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La struttura organizzativa e gestionale dell'istituzione scolastica. Le funzioni di sistema e tutto ciò che vi gira intorno.

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Presentazione sul tema: "La struttura organizzativa e gestionale dell'istituzione scolastica. Le funzioni di sistema e tutto ciò che vi gira intorno."— Transcript della presentazione:

1 La struttura organizzativa e gestionale dell'istituzione scolastica. Le funzioni di sistema e tutto ciò che vi gira intorno

2 Art. 4 d.lgs 165/01 le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dallaltro Anna Armone

3 Organizzazione della funzione di indirizzo La funzione di indirizzo risponde prioritariamente a ragioni di tipo organizzativo, riguardanti la distribuzione delle funzioni nel disegno organizzativo dellente Quando si dispone che ad un certo organo compete la funzione di indirizzo, si pone una norma organizzativa (interorganica o intersoggettiva) Lorgano di indirizzo deve attrezzarsi per lo svolgimento della funzione Gli organi non aventi funzioni di indirizzo sono in situazione soggettiva di obbligo da attuare Anna Armone

4 la posizione dellorgano che non esercita funzione di indirizzo Tale situazione soggettiva non necessariamente comporta una posizione di sottordinazione Si può avere anche una struttura di equiordinazione tra organo di indirizzo e organo di attuazione Anna Armone

5 Funzione di indirizzo e potestà direttiva Funzione di indirizzoPotestà direttiva Può prescindere da un rapporto di sopraordinazione Si pone in un rapporto di sopraordinazione consistente in un rapporto di gerarchia o di direzione Anna Armone

6 i soggetti Dirigente: organo di gestione Consiglio: organo di indirizzo Collegio: organo tecnico soggetti equiordinati Le relazioni interorganiche nella scuola Anna Armone

7 Dirigente scolastico Consiglio Collegio docenti Direttore SGA collaboratori team Aree disciplinari Area delle relazioni equiordinate Area delle relazioni gerarchiche Gli equilibri decisionali Docente Anna Armone

8 Art. 4 d.lgs 165/01 le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dallaltro Art. 4 d.lgs 165/01 le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dallaltro Il consiglio di istituto è organo di indirizzo ……quando indirizza?Quando controlla? Anna Armone

9 Il collegio dei docenti è organo tecnico professionale Competenze d.p.r. 275/99 Il Piano dellofferta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto…… Competenze d.p.r. 275/99 Il Piano dellofferta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto…… Anna Armone

10 primazia Anna Armone

11 La funzione dirigenziale Per raggiungere i suoi fini lo Stato svolge la "funzione amministrativa", costituita dellinsieme delle attività concrete poste in essere dal potere esecutivo per conseguire gli obiettivi fissati dalle leggi Anna Armone

12 Il dirigente è organo gestionale Anna Armone

13 Norme generaliNorme di settore deve assicurare LA LEGITTIMITA DELLAZIONE AMMINISTRATIVA LEFFICIENZA DELLAZIONE LEFFICACIA DELLAZIONE LA TRASPARENZA DELLAZIONE LA QUALITA DEL SERVIZIO ISTRUZIONE DIRIGENZA SCOLASTICA Anna Armone

14 d.Lgs n. 165/2001 Art Funzioni dei dirigenti. 1. I dirigenti, nell'àmbito di quanto stabilito dallart. 4 esercitano, fra gli altri, i seguenti compiti e poteri: a) formulano proposte ed esprimono pareri ai dirigenti degli uffici dirigenziali generali; b) curano l'attuazione dei progetti e delle gestioni ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali, adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate; c) svolgono tutti gli altri compiti ad essi delegati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali; d) dirigono, coordinano e controllano l'attività degli uffici che da essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia; d-bis) concorrono allindividuazione delle risorse e dei profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti cui sono preposti anche al fine dellelaborazione del documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui allart. 6, comma 4; e) provvedono alla gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnate ai propri uffici e-bis) effettuano la valutazione del personale assegnato ai propri uffici, nel rispetto del principio del merito, ai fini della progressione economica tra le aree, nonché della corresponsione di indennità e premi incentivanti ………………

15 Art. 25 d.lgs n. 165/01 2. Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati deI servizio Assicura la gestione unitaria responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali responsabile dei risultati deI servizio Anna Armone

16 Art. 25 d.lgs n. 165/01 Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane direzione coordinamento valorizzazione POTERI Anna Armone

17 Discrezionalità amministrativa Sfera del potere della PA di autodeterminarsi a canoni di opportunità, convenienza ed equità nellindividuazione della scelta amministrativa La PA sceglie fra varie soluzioni, tutte legittime, quella che meglio soddisfa linteresse pubblico dellAmministrazione che la stessa deve perseguire Anna Armone

18 Art. 25 d.lgs n. 165/01 In particolare, il dirigente scolastico organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali Finalizzato allefficienza e allefficacia formativa Potere di organizzazione Anna Armone

19 Art. 25 d.lgs n. 165/01 3. Nell'esercizio delle competenze di cui al comma 2, il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l'esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica, per l'esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per l'attuazione del diritto all'apprendimento da parte degli alunni Azione generalizzata, non prescrittiva, di attivazione dei processi Anna Armone

20 Art. 25 d.lgs n. 165/01 4. Nell'ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l'adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale. Adozione di provvedimenti di gestione No GESTIONE Anna Armone

21 Le responsabilità formali: gestione delle risorse finanziarie e strumentali risultati deI servizio I poteri nellesercizio della discrezionalità dirigenziale Direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane Potere di organizzazione Attivazione dei processi Anna Armone

22 Il coordinamento tra gli organi La natura e gli scopi del coordinamento Anna Armone

23 la natura del coordinamento Il concetto del coordinamento non è giuridico, ma di scienza dellamministrazione poiché giuridicamente esisterebbe solo latto di programmazione I disegni di coordinamento sarebbero da intendere come piccole programmazioni operative, aventi sostanza prevalentemente tecnica Anna Armone

24 Un continuo scambio di idee, pareri decisioni da e per ogni punto dellorganizzazione La possibilità di confrontare senza difficoltà lavanzamento dei lavori nelle varie sezioni operative Lallargamento della partecipazione collettiva agli obiettivi, ai programmi e alle modalità realizzative SCOPO DEL COORDINAMENTO Anna Armone

25 Lattività di coordinamento è caratterizzata da un alto indice di discrezionalità, essendo svolta quasi sempre dal vertice dellistituzione Il coordinamento si pone accanto alla gerarchia e al controllo come rapporto tipico tra diverse figure soggettive della Pubblica Amministrazione Anna Armone

26 La funzione dirigenziale del coordinamento non è una potestà autonoma ma è lesercizio di alcuni poteri indispensabili alla soddisfazione di esigenze unitarie dellistituzione Anna Armone

27 DIRIGENTECONSIGLIO COLLEGIO SINGOLO DOCENTE LIBERTA PROFESSIONALE STATUS IMPIEGATIZIO coordinamento gerarchia Anna Armone

28 CONSIGLIO DI ISTITUTO COLLEGIO DEI DOCENTI DS FUNZIONE PONTE DELLAZIONE DIRIGENZIALE, ATTRAVERSO ATTI GENERALI DI IN DIRIZZO, NEI MOMENTI SEQUENZIALI DELLE DECISIONI Anna Armone

29 Rapporti tra lorgano gestionale - dirigente - e gli altri soggetti allinterno dellistituzione scolastica dirigente Collegio docenti Consiglio di istituto docenteDirettore SGA I RAPPORTI TRA IL DS E QUESTI SOGGETTI REGOLATI DA ATTI GENERALI DI INDIRIZZO. LORDINE HA UNA FUNZIONE RESIDUALE E RIGUARDA LA RICHIESTA DI ADEMPIMENTI FORMALI, CHE NON COINVOLGONO LA DISCREZIONALITA PROFESSIONALE DELLOPERATORE Anna Armone

30 La previsione giuridica della funzione dirigenziale di coordinamento obbligo di relazionare periodicamente al consiglio di circolo o al consiglio di istituto sulla direzione e il coordinamento dell'attività formativa, organizzativa e amministrativa "…al fine di garantire la più ampia informazione e un efficace raccordo per l'esercizio delle competenze degli organi della istituzione scolastica dallart. 25 del d.lgs n. 165/2001 Anna Armone

31 Gli strumenti dirigenziali del coordinamento Strumenti formali Modelli organizzativi Informazione preventiva Intese Atti generali di indirizzo deleghe Strutture intermedie di gestione Modelli comunicativi Anna Armone

32 Gli strumenti di gestione (le direttive di indirizzo, le direttive amministrative, gli ordini, le determine, le deleghe) Anna Armone Con quali strumenti il dirigente attiva i processi, coordina e gestisce?

33 Esercizio della funzione amministrativa I soggetti dirigente direttore sga docenti Funzione gestionale e di vigilanza sulla legittimità dellazione amministrativa Funzione amministrativo contabile e organizzativa Funzione tecnico professionale attraverso lesercizio dellazione amministrativa

34 dirigente Funzioni gestionali Funzioni di sistema Funzioni organizzative in ambito didattico delega

35 La delegazione amministrativa La delegazione amministrativa è un atto amministrativo di natura organizzatoria con il quale un organo investito della competenza in una data materia, detto delegante, trasferisce ad un altro organo, detto delegato, la legittimazione ad adottare uno o più atti che rientrano nella sua sfera di competenza

36 Il fenomeno della delega dal punto di vista giuridico Validità degli atti amministrativi Organizzazione dei pubblici uffici e loro dislocazione o ripartizione delle competenze Aspetti lavorativi, retributivi e sindacali Responsabilità giuridiche connesse I profili

37 Solitamente, trattandosi di un atto discrezionale e non dovuto, ci si avvale della delega nei casi in cui determinati organi si trovano ad essere gravati da unelevata mole di affari, per cui si rende necessario, al fine di garantire un miglior funzionamento della macchina amministrativa, affidare lo svolgimento di alcuni di detti affari ad altri organi, appartenenti allo stesso ente (delega interorganica) o a diverso ente (delega intersoggettiva)

38 delega.intersoggettiva delega.interorganica regioneprovincia Capo dipartimento Dirigente generale

39 La competenza La competenza nelladozione di un atto o provvedimento amministrativo è requisito essenziale dellatto. Nullità dellatto per difetto assoluto di attribuzione Annullabilità dellatto per difetto relativo di attribuzione

40 La competenza La materia della competenza è coperta da riserva di legge e ai sensi dellart. 2 del d.lgs n. 165/2001 è regolata attraverso atti di organizzazione Ogni ordinamento stabilisce le regole per il riparto delle competenze

41 La competenza Atti di organizzazione Atti di macro organizzazione Atti di micro organizzazione

42 Caratteristiche del trasferimento di funzioni Trasferimento dellesercizio di funzioni amministrative temporaneo eccezionale Legittimazione ad adottare uno o più atti, o una serie di atti, che rientrano nella sfera di competenza del delegante

43 Il rapporto tra delegante e delegato Con la delega si instaura un vero e proprio rapporto fra delegante e delegato Conserva la sua sfera di competenza anche se conferisce al delegato la legittimazione

44 La delegazione amministrativa è ammessa nei soli casi previsti dalla legge, atteso che lart.97 Cost. pone al riguardo una espressa riserva di legge, e non comporta alcuna perdita di poteri in capo al delegante, il quale dunque conserva la titolarità della competenza delegata e trasferisce al delegato solo lesercizio, per un tempo determinato, di essa. la delegazione è legittima nei casi in cui la norma attributiva della competenza esplicitamente o implicitamente la preveda /deliberazione n. 2/1993 Corte dei Cinti)

45 I poteri del delegante Il delegante mantiene determinati poteri, che sarebbe auspicabile specificare nellatto di delega, che possono brevemente riassumersi nei seguenti: potere di direttiva nei confronti del delegato; potere di vigilanza sullattività svolta dal delegato; potere di revoca della delega; potere di avocazione per ragioni di opportunità; potere di sostituzione nel caso di inerzia del delegato; potere di annullamento, in sede di autotutela, degli atti illegittimi compiuti dal delegato nellesercizio della delega.

46 Potere di direttiva È espressione del rapporto di sopraordinazione consistente in un rapporto di gerarchia o di direzione. La delega si realizza nellambito di una relazione gerarchica

47 Potere di vigilanza È espressione di potere di controllo allinterno di un rapporto gerarchico, per cui compete allorgano superiore il potere di vigilare sullattività dellorgano inferiore

48 Potere di revoca È espressione dello jus poenitendi della PA, previsto espressamente dallart. 21 quinquies della legge n. 241/1990 Articolo 21-quinquies legge n. 241/1990. (Revoca del provvedimento) 1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo. Le controversie in materia di determinazione e corresponsione dell'indennizzo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Revoca solo per iscritto?

49 Potere di avocazione Al superiore gerarchico si riconoscono poteri di intervento preventivo che possono consistere nel potere di sottrarre allinferiore le competenze ordinariamente spettantigli relativamente ad un affare determinato provvedendo al suo posto

50 Potere di sostituzione Al superiore gerarchico si riconoscono poteri di intervento preventivo che possono consistere nel potere di esercitare competenze che linferiore ha mancato di esercitare

51 Potere di annullamento in autotutela Articolo 21-octies. (Annullabilità del provvedimento) 1. È annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza.

52 Il fondamento della delega La delegazione fra organi amministrativi, poiché incide su norme primarie che regolano la competenza, deve trovare il suo fondamento in una norma di legge Giurisprudenza costante

53 Le modalità del conferimento La delega dovrà necessariamente essere conferita in forma scritta ed il delegato assumerà in proprio la responsabilità degli atti compiuti in forza della delega. Affinché ciò avvenga occorrerà che dallatto di delega risulti con chiarezza loggetto di essa e gli eventuali limiti allesercizio del potere delegato

54 Delega di firma Diversa dalla delegazione amministrativa finora esaminata è, per la dottrina pressoché unanime, la delega di firma in quanto con questultima non si procede a delegare funzioni o attribuzioni ma solo la sottoscrizione materiale di atti aventi rilevanza esterna, con la conseguenza che la responsabilità rimarrà in capo al delegante

55 Delega di firma La sostituzione nellassolvimento del compito avviene tra soggetti che fanno parte dello stesso organo o ufficio. Il delegante può legittimamente firmare egli stesso, in qualsiasi momento, gli atti per i quali ha delegato un altro soggetto Alla delega di firma si ricorre per le attività meramente strumentali e serventi allattività provvedimentale

56 La responsabilità degli atti compiuti Il delegato assume in proprio la responsabilità degli atti che compie anche nei confronti di terzi Nel caso di atti dovuti per i quali il delegato non può che adeguarsi allobbligo giuridico di adottarli così come predisposti dal delegante Cè anche una responsabilità diretta del delegante poiché il delegato è mero esecutore

57 Limpugnabilità degli atti del delegato Davanti a chi si impugna latto posto in essere dal delegato? Poiché il delegato è direttamente responsabile del suo operato non può considerarsi rappresentante del delegante né suo mandatario gli atti da lui compiuti sono suscettibili di ricorso gerarchico Altra tesi afferma che, rientrando latto adottato dal delegato in ogni caso nella sfera di competenza del delegante, al quale vengono imputati gli effetti delloperazione, il termine di riferimento sarebbe sempre, sotto il profilo soggettivo, la sfera di competenza del delegante

58 Invalidità dellatto di delega In linea di massima poiché la delega conferisce la legittimazione, qualora essa sia illegittima latto adottato dal delegato sul suo presupposto dovrebbe essere viziato da incompetenza La soluzione sta nel sistema di impugnativa degli atti Lillegittimità dellatto di delega comporterebbe un profilo di invalidità derivata dallatto del delegato, in quanto inciderebbe sulla legittimazione e quindi sulla competenza ad adottare lo stesso.

59 Invalidità dellatto di delega Se latto produce effetti favorevoli nella sfera giuridica dei terzi Se latto produce effetti sfavorevoli nella sfera giuridica dei terzi per far valere il vizio di legittimazione occorrere che latto di delega sia già stato annullato o che comunque siano ancora aperti i termini per la sua impugnativa Si utilizza il principio di conservazione analogamente a quanto avviene per gli atti adottati dal funzionario di fatto.-

60 Invalidità dellatto di delega Nel caso di atto di delega nullo perché emesso in carenza di potere da parte del delegante, la nullità è determinata da un vizio dellatto per mancanza del presupposto soggettivo Caso di carenza di potere in concreto

61 Invalidità dellatto di delega Non è configurabile il vizio di incompetenza nel caso della delega di firma che, senza alterare lordine delle competenze, attribuisca al soggetto delegato il potere di sottoscrivere atti che continuano ad essere atti del delegante e non del delegato.

62 Non costituiscono atti di delega Lindividuazione del responsabile del procedimento Lindividuazione del responsabile del procedimento di accesso Lindividuazione del responsabile del trattamento dei dati personali L'individuazione del responsabile della sicurezza

63 Il profilo lavoristico della delega Art. 5 d.lgs n. 165/2001 Le amministrazioni pubbliche assumono ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare l'attuazione dei princìpi di cui all'articolo 2, comma 1, e la rispondenza al pubblico interesse dell'azione amministrativa. 2. Nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all'articolo 2, comma 1, le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro

64 Le norme civilistiche di riferimento Art Direzione e gerarchia nell'impresa. L'imprenditore è il capo dell'impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori

65 Le norme civilistiche di riferimento Art Diligenza del prestatore di lavoro. Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produzione nazionale. Deve inoltre osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende.

66 La natura dellatto di delega Doppia veste dellatto di delega Atto di organizzazione poiché procede alla dislocazione della competenza amministrativa? È un atto datoriale perché incide sul rapporto di lavoro

67 Le fonti normative della scuola sulla delega Testo unico n. 297/1994 D.lgs n. 165/2001 D.p.r. n. 275/1999 D.i. n. 44/2001

68 Lart. 32, 2° co. D.I. 44/2001Lart. 32, 2° Lart. 32, 2° co. D.I. 44/2001 prevede che il Dirigente scolastico possa delegare lo svolgimento di singole attività negoziali al Direttore dei ss.gg.aa.. La delega di cui sopra potrà in alternativa essere conferita ai docenti collaboratori di cui allart. 25, 5° co. del D. Lgs. 29/1993 e, qualora non vi fossero figure idonee al compimento delle attività negoziali ci si potrà avvalere di esperti esterni, compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione.Lart. 32, 2°

69 Modalità del conferimento Il Dirigente, pur mantenendo la responsabilità dellintero procedimento, in termini di efficienza del servizio, può delegare listruttoria del procedimento (se lassegnazione della responsabilità dellistruttoria non è stata già disposta dalle disposizioni) riservando a se la firma dellatto finale, ovvero oltre allistruttoria del procedimento può delegare la firma dellatto finale e ogni ulteriore adempimento inerente il singolo procedimento.

70 Art. 17 d.lgs n. 165/ bis. I dirigenti, per specifiche e comprovate ragioni di servizio, possono delegare per un periodo di tempo determinato, con atto scritto e motivato, alcune delle competenze comprese nelle funzioni di cui alle lettere b), d) ed e) del comma 1 a dipendenti che ricoprano le posizioni funzionali più elevate nell'ambito degli uffici ad essi affidati. Non si applica in ogni caso l'articolo 2103 del codice civile anche ai sensi di quanto previsto allarticolo 16, comma 1, lettera l-bis.

71 A chi delegare Ai soggetti che nella scuola ricoprono le funzioni apicali Direttore sga docenti

72 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità E titolare delle relazioni sindacali e rappresenta la parte pubblica ( art. 25 D.L.vo 165/01 e art. 7 ). In questa veste svolge e stipula la contrattazione integrativa distituto, deve formalizzare la propria proposta contrattuale e deve fornire informazioni preventive e successive ( art. 6 ccnl ). Dispone laffissione allalbo per la convocazione delle assemblee sindacali, ne dà avviso al personale interessato, decide in ordine alla sospensione delle attività didattiche e stabilisce le quote e i nominativi del personale ata per assicurare i servizi essenziali (art.8). Queste funzioni non sono delegabili

73 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Concede congedi, ferie, festività, permessi retribuiti, permessi brevi, assenze per malattia, aspettative, infortuni (artt. 12/13/14/15/16/17/18/19/20). Queste funzioni sono delegabili ad uno dei docenti collaboratori e al direttore; Provvede al pagamento del compenso sostitutivo per ferie non godute (art. 13) ed alla corresponsione dellindennità sostitutiva di preavviso (art. 21).Queste funzioni sono delegabili ad uno dei docenti collaboratori e al direttore s.g.a.; Stipula i contratti individuali di lavoro del personale docente ed ATA; in alcuni casi procede anche allatto di individuazione del dipendente da assumere ( artt. 23/37/44/59) (D.M e D.M ). Queste funzioni sono delegabili ad uno dei docenti collaboratori e al direttore s.g.a.;

74 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Predispone, sulla base di eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente che possono prevedere attività aggiuntive (art. 26, c. 4). Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori

75 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Individua i docenti (due unità) ai quali affidare attività di collaborazione (art. 25, D.L.vo ). Questa funzione non è delegabile

76 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Autorizza le collaborazioni plurime dei docenti e quelle del personale ATA, sentito il direttore. Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori

77 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Nel caso il personale docente e quello ATA con rapporto di lavoro a tempo indeterminato accettino rapporti di lavoro a tempo determinato dispone la sospensione temporanea del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori e al direttore s.g.a.;

78 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Conferma il contratto di lavoro a tempo indeterminato del personale ATA per superamento del periodo di prova. Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori e al direttore s.g.a.

79 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Attribuisce gli incarichi specifici al personale ATA. Fra gli assistenti amm.vi titolari di incarico specifico individua il sostituto del direttore. Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori e al direttore s.g.a

80 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Adotta il piano delle attività del personale ATA proposto dal direttore. Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori.

81 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità Autorizza la partecipazione ad iniziative di formazione e aggiornamento (art. 62). Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori e al direttore

82 Le funzioni dirigenziali e la loro delegabilità In quanto titolare delle azioni disciplinari infligge le sanzioni del rimprovero verbale, del rimprovero scritto e della multa. Questa funzione è delegabile ad uno dei docenti collaboratori e al direttore s.g.a.;


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