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10.00 Capitolo 108 elevava la mente a guardare nella Verità eterna con l'occhio del suo intelletto, e, conosciuta la Verità, se ne innamorava.

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7 Capitolo 108

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10 elevava la mente a guardare nella Verità eterna con l'occhio del suo intelletto, e, conosciuta la Verità, se ne innamorava e diceva: Allora quell'anima, come veramente inebriata, pareva fuori di sé, ed essendo alienati i sensi dal suo corpo per l'unione di amore che aveva fatta col Creatore,

11 O somma ed eterna bontà di Dio, chi sono io miserabile, perché tu, sommo ed eterno Padre, mi abbia manifestata la tua verità, gli occulti inganni del demonio, e l'inganno del proprio sentimento,

12 che io e gli altri possiamo avere in questa vita di pellegrinaggio, affinché io non sia ingannata né dal demonio né da me medesima?

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14 L'amore, poiché tu mi hai amato senza essere amato da me.

15 O fuoco d'amore, grazie, siano rese a te, Padre eterno.

16 Io sono imperfetta, piena di tenebre; e tu, che sei la perfezione e la luce, hai mostrato a me la perfezione e la via lucida della dottrina dell'unigenito tuo Figliuolo.

17 Io ero morta, e tu m'hai resuscitata; io ero inferma, e tu m'hai data la medicina; e non solo la medicina del Sangue, che tu desti a quell'infermo che è il genere umano, per mezzo del tuo Figlio, ma mi hai data una medicina contro un'infermità occulta, che io non conoscevo.

18 Mi hai insegnato di non dovere in nessun modo giudicare creatura alcuna, che sia dotata di ragione, e particolarmente i tuoi servi, sui quali spesse volte io, come cieca e inferma di questa infermità, davo giudizi, sotto specie e colore del tuo onore e della salute delle anime.

19 Perciò ti ringrazio, o somma ed eterna bontà, che nel manifestarmi la tua verità, l'inganno del demonio e la nostra passione, mi hai fatto conoscere la mia infermità.

20 che oggi sia posto il termine e il fine, in maniera tale che io non esca mai più dalla tua dottrina, data a me dalla tua bontà, e lo stesso sia fatto a chiunque la vorrà seguire, poiché senza di te nessuna cosa è stata fatta. Io ti domando dunque, per grazia e misericordia,

21 Né domando per me sola, o Padre, ma per tutto quanto il mondo, e in particolare per il corpo mistico della santa Chiesa: che nei tuoi ministri riluca questa verità e dottrina, data da te, Verità eterna, a me miserabile. A te dunque ricorro, o Padre eterno.

22 Te lo domando specialmente per tutti coloro che m'hai dato da amare con singolare amore, e che hai fatti una cosa sola con me.

23 Essi saranno il mio refrigerio, per gloria e lode del tuo nome, vedendoli io correre per questa dolce e diritta via, schietti e morti a ogni loro volontà e parere, senza alcun giudizio, scandalo o mormorazione del loro prossimo.

24 E ti prego, o dolcissimo amore, che nessuno di essi mi sia tolto di mano dal demonio infernale, cosicché in ultimo giunga a te, Padre eterno, loro fine.

25 Ti fo ancora un'altra domanda per le due colonne, che sono i padri, che hai dati in terra a guardia e dottrina per me, inferma e miserabile, dal principio della mia conversione fino ad ora;

26 cioè, che tu li unisca, e di due corpi tu faccia un'anima sola, e che nessuno attenda ad altro che a compiere in se stesso, e nei misteri che hai posti nelle loro mani, la gloria e la lode del tuo nome, a salute delle anime.

27 Ed io, indegna e miserabile, schiava e non figliuola, tenga verso di loro, per tuo amore con debita riverenza e santo timore, quel modo, che ridondi a tuo onore, a pace e quiete per loro e a edificazione del prossimo.

28 Son certa, o Verità eterna, che tu non disprezzerai il mio desiderio, e le domande che ti ho fatte, poiché io conosco per visione, come ti è piaciuto rivelarmi, e molto maggiormente per esperienza, che tu accetti i santi desideri.

29 Dio Amore è è Dio

30 Io, indegna tua serva, mi ingegnerò di osservare il tuo comandamento e la tua dottrina, secondo che me ne darai la grazia.

31 O Padre eterno, mi ricordo di una parola che dicesti quando mi narravi alcune cose intorno ai ministri della santa Chiesa: mi promettesti che me ne avresti parlato più distintamente in altro luogo; voglio dire dei mali, che al dì d'oggi essi commettono.

32 lodate

33 Dunque, se piace alla tua bontà di dirmene qualcosa, affinché io abbia materia di accrescere il dolore, la compassione e il desiderio ansioso della loro salute, io te lo domando;

34 poiché, a quanto ricordo, tu già mi dicesti che con le lacrime, con i dolori, sudori e orazioni dei tuoi servi ci avresti dato refrigerio, riformando la Chiesa con santi e buoni pastori.

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