1) Capacità di gestire le operazioni su dispositivi ad alta tensione a

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1) Capacità di gestire le operazioni su dispositivi ad alta tensione a bordo di navi

1.1 Norme tecniche e le procedure per operare in sicurezza sugli apparati ad alta tensione UNA NORMA E' UN MEZZO CONTRATTUALE TRA COSTRUTTORE E CLIENTE NECESSARIO PER: parlare lo stesso linguaggio identificare i prodotti definire i livelli di prestazione accettare le modalità di prova Enti normatori Nazionali 1893 VDE Germania 1918 SNV Svizzera 1901 BSI Regno Unito 1919 IBN Belgio 1906 EC St. Louis (USA) 1920 ON Austria 1909 CEI Italia 1921 JISC Giappone 1916 NNI Olanda UNI 1917 DIN MSZH Ungheria AFNOR Francia 1922 CSN Cecoslovacchia ANSI USA UNSF Norvegia SIS Svezia 1923 PKNMJ Polonia SII Israele 1924 SFS Finlandia 1925 GOST URSS 1926 ISA New York (USA) DS Danimarca 1928 R Romania 1929 IPQ Portogallo

Con l'apertura dei mercati si è reso necessario armonizzare il contenuto tecnico delle norme nazionali e si sono costituiti degli organismi internazionali a cui aderiscono quasi tutti i paesi industrializzati. PRINCIPALI ENTI NORMATORI IEC Commissione elettrotecnica Internazionale (IEC serie 60000) CENELEC Comitato Europeo di normalizzazione elettrotecnica (EN serie 50000) CEI Comitato elettrotecnico italiano

Per tutto il materiale elettrico e quindi anche per le macchine, il CEI ha previsto delle norme attraverso le quali vengono indicati i requisiti minimi richiesti nonché i tipi di prove da eseguire per il collaudo e l'accettazione da parte dell'acquirente. Qualsiasi macchina elettrica costruita secondo le norme deve recare sulla targa il simbolo caratteristico del CEI, cioè un cerchio diviso in tre settori in ognuno dei quali è posta una lettera. Sotto .il cerchio è posto un rettangolino entro il quale è riportato l'anno di pubblicazione delle norme. I dati che ·devono figurare sulle targhe delle macchine elettriche sono indicate nei fascicoli specifici delle norme CEI. Il CEI emana anche tabelle di unificazione (tabelle CEI-UNEL), sulla scorta delle prescrizioni CEI e su quanto viene effettuato dall'IEC e dal CENELEC per l'unificazione internazionale. Per le macchine di più comune impiego, le tabelle in questione prevedono serie normalizzate per le quali vengono definite le caratteristiche elettriche e dimensionali. Ciò facilita evidentemente il compito dell'acquirente che può fare.riferimento alla unificazione esistente. È noto che gli scopi salienti dell'unificazione dimensionale sono quelli di consentire l'intercambiabilità fra macchine, apparecchi o componenti provenienti da costruttori diversi, evitando quindi laboriosi e costosi lavori di adattamento.

Nel settore elettrico le norme si dividono in: L'unificazione consente anche ai costruttori di ridurre il numero dei tipi e quindi diminuire i costi di produzione. Si ricorda che i paesi della Comunità Europea hanno l'obbligo di attenersi nella preparazione delle norme al contenuto 'di documenti di armonizzazione emessi dal CENELEC. L'UNI si occupa di unificazione dimensionale per l'industria in genere e ha emesso numerose tabelle di unificazione che interessano anche la costruzione delle macchine elettriche. Ci limiteremo a citare ad esempio le tabelle relative alle viti, ai bulloni, alle chiavette ed alle linguette, alle puleggie ed alle cinghie, ai profilati metallici, ecc. Nel settore elettrico le norme si dividono in: IMPIANTISTICHE GENERALI DI PRODOTTO (TRASVERSALI) SPECIFICHE DI PRODOTTO PRINCIPALI NORME IMPIANTISTICHE CEI 11-1Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata CENELEC HD 637 S1 IEC 61936 CEI 11-4Esecuzione delle linee elettriche aeree esterne CEI 11-17Linee in cavo CEI 11-20Impianti di produzione di energia elettrica collegati a reti di I e II categoria CEI 11-3Sistemi di conversione allacciati alla rete pubblica di III categoria CEI 11-48Esercizio degli impianti elettriciIECCEIEN 50110 CEI 11-25 Calcolo delle correnti di cortocircuito nelle reti trifasi a corrente alternate IEC 60909-0 CEI EN 60909-0

Norme generali di prodotto CEI 11-26 Correnti di cortocircuito. Calcolo degli effetti. Definizioni e metodi di calcolo IEC 865-1CEI EN 60865-1 CEI 64/8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in c.a. e a 1500 V in cc IEC 364 Norme generali di prodotto CEI 17-21 Prescrizioni comuni per l'apparecchiatura di manovra e di comando ad alta tensione. IEC 60694- CEI EN 60694 IEC 62271-1 CEI 16-3 Codifica dei dispositivi indicatori e degli attuatori con colori e con mezzi supplementari. IEC 73 CEI 16-5 Interfaccia uomo-macchina. Principi di manovra IEC 447 CEI EN 60447 Norme specifiche di prodotto CEI 17-6 Apparecchiatura prefabbricata con involucro metallico per tensioni da 1 a 52 kV IEC 60298 IEC 62271-200 CEI 17-15 Apparecchiatura di manovra con involucro metallico con isolamento in gas per tensioni >= 72,5 kV IEC 60517 CEI EN 60517 IEC 62271-203- CEI 17-1 Interruttori a corrente alternata a tensione superiore a 1000 V IEC 56- CENELEC HD 348 S6 IEC 62271-100 CEI 17-4 Sezionatori e sezionatori di terra a corrente alternata e a tensione superiore a 1000 V IEC 129 CEI EN 60129 IEC 62271-102–

APPARECCHIATURE DI MEDIA TENSIONE CEI 17-9/1 Interruttori di manovra per alta tensione IEC 60265-1 - CEI EN 60265-1 IEC 62271-103– CEI 17-46 Interruttori di manovra combinati con fusibili ad alta tensione per corrente alternata IEC 60420 - CEI EN60420 IEC 62271-105 CEI 32-3 Fusibili a tensione superiore a 1000 V Parte 1: Fusibili limitatori di corrente (IEC 282-1 - CENELEC HD 492.1 S2) CEI 38-1 Trasformatori di corrente IEC 60044-1- CEI EN 60044-1 CEI 38-2 Trasformatori di tensione IEC 60044-2- CEI EN 60044-2 APPARECCHIATURE DI MEDIA TENSIONE SEZIONATORE SEZIONATORE DI TERRA INTERRUTTORE DI MANOVRA CONTATTORE FUSIBILE INTERRUTTORE DI MANOVRA COMBINATO CON FUSIBILI INTERRUTTORE APPARECCHIATURE DI MEDIA TENSIONE TRASFORMATORORI DITENSIONE TRASFORMATORI DICORRENTE QUADROPROTETTO QUADROBLINDATO PROTEZIONE CONTRO ARCO INTERNO TRASFORMATORI DI POTENZA IMPIANTO ELETTRICO

2.2 Conoscere come applicare la legislazione nazionale ed internazionale e le pertinenti guide relative ai dispositivi ad alta tensione SEZIONATORE “Apparecchio in grado di assicurare nella posizione di aperto una distanza di isolamento tra le parti in tensione. L’apparecchio deve essere aperto solo quando la corrente nel circuito è già stata interrotta e di essere chiuso prima che venga stabilita.” E’ UN DISPOSITIVO DI SICUREZZA NECESSARIO PER SEZIONARE IL CIRCUITO ELETTRICO Disposizioni di legge: DPR 547 art:289,293,294 Norme CEI impianti: CEI 11-1 art. 7.3.1 NORMA DI PRODOTTO: CEI 17-4 CEI EN 60129 IEC 60129 CARATTERISTICHE NOMINALI: TENSIONE NOMINALE LIVELLO DI ISOLAMENTO NOMINALE FREQUENZA NOMINALE CORRENTE TERMICA NOMINALE E SOVRAT. CORRENTE DI BREVE DURATA NOMINALE AMM. CORRENTE DI PICCO NOMINALE AMMISSIBILE DURATA NOMINALE DEL CORTO CIRCUITO

Informazioni aggiuntive: Corrente trascurabile: Una corrente pari a 0,5 A è considerata corrente trascurabile. Distanza di sezionamento dei sezionatori: Nessuna corrente pericolosa di fuga deve passare dai morsetti di un lato a uno qualunque dei morsetti dell'altro lato del sezionatore. Durata meccanica : o devono essere eseguiti 1000 cicli di manovra senza tensione né corrente nel circuito principale. Indicazione della posizione : la distanza di sezionamento o la distanza fra i contatti aperti deve essere visibile la posizione dei contatti aperti deve essere individuata da un dispositivo indicatore sicuro.

CARATTERISTICHE NOMINALI: SEZIONATORE DI TERRA “Apparecchio per la messa a terra delle parti di un circuito, è capace di sopportare per un tempo determinato le correnti di corto circuito, ma non è in grado di portare continuativamente una determinata corrente.” E' UN DISPOSITIVO DI SICUREZZA NECESSARIO PER POTER ACCEDERE AL CIRCUITO DI ALTA TENSIONE Disposizioni di legge: DPR 547 art:345,346 (lavori su macchine,apparecchi e condutture elettriche ad alta tensione) Norme CEI impianti: CEI 11-1 art: 7.3.4 ( dispositivi per la messa a terra e in cortocircuito) NORMA DI PRODOTTO: CEI 17-4 CEI EN 60129 IEC 60129 CARATTERISTICHE NOMINALI: TENSIONE NOMINALE LIVELLO DI ISOLAMENTO NOMINALE FREQUENZA NOMINALE CORRENTE DI BREVE DURATA NOMINALE AMM. CORRENTE DI PICCO NOMINALE AMMISSIBILE DURATA NOMINALE DI CORTOCIRCUITO Informazioni aggiuntive: Alcuni tipi di sezionatori di terra possono avere potere di chiusura

INTERRUTTORE DI MANOVRA “Apparecchio capace di stabilire la corrente di corto circuito, portare ed interrompere la corrente NORMA DI PRODOTTO : CEI 17-9/1 CEI EN 60265-1 CARATTERISTICHE NOMINALI: TENSIONE NOMINALE LIVELLO DI ISOLAMENTO NOMINALE FREQUENZA NOMINALE CORRENTE TERMICA NOMINALE E SOVRATEMPERATURA CORRENTE DI BREVE DURATA NOMINALE AMMISSIBILE IK DURATA DI CORTOCIRCUITO NOMINALE CORRENTI DI INTERRUZIONE NOMINALE DURATA MECCANICA : devono essere eseguiti 1000 cicli di manovra senza tensione né corrente nel circuito principale. DURATA ELETTRICA : 100 manovre per apparecchi a frequenza elevata 20 manovre con carico attivo 20 manovre a vuoto 2 chiusure sotto corto circuito Gli interruttori di manovra SEZIONATORI devono essere conformi ANCHE alle prescrizioni specificate per i sezionatori nella norma CEI 17-4

Interruttore di manovra-sezionatore Isolamento in aria e SF6

Informazioni aggiuntive: GLI INTERRUTTORI DI MANOVRA POSSONO ESSERE IMPIEGATI ANCHE PER ALTRE APPLICAZIONI, COME: elevata frequenza di manovra manovra di motori manovra di una singola batteria di condensatori stesse prove degli interruttori interruzione delle correnti in caso di guasto a terra su reti a neutro isolato 10 aperture corrente di terra a valle 10 aperture corrente di terra a monte

CONTATTORE Apparecchio di manovra ad una sola posizione di riposo, destinato a chiudere e ad aprire non solo in condizioni ordinarie di servizio ma anche in determinate condizioni gravose.L’apparecchio è chiuso quando l'organo di azionamento è alimentato ed aperto quando disalimentato. IEC 60470 CARATTERISTICHE NOMINALI: TENSIONE NOMINALE LIVELLO DI ISOLAMENTO NOMINALE FREQUENZA NOMINALE CORRENTE TERMICA NOMINALE E SOVRATEMPERATURA CORRENTE DI BREVE DURATA NOMINALE AMMISSIBILE CORRENTE DI CRESTA NOMINALE AMMISSIBILE DURATA NOMINALE DI CORTOCIRCUITO CORRENTE DI INTERRUZIONE NOMINALE DI CORTOCIRCUITO Informazioni aggiuntive: Prestazioni elettriche ridotte ma capacità di eseguire un numero di manovre elevatissime. Tensione nominale di impiego limitata a 7,2 e 12 kV Corrente nominale è di 400 A Potere di interruzione di 10 kA Potere di chiusura di 25 kA o Per applicazione in impianti con livelli di guasto superiore a quelli propri del contattore è necessario che il componente sia protetto da un ulteriore dispositivo , tipicamente il fusibile ELEVATO NUMERO DI MANOVRE centinaia di migliaia

Contattore in SF6

FUSIBILE Dispositivo di interruzione ottenuta,mediante la fusione di parti predisposte e proporzionate a tale scopo,quando la corrente supera un determinato valore per un tempo sufficiente. Disposizioni di legge: DPR 547 art. 285-295 (protezione contro i sovraccarichi e valvole fusibili) Norme CEI impianti:CEI 11-1 art.2.3.01- 3.9.01-3.9.02 (protezione contro le sovracorrenti e fusibili) Norma di prodotto: CEI 32-3 HD 492.1 IEC 60282.1 CARATTERISTICHENOMINALI: TENSIONE NOMINALE LIVELLO DI ISOLAMENTO NOMINALE CORRENTE NOMINALE CORRENTE DI INTERRUZIONE NOMINALE CORRENTE MINIMA DI INTERRUZIONE

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE I FUSIBILI SONO GLI UNICI APPARECCHI LIMITATORI IN MT CI SONO DUE TIPI DI FUSIBILI: QUELLI PER USO GENERALE Sono in grado di interrompere tutte le sovracorrenti dal valore di corrente di interruzione nominale fino alla corrente in grado di fondere l'elemento fusibile entro un ora. QUELLI PER USO COMBINATO Sono in grado di interrompere tutte le sovracorrenti, dalla corrente minima di interruzione I3 , fino alla corrente di interruzione nominale (per valori di corrente inferiori alla I3 il fusibile fonde ma non interrompe il circuito) INTERRUTTORE “Apparecchio capace di stabilire,portare ed interrompere le correnti in condizioni normali del circuito,ed inoltre di stabilire, portare ed interrompere correnti in condizioni anormali del circuito, come quelle di corto circuito.” Disposizioni di legge: DPR 547 art:285 (protezione contro i sovraccarichi) Norme CEI impianti : CEI 11-1 art: 3.1.4 (correnti di cortocircuito) NORMA DI PRODOTTO : CEI 17-1 HD 348 S6 IEC 6056

La normative vigente La vecchia Norma CEI 11-1 è stata sostituita dalla Norma CEI 99-2 e dalla Norma CEI 99-3 La norma CEI 99-2 (CEI EN 61936-1), è la parte della IEC 61936 che fornisce: le prescrizioni comuni per la progettazione e costruzione di impianti elettrici a tensione superiore a 1 kV in c.a. e frequenze fino a 60 Hz tali da provvedere alla sicurezza e al funzionamento idonei secondo la destinazione d’uso. La norma CEI 99-3 (CEI EN 61936-2), è la parte della IEC 61936 che fornisce: le prescrizioni per la progettazione e la costruzione di sistemi di messa terra di impianti elettrici con tensione nominale superiore a 1 kV in c.a. e frequenza nominale fino a 60 Hz, tali da provvedere alla sicurezza e al funzionamento idonei secondo la destinazione d’uso. La presente Norma non si applica alla progettazione e costruzione di: linee aeree e sotterranee tra impianti separati; ferrovie elettrificate; apparecchiature ed impianti in miniere; impianti con lampade fluorescenti; apparecchiatureelettrostatiche(es.,precipitatori verniciatura a spruzzo); apparecchiature mediche, per esempio apparecchiature a raggi X.

Definizioni per gli impianti area elettrica chiusa “locale o luogo per l’esercizio di impianti o componenti elettrici il cui accesso è consentito esclusivamente a persone esperte o avvertite oppure a persone comuni sotto la sorveglianza di persone esperte o avvertite, ad esempio, mediante l’apertura di porte o rimozione di barriere solo con l’uso di chiavi o di attrezzi sulle quali siano chiaramente applicati segnali idonei di avvertimento”; aree soggette a rischio di incendio “locali o luoghi, chiusi o aperti, dove esiste il pericolo, dovuto a condizioni d’esercizio locali, che in base alle quantità pericolose di materiali facilmente infiammabili possano essere così vicine alle apparecchiature elettriche da creare un rischio d’incendio a causa delle loro alte temperature o dell’innesco di un arco elettrico”. Definizioni per tipi di impianti cabina “parte di un sistema di potenza, concentrata in un dato luogo, comprendente soprattutto terminali di linee di trasmissione o apparecchiature, alloggiamenti e che può comprendere anche trasformatori. Generalmente comprende dispositivi necessari per la sicurezza e controllo del sistema (es. dispositivi di protezione)”;

centrale “impianto il cui scopo e di generare elettricità e che comprende opere di ingegneria civile, apparecchiature di conversione di energia e i necessari servizi ausiliari”; impianti di tipo aperto “Impianto i cui componenti non hanno protezioni contro i contatti diretti”; impianti di tipo chiuso “Impianto i cui componenti hanno protezioni contro i contatti diretti”

Definizioni per misure di sicurezza contro lo shock elettrico protezione contro i contatti diretti “provvedimenti atti a prevenire che le persone vadano pericolosamente in prossimità di parti attive, o di quelle parti che potrebbero andare in tensione, con parti del loro corpo o mediante oggetti (raggiungendo la zona di pericolo)”; protezione contro i contatti indiretti “protezione delle persone dai pericoli che potrebbero insorgere, in caso di guasto, dal contatto con masse di apparecchiature elettriche o con masse estranee”; Involucro: “elemento che assicura la protezione delle apparecchiature contro determinate influenze esterne e la protezione, in ogni direzione, contro i contatti diretti”;

1.3 Pericoli legati ai sistemi ad alta tensione La corrente elettrica è un flusso di cariche elettriche tra due punti di un corpo conduttore avente un diverso potenziale elettrico. Un conduttore è qualunque materiale attraversato da una corrente elettrica, esso può essere un buon conduttore ed opporre poca resistenza od un cattivo conduttore dove la conducibilità elettrica è esigua. In tutti i conduttori attraversati da una corrente elettrica si sviluppa una quantità di calore che è direttamente proporzionale al quadrato dell'intensità di corrente, alla resistenza del conduttore e al tempo. In qualunque conduttore il passaggio di un flusso di elettroni genera un campo elettrico ed un campo magnetico. L'induzione elettromagnetica è il fenomeno per cui un circuito percorso da corrente, genera una tensione su un circuito vicino senza una connessione fisica, ma solo per via magnetica. Il passaggio della corrente elettrica nei conduttori solidi avviene solo sulla loro superficie. Quando una scarica elettrica attraversa il corpo umano, per la particolarità del conduttore, esso subisce varie modifiche chimiche, fisiche e biologiche.

Negli USA lo shock elettrico primario è associato ad una mortalità di circa 0,5. Per 100.000 persone l'anno: 1.000 sono decessi e 5.000 necessitano di un trattamento d'emergenza. In Italia le folgorazioni rappresentano circa il 4% degli infortuni mortali sul lavoro e sono tra il 3% e il 5% dei ricoveri per ustioni. In presenza di un incidente di natura elettrica, dove la persona colpita diventa parte di un circuito o peggio quando interposto tra due conduttori chiude prima il circuito, i danni spesso sono attribuiti al solo valore della tensione mentre concorrono altre variabili: Tipo di onda elettromagnetica (sinusoidale, continua, pulsante) Effetto Joule (quantità di calore dissipato) Frequenza delle onde (le basse frequenze Hertziane risultano essere quelle più pericolose) Impedenza del conduttore (la resistenza opposta alla penetrazione) Tipo di conducibilità (flusso elettronico o conducibilità elettrochimica) La tensione (alte tensioni alta intensità, maggiore lavoro elettrico prodotto) implicano L'intensità (espressa come quantità di elettroni movimentati nell'unità di tempo) Durata del contatto (la gravità dei danni dipende anche dalla prolungata esposizione)

Potenziale di riposo Il corpo umano, è in gran parte composto di una soluzione salina conduttrice, di fatto è costituito da un insieme di atomi o gruppi di atomi che, in ragione della loro affinità elettrochimica si scambiano gli elettroni dell'ultimo orbitale assumendo le caratteristiche di ioni. (cationi, se hanno perso elettroni oppure anioni, se hanno acquistato elettroni); sono tali le cellule (fig. 2) o il liquido interstiziale che le separa. Gli ioni K+, Na+, Cl+, etc., si muovono verso zone di minor concentrazione e che sono soggetti al campo elettrico generato dall'insieme degli altri ioni. Poiché la cellula ha verso gli ioni un comportamento di tipo selettivo, gli ioni non si diffondono allo stesso modo dentro e fuori la cellula (ad esempio la cellula è molto permeabile allo ione potassio piuttosto che allo ione sodio). Lo ione K+ viene trasportato all'interno della cellula mentre lo ione Na+ viene espulso con la tipica azione di pompaggio biochimico a spese dell'organismo (pompa metabolica). La cellula viene quindi a possedere un potenziale negativo all'interno rispetto all'esterno (potenziale di riposo). Nei mammiferi le cellule del sistema nervoso centrale presentano un potenziale di riposo di -70 mV, una cellula miocardica ha delle escursioni tra circa -90 mV e +35mV una differenza di potenziale notevole se si considerano le piccole dimensioni delle cellule.

Potenziale d'azione Se si applica ad una cellula eccitabile un impulso di corrente di polarità inversa a quella della cellula stessa, il potenziale da negativo diviene positivo per ritornare di nuovo al valore iniziale. Quando lo stimolo elettrico eccita la cellula, aumenta notevolmente la permeabilità della membrana agli ioni sodio che, entrando nel citoplasma della cellula, prima la depolarizzano, annullando la differenza di potenziale tra interno ed esterno, e poi ne causano l'inversione di polarità. L'ampiezza minima dell'impulso di corrente necessario ad eccitare la cellula e a determinarne l'inversione del potenziale decresce con l'aumentare della durata per tendere ad un valore costante secondo una curva simile ad un'iperbole equilatera denominata curva di eccitabilità. Uno stimolo elettrico riesce a eccitare la cellula soltanto se produce un flusso di corrente la cui intensità e durata sono superiori ad una soglia che è propria del tipo di tessuto e prende il nome di reobase.

Una corrente elettrica che attraversa un corpo umano superata la resistenza cutanea si ripartisce in tante ramificazioni in ragione della conducibilità incontrata nei tessuti sottostanti, più facilmente sono attraversabili i vasi, i nervi, le ossa. Da un punto di vista circuitale il corpo umano può essere rappresentato tramite un circuito a quattro resistenze (quadripolo equivalente ad una persona): Per gli effetti sul cuore bisogna tener conto anche del percorso della corrente. Ad esempio, tra i più pericolosi, abbiamo i percorsi mano sinistra-torace, mano destra torace, mani-piedi. Il valore della corrente elettrica dipende anche dalla resistenza che il corpo umano.

Questa diminuisce in presenza di ferite; aumentando la pressione del contatto e aumentando la superficie di contatto; con pelle umida o peggio bagnata dove una corrente di basso voltaggio riesce a far penetrare un notevole flusso di elettroni che poi diventa la causa degli eventuali danni. La resistenza aumenta, invece, in presenza di zone cutanee dallo spesso strato corneo come quelle callose. Si possono ritenere come livelli di sicurezza i 25 volt in corrente alternata e i 60 volt in corrente continua. Da notare come la corrente alternata si dimostra più pericolosa di quella continua per circa 4,5 volte. Correnti ad alta frequenza (f >>50 Hz) sono meno pericolose di quelle a 50 Hz. Alcune apparecchiature speciali (antenne televisive, recinzioni elettriche, apparecchiature elettromedicali, interruttore di prossimità etc.) hanno parti metalliche accessibili collegate a circuiti attivi tramite un'impedenza di valore elevato. Per garantire dal pericolo dell'elettrocuzione, il costruttore deve fare in modo che la corrente che può attraversare il corpo di una persona durante il servizio ordinario, non sia superiore a 1mA in corrente alternata o a 3mA in corrente continua. Le parti metalliche che non devono essere toccate durante il servizio ordinario devono presentare una tensione di contatto che non deve dar origine, attraverso il corpo della persona, a correnti non superiori a 3,5 mA in corrente alternata e a 10 mA in corrente continua.

Una corrente continua con una intensità di circa 50 mA o, una corrente alternata di 7 mA sono in grado di provocare contrazioni tetaniche ad una mano impedendole di staccarsi dalla sorgente. Una corrente di circa 100 mA e frequenza di 60 Hz che attraversi per la durata di un secondo il torace è in grado di provocare una fibrillazione ventricolare. L'applicazione nell'area dell'encefalo di una corrente tra i 400 e 800 mA provoca crisi epilettica. La pericolosità della corrente diminuisce all'aumentare della frequenza poiché ad alte frequenze la corrente tende a fluire solo sulla superficie della pelle. Il fenomeno si chiama appunto effetto pelle e le lesioni provocate dal passaggio della corrente elettrica sono solo superficiali e non interessano organi vitali, in ogni caso una penetrazione a livello cellulare, si è visto che, le membrane non risentono dei repentini cambi di polarità ed il trasporto ionico non risulta alterato. Dare dei valori precisi alla resistenza elettrica del corpo umano risulta piuttosto difficoltoso essendo questa influenzata da molte variabili: percorso della corrente, stato della pelle (presenza di calli, sudore, umidità, tagli, abrasioni etc.), superficie di contatto, tensione di contatto (sperimentalmente si è visto che all'aumentare della tensione diminuisce la resistenza). L'impedenza transtoracica di un adulto varia tra i 15 e i 150 Ohm, come si evince, è possibile una valutazione solo statistica e quindi, le norme CEI fanno riferimento a valori convenzionali riferiti ad un campione medio di popolazione.

Nel caso di un contatto che avvenisse tramite strati isolanti (guanti, calzari, pedane etc.) alla Rc occorre ovviamente aggiungere la resistenza di tali materiali. Ogni individuo reagisce in modo diverso al passaggio della corrente per cui la quantità di corrente necessaria ad innescare una fibrillazione può variare da caso a caso; nonostante questo, il percorso seguito dalla corrente ha una grande influenza sulla probabilità d'innesco. Per questo motivo è stato definito un "fattore di percorso" che indica la pericolosità dei diversi percorsi seguiti dalla corrente considerando come riferimento il percorso mano sinistra-piedi. Fulminazione Se la differenza di potenziale tra nuvola e terra supera un valore compreso tra gli 80 milioni e il miliardo di volt, l'aria viene perforata dalle cariche elettriche e si ha il fulmine, con una corrente che ha un valore medio di 10.000 ampere e un valore limite pari a 200.000 ampere. La perforazione non è istantanea. Dalla nuvola parte una scarica iniziale (detta "scarica pilota" o "scarica leader") non visibile, che procede a scatti con una velocità di 100 chilometri al secondo. Dalla terra parte una scarica di segno opposto, detta di richiamo. Al momento dell'incontro tra le due scariche si ha il fulmine, una scarica finale chiamata scarica di ritorno a velocità di 50.000 Km/sec.

La corrente raggiunge il picco massimo in un tempo brevissimo pari a qualche microsecondo, mentre globalmente il fenomeno può durare da qualche decina o qualche centinaia di microsecondi. Al suo interno il fulmine può sviluppare una temperatura di 15.000 gradi centigradi. Il calore espande l'aria ed è questa espansione che provoca il tipico rumore del fulmine, ovvero il tuono. Poichè il suono si propaga a 340 metri al secondo, mentre la luce a circa 300000 chilometri al secondo, si ha una differenza tra la visione del fulmine (lampo) e la percezione del tuono. Quando un fulmine colpisce una persona, nel corpo umano può entrare attraverso le aperture del cranio, cioè occhi, orecchie, naso e bocca e si scarica a terra dopo aver percorso il sangue e il sistema nervoso. Come conseguenza più probabile si ha asistolia e paralisi dei muscoli respiratori, ma mentre il cuore può riprendere a battere autonomamente, i polmoni hanno bisogno della ventilazione assistita, in assenza della quale la morte può giungere per anossia cerebrale. È possibile che con un adeguato e precoce soccorso circa il 70% delle persone colpite da un fulmine può sopravvivere senza danni. In figura sono rappresentate, in base al valore della corrente (espresso in mA – milliampere) e alla durata del fenomeno (in secondi), quattro zone di pericolosità, per una frequenza compresa tra i 15 e i 100 Hz:

Zona 1 - al di sotto di 0,5 mA la corrente elettrica non viene percepita (si tenga presente che una piccola lampada da 15 watt assorbe circa 70 mA). Zona 2 - la corrente elettrica viene percepita senza effetti dannosi. Zona 3 - si possono avere tetanizzazione e disturbi reversibili al cuore, aumento della pressione sanguigna, difficoltà di respirazione. Zona 4 - si può arrivare alla fibrillazione ventricolare e alle ustioni.

Quando una corrente elettrica attraversa un corpo umano può produrre effetti pericolosi consistenti generalmente in alterazioni delle varie funzioni vitali, in lesioni: al sistema nervoso, ai vasi sanguigni, all'apparato visivo e uditivo, all'epidermide etc. Alcuni tra questi effetti risultano essere particolarmente pericolosi. La tetanizzazione Si ha quando i muscoli rimangono contratti fino a quando il passaggio di corrente elettrica non cessa del tutto. Il valore più grande di corrente per cui una persona è ancora in grado di staccarsi della sorgente elettrica si chiama corrente di rilascio e mediamente è compreso tra i 10mA e i 15mA per una corrente di 50Hz. Da notare che correnti molto elevate non producono solitamente la tetanizzazione perché quando il corpo entra in contatto con esse, l'eccitazione muscolare è talmente elevata che i movimenti muscolari involontari generalmente staccano il soggetto della sorgente. Diversamente con l'esposizione di un appropriato flusso di corrente il processo di contrazione delle miofibrille muscolari rimane bloccato da una depolarizzazione forzata e non volontaria del sarcolemma dovuto ad un elevato flusso elettrico proveniente sia dale fibre nervose che da altri e contigui sistemi di conduzione. L'estemporaneo processo

obbliga lo ione calcio 2+, come per un segnale preveniente dalla placca motoria, ad impegnare per un tempo prolungato la tropomiosina C, la quale sarà costretta a liberare I siti di aggancio presenti sui miofilamenti di actina e consentire alle teste della miosina la contrazione muscolare. Per correnti più alte può intervenire l'arresto della respirazione se il processo Sopradescritto colpirà diaframma e muscoli respiratori e in alcuni casi lo spasmo della laringe. Per inibizione dei centri del respiro presenti nel bulbo, se la scarica interesserà la regione encefalica. La corrente elettrica, a seguito del calore dissipato per effetto Joule, riscalda le parti attraversate, è lesiva per le pareti cellulari, ha un'azione di denaturazione delle proteine, si innescano fenomeni di termocoagulazione, si possono avere ustioni superficiali o profonde. La necrosi muscolare si manifesta anche con l'immissione in circolo di grandi quantità di mioglobina che risulta essere nefrotossica. Nel caso in cui la pelle venisse esposta per un flusso di corrente la cui densità fosse di circa 60 milliampere al mm2, questa sarebbe carbonizzata in pochi secondi.

Fibrillazione ventricolare generalità Il cuore funziona grazie a stimoli elettrici, pertanto una corrente elettrica esterna può alterare il suo funzionamento fino alla fibrillazione ventricolare. E' l'effetto più pericoloso, ed è dovuto alla sovrapposizione delle correnti provenienti dall'esterno con quelle fisiologiche che, generando delle contrazioni scoordinate, fanno perdere il giusto ritmo al cuore. Il cuore ha la funzione di pompare il sangue lungo le vene e le arterie del corpo. Per questo scopo, i muscoli del cuore, le fibrille, si contraggono e si espandono ritmicamente a circa 60/100 volte al minuto. Questi movimenti sono coordinate da un vero e proprio generatore d'impulsi elettrici, il nodo seno-atriale. Appositi tessuti conduttori si incaricano di propagare questi impulsi che, passando attraverso il nodo atrio ventricolare, arrivano alle fibre muscolari del cuore. Quando gli impulsi elettrici arrivano alle fibrille, queste ultime producono le contrazioni dando luogo al battito cardiaco. Il cuore, proprio a causa della natura elettrica del suo funzionamento, è particolarmente sensibile a qualunque corrente elettrica che proviene dall'esterno, sia essa causata da uno shock elettrico o introdotta volontariamente come nel caso del pace-maker.

La corrente generate dal pace-maker è semplicemente un supporto agli impulsi elettrici prodotti nel nodo seno atriale e non produce anomalie nel normale funzionamento del cuore ma lo aiuta a correggere certe disfunzioni. Una corrente esterna che attraversa il cuore potrebbe in questo caso avere effetti molto gravi per l'infortunato perché potrebbero alterarsi la sincronizzazione ed il coordinamento nei movimenti del cuore con paralisi dell'operazione di pompaggio del sangue. Questa anomalia si chiama fibrillazione ed è particolarmente pericolosa nella zona ventricolare perché diventa un fenomeno non reversibile in quanto esso persiste anche se lo stimolo é cessato. Meno pericolosa, grazie alla sua natura reversibile, è invece la fibrillazione atriale. La fibrillazione ventricolare è reversibile entro i primi minuti soltanto se il cuore é sottoposto ad una scarica elettrica appropriata. Solo così si possono evitare gravi danni al tessuto miocardico, al cervello e nel peggiore dei casi la morte dell'infortunato.

Nel particolare Il tessuto miocardico per sua natura è un conduttore, ed in molte zone le cellule sono organizzate in microcircuiti. Queste riconoscono in un gruppo di cellule del NS la proprietà di circuito primario. La funzione contrattile si esplica quando il segnale elettrico dal circuito primario abbia attraversato per induzione tutti i microcircuiti e da questi in tutte le cellule, giungendo alla periferia. Quando i circuiti secondari, per una delle tante cause, e fra queste l'influenza di una corrente esterna non riconoscono il circuito primario perdono la capacità di una depolarizzazione sincronizzata. L'invasione di un flusso di corrente elettrica esterna avente un valore di induzione elettromagnetica notevolmente elevato, che per la sua durata colpisce anche nel periodo di vulnerabilità, distrugge il delicato equilibrio dove i microcircuiti vengono attivati e sottratti alla dipendenza del circuito primario, con conseguenti depolarizzazioni autonome, perdita del sincronismo, contrazione di tipo vermicolare, maggior consumo di molecole di adenosintrifosfato. Qualora questo fenomeno fosse di breve durata (un tempo inferiore al ciclo cardiaco), e I valori della intensità non fossero elevati, è possibile che possa verificarsi solo

l'azzeramento dei potenziali elettrici, lasciando la facoltà alle cellule del circuito primario di riprendere la sua normale funzione come in una defibrillazione. Proprio questo risultato viene raggiunto impiegando il defibrillatore, un'apparecchiatura medicale che applica un impulso elettrico al torace dell'infortunato tramite due elettrodi. I fattori che possono rendere probabile l'innesco della fibrillazione ventricolare sono diversi. Tra i più significativi c'è l'intensità della corrente che attraversa il corpo nell'unità di tempo, di cui una piccola parte passa attraverso il cuore e causa la fibrillazione. Questa quantità è molto difficile da determinare in modo certo, nonostante i numerosi studi che sono stati realizzati per valutare il minimo valore di corrente che può dare inizio a questo fenomeno, l'impossibilità di realizzare esperimenti diretti con l'uomo rendono molto difficoltosa una raccolta di dati sufficientemente attendibili.

La defibrillazione È una pratica terapeutica che utilizza una scarica controllata di corrente elettrica allo scopo di correggere anomalie funzionali su basi elettriche del cuore. Essa è largamente usata nella cardioversione di molte turbe del ritmo. In un arresto cardiaco, dovuto a fibrillazione ventricolare o a tachicardia ventricolare senza polso, al momento della scarica, la corrente che riesce a colpire il cuore non supera il 4% del totale, tutto il resto si disperde ramificandosi in altri tessuti. La quantità di elettroni che sono messi in campo sono tra i 30 e i 40 Ampere per una corrente monofasica scaricati tutti in 3-5 msec. L'effetto che si ottiene è una simultanea depolarizzazione di tutte le fibre del miocardio e le cellule sono in condizioni di iniziare le depolarizzazioni guida. Le prime esperienze di defibrillazione le fecero i Russi nel 1952 utilizzando corrente alternata di rete per correggere turbe del ritmo cardiaco, ma il primo che si occupò della defibrillazione elettrica moderna fu l'americano Paul Maurice Zoll, nel 1953 egli dimostrò che entro i primi minuti un cuore in arresto se opportunamente stimolato con una corrente elettrica può riprendere la sua attività. In seguito egli si occupò della costruzione dei primi defibrillatori.

Altro genere di defibrillatori sono quelli automatici impiantabili, sono in grado di riconoscere ed automaticamente convertire una fibrillazione ventricolare, le loro minuscule dimensioni consentono anche un impianto sottocute in quelle persone soggette a ricorrenti fenomeni di questa aritmia. In conclusione il successo di una defibrillazione, per quanto brillanti possano essere le nuove macchine resta legata al tempo d'intervento, alla possibilità di trovare un cuore non in acidosi metabolica, non in ipossia e che ancora resiste una certa scorta di molecole di ATP senza le quali le teste dei miofilamenti di miosina non agganceranno l'actina con impossibilità alla contrazione muscolare.