1 Prospettive ed opportunità dello sviluppo locale: i Progetti Integrati Locali (PIL) Lorenzo Bisogni Fermo – 7 marzo 2016 SERVIZIO AMBIENTE E AGRICOLTURA.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Torino 19 Febbraio 2010 I servizi per la ricerca e linnovazione: modalità di accesso ai finanziamenti e regole del bando Giuseppe Benedetto Direttore Attività
Advertisements

GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE
Il progetto SAPA - Diffusione
Benchmarking e valutazione delle politiche dinnovazione Andrea de Panizza Roma 6 luglio a Tavola Rotonda Regionale.
Palermo, 19 ottobre 2005 Progetto Governance Progetto Pilota Regione Siciliana Kick Off.
Politiche sociali Lavinia Bifulco.
DOCUMENTO FINALE Verso la pratica del bilancio sociale
Strumenti e percorsi per la protezione civile locale Antonio Triglia - Formez Torino, 28 Giugno 2006 Progetto Sindaci.
16/17 Novembre 2007 Hotel de Ville,Avellino Il Governo clinico nel paziente cardiopatico cronico Franco Ingrillì Centro di riferimento Regionale per lo.
I processi di valutazione nella scuola dei Nuovi Ordinamenti Sebastiano Pulvirenti 23 ottobre 2004.
PROCEDURE DI ACCESSO E CRITERI DI SELEZIONE - FSE
Lautovalutazione come strumento a supporto della programmazione regionale Roma, 9 novembre 2011 Silvia Ciampi Isfol.
: la sfida della valutazione
ANALISI E MONITORAGGIO DELLE DINAMICHE DEL COMPARTO ARTIGIANO Uno strumento a supporto dellindagine sulla salute e sicurezza nellambiente di lavoro del.
Roma, 12 maggio 2005 – FORUM P.A. SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO Scopo dellEnte (definito dalle norme) Mission Pianificazione strategica (di medio/lungo.
Progetto Competenze In Rete PON Governance e Azioni di Sistema (FSE) Obiettivo 1 - Convergenza Asse E Capacita istituzionale - Obiettivo specifico.
2 PAROLE CHIAVE 1) Sistema di accreditamento Valida e credibile attestazione della capacità delloggetto della valutazione di soddisfare i bisogni dei.
A cura di Emilio Gregori Foggia, 12 aprile 2007 Il Sistema Informativo Sociale Regionale della Regione Puglia (SISR)
Regione Toscana - ARTEA Presentazione del sistema di monitoraggio finanziario on-line Firenze, 26 febbraio 2010.
Relazione finale del Gruppo di lavoro sulle società a partecipazione comunale Bergamo, 21 marzo 2006.
1 Seminario Strumenti per la Cooperazione transnazionale del FSE Roma, 4 dicembre 2008 Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali Coordinamento.
1 Unità locali EQUAL RESTORE sintesi della ricerca.
Modalità gestionali del piano di zona Gestione del Piano e gestione dei progetti.
UNA RETE PER LA COOPERAZIONE TERRITORIALEUROPEA Dolores Deidda Catanzaro 15 dicembre 2008.
Il piano di valutazione unitario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Roma, 12 Marzo 2008 Direzione Generale Servizio Pianificazione strategica,
Area Innovazione Sociale 1 1 IV ConferenzaPAR Bologna, 20 gennaio 2012 Raffaele Tomba Il Bilancio sociale di ambito distrettuale Agenzia sanitaria e sociale.
1 Convegno Forum PA - 11 maggio 2005 La qualità della formazione: pubblico e privato a confronto Mirella Casini Schaerf- CNIPA "Quality, like value, is.
La programmazione 2007/13 Serena Tarangioli, INEA Potenza, 28 Giugno 2005 La Politica di Sviluppo Rurale.
Il Decreto Legislativo n° 150/2009
La consulenza aziendale nella PAC 2014/2020: prospettive
Ricerca Valutativa sul processo di implementazione della Rete Unitaria della Regione Puglia (RUPAR) Pisa, 26 marzo 2010 Nucleo di Valutazione e Verifica.
RETE REALSAN RETEdi AUTORITA e ATTORI LOCALI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE E NUTRIZIONALE.
PIANO SUD: INCONTRO MINISTRO FITTO “Obiettivi, criteri e modalità per la programmazione delle risorse di cui alla delibera CIPE n. 79 del 30 luglio 2010,
Il Piano di Zona nel sistema di governance locale: fasi, organi, attori 1 1.
AZIONE CHIAVE 2 Cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche Partenariati strategici nell’aria dell’educazione, formazione e giovani.
I GAL nella programmazione
Le cooperative in Lombardia oggi Oltre cooperative in Lombardia cooperative sociali attualmente registrate nell’Albo regionale 2 milioni sono.
Laboratorio Intercomunale di Serracapriola e Chieuti Per la pianificazione partecipata del processo di rigenerazione territoriale e di rivitalizzazione.
Procedure I processi La scansione temporale Le risorse finanziarie.
IRS - Valutazione intermedia Obiettivo 3 VdA1 Servizio di valutazione intermedia del Programma Operativo Obiettivo 3 Regione Valle d'Aosta Manuela Samek.
1 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE La nuova città è già nata facciamola crescere insieme Piano Strategico della Spezia Comune della Spezia Provincia della Spezia.
CHE COS'E' L'AMBITO TERRITORIALE SOCIALE?
Geografia dell’Unione Europea LEADER Martedì 4 maggio 2010 Dott. Pierluigi Magistri.
LA PROPOSTA SEAV A BRESCIA Servizi Europei di Area Vasta
Misura 19 – Sostegno allo sviluppo locale LEADER
I POLI DI INNOVAZIONE NELLA PROGRAMMAZIONE 2014/2020 DEI FONDI STRUTTURALI Torino, 21 Settembre 2015.
Piano di Sviluppo Rurale GAL APPENNINO BOLOGNESE.
BILANCIO SOCIALE e PATTO per la SICUREZZA e la LEGALITA’ Gangi - 30 gennaio 2014 Il progetto: obiettivi e caratteristiche del percorso in collaborazione.
La programmazione sociale a livello locale Un welfare che crea valore per le persone, le famiglie e la Comunità 24 novembre 2015.
BILANCIO SOCIALE e PATTO per la SICUREZZA e la LEGALITA’ Alimena – 03 aprile 2014 Il Bilancio Sociale: verso la costruzione delle aree di rendicontazione.
Azioni di Sistema in materia di Pari Opportunità tra uomini e donne ed inclusione sociale Daniela Rignelli Potenza 15 marzo 2005.
MISURA 16 –TIPO DI OPERAZIONE
AVVIO DEL PERCORSO PER L’INDIVIDUAZIONE DELLA STRATEGIA DI SVILUPPO LOCALE LEADER COMUNANZA 11/12/2015 Misura 19.1 Sostegno preparatorio alla sviluppo.
ABCD Lavello, 26 giugno 2003 “Partenariato istituzionale ed innovazioni dei modelli di Governance”
Luiss Business School - ricerca e consulenza1. STRUTTURA E DIMENSIONI DELL’AGRONETWORK Luiss Business School - ricerca e consulenza... IN GRADO DI ATTIVARE.
Valutazione indipendente del PSR Toscana 2007 – 2013 Comitato di Sorveglianza Firenze, 29 novembre 2012.
CORSO DI FORMAZIONE Elaborare un PSL con il Metodo Leader novembre 2007 c/o Abbazia di San Michele Arcangelo di Montescaglioso (Matera) Con la prossima.
Governare la valutazione di una politica di sviluppo territoriale Il caso dello sviluppo rurale Martina Bolli, Patrizia Fagiani, Alessandro Monteleone.
1 Start up dei Gal Circuiti amministrativi e finanziari dell’approccio Leader Ruolo e compiti del Gal nelle differenti modalità di attuazione delle operazioni.
Evento annuale POR FSE Toscana Livorno, 5 dicembre 2014.
Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana Firenze 28 ottobre 2011.
1 Start up dei Gal L’approccio Leader In Italia Confronti regionali ed avanzamento La Dimora dei Cavalieri – Vaglio (PZ)
I PRIMI PASSI PER L’ATTUAZIONE 1.Sottoscrivere l‘Accordo di programmazione negoziata 2.Nominare il responsabile del modello di gestione 3.Costituire il.
PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA dall’elaborazione del progetto all’attuazione Impostazione e analisi delle disposizioni procedurali e delle modalità attuative.
PSR SICILIA Animazione, attivazione e coinvolgimento del Partenariato per l’elaborazione della Strategia Comune di Sviluppo del Territorio.
Elaborare una strategia di sviluppo locale con il Metodo Leader Regione Toscana Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale 30 giugno (Firenze Fiera - Piazza.
Forum partenariale Aosta, 4 febbraio L’integrazione tra gli interventi 1.La valutazione dei dispositivi d’integrazione 2.L’attuazione dei “progetti.
Valutazione indipendente del PSR Toscana 2007 – 2013 Le attività di Valutazione Comitato di Sorveglianza Firenze, 28 Ottobre 2011.
1 Start up dei Gal Circuiti amministrativi e finanziari dell’approccio Leader Ruolo e compiti del Gal nelle differenti modalità di attuazione delle operazioni.
Prospettive ed opportunità dello sviluppo locale:
Transcript della presentazione:

1 Prospettive ed opportunità dello sviluppo locale: i Progetti Integrati Locali (PIL) Lorenzo Bisogni Fermo – 7 marzo 2016 SERVIZIO AMBIENTE E AGRICOLTURA

I temi della relazione  La logica dei Progetti Integrati Locali (PIL)  La costruzione del Progetto locale  La valutazione e la diffusione dei risultati

La logica dei PIL

Obiettivi fissati in fase di programmazione PSR  Esaltare l’efficacia della progettazione bottom-up evitando la frammentazione degli interventi attraverso: Ampia libertà di scelta delle strategie di intervento effettuata al livello più vicino possibile ai cittadini; Rigida applicazione di un metodo che garantisca trasparenza e chiarezza sulle scelte effettuate; Misurazione dei risultati ottenuti e comunicazione degli stessi a tutti i cittadini; Inclusione dei singoli progetti locali in una rete regionale unitaria.

La misura 16.7 del PSR  È l’elemento cardine della progettazione locale integrata. Prevede il sostegno alle strategie di sviluppo locale diverse da quelle relative al CLLD (Leader) attraverso: Animazione territoriale finalizzata alla raccolta di adesioni al progetto di sviluppo locale; Progettazione degli interventi integrati finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo locale; Coordinamento della fase attuativa del progetto di sviluppo locale e monitoraggio di tutte le misure inserite nel progetto ;

I Progetti Integrati Locali (PIL)  Elementi che caratterizzano i PIL: Creazione nell’ambito delle strategie territoriali LEADER, di aggregazioni di un numero limitato di Comuni, che garantiscono un capillare coinvolgimento degli attori locali (cittadini, imprese, associazioni); Focalizzazione degli interventi attorno ad una idea precisa di sviluppo del territorio, e/o di servizi comuni alla popolazione; Progetto sintetico ma costruito secondo una logica solida di programmazione => individuazione di fabbisogni => obiettivi concreti e quantificati => azioni conseguenti agli obiettivi.

I Progetti Integrati Locali (PIL) – Le procedure  Elementi principali dei PIL: Ruolo del GAL: a) animazione della fase preliminare di costituzione di aggregazioni; b) emanazione del bando; c) selezione dei PIL; d) finanziamento dei singoli progetti del PIL; Ruolo del Comune capofila: a) progettare il PIL con il supporto della misura cooperazione (16.7); b) realizzare, monitorare e rendicontare gli investimenti (sempre con il supporto della cooperazione); Ruolo Regione: a) metodologia; b) monitoraggio e valutazione; c) diffusione sul territorio dei risultati ottenuti da ciascun PIL; d) formazione dei tecnici della misura cooperazione; e) premialità del 10%.

La costruzione del PIL

La scelta degli obiettivi del PIL  Analisi SWOT: Analisi territoriale che si avvale sia di dati oggettivi che di conoscenze dirette degli attori locali;  Individuazione dei fabbisogni: Individuazione di cosa servirebbe al territorio in conseguenza diretta dell’analisi;  Scelta dei fabbisogni: Tra tutti i fabbisogni si sceglie quali soddisfare in base alla loro importanza ed alla possibilità concreta di attuazione;  Individuazione degli obiettivi: Si individua l’obiettivo del progetto integrato in funzione dei fabbisogni scelti;

La scelta degli interventi funzionali all’obiettivo  Interventi attivati nel passato: Che cosa di quanto è già presente nel territorio è utile al raggiungimento dell’obiettivo;  Interventi da attivare a costo zero: Che cosa sarà realizzato da attori pubblici e privati del territorio senza aiuti pubblici;  Interventi da attivare in ambito PIL: Gli interventi scelti, da finanziare con il PIL;  Interventi aggiuntivi: Altri interventi utili ma non indispensabili, finanziabili con altri fondi (es. FSE, FESR, ecc…);

Cosa chiede la Regione? Coerenza con le strategie individuate dal Gruppo di Azione Locale (GAL); Applicazione formale del metodo; La presenza di una coerenza logica nei diversi passaggi della programmazione; La trasparenza delle scelte verso i cittadini. Nessuna interferenza nelle scelte effettuate, ma valutazione finale e diffusione dei risultati

La valutazione e la diffusione dei risultati

Il sistema della valutazione  Criteri per la scelta degli indicatori: Indicatori specifici e ben definiti; Indicatori misurabili (compresa la reperibilità del dato); Indicatori significativi in relazione al territorio; Realizzabilità effettiva di quanto previsto; Compatibilità con la tempistica del progetto  La valutazione dei risultati: Sarà affidato uno specifico incarico al Valutatore indipendente del PSR;

Esempio di misurazione dei risultati ottenuti Intervento Indicatore di realizzazione (prodotto e servizio) Fonte Indicatore di risultato (effetti ottenuti) Fonte Indice di gradimento degli utenti (auto rilevazione del customer satisfaction) Fonte Investimento 1 Quali investimenti sono realizzati o quali servizi sono erogati. Esempio: Numero di investimenti finanziati a favore di operatori turistici Modalità e frequenza di rilevamento. Esempio: Aggiornamento semestrale sul numero dei progetti saldati Di quanto è migliorato l’indicatore scelto Esempio: Incremento delle presenze (numero) nelle strutture turisti- che finanziate Modalità e frequenza di rilevamento. Esempio: Aggiornamento annuale della variazione delle presenze nelle strutture turistiche finanziate Quale grado di soddisfazione degli utenti si è raggiunto. Esempio: Giudizio espresso dai turisti in merito all’offerta turistica degli operatori del progetto integrato Modalità e frequenza di rilevamento. Esempio: Sintesi annuale dei diversi punteggi assegnato dai turisti Intervento.... n

La governance locale e la comunicazione  Strutture operative del PIL: Organo direttivo => Amministratori dei Comuni  Approva il PIL;  Responsabile dei risultati Cabina di regia => Comuni, facilitatore, stakeholders  Gestione e monitoraggio (compresa la qualità interventi)  Proposte di implementazione strategia (altri fondi, riserva, ecc…);  La comunicazione dei risultati ottenuti: Incontri pubblici, stampa, web, ecc….;

I tempi di attivazione dei PIL

GRAZIE PER L’ATTENZIONE