Anno C Domenica XV tempo ordinario Domenica XV tempo ordinario 10 luglio 2016 Musica: Salmo di Pellegrinaggio a Gerusalemme (Sinagoga Ebrea) Immagine:

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Transcript della presentazione:

Anno C Domenica XV tempo ordinario Domenica XV tempo ordinario 10 luglio 2016 Musica: Salmo di Pellegrinaggio a Gerusalemme (Sinagoga Ebrea) Immagine: Testo moderno dello «Ascolta Israele»

Lo «Shemà», citato nel vangelo d’oggi, consta di Dt 6b e Lv 19,18. In realtà lo Shemà intero, che gli israeliti pregano ogni mattina e ogni sera, è composto da 3 brani del Deuteronomio. (Dt 6,4-9; 11,13-21; 11, 37-41), senza il brano del Levitico. Nella prima lettura, però, abbiamo un altro brano (Dt 30:10-14 ), molto più tardivo (epoca dell’esilio), scritto per il culto ebraico, dove si insiste nella vicinanza della Parola di Dio, in un momento nel quale il popolo si sente abbandonato per incoraggiarlo a ritornare alla pratica della Legge. Le immagini sono in rapporto con lo Shemà: «Ascolta, Israele...» Papiro di Nash (Egitto) II sec. aC, con il Decalogo e lo Shemà

Conoscere e amare la parola di Dio non è una impresa folle o troppo ardua per l’uomo, è una esigenza del cuore. Il comandamento del Signore non è lontano da te, non sta sul nel cielo, non si trova al di là del mare, è molto vicino, è sulla tua bocca e nel tuo cuore. Un messaggio iscritto nella tavola di carne del tuo cuore, secondo la classica immagine della profezia contemporanea al Deuteronomio, che leggiamo nel profeta Geremia (c.31) e nel profeta Ezechiele (c.16). Ciò che Dio vuole corrisponde alla domanda più profonda del cuore dell’uomo.

«Tefilin»: cassette che contengono lo Shemà, da mettere in testa e sul braccio Ragazzo con «Tefilin»: sul capo Dt 30:10-14 Mosè parlò al popolo dicendo: «Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima. Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».

Salmo 18 I precetti del Signore fanno gioire il cuore. La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è stabile, irende saggio l semplice. Ragazzo, il giorno del Bar Mitzvah, con il «Tefilin» sul braccio

I precetti del Signore fanno gioire il cuore. I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore; il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi. In viaggio sul treno con i Tefilin

I precetti del Signore fanno gioire il cuore. Il timore del Signore è puro, Il timore del Signore è puro, rimane per sempre; i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti. Padre di famiglia

I precetti del Signore fanno gioire il cuore. Più preziosi dell’oro, di molto oro fino, più dolci del miele e di un favo stillante. Soldato

Il discepolo Èpafra viene a visitare Paolo, l’apostolo che ha fondato e mantiene vive le comunità di quella regione. Le notizie che egli porta sono allarmanti. I fedeli si sono lasciati sedurre da strane dottrine: credono che i cieli siano popolati da spiriti che muovono l’universo; ritengono che questi spiriti siano dotati di una forza misteriosa capace di condizionare la vita delle persone, ne sono spaventati e sono convinti che questi spiriti siano superiori a Cristo. Paolo reagisce contro questi errori e canta un inno bellissimo, palpitante di fede e di amore per Cristo.

Col 1:15-20 Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli. Egli è prima di tutte le cose

ALLELUIA Gv 6: 63b, 68b Le tue parole, Signore, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna. Rotoli della Legge

L’occasione della parabola è offerta da un dottore della Legge: “Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova …” e gli pose la domanda: “Che devo fare per ereditare la vita eterna?”. La domanda che segue - “chi è il mio prossimo?” (10, 29) - non serve solo a giustificare la domanda fatta, ma indica una controversia forte tra gli ebrei. Infatti il prossimo è soprattutto “il fratello israelita” (Lev.17, , 19,34). Nelle scuole rabbiniche più aperte rientrava in questa categoria chiunque abitasse nel paese; nelle interpretazioni più strette solo chi apparteneva alla stessa tribù o addirittura allo stesso clan familiare. Al tempo di Gesù, nel giudaismo del tempo, veniva considerato prossimo solo chi osservava la Legge.

Per Gesù la Legge è AMARE Lc 10 : In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

«Un popolo, da lui creato, darà lode al Signore. » Salmo 102,19

Originale: Joan Ramirez (+) Immagini, letture, musica, commenti (versione catalana e castigliana) : Regina Goberna, con la collaborazione di Àngel Casas Versione inglese : Vivian Townsend Versione italiana: Ramon Julià Versione euskera (basco): Periko Alkain Versione portoghese: Ze Manel Marquespereira Versione francese: Àngel Casas Versione neerlandese : Ben Van Vossel Video: Esther Lozano Monache di S. Benedetto di Montserrat