Prof. Alberto Battaggia Classe 5H

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Prof. Alberto Battaggia Classe 5H Tesina, mappa o presentazione? Guida all’inizio del colloquio dell’esame di stato Prof. Alberto Battaggia Classe 5H

Premessa In questi anni, tante idee e confuse su come si debba iniziare il colloquio Spesso si sono utilizzati Concetti generici dando per scontato che fossero specifici (es.: “schema”, “scaletta”, “percorso”…) Concetti specifici utilizzandoli come se fossero generici (es.: “mappa concettuale”, “tesina”…) Interpretazioni arbitrarie della legge (es.: obbligo della pluridisciplinarità…) Le uniche fonti di riferimento non possono essere che il Regolamento dell’esame di stato I modelli di elaborazione delle informazioni utilizzati nella ricerca e nella comunicazione scientifica

La normativa Del colloquio da sostenere all’esame di stato si occupa il Regolamento in due articoli: "5. Il colloquio tende ad accertare la padronanza della lingua, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle nell’argomentazione e di discutere ed approfondire sotto vari profili i diversi argomenti. Esso si svolge su argomenti di interesse pluridisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso". (art.4, co.5, DPR 323/98). "7. Il colloquio ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato. Esso, tenendo conto di quanto previsto dal comma 8, prosegue su argomenti proposti al candidato a norma dell’art.4, comma 5. Gli argomenti possono essere introdotti mediante la proposta di un testo, di un documento, di un progetto o di altra indicazione di cui il candidato individua le componenti culturali, discutendole. Nel corso del colloquio deve essere assicurata la possibilità di discutere gli elaborati relativi alle prove scritte". (Art.5, co.7, DPR 323/98).

Interpretiamo il Regolamento L'unico vincolo imposto è che il colloquio debba iniziare con “un argomento” scelto dal candidato Però è anche possibile presentare un “progetto” o una “ricerca” che possono avere “anche forma multimediale” Il carattere pluridisciplinare riguarda il colloquio nel suo insieme e non, necessariamente, l’ “inizio” di esso.

Prima dell’esame: decidere Scelta 1: si presenta una ricerca (o un progetto) la si può elaborare in diverse forme, anche multimediali è un documento impegnativo, che attesta un’attività di studio e approfondimento Scelta 2: non si presenta una ricerca il colloquio inizia da un argomento indicato dal candidato

Scelta 1: Presentazione di Ricerche o Progetti

Cos’è un “progetto”? Il termine va inteso in senso strettamente scientifico-tecnologico, ad esempio, come progettazione – realizzazione di Circuiti elettrici Macchinari Robot Progetti edilizi Altro I “progetti” sono presentati in molti istituti tecnici e professionali Nel nostro istituto, è altamente probabile che si svolgano solo “ricerche”

Cos’è una “ricerca”? Il termine richiama un’attività scientifica che nella nostra tradizione è rappresentata dal modello della “tesi” di tipo universitario, che può essere: Una dissertazione su un certo argomento basata sulla letteratura scientifica esistente (tesi “compilativa”) La presentazione dei risultati di una ricerca sperimentale (tesi “sperimentale”) Il regolamento prevede che la ricerca possa essere presentata “anche in forma multimediale”

Quattro modelli diversi Negli anni successivi alla riforma dell’esame di stato (1999), si sono imposte quattro forme di presentazione di “ricerche”: Tesi(na) Presentazione multimediale Mappa concettuale Ipertesto Sono prodotti culturali completamente diversi: Per la struttura concettuale Per la veste espositiva Per gli obiettivi perseguibili

La tesi(na) Che cos’è? Si tratta di un testo scritto di tipo scientifico Può avere carattere compilativo o sperimentale Ha una struttura concettuale lineare rappresentata dall’ “indice”: Titolo Introduzione Svolgimento diviso in Sezioni Capitoli Paragrafi Conclusione Bibliografia e sitografia La lunghezza media può variare da 10 a 20 cartelle (o più) A cosa può servire al colloquio? E’ la prova tangibile di un lavoro di ricerca svolto metodologicamente in modo serio e corretto

La presentazione multimediale Che cos’è? E’ un prodotto elettronico (es.: file PowerPoint) Ha una struttura concettuale lineare E’ costituita da una serie di slides Ogni slide riporta frasi brevissime e/o schemi e/o immagini e/o audio-video (NB: non “paginate” di parole!) A cosa può servire al colloquio ? Serve da supporto alla esposizione orale del “presentatore” che illustra a voce le informazioni schematiche delle slides Dimostra competenze di concettualizzazione Per saperne di più clicca qui!

La mappa concettuale Che cos’è A cosa può servire al colloquio? E’ una rappresentazione grafica della conoscenza Ha un (uno solo!) tema, precisamente individuato, che viene problematizzato E’ costituita da concetti, inseriti in forme grafiche, connessi da parole-legame Può assumere diverse strutture concettuali (ad albero, radiali, a rete…) Viene elaborata sulla base di precise norme teoriche (Novak) Non va confusa con la mappa mentale (che non ha parole-legame) Una “mappa concettuale” non è uno “schema” (parola che, nella sua genericità, non significa nulla) Non è un espediente retorico, ma il frutto di un processo di conoscenza A cosa può servire al colloquio? A testimoniare competenze di elaborazione concettuale A supportare l’esposizione del candidato Per saperne di più clicca qui!

L’ ipertesto Cos’è? A cosa può servire al colloquio? E’ un prodotto elettronico E’ costituito da una pluralità di “nodi” informativi autosufficienti connessi da loro da “link” Può assumere diverse strutture concettuali (ad albero, radiali, a rete…) E’ un prodotto complesso A cosa può servire al colloquio? E’ la prova tangibile di un lavoro di ricerca svolto metodologicamente in modo corretto Evidenzia competenze progettuali complesse Per saperne di più clicca qui!

Le variabili da considerare sono Quale forma scegliere? Le variabili da considerare sono Il tempo a disposizione L’argomento scelto Le competenze progettuali possedute Gli obiettivi che ci si pone La disponibilità alla consulenza dei docenti

Quale forma scegliere? Le variabili da considerare Tempo necessario Competenze necessarie Obiettivi prevalenti Tesina Medio (1 mese) Metodologia della ricerca Elaborazione di testi scientifici Dimostrare l’insieme delle competenze di ricerca ed elaborazione possedute Presentazione Poco ( 1-2 settimane) Sintesi concettuale Utilizzazione PowerPoint Garantire scioltezza ed efficacia all’esposizione Mappa concettuale Concettualizzazione lineare e reticolare Dimostrare competenze di concettualizzazione Ipertesto Molto (2-3 mesi) Concettualizzazione reticolare Progettazione ipertestuale Utilizzazione sw authoring multimediale Dimostrare l’insieme delle competenze di ricerca ed elaborazione possedute e quelle di concettualizzazione e progettazione ipertestuale Quale forma scegliere? Le variabili da considerare Il tempo a disposizione: Poco (2-3 settimane) presentazione e mappa concettuale Medio (1-2 mesi) tesina Tanto (2-4 mesi) ipertesto L’argomento scelto In relazione alla concettualizzazione possibile: mappe concettuali e ipertesti esaltano la concettualizzazione Le competenze progettuali possedute: Tesina metodologia della ricerca, elaborazione di testi scientifici Presentazioni, mappe metodologia della ricerca, progettazione concettuale lineare e reticolare Ipertesti metodologia della ricerca, elaborazione di testi scientifici, progettazione ipertestuale Gli obiettivi che ci si pone: Garantire scioltezza all’esposizione presentazione e mappa Evidenziare impegno e competenze specifiche tesina e ipertesto

Vantaggi Svantaggi Tesina E’ la forma più familiare di concettualizzazione ed esposizione di un argomento Non necessita di competenze tecniche particolari Richiede un certo tempo perché il testo risulti ordinato concettualmente, chiaro, corretto. Presentazione Facilita e rende più efficace l’esposizione Si elabora velocemente Permette di controllare agevolmente i tempi di esposizione Se preparata grossolanamente, comunica l’idea di una banalizzazione dell’argomento affrontato Mappa concettuale E’ espressione di una riflessione concettuale approfondita Occorrono competenze non banali per realizzarla correttamente Ipertesto Esalta la complessità e la problematicità di un argomento, anche in chiave pluridisciplinare Necessita parecchio tempo Occorrono competenze non banali per realizzarlo correttamente

Per saperne di più Agili indicazioni su presentazioni, mappe ed ipertesti sono disponibili nel portale “Web Officina” del Marco Polo

Ma vale la pena svolgere una ricerca? Assolutamente sì Ci si mette alla prova E’ gratificante perché frutto di un’attività intellettuale autonoma Dimostra di avere appreso delle competenze Può influire significativamente sul giudizio Assolutamente no Se è svolta superficialmente e contro voglia Viene subito riconosciuta come tale dalla commissione e non essere considerata

Come scegliere l’argomento della “ricerca”? Scegliete un argomento che vi abbia colpito o che vi interessi Può non essere stato svolto a scuola, ma deve avere a che fare con le discipline e i programmi seguiti e prestarsi ad una trattazione scientifico-culturale L’estensione deve essere equilibrata: Se troppo vasto, si rischia la genericità Se troppo specialistico si rischia l’inadeguatezza Vanno escluse astruserie o curiosità frivole Deve essere presentato con rigore anche formale

Disciplinare o pluridisciplinare? La legge non impone la pluridisciplinarità per l’inizio del colloquio Tuttavia, visto che il colloquio “si svolge su argomenti di interesse pluridisciplinare”, è consigliabile affrontare l’argomento da più prospettive disciplinari Per dimostrare elasticità mentale Per assecondare lo spirito del colloquio Le discipline vanno coinvolte se e solo se l’argomento lo giustifica scientificamente. Mai agganciare “in qualche modo” discipline diverse La pluridisciplinarità non è un espediente retorico, ma un’opportunità conoscitiva

La forma Ogni ricerca, quale che sia il modello espositivo adottato, necessita di una impostazione rigorosa anche formalmente Ci deve essere sempre una distinta copertina-frontespizio-slide iniziale con Nome, cognome, classe, anno scolastico Titolo della ricerca Testi, grafici e immagini devono essere inseriti con ordine e buon gusto Tesine e mappe su carta vanno consegnate in copia (1 copia è sufficiente) al presidente della Commissione Le slides delle presentazioni possono eventualmente essere stampate in modalità 6X1pagina A4. In tutti i casi, mappe comprese, bisogna indicare in modo corretto: Bibliografie Sitografie Le citazioni vanno indicate nelle modalità standard (vedi slide)

Citazioni Quando si inserisce una citazione, il riferimento va fatto seguendo questi criteri: Se il testo è tratto da un libro: Autore (nome e cognome), Titolo (in corsivo), Edizione, Luogo di edizione, Casa editrice, Anno di Edizione. Se il testo è tratto da un un periodico (compresi i giornali): Autore (nome e cognome), “Titolo (tra virgolette)”, numero della rivista, data (o anno) di edizione, pagina iniziale e finale del brano citato Se il testo è tratto da un sito Web: Autore (nome e cognome), “Titolo (tra virgolette)(eventuale)”, http://www.dominio.XX/yyyyy (copiatelo direttamente dal browser) in corsivo Libri, riviste e siti vanno indicati allo stesso modo in bibliografie e sitografie

Scelta 2: Non viene presentata una ricerca

Non viene presentata una ricerca il colloquio inizia da un argomento indicato dal candidato Il candidato può proporre di affrontarlo da diversi punti di vista disciplinari NB: l’argomento rimane unico, diverse sono le discipline coinvolte Spesso i candidati presentano più argomenti collegati pluridisciplinarmente tra loro da analogie astruse e improbabili: Un “percorso” di curiosità personali non significa nulla! in questo caso la proposta è priva di senso e controproducente