La prima rivoluzione industriale

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Transcript della presentazione:

La prima rivoluzione industriale A cura di L. Righetti.

Crescita demografica Dai primi decenni del XVIII secolo, la popolazione europea e mondiale incominciò a crescere in modo continuativo, specialmente nella seconda metà del secolo La popolazione del continente europeo passò da circa 120 milioni alla fine del ‘600 a circa 190 milioni alla fine del ‘700 Era iniziato un nuovo ciclo demografico, destinato a continuare fino a epoche recentissime.

L’urbanesimo Le città videro aumenti più sensibili della loro popolazione rispetto alle campagne. Infatti in questi anni si verificò il fenomeno dell’inurbamento; questo fenomeno è motivato da: Flussi migratori delle campagne costituiti da manodopera in cerca di lavoro E in diversi paesi europei anche i ceti nobiliari, che, pur conservando le proprietà terriere in campagna, si trasferirono nelle città per servire il sovrano nella burocrazia e nella amministrazione degli stati

Agricoltura capitalistica (1) Nel corso del XVIII secolo si delineò un nuovo tipo di agricoltura, non più basata sulla semplice sussistenza ma intenzionata al guadagno: nasce l’agricoltura capitalistica. Che cosa porta l’avvento di questo nuovo tipo di agricoltura? Aumento del prezzo dei prodotti e maggiore redditività del settore agrario Organizzazione più razionale delle aziende agricole Maggiori investimenti in questo settore Recinzioni delle terre (Francia e Inghilterra)

Agricoltura capitalistica (2) Un’altra conseguenza delle trasformazioni agricole in senso capitalistico fu la ricerca di metodi per incrementare la produttività delle terre. Si passa a una agricoltura di tipo intensivo e con una maggiore specializzazione delle colture; Questo è il maggiore punto di rottura rispetto il passato; l’avvento futuro delle innovazioni nel campo dei trasporti aiuterà questa ottica di lavoro agrario.

Verso la rivoluzione industriale: le innovazioni tecniche Le innovazioni tecniche si concentrano principalmente sul settore tessile: La “navetta volante” di J.Kay del 1733 La “jenny” di J.Hargreaves del 1764-1767 La filatrice meccanica di R. Arkwright del 1769 La “mula” di S. Crompton del 1779 Telaio meccanico di E.Cartwright del 1784

Verso la rivoluzione industriale: l’età del ferro Nel settore metallurgico la grande scoperta di due inglesi, A.Darby e poi H.Cort nel 1784, permisero la produzione di un metallo migliore a costi minori, grazie all’utilizzo del coke (trasformazione del carbon fossile). La migliore qualità e il minor costo del ferro favorì gli altri settori, esempio quello tessile che si serviva di questo materiale per le nuove attrezzature Tutte le aree geografiche che avevano grandi giacimenti di carbon fossile furono avvantaggiate; l’Inghilterra ne è un chiaro esempio

Verso la rivoluzione industriale: la macchia a vapore di Watt Nel 1769 James Watt inventò la macchina a vapore, che sfrutta l’energia dell’espansione del vapore. Questa geniale macchina portò delle conseguenze epocali: Grande quantità di energia a basso costo Liberò per la prima volta l’uomo dalla dipendenza della forza della natura o degli animali Condizionò (in positivo) l’industria tessile, metallurgica, mineraria e il mondo dei trasporti, con applicazioni su rotaia e sulle acque.

Verso la rivoluzione industriale: nasce l’industria Alla fine del XVIII secolo, in Inghilterra, si avvia una trasformazione nella produzione industriale; questo per vari motivi: Utilizzo dei macchine nella produzione e di fonti di energia inanimate (vapore). Concentrazione di macchine e di operai in grandi fabbriche od opifici Produzioni di merci con qualità controllata e costanze e a basso costo

Domande & risposte: perché in inghilterra? Vi furono condizioni favorevoli: Crescita demografica (quindi manodopera e domanda) Agricoltura più produttiva degli altri paesi europei Materie prime, come il carbon fossile, la lana e il cotone dalle colonie Forte spirito imprenditoriale degli inglesi Sistema bancario efficiente Gusto per la sperimentazione (esempio invenzioni)

Domande e risposte: si tratta di una vera rivoluzione? Sì, perché le conseguenze in ambito economico e sociali sono di una portata enorme. Ovviamente non si deve pensare che sia “rivoluzione” per la repentinità delle trasformazioni; è stato un processo lungo, ma di grandissima importanza

Le conseguenze della rivoluzione in ambito sociale La rivoluzione industriale migliorò le condizioni di vita per tutte le classi, creando posti di lavoro e aumentando il potere di mercato della popolazione, grazie alla diminuzione dei prezzi del prodotto. Bisogna però precisare che questo miglioramento non avvenne subito per tutti: le classi lavoratrici (il proletariato) furono oggetto di sfruttamento nei primi tempi della industrializzazione, senza avere nessuna tutela sul lavoro.

Le condizioni degli operai Gli operai erano obbligati a seguire ore di lavoro inumane: 14-18 ore al giorno. Le condizioni dei luoghi di lavoro erano spesso insane, con condizioni igenico-sanitarie deprecabili. Sfruttamento della mano d’opera di donne e bambini sottopagata. Inurbamento in quartieri malsani, vicini alle fabbriche. Nessun diritto nei confronti del datore di lavoro.

Fine della presentazione A cura di: Lorenzo Righetti liceo scientifico M.Malpighi Bologna