Rischi da radiazioni ionizzanti

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Transcript della presentazione:

Rischi da radiazioni ionizzanti A cura di Sandro SANDRI ENEA GSP4 ION IRP Istituto per la Radioprotezione CR Frascati

Sommario 1.IMPIANTI E SORGENTI A FRASCATI 2.RISCHI PRESSO GLI IMPIANTI 3.RADIAZIONI IONIZZANTI E INTERAZIONI 4.CENNI DI DOSIMETRIA 5.EFFETTI SANITARI 6.MISURARE LE RADIAZIONI 7.RADIOPROTEZIONE IN PRATICA 8.COMPITI E RESPONSABILITA’ 9.CLASSIFICAZIONE DI LAVORATORI E AREE 10.AUTORIZZAZIONE DELLE PRATICHE A cura di Sandro SANDRI

Impianti del CR Frascati A cura di Sandro SANDRI

Rischi radiologici a FTU Per i lavoratori Durante il funzionamento: neutroni x e gamma A macchina spenta x e gamma da attivazione Per gli altri nessun rischio neppure in caso di incidente A cura di Sandro SANDRI

Rischi radiologici a FNG Per i lavoratori Durante il funzionamento: neutroni x e gamma dispersione di trizio A macchina spenta x e gamma da attivazione contaminazione da trizio Per gli altri nessun rischio neppure in caso di incidente A cura di Sandro SANDRI

Rischi radiologici nell’ed. 30 Per i lavoratori Durante il funzionamento: neutroni x e gamma A macchine spente x e gamma da attivazione Per gli altri nessun rischio neppure in caso di incidente A cura di Sandro SANDRI

Elementi, isotopi e simboli Ogni elemento identifica un atomo caratteristico per il suo numero di protoni, uno dei due tipi di particelle contenute nel nucleo atomico, al centro dell’atomo stesso. Il nucleo è formato infatti da protoni, carichi positivamente, e da neutroni, privi di carica elettrica. Intorno al nucleo ruotano gli elettroni di carica negativa con una massa 2000 volte più piccola di quella di protoni e neutroni. A cura di Sandro SANDRI

Elementi, isotopi e simboli Numero atomico = numero di protoni nel nucleo Ogni elemento si rappresenta simbolicamente con una o due lettere dell’alfabeto precedute da uno o due numeri, uno in alto ed uno in basso. Il numero in basso indica il numero atomico ovvero la quantità di protoni nel nucleo, che per altro è tipica dell’elemento considerato riconoscibile dalle lettere del simbolo. Per la chiara identificazione dell’isotopo è invece indispensabile indicare il numero in alto che rappresenta il numero di massa ovvero la somma tra neutroni e protoni del nucleo. Numero di massa = Numero di neutroni + Numero atomico A cura di Sandro SANDRI

Elementi, isotopi e simboli Idrogeno H 1 3 dell' 2 Isotopi Isotopi diversi di uno stesso elemento differiscono solo per il numero di neutroni contenuti nel nucleo ovvero per il loro numero di massa. Molti isotopi dei vari elementi sono radioattivi ovvero emettono radiazioni ionizzanti. A cura di Sandro SANDRI

Emissioni da radioisotopi beta + beta - alfa L’emissione di radiazioni ionizzanti da un radioisotopo può avvenire in seguito a quattro processi principali: decadimento beta (+ o -), decadimento alfa ed emissione gamma. Nel primo caso si ha la trasformazione di un protone (neutrone) del nucleo in neutrone (protone) con l’emissione di un elettrone positivo (negativo) e di un neutrino (antineutrino); nel secondo il nucleo emette una particella alfa formata da due protoni e da due neutroni (nucleo dell’elio); l’emissione gamma infine è sucessiva ad altri decadimenti e consiste nell’emissione di una radiazione non corpuscolata. gamma A cura di Sandro SANDRI

Tipi di radiazione A cura di Sandro SANDRI I tipi di radiazione conosciuti si possono dividere in corpuscolari e elettromagnetiche. Le prime hanno normalmente una massa non nulla e possono essere assimilate allo spostamento di corpi microscopici (particelle) che nella maggior parte dei casi sono costituenti dell’atomo, come protoni, elettroni, neutroni, ecc., ma possono anche essere corpuscoli creati in reazioni particolari come muoni, pioni, ecc. A cura di Sandro SANDRI

Macchine radiogene A cura di Sandro SANDRI Per macchina radiogena si intende un qualsiasi dispositivo in grado di emettere radiazioni ionizzanti indipendentemente dalla presenza o meno di una materia radioattiva, solitamente in seguito all’applicazione di alimentazione elettrica e tramite accelerazione di particelle cariche (elettroni, protoni, ioni). Sono acceleratori le macchine che accelerano particelle ed emettono radiazioni di energia superiore al MeV. A cura di Sandro SANDRI

Interazione di a Sono fermate da un foglio di carta. No irraggiamento Perdono energia per ionizzazione ed eccitazione in modo continuo e Praticamente costante. Sono fermate da un foglio di carta. No irraggiamento dall’esterno. La ionizzazione ha un aumento verso la fine del percorso della particella per poi diminuire in modo repentino Le particelle alfa sono normalmente fermate da sottili spessori di carta a causa dell’elevata ionizzazione per unità di percorso. Per questa loro caratteristica generalmente non superano lo strato morto della pelle e non costituiscono quindi un pericolo per l’irradiazione esterna del corpo. Una particolare caratteristica delle particelle cariche pesanti consiste nell’aumento della ionizzazione specifica al diminuire della velocità nel mezzo attraversato, fino all’improvvisa diminuzione ed annullamento con la formazione grafica nota come picco di Bragg A cura di Sandro SANDRI

Interazione di b Si fermano in alcuni mm di acqua e in pochi metri di aria Perdono energia anche per irraggiamento o Bremmstrhalung Le particelle beta ovvero gli elettroni percorrono spazi maggiori a parità di energia e di mezzo attraversato rispetto alle altre particelle cariche. Normalmente i beta non percorrono oltre pochi millimetri in acqua e qualche metro in aria prima di fermarsi. Hanno però la caratteristica di produrre radiazione elettromagnetica durante il loro frenamento, un fenomeno noto con il termine tedesco Bremmstrhalung. Il bremmstrhalung è più intenso nei materiali a più alto numero atomico. È grazie a questo fenomeno che vengono prodotti i raggi X nei tubi radigrafici. A cura di Sandro SANDRI

Interazione di x e g Fotoelettrico Compton Produzione di coppie Le interazioni con la materia delle radiazioni non direttamente ionizzanti come raggi X e gamma sono più complicate di quelle delle particelle cariche. Il tipo di interazione dipende dal tipo di mezzo attraversato e dall’energia della radiazione. A bassa energia è tipico l’effetto fotoelettrico in base al quale la radiazione è completamente assorbita da un atomo del mezzo con la successiva emissione di un elettrone. Ad energie intermedie è più probabile il verificarsi dell’effetto Compton nel quale la radiazione perde una parte della sua energia che è trasferita ad un elettrone, un raggio elettromagnetico o fotone e un elettrone continuano ad attraversare il mezzo dopo questo effetto. La produzione di coppie avviene ad energie più elevate quando la radiazione scompare producendo una coppia elettrone-positrone (un elettrone con carica positiva), il positrone dopo un breve percorso si unisce ad un elettrone ed al loro posto sono emessi due fotoni aventi energia di 511 keV ciascuno. Ad energie più elevate avvengono anche altri tipi di reazione. A cura di Sandro SANDRI

Produzione di neutroni con isotopi Fissione spontanea Reazioni a, n; g, n Un particolare tipo di radiazione è quella costituita da un fascio di neutroni. I neutroni possono essere emessi da particolari sorgenti radioisotopiche costituite o da elementi che subiscono fissione spontanea o da miscele di materiali nelle qali si realizzano reazioni tali da produrre l’emeissione di neutroni. Un tipico elemento che va incontro a fissione spontanea è il 252Cf. Le reazioni usate nelle miscele sono principalmente dovute all’urto di alfa con produzione di neutroni, come nella sorgente 241Am-Be. A cura di Sandro SANDRI

Produzione di neutroni negli acceleratori In seguito a reazioni di tipo g , n (risonanza gigante) D , T > a , n In seguito a reazioni nucleari provocate da particelle accelerate La produzione di neutroni avviene più o meno intenzionalmente anche negli acceleratori di particelle. É molto comune negli acceleratori di protoni o particelle cariche pesanti anche a basse energie di accelerazione. Tipica è la produzione di neutroni dovuta alla fusione deuterio-trizio. Neutroni sono anche prodotti negli acceleratori di elettroni quando l’energia supera 12-15 MeV a causa delle reazioni gamma-n, questa reazione è favorita intorno a particolari valori di energia dove si hanno delle “risonanze giganti” ovvero elevate probabilità di accadimento. A cura di Sandro SANDRI

Produzione di neutroni nei reattori nucleari FISSIONE FUSIONE I neutroni sono prodotti durante le reazioni di fusione e fissione nucleare. Nel secondo caso sono i responsabili della reazione a catena. La reazione di fusione più considerata per la produzione di neutroni è quella che avviene tra deuterio e trizio con formazione di elio. A cura di Sandro SANDRI

Sorgenti radioisotopiche sorgente radioisotopica: materia radioattiva della quale, ai fini della radioprotezione, non si può trascurare l'attività, o la concentrazione di radionuclidi o l'emissione di radiazioni sorgente sigillata (D.Lgs. 230/95 e s.m.i.): materie radioattive solidamente incorporate in materie solide e di fatto inattive, o sigillate in un involucro inattivo che presenti una resistenza sufficiente per evitare, in condizioni normali di impiego, dispersione di materie radioattive superiore ai valori stabiliti dalle norme di buona tecnica applicabili sorgente naturale di radiazioni (D.Lgs. 230/95 e s.m.i.): sorgente di radiazioni ionizzanti di origine naturale, sia terrestre che cosmica Le sorgenti radioisotopiche si possono suddividere in sigillate e non sigillate a seconda del modo in cui sono preparate e in naturali e artificiali a seconda della loro origine. A cura di Sandro SANDRI

La radioattività naturale Radiazione cosmica Al suolo: neutroni e componente ionizzante Radioisotopi cosmogenici Principali: 3H, 7Be, 14C, 22Na Radioisotopi primordiali Potassio 40 (40K) Famiglia dell’uranio (238U) Famiglia dell’attinio (235U) Famiglia del torio (232Th) La radioattività esiste in natura sotto varie forme. La ben nota radiazione cosmica prodotta essenzialmente dalle stelle giunge fino al suolo terrestre composta da radiazioni neutroniche e direttamente ionizzanti. La radiazione cosmica produce a sua volta delle sorgenti di radiazioni i cosiddetti radioisotopi cosmogenici (principalmente 14C). Mentre altri radioisotopi sono presenti nel suolo terrestre o nell’ambiente più in generale dalla formazione della Terra. Questi ultimi sono quelli appartenenti alla catena di decadimento di 238U, 235U e 232Th ai quali si può aggiungere il 40K presente un po’ dappertutto. A cura di Sandro SANDRI

Il Radon , A cura di Sandro SANDRI Negli ultimi anni si è data più importanza all’esposizione ai radioisotopi di origine naturale, con particolare riferimento al 222Rn (denominato semplicemente radon). Il radon rappresenta infatti una delle maggiori fonti di esposizione della popolazione mondiale ed è presente in concentrazioni piuttosto elevate nell’aria di molte abitazioni italiane. Recenti direttive e raccomandazioni europee nonché le leggi nazionali che le hanno recepite, indicano particolari attenzioni da riservare a questo gas radioattivo che si insinua nelle abitazioni attraverso il suolo, l’acqua ed il materiale da costruzione. , A cura di Sandro SANDRI

Esposizione esterna ed interna La sorgente è esterna al corpo. Le radiazioni più penetranti sono le più pericolose (X, gamma, neutroni) Esposizione interna: La sorgente è introdotta nel corpo. Le radiazioni meno penetranti sono le più pericolose (beta, alfa, ioni) L’esposizione nei luoghi di lavoro può avvenire per irradiazione dall’esterno o per irradiazione dall’interno del corpo successiva ad introduzione di sostanze radioattive. Per controllare l’esposizione interna è necessario mantenere la pulizia riducendo al minimo la contaminazione di atmosfera, liquidi e superfici, in modo da evitare introduzione accidentale di radioisotopi per ingestione, inalazione o altra via. Occorre tenere presente che ad esempio la radiazione alfa, innocua dall’esterno, diventa particolarmente pericolosa se emessa da una sorgente interna in quanto entra subito in contatto con tessuti vitali e quindi sensibili all’effetto delle radiazioni. A cura di Sandro SANDRI

Radioattività e Decadimento T1/2 = t Ln(2) Ogni nucleo di un radioisotopo si trasforma in seguito al decadimento e all’emissione di radiazione nel nucleo di un altro elemento o comunque si porta in un diverso stato dal quale non è più in grado di emettere la stessa radiazione emessa in precedenza. Si dice pertanto che nel tempo si ha un decadimento radioattivo e la massa del radioisotopo iniziale (N0) diminuisce gradualmente. Il tempo nel quale la massa radioattiva si dimezza è tipico dell’isotopo considerato ed è chiamato appunto “tempo di dimezzamento” A cura di Sandro SANDRI

Radioattività e sua misura Analogamente diminuisce il numero di emissioni o decadimenti nell’unità di tempo ovvero l’Attività (A) della materia radioattiva L’andamento di questa diminuzione nel tempo è di tipo esponenziale (A(t)=A0 exp(-t/)). Il tempo necessario affichè l’attività si dimezzi è detto tempo di dimezzamento (T1/2) ed è caratteristico dell’isotopo considerato. L’unità di misura dell’attività è il bequerel. A cura di Sandro SANDRI

Le grandezze dosimetriche Dose assorbita energia assorbita per unità di massa unità di misura è il gray (Gy) 1 Gy = assorbimento di 1 J di energia radiante per kg di materia (1J/kg) Dose equivalente e Dose efficace dose assorbita nei tessuti moltiplicata per opportuni fattori correttivi esprimono la probabilità di effetti dannosi per esposizioni a bassi livelli unità di misura è il sievert (Sv). Le grandezze dosimetriche più importanti sono sicuramente la dose assorbita e la dose equivalente La prima si misura in gray (Gy) e la seconda in sievert (Sv). La dose assorbita rappresenta un parametro fisico mentre la dose equivalente esprime l’effetto biologico della radiazione sul corpo. A cura di Sandro SANDRI

Le grandezze dosimetriche Dosi assorbite agli organi (gray) Fattori di peso Della radiazione Dosi equivalenti Agli organi (sievert) Fattori di peso Per i tessuti Dose efficace (sievert) Si passa dalla dose assorbita agli organi alle dosi equivalenti negli organi stessi applicando i fattori di peso specifici per la radiazione interagente. Applicando poi a questo dato i fattori di peso dei tessuti o organi interessati e sommando si ottiene la dose efficace al corpo intero. A cura di Sandro SANDRI

Effetti sull’uomo Somatici Genetici Stocastici Tumori solidi Leucemie (probabilistici, casuali, statistici, differiti) Tumori solidi Leucemie Somatici (sull’individuo irradiato) Radiodermite Infertilità Deterministici (stretta correlazione dose-effetto, graduati) Cataratta Sindrome acuta da irradiazione Genetici (sulla progenie) Mutazioni geniche Aberrazioni cromosomiche A cura di Sandro SANDRI

Effetti deterministici inabilità immediata; tutti gli irradiati muoiono entro una settimana 50 vomito e nausea entro 1 – 2 ore in tutti gli esposti con comparsa precoce di grave sindrome da irradiazione acuta; 100% di morti 10 vomito e nausea nel primo giorno in tutti gli esposti; 50% di morti in 30 giorni 3,4 – 5,0 vomito e nausea per un giorno e comparsa degli altri sintomi da irradiazione acuta, in forma più grave, in quasi tutti gli esposti; circa il 20% muore in 2 – 6 settimane; i sopravvissuti presentano sintomi per almeno 6 mesi 2,3 – 3,3 vomito e nausea per un giorno e comparsa degli altri sintomi da irradiazione acuta nel 50% degli esposti 1,8- 2,2 vomito e nausea per un giorno e comparsa degli altri sintomi da irradiazione acuta nel 25% degli esposti 1,3 – 1,7 vomito e nausea entro 4 ore in tutti gli esposti con comparsa precoce di grave sindrome da irradiazione acuta; quasi il 100% di morti 5,0 – 7,5 vomito e nausea per circa un giorno nel 5 – 10% degli esposti; moderato senso di stanchezza 0,6 – 1,2 effetti non rilevabili; possibili minime variazioni ematologiche 0 – 0,5 Effetti probabili Dose (Gy) A cura di Sandro SANDRI

Effetti stocastici dipendenza dalla dose La gravità non dipende dalla dose: gli effetti sono del tipo tutto o nulla La lesività del tumore o della mutazione non è correlata all'intensità dell'esposizione ESPOSIZIONE bassa intensità alta intensità < frequenza di comparsa > 100% di danno nessun danno A cura di Sandro SANDRI

Radiazioni e tumori L’insorgenza dei tumori radioindotti avviene sempre dopo un periodo di latenza dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Tale periodo è variabile per i diversi tipi di tumore e anche il successivo andamento epidemiologico cambia di conseguenza Leucemia: minimo 2 anni di latenza, picco di comparsa a 5-8 anni, quindi calo Tumori “solidi”: periodo minimo di latenza, quindi crescita variabile, dipendente dal tipo di tumore A cura di Sandro SANDRI

Tumori da radiazioni ionizzanti: aspecificità sono aspecifici e, pertanto, indistinguibili da quelli “spontanei” IDENTICI !!!! Tumore della tiroide “naturale” Tumore della tiroide da esposizione a sostanze cancerogene A cura di Sandro SANDRI

Tumori da radiazioni ionizzanti Il rischio totale di cancerogenesi è di: 1,25  10-2  Sv -1 per cui 10 mSv = rischio pari a 1,25  10-4 Ben altri sono i rischi di cancerogenesi cui è esposto l’uomo! Si riportano di seguito alcune classificazioni effettuate dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) per agenti cancerogeni verso i quali l’opinione pubblica e i media sono molto meno attenti. A cura di Sandro SANDRI

Dose efficace dovuta al fondo naturale (mSv) Sorgente Irr. est. Irr. int. Totale Raggi cosmici Componente dirett. ionizz. 0,30 Neutroni 0,055 Radionuclidi cosmogenici 0,015 Radionuclidi primordiali 40K 0,15 0,18 0,33 87 Rb 0,006 238U (serie) 0,10 1,24 1,34 232Th (serie) 0,16 0,34 TOTALE 0,8 1,6 2,4 A cura di Sandro SANDRI

Dose ricevuta in comuni esami radiografici (mSv) Esame Tiroide Midollo osseo Polmone Gonadi M F Mam-melle Cranio 1,61 0,17 0,01 Torace 0,34 0,12 0,45 0,29 Spalla, clavicola 1,18 0,02 0,06 0,40 Addome 0,64 0,09 2,33 0,90 Bacino 8,09 2,38 0,04 Femore e anca 0,08 5,69 0,51 Rachide in toto 7,76 1,24 2,32 2,82 2,27 3,13 Rachide cervicale 4,00 0,03 Rachide dorsale 16,45 0,73 2,63 0,68 Rachide l.s. 1,08 1,72 3,87 0,48 Urografia 1,42 0,65 7,56 5,03 8,78 Tubo digerente 3,74 2,11 0,15 1,85 Clisma opaco 0,11 5,19 0,54 2,26 11,95 0,50 A cura di Sandro SANDRI

Misurare le radiazioni Tipo di radiazione Strumenti adeguati X, gamma e beta Camera a ionizzazione Contatore proporzionale Contatore Geiger-Muller Particelle cariche, alfa Barriera di superficie Camere a finestra sottile Neutroni Contatori a BF3 Contatori a He Una stima del valore delle grandezze citate può essere effettuata tramite misure condotte con strumentazione specifica per ogni situazione. Gli strumenti portatili più versatili sono sicuramente le camere a ionizzazione nelle loro diverse varianti ma non sempre sono adeguate per la misura dei campi di radiazione dovuti a particelle cariche pesanti e a neutroni. In questi ultimi casi si devono impiegare strumenti specifici come diodi a barriera di superficie e contatori a BF3 (rem-counter). A cura di Sandro SANDRI

Alcuni strumenti disponibili A cura di Sandro SANDRI

I dosimetri Tipo di radiazione Dosimetri passivi X, gamma e beta Emulsione fotografica Termoluminescenza (TLD) Neutroni TLD ad Albedo Tracce nucleari (CR 39) Quando è necessario utilizzare dispositivi di misura di dimensioni particolarmente contenute si ricorre ai dosimetri. Oggi questi possono essere anche di tipo attivo, forniscono cioè la risposta direttamente mentre sono esposti alla radiazione da misurare. I più diffusi sono ancora i dosimetri passiviper la loro maggiore affidabilità e per le difficoltà nella loro manipolazione. I sistemi più utilizzati oggi nella dosimetria passiva sono la termoluminescenza e le tracce nucleari. A cura di Sandro SANDRI

Proteggersi da una sorgente La regola dei tre parametri Tempo Distanza Schermatura Le regole canoniche della protezione dalle radiazioni ionizzanti sono sintetizzate in tre termini: tempo, distanza, schermatura. Infatti il rischio di esposizione aumenta all’aumentare dei tempi di permanenza in prossimità della sorgente, lo stesso si verifica con il ridursi della distanza dalla sorgente e naturalmente l’esposizione si può ridurre interponendo una schermatura tra sorgente e individuo esposto. A cura di Sandro SANDRI

Inverso del quadrato della distanza 0,0001 mSv/h 0,01 mSv/h 10 m 1 m La distanza è particolarmente efficace nell’attenuare l’esposizione, la dose infatti dipende dall’inverso del quadrato della distanza. In pratica allontanandosi di 2 metri la dose si riduce ad un quarto del valore precedente ed allontanandosi di 10 metri il valore si riduce ad un centesimo. D = D1/d2 A cura di Sandro SANDRI

D.Lgs. 230/95 e s.m.i.: Responsabilità DATORE DI LAVORO MEDICO AUTORIZZATO ESPERTO QUALIFICATO DIRIGENTI PREPOSTI La procedure di radioprotezione sono regolate da normative internazionali, europee e nazionali. In Italia sono state recepite le più recenti direttive europee in materia e oggi il decreto legislativo 230 del 1995 con le successive modifiche ed integrazioni è la legge nazionale sovrana nell’impiego pacifico delle radiazioni ionizzanti. Il decreto indica innanzi tutto le responsabilità dinanzi alla legge e identifica il datore di lavoro come primo responsabile. Il datore di lavoro è coadiuvato da medico autorizzato/competente e dall’esperto qualificato, che a loro volta hanno responsabilità dirette di fronte alla legge. Infine anche i dirigenti, i preposti e gli stessi lavoratori hanno responsabilità di fronte alla legge. LAVORATORI A cura di Sandro SANDRI

D.Lgs. 230/95 e s.m.i.: classificazione lavoratori popolazione Una delle attribuzioni principali dell’esperto qualificato riguarda l’obbligo di indicare la classificazione del personale potenzialmente esposto a radiazioni ionizzanti. Per ottemperare a questa attribuzione l’esperto qualificato ha la possibilità di indicare tre tipi di classificazione: 1) non esposto, 2) esposto di categoria B e 3) esposto di categoria A. Sono non esposti coloro che non sono soggetti a superare il limite valido per la popolazione di 1 mSv all’anno, sono esposti di cat. B coloro che possono superare 1 mSv/a ma che non superano i 6 mSv/a e infine sono esposti di cat. A i lavoratori che possono superare 6 mSv/a ma che naturalmente non superano il limite per i lavoratori di 20 mSv/a. Cat. B 1 6 20 Cat. A Limite di dose efficace annua (mSv) A cura di Sandro SANDRI

D.Lgs. 230/95 e s.m.i.: classificazione zone Acceleratore 6 mSv/a < D < 20 mSv/a Zona Controllata Altra importante attribuzione dell’esperto qualificato riguarda la classificazione delle zone in base al rischio di esposizione alle radiazioni ionizzanti. I principi di classificazioni sono analoghi a quelli indicati per i lavoratori: la zona è sorvegliata se vi è la possibilità che sia superato 1 mSv/a mentre è controllata quando vi è la possibilità che siano superati i 6 mSv/a. Naturalmente in tutti i casi non si devono superare i 20 mSv/a che rappresentano il limite estremo per i lavoratori esposti. 1 mSv/a < D < 6 mSv/a Zona Sorvegliata Zona Libera A cura di Sandro SANDRI

Le segnalazioni Generica Contaminazione Irradiazione esterna Il rischio di esposizione è segnalato con specifici cartelli di forma triangolare che hanno come simbolo principale una ventola nera a tre pale su sfondo giallo. La segnalazione può essere poi arricchita da due diverse simbologie indicanti rispettivamente il rischio di esposizione esterna o il rischio di esposizione interna da contaminazione radioattiva. A cura di Sandro SANDRI

D.Lgs. 230/95 e s.m.i.: autorizzazioni Comunicazione Preventiva di pratiche (art. 22) N.O. di Categoria B (art. 28) N.O. di Categoria A (art. 29) La radioprotezione deve comunque iniziare nella fase di progettazione e per garantire questo la legge vigente richiede procedure particolari per l’ottenimento dell’autorizzazione ad effettuare una pratica con il rischio di esposizione alle radiazioni ionizzanti. Quando la pratica riguarda reattori nucleari o impianti a questi collegati la procedura di autorizzazione è naturalmente molto severa ed articolata, ma anche negli altri casi è necessario seguire procedure autorizzative rigide ed esigenti in termini di sicurezza. Gli impianti diversi dai reattori nucleari devono essere autorizzati o dall’amministrazione centrale (Nulla Osta di Cat. A) o da quella locale (Nulla Osta di Cat. B). Per macchine ed impianti minori non è richiesto NO ma una semplice comunicazione preventiva. A cura di Sandro SANDRI