IL COORDINAMENTO DELL’ISOLAMENTO

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IL COORDINAMENTO DELL’ISOLAMENTO PER LA PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI E LA SICUREZZA ELETTRICA Parte I: Sicurezza delle persone Testi alla base del corso: “Fondamenti di Sicurezza elettrica” – Ed. TNE “IL COORDINAMENTO DELL’ISOLAMENTO per la protezione contro le sovratensioni e la sicurezza elettrica “ – Ed. CIFI Per limiti tecnici del sito non è possibile mettere a disposizione tutte le slide del corso (Parte I – 78 slide), che verranno inviate su richiesta. www.eliatartaglia.it

Sicurezza delle persone TENSIONE ? CORRENTE ? Chi è l’assassino ? Quando si affronta il problema della sicurezza delle persone siamo abituati a parlare soprattutto di tensione. In effetti la tensione è il mandante (se non c’è, non esiste neanche la corrente), ma chi uccide è la corrente.

Circuito elettrico CONDUTTORE DI ANDATA CONDUTTORE DI RITORNO SORGENTE CARICO CONDUTTORE DI ANDATA Perché ci possa essere una corrente ci deve essere: una sorgente, un carico ed il percorso della corrente dalla sorgente al carico e ritorno. In ambiente ferroviario (a differenza dell’ambiente civile e industriale) possono coesistere diverse sorgenti di corrente. Le principali sono: la rete di distribuzione pubblica (o da essa derivata), il sistema di alimentazione della trazione elettrica e, purtroppo, i fulmini. CONDUTTORE DI RITORNO

RESISTENZA RB = RE = del Corpo Umano Impianto di Terra Parliamo di Prima di andare oltre, chiariamo alcuni termini comunemente usati quando si parla di sicurezza elettrica: resistenza del corpo umano e resistenza dell’impianto di terra.

Valori statistici dell’impedenza totale del corpo umano kW Valori statistici dell’impedenza totale del corpo umano (percorso mano-mano o mano-piede) 8 7 6 RB (c.c.) ZB (50/60 Hz) 5 4 figura da “Fondamenti di sicurezza elettrica” 3 2 95% Valore di riferimento normativo L’impedenza del corpo umano è funzione anche del valore della tensione di contatto. Il massimo decremento si ha nei primi 100 V circa: il valore della resistenza della pelle diviene man mano trascurabile fino ad annullarsi dopo i 200 V (cortocircuitata completamente dalla capacità della pelle che non regge valori superiori). Di fatto, superato tale valore, l’impedenza del corpo umano è costituita dalla sola resistenza interna. Il valore di riferimento normativo è quello relativo al 50 %, cioè il valore di resistenza (impedenza) che non viene superato dal 50 % della popolazione. 50% 1 5% 50 100 150 200 UT (V)

IL TERRENO CONDUTTORE ELETTRICO Ogni volta il terreno è interessato dal passaggio di una corrente elettrica (es. corrente di fulmine) tra due suoi punti si localizza una differenza di potenziale. Ogni volta applichiamo tra due suoi punti una differenza di potenziale il terreno è percorso da una corrente. Il terreno si comporta come un conduttore elettrico: Ogni volta il terreno è interessato dal passaggio di una corrente elettrica (es. corrente di fulmine) tra due suoi punti si localizza una differenza di potenziale. Ogni volta applichiamo tra due suoi punti una differenza di potenziale il terreno è percorso da una corrente.

Anello di guasto nel Sistema TT In caso di guasto, il conduttore di ritorno è costituito essenzialmente dal terreno (dai due impianti di terra RE ed RN). E viene interessata anche la persona che tocca la massa sotto tensione (contatto indiretto). Le grandezze in gioco dipendono dal circuito di guasto.

Tensione di contatto UST (Sistema TT) Se poniamo U0 = 230 V, RN = 1 Ω, RE = 20 Ω le masse assumono la tensione UST = 219 V. Prendendo i dati dell’esempio, per contenere la tensione di contatto entro il limite ammesso di UL = 50 V, dato che l’utilizzatore non può agire sugli altri parametri del circuito di guasto, la resistenza del suo impianto di terra dovrebbe essere RE  0,28  (meno di un terzo della resistenza di terra del neutro). Valori di resistenza così bassi non sono facilmente raggiungibili e non possono essere comunque garantiti nel tempo. Pertanto, nel sistema TT, il collegamento delle masse all’impianto di terra è una condizione necessaria, ma può non essere sufficiente anche se il valore della resistenza è di 20 , nel rispetto dell’ex DPER 547/55! Da qui la necessità di intervenire sull’altro parametro (il tempo) della curva di sicurezza, eventualmente con l’uso di interruttori differenziali. Nell’ultima edizione della Norma CEI 64-8 è praticamente previsto solo l’uso di differenziali. Ma non deve essere UST ≤ UL , cioè ≤ 50 V ?

di un interruttore differenziale Taratura differenziale Schema di principio di un interruttore differenziale Taratura differenziale RE ∙ I d ≤ 50 V L’interruttore differenziale è inserito nel circuito in modo da rilevare l’eventuale differenza tra la corrente di andata e quella di ritorno. L’inserimento del dispositivo non altera l’impedenza del circuito di guasto. Pertanto, qualunque sia il valore di intervento differenziale, la tensione sulle masse è prossima a 230 V, perché dipende esclusivamente dal rapporto tra la resistenza dell’impianto di terra del neutro e quella dell’utilizzatore che è, negli impianti civili, quasi sempre > 10 Ω (vedi slide n. 31). CARICO

Tempi massimi di interruzione degli interruttori differenziali Limiti di pericolosità della corrente elettrica alternata 5% 50% Tempi massimi di interruzione degli interruttori differenziali Idn t (s) 0,3 2 Idn 0,15 5 Idn 0,04 ZONA DI INTERVENTO Per la sicurezza bisogna far riferimento alle curve che individuano la pericolosità della corrente in funzione del tempo. Con una tensione sulle masse di 230 V, la corrente nel corpo umano potrebbe essere di circa 115 mA (230 V / 2000 Ω). Dato che il tempo massimo di intervento degli interruttori differenziali è di circa 300 ms, si sta all’interno della zona gialla (entro i limiti di sicurezza).

Anello di guasto nel Sistema TN In caso di guasto il carico viene praticamente cortocircuitato ed il conduttore di ritorno diventa essenzialmente il conduttore di protezione (RP). E viene interessata anche la persona che tocca la massa sotto tensione (contatto indiretto). La corrente di guasto non interessa l’impianto di terra!!

Tensione di contatto UST (Sistema TN) Ai fini della protezione contro i contatti indiretti, con UO = 230 V se la sezione del conduttore di protezione Rp è ≥ 3,6 volte il conduttore di fase RF, non è necessario, l’intervento delle protezioni. UST coincide con la tensione ai capi del conduttore di protezione. Nel sistema TN in bassa tensione, la condizione da soddisfare per la sicurezza è Zs · Ia ≤ Uo, dove Zs è l’impedenza dell’anello di guasto, comprendendo quello della linea e della sorgente e Ia la corrente di intervento delle protezioni . E’ possibile limitare il valore della tensione di contatto al di sotto del valore limite ammesso di 50 V se si adottano sezioni del conduttore di protezione di molto superiori delle corrispondenti sezioni dei conduttori di fase (nell’esempio 3,6 volte). (Il rapporto tra le resistenze dei conduttori è uguale all’inverso del rapporto tra le rispettive sezioni ). Se si realizza tale condizione, naturalmente non è necessaria, ai fini della protezione contro i contatti indiretti, l’interruzione automatica dell’alimentazione. Zs · Ia ≤ Uo

Tempi massimi di interruzione Limiti di pericolosità della corrente elettrica alternata 5% 50% Tempi massimi di interruzione nel Sistema TN Uo t (s) 120 0,8 230 0,4 400 0,2 ZONA DI INTERVENTO Per verificare la sicurezza, bisogna far riferimento come sempre alle curve che individuano la pericolosità della corrente in funzione del tempo. Con una tensione nominale del sistema Uo di 230 V, considerando il conduttore di protezione identico a quello di fase, sulle masse avremo una tensione UST di 115 V (metà della Uo). La corrente nel corpo umano, nelle peggiori condizioni, potrebbe essere di circa 65 mA (115 V / 2000 Ω). Se si rispetta il tempo massimo di intervento dell’interruttore (0,4 s), si sta ampiamente dentro la zona gialla (entro i limiti di sicurezza). Se non si riesce a rispettare i tempi di interruzione … (?)

tra ogni massa ed ogni massa estranea simultaneamente accessibile. Se l’interruzione automatica non può essere ottenuta nei tempi prestabiliti si devono realizzare collegamenti equipotenziali supplementari e verificare il rispetto della condizione R ≤ UL/Ia tra ogni massa ed ogni massa estranea simultaneamente accessibile. Se non si rispettano i tempi … bisogna aumentare la sezione del conduttore di protezione con collegamenti equipotenziali tra le masse e, se necessario, realizzando la condizione R ≤ UL /Ia tra le masse simultaneamente accessibili.

Sistema IT Il Sistema IT evolve in un Sistema TT Il Sistema IT evolve in un Sistema TN Nel sistema IT le parti attive sono isolate da terra. Con il primo guasto a terra, si ricade in uno dei sistemi precedenti. Questa misura di protezione, che non prevede in genere l’interruzione dell’alimentazione dopo un primo guasto, viene attuata quando esistono particolari esigenze di continuità di esercizio, come gli impianti di segnalamento ferroviario. Bisogna pertanto fare attenzione al tipo di dispositivo di protezione adottato ed al dimensionamento dei conduttori di terra: nel sistema TT occorre un differenziale, nel sistema TN si deve tener conto di correnti di guasto prossime a quelle di corto circuito. Allo scopo di poter eliminare il primo guasto nel più breve tempo possibile è necessario installare un dispositivo di controllo dell’isolamento a funzionamento continuo: i vantaggi del sistema IT si perderebbero infatti se un secondo guasto apparisse prima dell’eliminazione del guasto precedente.

nelle quali è vietata la messa a terra ! Principali misure di protezione che non prevedono l’interruzione automatica dell’alimentazione: Protezione mediante componenti di Classe II (doppio isolamento) o con isolamento equivalente Protezione mediante separazione elettrica  Protezione mediante collegamento equipotenziale locale non connesso a terra La protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione è l’unica misura che richiede il collegamento delle masse ad un impianto di terra. Nelle altre, la sicurezza si basa su accorgimenti circuitali o costruttivi che evitano il contatto di tensioni pericolose (impiego di componenti elettrici di classe II, protezione mediante separazione elettrica, ecc.) e dove il collegamento ad un impianto di terra è addirittura vietato. nelle quali è vietata la messa a terra !

Sistema di alimentazione della trazione elettrica Altra sorgente che bisogna aver presente quando si parla di sicurezza elettrica in ambiente ferroviario!

ZONA DI RISPETTO TE X = Y = 3 m Z = 1 m Si definisce zona della linea aerea di contatto e zona del pantografo (fig. 12 - zona di rispetto) l’insieme dei punti che possono essere raggiunti dalla linea aerea di contatto in tensione che abbia subito danni, o con parti in tensione di un pantografo danneggiato o che abbia sviato. La linea aerea di contatto è soggetta ad usura, poiché su di essa striscia il pantografo. Lo stesso pantografo è soggetto a forti sollecitazioni meccaniche e potrebbe sviare o rompersi. In questi casi, la linea di contatto rotta, o il pantografo, in tensione potrebbero toccare parti metalliche o masse di apparecchiature, che assumono tensioni pericolose e rappresentano quindi un pericolo per le persone che le possono toccare e di danno agli impianti. La Norma EN 50122-1 lascia la definizione dei parametri X, Y, Z della zona di rispetto alle normative nazionali di sicurezza. Per l’Italia, il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) ha scelto i seguenti valori: X = 3 m; Y = 3 m; Z = 1 m. In realtà, tali valori sono applicati sulle linee di trazione in corrente continua, mentre sulle linee in corrente alternata già realizzate sono stati adottati più prudentemente i seguenti X = 4,3 m; Y = 4,3 m; Z = 1 m (in fase di definizione a livello CEI). 3 m 3 m

schema di principio del sistema elettrico di trazione Le linee di trazione elettrica ferroviaria, sia a 3000 V in corrente continua che a 25 kV in corrente alternata, sono costituite essenzialmente da una linea aerea di contatto, che tramite il pantografo alimenta la motrice, mentre le rotaie, con altri eventuali conduttori, la massicciata e il terreno circostante formano il conduttore di ritorno. Dal punto di vista della sicurezza elettrica il sistema elettrico di trazione può essere visto come un particolare sistema TN, dove la rotaia è allo stesso momento conduttore di fase e di protezione e quindi rappresenta il principale conduttore di ritorno della corrente di funzionamento (oltre che di guasto) alla sorgente (S.S.E. = sottostazione elettrica). Sistema TN o Sistema TT ?

e trascurando Rct (che deve avere una sezione adeguata) Tensione di rotaia UR Ponendo nel circuito equivalente Rd = ∞ (conduttanza di dispersione = 0) e trascurando Rct (che deve avere una sezione adeguata) Dato che il rapporto Rc/Rr è > 3,5 per costruzione, la tensione di rotaia rientra nei valori di tensione ammissibili. Pertanto il sistema elettrico di trazione in corrente continua è un sistema intrinsecamente sicuro. Ponendo nel circuito equivalente Rd = ∞ (conduttanza di dispersione = 0) e trascurando Rct (che deve avere una sezione adeguata, per non introdurre nell’anello di guasto resistenze improprie), l’anello di guasto è riconducibile a quello di un Sistema TN. Dato che il rapporto Rc/Rr (resistenza linea di contatto/ resistenza circuito di ritorno (binario) è > 3,5 per costruzione, la tensione di rotaia rientra nei valori di tensione ammissibili (vedi anche il commento alla Slide n. 66). Pertanto il sistema elettrico di trazione in corrente continua è un sistema intrinsecamente sicuro. Inoltre, a favore della sicurezza è sempre presente la conduttanza di dispersione (vedi slide seguente), che incide notevolmente sul valore della tensione di rotaia (di fatto, diminuisce la resistenza del circuito di ritorno - binario).

UT ≤ Tensione di contatto ammissibili UTp in c.c. (V) in c.a. 0,02 940 0,05 770 935 0,1 660 842 0.2 535 670 0,3 480 497 0,4 435 305 0,5 395 225 0,6 310 160 0,7 270 130 0,8 240 110 0,9 200 90 1 170 80  300 150 65  120 50 Norma CEI EN 50122-1 (CEI 9-6) Nel sistema di alimentazione della trazione in corrente continua a 3000 V, si riesce a contenere i valori di tensione di rotaia nei valori di tensione di contatto ammissibili essendo il rapporto Rc / Rr ≥ 3,5. Inoltre, la conduttanza di dispersione che non è mai nulla (purtroppo, per le strutture metalliche vicine) riduce ulteriormente la tensione di rotaia. Nel sistema di alimentazione della trazione in corrente alternata a 25000 V, non sempre è agevole rispettare, per costruzione, i limiti indicati nella tabella, e la tensione di rotaia può raggiungere valori di 1500÷2500 V, ben superiori alle tensioni di contatto ammissibili, pur in presenza di rapporti Zc / ZR > 10. E allora?

Decremento del potenziale di binario in direzione perpendicolare al tracciato della linea ferroviaria Per la sicurezza si fa riferimento alla effettiva tensione di contatto (UT) a cui è soggetta la persona. In realtà, la persona in contatto con la rotaia, o con una massa collegata alla rotaia, è soggetta ad una frazione della tensione di rotaia, perché si trova in un punto a potenziale diverso da zero. Inoltre, in serie alla persona esiste sempre la resistenza REB verso terra, oltre alle scarpe vecchie e bagnate. Pertanto UT < UST << UR. In ambiente 25000 V, fino alla distanza di circa 20 m dall’asse del binario (zona asservita, in genere recintata) bisogna far attenzione a masse contemporaneamente accessibili (2,5 m) perché non è detto che si rientri nei limiti di sicurezza. Si devono pertanto controllare i potenziali a cui può essere soggetta una persona e a tal fine: si aumenta il potenziale del terreno estendendo il dispersore in corrispondenza delle masse, si aumenta la resistività superficiale del terreno (ghiaia), si interrompono le recinzioni metalliche per evitare di propagare il potenziale, si deve evitare che eventuali masse estranee entrino nella zona asservita (in modo da non introdurre il potenziale zero), si deve evitare che le masse ferroviarie fuoriescano dalla zona asservita, ad evitare di propagare potenziali pericolosi. Zona asservita : fino a circa 20 m

Trasferimento di potenziali E’ necessario evitare che potenziali pericolosi possano essere trasferiti all’esterno dell’impianto di terra da una qualsiasi massa estranea o struttura metallica o da componenti del circuito elettrico che siano messi a terra localmente e si estendano all’esterno del perimetro dell’impianto di terra. La persona che sta sulla massa M, assumendo lo stesso potenziale della massa, è sottoposta ad una d.d.p. uguale a zero; quella che tocca nel punto A la guaina metallica del cavo, in contatto con la massa M durante il guasto, è interessata da una d.d.p. pari a UE - UA; l'altra che tocca la guaina metallica nel punto B è sottoposta all'intera d.d.p, pari al potenziale UE della massa M, essendo in B il potenziale di terra UB uguale a zero: la situazione più pericolosa, a parità di resistenza verso terra della persona nei punti A e B, risulta essere quella in B.. Nel caso in esame bisogna non rendere accessibile la guaina metallica del cavo. Chi è in pericolo: A B o M ?

Sicurezza delle persone Nel caso della protezione con interruzione automatica dell’alimentazione c’è passaggio di corrente nel corpo umano, per il tempo intercorrente tra il guasto e l’interruzione del circuito da parte del dispositivo di protezione. Diventa molto importante verificare l’efficienza del dispositivo di protezione! Nel caso della protezione con interruzione automatica dell’alimentazione c’è passaggio di corrente nel corpo umano per il tempo intercorrente tra il guasto e l’interruzione del circuito da parte del dispositivo di protezione. E’ molto importante verificare continuamente l’efficienza di tali dispositivi.

Sicurezza delle persone Nelle altre misure di protezione non c’è passaggio di corrente nel corpo umano, perché si basano su accorgimenti circuitali o costruttivi che evitano il contatto di tensioni pericolose. Nelle altre misure di protezione non ‘è passaggio di corrente nel corpo umano perché si basano su accorgimenti circuitali o costruttivi che evitano il contatto di tensioni pericolose. Diventa molto importante verificare che siano conservate nel tempo tali condizioni! Diventa molto importante verificare che tali condizioni siano conservate nel tempo!

IL COORDINAMENTO DELL’ISOLAMENTO PER LA PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI E LA SICUREZZA ELETTRICA Parte II: Sicurezza dei beni Testi alla base del corso: “Fondamenti di Sicurezza elettrica” – Ed. TNE “IL COORDINAMENTO DELL’ISOLAMENTO per la protezione contro le sovratensioni e la sicurezza elettrica “ – Ed. CIFI www.eliatartaglia.it

Sicurezza dei beni Chi è l’assassino ? TENSIONE ? CORRENTE ? Quando si parla di beni è la tensione che uccide, la corrente molto sadicamente ne completa l’opera di distruzione.

Come proteggere le apparecchiature dalla tensione? Innanzi tutto, con un isolamento adeguato: al proprio sistema di alimentazione ed in Zona di rispetto TE, al sistema di alimentazione della trazione elettrica In bassa tensione, stante la relativa facilità nell’assicurare un adeguato isolamento ai componenti elettrici in presenza di tensioni al massimo di 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua, per gli impianti degli edifici civili l’isolamento non ha mai assunto una importanza tale da giustificare l’applicazione di regole particolari. La stessa tenuta meccanica dell’elemento isolante impone di solito dimensioni tali da garantire automaticamente anche il rispetto delle distanze in aria e superficiali tra parti conduttrici a diverso potenziale. In ambito ferroviario, invece, se si considera che quasi nella loro totalità gli impianti di segnalamento e di telecomunicazione devono generalmente convivere con un sistema a categoria superiore, come è quello relativo alla trazione elettrica a corrente continua a 3000 V, o possono essere soggetti a sovratensioni di diversi kV di origine atmosferica o dovute a guasti su vicine linee elettriche ad alta tensione, si comprende la necessità di dare alcune indicazioni supplementari oltre l’isolamento.

In alternativa all’intervento dell’extrarapido di SSE, per le apparecchiature di segnalamento e telecomunicazione si possono adottare altre misure per proteggersi dal guasto TE: Protezione mediante componenti con isolamento adeguato alla tensione della linea di contatto.  Protezione mediante involucri o barriere In Zona di rispetto TE, con il collegamento delle masse di segnalamento e telecomunicazione al binario, in caso di tensionamento delle apparecchiature si ha l’intervento dell’extrarapido in sottostazione. In alternativa, per gli impianti di bassa tensione, si possono adottare altre misure di protezione: Protezione mediante componenti con isolamento adeguato alla tensione della linea di contatto. Per le apparecchiature di segnalamento e telecomunicazioni, in zona di rispetto TE, è richiesto un isolamento di 6 kV in ambiente c.c. e 40 kV in ambiente c.a. Protezione mediante involucri o barriere La protezione mediante involucri o barriere tende semplicemente ad impedire il contatto accidentale delle “masse” degli impianti BT con i conduttori della trazione elettrica sotto tensione (vedi slide seguente) . Naturalmente, in queste misure di protezione è vietata la messa a terra. e … nelle quali è vietata la messa a terra (al binario) dell’apparecchiatura.

Protezione contro le sovratensioni I livelli di isolamento prescritti in generale dalle specifiche tecniche per le apparecchiature IS e TLC sono riferiti alla propria tensione di alimentazione e, in zona di rispetto, a quella del sistema elettrico della trazione. Tali livelli non sono sufficienti ad assicurare anche la protezione contro le sovratensioni dovute a fulminazioni. I livelli di isolamento prescritti in generale dalle Norme e specifiche tecniche per le apparecchiature degli impianti ferroviari di Segnalamento e Telecomunicazione sono riferiti alla propria tensione di alimentazione e, in zona di rispetto, a quella del sistema elettrico della trazione. Tali livelli non sono sufficienti ad assicurare anche la protezione contro le sovratensioni dovute a fulminazioni. Il fulmine è l’altra sorgente che bisogna aver presente quando si parla di sicurezza elettrica in ambiente ferroviario! La più subdola, la più difficile da tenere sotto controllo.

Per la protezione contro le sovratensioni degli impianti di segnalamento e telecomunicazione è prescritta: la separazione elettrica dei componenti dell’apparato o dell’impianto dalla rete pubblica, dalla campagna e fra loro; Dato che le sovratensioni sono dovute alle d.d.p. che si vengono a localizzare nel terreno per le forti correnti circolanti negli impianti di terra e nel terreno ad essi circostante, per la protezione contro le sovratensioni degli impianti di segnalamento e telecomunicazione è prescritta: la separazione elettrica dei componenti dell’apparato o dell’impianto dalla rete pubblica, dalla campagna e fra loro; l’isolamento da terra. Nella slide precedente abbiamo visto un caso tipicamente ferroviario. Tolti gli scaricatori è stata interrotta la spira di terra. Dato che l’isolamento dei circuiti è di molto superiore a qualsiasi sovratensione ipotizzabile non c’è possibilità di richiusura della spira di terra per cedimento dell’isolamento di tali circuiti. Nelle seguenti vedremo un esempio molto comune anche agli impianti civili e industriali. l’isolamento da terra.

SEPARAZIONE ELETTRICA DALLA RETE Con l’inserimento del trasformatore all’arrivo della rete pubblica la spira di terra si richiude attraverso la resistenza di isolamento del trasformatore stesso (impianto di terra rete pubblica / linea di distribuzione / isolamento del trasformatore / impianto di terra LFM della stazione). Pertanto, l’unico componente elettrico che verrebbe sollecitato da un’eventuale sovratensione è il trasformatore, il quale deve naturalmente avere caratteristiche di isolamento adeguate alle sovratensioni ipotizzabili. La d.d.p. si localizza sul trasformatore e non sollecita l’isolamento delle apparecchiature

Riassumendo, per le utenze essenziali alla regolarità dell’esercizio ferroviario possiamo affermare con una certa tranquillità: NO a sovratensioni provenienti da rete, se le utenze vengono alimentate da centraline dedicate e con le modalità di separazione indicate nella slide n. 18. NO a fulminazioni dirette, per la presenza delle strutture della trazione. SI a differenze di potenziale (d.d.p.) tra gli impianti di terra. Dato che le sovratensioni sono legate agli impianti di terra, evitiamo di avere necessità, ai fini della sicurezza delle persone, degli impianti di terra, adottando: In A, la protezione mediante doppio isolamento e, se in zona di rispetto TE, un isolamento adeguato alla tensione nominale della linea di contatto (6 kV, in ambiente c.c.; 40 kV, in ambiente c.a.). In B, la protezione mediante separazione elettrica e/o doppio isolamente.

In ambiente ferroviario, per proteggere le persone ci sono diverse misure di protezione … per proteggere gli impianti … bisogna soprattutto isolarsi da terra!

Se per proteggere gli impianti è necessario isolarsi da terra … per proteggere le persone bisogna utilizzare misure che non richiedono la messa a terra!