Fascismi, comunismo, democrazia

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Transcript della presentazione:

Fascismi, comunismo, democrazia I regimi politici in Europa fra le due guerre Il “modello italiano” Lo stato totalitario nazista La dittatura totalitaria di Stalin La tenuta delle democrazie

L’eredità psicologica della guerra odio radicale per il nemico Dal carattere totale della guerra Intolleranza autoritarismo Dalla restrizione delle libertà democratiche

Crisi e tensioni rivoluzionarie Il crollo degli imperi centrali la disillusione dei nazionalismi danno spazio ai partiti di ispirazione marxista repubblica sovietica in Ungheria “Vienna rossa” settimana di sangue a Berlino biennio rosso in Italia Il successo della rivoluzione bolscevica appare come un modello generalizzabile «fare come la Russia» è la parola d’ordine dei partiti marxisti

Soluzioni autoritarie Al “biennio rosso” si accompagna o segue l’organizzarsi di partiti e formazioni paramilitari che prepararono la conquista del potere da parte di regimi autoritari e reazionari Austria: formazioni paramilitari preludono all’involuzione autoritaria degli anni trenta Ungheria: regime autoritario di Miklòs Horty Germania: debolezza strutturale della repubblica di Weimar Italia: FASCISMO

I regimi politici in Europa tra le due guerre Tra le due guerre mondiali la crisi dei sistemi liberali e democratici comportò: l’affermazione di regimi autoritari e dittatoriali (fascismo e nazismo) il consolidamento del comunismo in URSS “Totalitarismo”: categoria storiografica per definire dittature diverse tra loro quali: il fascismo in Italia il nazismo in Germania la dittatura di Stalin in URSS I regimi politici in Europa tra le due guerre

Alleanza partito fascista e partito liberale Il fascismo al governo Marcia su Roma Instabilità politica Alleanza partito fascista e partito liberale Il fascismo al governo La marcia su Roma forza una situazione di instabilità politica dovuta alla crisi del dopoguerra e alle divisioni interne alla sinistra. Mussolini sostenuto dalla maggioranza liberale e dalla monarchia riceve l’incarico di formare un nuovo governo. Resterà al potere per più di 20 anni.

La costruzione della dittatura fascista 1922: Gran Consiglio del fascismo 1923: Milizia volontaria per la sicurezza nazionale Legge elettorale maggioritaria 1925-26: “leggi fascistissime” rafforzamento dell’esecutivo partiti fuori legge censura sulla stampa sindacati fascisti tribunale speciale polizia segreta: OVRA 1928: Legge elettorale plebiscitaria Gran Consiglio del fascismo diviene l’organo di governo

che si autodefinisce totalitaria La struttura della dittatura fascista: negazione dello stato di diritto “Leggi fascistissime” Rafforzamento del potere esecutivo Soppressione delle libertà civili libertà politiche Ordinamento corporativo Soppressione dei sindacati liberi Dittatura Legge del Gran Consiglio Legge elettorale 1928 Identificazione tra partito e stato che si autodefinisce totalitaria Milizia Polizia segreta Tribunale speciale Repressione del dissenso Controllo società

Totalitarismo fascista: la mobilitazione del consenso Conciliazione fra stato e chiesa C O N S E Controllo dell’informazione e della scuola Organizzazione della gioventù fascista Opera nazionale dopolavoro Mito di Roma

Lo stato nazista totale identificazione tra partito e stato la volontà del Führer norma di legge = annullamento dello stato di diritto annullamento delle autonomie degli organi istituzionali dalla conquista del consenso elettorale (elezioni in Germania dal 1919 al 1933) alla dittatura

La costruzione dello stato nazista Marzo 1933: incendio del Reichstag pieni poteri a Hitler chiusi i giornali dell’opposizione sciolti i sindacati arrestati capi oppositori 20 marzo 1933: costruzione del primo lager a Dachau 14 luglio 1933: sciolti tutti i partiti 30 giugno 1934: uccisione dirigenti delle SA agosto 1934: Hitler assume anche la carica di capo dello stato annullamento dello stato di diritto: “la volontà del Führer è legge” La costruzione dello stato nazista Conquistato il potere, Hitler trasforma radicalmente nell’arco di pochi mesi la repubblica democratica di Weimar in una dittatura totalitaria fondata sul potere carismatico del Führer . Egli realizza così la totale identificazione tra partito e stato e l’annullamento dello stato di diritto, ossia uno stato nel quale le leggi non sono sovrane ma derivano dalla volontà e dall’arbitrio del Führer .

Gli elementi del totalitarismo nazista Ideologia Propaganda Organizzazioni di massa Costruzione del consenso Razzismo Leggi di Norimberga “Operazione eutanasia” Annientamento delle diversità Dirigismo economico Terrore Gli elementi del totalitarismo nazista Il nazismo realizza pienamente la dittatura totalitaria: l’indottrinamento ideologico, soprattutto della gioventù, ha lo scopo di formare un unico pensiero in sintonia con la volontà del Führer; il terrore liquida dissenso e oppositori; il razzismo, del quale è componente essenziale l’antisemitismo, è strumento per annientare ogni diversità che si discosti dal modello della “pura razza ariana”. SS e Gestapo Lager Repressione del dissenso

Un’economia per la guerra Conquista “spazio vitale” Investimenti pubblici da Weimar al nazismo Ingenti spese militari Imponenti opere pubbliche Un’economia per la guerra La risposta nazista alla crisi economica punta a due obiettivi: la piena occupazione con il finanziamento di imponenti opere pubbliche (vedi colonnina gialla), ma soprattutto lo sviluppo dell’industria bellica (colonna grigia) in vista di una guerra di vasto raggio per la conquista dello spazio vitale. Piena occupazione

Unione sovietica: costruire, con il socialismo, una grande potenza industriale URSS grande potenza industriale Industrializzazione a tappe forzate L’ascesa al potere di Stalin coincide con l’abbandono della Nep e il passaggio all’economia pianificata. Il manifesto inneggia al primo piano quinquennale varato nel 1928. L’economia pianificata ottiene grandi risultati nel settore industriale, mentre fallisce in quello agricolo; in ogni caso i costi umani e sociali sono altissimi: sfruttamento, deportazioni, riduzione dei consumi e milioni di morti nella più grande carestia della storia causata dalle requisizioni forzate di cereali. Collettivizzazione dell’agricoltura Risultati disastrosi: requisizioni forzate grande carestia Il primo piano quinquennale 1928-33

La dittatura totalitaria di Stalin Dittatura staliniana stato totalitario Pianificazione integrale: industrializzazione a tappe forzate collettivizzazione forzata e immediata eliminazione fisica e deportazione dei kulaki “purghe”: eliminazione degli avversari politici controllo capillare della società Terrore Partito + burocrazia Ideologia Gulag: - lavoro coatto -“rieducazione”

Il gulag: un sistema organizzato di “campi di lavoro collettivi” Anni trenta: industrializzazione forzata: impiego dei prigionieri nelle grandi opere (es. canale navigabile tra il Baltico e il mare del nord) Il gulag: un sistema organizzato di “campi di lavoro collettivi” 1936-38 “purghe staliniane” 1930-32: deportazione dei kulaki Gulag è una sigla ricavata dalle iniziali di Glavnoje upravlenije lagerej, ossia l’“Amministrazione generale dei lager”. Il termine lager è identico nelle lingue tedesca e russa! Il gulag è un “sistema” concentrazionario organizzato che l’Unione Sovietica degli anni trenta non nasconde, come la Germania nazista, anzi esibisce come luoghi di “rieducazione per mezzo del lavoro”. Milioni di morti e condizioni di vita disumane. Dal 1926: deportazione cittadini comuni sospetti di reati “contro lo stato”

Modelli di uscita dalla crisi con il rafforzamento della democrazia Consenso popolare Inghilterra Coalizione di unità nazionale Intervento dello stato in economia Propaganda Legislazione sociale Francia Fronte popolare Arbitrato nei conflitti sociali Spesa pubblica Sostegno della domanda Grandi opere pubbliche Stati Uniti New Deal Misure di controllo del capitalismo