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Metodi e sistemi in Genetica – modulo II (variabilità genetica nelluomo) – Fulvio Cruciani Tel. 06

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Presentazione sul tema: "Metodi e sistemi in Genetica – modulo II (variabilità genetica nelluomo) – Fulvio Cruciani Tel. 06"— Transcript della presentazione:

1 Metodi e sistemi in Genetica – modulo II (variabilità genetica nelluomo) – Fulvio Cruciani Tel. 06 stanza 1-06 (piano terra) ricev. Mercoledì 14-16, altri giorni su appuntamento. Materiale per la preparazione dellesame – modulo II - A.A. 2007/2008: 1)Questa presentazione power point + 2)Libro: Human evolutionary genetics (Jobling et al. ) Garland Science 2004 Capitolo 3 tutto (esclusi box e paragrafi 3.6 e 3.8) Capitolo 4 tutto (esclusi box e paragrafi e 4.11) Capitolo 15 tutto (esclusi box) Il testo è disponibile in biblioteca Per gli argomenti relativi a equilibrio di Hardy-Weinberg, deriva, selezione, mutazione e migrazione è sufficiente la trattazione fatta a lezione. Volendo approfondire si può fare riferimento al capitolo 5 del libro citato

2 Consiglio per gli studenti Questo modulo si compone essenzialmente di una parte descrittiva e di una parte applicativa. Lo studente deve essere in grado di collegare le due parti affinché sia in grado di dare delle risposte alle diverse problematiche. Ad esempio, è importante sapere che il tasso di mutazione dei microsatelliti è pari generazione (parte descrittiva) per capire il motivo per il quale i microsatelliti non possono essere utilizzati in studi interspecie (parte applicativa) e così via. Questo modulo si compone essenzialmente di una parte descrittiva e di una parte applicativa. Lo studente deve essere in grado di collegare le due parti affinché sia in grado di dare delle risposte alle diverse problematiche. Ad esempio, è importante sapere che il tasso di mutazione dei microsatelliti è pari generazione (parte descrittiva) per capire il motivo per il quale i microsatelliti non possono essere utilizzati in studi interspecie (parte applicativa) e così via.

3 La variabilità genetica (V.G.) 1. V.G. somatica 2. V.G. gametica intraindividuo 3. V.G. gametica intrapopolazione (polimorfismo) 4. V.G. gametica interpopolazione 5. V.G. interspecie (filogenetica)

4 V.G. INTRASPECIE

5 V.G. INTERSPECIE

6 La variabilità genetica a livello molecolare Singole sost. nucleotidiche Singole sost. nucleotidiche Piccole inserzioni/delezioni Piccole inserzioni/delezioni Microsatelliti Microsatelliti Minisatelliti Minisatelliti Altri VNTR Altri VNTR Inserzioni di elementi retrotrasponibili Inserzioni di elementi retrotrasponibili Varianti strutturali microscopiche e submicroscopiche Varianti strutturali microscopiche e submicroscopiche Variabilità nel numero di cromosomi Variabilità nel numero di cromosomi Variabilità nel numero di ploidia Variabilità nel numero di ploidia Generalmente non polimorfici (frequenza < 0.01%)

7 La variabilità genetica a livello molecolare Dove si trovano le mutazioni? Alcune mutazioni sono distribuite in modo casuale nei cromosomi, altre presentano una distribuzione non omogenea

8 La variabilità genetica a livello molecolare Tasso di mutazione I differenti tipi di mutazione differiscono circa il loro tasso di mutazione per diversi ordini di grandezza

9 La variabilità genetica a livello molecolare 1. singole sostituzioni nucleotidiche (SNS) E la forma di variazione del DNA più comune. Confrontando due cromosomi umani omologhi, si osserverà una SNS ogni mille basi Confrontando due cromosomi umani omologhi, si osserverà una SNS ogni mille basi Confrontando una popolazione di cromosomi omologhi, si osserverà. Confrontando una popolazione di cromosomi omologhi, si osserverà uno SNP ogni 200 basi. Le SNS sono 10 volte più frequenti delle ins/del Le SNS sono 10 volte più frequenti delle ins/del Le transizioni sono 2 volte più frequenti delle transversioni Le transizioni sono 2 volte più frequenti delle transversioni Il tasso di mutaz. più elevato si osserva per i dinucleotidi CpG Il tasso di mutaz. più elevato si osserva per i dinucleotidi CpG Il DNA mitocondriale è caratterizzato da un elevato tasso di mutazione (10 volte più elevato del DNA nucleare) Il DNA mitocondriale è caratterizzato da un elevato tasso di mutazione (10 volte più elevato del DNA nucleare) I polimorfismi per SNS sono di norma biallelici e sono stabili da un punto di vista evolutivo (UEPs, unique events polymorphisms)

10 Il dinucleotide CpG è un hotspot di mutazione La variabilità genetica a livello molecolare 1. singole sostituzioni nucleotidiche (SNS)

11 La variabilità genetica a livello molecolare Le conseguenze delle mutazioni puntiformi sono molteplici La maggior parte delle SNS è neutra, ma in alcuni casi si producono effetti sullespressione dei geni

12 La variabilità genetica a livello molecolare 2. microsatelliti o short tandem repeats (STRs) I microsatelliti sono una classe di DNA ripetuto in tandem (VNTR, variable number of tandem repeats) caratterizzato da un piccolo numero di ripetizioni corte in tandem. Sono comuni nel DNA nucleare di tutti gli eucarioti fino ad ora esaminati Nei primati rappresentano circa 1% del genoma

13 La variabilità genetica a livello molecolare 2. microsatelliti o short tandem repeats (STRs) I microsatelliti possono essere perfetti, interrotti o composti e vengono ulteriormente classificati in base alla lunghezza del motivo ripetuto (dinucleotide repeats, trinucleotide repeats ecc..) perfetti interrotti composti

14 La variabilità genetica a livello molecolare 2. microsatelliti o short tandem repeats (STRs) Il polimorfismo nei microsatelliti consiste nel diverso numero di copie del motivo semplice il numero degli alleli è generalmente compreso tra 2 e 20 il grado di variabilità dei microsatelliti è correlato positivamente con il numero di ripetizioni; microsatelliti corti sono in genere monomorfici A causa dellelevato tasso di mutazione, gli alleli dei microsatelliti uguali in stato spesso non lo sono per discendenza (non UEPs) microsatelliti interrotti in genere mostrano un grado minore di variabilità di microsatelliti perfetti di pari lunghezza La mutazione nei microsatelliti generalmente non ha effetti fenotipici, ma in alcuni casi è causa di importanti malattie, in gran parte neuro- degenerative

15 La variabilità genetica a livello molecolare 2. microsatelliti o short tandem repeats (STRs) I microsatelliti sono distribuiti in modo omogeneo nel genoma umano

16 Lelevato tasso di mutazione nei microsatelliti è dovuto a scivolamento della polimerasi in replicazione La variabilità genetica a livello molecolare 2. microsatelliti o short tandem repeats (STRs) Tasso di mutazione molto elevato La mutazione avviene generalmente per aumento o diminuzione di una singola unità ripetitiva Mutazioni per aumento più frequenti di mutazioni per diminuzione Il tasso di mutazione per ciascun microsatellite è correlato con la lunghezza dellallele

17 La variabilità genetica a livello molecolare 3. minisatelliti I minisatelliti hanno un motivo ripetuto di basi ed un numero di ripetizioni spesso elevato (fino a 1000) Si trovano in diversi organismi, uomo incluso Sono localizzati spesso nelle regioni sub-telomeriche

18 La variabilità genetica a livello molecolare 3. minisatelliti I differenti alleli differiscono per lunghezza ma anche per sequenza (diverso dai microsatelliti) Il processo di mutazione è complesso e coinvolge la ricombinazione ineguale e la conversione genica Il tasso di mutazione è molto elevato (10 -2 /generazione)

19 La variabilità genetica a livello molecolare 4. DNA satellite (macrosatelliti) e ripetizioni telomeriche IL DNA satellite (macrosatellite) è caratterizzato da ripetizioni lunghe (spesso) >1000 basi, ed una lunghezza totale di diverse decine di migliaia di basi Il suo polimorfismo è dovuto in gran parte a ricombinazione omologa ineguale tra omologhi o cromatidi fratelli Sebbene altamente polimorfico, non è facilmente utilizzabile come marcatore a causa delle sue dimensioni Ripetizioni telomeriche: Nelluomo (ttaggg) X

20 Polimorfismo per presenza/assenza di un elemento trasponibile Sempre biallelici e UEPS Nelluomo tre classi principali attive: L1 (LINE), Alu (SINE) ed SVA La variabilità genetica a livello molecolare 5. Inserzione di elementi trasponibili La tipizzazione degli elementi trasponibili polimorfici è estremamente semplice: PCR + elettroforesi

21 La variabilità genetica a livello molecolare 5. Inserzione di elementi trasponibili - Alu Struttura e trasposizione di Alu Gli elementi Alu sono retrotrasposoni non autonomi, lunghi circa 290 bp, omologhi allRNA 7SL. Contengono un promotore interno per la RNA pol III, presentano un poly-A terminale e sono fiancheggiati da ripetizioni terminali dirette. Non codificano per proteine. Per la retrotrasposizione sfruttano proteine codificate da L1.

22 La variabilità genetica a livello molecolare 5. Inserzione di elementi trasponibili - Alu Esistono diverse famiglie di elementi Alu, contraddistinte da specifiche mutazioni La maggior parte degli elementi Alu polimorfici nelluomo appartengono alla famiglia Alu Y (e sottofamiglie).

23 La variabilità genetica a livello molecolare 5. Inserzione di elementi trasponibili – L1 Gli elementi retrotrasponibili umani L1 sono una classe di LINEs lunghe circa 6 kb. Si traspongono in modo autonomo, sfruttando una reverse trascrittasi da esse codificata ed una endonucleasi che taglia il DNA nel sito di inserzione. Producono delle ripetizioni dirette (TSD) in corrispondenza del sito di inserzione La famiglia L1 è lunica LINE attiva nel genoma umano, principalmente con la sottofamiglia LINE1 Ta

24 La variabilità genetica a livello molecolare 5. Inserzione di elementi trasponibili - SVA Elemento SVA Esistono diverse famigli SVA, di cui solo E e T sono attive nelluomo SVA = SINE-R; VNTR; Alu Elemento non autonomo (sfrutta trascrittasi inversa di LINE?) Presenza di poly A al 3 Target site duplications (TSD) fiancheggianti

25 La variabilità genetica a livello molecolare 5. Inserzione di elementi trasponibili – incidenza

26 La variabilità genetica a livello molecolare 6. Varianti strutturali Le varianti strutturali coinvolgono variazioni di grandi porzioni (> 1kb) del genoma. Si possono distinguere due classi: 1.Grandi varianti strutturali (>3 Mb), visibili al microscopio, includono aneuploidie, riarrangiamenti e siti fragili. Le grandi varianti strutturali generalmente non mostrano polimorfismo nelle popolazioni (frequenza dellallele più comune > 95%) poiché controselezionate. Esempi di polimorfismo sono una inversione pericentromerica del cromosoma 9 e la variazione di lunghezza della regione eterocromatica del braccio lungo del cromosoma Y. 2.Varianti strutturali submicroscopiche (1kb-3Mb) Includono principalmente inversioni e copy-number variants e sono spesso osservate a frequenze polimorfiche nelle popolazioni segue….

27 La variabilità genetica a livello molecolare 6a. Varianti strutturali sub-microscopiche (VSSM) Fino al 2004 erano note solo una decina di VSSM. Oggi se ne conoscono oltre 600, per oltre 100 Mb di DNA Principalmente varianti per numero di copie (CNV) oppure inversioni Si stimano in media 100 CNVs >50 kb per individuo. Le CNV e le inversioni sono trovate frequentemente in corrispondenza di duplicazioni segmentali

28 6b. Varianti strutturali sub- microscopiche (VSSM) nel cromosoma Y Il cromosoma Y presenta un elevato numero di varianti strutturali: - delezioni - inversioni - duplicazioni - variazioni di lunghezza


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