“OPG: è la volta buona?” Reggio Emilia, 24 settembre 2012

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“OPG: è la volta buona?” Reggio Emilia, 24 settembre 2012 L’esperienza di Cooperativa Sociale Ambra Francesca Capretti – Resp. area salute mentale

L’esperienza delle residenze sanitarie psichiatriche “Strutture con assistenza sanitaria non inferiore alle 12 ore. Svolgono funzioni riabilitative e risocializzanti, finalizzate al trattamento di pazienti con psicopatologia complessa e disabilità elevata, con progetto personalizzato a termine.” (DGR 327/04) RTP “Villa Bianconi” Calcara di Crespellano (Bologna)

RTP “Luna Nuova” S. Marino di Bentivoglio (Bologna)

Obiettivi della riabilitazione Intervenire sulla malattia e sui sintomi Intervenire sull’ abuso di sostanze (influenza le capacità critiche, l’umore e l’impulsività) Intervenire sui problemi familiari e socioeconomici (che creano isolamento dalla famiglia, dagli amici e dalla società) Contrastare la stigmatizzazione creata dalla malattia e dalla detenzione Contrastare l’ espulsione e la marginalizzazione

L’accoglienza (presenze in struttura al 31.07.2012) Presenze: 19 ospiti Uomini: 16 Donne: 3 Durata media dell’inserimento: 23 mesi

Provenienza OPG Aversa n.1 inserimento OPG R. Emilia n.5 inserimenti OPG Castiglione n.2 inserimenti Casa Zacchera n.5 inserimenti RTI L’Arcipelago n.3 inserimenti SPDC n.2 inserimenti Altra comunità terapeutica n.1 inserimento

Caratteristiche dei pazienti inseriti Età media: 45 anni Provenienza territoriale: DSM Bologna n. 15 DSM Ferrara n. 2 DSM Modena n. 1 DSM Roma n.1

Diagnosi all’ingresso Schizofrenia e disturbo delirante n. 11 Disturbo di personalità n .8 Diagnosi associata ad uso di sostanze stupefacenti n. 4 Misura di sicurezza Licenza finale esperimento n.1 Libertà vigilata n.18 Rapporti con la famiglia 15 hanno rapporti regolari con la famiglia di origine (79%) 4 di loro non hanno rapporti (21%) Precedenti esperienze lavorative 11 svolgevano una attività lavorativa sufficientemente stabile 8 non hanno mai svolto nessuna attività

Caratteristiche dei contesti di rientro alla dimissione La scelta del contesto di rientro è sempre un momento cruciale. Le difficoltà a reinserire la maggior parte dei pazienti al loro domicilio sono spesso legate agli aspetti sociali e familiari. Per favorire la dimissione è necessaria la creazione di una buona rete sociale (famiglia, amici, gruppo dei pari) Il focus si concentra sulla progettazione del futuro piuttosto che sul riesame dello storico

Conclusioni: difficoltà e prospettive Tutte le persone dimissibili devono essere dimesse “senza indugio” ai loro servizi di salute mentale di riferimento (L.9/2012) I servizi territoriali sono in grado già adesso di affrontare le esigenze poste da una quota di pazienti OPG Un percorso terapeutico specializzato e la conoscenza approfondita del paziente da parte dei Servizi di Salute Mentale del territorio pongono le basi per contare su una diminuzione del rischio di recidiva e favorire la dimissione

Anche nelle situazioni gravi, i programmi riabilitativi a lungo termine danno un esito significativamente buono, specie per ciò che concerne i livelli di disabilità sociale. Dalla nostra esperienza appare necessario un sistema di strutture a vari livelli di protezione integrato nella rete dei servizi sanitari con adeguato trattamento farmacologico, opportunità di residenze protette, disponibilità di terapie di gruppo, avvio alla formazione professionale, attivazione di gruppi di auto-aiuto e di reti sociali nelle aree di residenza.

Per il prossimo futuro auspichiamo una presa in carico con l’ obiettivo di evitare nuova cronicità e la permanenza eccessivamente prolungata nelle future strutture alternative agli attuali OPG e la promozione di percorsi che perseguano obiettivi di autonomia della vita. “Riabilitazione” deve sempre assumere il significato di reale esercizio di cittadinanza, di empowerment, di potere e progettualità sulla propria vita. Se questo è importante per le persone che soffrono di un disagio psichico, è ancora più vero per chi ha vissuto anni di deprivazione in OPG.