Il «momento favorevole»

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Transcript della presentazione:

Il «momento favorevole» Quaresima: Il «momento favorevole» (2Cor 6,2)

Tempo di conferma della nostra fede Tempo forte Tempo di conversione Tempo di penitenza Tempo di ritorno a Dio Tempo di conferma della nostra fede

Allenamento AIUTARE  condivisione del pane con gli altri. PREGARE  ascolto, silenzio, lettura della parola di Dio. AIUTARE  condivisione del pane con gli altri. DIGIUNARE  non riporre fiducia nelle cose, ma in Dio. …………………………………………………………………………………….

Gesù pregava digiunando per quaranta giorni

Dal Vangelo secondo Luca

Il fariseo e il pubblicano al tempio (Lc 18,9-14) "Poi Gesù raccontò un'altra parabola per alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri. Disse: "Una volta c'erano due uomini: uno era fariseo e l'altro era esattore delle tasse. Un giorno salirono al tempio per pregare. Il fariseo se ne stava in piedi e pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché io non sono come gli altri uomini: ladri, imbroglioni, adulteri. Io sono diverso anche da quell'esattore delle tasse

Digiuno due volte alla settimana e offro al tempio la decima parte di quello che guadagno". L'agente delle tasse invece si fermò indietro e non voleva neppure alzare lo sguardo al cielo. Anzi si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me: sono un povero peccatore!". Vi assicuro che l'esattore delle tasse tornò a casa perdonato; l'altro invece no. Perché chi si esalta sarà abbassato; chi invece si abbassa sarà innalzato".

Il pubblicano il fariseo

Gesù narrando questa parabola ci parla ancora della preghiera Gesù narrando questa parabola ci parla ancora della preghiera. Egli c'insegna che la preghiera è un'esperienza spirituale d'intensa intimità con Dio che ci è Padre: una preghiera che non guarda al cielo per scordare l'umanità, ma al contrario le schiude l'orizzonte di una salvezza totale e definitiva. La possibilità di chiamare Dio "Padre" non dipende dai nostri meriti, ma è dono dello Spirito Santo continuamente rinnovato dalla sua bontà che ha a cuore la sorte di tutti gli uomini. ……….riflettiamo insieme

Gesù rappresenta l'atteggiamento religioso giusto e sbagliato mediante l'opposizione tra due protagonisti: il primo è un fariseo, osservante scrupoloso della Legge, separato da quelli che egli ritiene peccatori e reprobi l'altro è un pubblicano, cioè un esattore delle tasse a favore degli occupanti romani

Il fariseo dichiara la verità osserva attentamente la Legge ringrazia Dio, per essere esente dai vizi degli altri uomini egli si ritiene in credito presso Dio non attende la sua misericordia non si aspetta la salvezza come un dono, ma come premio che gli è dovuto per il bene fatto e per avere seguito le norme rigidamente.

a parte il "Ti ringrazio" iniziale non prega non guarda a Dio non si confronta con Lui non attende nulla da Lui, né gli domanda nulla Si concentra su se stesso e si confronta con gli altri in questo suo atteggiamento non c'è nulla della preghiera.

Il pubblicano, l'esattore delle tasse, è spaesato se ne sta in fondo, quasi temesse di disturbare si batte il petto come un disperato si sente peccatore e non è in grado nemmeno di elencare le sue colpe sussurra, infatti: "Dio, abbi pietà di me peccatore ha la consapevolezza di non poter pretendere niente da Dio fa affidamento su Dio, nella sua misericordia, non su se stesso

Gesù non condivide la divisione degli uomini in “buoni e cattivi” Gesù non condivide la divisione degli uomini in “buoni e cattivi”. Ogni uomo è impastato di virtù e di difetti. Nel presente brano la preghiera di due uomini mette a nudo il loro animo.  

La parabola nasce dalla volontà di Gesù di impartire un chiaro insegnamento. Qualcuno distribuisce giudizi affrettati e perentori, inquinando la visione oggettiva della realtà. Due uomini nello stesso luogo, a compiere lo stesso atto di culto. Poi la parabola si sdoppia. Il giudizio finale di Gesù ribalta la posizione del fariseo che sembrava vincente fin dall’inizio.  

La morale della parabola è chiara e semplice: l'unico modo corretto di porsi di fronte a Dio, nella preghiera e nella vita, è quello di sentirsi costantemente bisognosi del suo perdono e del suo amore. La giustizia che il fariseo vantava davanti a Dio come conquista di uno sforzo personale, il pubblicano l'ha ricevuta come dono misericordioso dal Signore.

LA PREGHIERA COME SPECCHIO DELL’ANIMA Pregare in segreto 5Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 6Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.(Mt 6, 5-6)

Gesù pregava nel deserto……………………………

PREGHIERA DEL CUORE È la forma più elevata di preghiera il cui obiettivo è cogliere le meraviglie di Dio e guardarlo come si guardano due innamorati

……..alcune domande per riflettere insieme Che rapporto ho con la preghiera? Sono costante nella preghiera, o penso sia una «cosa» per vecchie o bambini? Io non ho tempo. Il mio atteggiamento durante la preghiera a quale dei protagonisti del brano del vangelo si può paragonare? Che senso ha la preghiera se Dio conosce già tutto di noi e ha il controllo di tutto? Se non possiamo far «cambiare» idea a Dio, perché dovremmo pregare?

Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di comprendere la differenza

SE NON PUOI... Se non puoi essere un pino sul monte,  sii un filo d'erba nella valle,  ma sii il miglior filo d'erba sulla sponda del ruscello. Se non puoi essere un albero,  sii un cespuglio . Se non puoi essere una strada maestra,  sii un sentiero. Se non puoi essere un sole, sii una stella.  Ma sii sempre il meglio di ciò che sei.  ( Madre Teresa)