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Tramontati i tentativi di render conto della natura divina delluomo, si parla della sua psiche, mente, coscienza, inconscio, autocoscienza, il suo sé,

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Presentazione sul tema: "Tramontati i tentativi di render conto della natura divina delluomo, si parla della sua psiche, mente, coscienza, inconscio, autocoscienza, il suo sé,"— Transcript della presentazione:

1 Tramontati i tentativi di render conto della natura divina delluomo, si parla della sua psiche, mente, coscienza, inconscio, autocoscienza, il suo sé, per introdurre alcuni dei termini usati anche in filosofia, oltre a personalità, carattere, temperamento, identità, termini tradizionali della psicologia (approccio di una disciplina specifica, di una scienza speciale che si occupa delluomo, ma anche del confronto con le altre specie animali, con echi e prestiti reciproci con le altre discipline). Il soggetto in psicologia è il servitore di due padroni, come lIo freudiano: da una parte le scienze biologiche, dallaltra le scienze sociali; da una parte le neuroscienze, dallaltra la filosofia e le scienze umane o le humanities. Su ambedue i versanti si muove Mead, con la sua concezione, ancorata al biologico, dellorigine sociale della mente e del sé Il soggetto in psicologia

2 George Herbert Mead (1863 – 1931) Pragmatismo e interazionismo simbolico The Philosophy of the Present (1932), (a cura di Arthur E. Murphy); Mind, Self, and Society (1934), (a cura di Charles W. Morris); Corso di psicologia sociale tenuto allUniversità di Chicago dal 1900, copia stenografica degli appunti del corso del 1927 di George Anagnos e Alvin Carus, appunti di Robert Page del Movements of Thought in the Nineteenth Century (1936), (a cura di Merritt H. Moore); The Philosophy of the Act (1938), (a cura di C.W. Morris et al.) Mead Project http//:www.brocku.ca/MeadProject/inventory5.html

3 La scuola di Chicago

4 La terminologia del libro di Mead La forma (vivente) = il soggetto, lorganismo umano o animale Gesto = significato wundtiano di segmento di azione motoria, ma anche gesto vocale, il che permette di considerare alla stessa stregua latto linguistico Atteggiamento = linizio di un atto, il suo campo interno (un telescopio nelle mani di un astronomo) Condotta = atto sociale Ruolo (dal latino rotulus dove era scritta la parte dellattore) = insieme delle norme e delle aspettative che convergono su un individuo in quanto occupa una determinata posizione (status) in un sistema sociale (Galimberti). Status = rango occupato in una scala di prestigio o di potere (Max Weber, concetto legato alle differenze gerarchiche a livello sociale) o posizione strutturale in un sistema sociale.

5 Mind, Self and Society Cap I Comportamentismo sociale (titolo aggiunto dai curatori): la mente e il sé sono essenzialmente dei prodotti sociali (p.40). Lesperienza soggettiva accessibile solo allindividuo appartiene in modo peculiare alla psicologia, ma va trattata in termini di comportamenti osservabili. In questa prospettiva gli ATTEGGIAMENTI vengono definiti come inizi degli ATTI. Importanti gli atteggiamenti connessi con il linguaggio, inteso non come espressione di significati interni alla mente, ma come cooperazione di gruppo attraverso segnali e gesti, nel contesto comunicativo dove il significato appare ed è prodotto. Gli atti sociali come elementi di un processo dinamico comprendono anche lesperienza interiore che procede dallesterno verso linterno e la coscienza emerge dalla condotta con funzione comunicativa, come lespressione delle emozioni secondo Darwin. Il concetto wundtiano di atto considera ciò che avviene nella coscienza come parallelo al funzionamento del sistema nervoso e la sensazione è parte dellatto, preparazione ad esso. Latteggiamento (mentale) è linizio o lorganizzazione dellatto nel sistema nervoso e il GESTO veicola lintenzione, lidea, come quando offriamo una sedia a chi entra in modo quasi istintivo. Accento sullaspetto dinamico della condotta. Dal parallelismo psicofisico wundtiano allinterazionismo simbolico?

6 Cap II La mente La conversazione di gesti (esempio della lotta fra cani) Latto di ciascun cane diventa uno stimolo per la risposta dellaltro cane. Esiste, quindi, una relazione fra questi due; e mentre latto trova una risposta nellaltro cane, esso, a sua volta, subisce un cambiamento. Il fatto stesso che un cane sia pronto ad attaccarne un altro diventa, per laltro cane, uno stimolo a cambiare la sua posizione o il suo atteggiamento. Questi, lha appena fatto, che il mutato atteggiamento del secondo cane provoca nel primo un effetto analogo. (85) Situazione simile nel pugilato e nella scherma, nella finta e nella parata….la maggior parte dei movimenti deve avvenire senza deliberazione (cfr. duello di Poincaré: per ogni colpo che possa ferirci, la natura ha predisposto una o più parate, che ci permettono di difenderci Scienza e metodo, 1908 ). Nellatto sociale, fra organismi diversi che interagiscono mediante adattamento reciproco della condotta, troviamo i gesti. Il gesto è quella parte dellatto che è stimolo per laltro e ne influenza il comportamento. Tra gli animali questa interazione reciproca a feedback serve alla cooperazione sociale adattativa, ma gli stimoli sociali, secondo Mead, sono stimoli particolari che hanno su chi li emette gli stessi effetti che sul ricevente. Se un uomo mi dà un pugno, penso che il suo atteggiamento ostile sia sorretto da unidea. E quando il gesto esprime unidea che lo presuppone e fa sorgere, contemporaneamente, la stessa idea nellaltro individuo, allora ci troviamo di fronte a un simbolo significativo (88), un gesto che è diventato linguaggio.

7 La zuffa e il duello

8 come prodotto dellevoluzione della specie umana -dimostra l'esistenza di ESPRESSIONI FACCIALI UNIVERSALI, presenti anche nei ciechi dalla nascita e simili a quelle degli animali, come prodotto dellevoluzione della specie umana -formula TRE PRINCIPI generali dell evoluzione dei segnali non verbali: C. Darwin (1872) Lespressione delle emozioni nelluomo e negli animali 1) il principio dell' ASSOCIAZIONE UTILITARIA DI ABITUDINI o RITUALIZZAZIONE (un comportamento acquisisce funzione comunicativa perché i conspecifici lo usano come indizio predittivo e questo ha valore di sopravvivenza); 2) il principio dell'ANTITESI (comportamenti opposti a quello che dà un certo messaggio comunicano il messaggio opposto) 3) il principio delle RISPOSTE VEGETATIVE DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (tremare di paura o arrossire di vergogna sono espressioni di emozioni che vengono riconosciute come tali).

9 Sottomissione e aggressione nel cane

10 Il metodo di ricerca di Darwin: Varietà delle fonti, ricerca del perché le espressioni mimiche delle emozioni hanno una certa forma Raccolta dei dati con metodo indiretto, ricorso a informatori (per lettera, mostrando fotografie e chiedendo conferma in modo suggestivo) Charles Darwin ( ) nella maturità e nella vecchiaia 1877 A biographical sketch of an infant osservazioni diaristiche sullo sviluppo del figlioletto William (n.1839) osservazioni diaristiche sullo sviluppo del figlioletto William (n.1839)

11 Le emozioni fondamentali nella ricerca di Paul Ekman

12 Il gesto vocale diventa un simbolo significativo quando esercita il medesimo effetto sullindividuo che lo compie e sullindividuo al quale esso è rivolto o che gli risponde esplicitamente, e implica perciò un rapporto con il sé dellindividuo che lo compie (88-9); indicando un oggetto di interesse comune ed evocando lo stesso atteggiamento in chi lo compie e negli altri che partecipano allatto sociale, rende cosciente chi lo compie dellatteggiamento altrui e gli permette di aggiustare il comportamento successivo a quellatteggiamento dellaltro. La conversazione di gesti consapevole o significativa è un meccanismo di reciproco aggiustamento nellambito dellatto sociale implicante lassunzione da parte di ciascuno degli individui che lo compiono, degli atteggiamenti altrui verso ognuno di loro (89) e il pensiero è semplicemente una conversazione internalizzata o implicita dellindividuo con se stesso attuata per mezzo di tali gesti (90). Nellanalisi wundtiana della comunicazione si ipotizza un parallelismo fra gesto e atteggiamento intellettuale o emozione dellindividuo, che lo attribuisce anche allaltro, ma in genere nellatto sociale la risposta è di tipo diverso dallo stimolo: laltro mi attacca rabbiosamente, io provo paura, non rabbia. Il ruolo dellimitazione nella condotta è stato sopravvalutato (la scimmia imita poco) e nelluomo è spesso apparente, salvo nei bambini verso i genitori, ma è lungi dallo spiegare lorigine del linguaggio. Il pugno serrato a livello di comportamento può significare pericolo e portare alla fuga, non allattacco imitativo. Il grido di paura del bambino evoca la protezione matern. In generale, lidea come contenuto psichico non si riflette nella risposta, spesso cè complementarità anziché simmetria. Il gesto vocale come simbolo significativo per il sé è allorigine del pensiero

13 Lerrore di Wundt è supporre un sé antecedente al processo sociale per spiegare la comunicazione, invece il sé va spiegato nel contesto del processo sociale comunicativo. Possiamo udirci parlare e il significato di ciò che diciamo è lo stesso per noi e per gli altri (107); i bambini tendono a parlare a se stessi perché non siamo in grado di vederci quando la nostra faccia assume una determinata espressione. Se ci udiamo parlare siamo più capaci di prestare attenzione ( Per introdurre la mente, Mead fa riferimento alla teoria di Dewey (1925) in Esperienza e natura: il significato nasce attraverso la comunicazione e lautocoscienza del gesto diventa simbolo. Problema delluniversalità del significato legato alla risposta di riconoscimento della configurazione generale negli stimoli particolari (per ciò che accade nel sistema nervoso, riferimento a James, discussione dellatteggiamento ma, di aspettativa). La mente emerge (189) come capacità di indicare a se stesso, come ad un altro, gli elementi della situazione ai quali prestare attenzione in quanto significativi e di usarli per controllare la relazione organismo-ambiente e per regolare il proprio comportamento successivo. La comparsa, in termini evoluzionistici della mente o dellintelligenza avviene quando lintero processo sociale di esperienza e di comportamento viene trasferito allinterno dellesperienza di ognuno dei singoli individui (191). Mente e comunicazione

14 Cap III Il sé Il sé si sviluppa nellattività sociale come risultato delle relazioni (192), si caratterizza con lessere oggetto a se stesso (193) e la parola self è un riflessivo indica ciò che può essere al contempo soggetto e oggetto (194). Per capire come un individuo può porsi fuori di sé e divenire oggetto a se stesso (per essere razionale occorre un atteggiamento obiettivo, impersonale verso se stesso) bisogna ricorrere al processo della condotta o dellattività sociale, dove lindividuo fa esperienza di sé in modo indiretto, in base alle particolari opinioni degli altri individui…(196) diventa oggetto a se stesso proprio come gli altri individui sono per lui…assumendo gli atteggiamenti che nei suoi confronti tengono gli altri… (ib). La comunicazione di simboli significativi non è solo diretta ad altri, ma anche verso lindividuo stesso e quando qualcuno risponde a ciò che egli comunica a un altro, e quando la sua risposta diventa parte della sua condotta, quando qualcuno non solo ascolta se stesso ma dà una risposta a se stesso, quando qualcuno parla e replica a se stesso allo stesso modo in cui laltra persona replica a lui allora diventa oggetto a se stesso (197).

15 Nella conversation of gestures (198) ciò che noi diciamo suscita una certa risposta da parte di un altro soggetto e questa a sua volta modifica la nostra azione, così che ci allontaniamo da ciò che avevamo iniziato a fare in seguito alla risposta che laltro ci dà. La conversazione di gesti è linizio della comunicazione. Lindividuo giunge a svolgere una conversazione di gesti con se stesso; per esempio, quando comincia a dire qualcosa di spiacevole, si accorge che si tratta di una cosa crudele perché suscita in lui una risposta che lo arresta e gli fa dire qualcosaltro. Mettersi al posto degli altri nella conversazione è la fase sociale, ma leffetto sullindividuo si verifica anche nel dialogo con se stesso. Mead teorizza quello che oggi esprimiamo in termini di regolazione a feedback del comportamento sociale e monitoraggio della relazione Conversazione e dialogo con se stessi

16 L intelligenza sociale implica capacità di role-taking (199), inteso come adozione mentale del ruolo dellinterlocutore – diversa dal role-playing, dellattore che impersona il ruolo nellazione, anche simulata. Il role-taking è lassunzione della prospettiva mentale legata a un certo ruolo sociale, Il role-taking è lassunzione della prospettiva mentale legata a un certo ruolo sociale, mentre il role-playing, il gioco di ruolo, è come recitare una parte. Secondo Mead, il role-taking mentale è più evoluto del role-playing e lacquisizione di tale capacità è particolarmente importante, poiché ne consegue una nuova sensibilità agli atteggiamenti degli altri verso se stessi e nei confronti di ciò che è sotteso alle interazioni tra le persone. ROLE-TAKING e ROLE-PLAYING

17 Importanza del linguaggio nello sviluppo del sé Linizio della comunicazione avviene nella conversation of gestures, che si verifica anche negli animali con funzione adattativa (esempio della zuffa fra cani, cap II), e nelluomo usa gesti vocali, diventando comunicazione di simboli significativi a livello sociale, linguistici. Una volta che il sé è sorto, lindividuo non è più isolato neanche se viene imprigionato, ma ha ancora come compagno se stesso ed è in grado di pensare e conversare con se stesso come prima ha comunicato con gli altri. (198). Lintelligenza riflessiva implica pensiero preparatorio allazione sociale: se è linguaggio interiore, però è controllato come se fosse discorso pubblico, rivolto ad altri, e la persona deve rispondere a se stessa, altrimenti diciamo che non è in sé (200). Una personalità molteplice in un certo senso è normale (201) e i sé particolari di cui è composto il sé unitario corrispondono ai diversi aspetti del processo sociale in cui il soggetto è implicato che rappresentano i diversi gruppi sociali ai quali il soggetto appartiene allinterno di quel processo (203).

18 Differenza fra gioco puro e semplice (PLAY) e gioco organizzato (GAME) Giocare a qualcosa (p. es. agli indiani, gioco di ruolo) assumendo deliberatamente il ruolo di un altro serve per costruire un sé con queste risposte. Il gioco organizzato, come il nascondino, ha una struttura di regole che prevede tutti i differenti ruoli: il bambino deve avere in sé gli atteggiamenti di tutti gli altri (213). Analoga alla distinzione di Piaget (1932) fra GIOCO SIMBOLICO e GIOCO CON REGOLE GIOCO SIMBOLICO e GIOCO CON REGOLE

19 Lo sviluppo del sé e l ALTRO GENERALIZZATO Mead distingue due momenti di sviluppo integrale del sé individuale, che è costituito: 1)da unorganizzazione dei particolari atteggiamenti tipici degli altri individui nei suoi confronti e, tra di loro, dagli specifici atti sociali ai quali egli partecipa insieme ad essi (218); 2) da unorganizzazione degli atteggiamenti sociali dell altro generalizzato o del gruppo sociale nella sua totalità, al quale lindividuo appartiene (219), diventando una personalità organica e un membro organico della società, di cui assume la morale nel suo carattere, specialmente i ruoli di coloro che in un certo senso lo controllano e dai quali dipende. Tale processo è culturale e si svolge essenzialmente attraverso luso del linguaggio, piuttosto che dellazione imitativa o simulata.

20 Due accezioni di coscienza coscienza come campo dellesperienza (mal di denti), coscienza sensibile (226) che fa apparire nellambiente caratteri relativi al rapporto con lorganismo: quando appare una forma animale, certi oggetti diventano cibo….poiché lanimale possiede un certo tipo di apparato digerente (409) e autocoscienza o intelligenza riflessiva come capacità di suscitare in noi stessi un insieme di risposte determinate che sono proprie degli altri individui del gruppo ed è lossatura del sé - una struttura comune, anche se ciascun sé è diverso da tutti gli altri(225) e come esperienza è privata e accessibile solo al soggetto.

21 La dinamica imitazione-innovazione Una persona può arrivare al punto di andare contro al mondo intero; può resistere da sola in netto contrasto con esso. Ma per far questo deve parlare a se stessa con la voce della ragione. Deve comprendere le voci del passato e del futuro. Questo è lunico modo in cui la voce del sé può assumere un valore maggiore di quella della comunità. Le cose che uno non può fare sono quelle che tutti condannerebbero ma possiamo riformare lordine delle cose (230) nelle situazioni critiche, in tribunale, e lindividuo ha il diritto-dovere di provocare quei cambiamenti che si verificano per lazione reciproca degli individui.

22 La distinzione fra io, me, sé Mead riprende da W. James(1892) la distinzione fra Io (I, in inglese, il soggetto agente, proprietario dellesperienza) e me (me), oggetto dellautocoscienza riflessiva, che è anche sé (self) sociale, nella mente degli altri. A differenza di James e di C.H. Cooley ( , The looking glass self: immagino come appaio allaltro, il giudizio che laltro dà di me, e ne consegue un sentimento di orgoglio o di mortificazione) che cercano la base del sé nelle esperienze affettive implicanti una RIFLESSIONE, per Mead lorigine del sé richiede lAZIONE e ha fondamenta sociali. Il sé si struttura nellinterazione sociale includendo nella condotta individuale gli atteggiamenti dellaltro generalizzato nella forma istituzionale della comunità. La coscienza di sé è un riconoscimento….lapparizione di un sé, come oggetto (231), il me sociale della memoria. Lio agente è lorganismo che risponde e sorprende, è imprevedibile, reagisce alle aspettative del me (autocoscienza del sé sociale). Il sé (come istanza?) è fondamentalmente un processo sociale che si sviluppa in rapporto a questi due momenti distinguibili fra loro (242) (io e me) che presi insieme costituiscono una personalità dialetticamente impegnata nella società e responsabile della sua adesione e della sua critica.

23 Lio cosciente del me sociale in quale momento della condotta si presenta? Reagisce al sé che viene sorgendo, assumendo (il sé) gli atteggiamenti degli altri. Solo nella memoria lio diviene un me (perché ricordo quello che ho detto), e come tale è costantemente presente, ma noi ci sorprendiamo attraverso la nostra stessa azione. Lio è la risposta dellorganismo agli atteggiamenti degli altri organizzati in un me, che apre al cambiamento personale e sociale. Noi anticipiamo nella mente dove andrà la palla che cade, ma circa il soggetto umano se egli dice di sapere ciò che sta per fare, anche in questo caso può sbagliarsi. Egli ha intenzione di fare una certa cosa e qualcosa viene a interferire. Lazione risultante è sempre un po diversa da quella che egli può prevedere. Ciò è vero anche nel caso in cui lazione del soggetto sia semplicemente quella di passeggiare. Lo stesso compiersi dei passi da lui previsti, lo colloca in una certa situazione che ha un aspetto leggermente diverso da quello previsto ed è in un certo senso nuova. Questo movimento nel futuro è, per così dire, il passo dellego, dell io. Si tratta di qualcosa che nel me non si trova (240). Il passo dellego

24 La dalettica io-me (sé come oggetto, sé sociale ) Noi siamo individui nati in una certa nazione, situati geograficamente in un certo luogo, con rapporti familiari e politici di questo e quel tipo. Tutto ciò rappresenta una certa situazione, che costituisce il me, ma necessariamente implica anche unazione continua dellorganismo nei confronti del me… Il sé non è qualcosa che in primo luogo esiste e poi entra in relazione con gli altri, ma è per così dire, un mulinello nella corrente sociale e perciò sempre una parte della corrente. (246) Lindividuo umano identifica se stesso con una situazione sociale e la sua risposta ad essa, sia in chiave di critica sia di adesione, implica unaccettazione della responsabilità che la situazione comporta. Lindividuo convenzionale, in cui prevale il me, può non avere niente da dire anche se prende molto tempo per dirlo, mentre il soggetto in cui prevale lio ha una personalità ben definita, è differenziato. La costituzione sociale del sé non impedisce lindividualità caratterizzata e la creatività sociale del sé emergente, che plasma il futuro, come fanno le persone che hanno un effetto formativo sulla loro società (Gesù). Per i valori del me, lindividuo arriva al sacrificio pur di rifiutare condizioni che sarebbero un suicidio del sé; in nome dei valori dellio, ladattamento individuale non è passivo, ma influenza lambiente in senso innovativo

25 Teorie individualistiche e teorie sociali del sé Nelle TEORIE INDIVIDUALISTICHE si presuppongono sé individuali, che poi fanno il contratto sociale ecc. Le TEORIE SOCIALI DEL SÉ, invece, vedono il processo o lordine sociale come condizione per la nascita dei sé individuali Teorie parzialmente sociali della mente (Cooley): la mente si esprime solo nel gruppo organizzato, però è una dote nativa, un attributo biologico dellorganismo individuale. Il sé è considerato interno, secondo una concezione idealistica e soggettivistica. Teorie integralmente sociali della mente (Mead): la mente si sviluppa solo grazie al processo sociale, come esperienza e come attività. Il campo della mente non è limitato dalla pelle dellorganismo individuale (v. concezioni odierne della mente estesa) e la genesi della mente viene spiegata entro una concezione oggettivistica e naturalistica.

26 IV La società (democratica) Il processo di comunicazione pone lintelligenza dellindividuo a sua disposizione (313) fornendogli un meccanismo per analizzare e riorganizzare le proprie risposte, diventando cosciente e critico del sé (327). Costruzione dellambiente di cose fisiche, grazie allimportanza della mano e allintervallo tra linizio dellazione e leffettiva consumazione, che permette il rapporto mezzi-fini. Il processo di comunicazione pone lintelligenza dellindividuo a sua disposizione (313) fornendogli un meccanismo per analizzare e riorganizzare le proprie risposte, diventando cosciente e critico del sé (327). Costruzione dellambiente di cose fisiche, grazie allimportanza della mano e allintervallo tra linizio dellazione e leffettiva consumazione, che permette il rapporto mezzi-fini. Le istituzioni sono risposte comuni, forme organizzate di attività sociale in cui ciascuno fa la propria parte; definiscono modelli socialmente responsabili di condotta sociale, ma possono anche preservare ogni possibilità di originalità e flessibilità. Problema delle dimensioni di una comunità e delluniversalità delle sue acquisizioni. Il rapporto personale dei singoli con il sovrano implica accettare linferiorità da parte dei sudditi, come fanno i bambini verso i genitori. Il potere democratico, invece, è basato sulla superiorità funzionale, come quando si sceglie un direttore amministrativo in base alle sue competenze e questi assume latteggiamento dellingegnere (351) nel lavoro di squadra. Inoltre lo sviluppo della comunità democratica implica come essenziale per la personalità dellindividuo la soppressione delle caste; lindividuo non deve essere ciò che rappresenta nello specifico gruppo posto in contrapposizione con altri gruppi, ma le sue peculiarità sono derivate da una differenza funzionale che lo pone in rapporto con gli altri invece di separarlo dagli altri (396). La casta dei guerrieri medievali vive alle spalle della comunità che difende, senza role-taking, mentre lesercito nazionale in cui tutti possono essere chiamati alle armi permette lidentificazione reciproca; così tra governanti e governati in democrazia.

27 III Il sé e il processo di riflessione Il tennista principiante mette in atto un processo non riflessivo, il fallimento dellazione porta a riflessione. Lapertura del cassetto che si rifiuta di cedere richiede analisi delloggetto e dellazione, ma la soluzione non nasce nel mondo interiore, bensì dobbiamo scoprire lo sviluppo della mente allinterno del comportamento che non ha in sé alcun pensiero (439). La riflessione …implica due atteggiamenti: uno che indichi nuovi tratti caratteristici delloggetto che diano origine a impulsi in conflitto (analisi) e un altro che organizzi la reazione nei confronti delloggetto, così percepito, in modo tale che il soggetto indichi la reazione a se stesso nel medesimo modo in cui potrebbe indicarla a un altro (rappresentazione) (440). A differenza degli istinti animali, lazione delluomo ha carattere separabile e gli utensili umani sono elaborazioni ed estensioni delle funzioni delle sue mani (446). Il lungo periodo dinfanzia della specie umana e la parte che gioca il gesto vocale nella cura dei figli da parte dei genitori, specialmente della madre (447) fa nascere due tipi di condotta: limitazione del bambino e la risposta comprensiva del genitore. Nel bambino ci vuole un impulso in cerca di espressione e nel genitore un impulso di simpatia (empatia), cioè la sensibilità che deriva dalla capacità di mettersi al posto dellaltro. In questo modo gli atteggiamenti dei genitori forniscono al bambino il meccanismo della mente: una riorganizzazione indiretta dei processi motori tramite lo spostamento di attenzione sui diversi aspetti dellazione e la rappresentazione delle condotte possibili tramite limmaginazione. Il bambino si adatta allambiente sociale rispondendo con la mimica facciale, il tono della voce, il linguaggio e diventa genitore a se stesso (453) sviluppando il pensiero nella forma di una discussione con un altro individuo(456): esempio della proibizione a se stesso (coscienza morale).

28 Lopera di Mead si colloca nel contesto della società americana dei primi decenni del Novecento e supera lindividualismo jamesiano. Mead fu precettore dei figli di W. James e studiò a Lipsia da Wundt dal 1888 al Collega il Pragmatismo con la scuola di Chicago, cui appartenne con il suo amico Dewey. Si muove in una prospettiva psicosociale che riprende il self di James e colloca lorigine della mente e del sé nelle relazioni interpersonali. Quasi negli stessi anni, un altro autore formula un ipotesi analoga, circa lorigine sociale della coscienza, in un contesto molto diverso, quello dellURSS nella prima fase successiva alla rivoluzione dottobre: L.S. Vygotski. Sembra che tra i due autori non ci sia stato alcun contatto diretto, ma probabilmente possedevano radici intellettuali in comune, anche se i loro autori di riferimento non erano gli stessi: Josiah Royce ( ), filosofo morale hegeliano, per Mead e J.M. Baldwin ( ), teorico dello sviluppo infantile e della filogenesi, per Vygotskij. Questultimo cita la teoria della sociogenesi della mente cosciente formulatata in Francia da P. Janet, a sua volta influenzato da ambedue. Sembra che tra i due autori non ci sia stato alcun contatto diretto, ma probabilmente possedevano radici intellettuali in comune, anche se i loro autori di riferimento non erano gli stessi: Josiah Royce ( ), filosofo morale hegeliano, per Mead e J.M. Baldwin ( ), teorico dello sviluppo infantile e della filogenesi, per Vygotskij. Questultimo cita la teoria della sociogenesi della mente cosciente formulatata in Francia da P. Janet, a sua volta influenzato da ambedue. (cfr. J.Van der Veer, R.Valsiner, On the social nature of human cognition: an analysis of the shared intellectual roots of George Herbert Mead and Lev Vygotskij, in H. Daniel (ed.), An introduction to Vygotskij, Routledge, 2005, pp ) Mead e Vygotskij

29 La qualifica di comportamentista sociale è riduttiva per Mead (e infatti è dovuta al suo allievo C. Morris, il semiologo della tripartizione degli studi sul linguaggio in sintassi, semantica e pragmatica). Considerato a lungo il fondatore della psicologia sociale, la sociologia ne rivendica il ruolo di iniziatore della prospettiva dellinterazionismo simbolico, per cui il soggetto umano non risponde agli stimoli dellambiente ma al loro significato. Affermazione più che condivisibile! O è stato un filosofo della morale? Comunque, pur ancorando la mente cosciente delluomo allazione sociale, è ben lontano dal riduzionismo comportamentista. Vygotskij si muove in un ambiente dominato dalla riflessologia, ispirata al lavoro del fisiologo russo Pavlov, prospettiva teorica considerata analoga a quella del comportamentismo statunitense. Il riferimento al funzionamento neurobiologico è però più esplicito da parte dellautore, come dei suoi avversari teorici, e diventerà un campo di ricerca per i suoi continuatori, in particolare di A.R. Lurija, con A.L. Leontev collaboratore di Vygotskij. Tra comportamentismo e riflessologia

30 Il condizionamento classico I.P. Pavlov

31 1811 Charles Bell dimostra lesistenza nei nervi periferici di due vie distinte, quella afferente (dai recettori sensoriali al midollo spinale) e quella efferente (dal midollo spinale ai muscoli effettori) I.M. Secenov (1863) I riflessi cerebrali estende il concetto di arco riflesso a tutto il comportamento umano 1913 J.B. Watson pubblica il manifesto del comportamentismo (behaviorism) 1770 Luigi Galvani ottiene contrazione sia stimolando elettricamente il muscolo della zampa della rana sia collegando muscolo e fibre nervose lombari con un arco metallico 1820 Francois Magendie stabilisce le funzioni delle radici del midollo spinale DAL CONCETTO DI RIFLESSO AL COMPORTAMENTISMO

32 Meccanismo dellarco riflesso Il midollo spinale collega il corpo e lencefalo. Le FIBRE SENSORIALI ascendenti dai recettori entrano nella RADICE DORSALE, le FIBRE MOTORIE discendenti dalla RADICE VENTRALE della vertebra agli organi effettori

33 I RIFLESSI SPINALI I RIFLESSI SPINALI sono risposte motorie automatiche a stimoli sensoriali, a livello nervoso periferico, senza trasmissione dellimpulso alla corteccia cerebrale. IL RIFLESSO PATELLARE è la IL RIFLESSO PATELLARE è la risposta di estensione della gamba alla percussione della rotula del ginocchio con un martelletto. E indipendente dalla volontà purché il soggetto sia rilassato.

34 Il riflesso patellare è un arco RIFLESSO MONOSINAPTICO La ritrazione della mano che tocca un oggetto troppo caldo è un RIFLESSO POLISINAPTICO, con un interneurone che trasmette allencefalo e permette la consapevolezza Riflessi incondizionati semplici: salivazione Riflessi incondizionati complessi: istinti Riflessi acquisiti, condizionati

35 IVAN P. PAVLOV ( ) 1904 premio Nobel per la medicina per gli studi sul sistema digerente Linguaggio come secondo sistema di segnalazione -Scuola di fisiologia di I.M. Secenov ( ) elettrofisiologia delle funzioni elementari -Riflessologia di V.M. Bechterev ( ) analoga al comportamentismo Teoria dellattività nervosa superiore Neurofisiologia molare dellanimale integro Riflesso condizionato Lo stimolo incondizionato (cibo in bocca) determina la reazione incondizionata (salivazione) in presenza di uno stimolo neutro (suono) che diventa stimolo condizionato e produce da solo la risposta condizionata

36 Legge di associazione per contiguità (vicinanza spazio-temporale) Stimolo A La parola palla Stimolo B La vista di una palla Pensiero di B (immagine di una palla) Stimolo A La parola palla Pensiero di B (immagine di una palla) Dopo lapprendimento Esperienza di apprendimento

37 Il CONDIZIONAMENTO CLASSICO studiato da I.P. Pavlov è un processo di apprendimento nel quale uno stimolo neutro viene associato ad uno stimolo che provoca una risposta riflessa in seguito al loro ripetuto abbinamento Stimolo neutro (campanello) Stimolo incondizionato (cibo) Risposta incondizionata (salivazione) Procedura di condizionamento Dopo il condizionamento Stimolo condizionato (campanello) Risposta condizionata (salivazione)

38 Il condizionamento classico

39 Nel 1913, John B.Watson ( ) pubblicò Psychology as the behaviorist views it, il manifesto del COMPORTAMENTISMO Questo approccio studia lAPPRENDIMENTO come ACQUISIZIONE DI ABITUDINI, RISPOSTE motorie osservabili a STIMOLI prodotti nellambiente LAPPROCCIO COMPORTAMENTISTA

40 Watson, Rosalie Rayner e il piccolo Albert (1920), che impara ad aver paura del topolino bianco quando gli viene presentato contemporaneamente a un forte rumore Un esperimento di condizionamento

41 "Give me a dozen healthy infants, well-formed, and my own specified world to bring them up in and I'll guarantee to take any one at random and train him to become any type of specialist I might select-doctor, lawyer, artist, merchant- chief, and, yes, even beggarman and thief, regardless of his talents, penchants, tendencies, abilities, vocations, and race of his ancestors. I am going beyond my facts and I admit it, but so have the advocates of the contrary and they have been doing it for many thousands of years. (John B. Watson, Behaviorism, 1930) Lambientalismo radicale di Watson

42 Legge delleffetto di E.L.Thorndike (1898) Nel comportamento per prove- ed- errori (trials-and-errors) lazione seguita da una ricompensa viene rafforzata Il CONDIZIONAMENTO OPERANTE è un processo di apprendimento delle risposte che agiscono sullambiente B.F. Skinner ha studiato lo shaping (modellamento), ben noto agli addestratori di animali, e il rinforzo parziale (a rapporto o a intervallo) RINFORZO è ogni evento che aumenta la probabilità che una risposta venga emessa

43 RINFORZO POSITIVO è uno stimolo piacevole o RICOMPENSA che segue un comportamento desiderato RINFORZO NEGATIVO è leliminazione di uno stimolo sgradevole dopo un comportamento desiderato Levitamento dellevento aversivo fa apprendere una nuova risposta (di fuga), la cui probabilità aumenta PUNIZIONE è uno stimolo spiacevole (o leliminazione di uno piacevole) dopo un comportamento indesiderato Levento aversivo fa diminuire la probabilità della risposta RINFORZO POSITIVO E NEGATIVO

44 (1948) Walden II Il titolo è tratto da Walden (Vita nei boschi) romanzo di Henry David Thoreau del Trama: un soldato invita dei suoi amici e professori a visitare una comunità di circa 1000 abitanti che vivono felicemente, in una sorta di utopia. Il suo fondatore, Frazier, spiega che i comportamenti industriosi sono stati modellati con le tecniche behavioriste: i bambini sono educati dalla comunità, le donne lavorano, i lavori meno desiderabili danno un credito maggiore e sono svolti da tutti solo per brevi periodi. La pianificazione totale della comunità è stata criticata ampiamente. Lutopia di B. F. Skinner ( )

45 Una prospettiva alternativa…. Il condizionamento skinneriano

46 La relazione con laltro precede quella con se stesso La coscienza di sé individuale deriva dallinteriorizzazione del dialogo LEGGE GENETICA GENERALE dello sviluppo culturale: origine del funzionamento mentale superiore nellattività sociale LAPPROCCIO SOCIOCULTURALE (L.S.Vygotskij ) Concetto di ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE ZOPED (Zone of proximal development). Le nuove capacità mentali e di uso di strumenti compaiono nella relazione sociale con ladulto prima che il bambino le manifesti da solo

47 La troika di Vygotskij Alexander R. Lurija ( ) Alecsej N. Leontev ( ) Lev.S. Vygotskij ( )

48 Lurija, tra neuropsicologia e scienza romantica, arte della descrizione clinica e dellosservazione di una scienza romantica, che preserva la multiforme ricchezza del suo soggetto (Cole, 1984) arte della descrizione clinica e dellosservazione di una scienza romantica, che preserva la multiforme ricchezza del suo soggetto (Cole, 1984) Pubblica due biografie di casi singoli: il giornalista S. Seresevskij dalla memoria prodigiosa, dovuta alla percezione sinestesica, e il soldato Zasetskij, ferito alla testa nella II guerra mondiale e affetto da amnesia anterograda e gravi disturbi neurologici. Questultimo ispira Oliver Sacks, che lo definisce un romanzo psicologico

49 Lev S.Vygotskij è stato il Mozart della psicologia, secondo Toulmin. Morto di tubercolosi a 38 anni, era stato accusato di idealismo borghese per aver usato i test e per la ricerca del 1931 sui contadini analfabeti delle repubbliche dellAsia centrale La coscienza come problema della psicologia del comportamento 1925 è il manifesto della SCUOLA STORICO-CULTURALE, sconfitta dalla riflessologia nella battaglia per la coscienza degli anni venti in Urss, prosegue il lavoro con A. Lurija e A. Leontev fino alla riscoperta dellopera di Vygotskij a partire dal 1956 Lo studio dei PROCESSI PSICHICI SUPERIORI con procedure obiettive di ricerca è possibile a partire dalle risposte verbali dei soggetti sperimentali

50 Vygotskij (1925) Il contesto storico Dopo la crisi della psicologia degli anni venti e la rivoluzione bolscevica, lo spiritualista Celpanov viene sostituito da Bechterev alla guida dellIstituto di psicologia di Mosca e la battaglia per la coscienza in Urss vede schierati i riflessologi dalla parte del materialismo volgare di regime, mentre il materialismo dialettico permetterebbe concettualizzazioni meno rozze. Esergo da Il capitale di K. Marx: lape e larchitetto Il progetto anticipatorio nella mente delluomo che lavora è la RAPPRESENTAZIONE che costituisce ESPERIENZA DUPLICATA (repeated experience)

51 Vygotskij I Le critiche alla riflessologia Eliminando la coscienza, la riflessologia: 1. preclude l'accesso ai problemi complessi del comportamento umano 2. priva la metodologia di ogni mezzo per studiare le reazioni non palesi (nonmanifest), come "i movimenti interiori…che guidano il comportamento 3. elimina ogni confine di principio tra il comportamento dell'animale e quello dell'uomo 4. conserva il dualismo e lo spiritualismo della vecchia psicologia soggettiva, considerando i fenomeni coscienti come una "seconda serie" che accompagna i riflessi associativi 5. considera i processi soggettivi come epifenomeni, in contrasto con le leggi dell'evoluzione darwiniana 6. luomo non è una somma di riflessi ma una struttura di comportamenti e il suo sistema nervoso è organizzato

52 EPIFENOMENALISMO, che considera reale solo il mondo fisico di cui quello psicologico sarebbe unombra senza effetti. Porta ad un BEHAVIORISMO (COMPORTAMENTISMO) estremo, che formula ipotesi verificabili al prezzo molto alto di escludere gran parte dellesperienza umana dalloggetto di studio, risultando così di scarsa utilità a chiarire i problemi della vita quotidiana che interessano allo psicologo e al senso comune. Posizioni filosofiche sul rapporto mente-corpo DUALISMO cartesiano res cogitans/res extensa, che applica in negativo concetti meccanicistici alla sostanza mentale. PARALLELISMO PSICOFISICO che stabilisce una corrispondenza tra processi fisici del sistema nervoso e processi mentali. James adotta pragmaticamente come psicologo un DUALISMO METODOLOGICO, ma filosoficamente aderisce al MONISMO INDIFFERENTISTA SPINOZIANO. Critica di G. Ryle (1949) al dogma del fantasma nella macchina: è un errore logico considerare corpo e mente come cose, applicando loro la stessa categoria di sostanza.

53 6. L'uso del concetto di riflesso al di là della sua accezione ristretta ne fa un concetto astratto, generico, che sta per "risposta" in senso lato, ma allora tanto vale parlare di comportamento perché è come la storia del "kan niet verstaan, la frase con cui rispondevano a uno straniero gli olandesi che non capivano le sue domande (e lui pensava che fosse il nome di un importante personaggio, che faceva tutto lui!) Il sistema nervoso funziona come un tutto unico (Sherrington 1906) 2. Il soggetto umano al quale sono state date istruzioni verbali può sempre, durante lesperimento, dire a se stesso: non guarderò nellapparecchio; è libero e guidato dalla sua scelta interiore consapevole.

54 Esperienza innata, ereditaria animale ed umana specificamente umana Esperienza storica (delle generazioni precedenti) Esperienza sociale (degli altri uomini, indiretta e mediata) Esperienza duplicata (repeated experience, preceduta da rappresentazione) Vygotskij (1925) II

55 Localizzazionismo Frenologia di Franz Gall Paul Broca 1861 caso Tan, afasia motoria, corteccia frontale sx C. Wernicke ( ) afasia sensoriale, corteccia temporale sx D. Ferrier ( ) Olismo P. Flourens ( ) K. Goldstein ( ) K.S. Lashley ( ) -azione di massa (estensione della lesione) -equipotenzialità e funzionamento vicariante Teorie neurologiche

56 Charles S. Sherrington ( ) 1897 concetto di sinapsi biochimica Integrazione fra eccitazione e inibizione John Hughlings Jackson ( ) Organizzazione gerarchica del sistema nervoso Teoria dellevoluzione e dissoluzione Neurofisiologi Donald O. Hebb ( ) Sistema nervoso concettuale Teoria connessionistica del quadro di controllo Nella corteccia cerebrale si formano assemblee cellulari o gruppi di neuroni attivati contemporaneamente Leccitazione si diffonde in sequenza di fase integrando i gruppi neuronali fra loro

57 Metafora di Sherrington: il sistema nervoso è come un imbuto 5 volte più largo dalla parte dei recettori sensoriali che da quella motoria. Diversi gruppi di recettori lottano per una via (path) motoria efferente (ma ogni recettore è in rapporto con molte vie efferenti); molti stimoli possono attivare la stessa risposta, ma ogni stimolo può connettersi a più risposte motorie. I recettori sono come tanti imbuti rovesciati, che coprono tutta luscita dellimbuto diritto. Metafora di Vygotskij (amico del regista Eisenstein): un edificio dalle porte strette verso le quali corre una folla in preda al panico. Carattere selettivo della competizione tra risposte: tanti eccitamenti si traducono in poche reazioni dellorganismo. Una piccola forza di eccitamento può essere determinante. Vygotskij 1925 III Il coordinamento (conflitto) dei riflessi nel comportamento (sistema di reazioni vittoriose): centrale telefonica? (Pavlov)

58 S.M. Eisenstein ( )

59 Gordon Craig( )in Amleto nel 1897 Scenografia di Craig per Amleto Scenografia di Craig per Amleto al Teatro delle arti di Mosca, La tragedia di Amleto (1915) è il primo libro di Vygotskij, che aveva interessi per la linguistica, da critico teatrale, e diresse esperienze di drammatizzazione nella scuola

60 Nel 1932 Vygotskij scrive larticolo On the problem of the psychology of the actors creative work, pubblicato postumo in russo nel 1936, dove commenta il paradosso dellattore di D. Diderot, già commentato da A. Binet nel 1896: come può lattore esprimere intensa emozione senza provarla? Constantin S. Stanislavski( ), riformatore del teatro russo e fondatore del Teatro delle arti di Mosca, è noto per il metodo di training attoriale poi adattato da Lee Strasberg al teatro americano Lenciclopedista Denis Diderot ( )

61 Vygotskij 1925 IV Legge generale del collegamento dei riflessi: La risposta motoria o secretoria può diventare uno stimolo condizionato o una inibizione di un altro riflesso. Riflesso a catena (chain reflex) con cui Pavlov spiega l'istinto e i collegamenti inconsci, automatici dei riflessi. La trasmissione tra sistemi di riflessi diversi è "il meccanismo stesso della coscienza nel suo significato oggettivo. La possibilità del nostro corpo di essere un eccitatore (con i suoi atti) per se stesso (per nuovi atti): è questa la base della coscienza (p.282). Ci sono gradi di consapevolezza e "la coscienza delle proprie emozioni (experiences) non significa (altro) che il loro possesso in qualità di oggetto (stimolo) per altre emozioni (experiences). La coscienza è l'emozione delle emozioni, la capacità del riflesso (l'esperienza di un oggetto) di essere stimolo (l'oggetto di un'esperienza) per un nuovo riflesso (una nuova esperienza).

62 La concezione di Vygotskij anticipa lidea di retroazione o feedback secondo la quale la risposta dellorganismo può tornare indietro allorganismo stesso come stimolo per una nuova risposta. La coscienza è uneco, un apparato di risposta Esempi: 1. 1.La reazione circolare (Lange, J. Baldwin) Connessione secondaria del campo propriocettivo (Sherrington) 3. Rifrazione molteplice dei riflessi (Pavlov) Lintrospezione è possibile grazie al campo propriocettivo (recettori della posizione del corpo e del movimento nei muscoli, tendini e articolazioni) e ai riflessi secondari ad esso collegati. Di qui laccesso privilegiato e la scissione dellesperienza tra risposte e coscienza di esse, che esiste per me solo: laltro può vedere che mi muovo ma non sentire il mio movimento, neanche per empatia! (può semmai sentire il proprio movimento imitativo o gli effetti della sua simulazione neuronale) Vygotskij 1925 V Autocoscienza e autoosservazione

63 Il concetto di schema di Jean Piaget Piaget teorizza allorigine dellintelligenza nel bambino piccolo lo schema senso-motorio e in Memoria e intelligenza (1968) ne disegna lo schema (estendibile ad ogni altra struttura cognitiva): nella reazione circolare primaria (concetto ripreso da Baldwin) il neonato ripete la suzione a vuoto per provare la sensazione corporea, in quella secondaria scalcia il giocattolo appeso alla culla per vederlo oscillare e forma uno schema visivo-motorio. ORGANIZZAZIONE (Trasformazioni interne) AZIONI (Trasformazioni della realtà) INPUT Feedback propriocettivo (Costruzione degli schemi) Feedback dei risultati (Costruzione delle funzioni rappresentative)

64 Proposta metodologica: il resoconto del soggetto non è un atto di autoosservazione che aggiungerebbe "un cucchiaino di pece alla botte di miele della ricerca scientifica oggettiva", inquinando e sporcando lesperimento; il soggetto umano partecipante rimane oggetto dell'esperimento, ma il modo di interrogarlo introduce un nuovo stimolo eccitatore e produce una nuova risposta osservabile. Le risposte riflesse agli stimoli interiori richiedono il resoconto del soggetto, quindi "è necessario far passare (filter) l'esperimento attraverso le reazioni secondarie della coscienza". Perché non si può chiedere di pronunciare ad alta voce la parola pronunziata mentalmente? (p.286) (come nel thinking aloud) Vygotskij 1925 V Problemi di metodo Significato (oggettivo) che il resoconto verbale del soggetto può avere per la ricerca scientifica. I riflessi non palesi (discorso muto).....possono essere spesso scoperti indirettamente (p.285)

65 Si chiarisce che lessere determina la coscienza: lo sviluppo della coscienza dal momento della nascita, la sua derivazione dallesperienza, la sua secondarietà e quindi il condizionamento psicologico dovuto allambiente (p.290) Libera associazione verbale: tuono (lampo) serpente (se lelemento intermedio viene solo pensato, non si capisce il nesso). Importanza delle reazioni verbali: con luomo ci si può accordare a parole. La coscienza cacciata dalla porta (dalla riflessologia) torna dalla finestra, nelle tre sfere della psicologia empirica: 1.EMOZIONE Teoria periferica delle emozioni di James 2.CONOSCENZA Scuola di Würzburg: impossibilità di pensare il pensiero mentre si svolge perché la coscienza è un meccanismo secondario; posso però pensare a voce alta ed ascoltarmi, essere ascoltato, registrato ecc. 3.VOLONTÀ Coscienza della volontà e illusione dei due momenti: ho pensato e ho fatto (v. B. Libet, anni sessanta del Novecento) Vygotskij, 1925, V

66 La TEORIA PERIFERICA dellemozione di James-Lange Stimolo pericoloso (TIGRE) attivazione fisiologica e reazione emotiva (FUGA) emozione (PAURA) capovolge la limpostazione del senso comune (secondo la quale si trema di paura) sostenendo invece che abbiamo paura perché tremiamo Il feedback (retroazione sensoriale) proveniente dalle risposte corporee (soprattutto viscerali) costituirebbe laspetto emotivo interno, che si integra con la percezione dello stimolo esterno nellesperienza emozionale

67 Vygotskij 1925 VI Peculiarità del linguaggio Riflessi convertibili = il gruppo degli eccitatori sociali che provengono dagli uomini…io stesso posso riprodurre questi eccitatori…determinano il mio comportamento in modo diverso da tutti gli altri. Essi mi rendono simile agli altri, rendono i miei atti simili a se stessi. In senso lato, nel linguaggio si trova la fonte del comportamento sociale e della coscienza (p.291) Qui va cercata la radice del problema dell io altrui…Il meccanismo della conoscenza di sé (autocoscienza) e della conoscenza degli altri è lo stesso.

68 Noi conosciamo gli altri nella misura in cui conosciamo noi stessi; conoscendo lira altrui, io riproduco la mia (When I know another person anger, I reproduce my anger). Vygotskij invoca qui il meccanismo dei sentimenti per analogia o empatia di Lipps (citato in nota). Interpretazione: mentre percepisco le manifestazioni dira dellaltro, le imito o le simulo internamente, e così provo la stessa emozione. Quindi è perché sperimento contemporaneamente la mia ira che riconosco quella dellaltro? Conseguenze: posso capire laltro solo nei limiti di ciò che ho già provato per conto mio; se non riconosco i miei sentimenti, fraintenderò anche quelli dellaltro ROVESCIAMENTO (marxiano): dal primato (fenomenologico) dellindividuale intrapsichico al primato (storico-evolutivo) della relazione interpersonale In realtà sarebbe più giusto dire il contrario. Io ho coscienza di me soltanto nella misura in cui sono per me stesso un altro, cioè….posso nuovamente percepire i miei riflessi come nuovi stimoli Dal primato della coscienza al primato della relazione

69 Theodor Lipps (1910) Concetto di Concetto di Einfühlung (trad. di Titchener: empathy, empatia) per indicare il processo per cui la contemplazione della natura o dellopera darte attiva il soggetto, che trova corrispondenza emotiva in uno stimolo percettivo che rimanda a un oggetto altro da sé. Estensione al rapporto con laltro essere umano (o animale): immedesimazione nel sentimento manifestato dallaltro, grazie alle qualità espressive (cfr. E. Cassirer). La psicologia della Gestalt studia le qualità espressive o fisiognomiche come qualità terziarie, ove il contributo della soggettività è particolarmente rilevante (il salice piangente sembra triste). Ci permette di comprendere lo stato interno dellaltro per analogia con quello che proviamo nel produrre la stessa mimica facciale (o grazie al feedback facciale, o con limmediatezza della simulazione incarnata? Dibattito attuale della Social Cognition) Nasce in ambito estetico per indicare il processo per cui la contemplazione della natura o dellopera darte attiva il soggetto, che trova corrispondenza emotiva in uno stimolo percettivo che rimanda a un oggetto altro da sé. Estensione al rapporto con laltro essere umano (o animale): immedesimazione nel sentimento manifestato dallaltro, grazie alle qualità espressive (cfr. E. Cassirer). La psicologia della Gestalt studia le qualità espressive o fisiognomiche come qualità terziarie, ove il contributo della soggettività è particolarmente rilevante (il salice piangente sembra triste). Ci permette di comprendere lo stato interno dellaltro per analogia con quello che proviamo nel produrre la stessa mimica facciale (o grazie al feedback facciale, o con limmediatezza della simulazione incarnata? Dibattito attuale della Social Cognition)

70 LEMPATIA in psicologia (ted. Einfühlung, ingl. empathy) immedesimazione per comprendere EMPATIA AUTOMATICA E INVOLONTARIA, per egocentrismo e identificazione-proiezione confusiva può ostacolare la comprensione dellaltro EMPATIA DIFFERENZIATA comprendere il diverso da sé, con un valore conoscitivo CONTAGIO O MIMETISMO AFFETTIVO, IMITAZIONE dellespressione mimica facciale, base innata della condivisione dellemozione espressa dallaltro grazie al FEEDBACK FACCIALE

71 - -RESPONSIVITÀ EMOTIVA come capacità di sperimentare e di avere coscienza delle proprie emozioni - capacità di RICONOSCIMENTO delle emozioni altrui - capacità di MEDIAZIONE LINGUISTICA - consapevolezza della DISTINZIONE tra sé e laltro: Condizioni dellempatia differenziata -mediante la capacità di assunzione del RUOLO dellaltro ( role taking, mettersi mentalmente nei panni dellaltro nella POSIZIONE SOCIALE che occupa e che comporta ASPETTATIVE circa il comportamento atteso, V. Mead) -mediante l assunzione della PROSPETTIVA dellaltro (perspective taking, che permette di mettersi al posto dellaltro nella SITUAZIONE RELAZIONALE ATTUALE, comprendendo che dal suo punto di vista può vedere e interpretare la situazione in modo differente dal nostro, v. Piaget) come ENTITÀ PSICOFISICA, con stati interni indipendenti come IDENTITÀ PERSONALE, ciascuno con la sua storia

72 Sociologizzazione della coscienza: Al momento sociale della coscienza spetta il primato di tempo e di fatto. Lelemento individuale si costruisce, come elemento derivato e secondario, sulla base dellelemento sociale e secondo il suo esatto modello (p.292) Da qui deriva la duplicità della coscienza e lidea del sosia, oltre alla metafora freudiana dellIo che cavalca lEs. Come prova dellidentità dei meccanismi della coscienza e del contatto sociale con se stessi, Vygotskij invoca la formazione della coscienza del linguaggio nei sordomuti e lo sviluppo delle reazioni tattili nei ciechi (non uso le etichette politically correct odierne), esperimento naturale (la patologia secondo T. Ribot) in cui la coscienza del linguaggio e lesperienza sociale sorgono contemporaneamente e in modo assolutamente parallelo. Progetta un apposito lavoro, I principi delleducazione sociale dei bambini sordomuti del 1925 (congresso di Londra), che con altri contributi gli darà titoli per la carica di direttore dellIstituto di difettologia di Mosca, dal VI Origine sociale della coscienza

73 Vygotskij 1925 VII Loda La geniale analisi della coscienza compiuta da James, con citazioni dai capp. IX e X (dove dice che lo sforzo di autocoscienza trova sensazioni corporee) e dal saggio Esiste la coscienza? (1904), dove James rafforza la sua posizione filosofica monista spinoziana. La coscienza non è una categoria ontologica, ma una struttura del comportamento: la coscienza non è altro che il riflesso dei riflessi. In nota, accenno agli psicologi comportamentisti, al concetto di comportamento verbalizzato di Watson (1924) e allinterpretazione behavioristica della coscienza di K. Lashley (1923).

74 Vygotskij (1925) sostiene lunità di comportamento e coscienza nel soggetto umano storico, che impara a parlare la lingua materna entro una relazione interpersonale fondante la consapevolezza di sé come interiorizzazione del dialogo con un altro, o con se stesso come un altro. Ruolo del linguaggio verbale come stimolo doppio, cioè risposta manifesta vocale che diventa stimolo per chi lha prodotta, in quanto viene percepita uditivamente a feedback; parola rivolta al bambino eterodiretto da parte del genitore, che ne controlla il comportamento e gli offre un modello per lautoregolazione della propria condotta. La perdita della componente vocale, nella trasformazione del linguaggio egocentrico in linguaggio interiore che guida lazione, sarebbe quindi allorigine del pensiero e dellagire autonomo in base ad esso. Per riassumere……


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