La letteratura delle origini

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Transcript della presentazione:

La letteratura delle origini

Conquista dell’Italia peninsulare e creazione 350-200 aC Conquista dell’Italia peninsulare e creazione della confederazione Romano Italica Il contesto storico 396 conquista di Veio 390 Rotta dell’Allia 340-326 sottomissione della Lega Latina ed espansione in Campania Municipia Socii colonie 326-290 guerre sannitiche 281-272 guerra contro Taranto e Pirro Assoggettamento delle colonie italiote

Dominio di Roma nel III-II sec dopo le guerre puniche

Contatti col mondo magnogreco Quando Roma si espande nell’Italia meridionale, dopo le guerre sannitiche e contro Taranto Le forme orali preletterarie italiche si incontrano con le forme già codificate della letteratura greca

I generi letterari greci a Roma Nel III secolo: inizia la circolazione di singoli testi o sillogi di testi greci Ce lo racconta due secoli dopo Orazio: Graecia capta ferum victorem cepit et artes\intulit agresti Latio (Epist.2,1) Vos exemplaria Graeca\nocturna versate manu, versate diurna (Ars poetica 268-69) A memoria

Ma verso la cultura greca a Roma ci fu un atteggiamento ambivalente Ammirazione diffidenza Doctrina Graecia nos et omni litterarum genere superabat; in quo erat facile vincere non repugnantes (Cicerone) La Grecia ci superava nella filosofia e in ogni genere letterario; in ciò era facile vincere coloro che non si opponevano

La nascita di una letteratura latina si ha per mezzo del “trapianto” di generi letterari greci Nessuno dei primi poeti è originario di Roma Molti sono liberti (=schiavi, spesso di origine greca, poi liberati) L’attività poetica è controllata dallo stato

Generi greci:Distinzione tra generi in prosa e in poesia Oratoria (canone degli oratori attici: Demostene,Lisia,Isocrate, Eschine…) Storiografia (Erodoto, Tucidide, Senofonte…) Filosofia Grammatica Medicina Geografia

Poesia Criterio distintivo il verso Epos (Omero) Giambi (Archiloco-Ipponatte) Tragedia (Eschilo, Sofocle, Euripide) Commedia (Aristofane,..Menandro) Elegia (Antimaco, Filita) Lirica (Alceo; Saffo) La tragedia si presenta nella sua forma letteraria tra la fine del VI e l'inizio del V sec. a.C. nell'Attica. Gli argomenti sono presi dal mito, che era la storia degli antichi. Il suo carattere sacro e civile manifestava il collegamento con le sue origini rituali. Le tragedie si rappresentavano in occasione di feste religiose particolarmente solenni (le Lenee in gennaio; le Antesterie, "festa dei fiori", in febbraio-marzo; le Grandi Dionisie in marzo-aprile; le Dionisie rurali in dicembre. La tragedia era una liturgia (servizio pubblico), aveva quindi carattere statale e sacro, infatti le spese dell'allestimento erano imposte dallo stato ai cittadini piu' ricchi. Il corego era il cittadino ateniese che provvedeva alle spese di allestimento di tragedie e, soprattutto, si occupava dell'istruzione del coro. Egli godeva di privilegi particolari ed era esentato dal servizio militare. Al centro dell'orchestra, il luogo dove stava il coro, si innalzava l'altare del dio Dioniso. Nei tempi piu' antichi l'autore era anche attore, maestro del coro e regista, ma gia' al tempo di Sofocle esistevano veri attori specialisti. Il premio del vincitore consisteva in una corona di edera, sia per l'autore che per il protagonista. Il corego vittorioso offriva a Dioniso un ex-voto (una lastra con un'iscrizione). I resoconti degli agoni tragici erano chiamati didascalie ed erano conservati negli archivi. Aristotele li raccolse in un'opera intitolata appunto "Didascalie", oggi perduta, ma alla quale attinsero gli eruditi dell'eta' di Alessandro Magno, che ce le hanno tramandate. Pare che il primo teatro di pietra sia stato costruito nel 500 a.C. Le tragedie da rappresentare venivano scelte in un pubblico concorso ed erano presentate dagli autori in gruppi di tre (trilogia), a cui si aggiungeva un dramma satiresco (tetralogia). Di tutta la produzione del teatro tragico greco ci sono giunti soltanto 32 tragedie e un dramma satiresco. Nessuna tetralogia ci e' giunta completa. Le tragedie sono 7 di Eschilo, (tra cui l' "Orestea", che e' l'unica trilogia completa pervenutaci), 7 di Sofocle, 17 di Euripide. La tetralogia vincente si rappresentava nell'arco di un'intera giornata dall'alba al tramonto.

Tragedia* È il genere nobile per eccellenza, insieme all’epica Informazioni Su… Tragedia* È il genere nobile per eccellenza, insieme all’epica Codificato da Aristotele nella Poetica (con epica e commedia…libro oggi perduto: vedi Il nome della rosa) La letteratura latina inizia con una tragedia *vedi note Questo genere letterario nacque in Grecia con caratteristiche assai diverse da quelle che oggi noi siamo abituati a vedere nel dramma moderno. Innanzitutto la tragedia greca era espressa in versi e comprendeva anche la musica e la danza. Le storie in essa narrate hanno un alto pathos ed un profondo senso religioso, che rasenta il fatalismo. L'etimologia del nome tragedia e' spiegata letteralmente come "canto del capro". Essa, pero', comprende tre spiegazioni del significato letterale: il capro era l'animale che veniva sacrificato nel rito sacro connesso con l'origine della tragedia; i capri erano i coreuti ed il sacrificante, che agivano vestiti da capri; il capro era l'animale dato in premio al vincitore delle gare drammatiche. Secondo la tradizione che ci proviene da Aristotele, l'origine della tragedia e' connessa con il culto del dio Dioniso o Bacco, e precisamente con il canto corale del rito, che era detto ditirambo. Esso veniva eseguito da due semicori ed era accompagnato dalla musica e dalla danza. Ad un certo punto i due semicori, forse improvvisando, si esprimevano in forma dialogica ed in questo dialogo entrava anche il sacrificante, che impersonava il dio; infine si eseguiva il sacrificio del capro. Queste notizie ci pervengono da Aristotele, che ci dice che la prima forma non ancora letteraria di tragedia sorse presso i Dori del Peloponneso. Tespi e', secondo la tradizione aristotelica, colui che introdusse il primo attore. Eschilo porto' il numero degli attori a due, Sofocle a tre. Il verso usato era in origine il trimetro giambico, dal ritmo incalzante, e quindi adatto ai cori di satiri del culto di Dioniso; fu sostituito dal tetrametro trocaico, che piu' si presta alla lirica solennita' della tragedia, che assurge a dignita' letteraria. Alla tradizione trasmessaci da Aristotele si oppone l'opinione di critici moderni (l'inglese Guglielmo Ridgeway), che non condividono la connessione del tono scherzoso del ditirambo bacchico con la solennita' della tragedia. Inoltre nel rituale antico del culto di Dioniso si usava sacrificare un equino o un bovino. Essi collegano l'origine della tragedia al ditirambo dialogato del culto funebre degli eroi, dove i coreuti ed il sacrificante erano vestiti da capri e dove alla fine si sacrificava un capro. In ogni caso, se il primo stadio della tragedia e' peloponnesiaco, lo stadio letterario e' certamente attico.

L’organizzazione degli spettacoli Feriae e ludi (feste religiose, da quattro a quindici giorni) Ludi circenses et scaenici romani 240 fabula composta da Livio Andronico Magistrati preposti ai ludi (aediles) Teatri provvisori,in legno Censura preventiva Accompagnamento musicale Maschere

RICOSTRUZIONE DI UN TEATRO ROMANO

LIVIO ANDRONICO

È mediatore con la LETTERATURA GRECA semigraecus Liberto di Livio (Salinatore?), a Roma dopo il 272 “traduce” l’Odissea e una serie di opere teatrali 240-207(inno a Giunone regina) Dirige il collegium scribarum histrionumque

L’Odusìa Odusia=Odyssèus (Ulixes) Perché l’Odissea? Odusia=Odyssèus (Ulixes) Restano frammenti che mostrano le modalità della “traduzione” Romanizzazione del testo: in saturni e con ricorso allo stile dei carmina (arcaizzante)

Virum mihi Camena insece versutum Saturnio, verso “indigeno” Virum mihi Camena insece versutum Camena= Casmena Rotacismo Carmena > carmen Ἄνδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον, ὃς μάλα πολλὰ πλάγχθη, ἐπεὶ Τροίης ἱερὸν πτολίεθρον ἔπερσεν·" Odyssea (I,1) Narrami o Musa quell’uomo scaltro che a lungo errò dopo la distruzione di Troia

Intensificazione del pathos Omero Odissea VIII, 138-39 Infatti io dico che nessuna altra cosa peggiore del mare sconvolge l’uomo, anche se egli è molto forte Livio Andronico Odusia, Fr.9 Mariotti Namque nullus peius macerat humanum Quamde mare saevom vires cui sunt magnae ***topper confringent importunae undae

Titoli del ciclo troiano I frammenti Titoli del ciclo troiano Delle opere teatrali di Andronico conserviamo circa 50 frammenti,quasi tutti di un solo verso Cicerone dà un giudizio negativo delle sue opere Fonte: Sofocle Ma lo rielabora In particolare rielabora i versi: Trimetro giambico +tetrametro trocaico = SENARIO GIAMBICO (il verso del teatro latino)

I generi teatrali comico tragico Palliata (commedia di ambientazione greca) dal pallium, corto mantello tipico dei greci Cothurnata (tragedia di ambientazione greca) dai cothurni, alte calzature indossate dagli attori tragici sulla scena Togata (commedia di ambientazione romana) dalla toga, veste romana della vita quotidiana Praetexta (tragedia di ambientazione romana) dalla toga praetexta, orlata di rosso, dei magistrati (la tragedia prevede personaggi di alto rango)

Nevio

Gneo Nevio (275? …201?) Cittadino romano, originario della Campania, combattè nella 1a guerra punica Opera a partire dal 235 Muore nel 204 o 201 Della sua opera restano solo frammenti

Fato Metelli Romae fiunt consules 206 aC “libera linguā” Fato Metelli Romae fiunt consules Malum dabunt Metelli Naevio poetae Scrive Commedie: Colax Carbonaria Tarentilla tragedie: Cothurnatae Lucurgus praetextae

fabula praetexta È l’inventor della fabula praetexta (tragedia di argomento romano): Romulus Clastidium (episodio di storia contemporanea, per celebrare la grandezza di Roma) Lupus (la lupa?)

Si conservano 35 titoli e diversi frammenti, il più lungo dei quali proviene dalla Tarentilla ? Vv 108-110 Ribbeck etiam qui res magnas manu saepe gessit gloriose\cuius facta viva nunc vigent, qui apud gentes solus praesta\eum suus pater cum pallio unod ab amica abduxit (su Scipione) Tarentilla 72-74, 75-79 Ribbeck

Il Bellum poenicum Se ne conservano 60 frammenti di max 3 versi. 220-10: poema epico-storico dedicato alla narrazione della 1a punica In saturni Fonde mito e storia includendo nella “archeologia” la rievocazione dell’arrivo di Enea nel Lazio e della fondazione della città Se ne conservano 60 frammenti di max 3 versi. E’ forse il primo a formulare l’ipotesi dell’amore infelice di Didone per Enea come àition delle guerre puniche Concisione energica dello stile, esaltazione dei valori militari

frammenti del Bellum Poenicum Quasi un terzo dei frammenti del Bellum Poenicum giunti a not si riferiscono alla sezione "archeologica" dei miti delle origini. Dopo il proemio, veniva descritta pateticamente la partenza degli esuli da Troia amborum uxores noctu Troiad exibant capitibus opertis, flentes ambae, abeuntes lacrimis cum multis ablativo arcaico

eorum sectam sequuntur multi mortales; la famiglia di Anchise e di Enea è seguita da un gran numero di profughi troiani eorum sectam sequuntur multi mortales; multi alii e Troia strenui viri. Ubi foras cum auro illinc exibant... mortales: seguono la loro condotta molti mortali,molti altri valorosi eroi fuggiaschi da Troia. sectam sequuntur: figura etimologica aliitterazione ripetizione di multi tono enfatico

La concisione dei brani storici allitterazione ed omeoteleuto; transit Melitam Romanus, insulam integram urit populatur vastat, rem hostium concinnat passa a Malta l’esercito romano, l'isola ancora indenne brucia, saccheggia, devasta, raccoglie il bottino sottratto ai nemici

Nevio esalta lo spirito di sacrificio dei soldati romani I combattenti romani Nevio esalta lo spirito di sacrificio dei soldati romani 42; 43; 45 Barchiesi seseque ei perire mavolunt ibidem quam cum stupro redire ad suos populares ed essi preferiscono morire sul posto piuttosto che tornare con disonore dai loro concittadini sin illos deserant fortissimos viros, magnum stuprum populo fieri per gentes. se abbandonassero quei valorosissimi uomini, grande disonore per it popolo ne deriverebbe fra le genti Altrove it poeta denuncia i soprusi di un comandante aristocratico nei confronti dei legionari. superbiter contemptim conterit legiones superbamente, con disprezzo calpesta le legioni

Aspetti formali Fonde guerra (Iliade) e viaggio (Odissea) Fonde mito (Troia) e storia (la guerra punica, recente) Stile arcaico e solenne Concisione nei fatti storici Cicerone, Brutus 76 “ bellum Poenicum quasi Myronis opus delectat”