Eucarestia Il Pane che dà la Vita.

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Transcript della presentazione:

Eucarestia Il Pane che dà la Vita

GESÙ, IL VERO PANE DI VITA (Gv 6, 1-71)

La moltiplicazione dei pani e dei pesci (6, 1-15)

Gesù è lui, la Parola di Dio, che nutre, La folla era stata saziata dal grande ed inaspettato miracolo della moltiplicazione dei pani. Aveva quindi intravisto la possibilità di trovare in Gesù una certezza materiale, per il proprio futuro: Gesù, in un modo o in un altro avrebbe risolto i problemi quotidiani, quelli che ancora oggi affliggono tragicamente singole persone, famiglie intere o Nazioni.  Siamo di fronte ad un segno di qualcosa di più grande, che Gesù vuole donare Gesù è lui, la Parola di Dio, che nutre, attraverso il pane che dona. Non è un nuovo Mosè che dona la manna, che dura solamente lo spazio di una giornata. Gesù chiede di raccogliere i pani avanzati, perché il suo è un cibo che dura per la vita eterna. Insieme a Gesù si rivela anche il volto autentico della sua comunità: è la comunità dei discepoli, i quali dovranno essere anche ministri umili di colui che si è completamente donato.

Gesù cammina sul mare (6, 16-21)

Gesù appare come il dominatore maestoso, esente dai limiti imposti all’uomo dalla natura, Signore dell’essere e del nulla ( le acque sono il simbolo del caos vinto da Dio nella creazione ). In lui si manifesta la presenza di  Dio potente, libera, salvifica. Egli si presenta  con la solenne dichiarazione’ "Io sono", che rimanda alla divina rivelazione del nome divino a Mosè  ( Es 3, 14 )

Il discorso sul pane di vita (6, 22-58)

Il discorso sul pane della vita espone in modo ricco il tema di Gesù pane di vita. Gesù è prima di tutto il datore del pane, il nuovo Mosè. Egli è anche il pane di sapienza e di rivelazione, che nutre tutti coloro che vanno a lui nella fede. Egli è infine, la fonte eucaristica  di vita eterna per tutti coloro che mangiano e bevano la carne e il sangue del Figlio dell’Uomo. Troviamo in questo capitolo gli elementi essenziali dell’Eucaristia cristiana, la parola e il pane, parola rivelatrice ( 35-47 ) e pane sacramentale ( 48-59 )

Reazioni al discorso del pane di vita (6, 59-71)

Il discorso di Cafarnao è una prova della verità Il discorso di Cafarnao è una prova della verità. Il discorso di Gesù non ha scandalizzato solo i Giudei, ma anche  un gran numero dei suoi discepoli, che hanno sentito quanto Gesù ha detto, ma trovano difficoltà ad “intenderlo”, dal momento che per la sola ragione umana il discorso di Gesù è paradossale, scandaloso e solo con la fede lo si può accettare. Gesù chiede ai suoi più intimi di fare la loro scelta  e gli Apostoli restano, perché Gesù ha "parole di vita eterna" e per bocca di Pietro dichiarano che Gesù è il "Santo di Dio", colui che possiede in proprio la santità stessa di Dio.

"Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete" (Gv 6,35).

La «autorivelazione» di Gesù: "Io Sono" Io Sono (in greco ἐγὼ εἰμί (ego eimi), in latino ego sum, in ebraico antico 'ani'). La rivelazione «Io Sono» si trova in primo luogo nel libro dell’Esodo (Es 3,14-15): 13Mosè disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?". 14Dio disse a Mosè: "Io sono Colui che sono!". Poi disse: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". 15Dio aggiunse a Mosè: "Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Dio presenta la sua identità in modo misterioso. C.C.C. n. 203: «Dio si è rivelato a Israele, suo popolo, facendogli conoscere il suo nome. Il nome esprime l'essenza, l'identità della persona e il senso della sua vita. Dio ha un nome. Non è una forza anonima. Svelare il proprio nome è farsi conoscere agli altri; in qualche modo è consegnare se stesso rendendosi accessibile, capace d'essere conosciuto più intimamente e di essere chiamato personalmente».

Es 3,14: "Io sono colui che sono" (YHWH) Quando Mosè chiese il nome a Dio, la risposta non fu una parola, ma una frase ebraica, «io sono colui che sono» (cfr. Es 3,13-14); in Es 6,2-3 troviamo l’espressione «io sono YHWH» ("Colui che è", "Colui che esiste", "Colui che fa esistere"), il nome di Dio (6.828 volte nell’AT) composto da quattro consonanti attinenti al verbo essere, che per rispetto era (ed è) considerato impronunciabile dagli Ebrei (si ritiene che la pronuncia più probabile sia Yahwè) e perciò nella lettura sostituito con il generico Adonày, “Signore”. Soltanto molto più tardi, quando non si conosceva più la sua pronuncia, i Masoreti vi aggiunsero le vocali prendendole da Adonay (e/o/a in ebraico), proprio per evitare che potesse essere pronunciato in altro modo; ecco come si è arrivati alla forzatura rappresentata dall’ibrido “Yehowah” e quindi all’italianizzato “Geova”, utilizzato nella Bibbia dei testimoni di Geova. Ebbene, i “nomi” in realtà sono due. Il primo è quello più che famoso: «Io sono». Nome misteriosissimo, perché sembra aprirsi all’infinito senza dare una spiegazione precisa; ma è proprio questo quello che l’espressione vuole dire. Se Dio si presenta come quel, «Io sono», vuole dire che la sua presenza è garantita, è un Dio che opera e agisce, che promette e salva. Il secondo è «il Dio dei vostri padri», cioè quello che ha un legame personale con noi. «(…) il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe», vuole dire che ha creato con Abramo e con Isacco e con Giacobbe un legame di amicizia, di conoscenza, di amore. Si tratta di accettare questo Dio, e di vivere la nostra vita come itinerario, esodo, insieme con Lui, accompagnati e guidati e sostenuti da Lui. Quello che Dio è lo rivela e lo rivelerà lui stesso passo dopo passo.

«Io sono» Gesù identifica se stesso con Dio. Questo appellativo viene utilizzato da Gesù, nel Vangelo di Giovanni, per designare se stesso: Gv 8,24: “ … se infatti non crederete che Io Sono, morirete nei vostri peccati” Gv 8,28: “Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e …” Gv 8, 58 “Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono»” Gv 13,19: “Ve lo dico fin d'ora prima che accada, perché quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono” Gv 18,5: "Gli risposero: "Gesù, il Nazareno". Disse loro Gesù: Io Sono. Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse "Sono io", indietreggiarono e caddero a terra.«.

Le sette autorivelazioni di Gesù 1. “Io sono il pane della vita”  (tre volte in Giovanni: 6,35; 6,41; 6,48). 2. “Io sono la luce del mondo”  (due volte in Giovanni:8,2; 9,5). 3. “Io sono la porta”  (due volte in Giovanni: 10,7; 10,9). 4. “Io sono il buon pastore”  (due volte in Giovanni: 10,1; 10,14). 5. “Io sono la resurrezione e la vita”  (una volta in Gv 11,25). 6. “Io sono la via, la verità e la vita”  (una volta in Gv 14,6). 7. “Io sono la vera vite”  (due volte in Giovanni: 15,1; 15,5). Nell'Apocalisse troviamo anche “Io sono l'alfa e l'omega” (Ap 1,8) e “Io sono il primo e l'ultimo” (Ap 1,17) e “[Io sono] il Vivente” (Ap 1,18).

È appunto il tema della vita che unifica le immagini, usate per l'autorivelazione, che Gesù usa per se stesso.

La prima autorivelazione: «Io sono il PANE DELLA VITA» (Gv 6, 35.41.48) Alla affermazione: "Signore dacci sempre questo pane" (v. 34), Gesù risponde chiaramente: "Io sono il pane della vita!". Gesù si era presentato come chi dava il pane; adesso si identifica lui stesso con il pane. Egli è il dono continuo dell´amore del Padre all´umanità. Mangiare il pane del cielo è lo stesso che credere in Gesù ed accettare il cammino che lui ci insegna, cioè: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera!" (Gv 4, 34). Questo è l’alimento vero che sostenta la persona, che cambia la vita e dà vita nuova.

UN NUTRIMENTO PER LA VITA Il pane è essenziale come alimento.

UN NUTRIMENTO PER LA VITA Cristo è essenziale al nostro nutrimento spirituale, d’ogni giorno, come il pane lo è per il nostro nutrimento fisico.

“Io sono il pane della vita” Non solo l’Eucarestia, ma tutta la sua persona e la sua opera, è il pane della vita.

“Io sono il pane della vita” “Pane della vita” significa “pane che dà vita”. Gesù dirà: “Io sono la vita; chi crede in me... non morirà in eterno”. (Gv 11, 25-27) “Io sono il pane della vita”: è in lui che bisogna credere.

Gesù è pane. Essere pane per essere mangiato.

Essere pane per comunicarci la sua vita, per trasformarci in lui.

GESU' EUCARESTIA Gesù disse loro: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno"». (Gv 6,51-58)

E' l'annuncio dell'Eucaristia che scandalizza e allontana tanti discepoli.

Qui troviamo il nesso fondamentale tra il dono della propria vita fisica sulla croce da parte del Salvatore e l'Eucarestia, il pane-corpo di Gesù dato in cibo al fedele. Il Pane eucaristico è il corpo di Cristo donato fino alla morte, è il suo sangue versato, la sua vita spezzata (come il pane che si spezza con le mani, non si taglia) per noi fino alla morte. Fino all'ultimo respiro, il Messia ha fatto della sua esistenza un dono di salvezza e di misericordia, comunicando la sua forza vitale a quel pane che dona la vita eterna a chi se ne ciba con fede. Con la morte dell'uomo Gesù la vita del Figlio non resta più solamente in Lui, ma diventa comunicabile ai suoi.

Il dono più grande che Gesù fà all'umanità: l'Eucarestia

Nutriti di questo pane ogni altra di fame non ha più ragione di esistere.