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Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ

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Presentazione sul tema: "Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ"— Transcript della presentazione:

1 Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Piazza G. Ermini, 1 I Perugia Prof. Stefano Federici Corso di Fondamenti di Psicologia generale Corso di Fondamenti di Psicologia generale Corso di Psicologia Generale /7 La coscienza La coscienza Lattenzione Lattenzione Il sonno e la veglia Il sonno e la veglia Lipnosi Lipnosi La meditazione La meditazione

2 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Coscienza e attenzione Coscienza e attenzione sono due dimensioni psicologiche fondamentali che accompagnano la nostra esistenza in ogni momento, anche se con gradi differenti di intensità, e che costituiscono condizioni essenziali per lo svolgimento delle altre capacità psichiche del soggetto (dalla percezione allapprendimento, alle emozioni). In linea di principio, è corretto parlare di processi piuttosto che di stati della coscienza e dellattenzione, poiché si tratta di attività psichiche continue e costantemente mutevoli. Per usare lespressione di James (1890), esse sono un flusso e una corrente (stream) che variano in continuazione per qualità e per intensità nella vita quotidiana dellindividuo. Per usare lespressione di James (1890), esse sono un flusso e una corrente (stream) che variano in continuazione per qualità e per intensità nella vita quotidiana dellindividuo. 2

3 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Definizione e natura Si può definire la coscienza come la consapevolezza degli stimoli esterni e interni da parte del soggetto. Poiché lattenzione è la porta di ingresso privilegiata per la coscienza, questultima ha una natura selettiva. Poiché lattenzione è la porta di ingresso privilegiata per la coscienza, questultima ha una natura selettiva. Nel momento in cui state seguendo questa lezione, è naturale che siate consapevoli anche di altri avvenimenti che stanno succedendo intorno a voi, ma è probabile che non vi rendiate conto del traffico o del rumore esterno allaula.Nel momento in cui state seguendo questa lezione, è naturale che siate consapevoli anche di altri avvenimenti che stanno succedendo intorno a voi, ma è probabile che non vi rendiate conto del traffico o del rumore esterno allaula. Finora non è stata elaborata una teoria soddisfacente che spieghi in che modo il sistema nervoso centrale generi unesperienza consapevole di qualsiasi genere. Finora non è stata elaborata una teoria soddisfacente che spieghi in che modo il sistema nervoso centrale generi unesperienza consapevole di qualsiasi genere. Si ritiene, peraltro, che il vissuto soggettivo della coscienza, pur avendo un carattere di unitarietà e di coesione, sia sotteso non da ununica struttura nervosa, bensì da molteplici strutture nervose.Si ritiene, peraltro, che il vissuto soggettivo della coscienza, pur avendo un carattere di unitarietà e di coesione, sia sotteso non da ununica struttura nervosa, bensì da molteplici strutture nervose. La coscienza ha una base nervosa distribuita, non unitaria. La coscienza ha una base nervosa distribuita, non unitaria. 3

4 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Le funzioni della coscienza Consapevolezza percettiva Consapevolezza percettiva È la capacità di rispondere agli stimoli provenienti dallambiente qui e ora. In tal modo lindividuo è consapevole di quanto accade attorno a lui e dentro di lui. È la capacità di rispondere agli stimoli provenienti dallambiente qui e ora. In tal modo lindividuo è consapevole di quanto accade attorno a lui e dentro di lui. Chi è in coma non è in grado di fornire una risposta qualsiasi agli stimoli (stato di incoscienza).Chi è in coma non è in grado di fornire una risposta qualsiasi agli stimoli (stato di incoscienza). Chi dorme mostra un certo grado di risposta, soprattutto nei riguardi di stimoli forti o particolari (il proprio nome o il pianto di un bambino).Chi dorme mostra un certo grado di risposta, soprattutto nei riguardi di stimoli forti o particolari (il proprio nome o il pianto di un bambino). In particolare, la coscienza di uno stimolo sensoriale emerge dopo circa 500 ms dalla sua comparsa. In particolare, la coscienza di uno stimolo sensoriale emerge dopo circa 500 ms dalla sua comparsa. In questa funzione la coscienza viene dopo gli avvenimenti, al fine di confrontare ciò che succede nellambiente con quanto il soggetto aveva previsto in base alle sue conoscenze immagazzinate in memoria.In questa funzione la coscienza viene dopo gli avvenimenti, al fine di confrontare ciò che succede nellambiente con quanto il soggetto aveva previsto in base alle sue conoscenze immagazzinate in memoria. La coscienza, quindi, svolge una funzione di comparatore, in quanto è in grado di confrontare istante per istante lo stato attuale del mondo con quello previsto in base alle proprie conoscenze e aspettative. La coscienza, quindi, svolge una funzione di comparatore, in quanto è in grado di confrontare istante per istante lo stato attuale del mondo con quello previsto in base alle proprie conoscenze e aspettative. Consapevolezza cognitiva Consapevolezza cognitiva È la consapevolezza dei propri pensieri e idee. È la consapevolezza dei propri pensieri e idee. 4

5 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Controllo Controllo Controllo In secondo luogo, la coscienza esercita un controllo e un monitoraggio sui processi cognitivi. In secondo luogo, la coscienza esercita un controllo e un monitoraggio sui processi cognitivi. Si tratta di un controllo costante, in quanto rende possibile organizzare e pianificare le nostre attività mentali, dare loro inizio, interromperle o modificarle in funzione della continua variazione delle condizioni ambientali, guidarle fino alla loro realizzazione in base ai propri scopi. Si tratta di un controllo costante, in quanto rende possibile organizzare e pianificare le nostre attività mentali, dare loro inizio, interromperle o modificarle in funzione della continua variazione delle condizioni ambientali, guidarle fino alla loro realizzazione in base ai propri scopi. In questo ambito, la coscienza assume in particolare la funzione di sistema rilevatore degli errori In questo ambito, la coscienza assume in particolare la funzione di sistema rilevatore degli errori Inoltre, per quanto concerne le azioni future, eventi che non sono ancora accaduti, possono essere rappresentati nella coscienza come accadimenti ipotetici e, in tal modo, si possono prevedere soluzioni alternative, fare le scelte più opportune e intervenire in maniera tempestiva per apportare le necessarie correzioni. Inoltre, per quanto concerne le azioni future, eventi che non sono ancora accaduti, possono essere rappresentati nella coscienza come accadimenti ipotetici e, in tal modo, si possono prevedere soluzioni alternative, fare le scelte più opportune e intervenire in maniera tempestiva per apportare le necessarie correzioni. 5

6 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Metacognizione e autocoscienza Consapevolezza metacognitiva Consapevolezza metacognitiva La coscienza può essere consapevole di se stessa, in un processo teoricamente senza fine. La coscienza può essere consapevole di se stessa, in un processo teoricamente senza fine. Non soltanto sappiamo un certo numero di cose in base allesperienza, ma sappiamo anche di sapere. E sappiamo di sapere di sapere, e così di seguito.Non soltanto sappiamo un certo numero di cose in base allesperienza, ma sappiamo anche di sapere. E sappiamo di sapere di sapere, e così di seguito. Questa capacità di autoriflessione è alla base sia dello sviluppo psichico del bambino, sia della costruzione dellidentità personale, il Sé, sia dei processi di comunicazione attraverso la teoria della mente. Questa capacità di autoriflessione è alla base sia dello sviluppo psichico del bambino, sia della costruzione dellidentità personale, il Sé, sia dei processi di comunicazione attraverso la teoria della mente. La coscienza diventa il centro gravitazionale dellindividuo, in quanto fornisce delle spiegazioni – più o meno logiche, in ogni caso tendenzialmente plausibili – delle proprie azioni in base allimmagine di sé, ai ricordi del passato, alle aspettative del futuro, nonché alla situazione sociale e fisica contingente. La coscienza diventa il centro gravitazionale dellindividuo, in quanto fornisce delle spiegazioni – più o meno logiche, in ogni caso tendenzialmente plausibili – delle proprie azioni in base allimmagine di sé, ai ricordi del passato, alle aspettative del futuro, nonché alla situazione sociale e fisica contingente. Nellattribuire questo senso di unitarietà e di coerenza alla propria esperienza, la coscienza contribuisce in maniera efficace nella definizione del concetto di sé e del profilo della propria personalità.Nellattribuire questo senso di unitarietà e di coerenza alla propria esperienza, la coscienza contribuisce in maniera efficace nella definizione del concetto di sé e del profilo della propria personalità. 6

7 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza conoscenza esternalizzata La conoscenza esternalizzata La conoscenza esternalizzata Favorisce la coscienza, in quanto le conoscenze non sono racchiuse soltanto nella mente dei soggetti, ma sono rese visibili in varie forme nellambiente, dalle istruzioni su come usare i prodotti agli indizi più diversi (come il classico foglietto della spesa appeso in cucina). Favorisce la coscienza, in quanto le conoscenze non sono racchiuse soltanto nella mente dei soggetti, ma sono rese visibili in varie forme nellambiente, dalle istruzioni su come usare i prodotti agli indizi più diversi (come il classico foglietto della spesa appeso in cucina). La conoscenza distribuita La conoscenza distribuita È la conoscenza presente in maniera diffusa nellambiente, senza avere una sede unica ed esclusiva. È la conoscenza presente in maniera diffusa nellambiente, senza avere una sede unica ed esclusiva. In questa prospettiva, oggi si assiste a un processo di espansione della coscienza attraverso la comunicazione mediata dal computer (CMC, computer-mediated-communication) e i nuovi sistemi di comunicazione virtuale (Internet). In questa prospettiva, oggi si assiste a un processo di espansione della coscienza attraverso la comunicazione mediata dal computer (CMC, computer-mediated-communication) e i nuovi sistemi di comunicazione virtuale (Internet). Lungo questo percorso multimediale si sta creando una mente globale, intesa come sistema intelligente e cosciente di conoscenza, globalmente distribuito, ampiamente autonomo. Lungo questo percorso multimediale si sta creando una mente globale, intesa come sistema intelligente e cosciente di conoscenza, globalmente distribuito, ampiamente autonomo. Internet costituisce la congiunzione fra il cervello (wetware) e il computer (sofware), in grado di espandere le potenzialità della coscienza umana e di generare nuovi modelli di attenzione. Internet costituisce la congiunzione fra il cervello (wetware) e il computer (sofware), in grado di espandere le potenzialità della coscienza umana e di generare nuovi modelli di attenzione. 7

8 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Conscio e inconscio La coscienza, pur essendo una funzione autonoma, si radica e si fonda su processi inconsci. Freud alla fine dellOttocento utilizzò la celebre metafora delliceberg: la coscienza sarebbe soltanto la punta delliceberg, mentre tutta la parte sommersa delliceberg – cioè, i sei settimi – sarebbe costituita dallinconscio. Freud alla fine dellOttocento utilizzò la celebre metafora delliceberg: la coscienza sarebbe soltanto la punta delliceberg, mentre tutta la parte sommersa delliceberg – cioè, i sei settimi – sarebbe costituita dallinconscio. Conscio e inconscio sono strettamente interconnessi alla luce delle teorie più recenti, i contenuti della coscienza costituiscono lesito funzionale dei processi nervosi elaborati in maniera inconscia. alla luce delle teorie più recenti, i contenuti della coscienza costituiscono lesito funzionale dei processi nervosi elaborati in maniera inconscia. Non siamo consapevoli dei processi motori o sensoriali o emotivi in se stessi, ma soltanto dei risultati finali di questi processi.Non siamo consapevoli dei processi motori o sensoriali o emotivi in se stessi, ma soltanto dei risultati finali di questi processi. Linconscio cognitivo e linconscio emotivo sono costituiti dai processi mentali di elaborazione degli stimoli che si concludono in atti di conoscenza (informazioni) o di risposta emotiva. La coscienza concerne i risultati di questi processi, cioè i contenuti delle conoscenze o delle emozioni. La coscienza concerne i risultati di questi processi, cioè i contenuti delle conoscenze o delle emozioni. 8

9 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Conoscenze proposizionali e procedurali Nellambito dellelaborazione delle informazioni si è distinto fra conoscenze proposizionali o dichiarative conoscenze proposizionali o dichiarative consistono in proposizioni che stabiliscono una relazione fra due o più idee o eventi e riguardano i contenuti, il che cosa, della vita quotidiana; il loro insieme forma lenciclopedia delle conoscenze di ogni soggetto.consistono in proposizioni che stabiliscono una relazione fra due o più idee o eventi e riguardano i contenuti, il che cosa, della vita quotidiana; il loro insieme forma lenciclopedia delle conoscenze di ogni soggetto. conoscenze procedurali conoscenze procedurali le conoscenze procedurali concernono i procedimenti e i modi con cui sono svolti i compiti della vita quotidiana, il come, e si basano sullesercizio; esse si manifestano nella capacità di esecuzione di un determinato compito.le conoscenze procedurali concernono i procedimenti e i modi con cui sono svolti i compiti della vita quotidiana, il come, e si basano sullesercizio; esse si manifestano nella capacità di esecuzione di un determinato compito. 9

10 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Il processamento automatico La coscienza è presente nellambito delle conoscenze proposizionali, ma non è detto che lo sia con le conoscenze procedurali. La coscienza può essere operante nel momento iniziale dellapprendimento (per esempio, come imparare a guidare unautomobile); ma, con lesercizio, questattività diventa immediata e automatica. La coscienza può essere operante nel momento iniziale dellapprendimento (per esempio, come imparare a guidare unautomobile); ma, con lesercizio, questattività diventa immediata e automatica. Per questa ragione si distingue fra il processamento automatico e il processamento controllato delle informazioni Il processamento automatico dellinformazione Il processamento automatico dellinformazione Rapido e fluido, non coinvolge la memoria a breve termine e non richiede risorse attentive, è sostanzialmente inconsapevole, è difficile da modificare.Rapido e fluido, non coinvolge la memoria a breve termine e non richiede risorse attentive, è sostanzialmente inconsapevole, è difficile da modificare. Diversi processi automatici possono svolgersi nel medesimo tempo (esecuzione di attività in parallelo) e sembrano procedere per conto loro, senza lapparente controllo da parte del soggetto.Diversi processi automatici possono svolgersi nel medesimo tempo (esecuzione di attività in parallelo) e sembrano procedere per conto loro, senza lapparente controllo da parte del soggetto. 10

11 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Il processamento controllato Il processamento controllato dellinformazioni Il processamento controllato dellinformazioni È lento, richiede una rilevante partecipazione delle risorse attentive e cognitive, è consapevole, esige un grande impegno, è accompagnato da frequenti errori, non consente di svolgere nessun altro compito nel medesimo tempo (esecuzione di attività soltanto in serie). È lento, richiede una rilevante partecipazione delle risorse attentive e cognitive, è consapevole, esige un grande impegno, è accompagnato da frequenti errori, non consente di svolgere nessun altro compito nel medesimo tempo (esecuzione di attività soltanto in serie). Si esercita un controllo diretto e continuo su quello che si sta facendo; gran parte delle attività che avvengono in queste condizioni sono apprese e immagazzinate nella memoria a lungo termine; è relativamente facile introdurre variazioni e cambiamenti nel corso delle attività. Si esercita un controllo diretto e continuo su quello che si sta facendo; gran parte delle attività che avvengono in queste condizioni sono apprese e immagazzinate nella memoria a lungo termine; è relativamente facile introdurre variazioni e cambiamenti nel corso delle attività. Il processamento automatico e il processamento controllato Il processamento automatico e il processamento controllato costituiscono due tipi di processi sostanzialmente indipendenti fra loro, anche se le misure dei compiti sono influenzate dai processi sia consci che inconsci. costituiscono due tipi di processi sostanzialmente indipendenti fra loro, anche se le misure dei compiti sono influenzate dai processi sia consci che inconsci. Il processamento controllato dei compiti è essenziale per raggiungere soddisfacenti livelli nella loro esecuzione, quando, grazie allesercizio, diventano automatici. Il processamento controllato dei compiti è essenziale per raggiungere soddisfacenti livelli nella loro esecuzione, quando, grazie allesercizio, diventano automatici. Nessun processo è totalmente automatico, in quanto richiede sempre una certa quota di risorse psichiche per la sua attuazione. Per questo motivo, in caso di necessità, qualsiasi processo apparentemente automatico è ripreso sotto la supervisione volontaria, intenzionale e consapevole da parte del soggetto. Nessun processo è totalmente automatico, in quanto richiede sempre una certa quota di risorse psichiche per la sua attuazione. Per questo motivo, in caso di necessità, qualsiasi processo apparentemente automatico è ripreso sotto la supervisione volontaria, intenzionale e consapevole da parte del soggetto. 11

12 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Tavola delle caratteristiche del processamento automatico e controllato delle informazioni Caratteristiche Processamento automatico Processamento controllato Risorse cognitive Indipendente Fortemente dipendente Controllo intenzionale ParzialeTotale Attenzione Non richiesta, può essere attivata Richiesta ImpegnoModestoElevato Processo seriale o parallelo ParalleloSeriale ConsapevolezzaLimitataAlta Modo di operare OlisticoFrammentato Immagazzinamento nella memoria a lungo termine ScarsoRilevante Livello di prestazione ElevatoModesto Esercizio Miglioramento graduale Effetto ridotto CambiamentoDifficileFacile 12

13 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La coscienza Caratteristiche La coscienza ha una rappresentazione completa del mondo esterno e delle intenzioni dellindividuo e una rappresentazione completa del mondo esterno e delle intenzioni dellindividuo e ha a sua disposizione gli elementi per privilegiare una determinata azione rispetto a unaltra. ha a sua disposizione gli elementi per privilegiare una determinata azione rispetto a unaltra. Essa è in grado di modulare lattivazione di certe operazioni anziché quella di altre, evitando inutili ripetizioni evitando inutili ripetizioni condizione della perseverazione, econdizione della perseverazione, e rischiose disattenzioni rischiose disattenzioni condizione della distraibilitàcondizione della distraibilità 13

14 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Funzione Lattenzione rende possibile focalizzare le risorse psichiche verso quegli aspetti che interessano, selezionando tra una massa enorme di stimoli che costantemente bombardano lindividuo. Rispetto alle caratteristiche degli stimoli e le loro posizioni nellambiente distinguiamo: Lattenzione spaziale Lattenzione spaziale Lattenzione selettiva Lattenzione selettiva 14

15 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Lattenzione spaziale Lattenzione spaziale Lattenzione spaziale La capacità di selezionare uno stimolo che occupa una determinata posizione nello spazio, normalmente compiendo alcuni movimenti (rotazione degli occhi e del capo; a volte, un reale spostamento del corpo). La capacità di selezionare uno stimolo che occupa una determinata posizione nello spazio, normalmente compiendo alcuni movimenti (rotazione degli occhi e del capo; a volte, un reale spostamento del corpo). Si è soliti distinguere fra orientamento volontario dellattenzione orientamento volontario dellattenzione il soggetto dirige lattenzione verso un determinato bersaglio in maniera consapevole e controllata. In questa situazione può mantenere fissa lattenzione su un punto, ignorando altri aspetti.il soggetto dirige lattenzione verso un determinato bersaglio in maniera consapevole e controllata. In questa situazione può mantenere fissa lattenzione su un punto, ignorando altri aspetti. orientamento automatico dellattenzione è caratterizzato dai seguenti tre aspetti: orientamento automatico dellattenzione è caratterizzato dai seguenti tre aspetti: a)non può essere interrotto; b)l'oggetto dell'attenzione può essere qualcosa di imprevisto o improvviso c)non è soggetto a interferenza da parte di un altro compito (secondario). Il fuoco dellattenzione Il fuoco dellattenzione fascio di luce o fuoco di una lente, consente di concentrare le risorse attentive su uno specifico stimolo (oggetto, evento ecc.) dellambiente. fascio di luce o fuoco di una lente, consente di concentrare le risorse attentive su uno specifico stimolo (oggetto, evento ecc.) dellambiente. ha dimensioni variabili (più o meno concentrato su particolari) e presenta una relazione inversa con lefficienza di elaborazione delle informazioni (tanto più è ristretta larea dellattenzione, tanto maggiore è lefficienza cognitiva del soggetto, e viceversa). ha dimensioni variabili (più o meno concentrato su particolari) e presenta una relazione inversa con lefficienza di elaborazione delle informazioni (tanto più è ristretta larea dellattenzione, tanto maggiore è lefficienza cognitiva del soggetto, e viceversa). 15

16 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Lattenzione selettiva Lattenzione selettiva Lattenzione selettiva Lattenzione del soggetto non riguarda soltanto la posizione di uno stimolo nello spazio, ma concerne tutte le proprietà degli oggetti e degli eventi (colore, forma, dimensione, suoni, rumori ecc.). Lattenzione del soggetto non riguarda soltanto la posizione di uno stimolo nello spazio, ma concerne tutte le proprietà degli oggetti e degli eventi (colore, forma, dimensione, suoni, rumori ecc.). Le singole caratteristiche di uno stimolo sono elaborate senza lintervento dellattenzione, processamento preattentivo Le singole caratteristiche di uno stimolo sono elaborate senza lintervento dellattenzione, processamento preattentivo prevede lo svolgimento di operazioni mentali in parallelo e conduce alla segmentazione del campo visivo in oggetti percettivamente rilevanti.prevede lo svolgimento di operazioni mentali in parallelo e conduce alla segmentazione del campo visivo in oggetti percettivamente rilevanti. Lattenzione focalizzata interviene per combinare insieme le diverse caratteristiche, processamento attentivo Lattenzione focalizzata interviene per combinare insieme le diverse caratteristiche, processamento attentivo interviene per integrare le informazioni e procede in maniera seriale (unoperazione dopo laltra).interviene per integrare le informazioni e procede in maniera seriale (unoperazione dopo laltra). 16

17 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Le competenze attentive Lattenzione selettiva comporta una serie di competenze fra loro connesse. Lintegrazione, intesa come la capacità di mettere in relazione diversi aspetti e caratteristiche dello stimolo (situazione), in funzione della sua complessità. Lintegrazione, intesa come la capacità di mettere in relazione diversi aspetti e caratteristiche dello stimolo (situazione), in funzione della sua complessità. Il filtraggio (filtering), che si riferisce alla capacità di ignorare le informazioni non rilevanti per selezionare soltanto quelle richieste e pertinenti; essa varia in relazione alla presenza e al numero dei distrattori, nonché alla loro distanza dai target. Il filtraggio (filtering), che si riferisce alla capacità di ignorare le informazioni non rilevanti per selezionare soltanto quelle richieste e pertinenti; essa varia in relazione alla presenza e al numero dei distrattori, nonché alla loro distanza dai target. La ricerca (searching), definita come la capacità di individuare un oggetto presente nel campo visivo. La ricerca (searching), definita come la capacità di individuare un oggetto presente nel campo visivo. La facilitazione (priming): esso consiste nel meccanismo di regolazione in base al quale lelaborazione precedente delle informazioni influenza lelaborazione delle informazioni successive. La facilitazione (priming): esso consiste nel meccanismo di regolazione in base al quale lelaborazione precedente delle informazioni influenza lelaborazione delle informazioni successive. priming positivo, quando lelaborazione precedente facilita la prestazione successiva e vi è il mantenimento della medesima strategia attentiva;priming positivo, quando lelaborazione precedente facilita la prestazione successiva e vi è il mantenimento della medesima strategia attentiva; priming negativo, quando lelaborazione precedente peggiora quella successiva ed è necessario un cambiamento di strategia attentiva fra le due prestazioni.priming negativo, quando lelaborazione precedente peggiora quella successiva ed è necessario un cambiamento di strategia attentiva fra le due prestazioni. Lenumerazione visiva, in base alla quale il soggetto è in grado di precisare il numero delle immagini-target allinterno di una serie spaziale in maniera automatica (quando il numero dei target è inferiore a cinque) o attraverso unoperazione di conteggio (quando il numero dei target è superiore a cinque). Lenumerazione visiva, in base alla quale il soggetto è in grado di precisare il numero delle immagini-target allinterno di una serie spaziale in maniera automatica (quando il numero dei target è inferiore a cinque) o attraverso unoperazione di conteggio (quando il numero dei target è superiore a cinque). 17

18 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Effetti attentivi /1 Il modo in cui il sistema attentivo riesce a distinguere in maniera selettiva linformazione rilevante (cioè, pertinente per il soggetto in quel momento) da quella irrilevante che pure è presente nellambiente può essere spiegato da alcuni effetti e meccanismi dei processi attentivi. Effetto Simon il soggetto tende a rispondere più velocemente allo stimolo presentato nellemicampo che spazialmente corrisponde alla mano che segna la risposta: la posizione nello spazio dello stimolo genera un effetto sui processi di attenzione e sulla rapidità della risposta fornita dal soggetto. Effetto Simon il soggetto tende a rispondere più velocemente allo stimolo presentato nellemicampo che spazialmente corrisponde alla mano che segna la risposta: la posizione nello spazio dello stimolo genera un effetto sui processi di attenzione e sulla rapidità della risposta fornita dal soggetto. Effetto Stroop i soggetti hanno dei tempi di reazione significativamente più brevi per gli stimoli il cui significato della parola è congruente a quello del suo colore rispetto a quelli incongruenti: il significato della parola, caratteristica irrilevante, produce un effetto di interferenza sulla rapidità della risposta in riferimento alla caratteristica rilevante, il colore dello sfondo. Effetto Stroop i soggetti hanno dei tempi di reazione significativamente più brevi per gli stimoli il cui significato della parola è congruente a quello del suo colore rispetto a quelli incongruenti: il significato della parola, caratteristica irrilevante, produce un effetto di interferenza sulla rapidità della risposta in riferimento alla caratteristica rilevante, il colore dello sfondo. 18

19 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Effetti attentivi /2 Effetto Navon il soggetto produce un netto rallentamento nei suoi tempi di risposta quando posto di fronte a stimoli incongruenti, è invitato a prestare attenzione alle lettere locali: la presenza di una lettera incongruente (non rilevante) a livello globale produce un effetto di interferenza nel processo di attenzione e risposta dello stimolo. Linsieme di questi effetti pone in evidenza che lattenzione procede a elaborare lo stimolo in maniera completa, trattando tutte le sue caratteristiche, anche quelle che cadono fuori dal fuoco dellattenzione e che non sono considerate come rilevanti e pertinenti dal soggetto. Il filtro dellattenzione selettiva interverrebbe molto tardi, al momento di selezionare la risposta da fornire (ipotesi della cosiddetta selezione tardiva). Il filtro dellattenzione selettiva interverrebbe molto tardi, al momento di selezionare la risposta da fornire (ipotesi della cosiddetta selezione tardiva). 19

20 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Regolazione dellattenzione Non potendo ottenere una conoscenza piena di tutto il campo percettivo si verifica il fenomeno della restrizione dellattenzione, detta anche restrizione della coscienza (James, 1890), enucleando: Singole modalità sensoriali; Singole modalità sensoriali; Caratteri degli oggetti; Caratteri degli oggetti; Persone, oggetti ed eventi. Persone, oggetti ed eventi. 20

21 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Modelli dellattenzione 21 ValutazioneSelezioneElaborazione Canali sensoriali Elaborazione centrale Modello secondo Deutsch & Deutsch (1963): Selezione a livello dellelaborazione centrale Elaborazione Canali sensorialiFiltro Memoria a breve termine Modello secondo Broadbent (1958): Selezione a livello della periferia sensoriale

22 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Lattenzione Le risorse attentive Le risorse attentive Le risorse attentive Le risorse attentive sono limitate. In che modo siamo capaci di gestire e di governare tali risorse. Le risorse attentive sono limitate. In che modo siamo capaci di gestire e di governare tali risorse. Linterferenza strutturale avviene quando due compiti da eseguire contemporaneamente condividono il medesimo meccanismo o stadio di processamento. Linterferenza strutturale avviene quando due compiti da eseguire contemporaneamente condividono il medesimo meccanismo o stadio di processamento. È praticamente impossibile seguire con attenzione un film e nello stesso tempo svolgere una conversazione impegnata, in quanto entrambi i compiti coinvolgono in maniera equivalente lapparato acustico. In questi casi linterferenza strutturale è causata dalla competizione fra i due compiti per i medesimi meccanismi che regolano lacquisizione e lelaborazione delle informazioni.È praticamente impossibile seguire con attenzione un film e nello stesso tempo svolgere una conversazione impegnata, in quanto entrambi i compiti coinvolgono in maniera equivalente lapparato acustico. In questi casi linterferenza strutturale è causata dalla competizione fra i due compiti per i medesimi meccanismi che regolano lacquisizione e lelaborazione delle informazioni. Linterferenza da risorse avviene quando le operazioni mentali che compiamo sono impegnative, assorbendo una quota elevata delle risorse attentive a nostra disposizione. Linterferenza da risorse avviene quando le operazioni mentali che compiamo sono impegnative, assorbendo una quota elevata delle risorse attentive a nostra disposizione. compito primario è quello principale che assorbe la maggior parte delle risorsecompito primario è quello principale che assorbe la maggior parte delle risorse compito secondario è quello che può contare sulla quota residua di risorse.compito secondario è quello che può contare sulla quota residua di risorse. Tanto maggiore è la quota di risorse destinata al compito primario, tanto minori sono le disponibilità per il compito secondario. Tanto maggiore è la quota di risorse destinata al compito primario, tanto minori sono le disponibilità per il compito secondario. 22

23 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e i sogni Definizione del sonno La coscienza è un flusso che varia in continuazione e che subisce una rilevante modificazione nel corso del sonno. La coscienza è un flusso che varia in continuazione e che subisce una rilevante modificazione nel corso del sonno. Il sonno Il sonno è uno stato dellorganismo qualificato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali, con la sospensione delle attività relazionali e da una riduzione del livello di coscienza. è uno stato dellorganismo qualificato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali, con la sospensione delle attività relazionali e da una riduzione del livello di coscienza. sorge spontaneamente e periodicamente; sorge spontaneamente e periodicamente; si autolimita nel tempo ed si autolimita nel tempo ed è reversibile. è reversibile. In tal modo si crea unalternanza sonno-veglia che regola il ritmo delle giornate degli individui.In tal modo si crea unalternanza sonno-veglia che regola il ritmo delle giornate degli individui. 23

24 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e il sogno I 4 stadi del sonno Gli stadi del sonno Gli stadi del sonno Sono stati distinti 6 diversi livelli di attività cerebrale, 2 riguardanti la veglia e 4 il sonno. Sono stati distinti 6 diversi livelli di attività cerebrale, 2 riguardanti la veglia e 4 il sonno. La veglia attivaLa veglia attiva La veglia rilassataLa veglia rilassata Gli stadi l, 2, 3 e 4 del sonno.Gli stadi l, 2, 3 e 4 del sonno. Lo stadio 4 è noto come sonno profondo, nel quale è più difficile svegliare un soggetto e durante il quale si possono verificare specifici fenomeni (come sonnambulismo, enuresi, terrori notturni). Lo stadio 4 è noto come sonno profondo, nel quale è più difficile svegliare un soggetto e durante il quale si possono verificare specifici fenomeni (come sonnambulismo, enuresi, terrori notturni). Arrivato allo stadio 4 il soggetto dormiente ritorna allo stadio 1 per ripetere il ciclo, anche se nella seconda volta permane di meno nello stadio 4. Arrivato allo stadio 4 il soggetto dormiente ritorna allo stadio 1 per ripetere il ciclo, anche se nella seconda volta permane di meno nello stadio 4. Durante il sonno notturno si osservano di solito 4-6 cicli di sonno, ciascuno dei quali dura in media circa 90 minuti. Durante il sonno notturno si osservano di solito 4-6 cicli di sonno, ciascuno dei quali dura in media circa 90 minuti. 24

25 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e il sogno Il sonno REM e non-REM /1 Il sonno REM (rapid eye movements) Il sonno REM (rapid eye movements) Quando il soggetto dallo stadio 4 ritorna allo stadio 1, compie dei movimenti rapidi (isolati o a raffiche) con i bulbi oculari. Quando il soggetto dallo stadio 4 ritorna allo stadio 1, compie dei movimenti rapidi (isolati o a raffiche) con i bulbi oculari. È definito anche sonno paradosso, poiché le sue onde cerebrali sono simili a quelle della veglia attiva, o sonno D, in quanto le onde cerebrali sono desincronizzate e irregolari.È definito anche sonno paradosso, poiché le sue onde cerebrali sono simili a quelle della veglia attiva, o sonno D, in quanto le onde cerebrali sono desincronizzate e irregolari. Il sonno NREM (non-REM) Il sonno NREM (non-REM) o sonno ortodosso o sonno S (onde cerebrali sincronizzate e regolari). o sonno ortodosso o sonno S (onde cerebrali sincronizzate e regolari). Il sonno NREM prevale nelle prime ore del sonno, mentre il sonno REM è maggiormente presente nelle fasi terminali del sonno. Il sonno NREM prevale nelle prime ore del sonno, mentre il sonno REM è maggiormente presente nelle fasi terminali del sonno. Nelluomo, come negli altri mammiferi, il sonno REM e il sonno NREM si alternano ciclicamente. Nelluomo, come negli altri mammiferi, il sonno REM e il sonno NREM si alternano ciclicamente. 25

26 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e il sogno Il sonno REM e non-REM /2 Durante il sonno non-REM Attività fisiologica i ritmi del cuore e della respirazione sono lenti e regolari; i movimenti oculari sono praticamente assenti; si ha un notevole rilassamento dei muscoli e i valori del metabolismo cerebrale diminuiscono di circa il 30% rispetto alla condizione di veglia. i ritmi del cuore e della respirazione sono lenti e regolari; i movimenti oculari sono praticamente assenti; si ha un notevole rilassamento dei muscoli e i valori del metabolismo cerebrale diminuiscono di circa il 30% rispetto alla condizione di veglia. In sintesi, il sonno NREM è caratterizzato da unattività cerebrale lenta e ridotta in un corpo pienamente rilassato. In sintesi, il sonno NREM è caratterizzato da unattività cerebrale lenta e ridotta in un corpo pienamente rilassato. Attività onirica nel 25% dei casi riferisce che stava sognando. nel 25% dei casi riferisce che stava sognando. I sogni del sonno NREM assomigliano maggiormente ai pensieri normali e non emotivamente qualificati. I sogni del sonno NREM assomigliano maggiormente ai pensieri normali e non emotivamente qualificati. Durante il sonno REM Attività fisiologica presenza di rapidi movimenti degli occhi, in scariche da 10 a 20 secondi; lattività cerebrale aumenta fino a raggiungere una condizione simile a quella della veglia attiva; si ha parimenti un aumento dellattività del sistema nervoso autonomo (di conseguenza, aumentano la pressione arteriosa, il polso e la respirazione); per contro, si ha la perdita del tono della muscolatura; di norma, infine, è accompagnato dallerezione del pene e dal turgore clitorideo. presenza di rapidi movimenti degli occhi, in scariche da 10 a 20 secondi; lattività cerebrale aumenta fino a raggiungere una condizione simile a quella della veglia attiva; si ha parimenti un aumento dellattività del sistema nervoso autonomo (di conseguenza, aumentano la pressione arteriosa, il polso e la respirazione); per contro, si ha la perdita del tono della muscolatura; di norma, infine, è accompagnato dallerezione del pene e dal turgore clitorideo. In sintesi, nel sonno REM si ha un cervello attivo in un corpo praticamente paralizzato. Il cervello è attivato dalla scarica dei neuroni giganti del tronco dellencefalo. In sintesi, nel sonno REM si ha un cervello attivo in un corpo praticamente paralizzato. Il cervello è attivato dalla scarica dei neuroni giganti del tronco dellencefalo. Attività onirica nell80% dei casi riferisce che stava sognando. nell80% dei casi riferisce che stava sognando. I sogni del sonno REM sono visivamente vividi e hanno le caratteristiche emotive, bizzarre e illogiche tipiche dellattività onirica. I sogni del sonno REM sono visivamente vividi e hanno le caratteristiche emotive, bizzarre e illogiche tipiche dellattività onirica. 26

27 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e la veglia Perché si dorme Le teorie ristorative del sonno Le teorie ristorative del sonno Il sonno consente un recupero delle risorse sia a livello somatico sia a livello cerebrale. Il sonno consente un recupero delle risorse sia a livello somatico sia a livello cerebrale. Il sonno svolgerebbe, quindi, la funzione di riparazione dei danni subiti durante la veglia. Il sonno svolgerebbe, quindi, la funzione di riparazione dei danni subiti durante la veglia. Le teorie circadiane del sonno Le teorie circadiane del sonno Il sonno comparso durante levoluzione delle specie. I nostri antenati avevano maggiori probabilità di vivere se durante la notte rimanevano riparati dai predatori e dai pericoli e conservavano le energie per il giorno successivo: sonno come protezione della vulnerabilità della specie. Il sonno comparso durante levoluzione delle specie. I nostri antenati avevano maggiori probabilità di vivere se durante la notte rimanevano riparati dai predatori e dai pericoli e conservavano le energie per il giorno successivo: sonno come protezione della vulnerabilità della specie. Le differenze di sonno fra le diverse specie animali non sembrano essere collegate con il livello delle loro attività svolte lungo il giorno, bensì con il grado della loro vulnerabilità. Esse risultano, quindi, maggiormente in linea con le teorie circadiane.Le differenze di sonno fra le diverse specie animali non sembrano essere collegate con il livello delle loro attività svolte lungo il giorno, bensì con il grado della loro vulnerabilità. Esse risultano, quindi, maggiormente in linea con le teorie circadiane. 27

28 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e la veglia La privazione del sonno Deprivazione totale di sonno Deprivazione totale di sonno Il Guiness dei primati è la signora Weston con 449 ore di veglia continua (= 18 giorni e 17 ore)Il Guiness dei primati è la signora Weston con 449 ore di veglia continua (= 18 giorni e 17 ore) Dopo alcuni giorni compaiono dei microsonni che consistono in cali improvvisi della vigilanza della durata di pochi secondi, durante i quali le palpebre si chiudono e i soggetti non rispondono agli stimoli ambientali. Dopo alcuni giorni compaiono dei microsonni che consistono in cali improvvisi della vigilanza della durata di pochi secondi, durante i quali le palpebre si chiudono e i soggetti non rispondono agli stimoli ambientali. Deprivazione parziale Deprivazione parziale Pur protraendola a lungo i soggetti non presentano variazioni significative nelle prestazioni mentali in compiti di efficienza cognitiva e negli stati dellumore, se non scendono al di sotto di cinque ore circa per notte. Pur protraendola a lungo i soggetti non presentano variazioni significative nelle prestazioni mentali in compiti di efficienza cognitiva e negli stati dellumore, se non scendono al di sotto di cinque ore circa per notte. Essi denunciano una certa sonnolenza, piuttosto fastidiosa, soprattutto nelle ore serali.Essi denunciano una certa sonnolenza, piuttosto fastidiosa, soprattutto nelle ore serali. Gli effetti della privazione totale del sonno Gli effetti della privazione totale del sonno Non determina particolari alterazioni fisiologiche Non determina particolari alterazioni fisiologiche Non produce un declino delle funzioni cognitive complesse. Non produce un declino delle funzioni cognitive complesse. Compromette le attività mentali semplici e ripetitive. Compromette le attività mentali semplici e ripetitive. Come per il cibo, il bere e lattività sessuale, anche per il sonno ciascuno di noi è portato a farne uso più di quanto strettamente necessario per la sopravvivenza, quando sia liberamente disponibile. Come per il cibo, il bere e lattività sessuale, anche per il sonno ciascuno di noi è portato a farne uso più di quanto strettamente necessario per la sopravvivenza, quando sia liberamente disponibile. 28

29 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e la veglia Le teorie dei sogni Freud con la teoria psicoanalitica sullinterpretazione pensava che i sogni fossero scatenati da desideri inaccettabili repressi, spesso di natura sessuale. La chiave per capire i problemi psicologici delle persone era quella di rilevare il significato dei sogni, in quanto via regia dellinconscio. La chiave per capire i problemi psicologici delle persone era quella di rilevare il significato dei sogni, in quanto via regia dellinconscio. Non vi sono, tuttavia, dati empirici convincenti a sostegno della teoria. Non vi sono, tuttavia, dati empirici convincenti a sostegno della teoria. La teoria rielaborativa dei sogni La teoria rielaborativa dei sogni I sogni avrebbero la funzione di rimettere ordine nella memoria e di risolvere aspetti problematici che si hanno lungo il giorno. I sogni avrebbero la funzione di rimettere ordine nella memoria e di risolvere aspetti problematici che si hanno lungo il giorno. La teoria dellattivazione-sintesi La teoria dellattivazione-sintesi I sogni sono generati dallattivazione di circuiti nervosi (macroneuroni) che si trovano nel tronco dellencefalo e che bombardano la corteccia cerebrale con le loro scariche. I sogni sono generati dallattivazione di circuiti nervosi (macroneuroni) che si trovano nel tronco dellencefalo e che bombardano la corteccia cerebrale con le loro scariche. Le informazioni che giungono in corteccia sono in gran parte casuali e i sogni sarebbero il risultato del tentativo di dare loro una connessione significativa. Le informazioni che giungono in corteccia sono in gran parte casuali e i sogni sarebbero il risultato del tentativo di dare loro una connessione significativa. 29

30 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e la veglia Il fenomeno dei sogni lucidi Logica bizzarra dei sogni: connessioni illogiche e imprevedibili, nessun rispetto delle condizioni spazio-temporali connessioni illogiche e imprevedibili, nessun rispetto delle condizioni spazio-temporali Fenomeno dei sogni lucidi: consapevolezza onirica di stare sognando consapevolezza onirica di stare sognando 30

31 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e la veglia Lipnosi: definizione e setting Lipnosi Lipnosi procedimento attraverso il quale un operatore (medico o psicologo) nella funzione di ipnotizzatore suggerisce che il cliente esperisca significativi cambiamenti nelle proprie sensazioni, percezioni, pensieri o comportamenti. procedimento attraverso il quale un operatore (medico o psicologo) nella funzione di ipnotizzatore suggerisce che il cliente esperisca significativi cambiamenti nelle proprie sensazioni, percezioni, pensieri o comportamenti. Il contesto ipnotico Il contesto ipnotico è generalmente costituito attraverso una procedura di induzione che conduce a modificazioni e a distorsioni nella condotta del soggetto ipnotizzato. è generalmente costituito attraverso una procedura di induzione che conduce a modificazioni e a distorsioni nella condotta del soggetto ipnotizzato. 31

32 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sonno e la veglia Linduzione ipnotica Linduzione ipnotica Il soggetto è posto in una condizione di rilassamento (contesto ipnotico) e gli vengono impartite progressivamente diverse suggestioni. Raggiunta la condizione di ipnosi, lipnotizzatore può inviare le suggestioni per ottenere specifiche e anomale risposte da parte del soggetto ipnotizzato. I fenomeni più ricorrenti sono i seguenti: allucinazioni positive e negative; allucinazioni positive e negative; reazioni ideomotorie; reazioni ideomotorie; regressione di età; regressione di età; inibizione del dolore. inibizione del dolore. Alla fine segue lordine di non ricordare più che cosa è successo durante lipnosi medesima (suggestione postipnotica). In ogni momento è possibile la rottura della relazione ipnotica se viene data unistruzione sbagliata, incongruente, incomprensibile o inaccettabile per il soggetto. In ogni momento è possibile la rottura della relazione ipnotica se viene data unistruzione sbagliata, incongruente, incomprensibile o inaccettabile per il soggetto. In generale, gli eventi che avvengono durante il periodo ipnotico, sono dimenticati sulla base di una suggestione da parte dellipnotizzatore, al fine di evitare ogni ricordo spiacevole o indesiderato (amnesia postipnotica). In generale, gli eventi che avvengono durante il periodo ipnotico, sono dimenticati sulla base di una suggestione da parte dellipnotizzatore, al fine di evitare ogni ricordo spiacevole o indesiderato (amnesia postipnotica). 32

33 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sogno e la veglia La suscettibilità ipnotica La suscettibilità ipnotica La suscettibilità ipnotica La Scala di suscettibilità ipnotica di Stanford che prevede 12 suggestioni, si è osservato che: La Scala di suscettibilità ipnotica di Stanford che prevede 12 suggestioni, si è osservato che: il 5 e il 10% della popolazione non può essere ipnotizzata anche da un ipnotizzatore esperto;il 5 e il 10% della popolazione non può essere ipnotizzata anche da un ipnotizzatore esperto; il 15% dei soggetti è altamente ipnotizzabile.il 15% dei soggetti è altamente ipnotizzabile. La suscettibilità ipnotica costituisce un tratto stabile della personalità, con una predisposizione genetica e con unevoluzione nel corso della vita che ha un picco durante ladolescenza. I soggetti sono caratterizzati da tre qualità distintive: La suscettibilità ipnotica costituisce un tratto stabile della personalità, con una predisposizione genetica e con unevoluzione nel corso della vita che ha un picco durante ladolescenza. I soggetti sono caratterizzati da tre qualità distintive: 1.dissociazione: vivere una determinata situazione non in prima persona, ma in maniera distaccata; 2.immaginazione: ricca immaginazione, portati alla rêverie e a fare sogni ad occhi aperti e riescono a concentrarsi totalmente sulle proprie fantasie come se fossero reali (immersione fantastica); 3.disposizione al contesto ipnotico: rispondere in maniera nettamente favorevole allambiente ipnotico e sono ben predisposti nei confronti dellipnosi e dellipnotizzatore. Lipnotizzabilità sarebbe fondata su una sorta di buona influenzabilità (apertura) della propria interiorità (esperienza) da parte di stimolazioni (soprattutto relazionali) esterne. Lipnotizzabilità sarebbe fondata su una sorta di buona influenzabilità (apertura) della propria interiorità (esperienza) da parte di stimolazioni (soprattutto relazionali) esterne. 33

34 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il sogno e la veglia Lanalgesia ipnotica Lanalgesia ipnotica Lanalgesia ipnotica Possibilità di esercitare un controllo diretto sul dolore, senza la necessità di interventi farmacologici. Possibilità di esercitare un controllo diretto sul dolore, senza la necessità di interventi farmacologici. Si fonda sulle modificazioni dellattività nervosa della corteccia cerebrale (primaria e secondaria) a seguito delle suggestioni ipnotiche e comporta una sorta di separazione fra la stimolazione dolorosa e lesperienza affettiva della medesima. Si fonda sulle modificazioni dellattività nervosa della corteccia cerebrale (primaria e secondaria) a seguito delle suggestioni ipnotiche e comporta una sorta di separazione fra la stimolazione dolorosa e lesperienza affettiva della medesima. Test pressorio del freddo Test pressorio del freddo la mano e il braccio del soggetto sono immersi in acqua ghiacciata (+ 4 C) e dopo circa secondi il dolore diventa molto forte sino a diventare insostenibile. la mano e il braccio del soggetto sono immersi in acqua ghiacciata (+ 4 C) e dopo circa secondi il dolore diventa molto forte sino a diventare insostenibile. Il 67% dei soggetti altamente ipnotizzabili ottiene una sostanziale riduzione del dolore facendo ricorso allipnosi;Il 67% dei soggetti altamente ipnotizzabili ottiene una sostanziale riduzione del dolore facendo ricorso allipnosi; i soggetti scarsamente ipnotizzabili si registrano significativi decrementi del dolore soltanto nel 13 % dei casi.i soggetti scarsamente ipnotizzabili si registrano significativi decrementi del dolore soltanto nel 13 % dei casi. I campi di applicazione più interessanti concernono i dolori da parto, i dolori alla schiena e al petto, i dolori odontoiatrici. Di solito, si fa ricorso a tecniche di autoipnosi, attraverso le quali il soggetto si convince che la parte dolorante non sia collegata al corpo. Di solito, si fa ricorso a tecniche di autoipnosi, attraverso le quali il soggetto si convince che la parte dolorante non sia collegata al corpo. 34

35 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La meditazione Definizione La meditazione costituisce uno stato modificato di coscienza attraverso lesecuzione ripetitiva e sequenziale di alcuni esercizi mentali, di solito realizzati in un ambiente tranquillo. È un metodo di rilassamento durante il quale il soggetto, dirigendo lattenzione in maniera fissa e invariabile su un unico stimolo, ottiene un elevato controllo nella regolazione della respirazione, e giunge a limitare grandemente il proprio campo di attenzione e la ricezione degli stimoli ambientali. È un metodo di rilassamento durante il quale il soggetto, dirigendo lattenzione in maniera fissa e invariabile su un unico stimolo, ottiene un elevato controllo nella regolazione della respirazione, e giunge a limitare grandemente il proprio campo di attenzione e la ricezione degli stimoli ambientali. Crea un senso piacevole di benessere psicofisico e di armonia fra sé e il mondo circostante. Crea un senso piacevole di benessere psicofisico e di armonia fra sé e il mondo circostante. Genera una espansione della coscienza, simile a quella che si ottiene con lautoipnosi. Alcuni soggetti, dopo una lunga pratica di meditazione, possono avere esperienze mistiche, nelle quali perdono la consapevolezza di sé e assumono forme di conoscenza più ampie. Genera una espansione della coscienza, simile a quella che si ottiene con lautoipnosi. Alcuni soggetti, dopo una lunga pratica di meditazione, possono avere esperienze mistiche, nelle quali perdono la consapevolezza di sé e assumono forme di conoscenza più ampie. 35

36 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La meditazione Distinzioni Distinguiamo: meditazione di apertura meditazione di apertura non pensare a niente per accogliere nuove esperienzenon pensare a niente per accogliere nuove esperienze meditazione di concentrazione meditazione di concentrazione focalizzare tutte le risorse su un unico oggettofocalizzare tutte le risorse su un unico oggetto meditazione trascendentale meditazione trascendentale attenzione sulla ripetizione mentale di un suono speciale – mantra – o sulla respirazioneattenzione sulla ripetizione mentale di un suono speciale – mantra – o sulla respirazione 36

37 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La meditazione La meditazione trascendentale La meditazione trascendentale consiste nel focalizzare lattenzione sulla ripetizione mentale di un suono speciale (mantra) o sulla respirazione attraverso il naso. Limpegno è di distogliere totalmente lattenzione dai normali stimoli esterni e di concentrarsi pienamente su uno specifico stimolo interno. Limpegno è di distogliere totalmente lattenzione dai normali stimoli esterni e di concentrarsi pienamente su uno specifico stimolo interno. Tecnica efficace per indurre uno stato profondo di rilassamento, per ridurre leccitazione fisiologica, nonché per diminuire le condizioni di stress. Produce un significativo abbassamento del ritmo respiratorio, una diminuzione del consumo di ossigeno e una minore eliminazione dellanidride carbonica. Produce un significativo abbassamento del ritmo respiratorio, una diminuzione del consumo di ossigeno e una minore eliminazione dellanidride carbonica. Si è dimostrata efficace nellaumentare le capacità di memoria, nellincrementare lefficienza mentale del soggetto, nellinnalzare il livello delle prestazioni intellettive, nonché per migliorare il livello di autostima. Utile nelle attività sportive, poiché favorisce il raggiungimento del massimo delle proprie potenzialità fisiche attraverso un grado ottimale di concentrazione. 37


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