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La lateralizzazione delle funzioni cerebrali

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Presentazione sul tema: "La lateralizzazione delle funzioni cerebrali"— Transcript della presentazione:

1 Corso 3 – Introduzione alle Neuroscienze: La lateralizzazione emisferica
La lateralizzazione delle funzioni cerebrali Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso La blindsight o visione cieca L’Interprete e la sua funzione adattativa Eric Berne e La natura dell’Intuizione

2 La lateralizzazione delle funzioni cerebrali
Capitolo 1 La lateralizzazione delle funzioni cerebrali

3 La grandezza del nostro cervello
Gazzaniga (2009) Human  Abbiamo cervelli più grandi di quel che ci si aspetterebbe da un scimmia antropomorfa, abbiamo una neocorteccia che è 3x più grande di quella che ci si aspetterebbe rispetto alla nostra massa corporea, abbiamo alcune aree della neocorteccia e del cervelletto che sono più grandi di quanto non ci si aspetti, abbiamo più materia bianca, il che vuol dire che probabilmente abbiamo più connessioni, e abbiamo alcune differenze a livello microscopico nelle minicolonne corticali. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (2009). Human Quel che ci rende unici. Roma Raffaello Cortina. (pp. 28). Gazzaniga, M. S. (2008). Human The Science Behind What Makes Us Unique. New York, NY Ecco Press.

4 L’onnipresente lateralizzazione delle funzioni cerebrali
Le differenze funzionali del cervello  Il cervello degli altri mammiferi, contrariamente a quello umano, non sembra essere fortemente lateralizzato, salvo rare eccezioni. «A essere sinceri, il cervello umano è una macchina bizzarra, messa al suo posto dalla selezione naturale per uno scopo ben preciso – fare scelte che possano portare ad un aumentare il successo nella riproduzione» (Gazzaniga, 2009). 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (2009). Human Quel che ci rende unici. Roma Raffaello Cortina. (pp. 34). Gazzaniga, M. S. (2008). Human The Science Behind What Makes Us Unique. New York, NY Ecco Press.

5 La funzione evolutiva del corpo calloso
Il corpo calloso ha permesso un ampliamento delle capacità a costo zero  Le capacità corticali potevano essere ampliate semplicemente eliminando gli aspetti ridondanti e facendo spazio a nuove aree corticali. Con la crescente richiesta di spazio corticale, forse la spinta evolutiva cominciò a modificare un emisfero, ma non l’altro. Visto che il corpo calloso collega i due emisferi permettendo uno scambio di informazioni, mutazioni specifiche possono essere avvenute in un’area lateralizzata di un emisfero e rimanere assenti nell’altra, così da poter ancora avere la funzione corticale iniziale proveniente dalla medesima area e collegarla con tutto il resto del sistema cognitivo. È probabile che, mentre si sviluppavano, queste nuove funzioni siano state cooptate. Siccome continuavano a essere svolte dall’altro emisfero, nel complesso non c’è stata una diminuzione nelle capacità specifiche. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (2009). Human Quel che ci rende unici. Roma Raffaello Cortina. (pp ). Gazzaniga, M. S. (2008). Human The Science Behind What Makes Us Unique. New York, NY Ecco Press.

6 Aumento dei circuiti locali intraemisferici e diminuzione dei circuiti interemisferici
L’emisfero sinistro è piuttosto limitato nelle sue capacità percettive e l’emisfero destro è ancora più limitato nelle sue capacità cognitive. La selezione naturale ha concesso questa strana condizione perché il corpo calloso ha permesso di integrare i vari cambiamenti in un sistema funzionale che è solo migliorato quanto a meccanismi decisionali. Se i circuiti locali divengono più specializzati e ottimizzano lo svolgimento di funzioni specifiche, il cervello, un tempo bilaterale, non ha più bisogno di mantenere connessi tra loro i medesimi sistemi per ogni aspetto dell’elaborazione delle informazioni. La comunicazione tra i due emisferi può essere ridotta, visto che solo i prodotti ultimi dei centri per l’elaborazione delle informazioni devono essere comunicati dall’altra metà del cervello. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (2009). Human Quel che ci rende unici. Roma Raffaello Cortina. (pp ). Gazzaniga, M. S. (2008). Human The Science Behind What Makes Us Unique. New York, NY Ecco Press.

7 Tale simmetria viene però meno nelle aree associative.
Funzioni simmetriche sensoriali e motorie e asimmetriche nelle aree associative I due emisferi sono alquanto simmetrici rispetto alle funzioni sensoriali e motorie fondamentali; ciascun emisfero compie quindi le stesse attività, ma queste sono dirette a una diversa metà del corpo. Tale simmetria viene però meno nelle aree associative. Nell’uomo, certe aree associative dell’emisfero sinistro sono specializzate per il linguaggio, mentre le aree analoghe dell’emisfero destro sono specializzate per l’analisi non verbale, visivo-spaziale, dell’informazione. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

8 Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e l’altro 1/4
Anche se alcune asimmetrie dell’analisi sensoriale, fra un emisfero cerebrale e l’altro, sono presenti nella maggior parte dei mammiferi, tale asimmetria appare particolarmente accentuata nell’Uomo per il fatto che il nostro comportamento fa largamente appello a simbolismi altamente complessi. Il linguaggio, la matematica, la capacità di leggere spartiti musicali, sono esempi chiari dell’uso di simboli, ma va detto che praticamente le rappresentazioni simboliche costituiscono una componente importante di ogni comportamento umano. Ciononostante, la maggio parte delle nostre attività richiede, in qualche misura, l’attività di entrambi gli emisferi. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Saper, C. B., Iversen, S. D., & Frackowiak, R. (2003). Integrazione delle funzioni sensitive e motorie cortecce associative e capacità cognitive cerebrali. In E. R. Kandel, J. H. Schwartz, & T. M. Jessell (Editors), Principi di neuroscienze Terza ed., (pp ). Milano CEA.

9 Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e l’altro 2/4
L’emisfero dominante (generalmente il sinistro) è maggiormente in rapporto con il significato delle parole, mentre L’importanza dell’emisfero dominante è minore nell’analisi spaziale nei processi dell’attenzione. In generale, le lesioni del lobo parietale inferiore sinistro determinano la comparsa di segni lievi di negligenza sensoriale della parte destra dello spazio. L’emisfero non dominante svolge un ruolo più importante per ciò che riguarda l’inflessione del discorso e l’espressione del viso. L’importanza dell’emisfero non dominante nell’analisi spaziale viene messa in luce dal suo ruolo fondamentale nei processi dell’attenzione. Quando la lesione è localizzata nel lobo parietale destro la negligenza sensoriale è molto più accentuata. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Saper, C. B., Iversen, S. D., & Frackowiak, R. (2003). Integrazione delle funzioni sensitive e motorie cortecce associative e capacità cognitive cerebrali. In E. R. Kandel, J. H. Schwartz, & T. M. Jessell (Editors), Principi di neuroscienze Terza ed., (pp ). Milano CEA.

10 Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e l’altro 3/4
Mimicry = mimica

11 Asimmetrie tra un emisfero cerebrale e l’altro 4/4
L’emisfero dominante svolge i compiti più importanti nel coordinare e dirigere una successione di azioni che, prese tutte insieme, costituiscono un comportamento finalizzato. Una lesione della parte posteriore dell’area 5 del lobo parietale dell’emisfero dominante altera molto più gravemente l’esecuzione di risposte motorie apprese (aprassia) di quanto non faccia una identica lesione localizzata nell’emisfero non dominante. Analogamente, una lesione della regione frontale dell’emisfero dominante può alterare profondamente l’esecuzione di movimenti fini, finalizzati, di entrambe le mani. Saper, C. B., Iversen, S. D., & Frackowiak, R. (2003). Integrazione delle funzioni sensitive e motorie cortecce associative e capacità cognitive cerebrali. In E. R. Kandel, J. H. Schwartz, & T. M. Jessell (Editors), Principi di neuroscienze Terza ed., (pp ). Milano CEA.

12 Gli effetti di lesioni sull’emisfero sinistro
Paul Broca (1861) e altri studiosi osservarono che le persone con lesioni all’emisfero sinistro manifestavano la perdita delle abilità di verbalizzazione molto più spesso dei soggetti che avevano subito un danno analogo all’emisfero destro. Di frequente le persone con lesioni all’emisfero sinistro non sono più in grado di sviluppare discorsi coerenti o di comprendere ciò che gli altri dicono, pur conservando intatte le capacità sensoriali e motorie. Mentre era all’apice della carriera, il compositore russo Shebalin fu colpito da un ictus (la rottura di un vaso sanguigno entro i distretti cerebrali), che gli procurò un danno permanente a una porzione della corteccia dell’emisfero sinistro. Da quel momento Shebalin ebbe sempre gravi difficoltà a esprimersi verbalmente e a comprendere i discorsi degli altri, ma continuò a creare grande musica. La sua Quinta sinfonia, composta dopo essere stato colpito dall’ictus, fu definita dal grande compositore Dmitri Shostakovic «un brillante lavoro creativo, da cui traspaiono le emozioni più elevate, grande ottimismo e una forte carica vitale» (Gardner, 1974). 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

13 La sindrome dell’afasia di Wernicke
Carl Wernicke nel 1876 descriveva un nuovo tipo di afasia  L’afasia di Wernicke è caratterizzata da un disturbo della comprensione del linguaggio e non della pronuncia delle parole. Mentre i pazienti di Broca capivano ma non riuscivano a parlare, quelli di Wernicke parlavano ma non riuscivano a capire. Il nuovo tipo di afasia era dovuto a lesioni della parte posteriore del lobo temporale dove questo si unisce al lobo parietale e a quello occipitale. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

14 Gli effetti di lesioni sull’emisfero destro
Per decenni queste osservazioni furono interpretate dal mondo medico come la dimostrazione che l’emisfero sinistro era dominante, mentre il destro sarebbe stato meno importante. Ma negli anni ’60 si andarono accumulando prove, sempre più significative, del fatto che anche l’emisfero destro è la sede di speciali funzioni intellettive. Da uno studio condotto sui soldati che avevano subito ferite al cervello durante la seconda guerra mondiale, lo psicologo russo Alexander Luria (1966, 1970) poté concludere che le persone con lesioni all’emisfero destro spesso manifestano gravi difficoltà a riconoscere i volti, a leggere le mappe e a disegnare figure geometriche. All’incirca nello stesso periodo, l’équipe di Brenda Milner (1974), a Montreal, scoprì che, in seguito alla distruzione chirurgica di porzioni dell’emisfero destro, i soggetti manifestano deficit specifici nell’abilità a riconoscere o a ricordare figure. Da questi risultati venne sempre più consolidandosi la teoria che l’emisfero destro sia specializzato nella comprensione delle relazioni spaziali, e quello sinistro nel linguaggio. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

15 Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso
Capitolo 2 Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso

16 La sindrome da cervello diviso
Le prove che i due emisferi sono specializzati in attività distinte cominciarono ad emergere con grande evidenza negli anni ’60, quando Sperry e Gazzaniga iniziarono a studiare soggetti sui quali, come rimedio estremo per trattare l’epilessia, era stato sezionato chirurgicamente il corpo calloso. In genere, l’operazione riusciva effettivamente a ridurre o a eliminare del tutto gli attacchi epilettici, e questi pazienti, terminato il periodo di convalescenza, di solito non manifestavano alcuna caduta nel punteggio dei test del QI, né difficoltà a sostenere una conversazione o a coordinare le due metà del corpo per eseguire compiti che richiedevano una certa destrezza. Ma Sperry e Gazzaniga dimostrarono che, sottoposti a test particolari, in cui s’inviava un’informazione a uno solo degli emisferi, i soggetti si comportavano come se avessero due menti separate, con capacità distinte. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

17 Esperimenti su pazienti con cervello diviso
La premessa su cui si fondavano gli studi su pazienti con cervello diviso consisteva nel fatto che le connessioni sensoriali e motorie del cervello sono crociate. In un cervello intatto, l’informazione che arriva a un emisfero passa poi all’altro attraverso le fibre del corpo calloso, ma nei soggetti con cervello diviso questa comunicazione di stimoli nervosi da un emisfero all’altro non può avvenire. Grazie ad una particolare apparecchiatura (tachistoscopio) è possibile sottoporre un soggetto commessuratizzato a test particolari in cui  s’invia un’informazione visiva a uno solo degli emisferi, presentando uno stimolo nel campo visivo controlaterale, s’invia un’informazione tattile a un solo emisfero, facendo percepire al paziente un oggetto con la mano controlaterale, e si ottiene una risposta da un solo emisfero, facendo indicare al paziente un oggetto con la mano controlaterale. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

18 Il corpo calloso 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali
2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

19 Chiasma ottico Alcune fibre dei nervi ottici s’incrociano, mentre altre no, a livello del chiasma. Ne risulta che alcuni dei neuroni che ricevono gli stimoli dal campo visivo di sinistra li inviano all’emisfero destro, e viceversa. Ciò rende possibile, su un soggetto con cervello diviso, inviare un’informazione visiva a uno solo degli emisferi, facendo in modo che la persona fissi un punto su uno schermo, quindi proiettando per pochi attimi uno stimolo a destra o a sinistra del punto. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

20 Figura dell’apparecchio per sottoporre a test i soggetti con cervello diviso
Con questo apparecchio è possibile proiettare uno stimolo nell’uno o nell’altro campo visivo (o in entrambi contemporaneamente) e si chiede al soggetto di identificare unicamente col tatto alcuni oggetti, usando l’una o l’altra mano. Se si proietta l’immagine di un martello nel campo visivo sinistro, il soggetto è in grado di riconoscere il martello con la mano sinistra, ma a voce afferma di non aver visto sullo schermo alcuna immagine (Gazzaniga, 1967). 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

21 Gli esperimenti di Sperry e Gazzaniga su soggetti con cervello diviso
Quando l’immagine appare nel campo visivo destro (quindi giunge all’emisfero sinistro specializzato nella comprensione del linguaggio), il soggetto è in grado di descriverla con la stessa precisione di qualsiasi persona dal cervello indiviso; ma se l’immagine appare nel campo visivo di sinistra (perciò arriva all’emisfero destro specializzato nella comprensione delle relazioni spaziali), il paziente sostiene che non è stata proiettata alcuna immagine, o tenta a caso d’indovinare. Dopo questa prova, i ricercatori chiedono allo stesso paziente di raggiungere un gruppo di oggetti con l’una o con l’altra mano infilandola sotto una barriera, e di identificare, toccandolo, l’oggetto di cui è stata appena proiettata l’immagine. L’affascinante risultato di questo test è che il soggetto identifica, senza esitare, con la mano sinistra (ma non con la destra) proprio l’oggetto che ha appena asserito di non avere visto. Quindi, se l’immagine recepita dall’emisfero destro era quella di un martello, la mano sinistra sceglie il martello entro il gruppo di oggetti: tutto ciò mentre il paziente sta ancora sostenendo, a parole, che non è stata proiettata alcuna immagine. In altri esperimenti, Sperry e Gazzaniga hanno trovato che i soggetti con cervello diviso sono molto più abili nel comporre puzzle o nel disegnare figure geometriche con la mano sinistra che con la destra; ciò sta a indicare che l’emisfero destro presiede all’esecuzione di compiti in cui è coinvolta la percezione dei rapporti spaziali. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

22 Differenze individuali rispetto alla capacità di comprensione del linguaggio dell’emisfero destro
Nei soggetti con cervello diviso esiste un’ampia variabilità individuale rispetto alla capacità dell’emisfero destro di comprendere il linguaggio. In alcuni soggetti l’emisfero destro esibisce a questo riguardo un’incapacità praticamente totale, tanto che queste persone non possono sostenere un test come quello appena descritto, poiché il loro emisfero non è in grado di comprendere un’istruzione del tipo: «Scegli l’oggetto che hai visto sullo schermo». All’altro estremo della scala vi sono soggetti che rivelano una capacità di comprensione del linguaggio praticamente identica per entrambi gli emisferi (sebbene il loro emisfero destro non sia in grado, comunque, di facilitare la produzione del linguaggio). In alcuni soggetti le specifiche abilità cerebrali sono invertite, ovvero l’emisfero destro si rivela superiore al sinistro nella comprensione e nella produzione del linguaggio. Da prove condotte su soggetti con corpo calloso intatto è emerso che nel 4% circa degli individui destrimani e nel 15% dei mancini i centri del linguaggio sono localizzati nell’emisfero destro anziché nel sinistro (Rasmussen e Milner, 1977). 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

23 Conflitti tra gli emisferi e il suggerimento crociato 1/3
Come è possibile che persone cui è stato resecato il corpo calloso riescano a cavarsela così bene nella vita quotidiana? Che cosa impedisce ai loro due emisferi di operare in direzioni opposte, ingenerando così un conflitto tra le due metà del corpo? In alcuni casi, soprattutto a breve distanza di tempo dall’intervento chirurgico, sorge effettivamente un conflitto tra le due parti del corpo. Uno di questi pazienti riferiva che al mattino, quando cercava di vestirsi, la mano destra tentava di infilare i calzoni e la sinistra di toglierli; evidentemente il suo emisfero destro desiderava tornarsene a letto. Conflitti di questo tipo sono tuttavia rari e in genere vengono vinti dall’emisfero sinistro (la mano destra). 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

24 Conflitti tra gli emisferi e il suggerimento crociato 2/3
Una delle prime cose che questi pazienti riferiscono dopo l’operazione è che la loro mano sinistra sembra possedere una mente propria. I pazienti possono trovarsi a posare un libro con la mano sinistra anche se lo stavano leggendo con grande interesse. Questo conflitto si verifica perché l’emisfero destro, che controlla la mano sinistra, non sa leggere e dunque trova noioso il libro. I pazienti si sorprendono a fare gesti osceni (con la mano sinistra) che non avevano nessuna intenzione di fare. Uno psicologo una volta riferì che un uomo con il cervello diviso aveva tentato di picchiare la moglie con una mano e proteggerla con l’altra. Quest’uomo aveva veramente intenzione di farle del male? 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Carlson, N.R. (2002). Fisiologia del comportamento. Piccin: Padova. (p. 4)

25 Conflitti tra gli emisferi e il suggerimento crociato 3/3
L’abilità di questi soggetti a coordinare l’attività dei due emisferi probabilmente coinvolge molti e diversi meccanismi  In primo luogo, solo la corteccia e alcune regioni del sistema limbico vengono separate dalla resezione del corpo calloso. I centri motori che controllano i movimenti generali del corpo, come quelli della locomozione, sono localizzati in regioni cerebrali indivise, sotto il livello della resezione; inoltre, è possibile che alcune informazioni sensoriali passino da un emisfero all’altro attraverso queste vie più basse (Springer e Deutsch, 1989). Nelle condizioni normali poi, quando cioè il paziente può muovere gli occhi tutt’attorno e sentire gli oggetti con entrambe le mani, i due emisferi possono comunque ricevere informazioni uguali, o molto simili, anche se ciò avviene per vie separate. Infine, sembra che i due emisferi apprendano a comunicare tra loro per via indiretta, osservando il comportamento che l’altro produce; un processo che Gazzaniga ha chiamato suggerimento crociato. Per esempio, l’emisfero destro può percepire qualcosa di spiacevole e produrre un aspetto accigliato, mentre il sinistro può recepire l’espressione aggrottata e dirsi: «Sono triste». 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

26 La via olfattiva non crociata negli split-brain
Un’eccezione alla rappresentazione crociata dell’informazione sensoriale è il sistema olfattivo  Quando una persona sente il profumo di un fiore con la narice sinistra, soltanto l’emisfero di sinistra riceve la sensazione dell’odore. Se la narice destra di un paziente con il cervello diviso viene chiusa, lasciando aperta soltanto quella sinistra, il paziente sarà in grado di dire quale odore sta sentendo. Se però il profumo entra attraverso la narice destra, il paziente dirà di non sentire niente. In realtà, l’emisfero ha percepito correttamente l’odore e può identificarlo. Per dimostrare che è così, chiediamo al nostro paziente di sentire un odore con la narice destra e contemporaneamente toccare alcuni oggetti nascosti alla vista da uno schermo. Se gli chiediamo di usare la mano sinistra, controllata dall’emisfero che ha rilevato l’odore, il paziente sceglierà l’oggetto corrispondente all'odore. Se gli chiediamo di usare la mano destra, il paziente fallirà la prova perché la mano destra è connessa all’emisfero sinistro, che non ha percepito l’odore. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gordon e Sperry, 1969. Carlson, N.R. (2002). Fisiologia del comportamento. Piccin: Padova. (p. 5)

27 Identificazione di un oggetto in risposta a uno stimolo olfattivo
1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

28 La confabulazione dell’interprete
Un’immagine veniva mostrata esclusivamente all’emisfero sinistro e l’altra esclusivamente al destro. AI paziente veniva quindi chiesto di indicare, tra una serie di figure, quali fossero associate a quelle in precedenza lateralizzate rispettivamente al lato sinistro e destro del cervello. In un caso, l’immagine di una zampa di gallina veniva presentata all’emisfero sinistro e l’immagine di un paesaggio innevato al destro. Nella serie di figure poste davanti al soggetto, l’associazione corretta più ovvia era una gallina per la zampa di gallina e una pala per il paesaggio innevato. Uno dei pazienti rispose scegliendo la pala con la mano sinistra e la gallina con la mana destra. Quando gli fu chiesto perché avesse scelto queste figure, il suo emisfero sinistro rispose: «Oh, è semplice, la zampa di gallina va con la gallina, e si ha bisogno di una pala per pulire il pollaio». L’emisfero sinistro, osservando la risposta della mano sinistra, l’ha interpretata in un contesto conforme alla sfera delle sue conoscenze, sfera che non include informazioni sul paesaggio innevato. Gazzaniga, M. S. (2002). The Split Brain Revisited. Scientific American Special Edition, 12(1),

29 Gazzaniga, M. S. (2002). The Split Brain Revisited
Gazzaniga, M. S. (2002). The Split Brain Revisited. Scientific American Special Edition, 12(1), 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (2002). The Split Brain Revisited. Scientific American Special Edition, 12(1),

30 La confabulazione dell’interprete
Il fatto sorprendente è che l’emisfero sinistro è perfettamente in grado di dire qualcosa del tipo: «Vedi, non ho alcuna idea del perché ho scelto la pala; il mio cervello è diviso, non te lo ricordi? Probabilmente hai presentato qualcosa alla metà del mio cervello che non può parlare; ciò mi succede sempre. Lo sai che non ti posso dire perché ho scelto la pala. Smettila di farmi questa stupida domanda». Ma non dice così. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

31 Funzione adattativa delle cosiddette difese freudiane
Ramachandran sostiene che il motivo alla base delle cosiddette difese freudiane, ossia delle negazioni, rimozioni, confabulazioni e altre forme di autoinganno che governano la nostra vita quotidiana. Lungi dall’essere maladattativi, questi comuni meccanismi di difesa impediscono al cervello di precipitare nell’indecisione e nel disorientamento a causa della esplosione di combinazioni che si avrebbe se venissero accettati tutti i possibili copioni elaborati con il materiale proveniente dai sensi. Certo, c’e uno scotto in tutto questo, e cioè che mentiamo a noi stessi; ma è un piccolo prezzo da pagare se si pensa a quale coerenza e quale stabilità siano conferite al sistema nel suo complesso. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Ramachandran, V. S., & Blakeslee, S. (2003). La donna che morì dal ridere e altre storie incredibili sui misteri della mente umana. Milano Mondadori, ( ).

32 Le strategie dei due emisferi
Le strategie adottate dai due emisferi per affrontare la realtà sono profondamente diverse. Il compito del sinistro è creare un sistema di credenze o modello e di incorporare in esso le nuove esperienze. Se si trova di fronte a nuovi dati che non si adattano al modello, si affida ai meccanismi di difesa freudiani della negazione, della rimozione e della confabulazione, insomma, a qualunque cosa preservi lo status quo. Il compito dell’emisfero destro, invece, è fare la parte dell’avvocato del diavolo, mettere in discussione lo status quo e cercare generali incongruenze. Quando le informazioni anomale raggiungono una certa soglia, esso decide che è ora di procedere a una revisione completa dell’intero modello e di ricominciare da zero. In risposta alle anomalie  l’emisfero destro impone un cambiamento di paradigma kuhniano, il sinistro si aggrappa sempre tenacemente allo status quo. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Ramachandran, V. S., & Blakeslee, S. (2003). La donna che morì dal ridere e altre storie incredibili sui misteri della mente umana. Milano Mondadori, ( ).

33 La blindsight o visione cieca
Capitolo 3 La blindsight o visione cieca

34 La blindsight o visione cieca
La blindsight o visione cieca  di una persona colpita da ictus che ha danneggiato irrimediabilmente il sistema visivo primario dell’emisfero destro: non può vedere più niente nell’emicampo visivo sinistro. Tuttavia, studi compiuti negli ultimi trent’anni indicano che, sebbene non possano consciamente vedere nel campo visivo cieco, la mente e perfino la bocca sarebbero in grado di reagire agli stimoli lì presentati. I pazienti possono reagire agli stimoli che si presentano nel campo cieco senza esserne consapevoli. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e

35 La cecità corticale La cecità corticale differisce dalla cecità causata dalla completa distruzione degli occhi, la retina, o del nervo ottico: questa lesione distrugge l’input nel cervello, mentre la distruzione della corteccia striata (corteccia visiva primaria) risparmia la proiezione retinica (retinofuga) che non proietta (solamente o del tutto) a questa struttura. Registrazioni fisiologiche nelle scimmie e la neuroimmagine funzionale in pazienti hanno mostrato che questo sistema rimane visivamente responsivo a seguito della inattivazione o distruzione della V1. Che le funzioni visive rimangano in una cecità corticale assoluta, sono infatti cieche, è un degli aspetti più intriganti del fenomeno. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Stoerig, P. (1999). Blindsight. In R. A. Wilson, & F. C. Keil The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (pp ). Cambridge, Massachusetts The MIT Press. *Prosopagnosia (sometimes known as face blindness) is a disorder of face perception where the ability to recognize faces is impaired, while the ability to recognize other objects may be relatively intact. The term usually refers to a condition following acute brain damage, but recent evidence suggests that a congenital form of the disorder may exist. The specific brain area usually associated with prosopagnosia is the fusiform gyrus.

36 Visione cieca e riconoscimento delle emozioni nei volti umani
Un paziente con cecità corticale a causa di un ictus  i suoi occhi sono in grado di ricevere stimoli visivi, ma la parte primaria della sua corteccia visiva è stata distrutta. È cieco. Non può nemmeno distinguere la luce dall’ombra. Potete mostrargli immagini di cerchi o quadrati, o chiedergli di distinguere tra foto di uomini e di donne; egli non ha alcuna idea di ciò che gli stia davanti. Potete mostrargli dei volti animali che ringhiano o volti di animali calmi, ed egli non ha nulla da dire. Ma se gli mostrate delle immagini di volti umani arrabbiati o felici, egli, così come altri pazienti con questo tipo di lesione cerebrale, può indovinare di che tipo di emozione si tratta. Questo paziente quando viene scannerizzato tramite una fMRI mentre svolgeva questo compito, la parte destra della amigdala divenne attiva. L’amigdala non è collegata con il centro del linguaggio. Non dice al centro linguaggio: ho appena visto una faccia veramente spaventata affinché il paziente possa indovinare che la foto che gli è mostrata è quella di una persona spaventata. Il paziente non ha avuto bisogno della mente cosciente per riconoscere l’emozione! 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (2009). Human Quel che ci rende unici. Roma Raffaello Cortina. (pp ; 220). Gazzaniga, M. S. (2008). Human The Science Behind What Makes Us Unique. New York, NY Ecco Press.

37 L’Interprete e la sua funzione adattativa
Capitolo 4 L’Interprete e la sua funzione adattativa

38 L’interprete e la mente
La mente è l’ultima a sapere le cose. L’illusorio «noi» diventa consapevole di un evento soltanto dopo che il cervello lo ha elaborato. Il cervello, e in particolare l’emisfero sinistro, interpreta dati che esso stesso ha precedentemente elaborato al termine di milioni e milioni di processi automatici. La chiave di interpretazione del nostro modo di essere va ricercata non solo nella nostra straordinaria capacità di compiere la ricostruzione degli eventi, ma anche negli errori che di frequente vengono commessi durante tale ricostruzione. La biografia è una creazione della mente L’autobiografia è inevitabilmente un’invenzione. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

39 Il funzionamento automatico dei moduli mentali
Il cervello è stracolmo di meccanismi tanto straordinari che assolvono i loro compiti prima che noi prendiamo realmente coscienza dell’azione da compiere, prima che noi pensiamo di prendere una decisione! Talvolta questi processi automatici diventano ingannevoli e creano illusioni, dimostrazioni lampanti dell’esistenza di meccanismi automatici del genere, che operano in modo tanto efficiente che nessuno può far niente per fermarli. Seguono il proprio corso e noi possiamo solo vederli in azione. Il nostro sistema motorio, che rende operative le decisioni del cervello, è indipendente dalle nostre percezioni consce. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

40 L’implicito della mente
Il 98% di quello che fa il cervello è al di fuori del dominio della coscienza. Nessuno oserebbe contestare la tesi secondo cui tutte le nostre attività sensoriali e motorie vengono di fatto pianificate ed eseguite inconsciamente. Mentre siedo e scrivo a macchina una frase, non ho la più pallida idea di come il mio cervello guidi correttamente Ie dita sulla tastiera; né ho la benché minima idea di come il gatto che si è disteso sulla poltrona, che ho intravisto nel campo visivo periferico, abbia attirato la mia attenzione mentre io, nonostante tutto, continuo a scrivere a macchina queste parole. Lo stesso accade per i processi intellettivi. Mentre sono seduto a scrivere, non sono affatto cosciente di come i messaggi neurali insorgano dalle varie parti del mio cervello e vengano programmati per organizzare qualcosa che somiglia a un argomento razionale. Succede e basta. non siamo consapevoli di quanto avviene all’interno delle nostre vite consce. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

41 L’interprete dell’emisfero sinistro
L’interprete  È un sistema specifico che connette tra loro gli innumerevoli output provenienti dalle migliaia e migliaia di sistemi automatici per formare la nostra soggettività, così da fornire a ciascuno di noi una storia personale. Collocato esclusivamente nell’emisfero cerebrale sinistro, cerca di dare una spiegazione agli eventi interni ed esterni. Si tratta di un meccanismo legato alla nostra generale capacità di capire come eventi contigui si correlino tra loro. Una specializzazione insita nel cervello sin dalla nascita, opera sulle attività di altri adattamenti strutturati all’interno del nostro cervello. Questi adattamenti molto probabilmente sono a livello della corteccia, ma operano principalmente al di fuori della coscienza, cosi come fa la maggior parte delle nostre attività mentali. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

42 La confabulazione dell’interprete
Come abbiamo già visto nei casi di split-brain, il fatto sorprendente è che l’emisfero sinistro tesse la propria storia in modo da convincere se stesso e gli altri di avere il pieno controllo della situazione. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

43 Il cervello è come un buon avvocato
Wright (1994) The Moral Animal  «Nel momento in cui comincia la discussione, il lavoro è già stato fatto». Ecco che arriva l’interprete, e la cattiva notizia è che il vostro interprete è un avvocato. Wright descrive il cervello come qualcuno che si dedica alla ricerca della verità. «Il cervello è come un buon avvocato: data un serie di interessi qualsiasi che debbono essere difesi, si appresta a convincere il mondo del loro valore morale e logico, a prescindere dal fatto che abbiano l’uno o l’altro. Come un avvocato, il cervello umano vuole la vittoria, non la verità; e, così come un avvocato, a volte è più apprezzabile per le sue capacità che per le sue virtù». 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Wright, R. (1994). The Moral Animal Evolutionary Psychology and Everyday Life. New York, NY Random House. (p. 280) Gazzaniga, M. S. (2009). Human Quel che ci rende unici. Roma Raffaello Cortina. (p. 180)

44 L’autoinganno e il modulo per individuare gli ingannatori
Trivers (biologo dell’evoluzione americano e sociobiologo) sin dalla pubblicazione dell’articolo pionieristico di sull’altruismo reciproco (1971), la capacità di mettere in atto scambi reciproci ha svolto un ruolo importante nel pensiero di sociobiologi e psicologi evoluzionisti. Più recentemente parecchi teorici, inclusi Cosmides e Tooby, hanno sostenuto che questa capacità è espressione di un modulo o di un insieme di moduli selezionati per determinare il comportamento adeguato da tenere negli scambi reciproci e per individuare gli ingannatori che non rispettano le regole dello scambio reciproco. Lo scambio sociale non può evolvere in una specie a meno che i suoi membri abbiano qualche strumento per riconoscere coloro che ingannano ed escluderli dalle future interazioni Un ingannatore deve fare i conti con una capacità selezionata evolutivamente nell’essere umano, e se vuole ingannare deve essere un buon bugiardo: Il miglior bugiardo è infatti chi crede alle proprie bugie. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e (pronounced /’trɪvərz/) Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

45 L’interprete e la memoria di eventi passati 1/2
La precisione di un ricordo dipende dall’emisfero utilizzato. La scarsa abilità nel ricordare con precisione eventi passati è dovuta all’Interprete. Solo l’emisfero sinistro ha un Interprete, perciò è l’unico ad avere quella predisposizione a interpretare eventi che influisce sulla precisione del ricordo. Tuttavia la procedura di elaborazione ha un effetto deleterio sulla precisione della ricostruzione del passato. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

46 L’interprete e la memoria di eventi passati 2/2
A pazienti split-brain venivano mostrate immagini che rappresentano eventi comuni (alzarsi la mattina a preparare la colazione). Poi veniva chiesto di giudicare se immagini appartenenti a un’altra serie fossero apparse nella prima serie. Entrambi gli emisferi riconoscevano con la stessa precisione le immagini viste in precedenza e scartavano quelle mai viste. Poi al soggetto venivano presentate immagini mai mostrate, e che avevano una qualsiasi relazione con quelle precedentemente viste, soltanto I’emisfero destro si comportava correttamente. L’emisfero sinistro ricordava, sbagliando, un maggior numero di immagini, probabilmente perché rientravano nello schema dell’evento che esso stesso aveva costruito (interferenza proattiva). L’emisfero sinistro formula teorie per riorganizzare le informazioni percepite in un tutto comprensibile. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

47 La funzione adattativa dell’Interprete
Che cosa c’e di cosi adattativo nell’avere nell’emisfero sinistro un dispositivo che equivale a un adattatore? Non e meglio dire sempre la verità? Perché siamo geneticamente predisposti come ignobili bugiardi? L’interprete ha il compito di tenere in piedi la nostra storia personale. Per fare ciò, dobbiamo imparare a mentire a noi stessi. Trivers  Per convincere qualcun altro della veridicità della nostra storia dobbiamo prima convincere noi stessi. Abbiamo bisogno di qualcosa che prolunghi i fatti della nostra reale esperienza in una continua narrazione, ovvero I’immagine di noi stessi che per anni siamo andati avanti a costruire nella nostra mente. Questa processo di adattamento ci fa credere di essere brave persone, di avere il controllo di noi stessi e che le nostre intenzioni siano buone. Si tratta probabilmente del meccanismo più sorprendente posseduto dagli esseri umani. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Gazzaniga, M. S. (1999). La mente inventata. Le basi biologiche dell'identità e della coscienza. Milano: Guerini.

48 Eric Berne e La natura dell’intuizione
Capitolo 5 Eric Berne e La natura dell’intuizione

49 Berne: La natura dell’Intuizione 1/6
Eric Berne ( ) padre dell’Analisi Transazionale, tratta della natura dell’Intuizione. «In condizioni favorevoli, la maggior parte, se non la totalità, degli esseri umani, specialmente gli esperti in campo scientifico e commerciale, forma giudizi su quanto accade ogni giorno nel proprio campo mediante processi che normalmente non sa spiegare. «Probabilmente, forma giudizi di realtà integrando una serie di processi cognitivi. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Berne, E. (1992). Intuizione e Stati dell’Io. Roma: Astrolabio. Continua 

50 Berne: La natura dell’Intuizione 2/6
«L’intuizione è la conoscenza basata sull’esperienza acquisita attraverso il contatto sensoriale con il soggetto, senza che chi intuisce riesca a spiegare esattamente a se stesso o agli altri come è pervenuto alle sue conclusioni. Oppure, in termini psicologici, è la conoscenza basata sull’esperienza e acquisita mediante funzioni inconsce o preconsce preverbali attraverso il contatto sensoriale con il soggetto. Questa definizione si avvicina a quella di Jung secondo cui l’intuizione “è quella funzione psicologica che trasmette percezioni in modo inconscio”. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Berne, E. (1992). Intuizione e Stati dell’Io. Roma: Astrolabio. Continua 

51 Berne: La natura dell’Intuizione 3/6
«Queste osservazioni furono fatte in un centro di smistamento dell’esercito verso la fine del 1945. Una parte del procedimento consisteva in un esame medico effettuato come in una catena di montaggio. Ogni soldato procedeva lungo una fila di box, in ciascuno dei quali venivano esaminati alcuni sistemi organici. Chi scrive si trovava nell’ultimo box alla fine della fila. Il tempo disponibile per l’esame psichiatrico’ variava a seconda dei giorni da 40 a 90 secondi. In meno di quattro mesi furono esaminati circa soldati. Durante questo periodo furono fatti diversi studi e circa casi poterono essere utilizzati per lo studio del processo intuitivo. Chi scrive si interessò gradualmente alla natura del procedimento che, con la pratica, gli permise di scoprire e distinguere con precisione alcune categorie di esseri umani dopo un esame di soli 10 o 20 secondi. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Berne, E. (1992). Intuizione e Stati dell’Io. Roma: Astrolabio. Continua 

52 Berne: La natura dell’Intuizione 4/6
«Tutti gli uomini indossavano gli stessi abiti: un accappatoio marrone e un paio di pantofole di stoffa. L’esaminatore sedeva dietro a una scrivania, di fronte alla porta del box. Appena un soldato usciva, entrava un altro che, senza attendere istruzioni, si avvicinava alla sedia di fronte alla scrivania e alla destra dell’esaminatore e si sedeva. Alcuni soldati tenevano i loro fogli in mano e altri li consegnavano all’esaminatore. Questi moduli erano guardati solo alla fine del colloquio. Non era necessario sapere il nome dei soldati. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Berne, E. (1992). Intuizione e Stati dell’Io. Roma: Astrolabio. Continua 

53 Berne: La natura dell’Intuizione 5/6
«Quando si scoprì quasi incidentalmente che il processo intuitivo poteva essere studiato in quella particolare situazione, fu condotto un esperimento più formale. Fu fatto un tentativo di indovinare, osservando il soldato per alcuni secondi, quale fosse stata l’occupazione di ogni uomo nella vita civile, e di formulare poi i dati sui quali si basavano le congetture. 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Berne, E. (1992). Intuizione e Stati dell’Io. Roma: Astrolabio. Continua 

54 Berne: La natura dell’Intuizione 6/6
«Durante tutto lo studio, come illustrato, furono fatti continui tentativi di verbalizzare le basi dei giudizi. Ogni volta che un criterio era verbalizzato adeguatamente, veniva provato su diversi centinaia di casi. Si rilevò di nuovo che, basandosi su tali criteri formulati, si ottenevano risultati meno affidabili che non con l’intuizione» (pp ). 1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali 2. Gli split-brain e la sindrome da cervello diviso 3. La blindsight o visione cieca 4. L’Interprete e la sua funzione adattativa 5. Eric Berne e La natura dell’Intuizione P s i c o l o g i a G e n e r a l e Berne, E. (1992). Intuizione e Stati dell’Io. Roma: Astrolabio.


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