CONOSCIAMO LA NOSTRA COSTITUZIONE… ATTRAVERSO I FRANCOBOLLI

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Transcript della presentazione:

CONOSCIAMO LA NOSTRA COSTITUZIONE… ATTRAVERSO I FRANCOBOLLI

DIRITTO ALL'UGUAGLIANZA Art. 3 – “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali...” Il francobollo rappresenta l’Italia, una e indivisibile (non ci sono confini amministrativi) scolpita su una colonna (un richiamo archeologico alla storia antica, in cui l’Italia è stata protagonista attraverso le civiltà magno greca e romana) poggiata sulla base della Costituzione. Questo vuol dire che la Costituzione sorregge l’Italia. La bandiera italiana (simbolo dell’identità contemporanea) fa da base e da sfondo all’illustrazione. Il francobollo è stato pubblicato in occasione del cinquantennio dell’entrata in vigore della Costituzione italiana. L’articolo 3 della Costituzione, posto volutamente all’inizio della Carta, sancisce il valore formale e sostanziale dell’uguaglianza tra i cittadini non ci sono differenze: Secondo noi, ciò che dice la Costituzione è giusto. I diritti di uguaglianza dovrebbero valere anche per le donne: sin dall’epoca dei Greci la donna ha sempre avuto una minore importanza, in quanto era contratta a restare in casa subendo violenze, accudendo i bambini e svolgendo servizi domestici, senza nessun diritto. Inoltre il razzismo, che l’Italia ha praticato apertamente durante il Fascismo, non è del tutto debellato: nel mondo del lavoro gli italiani vengono pagati in modo differente dagli stranieri; spesso quando ci troviamo davanti a uomini di altri popoli o nazioni ci comportiamo in modo brusco, senza neppure provare a conoscerli a fondo. La Costituzione ha ancora da insegnarci tanto in termini di uguaglianza e di cittadinanza.

LIBERTA' DI STAMPA Art.21 - “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…” L’articolo 21 proclama il principio, importantissimo in una società della comunicazione che la stampa è libera. La libertà di stampa è riconosciuta a tutti senza autorizzazioni o censure. Sono tuttavia vietate dalla Legge le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrari al buon costume. In nessun caso la stampa, può essere censurata in modo preventivo,ciò vuol dire che la pubblicazione di notizie non può essere soggetta ad autorizzazioni da parte di organi dello Stato. La libertà di Stampa deve però tener conto del rispetto dei diritti degli altri,pertanto è punito che utilizza i mezzi di diffusione per offendere altre persone. Nei casi più gravi come la diffamazione, cioè l’offesa attraverso mezzi di comunicazione, la pornografia o l’ istigazione a delinquere,il giudice può disporre il sequestro delle pubblicazioni o convalidare il sequestro effettuato d’urgenza dalle Forze Dell’Ordine.

PARI OPPORTUNITA' Art.3: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Art.37: La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Art.51: Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica propone con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. Emissione 01/03/2007

SICUREZZA SUL LAVORO Art. 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto… Art. 35: La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni…. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro… Art. 38: … I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio…

DIRITTO ALLA FAMIGLIA Art. 29 La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare. Art. 30 E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità. La famiglia viene definita una “società naturale”, cioè una comunità che si formerebbe anche se lo Stato non ci fosse e le sue leggi non la disciplinassero. Essa è fondata sul matrimonio, sia civile che religioso, cioè su un accordo solenne che fa sorgere diritti e doveri per entrambi i coniugi. La nascita di un figlio comporta per i genitori, anche se non sono sposati tra loro, il dovere e il diritto di mantenerlo, istruirlo ed educarlo. In caso di morte dei genitori o di loro incapacità perché ammalati o privi della potestà familiare, al loro posto viene nominato un tutore che svolge le loro funzioni. Ai figli naturali, cioè nati fuori dal matrimonio, vengono riconosciuti diritti, salvaguardando quelli dei figli legittimi.

DIRITTO ALL'ISTRUZIONE Art. 34 10^ anniversario della Convenzio- ne Internazionale dei Diritti dell’ Infanzia. Diritto all’istruzione - La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. L’art.34 riguarda i rapporti etico- sociali all’interno dello Stato. Questo articolo si pone questo obiettivo: l’istruzione non deve più essere privilegio di pochi, ma un diritto di tutti. La scuola infatti è il mezzo principale per offrire a tutti i giovani la possibilità di migliorare la loro posizione nella scala sociale. Un elevato grado di istruzione dei giovani favorisce la crescita della ricchezza di un paese: cittadini istruiti e capaci hanno nuove idee ed energie per applicarsi in ogni settore. Infatti per valutare il grado di sviluppo di un paese, le organizzazioni mondiali considerano, insieme ad altri aspetti, il livello di alfabetizzazione della popolazione. Purtroppo, però, il diritto all’istruzione non è ancora realizzato nei paesi più poveri, soprattutto in quelli di cultura islamica, dove le donne sono spesso tenute lontane dagli studi. Il diritto allo studio è perciò indispensabile per la realizzazione dell’eguaglianza fra i cittadini. DIRITTO ALL'ISTRUZIONE

DIRITTO ALLA SALUTE Emissione del 19 giugno 2006 - Medico che ausculta un bambino, statua della libertà, palazzo pubblico e ospedale di stato Art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. La Repubblica italiana si impegna a tutelare la salute di tutti i cittadini, sia come diritto individuale di ciascuno che come interesse dell’intera collettività. A tutti è garantita l’assistenza sanitaria, anche a coloro che non sono in grado di pagare le spese mediche. La salute è il bisogno fondamentale dell’essere umano, ma per essere sani non basta non avere malattie o disturbi fisici, occorre anche avere un equilibrio psichico e relazioni serene con la società. Per migliorare lo stato di salute di tutti i cittadini, la Repubblica italiana ha istituito un Servizio Sanitario Nazionale, costituito da medici, ambulatori, ospedali, che deve fornire l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini a uguali condizioni. Oggi ci sono minacce molto gravi alla salute come l’inquinamento, la droga, la mancanza di sicurezza sul lavoro. Ma la più grande minaccia alla salute è la povertà.

TUTELA DEI BENI CULTURALI ART. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e arti stico della Nazione. Questo francobollo commemorativo del Museo Archeologico di Taranto è solo uno dei numerosi francobolli emessi in Italia al fine della valorizzazione del Patrimonio artistico e museale del Paese, un bene prezioso che, tutelato dalla Costituzione, è anche fonte di ricchezza economica oltre che culturale. Il francobollo appartiene alla serie tematica “I tesori dei musei e degli archivi nazionali” ed è stato emesso nel 2001. Rappresenta il famoso orecchino in oro conservato al museo e una teca a forma di conchiglia, due celebri tesori della Magna Grecia, su uno sfondo rosso bordeaux.

IL LAVORO Art. 4 - “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere una attività o una funzione che concorre al progresso materiale e spirituale della società”. Importanza del lavoro nella Costituzione La Costituzione dà molta importanza al lavoro : infatti se ne parla fin dall’articolo 1 che dice : “L’ Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Ancora, nei Principi fondamentali, si parla di lavoro nell’art. 4. Il lavoro come diritto – dovere : articolo 4 L’art. 4, dunque, considera il lavoro come diritto-dovere e dà anche una definizione di “lavoro” come “una attività o una funzione che concorre al progresso materiale e spirituale della società”.

RICORRENZE CIVILI La festa della Repubblica è la principale festa italiana. Viene celebrata il 2 giugno in ricordo della nascita, appunto, della Repubblica; infatti, tra il 2 e il 3 giugno 1946, venne indetta la prima votazione italiana a suffragio universale per mezzo della quale i cittadini erano chiamati a scegliere quale forma di governo dare al Paese. Gli Italiani scelsero la repubblica rifiutando più di 80 anni di Monarchia. L’esito del referendum portò all'esilio dei monarchi di Casa Savoia. Prima della fondazione della Repubblica, la festa nazionale italiana era la prima domenica di giugno, anniversario della concessione dello Statuto Albertino. Solamente nel 2001, su impulso dell'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il secondo governo Amato, con la legge n. 336 del 20 novembre 2000, riportò le celebrazioni al 2 giugno che divenne nuovamente festivo.

DIRITTO ALL'ISTRUZIONE Art. 34 – “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per nove anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” L’istruzione è un bene fondamentale: chi non sa leggere e scrivere viene definito analfabeta, ma saper leggere e scrivere non basta: occorre saper comprendere come è organizzata la società, saper discutere, convincere le persone, capire le cause dei fatti che accadono, vivere la propria vita individuale e sociale. Chi non sa leggere non può comprendere la realtà in cui viviamo e, quindi, non può agire per cambiarla.