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La nuova classificazione internazionale della neve stagionale al suolo Basi concettuali e modifiche apportate con particolare riferimento alla forma dei.

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Presentazione sul tema: "La nuova classificazione internazionale della neve stagionale al suolo Basi concettuali e modifiche apportate con particolare riferimento alla forma dei."— Transcript della presentazione:

1 La nuova classificazione internazionale della neve stagionale al suolo Basi concettuali e modifiche apportate con particolare riferimento alla forma dei grani Anselmo Cagnati

2 Un po di storia sui sistemi di classificazione della neve 1954, ICSI. The International Classification for snow – with special reference to Snow on the Ground (Schaefer et al.) 1990, ICSI. The International Classification for Seasonal Snow on the Ground (Colbeck et al.) 2009, IACS-UNESCO. The International Classification for Seasonal Snow on the Ground (Fierz et al.)

3 Gruppo di lavoro (7 (9) scienziati di fama internazionale ciascuno esperto in un particolare settore) Gruppo politico in rappresentanza degli utenti (AINEVA, SLF, CEN ecc.) Panel di esperti di settore (per feedbeck finale) Modalità di lavoro

4 Criteri di base della nuova classificazione Punto di partenza: classificazione del 1990 (Colbeck e al.) Osservazioni raccolte da operatori (Istituti, Enti di ricerca, Servizi valanghe ecc….) Stato delle conoscenze (bibliografia scientifica) Nuovi requisiti (es. modellistica)

5 Osservazioni e proposte AINEVA ClasseOsservazioni e problemi riscontrati Soluzione propostaSoluzione attuata 1, 2, 3, 5 nessun problema riscontrato

6 ClasseOsservazioni e problemi riscontrati Soluzione propostaSoluzione attuata 4 Oss. 1 Cristalli di crescita cinetica (4a, 4c e 5a) possono trovarsi aggregati in strutture policristalline per sinterizzazione Introdurre una forma policristallina per identificare questi strati a maggior resistenza Introdotta una nuova classe (Brina di profondità in fase di arrotondamento) Oss. 2 Le particelle piene sfaccettate possono avere dimensioni molto variabili da 0,5 a 4,0 mm Introdurre un criterio di distinzione in base alle dimensioni come per la classe 3 Proposta accettata parzialmente Proposta non accettata

7 ClasseOsservazioni e problemi riscontrati Soluzione propostaSoluzione attuata 6 Oss. 3 La denominazione della classe grani bagnati non è corretta Introdurre una nuova denominazione: grani da fusione e rigelo Introdotta nuova denominazione: Forme fuse Oss. 4 Nella sottoclasse 6a la dicitura senza cicli da fusione e rigelo genera confusione Specificare che si tratta di grani arrotondati a grappoli formatisi durante il primo ciclo di fusione e che non hanno ancora subito rigelo La dicitura senza cicli di fusione e rigelo è stata tolta Oss. 5 Cristalli di crescita cinetica (4a, 4c e 5a) possono trovarsi aggregati in strutture policristalline per inizio fusione Introdurre una forma policristallina per identificare questi strati che hanno resistenza diversa a seconda se si trovano nella fase di fusione o in quella di rigelo Oss. 6 Policristalli da fusione e rigelo possono subire processi di ricostruzione cinetica allaumentare del gradiente termico Introdurre una forma di transizione fra la forma 6 e le forme 4/5 Proposta accettata Proposta non accettata

8 ClasseOsservazioni e problemi riscontrati Soluzione propostaSoluzione attuata 7 Oss. 7 Mancano altre forme di deposizione (es. galaverna), inoltre la dicitura cristalli a piuma è limitativa Riservare la classe per tutte le forme di deposizione diverse dalla precipitazione 8 Oss. 8 Mancano alcune formazioni di ghiaccio Introdurre le sottili formazioni di ghiaccio superficiali (crosta da pioggia, firnspiegel) Crosta da pioggia e crosta da sole sono state inserite in questa classe 9 Oss. 9 La denominazione della classe: depositi in superficie e croste non è chiara in quanto queste formazioni possono trovarsi anche allinterno del manto nevoso Cambiare lattuale denominazione della classe con la seguente: depositi e croste formatisi in superficie Le relative forme sono state redistribuite in altre classi Oss. 10 Manca un criterio di distinzione fra alcune forme della classe 9 (croste da vento e croste da fusione e rigelo) e le classi 3 e 6 Descrivere tutti gli strati superficiali nei profili utilizzando le classi da 1 a 8 Le forme della classe 9 sono state redistribuite in altre classi Proposta accettata Proposta non accettata Proposta accettata parzialmente

9 Sintesi delle osservazioni AINEVA Proposte trasmesse10 Proposte accettate4 Proposte parzialmente accettate2 Proposte non accettate4

10 Come è impostato il sistema di classificazione? La classificazione riguarda la neve stagionale (dalla neve fresca al firn) La classificazione è orientata alle necessità della pratica operativa (profili della neve) Ogni classificazione comporta l identificazione dei contenitori e la precisazione dei collegamenti fra i contenitori. Nel caso della classificazione della neve: i contenitori sono le forme i collegamenti sono le trasformazioni (metamorfismi)

11 Principali cambiamenti della nuova classificazione Sono state eliminate alcune incongruenze o ambiguità attraverso un processo di riclassificazione (es. croste da vento-grani fini, forme miste ecc.) Sono state considerate situazioni climatiche particolari anche extra alpine (es. zone sub artiche) Sono stati considerati adeguatamente i processi fisici inversi (es. crescita cinetica-arrotondamento, fusione- rigelo) Sono state introdotte nuove forme ( es. neve artificiale)

12 nuova Depositi e croste in superficie X Le 9 classi principali

13 Particelle di precipitazione E stata introdotta la sottoclasse PPrm (galaverna) Fra le note vengono citati i Diamond Dust quale ulteriore tipo di precipitazione spesso osservata nelle regioni polari a

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15 Magono and Lee, 1966

16 ICSI, 1951 Dentriti stellari (piani o spaziali) no + galaverna

17 Nuova sottoclasse

18 Riferimenti bibliografici AMS (2000) Glossary of Meteorology 2° edition (per la definizione di galaverna) Libbrecht, K.G. (2005). The physics of snow crystals. Rep. Prog. Phys. 68, Magono, C. & Lee, C. W. (1966). Meteorological classification of natural snow crystals. J. Fac. Sci. Hokaido Univ. Ser. VII (Geophys.), 2 (4),

19 Neve artificiale E stata introdotta una nuova classe denominata MM (Neve artificiale) che si compone di due sottoclassi: MMrp particelle policristalline rotonde) MMci (particelle di ghiaccio schiacciate) Nuova classe s

20 Formazione in aria, vicino alla superficie Formazione in generatori di ghiaccio Particelle di ghiaccio schiacciate, MMci

21 Particelle di precipitazione decomposte e frammentate Nessuna modifica rispetto alla precedente classificazione u

22 Grani arrotondati E stata introdotta la sottoclasse RGwp (particelle compattate dal vento) che sostituisce la sottoclasse 9d (crosta da vento) La sottoclasse RGxf (particelle rotonde sfaccettate) sostituisce la sottoclasse 3c (forme miste) della precedente classificazione w

23 Da sottoclasse 9d (crosta da vento) Nuova denominazione Limite dimensionale cambiato da 0,5 a 0,25

24 Il carattere distintivo principale sono i punti di contatto fra i grani che incide sulla resistenza

25 Riferimenti bibliografici Colbeck, S.C. (1997). A review of sintering in seasonal snow. CRREL Report

26 Cristalli sfaccettati La sottoclasse FCxr (particelle sfaccettate in fase di arrotondamento) sostituisce la sottoclasse 4c (forme miste) della precedente classificazione Nuova denominazione E stato eliminato il carattere distintivo basato sulle dimensioni e

27 La questione delle forme miste (ex 3c e 4c) I grani FCxr di solito sono più grandi dei grani RGxf (> 1 mm) In caso di grani più piccoli, i grani FCxr si distinguono dai grani RGxf in base al processo Talvolta il criterio di distinzione basato sulle dimensioni non è sufficiente!

28

29 Riferimenti bibliografici Birkeland, K. (1998). Terminology and predominant processes associated wih the formation of weak layers of near-surface faceted crystals in the mountain snowpack. Arct. Alp. Res. 30 (2),

30 Brina di profondità E stata introdotta la sottoclasse DHpr (prismi cavi) E stata introdotta la sottoclasse DHxr (brina di profondità in fase di arrotondamento) La sottoclasse 5b (colonne di brina di profondità) è stata rinominata sottoclasse DHch (catene di brina di profondità) La sottoclasse 5c (cristalli a colonna) è stata rinominata sottoclasse DHla (grandi cristalli striati) D

31 Nuova denominazione Nuova sottoclasse Nuova sottoclasse (tipica di zone sub artiche

32 Prismi cavi: elevato gradiente termico prolungato, neve a bassa densità (zone sub artiche, ma non solo!) Presenti anche nella neve alpina ma richiedono più tempo che per ogni altro cristallo di neve

33 Riferimenti bibliografici Benson, C. S. and Sturm, M. (1993). Structure and wind transport of seasonal snow on the arcitc slope of Alaska. Ann. Glaciol. 18, Sturm, M. and Benson, C.S. (1997) Vapor transport, grain growth and depth-hoar development in the subarctic snow. J. Glaciol. 43 (143), 42-59

34 Brina di superficie E stata introdotta la sottoclasse SHxr (brina di superficie in fase di arrotondamento) Nuova sottoclasse Denominazione della classe cambiata da cristalli a piuma a brina di superficie g

35 Larrotondamento è in risposta alla diminuzione del gradiente termico e non allo scioglimento

36 Riferimenti bibliografici Jamieson, J.B and Schweizer, J. (2000). Texture and strenght changes of buried surface hoar layers with inplications for dry snow-slab avalanche release. J. Glaciol. 46 (152), AMS (2000). Glossary of Meteorology 2° edition (per la definizione di Brina di superficie)

37 Forme fuse La sottoclasse 6c (neve fusa) è stata rinominata sottoclasse MFsl (neve fradicia) E stata introdotta la sottoclasse MFcr (crosta da fusione e rigelo) che sostituisce la sottoclasse 9e (crosta da fusione e rigelo) h

38 Da sottoclasse 9e (crosta da fusione e rigelo) Denominazione della classe cambiata da grani bagnati a forme fuse La modalità di calcolo delle dimensioni dei policristalli è cambiata

39 Si formano in superficie o nel manto nevoso Contengono meno acqua rigelata rispetto ai MFcr Possono ritornare alla forma MFcl (grani arrotondati a grappolo Si formano in superficie Contengono più acqua rigelata rispetto ai MFcr Non ritornano alla forma MFcl (grani arrotondati a grappolo

40 Riferimenti bibliografici Niente di particolare da segnalare

41 Formazioni di ghiaccio E stata introdotta la sottoclasse IFcr (crosta da pioggia) che sostituisce la sottoclasse 9b (crosta da pioggia) E stata introdotta la sottoclasse IFsc (crosta da sole firnspiegel) che sostituisce la sottoclasse 9c (crosta da sole firnspiegel) i

42 Da sottoclasse 9b (crosta da pioggia) Da sottoclasse 9c (crosta da sole firnspiegel) Denominazione della classe cambiata da masse di ghiaccio a formazioni di ghiaccio

43 Riferimenti bibliografici Ozeki, T. and Akitaya, E. (1998). Energy balance and formation of sun crust in snow. Ann. Glaciol. 26, 35-38


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