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1 ORGANISMI TRANSGENICI IN AGRICOLTURA Analisi socio-economica della coesistenza.

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Presentazione sul tema: "1 ORGANISMI TRANSGENICI IN AGRICOLTURA Analisi socio-economica della coesistenza."— Transcript della presentazione:

1 1 ORGANISMI TRANSGENICI IN AGRICOLTURA Analisi socio-economica della coesistenza

2 2 IL PROBLEMA OGM Nessuno è attualmente in grado di stabilire i reali effetti (positivi o negativi) sulla salute umana e sullambiente degli Organismi Transgenici Siamo in presenza di incertezza assoluta La Comunità Scientifica è divisa sugli effetti che potrebbero essere prodotti da questi nuovi organismi.

3 3 Una cosa è certa: - AUMENTANO I RISCHI - NON MANTENGONO LE PROMESSE - NON DETERMINANO GRANDI VANTAGGI - GRAN PARTE DELLA SOCIETA NON LI VUOLE CONSUMARE

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8 8 Fonti: PEOPLE SWG La sfida della qualità, 2001 POPOLAZIONE ITALIANA

9 9 Esiste sul mercato unimpresa disposta a produrre un bene che il 70% dei consumatori ha dichiarato di non voler comprare? Esiste sul mercato unimpresa disposta a convertire la sua produzione di qualità (da tutti copiata) in unaltra ritenuta dal consumatore di bassa qualità? Esiste sul mercato unimpresa che converte la sua produzione (competitiva) verso beni per i quali è consapevole di non essere competitiva?

10 10 Produrre un bene senza mercato significa produrre senza un futuro

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12 12 La nostra agricoltura potrà competere con gli stessi prodotti dellagricoltura globalizzata?

13 13 La nostra agricoltura potrà competere con gli stessi prodotti offerti da agricolture che: - hanno aziende agricole molto più ampie delle nostre; - non hanno limitazioni nelluso di concimi; - non hanno limitazioni nelluso di antiparassitari; - non hanno i nostri costi sociali; - non hanno i nostri costi ambientali; - non hanno limitazioni nelluso della manodopera minorile; - non hanno i nostri costi burocratici.

14 14 La nostra agricoltura potrà competere solo se sarà in grado di offrire prodotti di elevata qualità! …. e che cosa debba intendersi per qualità lo decide il consumatore!

15 15 Al momento attuale il consumatore richiede: - un prodotto con ottime caratteristiche organolettiche; - Un prodotto sicuro da un punto di vista nutrizionale (il consumatore è stanco di mucche pazze, di polli alla diossina, ecc.); - Un prodotto tracciabile, per il quale sia possibile effettuare una rintracciabilità di filiera;

16 16 Gli OGM non rispondono ad alcuna di queste caratteristiche: - Non hanno migliori caratteristiche nutrizionali degli alimenti convenzionali; - Non sono sicuri da un punto di vista nutrizionale (la comunità scientifica è divisa su questo punto); - Non consentono la tracciabilità di filiera in quanto non consentono la coesistenza con altre forme di agricoltura;

17 17 Gli attuali OGM non consentono la coesistenza, in quanto il promotore virotico del transgene è di tipo costitutivo, per cui si esprime in ogni parte della pianta (radici, foglie, polline, ecc.) e, pertanto, origina inquinamento genetico.

18 18 Inquinamento genetico significa che una volta che il nuovo organismo è stato introdotto nellambiente difficilmente potrà poi essere eliminato (leffetto è sostanzialmente irreversibile).

19 Il polline delle piante coltivate transgeniche feconda piante parentali selvatiche non transgeniche, che originano semi transgenici dai quali nascono piante selvatiche transgeniche. In una annata successiva il polline delle piante selvatiche transgeniche potrà fecondare piante coltivate non transgeniche.

20 20 Le attuali piante transgeniche non mantengono le promesse

21 21 LE PIANTE TRANSGENICHE RR NON RISOLVONO IL PROBLEMA DELLE ERBE INFESTANTI

22 22 LUTILIZZAZIONE CONTINUA DELLO STESSO DISERBANTE DETERMINA LO SVILUPPO DELLE PIANTE INFESTANTI RESISTENTI A QUEL DISERBANTE

23 23 Alcune piante infestanti (anche di specie sensibili al Glyphosate) sono caratterizzate da un patrimonio genetico che consente loro di resistere al diserbante. Dopo pochi anni le piante infestanti che resistono al diserbante vanno ad occupare la nicchia ecologica lasciata libera dalle altre erbe infestanti sensibili al diserbante. Dopo pochi anni il problema delle erbe infestanti si ripresenta con le stesse modalità e con le stesse problematiche.

24 24 Resistenza genetica

25 25 Infestazione delle erbe resistenti

26 26 Soluzione proposta : - aumentare la dose di diserbante, al fine di diminuire il fenomeno della resistenza genetica delle piante - utilizzare miscele con i vecchi diserbanti - modificare nuovamente il patrimonio genetico della pianta coltivata, al fine di renderla resistente ad unaltra molecola diserbante

27 27 LE PIANTE PARENTALI SELVATICHE ACQUISISCONO IL TRANSGENE E DIVENGONO ESSE STESSE RESISTENTI AL DISERBANTE

28 28 A proposito di FLUSSO GENICO Il flusso genico da piante coltivate (convenzionali o GM) a specie selvatiche è inevitabile, negli ambienti in cui esse vivono a contatto tra loro: ………… Non sorprende, per esempio, che 12 delle 13 piante agrarie più coltivate si ibridino con progenitori selvatici, o con altre specie imparentate, attraverso il trasferimento di polline. LE BIOTECNOLOGIE VEGETALI E LE VARIETA OGM, Rapporto della Commissione congiunta delle Accademie Nazionali dei Lincei e delle Scienze, Roma 2002

29 29 LA STAMPA, 28 luglio 2005

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31 31 LE PIANTE TRANSGENICHE COLTIVATE IN UNA ANNATA, DIVENGONO INFESTANTI DELLA COLTURA CHE LE SEGUE

32 32 Anche i semi di piante transgeniche potrebbero diffondersi nell' ambiente consentendo la crescita delle piante modificate anche in tempi (stagioni successive a quella della coltura) ed in aree nelle quali non sono previste né desiderate: fenomeni peraltro già riscontrati nelle sperimentazioni. In particolare si sono verificati casi di raccolti geneticamente contaminati ottenuti da campi seminati con sementi non manipolate. Questo era dovuto alla crescita di piante transgeniche da semi rimasti nel terreno dalla precedente stagione, quando il campo era stato seminato con sementi manipolate. Claudia Sorlini, Univ. di Milano, 2002

33 33 E un fatto che si è già verificato negli U.S.A. dove la Colza RR è diventata una delle principali piante infestanti di altre coltivazioni (Mais e Soia RR). Il probelma è dato dai cosiddetti semi volontari. Ovvero i semi della coltivazione dellannata precedente che sono caduti a terra durante la raccolta e che germinano nellannata successiva.

34 34 Semi volontari di colza RR in un campo coltivato di soia RR

35 35 Negli U.S.A. stanno utilizzando miscele di diserbanti (Roundop + altri diserbanti). Come potrà essere contenuta linfestazione della Colza RR anchessa resistente al diserbante totale? Miscele di diserbanti che le principali industrie chimiche si sono affrettate a Brevettare!! (Brevetto della Monsanto n /01 relativo alle misture di serbatoio di erbicidi)

36 36 Controlling Volunteer Roundup Ready Canola in Soybeans Controllo di colza RR in coltivazioni di soia Mike Cowbrough - Weed Specialist/OMAF; Clarence Swanton - Department of Plant Agriculture Professor/University of Guelph; François Tardif - Department of Plant Agriculture Professor/University of Guelph MAGGIO 2005

37 37 In conclusione: negli USA le piante RR non hanno risolto il problema delle erbe infestanti Tra le infestanti stanno prendendo piede quelle più resistenti al diserbante; Le infestanti sensibili stanno maturando una resistenza genetica al diserbante; Il gene di resistenza al diserbante è stato trasferito alle piante parentali selvatiche, che sono diventate esse stesse tolleranti al diserbante; Le piante coltivate ROUNDUP READY (soia, colza, ecc.) sono diventate esse stesse infestanti di altre coltivazioni a causa dei semi volontari.

38 38 GLI INSETTI COL TEMPO MATURANO UNA RESISTENZA GENETICA ALLA PROTEINA INSETTICIDA

39 39 Limitazioni allimpiego di resistenze genetiche derivano dalle continue modificazioni cui va incontro il patogeno che, come già riportato, sviluppando nuovi geni di virulenza, è in grado di superare rapidamente le resistenze presenti nellospite. Scarascia Mugnozza – Potenzialità del miglioramento genetico in piante ed animali – Accademia Nazionale di Agricoltura e CNR – Bologna, 2001

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43 43 LE ATTUALI PIANTE TRANSGENICHE NON PRODURREBBERO DI PIU DELLE CONVENZIONALI

44 44 Le piante transgeniche attualmente commercializzate non alzano il tetto di produzione potenziale. A questo scopo, sarebbe necessario rimaneggiare la pianta ex novo, non limitandosi ad introdurre singoli geni ma modificando processi fisiologici che rappresentano il collo di bottiglia dellaumento di produzione. Giuseppe Gavazzi, Genetista, Univ. Di Milano, La Provincia, Quotidiano di Cremona e Crema, 25 gennaio 2004.

45 45 A proposito di aumento della produttività ……………… è ancora da dimostrare la superiore potenzialità produttiva delle varietà GM rispetto alle varietà locali adattate in sistemi agricoli sfavoriti da condizioni climatiche ….. o edafiche avverse. In questo caso il miglioramento genetico mediante la classica ibridazione intra e interspecifica seguita da selezione, ha sempre offerto e continuerà ad offrire risultati sorprendenti ed a costi relativamente bassi. Scarascia Mugnozza – Potenzialità del miglioramento genetico in piante ed animali – Accademia Nazionale di Agricoltura e CNR – Bologna, 2001

46 46 Alcuni studi americani hanno messo in evidenza che le piante transgeniche non producono più delle piante convenzionali. Soprattutto per quanto riguarda la soia si sarebbe registrata una diminuzione media della produttività del 6% circa (Università del Nebraska). Altre ricerche hanno verificato un aumento produttivo per il mais limitato al 2,6% (USDA).

47 47 PRODUZIONI: la Soia RR 47 Negli U.S.A. le produzioni di soia GM sono risultate inferiori del 6% rispetto alle varietà di soia NON GM più produttive Agronomy Journal, 93, 2001 – Emlore R.W. et al., Gliphosate resistant soybean yelds compared with sister lines

48 48 © G. Sinatti 2004 altri studi americani indicano cali ancora più consistenti: Indiana, 15,5% Iowa, 19% C. Benbrook, Troubled times amid commercial success for Roundup Ready soybeans, Gliphosate efficacy is slipping and unstable genes erodes plant defenses and yelds, AgBiotech InfoNet Technical Paper n. 4, 3 May, 2001

49 49 Perché la soia RR produce meno? 1) Effetti collaterali inattesi della modificazione genetica, legato al transgene oppure legato al processo di inserzione del transgene (sembra che le piante GM siano meno resistenti a stress biotici ed abiotici, per cui si ammalano più facilmente di quelle non trasformate); 2) molte varietà GM derivano dalla trasformazione di cultivar meno produttive. (Università del Nebraska)

50 50 PRODUZIONI: la Colza RR 50 uno studio universitario indipendente ha accertato che i raccolti di colza GM nel Saskatchewan (Canada) erano stati del 7,5% inferiori a quelli della colza convenzionale (33 contro 35,7 bushel/acro ) M. Fulton, The producers benefits of herbicide resistant canola, AgriBioForum, vol 2., n. 2, 1999,

51 51 Allora perché le superfici in pochi anni hanno raggiunto i 50 milioni di ettari? La ragione è economica ed è dovuta al fatto che nei Paesi dove si è avuta lesplosione delle superfici esiste ununica filiera di produzione agricola (per piante convenzionali e OGM), per cui il prezzo di mercato è il medesimo per piante convenzionali e OGM. In questa situazione è ovvio che si sia avuta una esplosione delle superfici coltivate, in quanto rispetto alle convenzionali le piante transgeniche sono caratterizzate da un minor costo di produzione (a parità di prezzo il coltivatore preferisce seminare la pianta che ha il costo di produzione più basso).

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53 53 LE ATTUALI PIANTE TRANSGENICHE NON CONSENTONO LA COESISTENZA CON ALTRE FORME DI AGRICOLTURA

54 54 Può darsi che il polline di un transgenico visiti un campo dove si produce seme tradizionale, dando origine alla contaminazione. La segregazione totale è impossibile, la purezza assoluta non fa parte del mondo agricolo (e del mondo in generale). F. Salamini, La Repubblica, 4/4/2001

55 55 La COESISTENZA tra agricoltura transgenica e agricoltura convenzionale potrebbe obbligare gli agricoltori ad abbandonare le forme di agricoltura tradizionali a favore di quella transgenica. Nessun agricoltore sarà disposto a produrre ai costi del convenzionale o del biologico per poi vendere ai prezzi del transgenico.

56 56 Per esempio alcune aziende agricole zootecniche biologiche a causa dellinquinamento genetico sono state costrette a sostituire la soia con il pisello proteico e la farina di mais con la farina di frumento. Pisello proteico e farina di frumento hanno un costo superiore, che determina un aumento dei prezzi dei prodotti biologici. Se il prezzo dei prodotti biologici aumenta, gli altri prodotti, anche mantenendo invariato il prezzo, diventano più competitivi.

57 57 ALCUNI ESEMPI DI DANNI DA COESISTENZA - Per lagricoltore. - Per il trasformatore.

58 58 Caso n. 1: Per lagricoltore convenzionale Un coltivatore di piante convenzionali al momento della raccolta scopre che il suo prodotto è in parte transgenico. - al di sotto della soglia di tolleranza (0,9%) - al di sopra della soglia di tolleranza Di chi è la responsabilità? - dellagricoltore confinante, che in relazione alla coesistenza coltiva OGM? - delle piante selvatiche OGM?

59 59 Non esiste certezza nellindividuazione della responsabilità del danno. Difficilmente il Giudice emetterà una sentenza a favore dellagricoltore supportata da elementi di chiara responsabilità.

60 60 Caso n. 2: Per lagricoltore convenzionale che ha stipulato un contratto di fornitura con un trasformatore. - a causa della coesistenza il prodotto non risponde alle caratteristiche stabilite nel contratto - Il trasformatore rifiuta il prodotto e richiede un indennizzo per mancato rispetto delle clausole contrattuali; - lagricoltore potrà rivalersi nei confronti di terzi inquinatori?

61 61 Esiste certezza in merito al mancato rispetto delle clausole contrattuali da parte dellagricoltore. Non esiste certezza in merito allinquinatore.

62 62 - Il trasformatore sarà soddisfatto (i suoi danni saran- no pagati dallagricoltore) - Lagricoltore dovrà risarcire i danni al trasformatore e difficilmente sarà risarcito del danno subito

63 63 Caso n. 3: Per lagricoltore biologico Un coltivatore biologico non è certo di ottenere alla fine della coltivazione un prodotto OGM free. A causa della coesistenza abbandona la coltivazione bio. - subisce un danno per le spese di avviamento dovute al periodo di conversione; - subisce un danno per il mancato ammortamento di macchine e impianti specifici per la coltivazione biologica; - subisce un danno per i minori prezzi di vendita

64 64 Non esiste certezza nellindividuazione della responsabilità del danno. Difficilmente il Giudice emetterà una sentenza supportata da elementi di chiara responsabilità.

65 65 Quest'anno seminerò ancora mais. Ma se dovesse essere un'altra volta contaminato [da mais OGM], abbandonerò l'agricoltura biologica: non posso ogni anno subire episodi di contaminazione come questi". Dichiarazione di Enric Navarro, che negli ultimi quattro anni ha coltivato mais a Girona (Spagna). Il suo mais è stato contaminato da mais OGM di cui non si conosce la provenienza: a causa dell'azione del vento, il polline potrebbe infatti provenire da qualsiasi coltivazione Ogm.

66 66 Caso n. 4: Per il trasformatore Un trasformatore che produce alimenti OGM free, nonostante i contratti di coltivazione stipulati non riesce ad avere materia prima OGM free. - subisce un danno per limpossibilità di attuare il processo produttivo industriale; - subisce un danno per il mancato rispetto dei contratti di fornitura al dettaglio; - subisce un danno per la mancata utilizzazione di specifici imballaggi per prodotti OGM free.

67 67 Il TRASFORMATORE potrà rivalersi dei danni nei confronti dellAGRICOLTORE che non ha rispettato gli accordi contrattuali.

68 68 Tale situazione determinerà la fine dei Contratti a Termine tra Agricoltori e Trasformatori.

69 69 Se è vero che può esistere la possibilità di Coesistenza Tecnica tra colture OGM e convenzionali, non è altrettanto vero che possa esistere una Coesistenza Economica a causa dellaumento dei rischi di impresa!

70 70 La COESISTENZA tra agricoltura transgenica e agricoltura convenzionale aumenterà le difficoltà produttive di coloro che producono alimenti di qualità e non vogliono passare al transgenico. I costi di segregazione e di certificazione che queste aziende dovranno affrontare determineranno un aumento dei costi di produzione e, conseguentemente, un aumento dei prezzi dei loro prodotti. In questa situazione i prodotti di scarsa qualità diverranno più competitivi.

71 71 Nel caso di coesistenza gli OGM saranno gli unici prodotti che consentiranno di avere certezze in merito alla tecnica produttiva (costi) ed al prodotto finale ottenuto (prezzi di vendita).

72 72 CONCLUSIONI - La coesistenza rappresenta un primo passo per lintroduzione su larga scala degli OGM. - Nel caso di incertezza produttiva nessun agricoltore sarà disposto a produrre ai costi del convenzionale per poi vendere ai prezzi del transgenico. - Nel caso di incertezza produttiva nessun trasformatore imposterà processi produttivi che presentano un elevato grado di incertezza.

73 73 ANCORA UNA VOLTA LA MONETA CATTIVA SCACCERA LA MONETA BUONA

74 74 Riduzione del costo di produzione unitario di alcuni prodotti zootecnici nel caso in cui sia utilizzato mais transgenico - 1 litro di latte - 1 kg di carne di bovino adulto - 1 kg di carne bovina di vitello - 1 kg di carne suina da soggetti pesanti (160 kg) - 1 kg di carne suina da soggetti magri (110 kg) - 1 uovo - 1 kg di carne di pollo (broiler) - 1 kg di carne di cappone - 1 kg di carne di faraona - 1 kg di carne di tacchino

75 75 - Granella di mais impiegata (kg/litro) 0, Insilato di mais impiegato (kg/litro) 0, Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/litro) 0, Minor costo per insilato di mais (/litro) 0, Minor costo per litro (/litro) di latte (lire/litro) 0, ,18295 Tab Riduzione del costo di produzione di un litro di latte nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

76 76 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 2, Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 9, Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0, Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0, Minor costo per kg (/kg) di carne di vitellone (lire/kg) 0, ,32413 Tab Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di vitellone nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

77 77 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 0,0 - Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 0, Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0,0 - Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0, Minor costo per kg (/kg) di carne di vitello (CB) (lire/kg) 0, , Tab Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di vitello nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

78 78 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 1, Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 0,0 - Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0, Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0,0 Minor costo per kg (/kg) di carne di suino pesante (lire/kg) 0, ,1071 Tab. 38 – Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di suino pesante (160 kg) nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

79 79 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 1, Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 0,0 - Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0, Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0,0 Minor costo per kg (/kg) di carne di suino magro (lire/kg) 0, ,18023 Tab Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di suino magro (110 kg) nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

80 80 - Granella di mais impiegata (kg/uovo) 0, Insilato di mais impiegato (kg/uovo) 0,0 - Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/uovo) 0, Minor costo per insilato di mais (/uovo) 0,0 Minor costo per uovo (/uovo) (lire/uovo) 0, , Tab Riduzione del costo di produzione di un uovo nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

81 81 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 1, Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 0,0 - Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0, Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0,0 Minor costo per kg (/kg) di carne di pollo (lire/kg) 0, ,4853 Tab Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di pollo (broiler) nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

82 82 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 3, Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 0,0 - Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0, Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0,0 Minor costo per kg (/kg) di carne di cappone (lire/kg) 0, ,76638 Tab Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di cappone nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

83 83 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 2, Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 0,0 - Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0, Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0,0 Minor costo per kg (/kg) di carne di faraona (lire/kg) 0, ,71228 Tab Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di faraona nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

84 84 - Granella di mais impiegata (kg/kg carne) 1, Insilato di mais impiegato (kg/kg carne) 0,0 - Minor costo della granella di mais (/kg) 0, Minor costo dellinsilato di mais (/kg) 0, Minor costo per granella di mais (/kg carne) 0, Minor costo per insilato di mais (/kg carne) 0,0 Minor costo per kg (/kg) di carne di tacchino (lire/kg) 0, ,03708 Tab Riduzione del costo di produzione di un kg di carne di tacchino nel caso di utilizzazione di mais transgenico * Fonti: nostre elaborazioni * È stato considerato solo il mais in quanto la soia transgenica in base agli elementi a disposizione presenta un costo di produzione unitario superiore a quello della soia convenzionale

85 85 Variazione del costo di produzione di alcuni prodotti dellallevamento bovino (Lire/kg, anno 2004) Prodotti dell Allevamento Alimenti aziendali transgenici Mangimi OGM free Alimenti aziendali biologici - Latte (/l) - 5, , , Carne di vitellone - 84, , , Carne di vitello - 2, , ,40702 Fonti: nostre elaborazioni

86 86 Prodotti dell allevamento Alimenti aziendali transgenici Alimenti OGM free Alimenti aziendali biologici - Suino pesante - 39, , ,428 - Suino magro - 31, , ,9708 Variazione del costo di produzione di alcuni prodotti dellallevamento suino (Lire/kg, anno 2004) Fonti: nostre elaborazioni

87 87 Prodotti dell allevamento Alimenti aziendali transgenici Mangimi OGM free Alimenti aziendali biologici - Uovo (L/unità) - 2, , , Pollo - 26, , , Cappone - 82, , ,712 - Faraona - 47, , , Tacchino - 27, , ,7378 Variazione del costo di produzione di alcuni prodotti dellallevamento avicolo (Lire/kg, anno 2004) Fonti: nostre elaborazioni

88 88 Variazione del costo di produzione di alcuni prodotti dellallevamento bovino (Euro/kg, anno 2004) Prodotto dell allevamento Alimenti aziendali transgenici Mangimi OGM free Alimenti aziendali biologici - Latte (/l) - 0, , , Carne di vitellone - 0, , , Carne di vitello - 0, , , Fonti: nostre elaborazioni

89 89 Prodotti dell allevamento Alimenti aziendali transgenici Mangimi OGM free Alimenti aziendali biologici - Suino pesante - 0, , , Suino magro - 0, , , Variazione del costo di produzione di alcuni prodotti dellallevamento suino (Euro/kg, anno 2004) Fonti: nostre elaborazioni

90 90 Prodotti dell allevamento Alimenti aziendali transgenici Mangimi OGM free Alimenti aziendali biologici - Uovo (l/unità) - 0, , , Pollo - 0, , , Cappone - 0, , , Faraona - 0, , , Tacchino - 0, , , Variazione del costo di produzione di alcuni prodotti dellallevamento avicolo (Euro/kg, anno 2004) Fonti: nostre elaborazioni


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