LAVORO: ANALISI, SBOCCHI, PROSPETTIVE Marco Pascolini IRES-FVG.

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LAVORO: ANALISI, SBOCCHI, PROSPETTIVE Marco Pascolini IRES-FVG

La crisi Contesto FVG meglio di altre realtà ma con indicatori peggiori del nord-est Caduta dello stock di occupazione ( occupati in meno) Raddoppio dei disoccupati (molti provenienti dagli ex-inattivi): oltre Seconda parte della crisi interessa servizi e costruzioni mentre tiene meglio il manifatturiero Tasso di occupazione giovanile in calo, problema principale i Neet Componente femminile resiste meglio nella prima fase della crisi (con incremento del tasso di attività) ma nell’ultimo biennio peggiora: la crisi dal manifatturiero passa al terziario… Cambiamento composizione della domanda di lavoro: forme contrattuali a maggiore flessibilità, con prospettive strutturali La crisi comporta una perdita di competenze professionali: contrazione forte per artigiani e operai specializzati seguiti da tecnici, quadri e dirigenti. Migliore tenuta (ma calo comunque) di professioni a media qualificazione nel terziario. Evidente impatto delle scelte legislative e di regolamentazione sulle forme contrattuali (es. lavoro parasubordinato, intermittente, domestico, etc..)

3 L’offerta di lavoro Contrazione dello stock di occupati (22mila in meno) senza considerare fenomeni di labour hoarding Raddoppio del numero di disoccupati; tasso al 7,7% (contro 12,2% nazionale e il 10,8% UE28) Gli inattivi diminuiscono per l’aumentata partecipazione femminile e l’allungamento dell’età pensionabile (-22% tra i 55-64enni). Crescono invece fra tra i 15-24enni (+19%)

4 LA CASSA INTEGRAZIONE ORE DI CIG (milioni) FVG

La domanda di lavoro: movimenti nel 2013 e I semestre 2014 Calo negli avviamenti del 24,4% (Provincia UD 23,6%) Solo nel 2011 i saldi tornano positivi Nel 2013 peggior saldo delle posizioni lavorative dall’inizio della crisi (-8.500) Nel 2014 (fino a settembre) questo trend è rallentato (calo avviamenti -2,3% sulla provincia di Udine); i saldi migliorano Segnali positivi dal manifatturiero

6 Movimenti di assunzione per tipologia contrattuale (%) Aumentano i voucher: 2,7 milioni in FVG nel 2007 (erano nel 2009) Aumentano le “esperienze” di lavoro: tirocini e LSU Tempo determinato44,6%44,2%43,9%44,2%47,5% Tempo indeterminato21,4%18,7%16,8%16,1%15,6%16,5% Apprendistato3,3%3,0%2,5%2,0% Lavoro domestico2,4%2,9%3,1%3,4%3,7%3,8% Lavoro intermittente3,7%5,7%6,9%8,8%4,4%2,8% Lavoro parasubordinato13,6%12,1% 11,7%10,3%8,9% Somministrazione11,0%13,4%14,7%13,9%16,5%18,4% Totale100%

7 Analisi per genere La componente maschile sconta la gran parte della perdita occupazionale (- 19,3 contro -2,4) Saldi avviamenti- cessazioni: componente femminile mostra miglior tenuta nella prima fase della crisi ed un successivo riallineamento

La distribuzione settoriale dell’occupazione in FVG: il peso dei servizi Lavoro indipendente rappresenta il oltre 1/5 dell’occupazione: fattore rilevante di cui spesso non si tiene conto Contrazione più forte del lavoro indipendente nella prima fase della crisi a cui segue una maggiore tenuta

9 I due problemi principali: la disoccupazione di lunga durata e l’inserimento lavorativo dei giovani Tasso disocc. di lunga durata FVG33,828,738,246,340,8 43,7 ITALIA45,744,448,551,953,1 57,0 Crescita costante del tasso di disoccupazione di lunga durata La perdita dell’occupazione si rivela fenomeno sempre meno temporaneo e sempre più strutturale Importanza politiche di attivazione Riqualificazione durante gli ammortizzatori

10 TASSO DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE anni Tasso di attività 2013: 27,1% Vischiosità del turnover Distanza scuola- impresa: importanza esperienza in azienda Mancato decollo del contratto di apprendistato Problema principale sono i Neet: nel 2014 stimati fino a 25 anni e fino 29 anni (target Garanzia Giovani)

11 TASSO DI OCCUPAZIONE per classi di età, FVG diff anni30,529,825,425,823,718,5 20,5-10, anni79,480,879,076,476,074,0 69,9-9, anni86,887,384,983,984,483,9 81,4-5, anni82,480,878,079,781,780,3 79,6-2, anni29,829,030,633,135,439,8 42,812,9 Tot. FVG65,565,363,463,664,263,6 63,0-2,5

Avviamenti per classe di età (2008=100): i giovani scontano il rallentamento del turnover <24 anni>44 anni Apprendistato 12,310,00,0 Tempo determinato 31,123,931,434,4 Tempo indeterminato 15,75,024,211,5 Parasubordinato 7,7 19,318,5 Somministrato 25,436,911,716,2 Intermittente 1,95,50,82,3 Lavoro domestico 1,10,98,010,8 Altre forme 4,710,14,46,3 Totale 100,0 Specie per i giovani aumenta l’incidenza delle forme contrattuali flessibili (necessità di maturare esperienza in azienda)

Al crescere del titolo di studio migliorano i tassi di occupazione e disoccupazione (meno evidente in FVG che in Italia) Ingresso nel MDL: aumentano le probabilità di inserimento entro 12 mesi di quasi tre volte fra laureati (38,3%) e licenza media (14,8%) Paradosso italiano: minor numero di laureati e più alto fenomeno di overeducation Problema sistema scolastico e di orientamento Studiare paga ancora (sebbene la crisi colpisca di più le professioni ad alta qualificazione)

La domanda di lavoro e le qualifiche avviate durante la crisi (2008=100) Difficoltà maggiore per professioni con competenze elevate (dirigenti, tecnici) o quelle manuali qualificate Tenuta del terziario qualificato (turismo-ristorazione-servizi alla persona-addetti alle vendite) e delle professioni intellettuali (in area scientifica-ICT)

Le previsioni di assunzione per gruppo professionale (I trimestre Fonte Excelsior)

Guardandola in positivo… Ci sono anche imprese che vanno bene! Nel 2014 qualche debole segnale di ripresa (export, tenuta settore industriale…) Sul fronte del MDL: Nel 2014 si è arrestato il trend di calo delle assunzioni del biennio (il dato definitivo non è ancora a disposizione) I movimenti di assunzione comunque ci sono quindi il mercato non è ingessato (175mila assunzioni nel 2013, 20mila a tempo indeterminato) Capire il cambiamento strutturale del MDL: concetto di occupabilità Figure professionali ricercate: superata la questione mismatch del passato (anche recente) oggi si deve prestare più di attenzione all’orientamento (discipline tecnico-scientifiche) Importanza competenze in un mercato del lavoro sempre più flessibile (anche quando ci sarà ripresa economica): formazione continua e permanente, approccio proattivo Mobilità intra-UE è un alternativa Riforma del mercato del lavoro e potenziamento politiche attive

17 GRAZIE PER L’ATTENZIONE