Melissa Moglie e figlia Di tiranni.

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Capitolo 20 1 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata.
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Melissa Moglie e figlia Di tiranni

Figlia di Procle, tiranno dell’Epidauro QUANDO? VI secolo a.C. DOVE? A Corinto CHI? Figlia di Procle, tiranno dell’Epidauro Moglie di Periandro, tiranno di Corinto

I genitori la chiamano Liside da Lusaia, Afrodite . . . dietro un nome . . . Prima di sposarsi è chiamata Ape, infatti l’ape simboleggia operosità e saggezza, quindi purezza I genitori la chiamano Liside da Lusaia, Afrodite Il marito la chiama Melissa, da mel, il miele che rende dolce la felicità degli sposi

Erodoto, Storie, Libro III, 50 - 53 Erodoto, Storie, Libro II, 89 FONTI Erodoto, Storie, Libro V, 92

ERODOTO Chi era costui? Nacque intorno al 484 a.C. ad Alicarnasso, una città dell’Asia Minore. Dopo molte peregrinazioni per sfuggire all’ira del tiranno Ligdami II, Erodoto si dedicò al viaggio. Visitò gran parte del Mediterraneo orientale, in modo particolare l’Egitto. Scopo dei suoi viaggi era la raccolta di materiali utili per la stesura della sua più grande opera, le Storie.

Secondo il pensiero erodoteo, la storia non è soltanto una cronologia di eventi che si susseguono nel tempo. Per lui, la storia è MAGISTRA VITAE, grazie alla quale l’uomo riscopre il passato per vivere meglio il presente e ben proiettarsi verso il futuro. Oltre a vicende realmente accadute, Erodoto ama accostare anche fatti di stampo fabuloso, che avvengono sotto gli occhi di una divinità terribile e sconvolgente, e che non trattiene la fqonoj qewn, l’invidia divina, verso chiunque osi eguagliare la loro potenza. Erodoto imposta un dato ordine nella sua ricerca, che si basa sull’ oyij, ho visto, sull’akoh, no udito, e sul gnwmh, ho ragionato.

Erodoto racconta . . . Libro II, 89 Parlando delle precauzioni adottate dagli Egizi verso gli imbalsamatori delle mogli defunte, affinchè questi non avessero l’istintivo desiderio di unirsi a quelle, dopo aver fatto riferimento all’unione contro natura di Pisistrato con la moglie, Erodoto parla del tiranno Periandro, che si unì al cadavere della moglie.

Diogene Laerzio racconta . . . In seguito ad alcune calunnie da parte delle concubine di corte sulla moglie, Periandrò picchiò la donna che era incinta e la uccise. In seguito, pentito e amareggiato dell’incresciosa disgrazia, ordinò di bruciare vive le concubine e comandò ad alcuni sicari di ucciderlo e poi di uccidere se stessi affinchè la sua morte resti segreta.

ERODOTO nel libro III, 50-51 racconta

Traduzione Dopoché Periandro uccise sua moglie, gli accadde che si venne a verificare un’altra disgrazia oltre a quella già avvenuta. Egli infatti aveva avuto da Melissa due figli, uno di 17, l’altro di 18 anni. Procle, padre di Melissa, che era anche tiranno di Epidauro, avendo fatto giungere presso la sua reggia i nipoti, li accudì amorevolmente, come era naturale, poiché erano figli di sua figlia. Quando li rimandò a casa, al momento di congedarli, chiese loro: ‘Sapete, figli miei, chi ha ucciso vostra madre?’. A queste parole il maggiore non diede importanza, mentre il minore, che si chiamava Licofrone, nel sentirla provò così tanto dolore che, giunto a Corinto, poiché pensava che il padre fosse l’assassino della madre, non gli rivolse più la parola: se il padre gli parlava, non gli rispondeva, se lo interrogava, non gli dava alcuna risposta.

Leggendo le Storie. . . Dopo che Periandro uccise sua moglie Melissa, gli accadde un’altra disgrazia oltre a quella già verificatasi; egli aveva due figli da Melissa, uno di diciassette anni, l’altro di diciotto. Il nonno materno di quelli Procle tiranno dell’Epidauro dopo averli mandati a chiamare presso di lui li trattava amorevolmente, come era normale essendo quelli i figli della figlia. Allorchè li mandava via, mentre li scortava disse “Sapete forse o figli chi ha ucciso vostra madre?”. Il maggiore di quelli non prestò attenzione a quel fatto; il minore invece, che si chiamava Licofrone, provò dolore avendo ascoltato quelle cose tanto che, dopo essere giunto a Corinto poiché riteneva il padre assassino della madre, né diceva alcuna cosa a quello che gli parlava né dava alcuna risposta a quello che lo interrogava. Alla fine Periandro, essendosi adirato, cacciava quello da casa. Dopo averlo cacciato, chiese al maggiore le cose che il nonno aveva detto loro.

Erodoto racconta . . . Libro III, 50 - 53 Il tiranno Periandro aveva affidato alla moglie Melissa di nascondere in un luogo sicuro un tesoro ricevuto da un ospite straniero. Dopo la prematura morte di quella, Periandro inviò alcuni messaggeri sul Nekromanteion, il monte dove era possibile consultare gli oracoli dei defunti. Giunti quelli lì, Melissa si lamentò di essere nuda, e fino a quando ella non avesse ricevuto delle vesti, non avrebbe svelato il nascondiglio che solo lei conosceva. Allora Periandro preparò presso il tempio di Era un imponente falò, presso il quale denudò le donne di Corinto e bruciò le loro vesti. A questo punto Melissa, appagata, svelò il luogo dove aveva nascosto il tesoro.

. . . Nella terra di spietati tiranni in una spira di intrighi e complotti continua il nostro viaggio, guidati dall’eco di filosofi e storici d’altri tempi . . .