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Marx - Il Capitale Critica alleconomia politica: la filosofia liberista di Smith NON è la descrizione di una legge naturale, ma un modello economico che.

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Presentazione sul tema: "Marx - Il Capitale Critica alleconomia politica: la filosofia liberista di Smith NON è la descrizione di una legge naturale, ma un modello economico che."— Transcript della presentazione:

1 Marx - Il Capitale Critica alleconomia politica: la filosofia liberista di Smith NON è la descrizione di una legge naturale, ma un modello economico che si è realizzato nella storia per iniziativa principalmente della borghesia. Come tale il capitalismo è soggetto alla dialettica della lotta di classe. (cfr. il concetto di ideologia)

2 Legge di profitto Il denaro è una merce che ad un certo punto nella storia è stata usata come unità di riferimento per gli scambi, grazie alla sua non deperibilità. Tuttavia con laffermazione del capitalismo di passa dalla dinamica M-D-M, in cui il denaro è un intermediario tra le merci, alla dinamica D-M-D, in cui lincremento di profitto è lobiettivo di qualsiasi attività economica

3 La teoria del valore-lavoro Ogni merce si caratterizza per un valore duso, corrispondente alla sua funzione di strumento e per un valore di scambio, relativa alla sua possibilità di essere scambiata sul mercato con merci dotate di valore duso differenti Ciò che permette di rendere equivalenti merci con valore duso diverse è, secondo Marx, la quantità di lavoro necessaria alla produzione delle merci. Pertanto a valori duso differenti possono corrispondere valori di scambio equivalenti perché riconducibili alla stessa quantità di lavoro

4 Il feticismo delle merci Dietro ad ogni merce cè quindi il lavoro di uno o più operai che ne stabilisce il valore di scambio. Ogni volta in cui acquistiamo una merce entriamo quindi in un rapporto sociale. Nelleconomia capitalista questa dimensione sociale del mercato è nascosta e dimenticata. Le merci diventano feticci, divinità oggetto di venerazione, mentre vengono dimenticate nella loro vera natura di rapporti sociali

5 Profitto e plusvalore Lobbiettivo delleconomia capitalista è la produzione di profitto, ovvero lincremento di capitale. Lunico mezzo che il capitalista ha per raggiungere questo obiettivo è la generazione di plusvalore, ovvero un incremento di valore del ricavo rispetto al valore dellinvestimento

6 Plusvalore e pluslavoro La generazione di plusvalore è resa possibile esclusivamente dal pluslavoro, ovvero dalla quantità di lavoro non retribuito a danno delloperaio di cui il capitalista può disporre. Il pluslavoro può essere diretto o indiretto. E diretto quando il capitalista ottiene che loperaio lavori più ore a parità di guadagno o lo stesso numero di ore a fronte di una riduzione del salario. E indiretto quando loperaio nello stesso tempo-lavoro incrementa la produzione grazie allintroduzione di macchine più veloci Lo sfruttamento è quindi condizione intrinseca e inscindibile rispetto alla produzione di profitto

7 La caduta tendenziale del saggio di profitto Tuttavia in questo nesso inscindibile tra profitto e sfruttamento si cela una delle contraddizioni fondamentali del capitalismo che lo consegna inevitabilmente a crisi di sovrapproduzione Sp = _Pv____ Cc + Cv Laumento irreversibile del capitale costante, dovuto allusura delle macchina comporta una tendenziale riduzione del saggio di profitto Lunico modo per arginare questo fenomeno e laumento di plusvalore, ovvero di pluslavoro, con la conseguente immissione sul mercato di più merci che i lavoratori non sono in grado di acquistare. Da qui le ricorrenti crisi di sovrapproduzione a cui il capitalismo va necessariamente incontro


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