I Parchi …perché?.

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Transcript della presentazione:

I Parchi …perché?

Tutti gli uomini hanno sempre sognato un luogo magico, un giardino incantato, dove tutto è bello e dove il tempo scorre sereno.

Insomma, luoghi ben difesi dove l'uomo può godere della natura senza timori o paure. Ma nell'ambiente naturale (quello vero) i pericoli ci sono eccome!

Il giardino o piccolo paradiso Fin dai tempi più antichi, quando ancora la natura era selvaggia e piena di rischi, le persone ricche e potenti si costruivano dei "paradisi" personali. Erano giardini ben chiusi e protetti, ricchi di fiori, di piante e di animali di ogni tipo.

Se poi il giardino sembrava troppo piccolo, ecco che questi signoroni ne allargavano i confini fino a comprendere i vicini monti e boschi. Così il giardino diventava un parco, un luogo molto vasto ma sempre ben difeso, cintato, a disposizione solo del proprietario e dei suoi amici.

Anche a Villa Demidoff, proprio intorno alla villa ed al suo giardino, si estende, come voi ben sapete, un vasto territorio con prati e boschi dove una volta scorrazzavano animali di ogni tipo.

Insomma, quando gli uomini erano pochi e c'era tanto spazio a disposizione, i potenti si ritagliavano un pezzetto di natura tutto per sé: il loro paradiso, dove potevano cacciare e svagarsi senza pericoli o intrusi.

Il tempo passa, la popolazione del mondo aumenta e così l'uomo, un po' alla volta, ha invaso quasi tutto l'ambiente naturale.

Purtroppo però con la sua presenza l’uomo ha consumato anche l’ambiente. Ma come ha fatto a consumarlo? E perché? Ha trasformato i boschi in campi per coltivare le piante con cui nutrirsi, ma ha anche distrutto i boschi per ottenere il legname.

Bisogna pensare che nei tempi passati il legno, e tutta la vegetazione in generale, erano più importanti del petrolio oggi.

Infatti: per costruire case e città … ci voleva il legno, per costruire navi e carrozze … ci voleva il legno, per scaldarsi e cuocere i cibi … ci voleva il legno,

Le piante sono rifugio e nutrimento per tutti. Gli insetti pronubi trasportano il polline da un fiore all’altro e consentono la riproduzione delle piante. Ma le piante danno anche nutrimento ad altri insetti, uccelli, rettili e mammiferi. Alla fine di tutto il lombrico decompone i residui animali e vegetali e rende fertile la terra a vantaggio delle piante.

Una volta c’era un bosco … In azzurro le specie presenti Una volta c’era un bosco … … con tante specie di piante, un ruscello che scorreva libero e tanti, tanti animali diversi …

Poi cominciarono a distruggerlo per trasformarlo … In azzurro le specie presenti, in nero le specie scomparse; in rosso quelle in diminuzione …. e verso il 1800 era già così: il bosco ridotto in un angolino, i campi coltivati, il ruscello ancora un po’ bizzoso. Ma c’erano ancora tanti animali …

Ormai c’è rimasto poco posto per gli animali … Oggi è così … … il bosco è stato tutto distrutto. Ora ci sono poche specie vegetali e tutte introdotte dall’uomo. Non ci sono più piante spontanee, né siepi. Anche il ruscello è sparito: oggi è un canale richiuso fra argini alti. Ormai c’è rimasto poco posto per gli animali … In azzurro le specie presenti, in nero le specie scomparse; in rosso quelle in diminuzione

Guarda che differenza!

Dunque l'uomo, un po' per necessità, un po' per stupidità, è il principale responsabile di queste variazioni. Quindi è l'uomo che deve cercare il modo di salvaguardare il patrimonio naturale che lo circonda.

Un modo per farlo è quello di creare delle zone quanto più vaste possibile e ben delimitate in cui terra, acqua, animali e piante sono protetti e difesi da ogni pericolo.

Questi luoghi dove l'uomo usa riguardo per tutto ciò che è presente e dove modera le sue attività sono i PARCHI.

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