valutazione epidemiologica in ambito di prevenzione primaria e secondaria dei tumori; - assistenza sanitaria e psicologica, di riabilitazione e follow-up dei pazienti oncologici; - formazione degli operatori sanitari ed educazione alla salute; - valutazione di nuove tecnologie e qualità dell'assistenza oncologica; - registrazione e valutazione dei principali registri: Registro Tumori della Regione Toscana (RTRT), Registro di Mortalità Regionale (RMR), Archivio Regionale dei Mesoteliomi Maligni (ARMM); - attribuzione di Osservatorio Nazionale Screening (ONS) da parte del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali; - coordinamento nazionale del Progetto Integrato di Oncologia per la prevenzione; - ruolo strategico nell'ambito della rete dell'Istituto Tumori Toscano (ITT) che raggruppa, coordinandole, le attività oncologiche presenti sul territorio regionale; - Centro di Riferimento Regionale per la prevenzione oncologica - CRR: strumento tecnico della rete oncologica regionale per il monitoraggio della attività di screening organizzato ed ha funzioni di supporto tecnico-professionale per i programmi aziendali.

11 Gli attori – l’Area Vasta
Rendere il sistema sanitario economicamente "sostenibile" mantenendo e accrescendo la sua capacità di fornire prestazioni di eccellenza rappresenta oggi la sfida di maggiore rilievo in tutte le società avanzate. La Toscana ha affrontato tale sfida su diversi piani, tra i quali riveste particolare significato la riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale in Aree Vaste. Fino all'inizio del 2000 il sistema sanitario toscano era organizzato, come nel resto del Paese, esclusivamente attraverso le Aziende sanitarie (16 in tutto, di cui 12 Aziende Unità Sanitarie Locali e 4 Aziende Ospedaliere). Da allora, attraverso una riflessione che ha coinvolto tutti i settori della società toscana, è iniziato un processo di razionalizzazione e concentrazione dei sistemi aziendali in 3 livelli tecnici, organizzativi e professionali, denominati Aree Vaste. Sul piano dell'assistenza sanitaria, sono stati assegnati compiti di programmazione e coordinamento delle prestazioni e dell'organizzazione sanitaria che vengono esercitati tramite i Comitati di Area Vasta. AREA VASTA CENTRO TOSCANA = Aziende USL Firenze, Prato, Pistoia, Empoli; Aziende Ospedaliero-Universitarie Careggi e Meyer di Firenze, Università di Firenze AREA VASTA NORD OVEST TOSCANA = Aziende USL Lucca, Massa e Carrara, Versilia, Pisa, Livorno; Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa, Università di Pisa AREA VASTA SUD EST TOSCANA = Aziende USL Siena, Arezzo e Grosseto; Azienda Ospedaliero-Universitaria di Siena, Università di Siena.

12 Gli attori – Gli ESTAV Sul piano tecnico-amministrativo la Regione ha istituito i Consorzi di Area Vasta (Centro, Nord Ovest e Sud Est) con funzioni finalizzate alla concentrazione delle attività non specificatamente sanitarie e con l'obiettivo di abbattere i costi gestionali migliorando l'efficienza dei servizi. L’attività è partita in via sperimentale nel 2003 con la sola "funzione acquisti". Dopo un biennio di sperimentazione, la Regione ha valutato positivamente l'esperienza consortile sia sul piano dei risparmi di esercizio ottenuti sia, soprattutto, per il ruolo di sviluppo delle sinergie e di coordinamento di progetti che i Consorzi hanno saputo assolvere ed ha disposto il potenziamento del ruolo dei Consorzi trasformandoli in Enti per i Servizi Tecnico Amministrativi di Area Vasta (ESTAV).

13 Gli attori – Gli ESTAV Gli Estav sono oggi enti del servizio sanitario regionale, dotati di personalità giuridica pubblica con funzioni sono quelle non direttamente riconducibili alle prestazioni sanitarie e in particolare: approvvigionamento di beni e servizi (esclusi i lavori pubblici e le cooperative sociali); gestione dei magazzini e della logistica; gestione delle reti informative e delle tecnologie informatiche acquisizione e gestione delle tecnologie sanitarie, gestione patrimonio per le funzioni ottimizzabili in materia di manutenzione, appalti e alienazioni (attività non ancora avviata) organizzazione e gestione delle attività di formazione del personale (attività non ancora avviata) gestione delle procedure concorsuali per il reclutamento del personale gestione delle procedure per il pagamento delle competenze del personale Funzionano riaddebitando ad ASL e AOU il costo dei servizi erogati.

14 Gli attori – Le Aziende Sanitarie
Responsabili della salute dei cittadini che sono presenti sul proprio territorio (non solo residenti) Aziende “giovani” nate nel 1995 dall’aggregazione su base quasi provinciale di varie Unità Sanitarie Locali (ASF ne aggregò 10) Con un processo di aziendalizzazione che sta evolvendo non più solo principi manageriali e di efficienza economica ma QUALITA’ e capacità di realizzazione di PROGETTI Con risorse economiche che crescono meno velocemente rispetto ai costi, quindi: Necessità di attivare percorsi virtuosi di efficienza mantenendo lo stesso livello di attività (efficacia) con una fame di innovazione comune a tutto il settore pubblico Trovare un modo diverso e migliore di fare le cose che già ci sono dando così migliori prestazioni al cittadino/cliente e riducendo o contenendo i costi a carico dello Stato/Regione (committente) Funziona come una specie di cassa mutua = assicura con risorse assegnate la salute degli stessi

15 Gli attori – Le Aziende Sanitarie
Svolge attività di produzione in proprio e di acquisizione di servizi erogati da altri (fondamentale è a tal proposito la funzione di controllo) Le aziende sanitarie locali sono finanziate con quote del Fondo ordinario di gestione. Tale Fondo è ripartito tra le aziende secondo un criterio di equità rispetto alla popolazione residente opportunamente ponderata in ragione del bisogno rilevato (quota capitaria pesata). I fattori di ponderazione utilizzati fanno riferimento ai consumi per classe di età, alle caratteristiche morfologiche del territorio, alla distribuzione della popolazione nei centri urbani. Una quota del fondo ordinario è utilizzata per incentivare percorsi virtuosi di contenimento dei costi.

16 Gli attori – Le Aziende Ospedaliero - Universitarie
Strutture ospedaliero-universitarie di alta specializzazione che integrano il sistema sanitario con prestazioni di livello elevato Le aziende ospedaliero-universitarie, si finanziano principalmente attraverso la remunerazione che percepiscono dalle aziende sanitarie a fronte delle prestazioni, di ricovero o ambulatoriali, prodotte. Tali prestazioni sono remunerate sulla base di tariffe fissate dalla Regione, ovvero sulla base delle valorizzazioni concordate tra le aziende. Alle aziende ospedaliero-universitarie sono altresì assegnate dalla Regione quote dei fondi per lo sviluppo dei servizi, per il finanziamento di funzioni di riferimento regionale non sufficientemente remunerate dalle tariffe e per specifiche finalità previste dagli strumenti di programmazione sanitaria regionale.

17 ATTIVITA’ OSPEDALIERA
Gli attori – Le società della salute Il Piano Sanitario della Toscana ha avviato una vera e propria riforma del SSR ponendo particolare attenzione all’integrazione socio-sanitaria e prevedendo la sperimentazione delle Società della Salute per la programmazione e successivamente gestione unitaria dei servizi socio-sanitari e sanitari territoriali. I vari atti di implementazione di tali indirizzi hanno richiamato la normativa prevista per l’ordinamento dei Consorzi pubblici (D. Lgs 267/2000) per inquadrare l’assetto giuridico delle Società della Salute. COMUNE/COMUNI ATTIVITA’ OSPEDALIERA ... PREVENZIONE ATTIVITA’ TERRITORIALE ZONA A ZONA B ZONA C ZONA D Storia Complessita’ Natura Giuridica SOCIETA’ DELLA SALUTE

18 Gli attori – Le società della salute
Funzionano con assegnazione da parte della ASL di quote del FSR per le attività svolte (non autosufficienza e disabilità fisica), con assegnazione da parte del dipartimento della sicurezza sociale della Regione Toscana del Fondo per la non autosufficienza per le attività assegnate e con assegnazione dei fondi per l’assistenza sociale da parte dei Comuni che decidono di aderirvi.

19 Art. 67 legge regionale 24 febbraio2005, n
Art. 67 legge regionale 24 febbraio2005, n. 40 Dipartimento della prevenzione In ciascuna azienda unità sanitaria locale il dipartimento della prevenzione è la struttura preposta alla tutela della salute collettiva; il dipartimento, mediante azioni volte ad individuare e rimuovere i rischi presenti negli ambienti di vita e di lavoro, persegue obiettivi di promozione della salute, prevenzione delle malattie e miglioramento della qualità della vita, nonchè di tutela medico legale delle persone con disabilità funzionali, anche in coerenza con gli obiettivi di salute e di benessere di cui all’articolo 21, comma 2, lettera a)(2) dei portatori di menomazioni. Ciascuna azienda unità sanitaria locale definisce con atto regolamentare l’articolazione organizzativa funzionale del dipartimento in settori, aree funzionali di zona ed unità funzionali; i settori sono strutture organizzative funzionali del dipartimento della prevenzione di dimensione aziendale che aggregano le unità funzionali del dipartimento; a ciascuno dei settori è preposto un responsabile nominato dal direttore generale, su proposta del direttore sanitario, sentito il direttore del dipartimento; a un responsabile è attribuita la responsabilità di una unità funzionale.

20 Art. 67 legge regionale 24 febbraio2005, n
Art. 67 legge regionale 24 febbraio2005, n. 40 Dipartimento della prevenzione Il dipartimento della prevenzione si articola nelle seguenti attività: a) igiene pubblica e medicina dello sport; b) alimenti e nutrizione; c) igiene degli alimenti di origine animale, sanità animale, igiene degli allevamenti e zootecnia; d) prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e) medicina legale. Ogni azienda unità sanitaria locale costituisce settori che comprendono le attività di cui alle lettere precedenti. Nei dipartimenti di prevenzione delle aziende unità sanitarie locali 2, 7 e 10 è presente la struttura complessa Laboratorio di sanità pubblica di area vasta (LSPAV) istituita per l’individuazione e la determinazione del rischio biologico, chimico e fisico nell’ambito delle attività di prevenzione collettiva. I tre LSPAV costituiscono sul territorio regionale un servizio a rete che opera secondo un unico sistema di gestione della qualità. E’ istituita la funzione regionale di coordinamento della rete dei LSPAV, al fi ne di assicurare le modalità operative di raccordo, nonché razionalizzare e programmare la ripartizione delle risorse, degli investimenti e delle attività.

21 Sistema sanitario (OMS, 2000)
L’insieme delle organizzazioni, delle istituzioni, delle risorse, dedicate alla produzione di azioni sanitarie Azione sanitaria: ogni attività, sia nell’assistenza alle persone sia di sanità pubblica, il cui scopo primario è quello di migliorare la salute

22 I principali soggetti Ministero della Salute (governo generale del sistema) Regioni (assetto e governo del SSR - delle aziende sanitarie - Regione come capogruppo) Aziende sanitarie: gestione dell’assistenza ASL: gestione della domanda (percorso del paziente) + gestione di tutti i servizi (inclusa o meno l’assistenza ospedaliera a seconda dei modelli di SSR) AO: gestione dell’assistenza ospedaliera (esclusiva o meno a seconda dei modelli di SSR) Case di cura private accreditate: gestione dell’assistenza ospedaliera Professionisti sanitari (MMG, specialisti, TdP, ecc.) Assetto istituzionale: portatori di interessi istituzionali; quali contributi e quali ricompense; modalità di partecipazione al governo dell’azienda.

23 MINISTERO DELLA SALUTE
COMPITI: Garantire l’equità del sistema, la qualità, l’efficienza e la trasparenza attraverso anche l’utilizzo di una comunicazione corretta ed adeguata Evidenziare le disuguaglianze e le iniquità e promuovere le azioni correttive e migliorative Collaborare con le Regioni per valutare le realtà sanitarie e migliorarle Tracciare le linee dell’innovazione e del cambiamento e fronteggiare i grandi pericoli che minacciano la salute pubblica

24 PROGRAMMAZIONE SANITARIA
Piano Sanitario Nazionale LIVELLO NAZIONALE Piano Sanitario Regionale Piano Area Vasta LIVELLO REGIONALE Piani Integrati di Salute Piani Attuativi Locali Piani Attuativi Ospedalieri Art.32- La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. i livelli uniformi di assistenza sanitaria da individuare sulla base anche di dati epidemiologici e clinici, con la specificazione delle prestazioni da garantire a tutti i cittadini, rapportati al volume delle risorse a disposizione (502/92); i livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti dal Piano sanitario nazionale nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell’equità nell’accesso all’assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze nonché dell’economicità nell’impiego delle risorse (229/00). Costituzione della repubblica Italiana Art. 117 La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: …. m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; LIVELLO LOCALE

25 LA PROGRAMMAZIONE ENTI LOCALI PIANO SANITARIO REGIONALE
LIVELLO REGIONALE PIANO DI AREA VASTA PIANO ATTUATIVO LOCALE (usl) PIANO ATTUATIVO OSPEDALIERO (aou) ENTI LOCALI LIVELLO LOCALE PIANO INTEGRATO DI SALUTE (zona)

26 PIANO SANITARIO NAZIONALE 2011-2013
PSN ha responsabilità politica e finanziaria. Delinea gli indirizzi a livello nazionale: aree prioritarie d’intervento, LEA, quota capitarla di finanziamento per anno e disaggregata per livelli di assistenza, indirizzi di orientamento per il miglioramento della qualità, progetti-obiettivo, finalità e ricerca, esigenze e formazione di base, linee guida, criteri e indicatori per la verifica dei livelli di assistenza in rapporto a quelli previsti. - PSR ha responsabilità politica e finanziaria. Rappresenta il piano strategico e di programmazione degli interventi per gli obiettivi di salute e il funzionamento dei servizi per soddisfare le esigenze specifiche della popolazione regionale[1]. Indica gli obiettivi strategici (appropriatezza: livellli e tempi appropriati di erogazione prestazioni anche nella prevenzione collettiva con l’abbandono graduale delle attività poco utili, trasferendo risorse umane e materiali in attività efficaci e di miglioramento della qualità) e quelli di salute ( progetti speciali di interesse regionale). Fornisce gli strumenti di programmazione sanitaria , di sistema, le azioni di piano … ( PSR : miglioramento della salute e del benessere della popolazione con particolare riferimento a soggetti deboli - la soddisfazione e partecipazione del cittadino – l’efficienza e sostenibilità del sistema.) [1] E’ adottato, o adeguato, entro 150 giorni dall’approvazione del PSN prevedendo forme di partecipazione delle autonomie locali, strutture accreditate, formazioni sociali prive di scopo di lucro, ecc… Il PSR è trasmesso al Ministro della Salute allo scopo di acquisire il parere dello stesso . Se non è prodotto il PSR sono comunque applicabili le disposizioni del PSN. Alle Regioni spettano le funzioni legislative e amministrative in materia di assistenza sanitaria (principi sull’organizzazione dei servizi, criteri di finanziamento delle ASL e A.O., le attività di indirizzo tecnico, promozione e supporto alle ASL/A.O. in relazione al controllo di gestione e qualità delle prestazioni sanitarie).

27 PIANO SANITARIO REGIONALE 2008-2010
Approvato con deliberazione del Consiglio Regionale su proposta della Giunta Regionale formulata previo parere della Conferenza Permanente per la programmazione socio-sanitaria regionale. Rappresenta lo strumento principale di programmazione dei servizi e degli obiettivi di salute La Regione definisce gli obiettivi di politica sanitaria regionale ed orienta l’organizzazione del SSR in relazione ai bisogni assistenziali della popolazione rilevati attraverso la relazione sanitaria regionale e attraverso gli strumenti di osservazione dello stato di salute.

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29 RESPONSABILITA’ COLLETTIVA
La titolarità della tutela della salute è dell’intera comunità, che se ne assume l’onere ed il compito.

30 LIBERTA’ La persona e i bisogni dei singoli e delle famiglie sono difesi e valorizzati; le libertà di scelta sono promosse, valorizzate e pienamente tutelate. La programmazione delle attività si basa sull’analisi dei bisogni

31 UNIVERSALITA’ Il sistema sanitario toscano s’impegna a perseguire la parità di accesso ai servizi sanitari per tutti i cittadini/e. proporzionalmente ai loro bisogni ed indipendentemente da luogo, età, genere, etnia, religione e classe sociale di appartenenza. L’universalità è condizione necessaria d’equità e di tutela delle fasce deboli della popolazione

32 SUSSIDIARIETA’ SOLIDALE
Il servizio sanitario sarà caratterizzato dalla coniugazione dei principi di sussidiarietà e di solidarietà

33 ACCOGLIENZA Il servizio sanitario s’impegna per il miglioramento della qualità dell’accoglienza del cittadino/a per tutte le prestazioni

34 ATTENZIONE AI PIU’ DEBOLI
Il servizio sanitario presta particolare attenzione ai bisogni dei soggetti più deboli (bambini, anziani, disabili fisici e psichici, malati cronici, persone in difficoltà economica). Rappresentano altresì priorità di tutela i bisogni di salute della donna e quelli inerenti il lavoro

35 UNICITA’ Il sistema sanitario regionale è unico, il finanziamento è pubblico, su base fiscale progressiva e quindi proporzionale alle capacità contributive dei singoli cittadini/e.

36 CENTRALITA’ DEL TERRITORIO
Il territorio nelle sue comunità politiche, organizzative e gestionali, costituisce il centro del sistema anche nell'ottica della molteplicità dei soggetti "produttori di salute".

37 APROCCIO INTEGRATO Gli obiettivi di salute si perseguono con un efficace ed efficiente servizio pubblico e con l’apporto integrato di tutti i soggetti pubblici e privati, con particolare attenzione all’impresa non-profit; la sanità si integra con gli altri livelli istituzionali sulla base di obiettivi di salute.

38 SOSTENIBILITA’ Le scelte sono improntate alla sostenibilità economica e sociale, nell'ottica del massimo impatto in termini di salute. Il controllo della spesa è attuato attraverso la valorizzazione dell’ appropriatezza e degli interventi più efficaci per tutti. La difesa dell’universalità e della qualità comporta un approccio basato sulle priorità nell’ambito della definizione dei livelli di assistenza. Risparmiare sul superfluo è il modo per garantire in tempo a tutti ciò che è effettivamente utile.

39 PARTECIPAZIONE I cittadini/e non sono oggetti, ma soggetti delle decisioni in tema di salute. Perché la loro partecipazione sia sostanziale, è necessario promuovere lo sviluppo della loro competenza per una scelta libera e consapevole dei comportamenti, dei servizi e delle cure.

40 STRATEGIE OBIETTIVI DI SALUTE PROGETTI SPECIALI DI INTERESSE REGIONALE
PARTECIPAZIONE APPROPRIATEZZA PROGRAMMAZIONE EFFICIENZA

41 MIGLIORARE LA QUALITA’:
AMBIENTE DI QUALITA’ MIGLIORARE LA QUALITA’: Dell’ARIA Del SUOLO Dell’ACQUA RIDURRE: EMISSIONI RUMOROSE RISCHI DI ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI ASSICURARE: PROTEZIONE DA RADIAZIONI IONIZZANTI

42 AUMENTARE LA SICUREZZA
Sulla STRADA In CASA Sul LAVORO Durante il TEMPO LIBERO

43 SICUREZZA ALIMENTARE ORGANIZZARE E PROGRAMMARE SISTEMA DI VIGILANZA REGIONALE DEFINIRE PRECISA RETE DI LABORATORI E TEMPI D’ ATTESA DEFINIRE RETE SISTEMA D’ ALLERTA CREAZIONE SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE SVILUPPARE GOVERNO INFORMATIVO E FORMATIVO

44 AZIENDE USL TOSCANA Totale 12 Articolazioni territoriali del SSR
Garantiscono l’omogeneità dell’assistenza nelle diverse aree della regione Articolate in zone-distretto Provvedono alla gestione e programmazione delle attività definite nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza Dotate di personalità giuridica pubblica e di autonomia imprenditoriale • 3,6 milioni di abitanti • milioni di spesa ( miliardi di lire) contro gli 89960milioni di euro per il 2006 (PSN 2006_08) 5% prevenzione 44% ospedali 51% servizi territoriali di Zona (assistenza distrettuale sul territorio) • 16 Aziende sanitarie: 12 aziende uu.ss.ll. e 4 Aziende Ospedaliere articolate in tre Aree Vaste: Area Vasta Nord Ovest: 1 A.O. e 5 UU.SS.LL. Area Vasta Centro: 2 A.O. e 4 UU.SS.LL. Area Vasta Sud Est: 1 A.O. e 3 UU.SS.LL. • dipendenti • letti ospedalieri pubblici e privati

45 AZIENDE OSPEDALIERE - UNIVERSITARIE
Principio portante: integrazione delle attività assistenziali, formative e di ricerca TOSCANA, totale 4: A.O. Careggi A.O. Meyer A.O. Pisana A.O. Senese Presenza di almeno tre unità operative di alta specialità (es. emergenze) d) Dipartimento di emergenza di II livello e) Ruolo di ospedale di riferimento in programmi integrati di assistenza su base regionale e interregionale CARATTERISTICHE A.O. - Presenza di almeno tre unità operative di alta specialità (es. emergenze) - Dipartimento di emergenza di II livello - Ruolo di ospedale di riferimento in programmi integrati di assistenza su base regionale e interregionale

46 AREA VASTA TOSCANA: Totale 3, ognuna con un’Azienda Ospedaliero-universitaria di riferimento L’ospedale Pediatrico Meyer ha funzioni di riferimento per tutta la regione AV livello ottimale di programmazione, STRUMENTO: PIANO DI AREA VASTA SI OCCUPA DELLA POLITICA OSPEDALIERA DI AREA VASTA

47 AREA VASTA NORD-OVEST AUSL MASSA E CARRARA ASL1 LIVORNO ASL6
VIAREGGIO ASL12 PISA ASL5 LUCCA ASL2

48 AREA VASTA SUD-EST AUSL SIENA ASL7 AREZZO ASL8 GROSSETO ASL9

49 AREA VASTA CENTRO (AVC)
AUSL EMPOLI ASL11 FIRENZE ASL10 PRATO ASL4 PISTOIA ASL3

50 REGIONE TOSCANA (3.600.000 ab.) AREA VASTA CENTRO (1.504.711 ab.)
ASL 4 PRATO ab pl.831 N°osp.1 ASL 10 FIRENZE ab pl N°osp.6 ASL 3 PISTOIA ab pl. 914 N°osp.3 A.O. CAREGGI pl N°ric ASL 11 EMPOLI ab pl N°osp.5 A.O. MEYER pl.145 N°ric REGIONE TOSCANA ( ab.) AREA VASTA CENTRO ( ab.)

51 Piano Integrato di Salute (PIS)
Strumento di programmazione integrata delle politiche sociali e sanitarie a livello di DISTRETTO Durata triennale mandato: Definire gli obiettivi di salute e benessere ed i relativi standard quantitativi e qualitativi Individuare le azioni attuative Individuare le risorse messe a disposizione dai diversi soggetti per la sua attuazione Attivare gli strumenti per valutare il raggiungimento degli obiettivi PROGRAMMI: coordinano le risorse disponibili PROGETTI OPERATIVI: realizzano gli interventi

52 Piani Attuativi Locali (PAL)
Strumento di programmazione con il quale le AZIENDE SANITARIE LOCALI programmano le attività da svolgere recependo i PIS di zona-distretto Durata triennale (può prevedere aggiornamenti annuali)

53 Piani Attuativo Ospedalieri (PAO)
Strumento di programmazione con il quale le AZIENDE OSPEDALIERO-UNIVERSITARIE programmano le attività di propria competenza Durata triennale (può prevedere aggiornamenti annuali)

54 Relazione Sanitaria Aziendale
Strumento di valutazione e di monitoraggio dei risultati raggiunti in rapporto agli obiettivi definiti dalla programmazione regionale ed aziendale


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