Sistemi economici comparati: Italia e Arabia Saudita

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Sistemi economici comparati: Italia e Arabia Saudita Materia: Economie dello Sviluppo e della Crescita Studentessa: Santina Barbagallo Professoressa: Azzurra Rinaldi Anno accademico: 2009/10

Breve introduzione L'Italia è una repubblica basata su una democrazia parlamentare. E' un Paese membro dell'Unione Europea. La sua storia è inscritta nel quadro delle relazioni euro-mediterranee e il presente la vede all'interno del sistema occidentale. L'Arabia Saudita è un regno basato su una monarchia ereditaria e sulla legge islamica della Sharia. E' un membro della Lega Araba. La sua storia è fortemente legata agli agli altri Paesi della penisola arabica e, secondariamente, ai paesi del Nord-Africa.

INDICATORI MACROECONOMICI ITALIA (dati al 2008 esclusi i segnalati)‏ Popolazione (milioni): 59,85 PIL (miliardi USD): 2 293,01 Variazione reale PIL (2007/2008): -1% PIL pro capite: 38 312 PNL: 2 109.08 PNL PPP: 1 810.62 Esportazioni (dati 2007): 29% del PIL Importazioni (dati 2007): 30% del PIL Bilancia commerciale: leggermente negativa Debito pubblico (% del PIL): 105% ARABIA SAUDITA (dati al 2008 esclusi i segnalati)‏ Popolazione (milioni): 24,65 PIL (miliardi USD): 467,60 Variazione reale PIL (2007/2008): 4% PIL pro capite: 18 970 PNL: 374,33 (al 2007 su PIL 383,59)‏ PNL PPP: 554,35 (al 2007)‏ Esportazioni (miliardi USD): 304,4 Importazioni (miliardi USD): - 108,3 Bilancia commerciale: + 196,1 Debito pubblico (% del PIL): 13,5%

Breve introduzione. Membro del G8, l'Italia rappresenta la settima potenza economica del pianeta per PIL nominale. L'economia italiana è ormai fortemente orientata verso il settore dei servizi (terziario e quaternario), che nel 2006 hanno rappresentano quasi i 2/3 del PIL prodotto. L'economia saudita è imperniata sullo sfruttamento delle risorse energetiche non rinnovabili di cui il Paese è ricco. Primo Paese al mondo produttore di petrolio di cui possiede un quinto delle riserve mondiali. Quarto Paese al mondo produttore di gas di cui possiede il 4% delle riserve mondiali.

Criterio 1: Grado di Apertura

Sottocriterio A: gradiente d'apertura Arabia Saudita Gradiente d'apertura: 0,44 Import /PIL: 0,23 Export/PIL: 0,64 Composizione merceologica delle esportazioni (al 17° posto tra i primi 20 Paesi esportatori di merci): Petrolio e derivati (90 % del totale)‏ Composizione merceologica delle importazioni: Macchinari, equipaggiamento per il trasporto, generi alimentari

Sottocriterio A: gradiente d'apertura ITALIA Gradiente d'apertura: 0.29 Import /PIL: 0.29 Export/PIL: 0.30 Composizione merceologica delle esportazioni (all' 8° posto tra i primi 20 Paesi esportatori di merci e servizi): prodotti agro-alimentari, macchinari, auto-veicoli, farmaceutica, prodotti metallurgici,prodotti chimici, elettronica,abbigliamento e simili, mobili, prodotti manifatturieri vari Composizione merceologica delle importazioni (al 7° posto tra i primi 20 Paesi importatori di merci e servizi): petrolio greggio e gas naturale, prodotti agro-alimentari, macchinari, auto-veicoli, farmaceutica, prodotti metallurgici,prodotti chimici, elettronica,abbigliamento e simili, prodotti manifatturieri vari

Sottocriterio B: normative sul commercio internazionale in Arabia Saudita Barriere tariffarie: il mercato Saudita è aperto a tutto il mondo, tranne Israele; non esistono restrizioni quantitative (tra i pochi esclusi carne di maiale e alcol, contrari alla legge islamica), nessuna imposta oltre i dazi doganali. Unico accordo di trattamento preferenziale è l'UNIFIED ECONOMIC TREATY (1981) tra i Paesi del GCC; nel 2003 è entrato in vigore il GCC CUSTOMS UNION per cui i 6 membri sono diventati un'unica area doganale con dazio unico all'ingresso del 5% sul valore CIF (ad esclusione di alcuni prodotti soggetti a maggiore protezionismo). L'adesione al WTO continuerà il processo di riduzione dei dazi medi, compresi quei prodotti soggetti a più elevata tassazione. Barriere non tariffarie: il principale ostacolo non tariffario in Arabia Saudita resta la previsione normativa secondo la quale a società estere non è permessa attività di commercializzazione diretta nel Paese: l'esportatore di qualunque Paese Terzo deve affidarsi ad uno sponsor locale (a maggior ragione per gare e appalti pubblici). Delle modifiche sono previste a seguito dell'adesione al WTO. Alle merci importate è richiesto il marchio d'origine e il certificato di conformità del prodotto. Sono previsti, inoltre, standard di sicurezza.

Sottocriterio B: normative sul commercio internazionale in Italia‏ Le barriere tariffarie e non, i certificati e gli standard di qualità sono uguali per tutti i Paesi membri UE (ad esclusioni di prodotti marginali).

Sottocriterio B - Arabia Saudita 2009 Economic Freedom ranking: 59° Politiche commerciali: flussi commerciali pari al 94,3 % del PIL; regolamentazione (fondata sulla Sharia) discriminante verso gli interessi stranier ; sistema protezionistico. Carico fiscale: Stato leggero Intervento Statale: lo Stato controlla gran parte delle risorse presenti sul Paese (la Saudi Aramco è l'azienda statale monopolista per la produzione petrolifera). Politica monetaria: tasso d'inflazione costante (la moneta nazionale è ancorata al dollaro); indice di rischio- credito basso. Investimenti stranieri: 76,1 miliardi USD in stock e 24 miliardi USD in flussi. Attività bancarie e finanziarie: proprietà statale delle banche, restrizioni verso l'apertura di banche straniere, influenza dello Stato sull'allocazione dei crediti. Rapporto salari-prezzi: -- Diritti di proprietà: concentrazione dei diritti di proprietà, forte presenza dello Stato, mercato del capitale con quadro di regole scarso (in particolare mutui e ipoteche); Regolamenti: mancanza di regolamentazione sui mercati finanziari e scarsa trasparenza; corruzione. Mercato informale: --

Con un punteggio di 64,3, il Regno Saudita si classifica come un Paese dal punto di vista economico moderatamente libero; Tuttavia, l'ingresso al WTO ha innescato una serie di riforme positive che stanno migliorando lentamente il sistema: diversificazione dell'economia, strategie di privatizzazione, lavori infrastrutturali, miglioramento delle regolamentazioni in ambito commerciale, finanziario, del capitale, doganale.

Sottocriterio B: ITALIA 2009 Economic Freedom ranking: 76° Politiche commerciali: in gran parte identiche per tutti i membri UE ma vi è spazio anche per iniziative singole; sistema liberista . Carico fiscale: Stato pesante Intervento Statale: lo Stato controlla una parte delle risorse e delle infrastrutture del Paese, ma già a partire degli anni '80 sono state avviate politiche di privatizzazione di molti settori importanti; un'imponente spesa pubblica risponde a politiche di sviluppo a tutto tondo. Politica monetaria: gestita dalla Banca centrale europea Investimenti stranieri: 351 miliardi USD Attività bancarie e finanziarie: sistema bancario in gran parte privatizzato; flessibile alle esigenze del mercato ma regolamentato dalla Banca d'Italia, all'interno del sistema europeo, per garantire stabilità alla moneta e all'intero settore economico e finanziario. Rapporto salari-prezzi: nel 2008 le buste-paga hanno registrato un aumento del 3.4%, in linea con l’inflazione programmata; tuttavia prezzi e tariffe sono aumentati del 6% in termini reali, quindi I salari sono rimasti bloccati. Diritti di proprietà: pienamente garantiti dalla Costituzione Regolamenti: regolamentazione nazionale e UE in conformità con standard di trasparenza. Mercato informale: 16-17% del PIL (quota fortemente distorta rispetto agli altri Paesi OCSE)

ITALIA Con un punteggio di 61.4 l'Italia si classifica come un Paese moderatamente libero. L'indice di libertà economica del 2003 vedeva l'Italia alla posizione 29; il peggioramento è dovuto alla situazione di crisi degli ultimi anni. Sulla scarsa performance italiana, in generale, pesano ragioni storiche e culturali che la differenziano dalle altre economie mature: ampiezza del Governo, pressione fiscale, concentrazione degli assetti proprietari, il livello di corruzione,l’alta quota di mercato informale.

Sottocriterio C: finanziamenti privati ARABIA SAUDITA IDE in entrata: l'Arabia Saudita si classifica al 20° posto tra i Paesi riceventi con un valore di 76 miliardi USD in stock e di 24 miliardi USD in flussi (dati del 2007).‏ ITALIA IDE in entrata: l'Italia si classifica al 9° posto tra i Paesi riceventi con flussi pari ad un valore di 28 miliardi USD in flussi e 323 miliardi USD in stock (dati del 2007)‏ IDE in uscita: l'Italia si classifica all'11° posto tra i Paesi investitori con flussi pari ad un valore di 42 miliardi USD in flussi e 376 miliardi USD in stock(dati del 2006)‏

IDE in Arabia Saudita

Arabia Saudita e mondo

Arabia Saudita e mondo

IDE in Arabia Saudita

Sottocriterio C: Finanziamenti pubblici L'Arabia Saudita è stata un Paese Recipient (nel 2005 ha ricevuto come aiuti ufficiali allo sviluppo (dai dati dell’OCSE del DAC - Comitato Aiuti allo Sviluppo - 26 milioni di dollari, una cifra bassissima) ma oggi non appartiene alla lista dei Paesi che ricevono aiuti IDA e IBRD, avendo superato la soglia dei Paesi ad alto reddito. Anche se gli aiuti DAC rappresentano quasi tutta l’assistenza internazionale, Paesi come l’Arabia Saudita, l’India e la Cina hanno i Ioro programmi d’aiuti allo sviluppo, pur esigui rispetto ai primi in termini di valore assoluto. L’Arabia Saudita si può annoverare tra i Paesi Donor con oltre il 5% del PIL indirizzato ai APS. L'ITALIA è un Paese Donor. Secondo la classifica degli aiuti netti dei Paesi membri OCSE del 2008, l'Italia si posiziona al 10° posto per valore assoluto con 4.44 miliardi USD e al 20° posto in percentuale del PIL con lo 0,20%. Da anni ai Paesi Sviluppati viene chiesto di raggiungere quota 1% del PIL per finanziare gli aiuti allo Sviluppo e l'Italia rimane uno dei “fanalini di coda” tra i membri OCSE.

Sottocriterio D: strategie di crescita Italia Inside-demand led growth (importazioni e esportazioni si equivalgono)‏ Arabia Saudita Export-led growth (bilancia commerciale fortemente positiva)‏

Conclusione criterio 1 ITALIA SISTEMA APERTO ARABIA SAUDITA SISTEMA CHIUSO

CRITERIO 2: LIVELLO DI SVILUPPO

Sottocriterio A : REDDITO ITALIA PAESE AD ALTO REDDITO ARABIA SAUDITA PAESE AD ALTO REDDITO

Sottocriterio B: Fonti del reddito ITALIA Dati al 2006 % in agricoltura: 1.64 % in industria: 18.30 % in costruzioni: 5.41 % in servizi (terziario e quaternario): 63.54 % IVA e imposte su import: 10.76 ARABIA SAUDITA Dati al 2007 % in agricoltura: 2,8 % in industria: oil&gas 53.5 altro 6.2 % in costruzioni: 4.5 % in servizi: 23.8 % altro: 9.2

Sottocriterio C: sbocchi del reddito ITALIA HDI: 19° -- 0,945 HIGH HUMAN DEVELOPMENT ARABIA SAUDITA HDI: 55° -- 0,835 HIGH HUMAN DEVELOPMENT

Sottocriterio D: ruolo nella divisione internazionale del lavoro ITALIA Paese che si occupa prevalentemente di progettazione, marketing, design ARABIA SAUDITA Paese fornitore di materie prime

CONCLUSIONE CRITERIO 2: ITALIA: PAESE SVILUPPATO ARABIA SAUDITA: PAESE IN VIA DI SVILUPPO L'Arabia Saudita presenta indicatori macro-economici e indici di sviluppo alti, tali che statisticamente fanno in modo che regga il confronto coi Paesi sviluppati; tuttavia, le sperequazioni nella distribuzione della ricchezza, il ruolo nella divisione internazionale del lavoro, l’eccessiva importanza dell’industria petrolifera nell’economia non pongono le condizioni per inserirla concretamente nel rango delle Economie mature.

Criterio 3: posizione geo-economica

Sottocriterio A: processi di regionalizzazione L'Italia fa parte di: UE, FMI, WTO, TRIPS, G8 e G20, NATO. In prospettiva un Accordo di Libero Scambio tra CCG e UE (iniziato nel 1990). STATE-LED L'Arabia Saudita fa parte di: Lega Araba, Dialogo per la Cooperazione asiatica, Consiglio di Cooperazione del Golfo - CCG (Unione monetaria del Golfo), OPEC, FMI, WTO, G20. STATE-LED

Sottocriteri B e C e conclusione criterio 3 ITALIA: Centro gravitazionale: UE Sistema occidentale Conclusione: l'Italia fa parte di un sistema fortemente integrato come l'UE, che rappresenta un sistema di relazioni non solo economiche (come lo rappresentava in origine) ma anche politico e socio-culturale, quindi con un alto livello di regionalizzazione. Inoltre, è particolarmente connessa con il resto dei Paesi occidentali mediante accordi di varia natura. Arabia Saudita: Il paese è il centro gravitazionale per l'insieme dei Paesi del Golfo. Sistema asiatico Conclusione: l'Arabia Saudita è il perno della regione del Golfo per il suo peso economico e politico. (La decisione di fissare a Riad la sede della prossima Banca centrale del Golfo, oltre a urtare le suscettibilità emiratine, costituisce il riconoscimento del primato dell'Arabia Saudita)

CRITERIO 4: rapporti di forza tra i soggetti economici

Sottocriterio A: assetti proprietari prevalenti ITALIA Una maggiore concentrazione del sistema proprietario rispetto agli altri Paesi Occidentali; monopolio statale di molti settori economici importanti, in particolare, risorse energetiche, trasporti e comunicazioni, i cosiddetti monopoli naturali,( tutti settori che storicamente sono stati in mano allo Stato), nonostante le avvenute privatizzazioni, che in un contesto di forte concentrazione proprietaria e finanziaria hanno prodotto oligarchie economiche. - 100% statali: Trenitalia, Poste,Società per la Gestione degli Impianti Idrici, RAI; - in parte o totalmente privatizzati: Telecom, Alitalia, ENI, Società Autostrade, ENEL, Finmeccanica. Inoltre, c’è una forte tendenza alla concentrazione nel settore bancario e assicurativo. Il modello di public company - impresa a capitale diffuso gestita dal management piuttosto che dalla proprietà - è poco diffuso. EASE OF DOING BUSINESS: 78 ° ARABIA SAUDITA concentrazione del sistema proprietario e monopolio statale delle più importanti risorse economiche (es. Saudi Aramco, prima industria petrolifera a livello mondiale). EASE OF DOING BUSINESS: 13°

Sottocriterio B: REGIME FISCALE ITALIA Aliquote: - società 37% - persone fisiche 34% Spesa pubblica: 48,1% Stato pesante ARABIA SAUDITA Aliquote: - società: da 25% al 45% (flat tax: 85% dei netti di gestione delle industrie produttrici di idrocarburi e petrolio) - persone fisiche: Sauditi 0%; stranieri dal 5% al 30%; Spesa pubblica: 100 miliardi USD nel 2009 (sforzo storico)

Sottocriterio C: sistema bancario ITALIA Modello flessibile Dopo la privatizzazione del sistema bancario avvenuto nei decenni scorsi, il sistema è diventato flessibile (quello più diffuso in Occidente); ciononostante la Banca d'Italia (all'interno del quadro regolamentato dalla Banca Centrale Europea) definisce l'azione di tutte la banche del Paese in accordo a precise regole finalizzate alla stabilità del sistema. ARABIA SAUDITA Modello bank-centred

Conclusione criterio 4 ITALIA Modello tendenzialmente a concorrenza perfetta Il sistema economico italiano, da una prospettiva legislativa, tutela la concorrenza (Autorità Anti- Trust), ma a causa di una burocrazia elefantiaca, di un sistema fiscale pesante, di normative complesse, di lobbies economiche molto potenti che influenzano la classe politica (il fattore corruzione è direttamente collegato) e che concentrano una parte delle imprese e delle banche nelle mani di una ridottissima quota della popolazione presenta forti barriere all'entrata, tali da ridurre la concorrenzialità del sistema e da renderlo uno dei meno liberi dell'Occidente. ARABIA SAUDITA Modello a concorrenza imperfetta Il sistema economico saudita è regolamentato dallo Stato, che ha il monopolio dell'industria portante del Paese, quella petrolifera, e del sistema bancario guidato dall'Autorità Monetaria Saudita. Lo sviluppo di imprese non connesse al settore principale è in una fase embrionale e riguarda solo la piccola impresa.

Qual è il sistema economico migliore? Il sistema economico migliore è quello italiano. Nonostante le falle del nostro sistema, che presenta arretratezze rispetto agli altri Paesi sviluppati (ampiezza del governo e della presenza dello Stato nelle attività economiche, lentezza delle procedure, corruzione), nell'insieme garantisce i diritti di proprietà, libertà fiscale e finanziaria, leggi liberali che tutelano la concorrenza e l'integrità del sistema; nonostante la concentrazione proprietaria di una parte dell'impresa (e quindi del PIL), vi è anche il sistema pulviscolare delle piccole e medie imprese che frammentano il mercato e, quindi, garantiscono concorrenza; inoltre, il Paese ha un notevole grado di sviluppo economico interno che proietta il pesante regime fiscale in una notevole spesa pubblica finalizzata allo sviluppo ulteriore della società e dell'economia (tuttavia, sono da segnalare il debito pubblico tra i più alti al mondo e i “buchi neri” della spesa pubblica che non si trasformano in crescita e che impongono una politica di tagli). Per queste ragioni, l'Italia può essere definita è un‘Economia matura, un Paese sviluppato, con una crescita sana e stabile.

Perché l'Arabia Saudita è un PVS? L'Arabia Saudita presenta spesso indicatori relativi ai vari criteri in precedenza analizzati, simili o superiori all'Italia (gradiente d'apertura, Economic Freedom rankings, Ease of Doing Business rankings), ma sono voci che vanno interpretate alla luce della reale qualità dello sviluppo. L'industria petrolifera saudita rappresenta il 90% del sistema economico del Paese e gli aumenti del PIL derivano perlopiù dal prezzo del petrolio su scala mondiale; lo Stato, che ha il totale monopolio dell'economia non attua politiche di sviluppo reali e solo da poco, a seguito dell'ingresso al WTO, accenna ad un cambio di rotta; infatti, la domanda di importazioni è relativa a macchinari e generi alimentari, ma non risponde ad una domanda di consumo interna, il che significa che la popolazione non ha assistito ad uno sviluppo economico generalizzato (la Spesa pubblica solo di recente ha avuto un boom). Il Paese rimane confinato al rango di PVS, nonostante l'alto valore del PIL rispetto agli altri Paesi poco sviluppati (ancora una volta ciò indica che la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi).