La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

IL MODELLO ORGANIZZATIVO AI SENSI DEL D.LGS 231/2001 SPUNTI PER LIMPLEMENTAZIONE E GESTIONE Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "IL MODELLO ORGANIZZATIVO AI SENSI DEL D.LGS 231/2001 SPUNTI PER LIMPLEMENTAZIONE E GESTIONE Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance."— Transcript della presentazione:

1 IL MODELLO ORGANIZZATIVO AI SENSI DEL D.LGS 231/2001 SPUNTI PER LIMPLEMENTAZIONE E GESTIONE Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena IL MODELLO ORGANIZZATIVO AI SENSI DEL D.LGS 231/2001 SPUNTI PER LIMPLEMENTAZIONE E GESTIONE Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Modena 20 gennaio 2014 Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena 1

2 Indice degli argomenti Contesto di riferimento Contesto di riferimento Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Interventi da adottare per limplementazione e gestione del Modello Interventi da adottare per limplementazione e gestione del Modello LOrganismo di Vigilanza LOrganismo di Vigilanza 2

3 Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Modena 20 gennaio 2014 Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena 3 Contesto di riferimento

4 Il crescente fenomeno dei cosiddetti white collar crimes (reati dei colletti bianchi, vale a dire di criminalità economica), registrato fin dagli anni 70, ha reso pressante per lUnione Europea lesigenza di introdurre un efficace sistema di contrasto dellattività criminale, riferibile agli Enti intesi come persone giuridiche, società e associazioni anche prive di personalità giuridica. Al finire degli anni 90 rispondere a tale esigenza è divenuto indispensabile vista la gravità e la frequenza degli scandali imprenditoriali internazionali quali quelli di Enron, Worldcom, Vivendi, e quelli italiani di Cirio, Parmalat, linchiesta mani pulite ed altri. Il fenomeno ha riguardato non solo le imprese intrinsecamente illecite, cioè operanti per il perseguimento di un fine criminale, ma anche gli Enti mossi da fini in sè leciti, ma perseguiti con policies aziendali illecite quali la corruzione, la truffa finanziaria, di lesione di interessi patrimoniali pubblici, etc. Ciò ha indotto il legislatore comunitario a sollecitare i singoli legislatori nazionali ad assumere strumenti legislativi capaci di perseguire direttamente le persone giuridiche ritenute responsabili di reati economici. 4 Contesto di riferimento

5 Su tali premesse interviene a livello nazionale la Legge Delega n. 300/2000, che configura storicamente una svolta fondamentale in quanto per la prima volta il legislatore italiano è chiamato a disciplinare la responsabilità amministrativa degli Enti collettivi per gli illeciti dipendenti da reato. Ciò ha costituito unimportante novità per il nostro ordinamento giuridico, che ha sempre manifestato una forte resistenza a stabilire la responsabilità penale degli Enti, trovando un ostacolo insormontabile nel principio societas delinquere non potest stabilito nellart. 27 della Costituzione. Per dare applicazione al mandato della Legge Delega 300/2000, è stato emanato il D. Lgs. 231/2001, che istituisce la responsabilità amministrativa dellEnte per i reati posti in essere dai suoi amministratori, dirigenti o dipendenti nellinteresse e/o a vantaggio dellEnte stesso. Il legislatore italiano, tra le possibili opzioni normative - quali la previsione di una vera e propria responsabilità penale degli Enti (prevista ad esempio in Belgio, Francia, Olanda, Irlanda, Canada, altri) o in alternativa la configurazione di una responsabilità non penale, sebbene connessa allillecito penale - ha scelto di introdurre quello che nella relazione governativa accompagnatoria del D.Lgs 231 viene definito untertium genus di responsabilità: non di natura solo amministrativa poiché presuppone la commissione di un vero e proprio reato (illecito penale) e neppure di natura penale, poiché la sanzione comminabile allEnte, seppur tipicamente punitiva, è priva della funzione rieducativa che è propria della pena. 5 Contesto di riferimento

6 Il Decreto 231/01 persegue lintento di sensibilizzare gli stessi operatori economici sui fenomeni della criminalità dimpresa, coinvolgendoli nellazione di contrasto dei reati e rompendo quella relazione di estraneità in virtù della quale il reato di natura economica veniva percepito come un evento episodico ed individuale del quale lEnte poteva disinteressarsi. AllEnte viene demandata una funzione di garanzia, costringendolo ad intervenire nella prevenzione dei crimini economici. 6 Contesto di riferimento

7 Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Modena 20 gennaio 2014 Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena 7 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto

8 Il regime della responsabilità amministrativa degli Enti, D. Lgs. 231/01, presenta le seguenti caratteristiche: destinatari: Enti forniti di personalità giuridica, società fornite di personalità giuridica e associazioni anche prive di personalità giuridica; destinatari: Enti forniti di personalità giuridica, società fornite di personalità giuridica e associazioni anche prive di personalità giuridica; soggetti esclusi: Stato, Enti pubblici territoriali ed Enti con funzioni di rilievo costituzionale; soggetti esclusi: Stato, Enti pubblici territoriali ed Enti con funzioni di rilievo costituzionale; quando: per reati commessi nellinteresse o a vantaggio dellEnte (è esclusa la responsabilità dellEnte qualora la persona fisica abbia commesso il reato per esclusivo vantaggio proprio o di terzi). quando: per reati commessi nellinteresse o a vantaggio dellEnte (è esclusa la responsabilità dellEnte qualora la persona fisica abbia commesso il reato per esclusivo vantaggio proprio o di terzi). Il D. Lgs. 231/01 istituisce quindi la responsabilità amministrativa dellEnte per reati posti in essere da amministratori, dirigenti e/o dipendenti nellinteresse o a vantaggio dellEnte stesso. 8 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto

9 Punti Cardine: superamento del principio societas delinquere non potest ex Art. 27 Costituzione; superamento del principio societas delinquere non potest ex Art. 27 Costituzione; la responsabilità amministrativa dellEnte va ad aggiungersi a quella della persona fisica; la responsabilità amministrativa dellEnte va ad aggiungersi a quella della persona fisica; la responsabilità coinvolge il patrimonio dellEnte e, indirettamente, gli interessi economici dei soci. la responsabilità coinvolge il patrimonio dellEnte e, indirettamente, gli interessi economici dei soci. 9 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto

10 Le ipotesi di reato per le quali si configura la responsabilità amministrativa dellEnte sono: Le ipotesi di reato per le quali si configura la responsabilità amministrativa dellEnte sono: malversazione a danno dello Stato (art.316-bis c.p.); malversazione a danno dello Stato (art.316-bis c.p.); indebita percezione di erogazioni pubbliche (art.316-ter c.p.); indebita percezione di erogazioni pubbliche (art.316-ter c.p.); truffa in danno dello Stato o di altro Ente pubblico (art. 640 co.2, c.p.); truffa in danno dello Stato o di altro Ente pubblico (art. 640 co.2, c.p.); truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.); truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.); frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.); frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.); concussione (art.317 c.p.); concussione (art.317 c.p.); corruzione per atto pubblico (art. 318 c.p.); corruzione per atto pubblico (art. 318 c.p.); corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.); corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.); corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.); corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.); corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.); corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.); istigazione alla corruzione (art.322 c.p.); istigazione alla corruzione (art.322 c.p.); peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione degli Organi delle Comunità Europee e di funzionari delle Comunità Europee e di Stati membri; peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione degli Organi delle Comunità Europee e di funzionari delle Comunità Europee e di Stati membri; falsità in monete, in carte di pubblico credito e valori bollati (art. 25-bis D.Lgs231/2001). falsità in monete, in carte di pubblico credito e valori bollati (art. 25-bis D.Lgs231/2001). 10 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Catalogo dei reati

11 I reati societari normati dallart.25-ter del Decreto, introdotti in seguito al D.Lgs. 61/2002: I reati societari normati dallart.25-ter del Decreto, introdotti in seguito al D.Lgs. 61/2002: false comunicazioni sociali; false comunicazioni sociali; falso in prospetto; falso in prospetto; falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione; falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione; impedito controllo; impedito controllo; formazione fittizia del capitali, indebita restituzione dei conferimenti, illegale ripartizione degli utili e delle riserve, operazioni in pregiudizio dei creditori, indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; formazione fittizia del capitali, indebita restituzione dei conferimenti, illegale ripartizione degli utili e delle riserve, operazioni in pregiudizio dei creditori, indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; illecite operazioni sulle azioni o quote sociali della società controllante; illecite operazioni sulle azioni o quote sociali della società controllante; illecita influenza sullassemblea; illecita influenza sullassemblea; aggiotaggio; aggiotaggio; ostacolo allesercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; ostacolo allesercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; 11 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Catalogo dei reati (segue)

12 delitti informatici e trattamento illecito dei dati; delitti informatici e trattamento illecito dei dati; reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela delligiene e della salute sul lavoro; reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela delligiene e della salute sul lavoro; delitti in materia di violazione del diritto dautore; delitti in materia di violazione del diritto dautore; delitti contro lindustria ed il commercio; delitti contro lindustria ed il commercio; reati con finalità di terrorismo o di eversione dellordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali; reati con finalità di terrorismo o di eversione dellordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali; pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili; pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili; delitti contro la personalità individuale; delitti contro la personalità individuale; reati di abuso di mercato; reati di abuso di mercato; ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita; ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita; reati transnazionali; reati transnazionali; reati ambientali. reati ambientali. 12 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Catalogo dei reati (segue)

13 I reati societari normati dallart.25 duodecies del Decreto, introdotti in seguito al D.Lgs 109/2012: impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. I reati societari normati dallart.25 ter lettera a-bis comma 1 del Decreto, introdotti in seguito alla Legge 190/2012: induzione indebita a dare o promettere utilità; induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione tra privati. corruzione tra privati. I reati societari normati dallart.25 bis del Decreto, introdotti in seguito al D.Lgs 93/2013: frode informatica; frode informatica; trattamento di dati illeciti; trattamento di dati illeciti; falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante; falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante; inosservanza di provvedimenti del Garante; inosservanza di provvedimenti del Garante; indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento. indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento. 13 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Catalogo dei reati (segue)

14 Le sanzioni previste dalla legge a carico della società in conseguenza della commissione o tentata commissione degli specifici reati sopra menzionati consistono in: sanzione pecuniaria: da Euro fino ad un massimo di Euro ; sanzione pecuniaria: da Euro fino ad un massimo di Euro ; sanzioni interdittive di durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni: sanzioni interdittive di durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni: - interdizione dallesercizio dellattività; - interdizione dallesercizio dellattività; - sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni; - sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni; - divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione; - divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione; - esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, revoca di quelli concessi; - esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, revoca di quelli concessi; - divieto di pubblicizzare beni o servizi; - divieto di pubblicizzare beni o servizi; confisca del profitto (sequestro conservativo in sede cautelare); confisca del profitto (sequestro conservativo in sede cautelare); pubblicazione della sentenza di condanna. pubblicazione della sentenza di condanna. 14 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Sanzioni applicabili allEnte

15 Il Decreto prevede la possibilità per lEnte di essere esonerato da responsabilità qualora abbia adottato, ed efficacemente attuato, un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi; Il Decreto prevede la possibilità per lEnte di essere esonerato da responsabilità qualora abbia adottato, ed efficacemente attuato, un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi; Il Modello di Organizzazione è linsieme delle regole e procedure, comunque denominate, che in concreto sono previste ed attuate per lorganizzazione e la gestione dellEnte. Il Modello di Organizzazione è linsieme delle regole e procedure, comunque denominate, che in concreto sono previste ed attuate per lorganizzazione e la gestione dellEnte. 15 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Esenzione da responsabilità

16 Il Modello ex-ante e post-factum La normativa distingue lipotesi del Modello adottato prima della commissione del reato (c.d. Modello ex-ante) dal Modello adottato dopo la commissione del fatto (c.d. Modello post-factum): Modello ex-ante: lidoneità del Modello esclude la responsabilità dellEnte, ai sensi del Decreto; Modello ex-ante: lidoneità del Modello esclude la responsabilità dellEnte, ai sensi del Decreto; Modello ex-post: lidoneità del Modello alleggerisce la risposta sanzionatoria: Modello ex-post: lidoneità del Modello alleggerisce la risposta sanzionatoria: - esclusione delle sanzioni interdittive; - sospensione e revoca delle misure cautelari interdittive; - sospensioni e conversioni delle sanzioni interdittive in sanzioni pecuniarie; - riduzione delle sanzioni pecuniarie. 16 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Esenzione da responsabilità (segue)

17 È prevista linversione dellonere della prova per i reati commessi da soggetti in posizione apicale. È necessario che lEnte provi che: sono stati comunque adottati Modelli Organizzativi, di Gestione e Controllo idonei a prevenire sono stati comunque adottati Modelli Organizzativi, di Gestione e Controllo idonei a prevenire reati della specie poi verificatasi; reati della specie poi verificatasi; è stato istituito un Organismo di Sorveglianza interno ed autonomo, dotato di poteri di vigilanza; è stato istituito un Organismo di Sorveglianza interno ed autonomo, dotato di poteri di vigilanza; i soggetti che hanno commesso il reato hanno eluso fraudolentemente i protocolli preventivi*; i soggetti che hanno commesso il reato hanno eluso fraudolentemente i protocolli preventivi*; non ci sono state omissioni o negligenze nelloperato dellOrganismo di controllo**. non ci sono state omissioni o negligenze nelloperato dellOrganismo di controllo**. 17 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Ipotesi di esclusione della responsabilità dellEnte * Prova diabolica molto difficile. Ciò che la rende ancor più difficile è il fraudolentemente perché a) lesenzione per errore non esima dalla colpa; b)lesclusione in caso di ristretta base di governo (A.U., pochi manegers con tutti i poteri), consente lesclusione senza particolari raggiri. ** Responsabilità enorme perché la prova del controllo deve essere data per tutte le procedure.

18 Non è prevista linversione dellonere della prova: per i reati commessi da soggetti in posizione subordinata È necessario che il magistrato provi linosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza; È necessario che il magistrato provi linosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza; la mancata direzione non ricorre se lEnte, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. la mancata direzione non ricorre se lEnte, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. 18 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Ipotesi di esclusione della responsabilità dellEnte (segue)

19 È quindi necessario (se lEnte vuole godere dellesimente) dotarsi di: un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo caratterizzato da criteri di efficienza, praticabilità e funzionalità ragionevolmente in grado di limitare le probabilità di commissione di reati ricompresi nellarea di rischio legata allattività dellimpresa; un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo caratterizzato da criteri di efficienza, praticabilità e funzionalità ragionevolmente in grado di limitare le probabilità di commissione di reati ricompresi nellarea di rischio legata allattività dellimpresa; un Organismo interno allEnte che abbia compiti di iniziativa e di controllo sulla efficacia del Modello e che sia dotato di piena autonomia nellesercizio della supervisione e del potere disciplinare e che agisca con continuità (OdV). un Organismo interno allEnte che abbia compiti di iniziativa e di controllo sulla efficacia del Modello e che sia dotato di piena autonomia nellesercizio della supervisione e del potere disciplinare e che agisca con continuità (OdV). 19 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Caratteristiche del Modello

20 Dal punto di vista della società non vi è un obbligo giuridico; Dal punto di vista della società non vi è un obbligo giuridico; dal punto di vista degli amministratori si ritiene che lobbligo di agire con diligenza, da cui discende il dovere di organizzare in modo adeguato limpresa gestita (art. 2392, primo e secondo comma del C.C.) fanno nascere un obbligo di adozione del Modello in capo agli amministratori e una responsabilità in caso contrario; dal punto di vista degli amministratori si ritiene che lobbligo di agire con diligenza, da cui discende il dovere di organizzare in modo adeguato limpresa gestita (art. 2392, primo e secondo comma del C.C.) fanno nascere un obbligo di adozione del Modello in capo agli amministratori e una responsabilità in caso contrario; la giurisprudenza ha sostenuto questa tesi, almeno nel senso che vi è un obbligo dellorgano amministrativo di farsi carico della valutazione dellopportunità di prevenire i reati contemplati dal D. Lgs. 231/01 mediante ladozione del Modello. la giurisprudenza ha sostenuto questa tesi, almeno nel senso che vi è un obbligo dellorgano amministrativo di farsi carico della valutazione dellopportunità di prevenire i reati contemplati dal D. Lgs. 231/01 mediante ladozione del Modello. 20 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Adozione del Modello tra obbligo ed opportunità

21 Il D. Lgs. 231/2001 prevede che: i Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo possono essere adottati (…) sulla base di codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli Enti e comunicati al Ministero della Giustizia…. In particolare hanno provveduto: Confindustria (ultima versione 31 marzo 2008); Confindustria (ultima versione 31 marzo 2008); Associazione Bancaria Italiana; Associazione Bancaria Italiana; Associazione Nazionale Costruttori Edili; Associazione Nazionale Costruttori Edili; Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici; Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici; Confederazione Nazionale dellArtigianato e delle Piccole e Medie Imprese; Confederazione Nazionale dellArtigianato e delle Piccole e Medie Imprese; Confederazione Italiana Piccola e Media Industria; Confederazione Italiana Piccola e Media Industria; AEFI – Associazione Esposizioni e Fiere Italiane – 28 agosto AEFI – Associazione Esposizioni e Fiere Italiane – 28 agosto Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Modello dei Modelli

22 Altri documenti di riferimento: Circolare n /2012 Comando Generale della Guardia di Finanza – Volume III – Responsabilità amministrativa degli Enti dipendente da reato; Circolare n /2012 Comando Generale della Guardia di Finanza – Volume III – Responsabilità amministrativa degli Enti dipendente da reato; D. Lgs. n. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro; D. Lgs. n. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro; Linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 emanate dallUNI-INAIL; Linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 emanate dallUNI-INAIL; British Standard OHSAS 18001:2007 in materia di sicurezza sul lavoro; British Standard OHSAS 18001:2007 in materia di sicurezza sul lavoro; per questi ultimi due – D. Lgs. 81/2008 prevede una presunzione di idoneità a favore del Modello. per questi ultimi due – D. Lgs. 81/2008 prevede una presunzione di idoneità a favore del Modello. 22 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto

23 Art. 6 c. 2 D.Lgs. 231/2001 Individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; Individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e lattuazione delle decisioni dellEnte in relazione ai reati da prevenire; prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e lattuazione delle decisioni dellEnte in relazione ai reati da prevenire; individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee a impedire il compimento dei reati; individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee a impedire il compimento dei reati; prevedere obblighi di informazione nei confronti dellorganismo deputato a vigilare sul funzionamento e sullosservanza del Modello; prevedere obblighi di informazione nei confronti dellorganismo deputato a vigilare sul funzionamento e sullosservanza del Modello; introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello. introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello. 23 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Caratteristiche del Modello

24 In aggiunta: predisposizione di un Codice Etico che prescriva norme generiche di comportamento in relazione ai reati ipotizzati (non è previsto dalla normativa, ma rientra nella prassi delle aziende ben organizzate)*; predisposizione di un Codice Etico che prescriva norme generiche di comportamento in relazione ai reati ipotizzati (non è previsto dalla normativa, ma rientra nella prassi delle aziende ben organizzate)*; verifica periodica del Modello e sua eventuale revisione; verifica periodica del Modello e sua eventuale revisione; vigilanza da parte di uno specifico Organismo di Vigilanza, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, sul funzionamento del Modello; vigilanza da parte di uno specifico Organismo di Vigilanza, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, sul funzionamento del Modello; comunicazione al personale e sua formazione non solo del Codice Etico, ma del Modello nel suo complesso > Documento di sintesi del Modello. comunicazione al personale e sua formazione non solo del Codice Etico, ma del Modello nel suo complesso > Documento di sintesi del Modello. N.B.: In ogni caso spetta al giudice penale la valutazione in merito alla adeguatezza del Modello, ovvero alla rispondenza dei codici comportamentali adottati dallEnte ai parametri elencati nel D. Lgs N.B.: In ogni caso spetta al giudice penale la valutazione in merito alla adeguatezza del Modello, ovvero alla rispondenza dei codici comportamentali adottati dallEnte ai parametri elencati nel D. Lgs Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto * Il Codice Etico sta al sistema delle regole aziendali, come la Costituzione di uno Stato sta alle Leggi e Regolamenti nazionali

25 Il Modello definisce le regole comportamentali che tutto il personale deve rispettare Il Modello definisce le regole comportamentali che tutto il personale deve rispettare Il Modello esprime le regole con una serie di diversi strumenti: Il Modello esprime le regole con una serie di diversi strumenti: organigramma organigramma procedure procedure protocolli protocolli mansionari mansionari istruzioni operative istruzioni operative deleghe e procure deleghe e procure Questi strumenti sono sorretti da: Questi strumenti sono sorretti da: Codice Etico: la cui funzione è di legittimare in via di principio misure che altrimenti apparirebbero inutilmente coercitive Codice Etico: la cui funzione è di legittimare in via di principio misure che altrimenti apparirebbero inutilmente coercitive comunicazione: le regole vanno adottate ma anche diffuse, spiegate; va verificato il livello della loro comprensione; le regole vanno anche formalmente comunicate e formalmente accettate comunicazione: le regole vanno adottate ma anche diffuse, spiegate; va verificato il livello della loro comprensione; le regole vanno anche formalmente comunicate e formalmente accettate controlli: la cui funzione è di verificare che le misure siano in concreto rispettate controlli: la cui funzione è di verificare che le misure siano in concreto rispettate sanzioni: la cui funzione è di chiusura dei due punti precedenti (il sistema detta le regole, verifica e punisce) sanzioni: la cui funzione è di chiusura dei due punti precedenti (il sistema detta le regole, verifica e punisce) 25 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il sistema disciplinare aziendale

26 DEFINIZIONE Il sistema disciplinare è quindi quella parte di sistema organizzativo idonea a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate dal Modello Il sistema disciplinare è quindi quella parte di sistema organizzativo idonea a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate dal Modello Il sistema disciplinare parte dal presupposto che le violazioni del Modello sono un fatto grave che incrinano il rapporto tra la Società ed i collaboratori improntato sulla trasparenza, correttezza, lealtà ed integrità Il sistema disciplinare parte dal presupposto che le violazioni del Modello sono un fatto grave che incrinano il rapporto tra la Società ed i collaboratori improntato sulla trasparenza, correttezza, lealtà ed integrità Il sistema disciplinare 231/01 è parte integrante delle obbligazioni contrattuali assunte dai dipendenti e collaboratori e completa il sistema sanzionatorio aziendale Il sistema disciplinare 231/01 è parte integrante delle obbligazioni contrattuali assunte dai dipendenti e collaboratori e completa il sistema sanzionatorio aziendale Il sistema disciplinare 231 deve essere conciliabile con le norme che regolano il contratto di lavoro ovvero il Contratto Collettivo Nazionale e lo Statuto dei Lavoratori Il sistema disciplinare 231 deve essere conciliabile con le norme che regolano il contratto di lavoro ovvero il Contratto Collettivo Nazionale e lo Statuto dei Lavoratori Il sistema disciplinare 231 è invece del tutto svincolato ed autonomo rispetto allo svolgimento ed allesito di un eventuale procedimento penale che colpisca il lavoratore Il sistema disciplinare 231 è invece del tutto svincolato ed autonomo rispetto allo svolgimento ed allesito di un eventuale procedimento penale che colpisca il lavoratore Il comportamento sanzionato non deve necessariamente essere in sé un reato, in quanto il Modello può vietare dei comportamenti che siano semplicemente prodromici alla realizzazione di un reato. Ad esempio il mancato uso dei presidi antifortunistici non necessariamente comporta una lesione del lavoratore e non necessariamente la lesione comporta la commissione di un reato. Il mancato uso del presidio può però (anzi deve) essere ugualmente sanzionato Il comportamento sanzionato non deve necessariamente essere in sé un reato, in quanto il Modello può vietare dei comportamenti che siano semplicemente prodromici alla realizzazione di un reato. Ad esempio il mancato uso dei presidi antifortunistici non necessariamente comporta una lesione del lavoratore e non necessariamente la lesione comporta la commissione di un reato. Il mancato uso del presidio può però (anzi deve) essere ugualmente sanzionato 26 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il sistema disciplinare aziendale (segue)

27 ESEMPI DI VIOLAZIONE DEL MODELLO La messa in atto di azioni o comportamenti non conformi alle prescrizioni del Modello ed alle leggi da esso richiamate La messa in atto di azioni o comportamenti non conformi alle prescrizioni del Modello ed alle leggi da esso richiamate Lomissione di azioni o comportamenti prescritti dal Modello Lomissione di azioni o comportamenti prescritti dal Modello La messa in atto di azioni o comportamenti non conformi ai principi riferiti dal Codice Etico La messa in atto di azioni o comportamenti non conformi ai principi riferiti dal Codice Etico Lomissione di azioni o comportamenti prescritti dal Codice Etico Lomissione di azioni o comportamenti prescritti dal Codice Etico La messa in atto, in generale, di azioni o comportamenti contrari alle leggi e regolamenti, sia nazionali sia esteri La messa in atto, in generale, di azioni o comportamenti contrari alle leggi e regolamenti, sia nazionali sia esteri 27 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il sistema disciplinare aziendale (segue)

28 CARATTERISTICHE DEL SISTEMA SANZIONATORIO Deve essere predisposto per iscritto Deve essere predisposto per iscritto Deve essere diffuso, come parte integrante del Modello, mediante una puntuale e capillare informazione e formazione dei destinatari e la pubblicazione ed affissione in luoghi accessibili a tutti Deve essere diffuso, come parte integrante del Modello, mediante una puntuale e capillare informazione e formazione dei destinatari e la pubblicazione ed affissione in luoghi accessibili a tutti Deve prevedere sanzioni, la cui erogazione deve essere caratterizzata dai principi di specificità, tempestività ed immediatezza, nonché dalla idoneità a svolgere unazione deterrente avendo una specifica funzione preventiva e non meramente ed esclusivamente punitiva Deve prevedere sanzioni, la cui erogazione deve essere caratterizzata dai principi di specificità, tempestività ed immediatezza, nonché dalla idoneità a svolgere unazione deterrente avendo una specifica funzione preventiva e non meramente ed esclusivamente punitiva Deve garantire il contradditorio, ovvero il soggetto a cui è stato contestato il comportamento deve poter proporre argomentazioni a sua difesa Deve garantire il contradditorio, ovvero il soggetto a cui è stato contestato il comportamento deve poter proporre argomentazioni a sua difesa 28 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il sistema disciplinare aziendale (segue)

29 LE MISURE APPLICABILI Il Contratto Collettivo Nazionale prevede come sanzioni disciplinari: Il Contratto Collettivo Nazionale prevede come sanzioni disciplinari: richiamo verbale richiamo verbale ammonizione scritta ammonizione scritta multa non superiore a tre ore di retribuzione oraria multa non superiore a tre ore di retribuzione oraria sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di tre giorni sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di tre giorni licenziamento per mancanze (ai sensi delle previsioni normative) licenziamento per mancanze (ai sensi delle previsioni normative) I criteri adottabili per definire tipo ed entità delle sanzioni sono: I criteri adottabili per definire tipo ed entità delle sanzioni sono: intenzionalità del comportamento illecito o non corretto intenzionalità del comportamento illecito o non corretto grado di negligenza, imprudenza o imperizia con riguardo alla prevedibilità dellevento grado di negligenza, imprudenza o imperizia con riguardo alla prevedibilità dellevento condotta complessiva del dipendente (ad esempio eventuali precedenti) oppure lesistenza di circostanze attenuanti (come pure aggravanti), tenendo in dovuto conto la professionalità ed il suo passato lavorativo condotta complessiva del dipendente (ad esempio eventuali precedenti) oppure lesistenza di circostanze attenuanti (come pure aggravanti), tenendo in dovuto conto la professionalità ed il suo passato lavorativo il ruolo ed i compiti assegnati al dipendente il ruolo ed i compiti assegnati al dipendente livello di responsabilità, posizione gerarchica, funzionale e/o tecnica livello di responsabilità, posizione gerarchica, funzionale e/o tecnica eventuali ipotesi di condivisione di responsabilità con altri collaboratori che abbiano concorso al comportamento manchevole eventuali ipotesi di condivisione di responsabilità con altri collaboratori che abbiano concorso al comportamento manchevole 29 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il sistema disciplinare aziendale (segue)

30 LORGANO CHE SVOLGE LISTRUTTORIA E DETERMINA LE SANZIONI Lorgano che gestisce liter formale può essere liberamente determinato dalla Società; è preferibile che sia lufficio risorse umane Lorgano che gestisce liter formale può essere liberamente determinato dalla Società; è preferibile che sia lufficio risorse umane E opportuno coinvolgere almeno a livello informativo lO.d.V. nelle istruttorie E opportuno coinvolgere almeno a livello informativo lO.d.V. nelle istruttorie Si possono individuare casi nei quali per la gravità della sanzione o per la posizione di vertice (membri del C.d.A., membri del Collegio Sindacale, membri dellO.d.V., dirigenti) la sanzione debba essere decisa dallOrgano Amministrativo Si possono individuare casi nei quali per la gravità della sanzione o per la posizione di vertice (membri del C.d.A., membri del Collegio Sindacale, membri dellO.d.V., dirigenti) la sanzione debba essere decisa dallOrgano Amministrativo 30 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il sistema disciplinare aziendale (segue)

31 I DESTINATARI DELLE SANZIONI DISCIPLINARI Possono essere destinatari delle sanzioni disciplinari: Possono essere destinatari delle sanzioni disciplinari: dirigenti dirigenti dipendenti dipendenti collaboratori esterni e parti terze collaboratori esterni e parti terze management aziendale management aziendale Collegio Sindacale Collegio Sindacale O.d.V. O.d.V. 31 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il sistema disciplinare aziendale (segue)

32 DEFINIZIONE Il Codice Etico rappresenta un contratto tra limpresa e i suoi Stakeholders con la funzione di legittimare lautonomia dellimpresa ai diversi soggetti, rendendo pubblicamente nota la consapevolezza dei suoi obblighi e lo sviluppo delle politiche aziendali Il Codice Etico rappresenta un contratto tra limpresa e i suoi Stakeholders con la funzione di legittimare lautonomia dellimpresa ai diversi soggetti, rendendo pubblicamente nota la consapevolezza dei suoi obblighi e lo sviluppo delle politiche aziendali I VANTAGGI Il Codice Etico produce credibilità della Società: chiunque può verificare se effettivamente limpresa rispetti quanto si è imposta e ciò crea attorno allazienda stessa unalta o bassa reputazione, e sicuramente un alto livello di attenzione Il Codice Etico produce credibilità della Società: chiunque può verificare se effettivamente limpresa rispetti quanto si è imposta e ciò crea attorno allazienda stessa unalta o bassa reputazione, e sicuramente un alto livello di attenzione Dal livello di reputazione accumulato dipenderà poi la disponibilità degli Stakeholders nel cooperare e, tenuto conto che limpresa nel lungo periodo ha un reale interesse ad instaurare stabili relazioni la strategia aziendale migliore, anche in termini di efficienza, è dare piena attuazione al suo Codice Etico rispettando le altrui aspettative Dal livello di reputazione accumulato dipenderà poi la disponibilità degli Stakeholders nel cooperare e, tenuto conto che limpresa nel lungo periodo ha un reale interesse ad instaurare stabili relazioni la strategia aziendale migliore, anche in termini di efficienza, è dare piena attuazione al suo Codice Etico rispettando le altrui aspettative 32 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico

33 conservare e diffondere il rapporto di fiducia con gli Stakeholder della società (organi sociali, personale, clienti, fornitori, Enti pubblici, intermediari finanziari, associazioni di categoria, etc.); conservare e diffondere il rapporto di fiducia con gli Stakeholder della società (organi sociali, personale, clienti, fornitori, Enti pubblici, intermediari finanziari, associazioni di categoria, etc.); scongiurare comportamenti non etici; scongiurare comportamenti non etici; definire i valori a cui tutti gli amministratori, dipendenti e collaboratori dellazienda a vario titolo devono ispirarsi, accettando responsabilità, ruoli e regole della cui violazione essi assumono personalmente la responsabilità verso la società. definire i valori a cui tutti gli amministratori, dipendenti e collaboratori dellazienda a vario titolo devono ispirarsi, accettando responsabilità, ruoli e regole della cui violazione essi assumono personalmente la responsabilità verso la società. Esso si articola solitamente su vari livelli: premessa, che fornisce una definizione del Codice Etico e incorpora la missione e la visione etica dellimpresa. Questultima stabilisce il punto di riferimento per il bilanciamento tra le aspettative e gli interessi dei differenti Stakeholder. Essa identifica, altresì, le modalità con le quali la società vuole conseguire la sua mission e le modalità con cui i portatori di interesse sono chiamati a parteciparvi; premessa, che fornisce una definizione del Codice Etico e incorpora la missione e la visione etica dellimpresa. Questultima stabilisce il punto di riferimento per il bilanciamento tra le aspettative e gli interessi dei differenti Stakeholder. Essa identifica, altresì, le modalità con le quali la società vuole conseguire la sua mission e le modalità con cui i portatori di interesse sono chiamati a parteciparvi; destinatari ed ambito di applicazione, ove bisogna indicare tutti i soggetti tenuti ad adeguare le proprie azioni e i propri comportamenti ai principi, agli obiettivi e agli impegni previsti dal Codice; destinatari ed ambito di applicazione, ove bisogna indicare tutti i soggetti tenuti ad adeguare le proprie azioni e i propri comportamenti ai principi, agli obiettivi e agli impegni previsti dal Codice; Il Codice Etico definisce gli impegni e le responsabilità morali nella conduzione degli affari e delle attività imprenditoriali svolte dalle persone che operano nellazienda o entrano in contatto con essa, al fine di: 33 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico (segue)

34 norme di comportamento e rapporti con gli Stakeholder, il cui obiettivo è evitare comportamenti opportunistici e devianti non in linea con la visione e i principi etici aziendali. norme di comportamento e rapporti con gli Stakeholder, il cui obiettivo è evitare comportamenti opportunistici e devianti non in linea con la visione e i principi etici aziendali. Le norme di comportamento possono essere di due tipi: Le norme di comportamento possono essere di due tipi: divieti, che consistono nella proibizione di adottare un determinato tipo di comportamento. Sono norme che, in genere, disciplinano particolari aree dei rapporti con gli Stakeholder (ad esempio appalti, acquisti, selezione del personale, omaggi, esecuzioni di contratti, etc.); divieti, che consistono nella proibizione di adottare un determinato tipo di comportamento. Sono norme che, in genere, disciplinano particolari aree dei rapporti con gli Stakeholder (ad esempio appalti, acquisti, selezione del personale, omaggi, esecuzioni di contratti, etc.); standard di comportamento, consistenti in regole o procedure che stabiliscono e prescrivono il tipo di condotta alla quale lintera organizzazione deve conformarsi, per evitare comportamenti opportunistici; standard di comportamento, consistenti in regole o procedure che stabiliscono e prescrivono il tipo di condotta alla quale lintera organizzazione deve conformarsi, per evitare comportamenti opportunistici; procedure di attuazione, controllo e diffusione del Codice, che rappresentano una componente essenziale di ogni Modello, in quanto mirano a diffonderlo allinterno e allesterno dellorganizzazione, a farlo rispettare e a garantirne lefficacia nel tempo; procedure di attuazione, controllo e diffusione del Codice, che rappresentano una componente essenziale di ogni Modello, in quanto mirano a diffonderlo allinterno e allesterno dellorganizzazione, a farlo rispettare e a garantirne lefficacia nel tempo; meccanismi disciplinari, ovvero la previsione di sanzioni in caso di violazione delle regole di comportamento indicate nel Codice. meccanismi disciplinari, ovvero la previsione di sanzioni in caso di violazione delle regole di comportamento indicate nel Codice. 34 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico (segue)

35 MODELLO E CODICE ETICO Il Codice Etico rappresenta uno strumento autonomo che non è necessariamente parte del Modello. Molte Società hanno adottato il Codice Etico e non il Modello Il Codice Etico rappresenta uno strumento autonomo che non è necessariamente parte del Modello. Molte Società hanno adottato il Codice Etico e non il Modello Il Modello risponde specificamente alle esigenze di prevenzione dei reati di cui al catalogo 231 Il Modello risponde specificamente alle esigenze di prevenzione dei reati di cui al catalogo 231 Se la Società adotta il Modello, il Codice Etico deve fare riferimento al Modello ed al rispetto delle sue regole: va quindi adattato alle finalità del Modello Se la Società adotta il Modello, il Codice Etico deve fare riferimento al Modello ed al rispetto delle sue regole: va quindi adattato alle finalità del Modello 35 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico (segue)

36 ESEMPI DI OBIETTIVI E VALORI La Società persegue le seguenti finalità: La Società persegue le seguenti finalità: creazione di valore per gli azionisti e più in generale per gli Stakeholders creazione di valore per gli azionisti e più in generale per gli Stakeholders far rispettare al proprio interno e nei rapporti con il mondo esterno le leggi vigenti negli Stati in cui svolge la propria attività e principi etici comunemente accettati e sanciti negli Standard internazionali nella conduzione degli affari: trasparenza, correttezza e lealtà far rispettare al proprio interno e nei rapporti con il mondo esterno le leggi vigenti negli Stati in cui svolge la propria attività e principi etici comunemente accettati e sanciti negli Standard internazionali nella conduzione degli affari: trasparenza, correttezza e lealtà rifuggire e stigmatizzare il ricorso a comportamenti illegittimi o comunque scorretti (verso la comunità, le pubbliche Autorità, i clienti, i lavoratori, gli investitori ed i concorrenti) per raggiungere i propri obiettivi economici, che sono perseguiti esclusivamente con leccellenza della performance in termini di qualità e convenienza dei prodotti e dei servizi, fondati sullesperienza, sullattenzione al cliente e sulla innovazione rifuggire e stigmatizzare il ricorso a comportamenti illegittimi o comunque scorretti (verso la comunità, le pubbliche Autorità, i clienti, i lavoratori, gli investitori ed i concorrenti) per raggiungere i propri obiettivi economici, che sono perseguiti esclusivamente con leccellenza della performance in termini di qualità e convenienza dei prodotti e dei servizi, fondati sullesperienza, sullattenzione al cliente e sulla innovazione porre in essere strumenti organizzativi atti a prevenire la violazione dei principi di legalità, trasparenza, correttezza e lealtà da parte dei propri dipendenti e collaboratori e vigilare sulla loro osservanza e completa osservazione porre in essere strumenti organizzativi atti a prevenire la violazione dei principi di legalità, trasparenza, correttezza e lealtà da parte dei propri dipendenti e collaboratori e vigilare sulla loro osservanza e completa osservazione assicurare al mercato, agli investitori e alla comunità in genere, pur nella salvaguardia della concorrenzialità delle rispettive imprese, una piena trasparenza sulle loro azioni assicurare al mercato, agli investitori e alla comunità in genere, pur nella salvaguardia della concorrenzialità delle rispettive imprese, una piena trasparenza sulle loro azioni promuovere una competizione leale che considera funzionale al suo stesso interesse così come a quello degli operatori di mercato, dei cliente e degli Stakeholders in genere promuovere una competizione leale che considera funzionale al suo stesso interesse così come a quello degli operatori di mercato, dei cliente e degli Stakeholders in genere perseguire leccellenza e la competitività nel mercato, offrendo ai propri clienti servizi di qualità, che rispondono in maniere efficiente alle loro esigenze perseguire leccellenza e la competitività nel mercato, offrendo ai propri clienti servizi di qualità, che rispondono in maniere efficiente alle loro esigenze tutelare e valorizzare le risorse umane di cui si avvale tutelare e valorizzare le risorse umane di cui si avvale 36 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico (segue)

37 PRINCIPALI TEMI DA TRATTARE NEL CODICE ETICO AZIONISTI: la Società si impegna a garantire parità di trattamento a tutte le categorie di azionisti AZIONISTI: la Società si impegna a garantire parità di trattamento a tutte le categorie di azionisti CLIENTI: la Società riconosce limportanza della attenzione alla clientela e alla disponibilità di soddisfare le richieste CLIENTI: la Società riconosce limportanza della attenzione alla clientela e alla disponibilità di soddisfare le richieste COMUNITA: la Società intende contribuire al benessere economico e alla crescita della comunità nella quale opera attraverso lerogazione di servizi di eccellenza – vendita di prodotti tecnologicamente avanzati. La Società individua nella ricerca e nella innovazione una condizione prioritaria di crescita e successo. La Società mantiene con le pubbliche Autorità locali, nazionali e sopranazionali relazioni ispirate alla piena e fattiva collaborazione e alla trasparenza, nel rispetto delle reciproche autonomie, degli obiettivi economici e dei valori contenuti nel Codice. La Società non eroga contributi, vantaggi o altra utilità ai partiti politici ed alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, né a loro rappresentanti o candidati, fermo il rispetto della normativa applicabile. COMUNITA: la Società intende contribuire al benessere economico e alla crescita della comunità nella quale opera attraverso lerogazione di servizi di eccellenza – vendita di prodotti tecnologicamente avanzati. La Società individua nella ricerca e nella innovazione una condizione prioritaria di crescita e successo. La Società mantiene con le pubbliche Autorità locali, nazionali e sopranazionali relazioni ispirate alla piena e fattiva collaborazione e alla trasparenza, nel rispetto delle reciproche autonomie, degli obiettivi economici e dei valori contenuti nel Codice. La Società non eroga contributi, vantaggi o altra utilità ai partiti politici ed alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, né a loro rappresentanti o candidati, fermo il rispetto della normativa applicabile. 37 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico (segue)

38 PRINCIPALI TEMI DA TRATTARE NEL CODICE ETICO (SEGUE) RISORSE UMANE: la Società riconosce la centralità delle risorse umane nella convinzione che il principale fattore di successo di ogni impresa sia costituito dal contributo professionale delle persone che vi operano, in un quadro di lealtà e fiducia reciproca. La Società tutela la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e ritiene fondamentale, nellespletamento dellattività economica, il rispetto dei diritti dei lavoratori. La gestione dei rapporti di lavoro è orientata a garantire pari opportunità e a favorire la crescita professionale di ciascuno. RISORSE UMANE: la Società riconosce la centralità delle risorse umane nella convinzione che il principale fattore di successo di ogni impresa sia costituito dal contributo professionale delle persone che vi operano, in un quadro di lealtà e fiducia reciproca. La Società tutela la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e ritiene fondamentale, nellespletamento dellattività economica, il rispetto dei diritti dei lavoratori. La gestione dei rapporti di lavoro è orientata a garantire pari opportunità e a favorire la crescita professionale di ciascuno. AMBIENTE: la Società crede in una crescita globale sostenibile nellinteresse di tutti gli Stakeholders, attuali e futuri. Le scelte di investimento e di business sono pertanto informate al rispetto dellambiente e della salute pubblica. Fermo il rispetto della specifica normativa applicabile, la Società tiene conto delle problematiche ambientali nella definizione delle proprie scelte, anche mediante ladozione di particolari tecnologie e metodi di produzione, laddove operativamente ed economicamente proponibile, che consentano di ridurre, anche oltre i limiti di norma, limpatto ambientale delle proprie attività. AMBIENTE: la Società crede in una crescita globale sostenibile nellinteresse di tutti gli Stakeholders, attuali e futuri. Le scelte di investimento e di business sono pertanto informate al rispetto dellambiente e della salute pubblica. Fermo il rispetto della specifica normativa applicabile, la Società tiene conto delle problematiche ambientali nella definizione delle proprie scelte, anche mediante ladozione di particolari tecnologie e metodi di produzione, laddove operativamente ed economicamente proponibile, che consentano di ridurre, anche oltre i limiti di norma, limpatto ambientale delle proprie attività. 38 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico (segue)

39 PRINCIPALI TEMI DA TRATTARE NEL CODICE ETICO (SEGUE) INFORMAZIONE: la Società è consapevole dellimportanza che una informazione corretta sulle proprie attività riveste per il mercato, gli investitori e la comunità in genere. Ferme restando le esigenze di riservatezza richieste dalla conduzione del business, la Società assume pertanto la trasparenza come proprio obiettivo con i propri Stakeholders. In particolare, la Società comunica con il mercato e gli investitori nel rispetto dei criteri di correttezza, chiarezza e parità di accesso allinformazione INFORMAZIONE: la Società è consapevole dellimportanza che una informazione corretta sulle proprie attività riveste per il mercato, gli investitori e la comunità in genere. Ferme restando le esigenze di riservatezza richieste dalla conduzione del business, la Società assume pertanto la trasparenza come proprio obiettivo con i propri Stakeholders. In particolare, la Società comunica con il mercato e gli investitori nel rispetto dei criteri di correttezza, chiarezza e parità di accesso allinformazione RISPETTO DEL CODICE: al rispetto del Codice sono tenuti gli organi sociali, il management e i prestatori di lavoro della Società, nonché tutti i collaboratori esterni, quali consulenti, agenti, fornitori, ecc.. La Società si impegna allimplementazione di apposite procedure, regolamenti o istruzioni volte ad assicurare che i valori affermati siano rispecchiati nei comportamenti concreti di ciascuna di esse e di tutti i rispettivi dipendenti e collaboratori, prevedendo un sistema sanzionatorio delle eventuali violazioni. RISPETTO DEL CODICE: al rispetto del Codice sono tenuti gli organi sociali, il management e i prestatori di lavoro della Società, nonché tutti i collaboratori esterni, quali consulenti, agenti, fornitori, ecc.. La Società si impegna allimplementazione di apposite procedure, regolamenti o istruzioni volte ad assicurare che i valori affermati siano rispecchiati nei comportamenti concreti di ciascuna di esse e di tutti i rispettivi dipendenti e collaboratori, prevedendo un sistema sanzionatorio delle eventuali violazioni. 39 Sintesi e ambito di applicabilità del Decreto Il Codice Etico (segue)

40 Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Modena 20 gennaio 2014 Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena 40 Interventi da adottare

41 La creazione di un Modello idoneo richiede lanalisi della situazione organizzativa aziendale e ladattamento del Modello a tale situazione di fatto; La creazione di un Modello idoneo richiede lanalisi della situazione organizzativa aziendale e ladattamento del Modello a tale situazione di fatto; la predisposizione di un Modello Organizzativo idoneo è condizione necessaria, ma tuttavia non sufficiente, affinché lEnte possa andare esente da responsabilità: è richiesta lefficace attuazione; la predisposizione di un Modello Organizzativo idoneo è condizione necessaria, ma tuttavia non sufficiente, affinché lEnte possa andare esente da responsabilità: è richiesta lefficace attuazione; adempimenti formali o cartacei anche adeguati non sono sufficienti: la predisposizione del Modello dovrà essere tradotta in comportamenti concreti; adempimenti formali o cartacei anche adeguati non sono sufficienti: la predisposizione del Modello dovrà essere tradotta in comportamenti concreti; il Modello deve essere su misura; il Modello deve essere su misura; La costituzione di un gruppo di lavoro per la predisposizione del Modello, con personale interno ed esterno La costituzione di un gruppo di lavoro per la predisposizione del Modello, con personale interno ed esterno il consulente deve ritagliarsi un ruolo di coordinatore e di facility manager, mai di professionista che predispone unilateralmente il Modello e lo cala dallalto; il consulente deve ritagliarsi un ruolo di coordinatore e di facility manager, mai di professionista che predispone unilateralmente il Modello e lo cala dallalto; il metodo è quello dellintervista ai responsabili funzionali e della condivisione dellanalisi con i partecipanti al gruppo di lavoro; il metodo è quello dellintervista ai responsabili funzionali e della condivisione dellanalisi con i partecipanti al gruppo di lavoro; è opportuna la verbalizzazione di interviste e riunioni del gruppo di lavoro. è opportuna la verbalizzazione di interviste e riunioni del gruppo di lavoro. 41 Interventi da adottare Modello idoneo

42 1. PROCESS ASSESSMENT: Analisi aziendale tramite intervista 2. RISK ASSESSMENT: - Risk Assessment - Rischio Inerente - Gap Analisys - Rischio Accettabile - Protocolli Esistenti - Procedure operative esistenti - Mansionari esistenti 3. RISK RESPONSE- Nuovi protocolli - Nuove procedure operative - Nuovi mansionari 4. MAPPATURA PROCESSI RISCHIO: - Processi - Descrizioni del processo - Strutture Coinvolte - Principi organizzativi e di controllo (Protocolli) - Principi di comportamento (Codice Etico) - Espressione numerica del rischio 42 Interventi da adottare Sistema di Controllo Interno

43 oltre: 5. Elaborazione/aggiornamento e condivisione di un Codice Etico 6. Adozione/revisione del sistema disciplinare conforme allo Statuto dei lavoratori e al CCNL applicabile. 7. Individuazione, nomina ed attivazione di un Organismo di Vigilanza dellEnte, autonomo ed indipendente 8. Adozione formale e condivisione (interna ed esterna) del Modello, informazione e formazione dei destinatari, ottimizzazione ed aggiornamento continuo del Modello 43 Interventi da adottare Sistema di Controllo Interno (segue)

44 1. PROCESS ASSESSMENT La as is analysis comprende queste fasi: check up aziendale generale; check up aziendale generale; individuazione delle attività primarie e di supporto; individuazione delle attività primarie e di supporto; identificazione dei fattori di rischio; identificazione dei fattori di rischio; analisi della documentazione fornita al gruppo di lavoro; analisi della documentazione fornita al gruppo di lavoro; somministrazione di questionari ed effettuazione di interviste volte alla valutazione del SCI. somministrazione di questionari ed effettuazione di interviste volte alla valutazione del SCI. 44 Interventi da adottare

45 Quale che sia la metodologia adottata, è indispensabile che i professionisti che conducono il processo di valutazione del rischi-reato abbiano ben chiara la differenza tra rischio inerente e rischio residuo. La probabilità che un illecito venga posto in essere, infatti, va valutata ipotizzando anzitutto una situazione di assoluta assenza di controlli sul processo (rischio inerente). Successivamente, si devono dettagliatamente indicare, per ciascun processo-reato, le attività di controllo già esistenti opportunamente distinte per tipologia; solo a questo punto può essere definito il rischio residuo, quello cioè che misura la probabilità che il reato possa essere commesso rispetto al contesto operativo interno ed esterno in cui opera lazienda; Quale che sia la metodologia adottata, è indispensabile che i professionisti che conducono il processo di valutazione del rischi-reato abbiano ben chiara la differenza tra rischio inerente e rischio residuo. La probabilità che un illecito venga posto in essere, infatti, va valutata ipotizzando anzitutto una situazione di assoluta assenza di controlli sul processo (rischio inerente). Successivamente, si devono dettagliatamente indicare, per ciascun processo-reato, le attività di controllo già esistenti opportunamente distinte per tipologia; solo a questo punto può essere definito il rischio residuo, quello cioè che misura la probabilità che il reato possa essere commesso rispetto al contesto operativo interno ed esterno in cui opera lazienda; il motivo della necessità di identificare e valutare separatamente le due tipologie di rischio individuate è evidente: ragionando sul solo rischio residuo si sottostimerebbe la rischiosità del processo e si potrebbe essere indotti a sottovalutare (o a trascurare) limportanza del corretto funzionamento del sistema di controllo; il motivo della necessità di identificare e valutare separatamente le due tipologie di rischio individuate è evidente: ragionando sul solo rischio residuo si sottostimerebbe la rischiosità del processo e si potrebbe essere indotti a sottovalutare (o a trascurare) limportanza del corretto funzionamento del sistema di controllo; 45 Interventi da adottare 2. RISK ASSESSMENT

46 dal punto di vista teorico, il rischio è ritenuto accettabile quando i controlli aggiuntivi costano più delle risorse da proteggere; dal punto di vista teorico, il rischio è ritenuto accettabile quando i controlli aggiuntivi costano più delle risorse da proteggere; è da tenere presente, tuttavia, che in questo caso una logica di tipo strettamente economico non può essere lunico parametro di riferimento; è da tenere presente, tuttavia, che in questo caso una logica di tipo strettamente economico non può essere lunico parametro di riferimento; le Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei modelli ex D. Lgs. 231/2001, a tal proposito, introducono un diverso concetto di rischio accettabile: le Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei modelli ex D. Lgs. 231/2001, a tal proposito, introducono un diverso concetto di rischio accettabile: riguardo al sistema di controllo preventivo in generale, la soglia concettuale di accettabilità è rappresentata da un sistema di prevenzione tale da non poter essere aggirato se non intenzionalmente e/o fraudolentemente; riguardo al sistema di controllo preventivo in generale, la soglia concettuale di accettabilità è rappresentata da un sistema di prevenzione tale da non poter essere aggirato se non intenzionalmente e/o fraudolentemente; relativamente ai reati di omicidio colposo, di lesioni personali colpose in materia antinfortunistica, la soglia di accettabilità è legata alla violazione dei Modelli nonostante la puntuale vigilanza sugli obblighi previsti in materia di sicurezza dei lavoratori. relativamente ai reati di omicidio colposo, di lesioni personali colpose in materia antinfortunistica, la soglia di accettabilità è legata alla violazione dei Modelli nonostante la puntuale vigilanza sugli obblighi previsti in materia di sicurezza dei lavoratori. 46 Interventi da adottare (segue) 2. RISK ASSESSMENT (segue)

47 Passaggi: mappatura aree e processi sensibili in relazione ai reati potenziali; mappatura aree e processi sensibili in relazione ai reati potenziali; misurazione dei rischi e stima dellesposizione ai singoli fattori di rischio; misurazione dei rischi e stima dellesposizione ai singoli fattori di rischio; il rischio può essere scomposto in: il rischio può essere scomposto in: - probabilità del verificarsi dellaccadimento; - conseguenze e limpatto dellevento; - esposizione al rischio, data dal prodotto tra la probabilità che il rischio si manifesti e il suo impatto potenziale sullorganizzazione RISK ASSESSMENT Interventi da adottare (segue) (segue)

48 Matrice rilevanza/azioni di controllo dei rischi Rischio alto Basso Alto ImpattoImpatto Basso Probabilità 48 probabilità impatto Interventi da adottare (segue) 2. RISK ASSESSMENT Rischio medio Rischio basso Basso Alto (segue)

49 Le componenti del rischio da associare per valutarlo: limpatto- caduta di un meteorite: altissimo limpatto- caduta di un meteorite: altissimo - caduta di grandine: medio/basso - terremoto: medio/alto la probabilità- caduta meteorite: bassissima la probabilità- caduta meteorite: bassissima - caduta grandine: alta - terremoto: medio/bassa 49 Interventi da adottare Gap Analisys

50 Valutata lesposizione rischio si deve intervenire laddove sono superati i limiti di accettabilità Valutata lesposizione rischio si deve intervenire laddove sono superati i limiti di accettabilità Si interviene nei casi di rischio alto e medio Si interviene nei casi di rischio alto e medio Il management interviene sulla probabilità di rischio (tramite procedure/protocolli/controlli) essendo più difficile intervenire sullimpatto Il management interviene sulla probabilità di rischio (tramite procedure/protocolli/controlli) essendo più difficile intervenire sullimpatto Matrice rilevanza/azioni di controllo dei rischi Rischio medio (INTERVENTO) Rischio alto (INTERVENTO) Rischio medio (INTERVENTO) Rischio basso Basso Alto ImpattoImpatto Basso Probabilità 50 probabilità Interventi da adottare Gap Analisys (segue) impatto Alto Basso

51 Il modo più comune di controllare il rischio consiste nellintrodurre un certo numero di misure di controllo volte a ridurre sia la probabilità che un evento avverso possa manifestarsi, sia gli effetti negativi generati nel caso in cui il reato/illecito dovesse effettivamente verificarsi. Valutato il rischio inerente e quello obiettivo e i protocolli che sono stati individuati per ricondurre il valore dal rischio inerente a quello del rischio obiettivo, con un processo circolare si rimette mano a tutti i vari regolamenti e sistemi di controllo interno modificandoli con linserimento dei nuovi protocolli. Il Modello Organizzativo esistente (as is) si trasforma nel Modello di riferimento a tendere (to be). 51 Interventi da adottare 3. RISK RESPONCE

52 individuazione delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; individuazione delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; previsione di specifici protocolli diretti a programmare la formazione e lattuazione delle decisioni dellEnte in relazione ai reati da prevenire; previsione di specifici protocolli diretti a programmare la formazione e lattuazione delle decisioni dellEnte in relazione ai reati da prevenire; individuazione di modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire il compimento dei reati. individuazione di modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire il compimento dei reati. Inoltre si richiedono: introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello; introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello; predisposizione di un Codice Etico che presieda norme generali di comportamento in relazione ai reati ipotizzati; predisposizione di un Codice Etico che presieda norme generali di comportamento in relazione ai reati ipotizzati; verifica periodica del Modello e sua eventuale revisione; verifica periodica del Modello e sua eventuale revisione; comunicazione al personale e sua formazione non solo con riferimento al Codice Etico, ma al Modello nel suo complesso; comunicazione al personale e sua formazione non solo con riferimento al Codice Etico, ma al Modello nel suo complesso; nomina di uno specifico Organismo di Vigilanza dellEnte, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo; nomina di uno specifico Organismo di Vigilanza dellEnte, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo; previsione di obblighi di informazione nei confronti dellorganismo deputato a vigilare sul funzionamento e sullosservanza dei modelli. previsione di obblighi di informazione nei confronti dellorganismo deputato a vigilare sul funzionamento e sullosservanza dei modelli. 52 Interventi da adottare Riassumendo i cardini del Modello sono:

53 Lindividuazione dei protocolli è richiesta dalla norma; Lindividuazione dei protocolli è richiesta dalla norma; può essere difficile rintracciare lesistenza del protocollo nellambito delle procedure operative e/o mansionari; può essere difficile rintracciare lesistenza del protocollo nellambito delle procedure operative e/o mansionari; i Modelli più evoluti esplicitano in un unapposita sezione (parte speciale) quali sono i protocolli che vengono utilizzati nellambito dei diversi processi ed in funzione dei diversi reati. i Modelli più evoluti esplicitano in un unapposita sezione (parte speciale) quali sono i protocolli che vengono utilizzati nellambito dei diversi processi ed in funzione dei diversi reati. 53 Interventi da adottare Focus sui protocolli

54 I protocolli sono un insieme di principi e procedure volte a prevenire la commissione di uno dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001; I protocolli sono un insieme di principi e procedure volte a prevenire la commissione di uno dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001; i principi di controllo sono il punto di riferimento per limplementazione delle singole procedure, dei mansionari e delle deleghe; i principi di controllo sono il punto di riferimento per limplementazione delle singole procedure, dei mansionari e delle deleghe; in particolare, le Linee Guida di Confindustria individuano tre principi di controllo fondamentali: in particolare, le Linee Guida di Confindustria individuano tre principi di controllo fondamentali: principio della tracciabilità, in base al quale ogni operazione, transazione, azione deve essere: verificabile, documentata, coerente e congrua. Ciò significa che ogni iniziativa dovrà essere caratterizzata da un adeguato supporto documentale che favorisca i controlli e garantisca lopportuna evidenza delle operazioni; principio della tracciabilità, in base al quale ogni operazione, transazione, azione deve essere: verificabile, documentata, coerente e congrua. Ciò significa che ogni iniziativa dovrà essere caratterizzata da un adeguato supporto documentale che favorisca i controlli e garantisca lopportuna evidenza delle operazioni; principio della segregazione delle attività, che afferma che nessuno può gestire in autonomia un intero processo: le attività di cui esso si compone, infatti, non devono essere interamente assegnate allo stesso soggetto, ma suddivise tra più attori. In base a tale principio, dunque, è opportuno strutturare le procedure aziendali in modo tale da garantire la separazioni tra le fasi di decisione, autorizzazione, esecuzione, registrazione e controllo delle operazioni riguardanti le attività aziendali e, più specificatamente, quelle ritenute sensibili, ovvero soggette ad un rischio reato; principio della segregazione delle attività, che afferma che nessuno può gestire in autonomia un intero processo: le attività di cui esso si compone, infatti, non devono essere interamente assegnate allo stesso soggetto, ma suddivise tra più attori. In base a tale principio, dunque, è opportuno strutturare le procedure aziendali in modo tale da garantire la separazioni tra le fasi di decisione, autorizzazione, esecuzione, registrazione e controllo delle operazioni riguardanti le attività aziendali e, più specificatamente, quelle ritenute sensibili, ovvero soggette ad un rischio reato; principio della supervisione, che riguarda principalmente lOrganismo di Vigilanza: la sua attività di supervisione e leffettuazione delle verifiche di sua competenza deve essere documentata ed attestata dal sistema di controllo. principio della supervisione, che riguarda principalmente lOrganismo di Vigilanza: la sua attività di supervisione e leffettuazione delle verifiche di sua competenza deve essere documentata ed attestata dal sistema di controllo. 54 Interventi da adottare Focus sui protocolli (segue)

55 Poteri di gestione di deleghe e firma La progettazione di un Modello richiede lindividuazione dei soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella gestione aziendale, nonché la corretta attribuzione dei poteri di gestione e dei poteri di firma (la struttura organizzativa). A tal fine, è necessario, attribuire ruoli e responsabilità ai vertici aziendali, determinando, in particolare: quali soggetti hanno poteri gestionali; quali soggetti hanno poteri gestionali; per quali tipologie di attività; per quali tipologie di attività; per quale importo; per quale importo; con quali poteri di rappresentanza (firma). con quali poteri di rappresentanza (firma). Riassumendo, unefficace struttura organizzativa deve: consentire una chiara e definita suddivisione dei compiti e responsabilità tra coloro che operano nellorganizzazione, evitando assolutamente i vuoti di potere e quanto più possibile eventuali sovrapposizioni di ruoli e competenze; consentire una chiara e definita suddivisione dei compiti e responsabilità tra coloro che operano nellorganizzazione, evitando assolutamente i vuoti di potere e quanto più possibile eventuali sovrapposizioni di ruoli e competenze; evitare di concentrare troppi poteri decisionali in capo a pochi individui e ricercare quanto più possibile una segregazione dei poteri per ciascuna funzione aziendale; evitare di concentrare troppi poteri decisionali in capo a pochi individui e ricercare quanto più possibile una segregazione dei poteri per ciascuna funzione aziendale; garantire con una specifica funzione di sorveglianza affinchè quanto progettato sia effettivamente e concretamente attuato; garantire con una specifica funzione di sorveglianza affinchè quanto progettato sia effettivamente e concretamente attuato; attribuire le deleghe di potere di gestione e di rappresentanza in modo formalmente corretto (delibere organo amministrativo, compensi, lettere di incarico, accettazioni, etc.). attribuire le deleghe di potere di gestione e di rappresentanza in modo formalmente corretto (delibere organo amministrativo, compensi, lettere di incarico, accettazioni, etc.). 55 Interventi da adottare Focus sui protocolli (segue)

56 E obbligo dellEnte: porre in essere la formazione del personale e la divulgazione del Modello a tutti coloro che operano nellambito dellorganizzazione; porre in essere la formazione del personale e la divulgazione del Modello a tutti coloro che operano nellambito dellorganizzazione; la formazione dei membri dellorgano amministrativo, del collegio sindacale, dellOrganismo di Vigilanza, dei responsabili di funzione e stabilimento (gestita direttamente dallOrganismo di Vigilanza); la formazione del personale (di competenza del responsabile delle Risorse Umane in stretta cooperazione con lOrganismo di Vigilanza); la formazione dei membri dellorgano amministrativo, del collegio sindacale, dellOrganismo di Vigilanza, dei responsabili di funzione e stabilimento (gestita direttamente dallOrganismo di Vigilanza); la formazione del personale (di competenza del responsabile delle Risorse Umane in stretta cooperazione con lOrganismo di Vigilanza); Consegnare il Modello ai dipendenti, collaboratori e soggetti con i quali lEnte è in relazione daffari (con esclusione delle parti riguardanti la mappatura e la valutazione del rischio); Consegnare il Modello ai dipendenti, collaboratori e soggetti con i quali lEnte è in relazione daffari (con esclusione delle parti riguardanti la mappatura e la valutazione del rischio); Pubblicare sul sito aziendale il Modello (con esclusione delle parti riguardanti la mappatura e la valutazione del rischio e per le quali è consigliabile mantenere la riservatezza); Pubblicare sul sito aziendale il Modello (con esclusione delle parti riguardanti la mappatura e la valutazione del rischio e per le quali è consigliabile mantenere la riservatezza); prevedere specifiche sessioni di formazione per i responsabili aziendali ed altre per tutto il personale. prevedere specifiche sessioni di formazione per i responsabili aziendali ed altre per tutto il personale. 56 Interventi da adottare Focus su comunicazioni al personale e sua formazione

57 il messaggio fondamentale che il Modello deve dare è: il messaggio fondamentale che il Modello deve dare è: un determinato tipo di comportamento in violazione delle procedure stabilite può dare luogo a sanzioni disciplinari da parte della società, oltre che, ad un illecito perseguibile in sede giudiziaria; un determinato tipo di comportamento in violazione delle procedure stabilite può dare luogo a sanzioni disciplinari da parte della società, oltre che, ad un illecito perseguibile in sede giudiziaria; forme di comportamento devianti dalle procedure sono fortemente condannate dallEnte, in quanto, ancorché apparentemente a vantaggio dello stesso, sono in contrasto con i principi giuridici e con il modo di operare che si reputa corretto e rispondente ai suoi valori etici. forme di comportamento devianti dalle procedure sono fortemente condannate dallEnte, in quanto, ancorché apparentemente a vantaggio dello stesso, sono in contrasto con i principi giuridici e con il modo di operare che si reputa corretto e rispondente ai suoi valori etici. 57 Interventi da adottare Focus su comunicazioni al personale e sua formazione (segue)

58 La mappatura secondo la normativa e giurisprudenza 231 deve rispettare specifiche caratteristiche: a) - individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; - il livello di analiticità è di area aziendale e di singola attività; - il livello di analiticità è di area aziendale e di singola attività; - il livello di analiticità è di singolo reato; - il livello di analiticità è di singolo reato; - lincrocio tra singole attività e singolo reato da luogo ad un numero di combinazioni elevatissimo; - lincrocio tra singole attività e singolo reato da luogo ad un numero di combinazioni elevatissimo; - per evitare ciò si possono trascurare i reati ritenuti improbabili ed escluderli dal Modello; - per evitare ciò si possono trascurare i reati ritenuti improbabili ed escluderli dal Modello; b) - per ogni combinazione di attività si deve esplicitare la modalità con la quale il reato potrebbe realizzarsi; - ciò in effetti consente di: - ciò in effetti consente di: i) provare che la valutazione (risk assessment) è stata reale e non fittizia; ii) individuare modalità operative realmente efficaci per limitare il rischio (risk management); iii) tradurre il tutto in istruzioni operative (procedure operative e/o mansionari). 58 Interventi da adottare Focus su mappatura del rischio

59 - Il Modello in senso lato è costituito dal sistema di controllo è quindi da: istruzioni, mansionari, organigrammi, report, deleghe e procedure; - Tutto ciò non è comprimibile in un unico documento cartaceo; - E prassi considerare come modello una sintesi costituita da: - parte generale: analisi del D. Lgs. 231/01; - parte speciale: elenco dei reati; - parte speciale: mappatura del rischio; - parte speciale: valutazione del rischio; - parte speciale: protocolli; - parte speciale: sistema sanzionatorio; - parte speciale: codice etico. - Vantaggi di questa impostazione sono molteplici: 59 Interventi da adottare Focus sul Modello di Sintesi

60 a) procedure operative, mansionari, etc. sottoposte a continue modifiche non entrano in un documento che richiede per essere modificato lintervento dellorgano amministrativo; b) le parti speciali possono essere modificate singolarmente semplificando la gestione delle delibere dellorgano amministrativo; c) le parti speciale di natura sensibile (mappatura e valutazione del rischio) possono essere facilmente isolate e non pubblicate insieme al resto del Modello. 60 Interventi da adottare Focus sul Modello di Sintesi (segue)

61 Il Modello viene adottato con delibera dellorgano amministrativo. Il Modello viene adottato con delibera dellorgano amministrativo. Deve essere contestualmente nominato lOdv (altrimenti non si da luogo alleffetto esonerativo). Deve essere contestualmente nominato lOdv (altrimenti non si da luogo alleffetto esonerativo). Se non esisteva precedentemente una delibera degli incarichi funzionali dei soggetti apicali è bene provvedere, almeno per le principali funzioni: Se non esisteva precedentemente una delibera degli incarichi funzionali dei soggetti apicali è bene provvedere, almeno per le principali funzioni: responsabile amministrativo; responsabile amministrativo; responsabile di produzione; responsabile di produzione; responsabile risorse umane; responsabile risorse umane; responsabile sicurezza sul lavoro; responsabile sicurezza sul lavoro; responsabile privacy; responsabile privacy; responsabile sistemi informativi; responsabile sistemi informativi; amministratore di sistema. amministratore di sistema. 61 Interventi da adottare Focus sulladozione del Modello

62 Il Modello dovrà essere modificato in tutti questi casi: introduzione di nuovi reati presupposto; introduzione di nuovi reati presupposto; variazione del sistema organizzativo; variazione del sistema organizzativo; fatti che comportino una variazione nella valutazione del rischio; fatti che comportino una variazione nella valutazione del rischio; modifiche del sistema sanzionatorio o del Codice Etico; modifiche del sistema sanzionatorio o del Codice Etico; evoluzione giurisprudenziale che renda opportuna una ridefinizione di certi aspetti, come è avvenuto ad esempio per la mappatura. evoluzione giurisprudenziale che renda opportuna una ridefinizione di certi aspetti, come è avvenuto ad esempio per la mappatura. 62 Interventi da adottare Focus sulla manutenzione del Modello

63 Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena Il Decreto Legislativo 231/2001 La responsabilità amministrativa delle società ex D.Lgs. n. 231/2001 : il punto della situazione Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance Aziendale Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Modena 20 gennaio 2014 Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena 63 LOrganismo di Vigilanza

64 Autonomia: Autonomia: LOdV deve essere dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, deve essere indipendente cioè estraneo ad ogni forma dinterferenza e pressione da parte del management, non deve essere coinvolto in alcun modo nellesercizio di attività operative, né partecipe di decisioni gestorie; deve inoltre poter autodeterminare le proprie regole comportamentali o procedurali e gestire in proprio un congruo budget di risorse (previa delibera della società). E relativa alla posizione occupata e quindi alla disponibilità degli strumenti per effettuare il controllo. Confindustria: … la posizione dellOdV nellambito dellente deve garantire lautonomia delliniziativa di controllo da ogni forma di interferenza e/o di condizionamento da parte di qualunque componente dellente (ed in particolare dellorgano dirigente). Tali requisiti sembrano assicurati dallinserimento dellOrganismo di Vigilanza come unità di staff in una posizione gerarchica elevata, prevedendo il riporto al massimo vertice operativo aziendale ovvero al Consiglio di Amministrazione nel suo complesso … 64 LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche

65 Indipendenza (composizione mista OdV interna – esterna): Indipendenza (composizione mista OdV interna – esterna): 1. Indipendenza nel complesso dellOdV, ovvero nella maggioranza dei membri 2. Così si concilia continuità e professionalità 3. Sono ammessi i Sindaci, Amministratori senza delega e Responsabile internal auditing (che risponda direttamente al Presidente della Società) E relativa alla relazione psicologica che si instaura tra controllante e controllato che deve essere priva di sudditanza e/o interferenza 65 LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche

66 Natura: Natura: Nella Relazione accompagnatoria al Decreto è disposto che lOdV debba essere interno alla società (per evitare di utilizzare organismi compiacenti e per fondare una vera e propria colpa dellente) e specificamente preposto a questi compiti. LOdV deve quindi essere un organo indipendente, collocato al vertice della linea di comando, le cui scelte non siano sindacabili 66 LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche (segue)

67 Professionalità ed onorabilità: Professionalità ed onorabilità: LOdV deve essere professionalmente capace ed affidabile, dotato di competenze ed esperienze multidisciplinari (di natura societaria, penale, procedurale, civile ed amministrativa) e delle cognizioni tecniche necessarie ad assicurare un corretto ed efficace esercizio delle funzioni che è chiamato ad esercitare. Nello specifico si evidenziano: 1. controllo di gestione 2. analisi dei sistemi 3. specializzazione giuridica (penalistica) 4. sicurezza sul lavoro LOdV non deve avere competenze specifiche in tutte le aree aziendali, ma deve essere in grado di interpretare i flussi informativi anche, nel caso, con laiuto di consulenti esterni. 67 LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche (segue)

68 Continuità dazione: Continuità dazione: LOdV deve operare senza soluzione di continuità, vale a dire con un impegno anche non esclusivo, ma prevalente ed idoneo comunque ad assolvere con continuità, efficienza e presenza i diversi compiti ad esso affidati. Questo requisito è anche fattore discriminante per valutare se utilizzare, o meno, un organo sociale/funzione aziendale preesistente. Non viene stabilito un numero minimo di riunioni come nel caso del Collegio Sindacale. CONTINUITA DI AZIONE Confindustria: struttura dedicata esclusivamente ed a tempo pieno allattività di vigilanza sul Modello CNDC: la continuità è assicurata da un sistema efficiente di flussi informativi flussi informativi 68 LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche (segue)

69 La delibera dellorgano amministrativo che nomina lOdV deve prevedere: i requisiti professionali dei componenti; i requisiti professionali dei componenti; la durata in carica; la durata in carica; lindicazione del Presidente; lindicazione del Presidente; il compenso; il compenso; il budget. il budget. 69 LOrganismo di Vigilanza Nomina

70 La nomina: spetta allOrgano Amministrativo e non allAssemblea in quanto ladozione del Modello è un atto di indirizzo gestionale La nomina: spetta allOrgano Amministrativo e non allAssemblea in quanto ladozione del Modello è un atto di indirizzo gestionale La durata: normalmente tre anni, ma non cè una prescrizione normativa in questo senso. Lincarico è rinnovabile La durata: normalmente tre anni, ma non cè una prescrizione normativa in questo senso. Lincarico è rinnovabile I compensi: essi sono dovuti. Anche il dipendente / consigliere dovrebbe essere specificatamente retribuito I compensi: essi sono dovuti. Anche il dipendente / consigliere dovrebbe essere specificatamente retribuito il compenso va quantificato in funzione di: il compenso va quantificato in funzione di: valutazione iniziale del rischio, in quanto più elevato è il rischio di comportamenti illeciti, maggiori sono le attività che il componente dellOdV è tenuto a porre in essere; valutazione iniziale del rischio, in quanto più elevato è il rischio di comportamenti illeciti, maggiori sono le attività che il componente dellOdV è tenuto a porre in essere; validità del Modello adottato poiché, se il Modello è valido, lOdV dovrà: validità del Modello adottato poiché, se il Modello è valido, lOdV dovrà: vigilare sulla rispondenza tra quanto previsto dal Modello ed i comportamenti concretamente tenuti dai soggetti obbligati al rispetto dello stesso; vigilare sulla rispondenza tra quanto previsto dal Modello ed i comportamenti concretamente tenuti dai soggetti obbligati al rispetto dello stesso; valutare la capacità del Modello a prevenire i comportamenti illeciti; valutare la capacità del Modello a prevenire i comportamenti illeciti; monitorarlo anche nel tempo e verificando che esso mantenga i requisiti di validità. monitorarlo anche nel tempo e verificando che esso mantenga i requisiti di validità. 70 LOrganismo di Vigilanza Nomina

71 Interna / esterna Interna / esterna Monocratica / plurisoggettiva Monocratica / plurisoggettiva Sovrapposizione con altri organi Sovrapposizione con altri organi 71 LOrganismo di Vigilanza Composizione

72 Sovrapposizione con organi interni: Sovrapposizione con organi interni: * Linee guida Confindustria e circolare della GdF non lo ammettono, ma sono state scritte prima dellemanazione della L. 183/ LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche (segue) ORGANI INTERNIPOSSIBILE INSEDIAMENTO ODV Collegio Sindacale*SI Comitato per il Controllo InternoSI Revisore legale dei contiNO Amministratori indipendentiSI Internal auditSI Risk managementNO Funzione complianceNO Responsabile Amm.vo, risorse umane, RsppNO Responsabile legaleSI

73 Chiarimento per Collegio Sindacale Art 6 co. 4 – bis D. Lgs. 231/2001 (art. 14 L. 183/2011) Nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza ed il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dellorganismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b) Enti di piccole dimensioni (art. 6 co. 4) Negli enti di piccole dimensioni i compiti dellOdV possono essere svolti direttamente dallorgano dirigente Negli enti di piccole dimensioni i compiti dellOdV possono essere svolti direttamente dallorgano dirigente Soluzioni per molti aspetti sconsigliabili (linee guida assobiomedica) Soluzioni per molti aspetti sconsigliabili (linee guida assobiomedica) si può integrare con almeno un organo esterno (assobiomedica) si può integrare con almeno un organo esterno (assobiomedica) lOdV monocratico si fa predisporre i report da consulenti esterni (confindustria) lOdV monocratico si fa predisporre i report da consulenti esterni (confindustria) Quando lente è di piccole dimensioni? Quando lente è di piccole dimensioni? nessun criterio dalla normativa nessun criterio dalla normativa Confindustria: - numero dipendenti < 49 unità Confindustria: - numero dipendenti < 49 unità - fatturato ultimo bilancio < 10 mln - fatturato ultimo bilancio < 10 mln dottrina: criterio basato sullanalisi organizzativa interna che sia riscontrata lassenza di pluralità di centri gestionali autonomi dottrina: criterio basato sullanalisi organizzativa interna che sia riscontrata lassenza di pluralità di centri gestionali autonomi 73 LOrganismo di Vigilanza Composizione Commissione Europea

74 Subito dopo la nomina e la conseguente accettazione scritta, lOdV deve riunirsi in una prima riunione per definire: il proprio regolamento interno che andrà portato poi a conoscenza dellorgano amministrativo e del collegio sindacale; il proprio regolamento interno che andrà portato poi a conoscenza dellorgano amministrativo e del collegio sindacale; il piano dei controlli che andrà portato a conoscenza dellorgano amministrativo, del Collegio Sindacale e delle funzioni aziendali interessate; il piano dei controlli che andrà portato a conoscenza dellorgano amministrativo, del Collegio Sindacale e delle funzioni aziendali interessate; un indirizzo mail protetto da password riservata per le comunicazione da parte di chiunque allOdV e la sua divulgazione a tutti i dipendenti. un indirizzo mail protetto da password riservata per le comunicazione da parte di chiunque allOdV e la sua divulgazione a tutti i dipendenti. 74 LOrganismo di Vigilanza Insediamento

75 Il regolamento interno dellOdV deve contenere le regole interne di funzionamento, ad esempio: modalità di convocazione; modalità di convocazione; tempificazione dellattività; tempificazione dellattività; modalità di comunicazione con gli organi istituzionali; modalità di comunicazione con gli organi istituzionali; modalità di tenuta dei propri verbali; modalità di tenuta dei propri verbali; poteri dellOdV; poteri dellOdV; doveri dellOdV. doveri dellOdV. Il Modello nella parte generale e nel Codice Etico può avere già assunto delle direttive: ad esempio stabilire che lOdV debba relazionare semestralmente allorgano amministrativo piuttosto che al Presidente della Società, oppure stabilire altri obblighi di comunicazione o di incontro con altri organi o con il collegio sindacale. In questi casi il Regolamento dellOdV dovrà tenere conto di questi indirizzi e quindi lo stesso deve essere redatto in modo tale che sia coerente con la normativa interna aziendale. 75 LOrganismo di Vigilanza Il regolamento dellOdV

76 Attività di vigilanza e controllo: Attività di vigilanza e controllo: Funzione primaria dellOdV è quella di. Funzione primaria dellOdV è quella di vigilare sullattuazione e la corretta applicazione del Modello curandone laggiornamento e gli adattamenti necessari o utili. In sostanza lOrganismo deve verificare la tra i comportamenti aziendali concreti ed il Modello predisposto, analizzandone la solidità e la funzionalità garantendone l a prevenire fattispecie di rischio, anche di nuova insorgenza. Deve inoltre controllare periodicamente le singole aree valutate come sensibili, la corretta applicazione dei protocolli e la regolare tenuta dei documenti in essi previsti. In sostanza lOrganismo deve verificare la coerenza tra i comportamenti aziendali concreti ed il Modello predisposto, analizzandone la solidità e la funzionalità garantendone lidoneità a prevenire fattispecie di rischio, anche di nuova insorgenza. Deve inoltre controllare periodicamente le singole aree valutate come sensibili, la corretta applicazione dei protocolli e la regolare tenuta dei documenti in essi previsti. 76 LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche (segue)

77 Adattamento ed aggiornamento del Modello: Adattamento ed aggiornamento del Modello: Alcuni esempi: adattamento per variazione dellattività o della struttura dellEnte; adattamento per variazione dellattività o della struttura dellEnte; adattamento in sede di intervento correttivo dopo aver rilevato un mal funzionamento del Modello; adattamento in sede di intervento correttivo dopo aver rilevato un mal funzionamento del Modello; aggiornamento legato ad integrazioni della normativa di riferimento (D. Lgs. 231 o materie correlate). aggiornamento legato ad integrazioni della normativa di riferimento (D. Lgs. 231 o materie correlate). La competenza a deliberare le modifiche del Modello spetta allorgano amministrativo, a cui lOdV propone le variazioni da apportare. 77 LOrganismo di Vigilanza Principali caratteristiche (segue)

78 1. PROCESS ASSESSMENT: Analisi aziendale tramite intervista 2. RISK ASSESSMENT: - Risk Assessment - Rischio Inerente - Gap Analisys - Rischio Accettabile - Protocolli Esistenti - Procedure operative esistenti - Mansionari esistenti 3. RISK RESPONSE- Nuovi protocolli - Nuove procedure operative - Nuovi mansionari 4. MAPPATURA PROCESSI RISCHIO: - Processi - Descrizioni del processo - Strutture Coinvolte - Principi organizzativi e di controllo (Protocolli) - Principi di comportamento (Codice Etico) - Espressione numerica del rischio 78 LOrganismo di Vigilanza Modalità di vigilanza E quella di ripercorrere i medesimi passaggi logici che hanno portato alla predisposizione del Modello

79 LOdV svolge principalmente il proprio lavoro basandosi sulle informazioni messe a disposizione dalla struttura aziendale ed in particolare sulle informazioni e segnalazioni di anomalie e criticità sui rischi di illecito LOdV svolge principalmente il proprio lavoro basandosi sulle informazioni messe a disposizione dalla struttura aziendale ed in particolare sulle informazioni e segnalazioni di anomalie e criticità sui rischi di illecito La società che abbia adottato il Modello si impegna a svolgere unattività permanente di controllo del rispetto del Modello e di informarne lOdV La società che abbia adottato il Modello si impegna a svolgere unattività permanente di controllo del rispetto del Modello e di informarne lOdV La sorveglianza ed il controllo dellOdV sono pertanto di 2° livello in quanto basati sullinformativa ricevuta dalle funzioni aziendali La sorveglianza ed il controllo dellOdV sono pertanto di 2° livello in quanto basati sullinformativa ricevuta dalle funzioni aziendali 79 LOrganismo di Vigilanza Flussi informativi

80 lOdV deve essere costantemente informato di quanto accade nellazienda e di ogni altro aspetto di rilievo, sia gestionale che operativo (reporting interno, documentazione utile, note dellorganismo dirigente, comunicazioni esterne/interne connesse a qualsiasi fattispecie di reato contemplato dal Modello, etc.); lOdV deve essere costantemente informato di quanto accade nellazienda e di ogni altro aspetto di rilievo, sia gestionale che operativo (reporting interno, documentazione utile, note dellorganismo dirigente, comunicazioni esterne/interne connesse a qualsiasi fattispecie di reato contemplato dal Modello, etc.); lOdV dovrà a sua volta relazionarsi costantemente con dirigenti e gli organi di controllo per indirizzarne lazione e sollecitarne reazioni, nellambito delle rispettive competenze. lOdV dovrà a sua volta relazionarsi costantemente con dirigenti e gli organi di controllo per indirizzarne lazione e sollecitarne reazioni, nellambito delle rispettive competenze. Flussi informativi Per agevolare lattività di controllo e di vigilanza dellOdV devono essere attivati e garantiti flussi informativi bi-direzionali: 80 LOrganismo di Vigilanza Flussi informativi

81 Lente in caso di compimento di reati potrebbe trovarsi nella condizione di dimostrare che: Lente in caso di compimento di reati potrebbe trovarsi nella condizione di dimostrare che: non vi è stata omessa o insufficienza vigilanza da parte dellOrganismo di Vigilanza non vi è stata omessa o insufficienza vigilanza da parte dellOrganismo di Vigilanza Ne discende la necessità di dovere dare prova ex post, anche molti anni dopo che è stata effettuata lattività, della esecuzione dellattività di vigilanza Ne discende la necessità di dovere dare prova ex post, anche molti anni dopo che è stata effettuata lattività, della esecuzione dellattività di vigilanza La circolare CNDCEC settembre 2012 chiarisce che lOdV deve: garantire che ogni attività sia documentata per iscritto ed ogni riunione o ispezione cui esso partecipi venga opportunamente verbalizzata; garantire che ogni attività sia documentata per iscritto ed ogni riunione o ispezione cui esso partecipi venga opportunamente verbalizzata; adottare sistemi idonei alla registrazione degli accessi logici (autenticazione informatica) ai sistemi di elaborazione e agli archivi elettronici da parte dei membri dellOdV; adottare sistemi idonei alla registrazione degli accessi logici (autenticazione informatica) ai sistemi di elaborazione e agli archivi elettronici da parte dei membri dellOdV; garantire che gli archivi elettronici e cartacei abbiano caratteristiche di completezza, inalterabilità e possibilità di verifica della loro integrità adeguata al raggiungimento dello scopo di verifica per cui sono richieste. garantire che gli archivi elettronici e cartacei abbiano caratteristiche di completezza, inalterabilità e possibilità di verifica della loro integrità adeguata al raggiungimento dello scopo di verifica per cui sono richieste. 81 LOrganismo di Vigilanza Verbalizzazione e tracciabilità delle attività

82 La circolare GdF 83607/2012 ricorda ad esempio che: è necessario che lOdV provveda a documentare lo svolgimento dei suoi compiti, Infatti lattività di documentazione, da svolgersi in modo sintetico, chiaro, approfondito ed obiettivo non deve essere sottovalutata né considerata come un aggravio burocratico- amministrativo da parte dei sui componenti posto che: dai documenti si può evincere la sufficiente vigilanza ; dai documenti si può evincere la sufficiente vigilanza ; può essere necessario, come nel caso di successiva attività investigativa della polizia giudiziaria finalizzata allaccertamento della responsabilità amministrativa dellente, ricostruire, anche ad anni di distanza, lattività di vigilanza posta in essere dal citato organismo di controllo interno. può essere necessario, come nel caso di successiva attività investigativa della polizia giudiziaria finalizzata allaccertamento della responsabilità amministrativa dellente, ricostruire, anche ad anni di distanza, lattività di vigilanza posta in essere dal citato organismo di controllo interno. Il D. Lgs. 81/2008 (sicurezza dei lavoratori) che prescrive in modo autonomo un Modello che: deve prevedere idonei sistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1, tra le quali figurano le attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e le periodiche verifiche dellapplicazione e dellefficacia delle procedure adottate deve prevedere idonei sistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1, tra le quali figurano le attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e le periodiche verifiche dellapplicazione e dellefficacia delle procedure adottate In pratica la tracciabilità viene raggiunta con la verbalizzazione delle riunioni e delle attività dellOdV. Si deve avere laccortezza di indicare nei verbali i riferimenti spazio – temporali, le persone con le quali si entra in contatto e la documentazione ricevuta / esaminata 82 LOrganismo di Vigilanza Verbalizzazione e tracciabilità delle attività (segue)

83 Tra i compiti dellOdV cè lobbligo di predisporre una relazione indirizzata allorgano amministrativo; Tra i compiti dellOdV cè lobbligo di predisporre una relazione indirizzata allorgano amministrativo; la frequenza minima stabilita dalla legge è annuale ; la frequenza minima stabilita dalla legge è annuale ; la relazione deve indicare: la relazione deve indicare: le attività svolte; le attività svolte; le anomalie riscontrate; le anomalie riscontrate; i suggerimenti e le raccomandazioni volte a migliorare il sistema di controllo con particolare riferimento a: i suggerimenti e le raccomandazioni volte a migliorare il sistema di controllo con particolare riferimento a: modificare procedure operative; modificare procedure operative; creare nuove procedure operative; creare nuove procedure operative; modificare il sistema delle deleghe; modificare il sistema delle deleghe; svolgere formazione sui temi generali / specifici diretti a particolari categorie di soggetto piuttosto che a tutti i dipendenti ed organi societari; svolgere formazione sui temi generali / specifici diretti a particolari categorie di soggetto piuttosto che a tutti i dipendenti ed organi societari; suggerire di revisionare il Modello. suggerire di revisionare il Modello. 83 N.B. La revisione del Modello è compito dellorganismo amministrativo che la realizza tramite i collaboratori interni e consulenti esterni. LOdV però nel suo ruolo, deve vigilare continuamente sullidoneità del Modello e richiedere la modifica dello stesso non appena lidoneità non sia riscontrata. Non è opportuno che lOdV realizzi direttamente le modifiche essendo lorgano controllore di tale attività. LOrganismo di Vigilanza Relazione semestrale

84 Potere di autoregolamentazione: Potere di autoregolamentazione: scelta delle modalità di autoconvocazione, di deliberazione, di comunicazione e rapporto diretto con ogni funzione aziendale, di acquisizione di informazioni e documentazione; scelta delle modalità di autoconvocazione, di deliberazione, di comunicazione e rapporto diretto con ogni funzione aziendale, di acquisizione di informazioni e documentazione; è opportuno che adotti un regolamento per il proprio funzionamento (in fase di insediamento). è opportuno che adotti un regolamento per il proprio funzionamento (in fase di insediamento). Potere ispettivo (Alcuni esempi): Potere ispettivo (Alcuni esempi): verifiche obbligatorie su alcune operazioni/processi societari significativi, in primis la gestione finanziaria e le operazioni di tesoreria; verifiche obbligatorie su alcune operazioni/processi societari significativi, in primis la gestione finanziaria e le operazioni di tesoreria; coordinamento con il collegio sindacale, con il revisore contabile (o la società di revisione), il comitato di controllo interno. coordinamento con il collegio sindacale, con il revisore contabile (o la società di revisione), il comitato di controllo interno. Potere sanzionatorio: Potere sanzionatorio: attivazione di procedimenti disciplinari nei confronti di chi non abbia rispettato i Modelli adottati: in caso di segnalazione o denuncia di una infrazione, lOdV deve effettuare le verifiche del caso, dandone conto tempestivamente agli organi aziendali deputati; in caso di segnalazione o denuncia di una infrazione, lOdV deve effettuare le verifiche del caso, dandone conto tempestivamente agli organi aziendali deputati; in caso di accertamento della violazione lOdV, sentito lautore ed indipendentemente dalleventuale instaurazione di un giudizio penale, segnala prontamente ed ufficialmente levento allorgano amministrativo, e a quello di controllo, allufficio risorse umane evidenziando di adottare la misura sanzionatoria prevista dal sistema disciplinare vigente presso lEnte. in caso di accertamento della violazione lOdV, sentito lautore ed indipendentemente dalleventuale instaurazione di un giudizio penale, segnala prontamente ed ufficialmente levento allorgano amministrativo, e a quello di controllo, allufficio risorse umane evidenziando di adottare la misura sanzionatoria prevista dal sistema disciplinare vigente presso lEnte. 84 LOrganismo di Vigilanza Poteri

85 Potere di spesa: Potere di spesa: lOdV in fase di insediamento deve essere dotato di un budget di spesa annuale da poter spendere in autonomia. Il budget serve per commissionare consulenze, check up, analisi senza dovere interpellare gli organi e/o dipendenti della Società che potrebbero avere interesse conflittuale rispetto allapprofondimento necessario 85 LOrganismo di Vigilanza Poteri (segue)

86 Il Modello è idoneo non solo quando è formalmente corretto ma quando è anchesostanzialmente rispettato; Il Modello è idoneo non solo quando è formalmente corretto ma quando è anchesostanzialmente rispettato; il Modello è un insieme di prescrizioni generali ma anche spunti che intendono regolamentare i comportamenti umani allinterno dellazienda; il Modello è un insieme di prescrizioni generali ma anche spunti che intendono regolamentare i comportamenti umani allinterno dellazienda; perché le prescrizioni siano realmente rispettate devono essere: perché le prescrizioni siano realmente rispettate devono essere: diffuse; diffuse; conosciute; conosciute; comprese; comprese; accettate. accettate. 86 LOrganismo di Vigilanza Lattività di formazione

87 la diffusione e conoscenza è assicurata mediante comunicazione scritte e sottoscritte per ricevuta dai destinatari; la diffusione e conoscenza è assicurata mediante comunicazione scritte e sottoscritte per ricevuta dai destinatari; la comprensione ed accettazione richiede invece una vera e propria attività di crescita culturale dei destinatari, non potrà che raggiungersi con attività formative; la comprensione ed accettazione richiede invece una vera e propria attività di crescita culturale dei destinatari, non potrà che raggiungersi con attività formative; la formazione generale (sul Modello 231 piuttosto che sul Codice Etico) deve abbinarsi a quella specifica delle singole aree (prevenzione infortuni, privacy, gestione sistemi informativi, procedure nellambito di attività finanziarie); la formazione generale (sul Modello 231 piuttosto che sul Codice Etico) deve abbinarsi a quella specifica delle singole aree (prevenzione infortuni, privacy, gestione sistemi informativi, procedure nellambito di attività finanziarie); la formazione è un compito dellalta direzione aziendale (risorse umane se esiste la funzione) ma lOdV deve essere particolarmente sensibile a questo aspetto richiedendola, indirizzandola e controllandola; la formazione è un compito dellalta direzione aziendale (risorse umane se esiste la funzione) ma lOdV deve essere particolarmente sensibile a questo aspetto richiedendola, indirizzandola e controllandola; è bene che la formazione coinvolga anche lalta direzione sia attivamente che passivamente. Nessun progetto aziendale può realizzarsi se lalta direzione non partecipa attivamente. è bene che la formazione coinvolga anche lalta direzione sia attivamente che passivamente. Nessun progetto aziendale può realizzarsi se lalta direzione non partecipa attivamente. 87 LOrganismo di Vigilanza Lattività di formazione (segue)

88 E possibile la revoca per: E possibile la revoca per: venir meno del requisito di onorabilità venir meno del requisito di onorabilità Inadempimenti specifici nei doveri dellOrganismo di Vigilanza (condanna penale per omessa o insufficiente vigilanza da parte dellOdV) Inadempimenti specifici nei doveri dellOrganismo di Vigilanza (condanna penale per omessa o insufficiente vigilanza da parte dellOdV) 88 LOrganismo di Vigilanza Revoca

89 LOdV non risponde per reato omissivo improprio ex art. 40 c.p. (non impedire un evento che si ha lobbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo) in quanto lOdV non è dotato dalla normativa di poteri impeditivi LOdV non risponde per reato omissivo improprio ex art. 40 c.p. (non impedire un evento che si ha lobbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo) in quanto lOdV non è dotato dalla normativa di poteri impeditivi Riguardo la sicurezza sul lavoro vi è una giurisprudenza della suprema corte di che ritiene che lRSPP abbia una posizione di garanzia da cui qualche autore desume anche la responsabilità penale dellOdV dato che ha una posizione assimilabile Riguardo la sicurezza sul lavoro vi è una giurisprudenza della suprema corte di che ritiene che lRSPP abbia una posizione di garanzia da cui qualche autore desume anche la responsabilità penale dellOdV dato che ha una posizione assimilabile Riguardo la normativa antiriciclaggio (art. 52 co. 1, D.Lgs. 231/2007) viene operata lassimilazione dellOdV al collegio sindacale, consiglio di sorveglianza, comitato di controllo di gestione. Tali organi assumono rilevanza esterna ed hanno lobbligo di comunicazione alle autorità di vigilanza, Ministero dellEconomia, UIF. In dottrina si ritiene che tale normativa non si applica allOdV Riguardo la normativa antiriciclaggio (art. 52 co. 1, D.Lgs. 231/2007) viene operata lassimilazione dellOdV al collegio sindacale, consiglio di sorveglianza, comitato di controllo di gestione. Tali organi assumono rilevanza esterna ed hanno lobbligo di comunicazione alle autorità di vigilanza, Ministero dellEconomia, UIF. In dottrina si ritiene che tale normativa non si applica allOdV Il ruolo impeditivo ed il compito di garanzia potrebbero essere attribuiti dallincarico. E opportuno evitare che ciò avvenga Il ruolo impeditivo ed il compito di garanzia potrebbero essere attribuiti dallincarico. E opportuno evitare che ciò avvenga Traslazione del ruolo impeditivo dallincarico di componente del collegio sindacale allincarico di componente dellOdV in quanto cumulati in uno stesso soggetto. Si tratta di una tesi estrema ma che evidenzia un problema sostanziale: cioè lapprendimento come OdV di informazioni che come componente del collegio sindacale obbligherebbero ad una condotta impeditiva Traslazione del ruolo impeditivo dallincarico di componente del collegio sindacale allincarico di componente dellOdV in quanto cumulati in uno stesso soggetto. Si tratta di una tesi estrema ma che evidenzia un problema sostanziale: cioè lapprendimento come OdV di informazioni che come componente del collegio sindacale obbligherebbero ad una condotta impeditiva 89 LOrganismo di Vigilanza Responsabilità penale dei componenti dellOdV

90 90Contatti Via Torelli 52, Parma Tel Fax Sito internet: Via Torelli 52, Parma Tel Fax Via Torelli 52, Parma Tel Fax Sito internet:


Scaricare ppt "IL MODELLO ORGANIZZATIVO AI SENSI DEL D.LGS 231/2001 SPUNTI PER LIMPLEMENTAZIONE E GESTIONE Andrea Bertolotti Dottore Commercialista Commissione Compliance."

Presentazioni simili


Annunci Google