Il Piemonte sul crinale più esposto Il mercato del lavoro fra ripresa congiunturale e crisi strutturale Presentazione a cura di Luciano Abburrà.

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Transcript della presentazione:

Il Piemonte sul crinale più esposto Il mercato del lavoro fra ripresa congiunturale e crisi strutturale Presentazione a cura di Luciano Abburrà

Dal punto di vista del mercato del lavoro: c’è evidenza di ripresa? Si: numerosi e convergenti indicatori confermano che, nel 2014, il clima pessimo del 2013 è migliorato e l’inizio del 2015 conferma una tendenza positiva per l’occupazione: Occupazione (Istat) Avviamenti al lavoro (CPI e ORML) Avviamenti a tempo indeterminato, anche giovani (CPI e ORML) Ammortizzatori sociali (INPS e Regione Piemonte) Specifiche indagini su laureati e diplomati (Osservatorio reg.le e IRES Piemonte su dati Almalaurea e Excelsior – Istat)

Si può dire dunque che stiamo uscendo dalla crisi? No, o certamente: non ancora. Le variazioni di tutti gli indicatori, concordi nel segno +, sono anche simili nell’entità molto limitata e nella distanza molto elevata dai valori pre-crisi “Guardare indietro” per capire il presente: Dom.: Com’è variata la quantità di lavoro effettivamente richiesto?

Posti di lavoro equivalenti a tempo pieno attivati dalle assunzioni in Piemonte Fonte: dati ORML Regione Piemonte, elaborazione OML Città Metropolitana di Torino

La situazione del Piemonte in termini strutturali: il confronto con gli altri Se per capire come va è necessario “guardare anche indietro”, per capire meglio come stiamo noi rispetto agli altri occorre “guardarsi a fianco”: le altre regioni del Nord Perché? Per capire quali siano i nostri specifici punti deboli Non per compiangerci o autodenigrarci, ma per individuare in che direzioni dovremmo muoverci per “metterci in pari” Perché, se non è necessario essere sempre i primi, dovrebbe esserlo cercare di “colmare i divari” con i nostri vicini Perché stare meno male è meglio che stare peggio, e perché “si può fare” se lo fanno gli altri

L’esempio della disoccupazione Il Piemonte ha tasso di disoccupazione generale all’11,3%, mentre la media del Nord è all’8,6% Il Piemonte ha un tasso di disoccupazione giovanile al 42,2%, mentre la media del Nord è al 32,7% Nell’ultimo anno la disoccupazione piemontese è ancora aumentata di +8,3%, rispetto al +3,5% del Nord (e al +5,5% dell’Italia) Anche la disoccupazione giovanile sale ancora di 1,6 punti nel 2014, (+1,4 al Nord) Difficile negare che questo sia un punto particolarmente debole, spia e riflesso di qualcosa di strutturale che chiede di essere spiegato e poi affrontato con decisione

Perché la disoccupazione, e in particolare quella giovanile, è più alta in Piemonte? Le ragioni sono certamente diverse e andrebbero considerate tutte Però un aiuto a capire e un’indicazione su dove dirigere l’attenzione può venire dal confronto fra alcuni semplici dati occupazionali dell’ultimo anno: Variazione Occupati PiemonteNordovest Industria manifatturiera Servizi non commerciali

Le variazioni occupazionali nei servizi per comparto Piemonte Variazioni UOMINIDONNETOTALE v. ass.Val. %v. ass.Val. %v. ass.Val. % Terziario tot.-2-0,4-4-0,7-6-0,6 Commercio 53,7-2-1,6 3 1,3 Alber. e ristor Trasp. magaz. -6-9,3-2-12, ,1 Inform.comu. 37, ,1 Finanza assic. -3-9,5-2-7, ,7 Serv. imprese -9-10,1-4-3, ,7 P.Amminist. 512, ,7 Istruz., sanità, serv.sociali 1 -31,5 4 1,7 Altri servizi persona 26,833,4 6 4,3 Fonte: Fonte: dati ISTAT, elaborazione ORML Regione Piemonte

I punti deboli del Piemonte vanno cercati in primo luogo nei servizi Ciò è importante per la disoccupazione: perché è lì che mancano i posti di lavoro che fanno la differenza con le altre regioni del Nord Ma è altrettanto importante per la solidità del nostro sistema produttivo, se è vero che sviluppo neomanifatturiero e servizi avanzati alle imprese devono andare insieme e si alimentano a vicenda

Guardarsi anche dentro : eterogeneità e differenze territoriali, che aumentano In Piemonte c’è un po’ di Campania e un po’ di Germania: Durante la crisi e nelle più recenti dinamiche del lavoro, si riaprono i divari territoriali: 50% disoccupazione giovanile a Torino 5% disoccupazione totale a Cuneo Da un lato TO e AL, con tassi di disoccupazione sopra la media nazionale; dall’altro CN, VCO con valori dimezzati e NO con variazioni recenti più rassicuranti

Infine: la crisi non è immobilità, ma contiene forti cambiamenti, irreversibili Fra questi, uno dei più rilevanti è il “mutamento delle età” (Ageing), iniziato ben prima, acuito negli anni neri e ribadito anche ai primi sintomi di ripresa: fra , sotto un’apparente staticità: occupati in meno al di sotto dei 45 anni, in più al di sopra (con gli ultra55enni occupati che aumentano del 10% in un anno) Anche a livello nazionale, tutto l’incremento occupazionale registrato dall’Istat nel I° trim è andato a vantaggio di ultra49enni Si riconferma un trend di lungo periodo, che anche la ripresa degli avviamenti dell’ultimo anno ripropone:

Il cambiamento delle età negli avviamenti al lavoro Si modifica la composizione dell’offerta di lavoro disponibile e si sviluppa una domanda di lavoro rivolta a soggetti d’età più matura Fonte: dati ORML Regione Piemonte, elaborazione OML Città Metropolitana di Torino

La rivoluzione delle età: è un processo ineludibile, potente e pervasivo, che chiede innovazione Come lo è stato nei decenni precedenti la “femminilizzazione” del mercato del lavoro Occorre adattarvisi in ogni ambito organizzativo, sociale, economico e istituzionale E provare a riconoscere anche i vantaggi che ne possono derivare, invece di vedere solo i problemi … E’ quello che si sta facendo in altri paesi importanti, con i quali spesso ci confrontiamo (es. il caso BMW in Germania) Non sarebbe il caso di provarci anche da noi?

Grazie per l’attenzione

L’IRES PIEMONTE è un istituto di ricerca che svolge la sua attività d’indagine in campo socioeconomico e territoriale, fornendo un supporto all’azione di programmazione della Regione Piemonte e delle altre istituzioni ed enti locali piemontesi. Costituito nel 1958 su iniziativa della Provincia e del Comune di Torino con la partecipazione di altri enti pubblici e privati, l’IRES ha visto successivamente l’adesione di tutte le Province piemontesi; dal 1991 l’Istituto è un ente strumentale della Regione Piemonte. L’IRES è un ente pubblico regionale dotato di autonomia funzionale disciplinato dalla legge regionale n. 43 del 3 settembre 1991.