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Sportello psicologico. Per lanno solare 2012 lIstituto Comprensivo G. Solari, in collaborazione con lAssessorato alla Cultura del Comune di Loreto e alla.

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Presentazione sul tema: "Sportello psicologico. Per lanno solare 2012 lIstituto Comprensivo G. Solari, in collaborazione con lAssessorato alla Cultura del Comune di Loreto e alla."— Transcript della presentazione:

1 Sportello psicologico

2 Per lanno solare 2012 lIstituto Comprensivo G. Solari, in collaborazione con lAssessorato alla Cultura del Comune di Loreto e alla Fondazione Opere Laiche Lauretane ha organizzato un servizio di consulenza psicologico denominato Sportello Psicologico, rivolto a studenti e alunni, genitori e famiglie, insegnanti ed educatori.

3 Lo sportello è stato organizzato ed attuato da un gruppo di lavoro, costituito dal coordinatore e referente Prof.ssa Laura Procino, dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Milena Brandoni, dallo Psicologo e Psicoterapeuta incaricato Dr. Christian Pepi. Le Sig.ra Anna Rita Giulietti e Sig.ra Michela Clementi hanno curato la Segreteria e lorganizzazione degli appuntamenti.

4 A contribuire ad aspetti organizzativi ed attuativi sono stati ovviamente invitati anche gli insegnanti e gli alunni stessi, ovviamente con riferimento ai soli frequentanti la secondaria. Elemento significativo di partecipazione è stato per esempio laver realizzato in maniera del tutto spontanea da parte di alcuni alunni aiutati dalla loro insegnante di educazione artistica, dei disegni per adornare la stanza della consultazione psicologica.

5 Il progetto voleva costituire uno spazio di consulenza professionale psicologica, diversa quindi da un trattamento di tipo esplicitamente sanitario, centrato quindi su elementi di criticità noti, o da un semplice intervento di tipo genericamente sociale o pedagogico, spesso poco incisivo in quanto troppo generalista e incapace di risposte mirate ed elaborate.

6 Lideazione di un progetto siffatto ha trovato ragione e spunti operativi nelladozione di una prassi mutuata da quella ormai da uso presso istituti scolastici del mondo anglosassone e nord americano, ma diffuso in Italia ancora solo in maniera discontinua e legata alliniziativa del singolo.

7 Chiaramente trattandosi del primo tentativo di tal genere presso listituto scolastico, parte del tempo iniziale è stato impiegato per scopi organizzativi. E però significativo osservare che lo sportello ossia lattività di consulenza personalizzata da parte dello psicologo è potuta cominciare già dalla seconda settimana di attività

8 Nel dettaglio il progetto è stato articolato nei seguenti punti, sempre secondo le prassi operative di carattere tecnico – scientifico ormai collaudate negli ambienti professionali ed accademici internazionali:

9 _ Presentazione del progetto con modalità differenziate ad alunni della secondaria, genitori e docenti. _ Sportello psicologico ad accesso libero rivolto agli studenti della scuola secondaria _ Sportello psicologico rivolto ai genitori degli alunni di qualsiasi ordine di scuola

10 _ Sportello psicologico rivolto ai docenti di qualsiasi sezione e classe della scuola _ Incontri-seminari formativi con i genitori su temi specifici _Tavoli con gli insegnanti sui casi singoli, differenziati in base alle singole classi o sezioni _ Incontri di formazione specifici con gli insegnanti

11 i ragazzi della scuola secondaria hanno avuto libero accesso alla consulenza psicologica. Alunni:

12 Allo sportello dei ragazzi è stato dedicato un giorno alla settimana, o più se necessario, effettuato sempre durante lorario di scuola (modello open door e easy access). Come in uso presso gli istituti psicologici che si occupano di adolescenti, è stata garantita loro la privacy rispetto a genitori e docenti, salvo casi di gravità o urgenza. Non è stato mai necessario ricorrere a questa deroga

13 Nel complesso si sono rivolti spontaneamente allo psicologo, nei soli primi 4 mesi di attività effettiva dello sportello, un totale di 43 alunni, in pratica più di uno su dieci, a riprova dellinteresse che liniziativa ha suscitato presso i ragazzi.

14 Vi è da considerare che il numero degli studenti che complessivamente si è rivolto allo psicologo comprende in larghissima parte studenti delle classi prime e seconde. Lassenza delle classi terze (solo 2 alunni) è il dato più vistoso emerso in questa prima parte del progetto.

15 La spiegazione più plausibile è da ricondurre probabilmente al fatto che il progetto è stato presentato ai ragazzi nel mese di febbraio, appena iniziato il secondo quadrimestre, periodo dellanno che vedeva i ragazzi molto concentrati sulla prossima scadenza dellesame di Licenza (cosa che avrà sicuramente coinvolto anche genitori ed insegnanti).

16 Il numero dei ragazzi che hanno usufruito e che usufruiranno dello sportello è destinato quindi – probabilmente - a salire. Per quanto il dato parziale sia già di per sé interessante.

17 Per analizzare il fenomeno si potrebbe artificialmente dividere gli accessi allo sportello in gruppi omogenei e comparabili tra loro: coloro che si sono rivolti allo sportello autonomamente o quelli che sono stati per così dire inviati da genitori o insegnanti.

18 Quasi tutti i ragazzi si sono recati del tutto spontaneamente allo sportello, mettendosi in lista da soli e seguendo la prassi richiesta. Per quanto alcuni siano stati incoraggiati o abbiano accolto suggerimenti da pare di amici o insegnanti, in effetti 1 solo caso è stato inviato su specifica richiesta da parte degli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, altre agenzie educative).

19 Unaltra differenziazione interessante riguarda il tipo di intervento in base alla problematica riferita, se cioè riguardanti lesigenza di semplice consulenza su generiche tematiche educative o relative alla crescita o il bisogno di un ascolto mirato e un intervento più attivo su elementi e manifestazioni di disagio, nel senso più ampio del termine. In questo caso le differenze, per quanto a volte sfumate e difficilmente distinguibili con chiarezza, sono apparse comunque sostanziali.

20 In Adolescentologia si usa riferire con il termine disagio una condizione psicologica del giovane che va dallo stato di preoccupazione per fatti o fenomeni specifici con associati vissuti angosciosi, alla presenza di vere e proprie inizi di processi psicopatologici o disfunzionali. In accordo con le linee guida dellOMS le cause di tali manifestazioni vanno considerate multivariate ossia motivate da molteplici fattori, genetici, psicologici, familiari, sociali. E quindi inopportuno formulare giudizi a valenza diagnostica o causale, evitando di etichettare il giovane, ma attenersi piuttosto a fornire allo stesso la risposta riparativa o risolutiva o terapeutica

21 Circa 27 ragazzi hanno richiesto interventi singoli, ossia del tipo un problema – una seduta di consultazione (uno o massimo due incontri). Una sorta quindi di assistenza-consulenza psicologico- educazionale su problematiche tipiche e naturali della crescita, alle quali si possono fornire risposte professionali.

22 Il resto, ossia 17 ragazzi hanno invece necessitato e richiesto incontri più strutturati, numerosi e cadenzati, in quello che potremmo dire una sorta di percorso di consulenza psicologica, senza quindi una scadenza precisa (pur sempre rimanendo nellambito della prevenzione secondaria).

23 In alcune occasioni dove si è ravvisata la necessità di coinvolgere in qualche modo anche i genitori, sono stati gli stessi alunni a farsi carico della richiesta e sollecitare i propri familiari a prendere contatto con lo psicologo. In nessun caso si è avuta risposta negativa.

24 E questo forse uno dei risultati più importanti ai fini delle nostre riflessioni. I ragazzi sembrano dimostrare, man mano che esperimenti di questo tipo proseguono, di essere più competenti di quanto non sembrino e più desiderosi di un confronto attivo con gli adulti, specie quanto si tratta di prendersi cura di loro.

25 Infine i ragazzi hanno espresso gradimento in genere per il tipo di consulenza e per il servizio offerto dallo sportello psicologico, dichiarandosi soddisfatti e disponibili a rivolgersi al servizio ogni volta che sentissero di avere un problema, di tipo psicologico, o relazionale.

26 22 genitori, singoli e/o in coppia si sono rivolti spontaneamente allo sportello psicologico, per delle problematiche relative ai propri figli, spesso difficoltà di gestione, difficoltà di apprendimento, comportamenti anomali o sintomatici dei figli. Di questi circa il 20 % si è presentato su esplicito invito dellinsegnante di riferimento. Genitori

27 Il gruppo dei genitori è apparso distribuirsi uniformemente e in maniera trasversale nelle classi e sezioni: secondaria, primaria, infanzia. In assoluto più rappresentata la fascia della scuola primaria.

28 Una parte di essi, a circa la metà, è stato effettuato un intervento di parental assertive training, della durata di pochi incontri. Spesso questo intervento (assai mirato e calibrato sul modello problema bersaglio – indicazione comportamentale) si rivela sufficiente a correggere distorsioni comportamentali lievi dei bambini, difetti nella genitorialità o nel rapporto genitori-figli, estinguere condotte indesiderate nei fanciulli.

29 I singoli interventi sono andati tutti complessivamente a buon fine, secondo il giudizio degli interessati.

30 In altri casi, ove erano cioè presenti disagi o sofferenze di tipo familiare in atto (separazione o conflitto coniugale, mancanza di un genitore, problematiche di tipo psico-sociale, ecc.) si è richiesto un intervento prolungato nel tempo, una vera e propria consulenza psicologica.

31 una delle ragioni della forte risposta da parte delle famiglie risieda nellessenza stessa del progetto: uno sportello psicologico di livello e professionalità molto elevata, ma al tempo stesso assai accessibile e, essendo collegato con la scuola, vissuto come interno alla scuola, percepito come non distante o medicalizzato, quindi più appetibile dal punto di vista dellutenza.

32 le famiglie esprimono più desiderio di partecipazione e competenza anche dal punto di vista delle problematiche psicologiche dei figli, purchè venga loro fornito un intervento di sostegno che le metta in posizione di attività e collaborazione, in un ottica di sospensione del giudizio o delle responsabilità circa gli apprendimenti, per concentrarsi così sul loro ruolo come preziose risorse per aiutare i figli nelle loro difficoltà e contribuire in maniera più inclusiva e competente allo sviluppo della personalità dei ragazzi

33 Nella maggiore parte dei casi non cè stato infatti bisogno neanche di vedere il bambino. Si sono ottenuti risultati decisivi facendo leva esclusivamente sulle capacità di comprensione ed empowerment dei genitori.

34 Sempre nellottica dellottimizzazione delle risorse, e della prevenzione primaria, è stato previsto anche laffiancamento di attività di tipo seminariale rivolte ai genitori su tematiche via via variabili e di interesse comune. Sfruttando gli spazi dellaula magna.

35 Purtroppo eventi di questo tipo, da effettuarsi con cadenza regolare come uno spazio di apprendimento per i genitori, necessitano organizzazioni assai complesse (periodo dellanno, informazione e diffusione, scelta del target, altri aspetti concreti). E stato quindi possibile organizzare un solo incontro pomeridiano con i genitori, sul tema delle regole e della normatività.

36 Per quanto riguarda gli insegnanti infine, anche in questo caso si è registrata una risposta molto positiva. Insegnanti:

37 In totale infatti 29 insegnanti si sono rivolti spontaneamente allo sportello psicologico. Di questi allincirca 10 lo hanno fatto in maniera sistematica ossia hanno ritenuto opportuno rapportarsi con continuità allo psicologo per seguire nel tempo levoluzione di casi più difficili (alunni con problemi di apprendimento non imputabili a deficit riconosciuti, bambini irrequieti o che esprimevano disagio emotivo, difficoltà a relazionarsi con genitori, domande su tematiche più specificamente educative, ecc.).

38 Anche in questo la dispersione degli accessi in base alle cassi e alle sezioni è apparsa assai uniforme. Sono intervenuti praticamente insegnanti di ogni ordine di scuola, dallinfanzia alla secondaria.

39 Da quanto illustrato emerge un ulteriore dato sostanziale, ossia che ragazzi, famiglie e insegnanti, sono disposti e capaci di collaborare per risolvere i loro problemi in maniera più fattiva di quanto si possa ritenere, e questo specie se viene fornito loro un contesto, un supporto, una piattaforma appropriata e professionalmente informata.

40 Lultimo segmento del progetto ha riguardato le iniziative di tipo seminariale o collegiale, gli incontri cioè di gruppo (non centrati sul caso specifico) atti a promuovere formazione, informazione, confronto, acquisizione di empowerment. Questi sono stati organizzati come già detto per le famiglie (nel numero purtroppo di 1 solo incontro) e in misura maggiore per i gruppi insegnanti.

41 Per quanto riguarda gli insegnanti invece, sono stati organizzati tavoli discussione sui casi singoli con cadenza mensile, divisi per ordini di scuola (tavolo infanzia, tavolo della primaria, tavolo secondaria), per favorire cioè lomogeneità della discussione.

42 La partecipazione degli insegnanti è stata ampia, come risulta dai verbali stessi. Nel caso ad esempio della secondaria o della primaria si è dovuto spesso ricorrere ad aule apposite per contenerne il numero e permettere un adeguato spazio di dialogo.

43 Alcune sezioni, specie della primaria hanno addirittura chiesto, e ottenuto, di poter avere un tavolo-supervisione con o psicologo a cadenza quindicinale, allinterno dello spazio riservato alla programmazione settimanale, a riprova del grande interesse suscitato presso gli insegnanti di avere a disposizione strumenti di tipo professionale per affrontare le sfide educative che luniverso dei bambini attualmente propone, e a cui la scuola moderna è chiamata a rispondere in maniera appropriata ed efficace.

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