Vanessa Bono 2G. La silouette che noi associamo a questi anni è una semplice canottiera sostenuta da due spalline. Per la prima volta nella storia della.

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Transcript della presentazione:

Vanessa Bono 2G

La silouette che noi associamo a questi anni è una semplice canottiera sostenuta da due spalline. Per la prima volta nella storia della moda l’abito da sera fu corto tanto quanto quello da giorno. Si utilizzavano soprattutto stoffe trasparenti, guarnite nei punti strategici di perline di vetro o frange di seta e le gambe si infilavano in calze chiare che sembravano una seconda pelle, solo più bella. Le scollature arrivavano, sia davanti che dietro, quasi fino alla vita e senza nulla sotto. L’intimo era un completo di cotone color crema composto da fascia riducente per il seno e corsetto con spalline regolabili, reggicalze e sottogonna in crêpe-de-Chine guarnita di pizzo. Le calze, le camicette e gli abiti da giorno, venivano confezionati in seta artificiale, a buon mercato ma soprattutto lavabile, rendendo la vita più facile a che sceglieva questo materiale. Le “giovani monelle” potevano così trascorrere le notti ballando spensierate, dato che il loro abbigliamento da sera non pesava praticamente nulla; la liberazione da abiti carichi e voluminosi deve aver notevolmente contribuito all’emancipazione femminile. Dato che il vestito era ridotto a un nulla, il cappotto doveva di conseguenza essere tanto corposo da riparare totalmente dal freddo. Veniva drappeggiato intorno al corpo come un pesante kimono e chi aveva classe lo teneva chiuso con una mano, altrimenti questa funzione veniva svolta da un solo grosso bottone. Dovevano essere di pelliccia a pelo lungo almeno il grande collo e gli ampi polsi. Per quanto riguarda gli accessori, importava molto di più l’effetto choc che potevano provocare del loro effettivo valore.

L’abbigliamento femminile continuava a mantenersi rigorosamente fedele allo schema che divideva il corpo in due parti artificiosamente modellate, quella superiore dal corsetto, che comprimeva la vita, e quella inferiore dalla crinolina che dava una volumetria variabile alla gonna. Entrambe, corsetto e crinolina, esprimevano l’appartenenza a una classe sociale nella quale la donna aveva il compito specifico di apparire, di rivelare la posizione del coniuge, per il quale l’eleganza non ammetteva deroghe ai colori scuri e al classico abbinamento della giacca al pantalone lungo. In mancanza di nuove idee sul taglio e sulle fogge dei vestiti, la ricchezza veniva ostentata attraverso l’abbondanza del tessuto sovrapposto in più strati che modellavano l’abito femminile, la ricercatezza degli accessori, la ridondanza degli effetti decorativi ottenuti con l’applicazione di passamaneria, nastri, cuciture ornamentali, fiocchi, inserti e volant. All’inizio del Novecento, e per tutta la prima metà del secolo, la moda continuò a identificarsi solo ed esclusivamente con Parigi.

Nei primi anni del decennio, la scena dell’haute couture era dominata da Paul Poiret. Le sue creazioni imposero un modello di eleganza che faceva perno sull’abbandono delle forme curvilinee a favore di abiti dalla linea verticale, sull’introduzione di colori sgargianti nell’abbigliamento femminile fino ad allora realizzato con tessuti dalle tinte tenui, sulla rinuncia alla cura dei dettagli sacrificata all’effetto complessivo dell’abito. Un decennio in cui era molto naturale l'uso del trucco solito, ma il risultato desiderato. E i volti in polvere bianco e non troppo visibile. Nel 1910 ci fu un cambiamento drammatico nella moda, influenzato dal "Balletto russo" che correva le tappe europee. I colori brillanti e onda orientale, sostituiti con colori pastello, gonne lunghe.

Il decennio degli anni 20’ è stato un periodo di grande cambiamento; le donne scioccarono i loro uomini con gli orli che gradualmente si accorciavano, raggiungendo lo stile da ragazza emancipata della metà anni 20’. Il sogno americano dominava un’epoca ricca di divertimento, piena di criminalità e proibizionismo. Il makeup divenne popolare e le acconciature divennero più corte. La famosa flapper girl è da tutti ricordata, come anche il caschetto elegante, l’abito sopra il ginocchio e la figura mascolina.

L’immagine della donna torna ad essere più tradizionale: forme armoniose e naturali, prevalgono i tessuti in tinta unita. In Italia la linea del busto inizia a essere più aderente mettendo in risalto le forme. Tra le stoffe primeggia il velluto Gli abiti da sera sono semplici: lunghi fino al collo del piede, accompagnati da soprabiti eleganti, piume di struzzo o pelliccia a pelo lungo. Si diffonde l’abbigliamento in divisa, il tailleur e cravatta neri con camicia bianca. Gli abiti da mattina sono in linea a sacco, mentre quelli per il pomeriggio si riaccostano al corpo, torna di moda il manicotto, vanno i puà o composti ramages geometrici.

La grave carenza di cuoio ha fatto sì che sono stati utilizzati altri materiali grossolani come il sughero. La zeppa è stata usata, nel modo più duro che casuava mal di piedi. Gonne, vita stretta, cuciture orizzontali al di sopra o al di sotto del punto vita. Abiti in stile militare, scarpe piattaforma sughero più conveniente che in pelle, ecc. Le uniformi sono stati osservati in tutte le parate civili, cinematografici eventi sociali, matrimoni, ristoranti per serate di gala occasioni. Era impossibile andare da nessuna parte senza essere a conoscenza della guerra, perché gli uomini e le donne in uniforme nei servizi ausiliari erano all'ordine del giorno.