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Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ

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Presentazione sul tema: "Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ"— Transcript della presentazione:

1 Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Piazza G. Ermini, 1 I Perugia Prof. Stefano Federici Corso di Psicologia generale Corso di Psicologia generale Corso 3 – Introduzione alle Neuroscienze: La lateralizzazione emisferica 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. LInterprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dellIntuizione

2 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 1 La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2

3 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La grandezza del nostro cervello Gazzaniga (2009) Human Gazzaniga (2009) Human Abbiamo cervelli più grandi di quel che ci si aspetterebbe da un scimmia antropomorfa, Abbiamo cervelli più grandi di quel che ci si aspetterebbe da un scimmia antropomorfa, abbiamo una neocorteccia che è 3x più grande di quella che ci si aspetterebbe rispetto alla nostra massa corporea, abbiamo una neocorteccia che è 3x più grande di quella che ci si aspetterebbe rispetto alla nostra massa corporea, abbiamo alcune aree della neocorteccia e del cervelletto che sono più grandi di quanto non ci si aspetti, abbiamo alcune aree della neocorteccia e del cervelletto che sono più grandi di quanto non ci si aspetti, abbiamo più materia bianca, il che vuol dire che probabilmente abbiamo più connessioni, e abbiamo più materia bianca, il che vuol dire che probabilmente abbiamo più connessioni, e abbiamo alcune differenze a livello microscopico nelle minicolonne corticali. abbiamo alcune differenze a livello microscopico nelle minicolonne corticali. 3

4 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lonnipresente lateralizzazione delle funzioni cerebrali Le differenze funzionali del cervello Le differenze funzionali del cervello Il cervello degli altri mammiferi, contrariamente a quello umano, non sembra essere fortemente lateralizzato, salvo rare eccezioni. Il cervello degli altri mammiferi, contrariamente a quello umano, non sembra essere fortemente lateralizzato, salvo rare eccezioni. «A essere sinceri, il cervello umano è una macchina bizzarra, messa al suo posto dalla selezione naturale per uno scopo ben preciso – fare scelte che possano portare ad un aumentare il successo nella riproduzione» (Gazzaniga, 2009).«A essere sinceri, il cervello umano è una macchina bizzarra, messa al suo posto dalla selezione naturale per uno scopo ben preciso – fare scelte che possano portare ad un aumentare il successo nella riproduzione» (Gazzaniga, 2009). 4

5 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La funzione evolutiva del corpo calloso Il corpo calloso ha permesso un ampliamento delle capacità a costo zero Il corpo calloso ha permesso un ampliamento delle capacità a costo zero Le capacità corticali potevano essere ampliate semplicemente eliminando gli aspetti ridondanti e facendo spazio a nuove aree corticali. Con la crescente richiesta di spazio corticale, forse la spinta evolutiva cominciò a modificare un emisfero, ma non laltro. Le capacità corticali potevano essere ampliate semplicemente eliminando gli aspetti ridondanti e facendo spazio a nuove aree corticali. Con la crescente richiesta di spazio corticale, forse la spinta evolutiva cominciò a modificare un emisfero, ma non laltro. Visto che il corpo calloso collega i due emisferi permettendo uno scambio di informazioni, mutazioni specifiche possono essere avvenute in unarea lateralizzata di un emisfero e rimanere assenti nellaltra, così da poter ancora avere la funzione corticale iniziale proveniente dalla medesima area e collegarla con tutto il resto del sistema cognitivo. È probabile che, mentre si sviluppavano, queste nuove funzioni siano state cooptate. Siccome continuavano a essere svolte dallaltro emisfero, nel complesso non cè stata una diminuzione nelle capacità specifiche. Visto che il corpo calloso collega i due emisferi permettendo uno scambio di informazioni, mutazioni specifiche possono essere avvenute in unarea lateralizzata di un emisfero e rimanere assenti nellaltra, così da poter ancora avere la funzione corticale iniziale proveniente dalla medesima area e collegarla con tutto il resto del sistema cognitivo. È probabile che, mentre si sviluppavano, queste nuove funzioni siano state cooptate. Siccome continuavano a essere svolte dallaltro emisfero, nel complesso non cè stata una diminuzione nelle capacità specifiche. 5

6 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Aumento dei circuiti locali intraemisferici e diminuzione dei circuiti interemisferici Lemisfero sinistro è piuttosto limitato nelle sue capacità percettive e lemisfero destro è ancora più limitato nelle sue capacità cognitive. La selezione naturale ha concesso questa strana condizione perché il corpo calloso ha permesso di integrare i vari cambiamenti in un sistema funzionale che è solo migliorato quanto a meccanismi decisionali. La selezione naturale ha concesso questa strana condizione perché il corpo calloso ha permesso di integrare i vari cambiamenti in un sistema funzionale che è solo migliorato quanto a meccanismi decisionali. Se i circuiti locali divengono più specializzati e ottimizzano lo svolgimento di funzioni specifiche, il cervello, un tempo bilaterale, non ha più bisogno di mantenere connessi tra loro i medesimi sistemi per ogni aspetto dellelaborazione delle informazioni. La comunicazione tra i due emisferi può essere ridotta, visto che solo i prodotti ultimi dei centri per lelaborazione delle informazioni devono essere comunicati dallaltra metà del cervello. Se i circuiti locali divengono più specializzati e ottimizzano lo svolgimento di funzioni specifiche, il cervello, un tempo bilaterale, non ha più bisogno di mantenere connessi tra loro i medesimi sistemi per ogni aspetto dellelaborazione delle informazioni. La comunicazione tra i due emisferi può essere ridotta, visto che solo i prodotti ultimi dei centri per lelaborazione delle informazioni devono essere comunicati dallaltra metà del cervello. 6

7 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Funzioni simmetriche sensoriali e motorie e asimmetriche nelle aree associative I due emisferi sono alquanto simmetrici rispetto alle funzioni sensoriali e motorie fondamentali; ciascun emisfero compie quindi le stesse attività, ma queste sono dirette a una diversa metà del corpo. ciascun emisfero compie quindi le stesse attività, ma queste sono dirette a una diversa metà del corpo. Tale simmetria viene però meno nelle aree associative. Nelluomo, certe aree associative dellemisfero sinistro sono specializzate per il linguaggio, Nelluomo, certe aree associative dellemisfero sinistro sono specializzate per il linguaggio, mentre le aree analoghe dellemisfero destro sono specializzate per lanalisi non verbale, visivo- spaziale, dellinformazione. mentre le aree analoghe dellemisfero destro sono specializzate per lanalisi non verbale, visivo- spaziale, dellinformazione. 7

8 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e laltro1/4 Anche se alcune asimmetrie dellanalisi sensoriale, fra un emisfero cerebrale e laltro, sono presenti nella maggior parte dei mammiferi, tale asimmetria appare particolarmente accentuata nellUomo per il fatto che il nostro comportamento fa largamente appello a simbolismi altamente complessi. Il linguaggio, la matematica, la capacità di leggere spartiti musicali, sono esempi chiari delluso di simboli, ma va detto che praticamente le rappresentazioni simboliche costituiscono una componente importante di ogni comportamento umano. Il linguaggio, la matematica, la capacità di leggere spartiti musicali, sono esempi chiari delluso di simboli, ma va detto che praticamente le rappresentazioni simboliche costituiscono una componente importante di ogni comportamento umano. Ciononostante, la maggio parte delle nostre attività richiede, in qualche misura, lattività di entrambi gli emisferi. Ciononostante, la maggio parte delle nostre attività richiede, in qualche misura, lattività di entrambi gli emisferi. 8

9 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e laltro2/4 Lemisfero dominante (generalmente il sinistro) è maggiormente in rapporto con il significato delle parole, mentre Limportanza dellemisfero dominante è minore nellanalisi spaziale nei processi dellattenzione. In generale, le lesioni del lobo parietale inferiore sinistro determinano la comparsa di segni lievi di negligenza sensoriale della parte destra dello spazio. In generale, le lesioni del lobo parietale inferiore sinistro determinano la comparsa di segni lievi di negligenza sensoriale della parte destra dello spazio. Lemisfero non dominante svolge un ruolo più importante per ciò che riguarda linflessione del discorso e lespressione del viso. Limportanza dellemisfero non dominante nellanalisi spaziale viene messa in luce dal suo ruolo fondamentale nei processi dellattenzione. Quando la lesione è localizzata nel lobo parietale destro la negligenza sensoriale è molto più accentuata. Quando la lesione è localizzata nel lobo parietale destro la negligenza sensoriale è molto più accentuata. 9

10 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e laltro3/4 10

11 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e laltro4/4 Lemisfero dominante svolge i compiti più importanti nel coordinare e dirigere una successione di azioni che, prese tutte insieme, costituiscono un comportamento finalizzato. Una lesione della parte posteriore dellarea 5 del lobo parietale dellemisfero dominante altera molto più gravemente lesecuzione di risposte motorie apprese (aprassia) di quanto non faccia una identica lesione localizzata nellemisfero non dominante. Una lesione della parte posteriore dellarea 5 del lobo parietale dellemisfero dominante altera molto più gravemente lesecuzione di risposte motorie apprese (aprassia) di quanto non faccia una identica lesione localizzata nellemisfero non dominante. Analogamente, una lesione della regione frontale dellemisfero dominante può alterare profondamente lesecuzione di movimenti fini, finalizzati, di entrambe le mani. Analogamente, una lesione della regione frontale dellemisfero dominante può alterare profondamente lesecuzione di movimenti fini, finalizzati, di entrambe le mani. 11

12 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Gli effetti di lesioni sullemisfero sinistro Paul Broca (1861) e altri studiosi osservarono che le persone con lesioni allemisfero sinistro manifestavano la perdita delle abilità di verbalizzazione molto più spesso dei soggetti che avevano subito un danno analogo allemisfero destro. Di frequente le persone con lesioni allemisfero sinistro non sono più in grado di sviluppare discorsi coerenti o di comprendere ciò che gli altri dicono, pur conservando intatte le capacità sensoriali e motorie. Di frequente le persone con lesioni allemisfero sinistro non sono più in grado di sviluppare discorsi coerenti o di comprendere ciò che gli altri dicono, pur conservando intatte le capacità sensoriali e motorie. Mentre era allapice della carriera, il compositore russo Shebalin fu colpito da un ictus (la rottura di un vaso sanguigno entro i distretti cerebrali), che gli procurò un danno permanente a una porzione della corteccia dellemisfero sinistro.Mentre era allapice della carriera, il compositore russo Shebalin fu colpito da un ictus (la rottura di un vaso sanguigno entro i distretti cerebrali), che gli procurò un danno permanente a una porzione della corteccia dellemisfero sinistro. Da quel momento Shebalin ebbe sempre gravi difficoltà a esprimersi verbalmente e a comprendere i discorsi degli altri, ma continuò a creare grande musica.Da quel momento Shebalin ebbe sempre gravi difficoltà a esprimersi verbalmente e a comprendere i discorsi degli altri, ma continuò a creare grande musica. La sua Quinta sinfonia, composta dopo essere stato colpito dallictus, fu definita dal grande compositore Dmitri Shostakovic «un brillante lavoro creativo, da cui traspaiono le emozioni più elevate, grande ottimismo e una forte carica vitale» (Gardner, 1974). La sua Quinta sinfonia, composta dopo essere stato colpito dallictus, fu definita dal grande compositore Dmitri Shostakovic «un brillante lavoro creativo, da cui traspaiono le emozioni più elevate, grande ottimismo e una forte carica vitale» (Gardner, 1974). 12

13 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La sindrome dellafasia di Wernicke Carl Wernicke nel 1876 descriveva un nuovo tipo di afasia Carl Wernicke nel 1876 descriveva un nuovo tipo di afasia Lafasia di Wernicke è caratterizzata da un disturbo della comprensione del linguaggio e non della pronuncia delle parole. Lafasia di Wernicke è caratterizzata da un disturbo della comprensione del linguaggio e non della pronuncia delle parole. Mentre i pazienti di Broca capivano ma non riuscivano a parlare, quelli di Wernicke parlavano ma non riuscivano a capire. Mentre i pazienti di Broca capivano ma non riuscivano a parlare, quelli di Wernicke parlavano ma non riuscivano a capire. Il nuovo tipo di afasia era dovuto a lesioni della parte posteriore del lobo temporale dove questo si unisce al lobo parietale e a quello occipitale. Il nuovo tipo di afasia era dovuto a lesioni della parte posteriore del lobo temporale dove questo si unisce al lobo parietale e a quello occipitale. 13

14 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Gli effetti di lesioni sullemisfero destro Per decenni queste osservazioni furono interpretate dal mondo medico come la dimostrazione che lemisfero sinistro era dominante, mentre il destro sarebbe stato meno importante. Ma negli anni 60 si andarono accumulando prove, sempre più significative, del fatto che anche lemisfero destro è la sede di speciali funzioni intellettive. Ma negli anni 60 si andarono accumulando prove, sempre più significative, del fatto che anche lemisfero destro è la sede di speciali funzioni intellettive. Da uno studio condotto sui soldati che avevano subito ferite al cervello durante la seconda guerra mondiale, lo psicologo russo Alexander Luria (1966, 1970) poté concludere che le persone con lesioni allemisfero destro spesso manifestano gravi difficoltà a riconoscere i volti, a leggere le mappe e a disegnare figure geometriche. Allincirca nello stesso periodo, léquipe di Brenda Milner (1974), a Montreal, scoprì che, in seguito alla distruzione chirurgica di porzioni dellemisfero destro, i soggetti manifestano deficit specifici nellabilità a riconoscere o a ricordare figure. Da questi risultati venne sempre più consolidandosi la teoria che lemisfero destro sia specializzato nella comprensione delle relazioni spaziali, e quello sinistro nel linguaggio. 14

15 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 2 Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 15

16 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La sindrome da cervello diviso Le prove che i due emisferi sono specializzati in attività distinte cominciarono ad emergere con grande evidenza negli anni 60, quando Sperry e Gazzaniga iniziarono a studiare soggetti sui quali, come rimedio estremo per trattare lepilessia, era stato sezionato chirurgicamente il corpo calloso. In genere, loperazione riusciva effettivamente a ridurre o a eliminare del tutto gli attacchi epilettici, e questi pazienti, terminato il periodo di convalescenza, di solito non manifestavano alcuna caduta nel punteggio dei test del QI, né difficoltà a sostenere una conversazione o a coordinare le due metà del corpo per eseguire compiti che richiedevano una certa destrezza. In genere, loperazione riusciva effettivamente a ridurre o a eliminare del tutto gli attacchi epilettici, e questi pazienti, terminato il periodo di convalescenza, di solito non manifestavano alcuna caduta nel punteggio dei test del QI, né difficoltà a sostenere una conversazione o a coordinare le due metà del corpo per eseguire compiti che richiedevano una certa destrezza. Ma Sperry e Gazzaniga dimostrarono che, sottoposti a test particolari, in cui sinviava uninformazione a uno solo degli emisferi, i soggetti si comportavano come se avessero due menti separate, con capacità distinte. Ma Sperry e Gazzaniga dimostrarono che, sottoposti a test particolari, in cui sinviava uninformazione a uno solo degli emisferi, i soggetti si comportavano come se avessero due menti separate, con capacità distinte. 16

17 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Esperimenti su pazienti con cervello diviso La premessa su cui si fondavano gli studi su pazienti con cervello diviso consisteva nel fatto che le connessioni sensoriali e motorie del cervello sono crociate. In un cervello intatto, linformazione che arriva a un emisfero passa poi allaltro attraverso le fibre del corpo calloso, ma nei soggetti con cervello diviso questa comunicazione di stimoli nervosi da un emisfero allaltro non può avvenire. In un cervello intatto, linformazione che arriva a un emisfero passa poi allaltro attraverso le fibre del corpo calloso, ma nei soggetti con cervello diviso questa comunicazione di stimoli nervosi da un emisfero allaltro non può avvenire. Grazie ad una particolare apparecchiatura (tachistoscopio) è possibile sottoporre un soggetto commessuratizzato a test particolari in cui Grazie ad una particolare apparecchiatura (tachistoscopio) è possibile sottoporre un soggetto commessuratizzato a test particolari in cui sinvia uninformazione visiva a uno solo degli emisferi, presentando uno stimolo nel campo visivo controlaterale,sinvia uninformazione visiva a uno solo degli emisferi, presentando uno stimolo nel campo visivo controlaterale, sinvia uninformazione tattile a un solo emisfero, facendo percepire al paziente un oggetto con la mano controlaterale, esinvia uninformazione tattile a un solo emisfero, facendo percepire al paziente un oggetto con la mano controlaterale, e si ottiene una risposta da un solo emisfero, facendo indicare al paziente un oggetto con la mano controlaterale.si ottiene una risposta da un solo emisfero, facendo indicare al paziente un oggetto con la mano controlaterale. 17

18 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il corpo calloso 18

19 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Chiasma ottico Alcune fibre dei nervi ottici sincrociano, mentre altre no, a livello del chiasma. Ne risulta che alcuni dei neuroni che ricevono gli stimoli dal campo visivo di sinistra li inviano allemisfero destro, e viceversa. Ne risulta che alcuni dei neuroni che ricevono gli stimoli dal campo visivo di sinistra li inviano allemisfero destro, e viceversa. Ciò rende possibile, su un soggetto con cervello diviso, inviare uninformazione visiva a uno solo degli emisferi, facendo in modo che la persona fissi un punto su uno schermo, quindi proiettando per pochi attimi uno stimolo a destra o a sinistra del punto. 19

20 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Figura dellapparecchio per sottoporre a test i soggetti con cervello diviso Con questo apparecchio è possibile proiettare uno stimolo nelluno o nellaltro campo visivo (o in entrambi contemporaneamente) e si chiede al soggetto di identificare unicamente col tatto alcuni oggetti, usando luna o laltra mano. Se si proietta limmagine di un martello nel campo visivo sinistro, il soggetto è in grado di riconoscere il martello con la mano sinistra, ma a voce afferma di non aver visto sullo schermo alcuna immagine (Gazzaniga, 1967). 20

21 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Gli esperimenti di Sperry e Gazzaniga su soggetti con cervello diviso Quando limmagine appare nel campo visivo destro (quindi giunge allemisfero sinistro specializzato nella comprensione del linguaggio), il soggetto è in grado di descriverla con la stessa precisione di qualsiasi persona dal cervello indiviso; ma se limmagine appare nel campo visivo di sinistra (perciò arriva allemisfero destro specializzato nella comprensione delle relazioni spaziali), il paziente sostiene che non è stata proiettata alcuna immagine, o tenta a caso dindovinare. Dopo questa prova, i ricercatori chiedono allo stesso paziente di raggiungere un gruppo di oggetti con luna o con laltra mano infilandola sotto una barriera, e di identificare, toccandolo, loggetto di cui è stata appena proiettata limmagine. Dopo questa prova, i ricercatori chiedono allo stesso paziente di raggiungere un gruppo di oggetti con luna o con laltra mano infilandola sotto una barriera, e di identificare, toccandolo, loggetto di cui è stata appena proiettata limmagine. Laffascinante risultato di questo test è che il soggetto identifica, senza esitare, con la mano sinistra (ma non con la destra) proprio loggetto che ha appena asserito di non avere visto.Laffascinante risultato di questo test è che il soggetto identifica, senza esitare, con la mano sinistra (ma non con la destra) proprio loggetto che ha appena asserito di non avere visto. Quindi, se limmagine recepita dallemisfero destro era quella di un martello, la mano sinistra sceglie il martello entro il gruppo di oggetti: tutto ciò mentre il paziente sta ancora sostenendo, a parole, che non è stata proiettata alcuna immagine. Quindi, se limmagine recepita dallemisfero destro era quella di un martello, la mano sinistra sceglie il martello entro il gruppo di oggetti: tutto ciò mentre il paziente sta ancora sostenendo, a parole, che non è stata proiettata alcuna immagine. In altri esperimenti, Sperry e Gazzaniga hanno trovato che i soggetti con cervello diviso sono molto più abili nel comporre puzzle o nel disegnare figure geometriche con la mano sinistra che con la destra; ciò sta a indicare che lemisfero destro presiede allesecuzione di compiti in cui è coinvolta la percezione dei rapporti spaziali. ciò sta a indicare che lemisfero destro presiede allesecuzione di compiti in cui è coinvolta la percezione dei rapporti spaziali. 21

22 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Differenze individuali rispetto alla capacità di comprensione del linguaggio dellemisfero destro Nei soggetti con cervello diviso esiste unampia variabilità individuale rispetto alla capacità dellemisfero destro di comprendere il linguaggio. In alcuni soggetti lemisfero destro esibisce a questo riguardo unincapacità praticamente totale, tanto che queste persone non possono sostenere un test come quello appena descritto, poiché il loro emisfero non è in grado di comprendere unistruzione del tipo: «Scegli loggetto che hai visto sullo schermo». In alcuni soggetti lemisfero destro esibisce a questo riguardo unincapacità praticamente totale, tanto che queste persone non possono sostenere un test come quello appena descritto, poiché il loro emisfero non è in grado di comprendere unistruzione del tipo: «Scegli loggetto che hai visto sullo schermo». Allaltro estremo della scala vi sono soggetti che rivelano una capacità di comprensione del linguaggio praticamente identica per entrambi gli emisferi (sebbene il loro emisfero destro non sia in grado, comunque, di facilitare la produzione del linguaggio). Allaltro estremo della scala vi sono soggetti che rivelano una capacità di comprensione del linguaggio praticamente identica per entrambi gli emisferi (sebbene il loro emisfero destro non sia in grado, comunque, di facilitare la produzione del linguaggio). In alcuni soggetti le specifiche abilità cerebrali sono invertite, ovvero lemisfero destro si rivela superiore al sinistro nella comprensione e nella produzione del linguaggio. In alcuni soggetti le specifiche abilità cerebrali sono invertite, ovvero lemisfero destro si rivela superiore al sinistro nella comprensione e nella produzione del linguaggio. Da prove condotte su soggetti con corpo calloso intatto è emerso che nel 4% circa degli individui destrimani e nel 15% dei mancini i centri del linguaggio sono localizzati nellemisfero destro anziché nel sinistro (Rasmussen e Milner, 1977).Da prove condotte su soggetti con corpo calloso intatto è emerso che nel 4% circa degli individui destrimani e nel 15% dei mancini i centri del linguaggio sono localizzati nellemisfero destro anziché nel sinistro (Rasmussen e Milner, 1977). 22

23 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Conflitti tra gli emisferi e il suggerimento crociato 1/3 Come è possibile che persone cui è stato resecato il corpo calloso riescano a cavarsela così bene nella vita quotidiana? Che cosa impedisce ai loro due emisferi di operare in direzioni opposte, ingenerando così un conflitto tra le due metà del corpo? In alcuni casi, soprattutto a breve distanza di tempo dallintervento chirurgico, sorge effettivamente un conflitto tra le due parti del corpo. In alcuni casi, soprattutto a breve distanza di tempo dallintervento chirurgico, sorge effettivamente un conflitto tra le due parti del corpo. Uno di questi pazienti riferiva che al mattino, quando cercava di vestirsi, la mano destra tentava di infilare i calzoni e la sinistra di toglierli; evidentemente il suo emisfero destro desiderava tornarsene a letto.Uno di questi pazienti riferiva che al mattino, quando cercava di vestirsi, la mano destra tentava di infilare i calzoni e la sinistra di toglierli; evidentemente il suo emisfero destro desiderava tornarsene a letto. Conflitti di questo tipo sono tuttavia rari e in genere vengono vinti dallemisfero sinistro (la mano destra). Conflitti di questo tipo sono tuttavia rari e in genere vengono vinti dallemisfero sinistro (la mano destra). 23

24 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Conflitti tra gli emisferi e il suggerimento crociato 2/3 Una delle prime cose che questi pazienti riferiscono dopo loperazione è che la loro mano sinistra sembra possedere una mente propria. I pazienti possono trovarsi a posare un libro con la mano sinistra anche se lo stavano leggendo con grande interesse. Questo conflitto si verifica perché lemisfero destro, che controlla la mano sinistra, non sa leggere e dunque trova noioso il libro. I pazienti possono trovarsi a posare un libro con la mano sinistra anche se lo stavano leggendo con grande interesse. Questo conflitto si verifica perché lemisfero destro, che controlla la mano sinistra, non sa leggere e dunque trova noioso il libro. I pazienti si sorprendono a fare gesti osceni (con la mano sinistra) che non avevano nessuna intenzione di fare. I pazienti si sorprendono a fare gesti osceni (con la mano sinistra) che non avevano nessuna intenzione di fare. Uno psicologo una volta riferì che un uomo con il cervello diviso aveva tentato di picchiare la moglie con una mano e proteggerla con laltra. Questuomo aveva veramente intenzione di farle del male? Uno psicologo una volta riferì che un uomo con il cervello diviso aveva tentato di picchiare la moglie con una mano e proteggerla con laltra. Questuomo aveva veramente intenzione di farle del male? 24

25 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Conflitti tra gli emisferi e il suggerimento crociato 3/3 Labilità di questi soggetti a coordinare lattività dei due emisferi probabilmente coinvolge molti e diversi meccanismi Labilità di questi soggetti a coordinare lattività dei due emisferi probabilmente coinvolge molti e diversi meccanismi In primo luogo, solo la corteccia e alcune regioni del sistema limbico vengono separate dalla resezione del corpo calloso. In primo luogo, solo la corteccia e alcune regioni del sistema limbico vengono separate dalla resezione del corpo calloso. I centri motori che controllano i movimenti generali del corpo, come quelli della locomozione, sono localizzati in regioni cerebrali indivise, sotto il livello della resezione; inoltre, è possibile che alcune informazioni sensoriali passino da un emisfero allaltro attraverso queste vie più basse (Springer e Deutsch, 1989).I centri motori che controllano i movimenti generali del corpo, come quelli della locomozione, sono localizzati in regioni cerebrali indivise, sotto il livello della resezione; inoltre, è possibile che alcune informazioni sensoriali passino da un emisfero allaltro attraverso queste vie più basse (Springer e Deutsch, 1989). Nelle condizioni normali poi, quando cioè il paziente può muovere gli occhi tuttattorno e sentire gli oggetti con entrambe le mani, i due emisferi possono comunque ricevere informazioni uguali, o molto simili, anche se ciò avviene per vie separate. Nelle condizioni normali poi, quando cioè il paziente può muovere gli occhi tuttattorno e sentire gli oggetti con entrambe le mani, i due emisferi possono comunque ricevere informazioni uguali, o molto simili, anche se ciò avviene per vie separate. Infine, sembra che i due emisferi apprendano a comunicare tra loro per via indiretta, osservando il comportamento che laltro produce; un processo che Gazzaniga ha chiamato suggerimento crociato. Infine, sembra che i due emisferi apprendano a comunicare tra loro per via indiretta, osservando il comportamento che laltro produce; un processo che Gazzaniga ha chiamato suggerimento crociato. Per esempio, lemisfero destro può percepire qualcosa di spiacevole e produrre un aspetto accigliato, mentre il sinistro può recepire lespressione aggrottata e dirsi: «Sono triste».Per esempio, lemisfero destro può percepire qualcosa di spiacevole e produrre un aspetto accigliato, mentre il sinistro può recepire lespressione aggrottata e dirsi: «Sono triste». 25

26 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La via olfattiva non crociata negli split-brain Uneccezione alla rappresentazione crociata dellinformazione sensoriale è il sistema olfattivo Uneccezione alla rappresentazione crociata dellinformazione sensoriale è il sistema olfattivo Quando una persona sente il profumo di un fiore con la narice sinistra, soltanto lemisfero di sinistra riceve la sensazione dellodore. Quando una persona sente il profumo di un fiore con la narice sinistra, soltanto lemisfero di sinistra riceve la sensazione dellodore. Se la narice destra di un paziente con il cervello diviso viene chiusa, lasciando aperta soltanto quella sinistra, il paziente sarà in grado di dire quale odore sta sentendo. Se però il profumo entra attraverso la narice destra, il paziente dirà di non sentire niente. In realtà, lemisfero ha percepito correttamente lodore e può identificarlo. Per dimostrare che è così, chiediamo al nostro paziente di sentire un odore con la narice destra e contemporaneamente toccare alcuni oggetti nascosti alla vista da uno schermo. In realtà, lemisfero ha percepito correttamente lodore e può identificarlo. Per dimostrare che è così, chiediamo al nostro paziente di sentire un odore con la narice destra e contemporaneamente toccare alcuni oggetti nascosti alla vista da uno schermo. Se gli chiediamo di usare la mano sinistra, controllata dallemisfero che ha rilevato lodore, il paziente sceglierà loggetto corrispondente all'odore. Se gli chiediamo di usare la mano destra, il paziente fallirà la prova perché la mano destra è connessa allemisfero sinistro, che non ha percepito lodore. 26

27 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Identificazione di un oggetto in risposta a uno stimolo olfattivo 27

28 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La confabulazione dellinterprete Unimmagine veniva mostrata esclusivamente allemisfero sinistro e laltra esclusivamente al destro. AI paziente veniva quindi chiesto di indicare, tra una serie di figure, quali fossero associate a quelle in precedenza lateralizzate rispettivamente al lato sinistro e destro del cervello. AI paziente veniva quindi chiesto di indicare, tra una serie di figure, quali fossero associate a quelle in precedenza lateralizzate rispettivamente al lato sinistro e destro del cervello. In un caso, limmagine di una zampa di gallina veniva presentata allemisfero sinistro e limmagine di un paesaggio innevato al destro.In un caso, limmagine di una zampa di gallina veniva presentata allemisfero sinistro e limmagine di un paesaggio innevato al destro. Nella serie di figure poste davanti al soggetto, lassociazione corretta più ovvia era una gallina per la zampa di gallina e una pala per il paesaggio innevato. Nella serie di figure poste davanti al soggetto, lassociazione corretta più ovvia era una gallina per la zampa di gallina e una pala per il paesaggio innevato. Uno dei pazienti rispose scegliendo la pala con la mano sinistra e la gallina con la mana destra. Quando gli fu chiesto perché avesse scelto queste figure, il suo emisfero sinistro rispose: Uno dei pazienti rispose scegliendo la pala con la mano sinistra e la gallina con la mana destra. Quando gli fu chiesto perché avesse scelto queste figure, il suo emisfero sinistro rispose: «Oh, è semplice, la zampa di gallina va con la gallina, e si ha bisogno di una pala per pulire il pollaio».«Oh, è semplice, la zampa di gallina va con la gallina, e si ha bisogno di una pala per pulire il pollaio». Lemisfero sinistro, osservando la risposta della mano sinistra, lha interpretata in un contesto conforme alla sfera delle sue conoscenze, sfera che non include informazioni sul paesaggio innevato. 28

29 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Gazzaniga, M. S. (2002). The Split Brain Revisited. Scientific American Special Edition, 12(1),

30 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La confabulazione dellinterprete Il fatto sorprendente è che lemisfero sinistro è perfettamente in grado di dire qualcosa del tipo: «Vedi, non ho alcuna idea del perché ho scelto la pala; il mio cervello è diviso, non te lo ricordi? Probabilmente hai presentato qualcosa alla metà del mio cervello che non può parlare; ciò mi succede sempre. Lo sai che non ti posso dire perché ho scelto la pala. Smettila di farmi questa stupida domanda». «Vedi, non ho alcuna idea del perché ho scelto la pala; il mio cervello è diviso, non te lo ricordi? Probabilmente hai presentato qualcosa alla metà del mio cervello che non può parlare; ciò mi succede sempre. Lo sai che non ti posso dire perché ho scelto la pala. Smettila di farmi questa stupida domanda». Ma non dice così. 30

31 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Funzione adattativa delle cosiddette difese freudiane Ramachandran sostiene che il motivo alla base delle cosiddette difese freudiane, ossia delle negazioni, rimozioni, confabulazioni e altre forme di autoinganno che governano la nostra vita quotidiana. Lungi dallessere maladattativi, questi comuni meccanismi di difesa impediscono al cervello di precipitare nellindecisione e nel disorientamento a causa della esplosione di combinazioni che si avrebbe se venissero accettati tutti i possibili copioni elaborati con il materiale proveniente dai sensi. Lungi dallessere maladattativi, questi comuni meccanismi di difesa impediscono al cervello di precipitare nellindecisione e nel disorientamento a causa della esplosione di combinazioni che si avrebbe se venissero accettati tutti i possibili copioni elaborati con il materiale proveniente dai sensi. Certo, ce uno scotto in tutto questo, e cioè che mentiamo a noi stessi; ma è un piccolo prezzo da pagare se si pensa a quale coerenza e quale stabilità siano conferite al sistema nel suo complesso. Certo, ce uno scotto in tutto questo, e cioè che mentiamo a noi stessi; ma è un piccolo prezzo da pagare se si pensa a quale coerenza e quale stabilità siano conferite al sistema nel suo complesso. 31

32 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Le strategie dei due emisferi Le strategie adottate dai due emisferi per affrontare la realtà sono profondamente diverse. Il compito del sinistro è creare un sistema di credenze o modello e di incorporare in esso le nuove esperienze. Il compito del sinistro è creare un sistema di credenze o modello e di incorporare in esso le nuove esperienze. Se si trova di fronte a nuovi dati che non si adattano al modello, si affida ai meccanismi di difesa freudiani della negazione, della rimozione e della confabulazione, insomma, a qualunque cosa preservi lo status quo.Se si trova di fronte a nuovi dati che non si adattano al modello, si affida ai meccanismi di difesa freudiani della negazione, della rimozione e della confabulazione, insomma, a qualunque cosa preservi lo status quo. Il compito dellemisfero destro, invece, è fare la parte dellavvocato del diavolo, mettere in discussione lo status quo e cercare generali incongruenze. Il compito dellemisfero destro, invece, è fare la parte dellavvocato del diavolo, mettere in discussione lo status quo e cercare generali incongruenze. Quando le informazioni anomale raggiungono una certa soglia, esso decide che è ora di procedere a una revisione completa dellintero modello e di ricominciare da zero.Quando le informazioni anomale raggiungono una certa soglia, esso decide che è ora di procedere a una revisione completa dellintero modello e di ricominciare da zero. In risposta alle anomalie In risposta alle anomalie lemisfero destro impone un cambiamento di paradigma kuhniano, lemisfero destro impone un cambiamento di paradigma kuhniano, il sinistro si aggrappa sempre tenacemente allo status quo. il sinistro si aggrappa sempre tenacemente allo status quo. 32

33 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 3 La blindsight o visione cieca 33

34 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La blindsight o visione cieca La blindsight o visione cieca di una persona colpita da ictus che ha danneggiato irrimediabilmente il sistema visivo primario dellemisfero destro: non può vedere più niente nellemicampo visivo sinistro. Tuttavia, studi compiuti negli ultimi trentanni indicano che, sebbene non possano consciamente vedere nel campo visivo cieco, la mente e perfino la bocca sarebbero in grado di reagire agli stimoli lì presentati. I pazienti possono reagire agli stimoli che si presentano nel campo cieco senza esserne consapevoli. I pazienti possono reagire agli stimoli che si presentano nel campo cieco senza esserne consapevoli. La blindsight o visione cieca di una persona colpita da ictus che ha danneggiato irrimediabilmente il sistema visivo primario dellemisfero destro: non può vedere più niente nellemicampo visivo sinistro. Tuttavia, studi compiuti negli ultimi trentanni indicano che, sebbene non possano consciamente vedere nel campo visivo cieco, la mente e perfino la bocca sarebbero in grado di reagire agli stimoli lì presentati. I pazienti possono reagire agli stimoli che si presentano nel campo cieco senza esserne consapevoli. I pazienti possono reagire agli stimoli che si presentano nel campo cieco senza esserne consapevoli. 34

35 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La cecità corticale La cecità corticale differisce dalla cecità causata dalla completa distruzione degli occhi, la retina, o del nervo ottico: questa lesione distrugge linput nel cervello, mentre la distruzione della corteccia striata (corteccia visiva primaria) risparmia la proiezione retinica (retinofuga) che non proietta (solamente o del tutto) a questa struttura. Registrazioni fisiologiche nelle scimmie e la neuroimmagine funzionale in pazienti hanno mostrato che questo sistema rimane visivamente responsivo a seguito della inattivazione o distruzione della V1. Registrazioni fisiologiche nelle scimmie e la neuroimmagine funzionale in pazienti hanno mostrato che questo sistema rimane visivamente responsivo a seguito della inattivazione o distruzione della V1. Che le funzioni visive rimangano in una cecità corticale assoluta, sono infatti cieche, è un degli aspetti più intriganti del fenomeno. 35

36 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Visione cieca e riconoscimento delle emozioni nei volti umani Un paziente con cecità corticale a causa di un ictus i suoi occhi sono in grado di ricevere stimoli visivi, ma la parte primaria della sua corteccia visiva è stata distrutta. È cieco. Non può nemmeno distinguere la luce dallombra. Potete mostrargli immagini di cerchi o quadrati, o chiedergli di distinguere tra foto di uomini e di donne; egli non ha alcuna idea di ciò che gli stia davanti. Potete mostrargli dei volti animali che ringhiano o volti di animali calmi, ed egli non ha nulla da dire. Non può nemmeno distinguere la luce dallombra. Potete mostrargli immagini di cerchi o quadrati, o chiedergli di distinguere tra foto di uomini e di donne; egli non ha alcuna idea di ciò che gli stia davanti. Potete mostrargli dei volti animali che ringhiano o volti di animali calmi, ed egli non ha nulla da dire. Ma se gli mostrate delle immagini di volti umani arrabbiati o felici, egli, così come altri pazienti con questo tipo di lesione cerebrale, può indovinare di che tipo di emozione si tratta. Questo paziente quando viene scannerizzato tramite una fMRI mentre svolgeva questo compito, la parte destra della amigdala divenne attiva. Lamigdala non è collegata con il centro del linguaggio. Non dice al centro linguaggio: ho appena visto una faccia veramente spaventata affinché il paziente possa indovinare che la foto che gli è mostrata è quella di una persona spaventata. Il paziente non ha avuto bisogno della mente cosciente per riconoscere lemozione! Lamigdala non è collegata con il centro del linguaggio. Non dice al centro linguaggio: ho appena visto una faccia veramente spaventata affinché il paziente possa indovinare che la foto che gli è mostrata è quella di una persona spaventata. Il paziente non ha avuto bisogno della mente cosciente per riconoscere lemozione! 36

37 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 4 LInterprete e la sua funzione adattativa 37

38 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Linterprete e la mente La mente è lultima a sapere le cose. Lillusorio «noi» diventa consapevole di un evento soltanto dopo che il cervello lo ha elaborato. Lillusorio «noi» diventa consapevole di un evento soltanto dopo che il cervello lo ha elaborato. Il cervello, e in particolare lemisfero sinistro, interpreta dati che esso stesso ha precedentemente elaborato al termine di milioni e milioni di processi automatici.Il cervello, e in particolare lemisfero sinistro, interpreta dati che esso stesso ha precedentemente elaborato al termine di milioni e milioni di processi automatici. La chiave di interpretazione del nostro modo di essere va ricercata non solo nella nostra straordinaria capacità di compiere la ricostruzione degli eventi, ma anche negli errori che di frequente vengono commessi durante tale ricostruzione.La chiave di interpretazione del nostro modo di essere va ricercata non solo nella nostra straordinaria capacità di compiere la ricostruzione degli eventi, ma anche negli errori che di frequente vengono commessi durante tale ricostruzione. La biografia è una creazione della mente Lautobiografia è inevitabilmente uninvenzione. Lautobiografia è inevitabilmente uninvenzione. 38

39 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 39 Il funzionamento automatico dei moduli mentali Il cervello è stracolmo di meccanismi tanto straordinari che assolvono i loro compiti prima che noi prendiamo realmente coscienza dellazione da compiere, prima che noi pensiamo di prendere una decisione! Talvolta questi processi automatici diventano ingannevoli e creano illusioni, dimostrazioni lampanti dellesistenza di meccanismi automatici del genere, che operano in modo tanto efficiente che nessuno può far niente per fermarli. Seguono il proprio corso e noi possiamo solo vederli in azione. Talvolta questi processi automatici diventano ingannevoli e creano illusioni, dimostrazioni lampanti dellesistenza di meccanismi automatici del genere, che operano in modo tanto efficiente che nessuno può far niente per fermarli. Seguono il proprio corso e noi possiamo solo vederli in azione. Il nostro sistema motorio, che rende operative le decisioni del cervello, è indipendente dalle nostre percezioni consce.Il nostro sistema motorio, che rende operative le decisioni del cervello, è indipendente dalle nostre percezioni consce.

40 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Limplicito della mente Il 98% di quello che fa il cervello è al di fuori del dominio della coscienza. Nessuno oserebbe contestare la tesi secondo cui tutte le nostre attività sensoriali e motorie vengono di fatto pianificate ed eseguite inconsciamente. Nessuno oserebbe contestare la tesi secondo cui tutte le nostre attività sensoriali e motorie vengono di fatto pianificate ed eseguite inconsciamente. Mentre siedo e scrivo a macchina una frase, non ho la più pallida idea di come il mio cervello guidi correttamente Ie dita sulla tastiera; né ho la benché minima idea di come il gatto che si è disteso sulla poltrona, che ho intravisto nel campo visivo periferico, abbia attirato la mia attenzione mentre io, nonostante tutto, continuo a scrivere a macchina queste parole.Mentre siedo e scrivo a macchina una frase, non ho la più pallida idea di come il mio cervello guidi correttamente Ie dita sulla tastiera; né ho la benché minima idea di come il gatto che si è disteso sulla poltrona, che ho intravisto nel campo visivo periferico, abbia attirato la mia attenzione mentre io, nonostante tutto, continuo a scrivere a macchina queste parole. Lo stesso accade per i processi intellettivi. Mentre sono seduto a scrivere, non sono affatto cosciente di come i messaggi neurali insorgano dalle varie parti del mio cervello e vengano programmati per organizzare qualcosa che somiglia a un argomento razionale. Succede e basta.Lo stesso accade per i processi intellettivi. Mentre sono seduto a scrivere, non sono affatto cosciente di come i messaggi neurali insorgano dalle varie parti del mio cervello e vengano programmati per organizzare qualcosa che somiglia a un argomento razionale. Succede e basta. non siamo consapevoli di quanto avviene allinterno delle nostre vite consce. non siamo consapevoli di quanto avviene allinterno delle nostre vite consce. 40

41 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 41 Linterprete dellemisfero sinistro Linterprete È un sistema specifico che connette tra loro gli innumerevoli output provenienti dalle migliaia e migliaia di sistemi automatici per formare la nostra soggettività, così da fornire a ciascuno di noi una storia personale. Collocato esclusivamente nellemisfero cerebrale sinistro, cerca di dare una spiegazione agli eventi interni ed esterni. Si tratta di un meccanismo legato alla nostra generale capacità di capire come eventi contigui si correlino tra loro. Si tratta di un meccanismo legato alla nostra generale capacità di capire come eventi contigui si correlino tra loro. Una specializzazione insita nel cervello sin dalla nascita, opera sulle attività di altri adattamenti strutturati allinterno del nostro cervello. Una specializzazione insita nel cervello sin dalla nascita, opera sulle attività di altri adattamenti strutturati allinterno del nostro cervello. Questi adattamenti molto probabilmente sono a livello della corteccia, ma operano principalmente al di fuori della coscienza, cosi come fa la maggior parte delle nostre attività mentali.Questi adattamenti molto probabilmente sono a livello della corteccia, ma operano principalmente al di fuori della coscienza, cosi come fa la maggior parte delle nostre attività mentali.

42 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 42 La confabulazione dellinterprete Come abbiamo già visto nei casi di split-brain, il fatto sorprendente è che lemisfero sinistro tesse la propria storia in modo da convincere se stesso e gli altri di avere il pieno controllo della situazione.

43 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il cervello è come un buon avvocato Wright (1994) The Moral Animal Wright (1994) The Moral Animal «Nel momento in cui comincia la discussione, il lavoro è già stato fatto». Ecco che arriva linterprete, e la cattiva notizia è che il vostro interprete è un avvocato. Wright descrive il cervello come qualcuno che si dedica alla ricerca della verità. «Nel momento in cui comincia la discussione, il lavoro è già stato fatto». Ecco che arriva linterprete, e la cattiva notizia è che il vostro interprete è un avvocato. Wright descrive il cervello come qualcuno che si dedica alla ricerca della verità. «Il cervello è come un buon avvocato: data un serie di interessi qualsiasi che debbono essere difesi, si appresta a convincere il mondo del loro valore morale e logico, a prescindere dal fatto che abbiano luno o laltro. Come un avvocato, il cervello umano vuole la vittoria, non la verità; e, così come un avvocato, a volte è più apprezzabile per le sue capacità che per le sue virtù». «Il cervello è come un buon avvocato: data un serie di interessi qualsiasi che debbono essere difesi, si appresta a convincere il mondo del loro valore morale e logico, a prescindere dal fatto che abbiano luno o laltro. Come un avvocato, il cervello umano vuole la vittoria, non la verità; e, così come un avvocato, a volte è più apprezzabile per le sue capacità che per le sue virtù». 43

44 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lautoinganno e il modulo per individuare gli ingannatori Trivers (biologo dellevoluzione americano e sociobiologo) sin dalla pubblicazione dellarticolo pionieristico di sullaltruismo reciproco (1971), la capacità di mettere in atto scambi reciproci ha svolto un ruolo importante nel pensiero di sociobiologi e psicologi evoluzionisti. Più recentemente parecchi teorici, inclusi Cosmides e Tooby, hanno sostenuto che questa capacità è espressione di un modulo o di un insieme di moduli selezionati per determinare il comportamento adeguato da tenere negli scambi reciproci e per individuare gli ingannatori che non rispettano le regole dello scambio reciproco. Lo scambio sociale non può evolvere in una specie a meno che i suoi membri abbiano qualche strumento per riconoscere coloro che ingannano ed escluderli dalle future interazioni Un ingannatore deve fare i conti con una capacità selezionata evolutivamente nellessere umano, e se vuole ingannare deve essere un buon bugiardo: Il miglior bugiardo è infatti chi crede alle proprie bugie. 44

45 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 45 Linterprete e la memoria di eventi passati1/2 La precisione di un ricordo dipende dallemisfero utilizzato. La scarsa abilità nel ricordare con precisione eventi passati è dovuta allInterprete. La scarsa abilità nel ricordare con precisione eventi passati è dovuta allInterprete. Solo lemisfero sinistro ha un Interprete, perciò è lunico ad avere quella predisposizione a interpretare eventi che influisce sulla precisione del ricordo. Tuttavia la procedura di elaborazione ha un effetto deleterio sulla precisione della ricostruzione del passato. Solo lemisfero sinistro ha un Interprete, perciò è lunico ad avere quella predisposizione a interpretare eventi che influisce sulla precisione del ricordo. Tuttavia la procedura di elaborazione ha un effetto deleterio sulla precisione della ricostruzione del passato.

46 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 46 Linterprete e la memoria di eventi passati2/2 A pazienti split-brain venivano mostrate immagini che rappresentano eventi comuni (alzarsi la mattina a preparare la colazione). Poi veniva chiesto di giudicare se immagini appartenenti a unaltra serie fossero apparse nella prima serie. Poi veniva chiesto di giudicare se immagini appartenenti a unaltra serie fossero apparse nella prima serie. Entrambi gli emisferi riconoscevano con la stessa precisione le immagini viste in precedenza e scartavano quelle mai viste.Entrambi gli emisferi riconoscevano con la stessa precisione le immagini viste in precedenza e scartavano quelle mai viste. Poi al soggetto venivano presentate immagini mai mostrate, e che avevano una qualsiasi relazione con quelle precedentemente viste, Poi al soggetto venivano presentate immagini mai mostrate, e che avevano una qualsiasi relazione con quelle precedentemente viste, soltanto Iemisfero destro si comportava correttamente.soltanto Iemisfero destro si comportava correttamente. Lemisfero sinistro ricordava, sbagliando, un maggior numero di immagini, probabilmente perché rientravano nello schema dellevento che esso stesso aveva costruito (interferenza proattiva).Lemisfero sinistro ricordava, sbagliando, un maggior numero di immagini, probabilmente perché rientravano nello schema dellevento che esso stesso aveva costruito (interferenza proattiva). Lemisfero sinistro formula teorie per riorganizzare le informazioni percepite in un tutto comprensibile. Lemisfero sinistro formula teorie per riorganizzare le informazioni percepite in un tutto comprensibile.

47 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 47 La funzione adattativa dellInterprete Che cosa ce di cosi adattativo nellavere nellemisfero sinistro un dispositivo che equivale a un adattatore? Non e meglio dire sempre la verità? Perché siamo geneticamente predisposti come ignobili bugiardi? Linterprete ha il compito di tenere in piedi la nostra storia personale. Per fare ciò, dobbiamo imparare a mentire a noi stessi. Linterprete ha il compito di tenere in piedi la nostra storia personale. Per fare ciò, dobbiamo imparare a mentire a noi stessi. Trivers Trivers Per convincere qualcun altro della veridicità della nostra storia dobbiamo prima convincere noi stessi. Abbiamo bisogno di qualcosa che prolunghi i fatti della nostra reale esperienza in una continua narrazione, ovvero Iimmagine di noi stessi che per anni siamo andati avanti a costruire nella nostra mente. Per convincere qualcun altro della veridicità della nostra storia dobbiamo prima convincere noi stessi. Abbiamo bisogno di qualcosa che prolunghi i fatti della nostra reale esperienza in una continua narrazione, ovvero Iimmagine di noi stessi che per anni siamo andati avanti a costruire nella nostra mente. Questa processo di adattamento ci fa credere di essere brave persone, di avere il controllo di noi stessi e che le nostre intenzioni siano buone. Si tratta probabilmente del meccanismo più sorprendente posseduto dagli esseri umani. Questa processo di adattamento ci fa credere di essere brave persone, di avere il controllo di noi stessi e che le nostre intenzioni siano buone. Si tratta probabilmente del meccanismo più sorprendente posseduto dagli esseri umani.

48 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Capitolo 5 Eric Berne e La natura dellintuizione 48

49 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Berne: La natura dellIntuizione1/6 Eric Berne ( ) padre dellAnalisi Transazionale, tratta della natura dellIntuizione. «In condizioni favorevoli, la maggior parte, se non la totalità, degli esseri umani, specialmente gli esperti in campo scientifico e commerciale, forma giudizi su quanto accade ogni giorno nel proprio campo mediante processi che normalmente non sa spiegare. «In condizioni favorevoli, la maggior parte, se non la totalità, degli esseri umani, specialmente gli esperti in campo scientifico e commerciale, forma giudizi su quanto accade ogni giorno nel proprio campo mediante processi che normalmente non sa spiegare. «Probabilmente, forma giudizi di realtà integrando una serie di processi cognitivi. «Probabilmente, forma giudizi di realtà integrando una serie di processi cognitivi. 49

50 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Berne: La natura dellIntuizione2/6 «Lintuizione è la conoscenza basata sullesperienza acquisita attraverso il contatto sensoriale con il soggetto, senza che chi intuisce riesca a spiegare esattamente a se stesso o agli altri come è pervenuto alle sue conclusioni. Oppure, in termini psicologici, è la conoscenza basata sullesperienza e acquisita mediante funzioni inconsce o preconsce preverbali attraverso il contatto sensoriale con il soggetto. Oppure, in termini psicologici, è la conoscenza basata sullesperienza e acquisita mediante funzioni inconsce o preconsce preverbali attraverso il contatto sensoriale con il soggetto. Questa definizione si avvicina a quella di Jung secondo cui lintuizione è quella funzione psicologica che trasmette percezioni in modo inconscio. Questa definizione si avvicina a quella di Jung secondo cui lintuizione è quella funzione psicologica che trasmette percezioni in modo inconscio. 50

51 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Berne: La natura dellIntuizione3/6 «Queste osservazioni furono fatte in un centro di smistamento dellesercito verso la fine del Una parte del procedimento consisteva in un esame medico effettuato come in una catena di montaggio. Ogni soldato procedeva lungo una fila di box, in ciascuno dei quali venivano esaminati alcuni sistemi organici. Chi scrive si trovava nellultimo box alla fine della fila. Il tempo disponibile per lesame psichiatrico variava a seconda dei giorni da 40 a 90 secondi. Una parte del procedimento consisteva in un esame medico effettuato come in una catena di montaggio. Ogni soldato procedeva lungo una fila di box, in ciascuno dei quali venivano esaminati alcuni sistemi organici. Chi scrive si trovava nellultimo box alla fine della fila. Il tempo disponibile per lesame psichiatrico variava a seconda dei giorni da 40 a 90 secondi. In meno di quattro mesi furono esaminati circa soldati. Durante questo periodo furono fatti diversi studi e circa casi poterono essere utilizzati per lo studio del processo intuitivo. In meno di quattro mesi furono esaminati circa soldati. Durante questo periodo furono fatti diversi studi e circa casi poterono essere utilizzati per lo studio del processo intuitivo. Chi scrive si interessò gradualmente alla natura del procedimento che, con la pratica, gli permise di scoprire e distinguere con precisione alcune categorie di esseri umani dopo un esame di soli 10 o 20 secondi. Chi scrive si interessò gradualmente alla natura del procedimento che, con la pratica, gli permise di scoprire e distinguere con precisione alcune categorie di esseri umani dopo un esame di soli 10 o 20 secondi. 51

52 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Berne: La natura dellIntuizione4/6 «Tutti gli uomini indossavano gli stessi abiti: un accappatoio marrone e un paio di pantofole di stoffa. Lesaminatore sedeva dietro a una scrivania, di fronte alla porta del box. Appena un soldato usciva, entrava un altro che, senza attendere istruzioni, si avvicinava alla sedia di fronte alla scrivania e alla destra dellesaminatore e si sedeva. Alcuni soldati tenevano i loro fogli in mano e altri li consegnavano allesaminatore. Questi moduli erano guardati solo alla fine del colloquio. Non era necessario sapere il nome dei soldati. Lesaminatore sedeva dietro a una scrivania, di fronte alla porta del box. Appena un soldato usciva, entrava un altro che, senza attendere istruzioni, si avvicinava alla sedia di fronte alla scrivania e alla destra dellesaminatore e si sedeva. Alcuni soldati tenevano i loro fogli in mano e altri li consegnavano allesaminatore. Questi moduli erano guardati solo alla fine del colloquio. Non era necessario sapere il nome dei soldati. 52

53 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Berne: La natura dellIntuizione5/6 «Quando si scoprì quasi incidentalmente che il processo intuitivo poteva essere studiato in quella particolare situazione, fu condotto un esperimento più formale. Fu fatto un tentativo di indovinare, osservando il soldato per alcuni secondi, 1. quale fosse stata loccupazione di ogni uomo nella vita civile, e 2. di formulare poi i dati sui quali si basavano le congetture. 53

54 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Berne: La natura dellIntuizione6/6 «Durante tutto lo studio, come illustrato, furono fatti continui tentativi di verbalizzare le basi dei giudizi. Ogni volta che un criterio era verbalizzato adeguatamente, veniva provato su diversi centinaia di casi. Ogni volta che un criterio era verbalizzato adeguatamente, veniva provato su diversi centinaia di casi. Si rilevò di nuovo che, basandosi su tali criteri formulati, si ottenevano risultati meno affidabili che non con lintuizione» (pp ). Si rilevò di nuovo che, basandosi su tali criteri formulati, si ottenevano risultati meno affidabili che non con lintuizione» (pp ). 54


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