Dalla letteratura altoeuropea A “The Lord of the Rings”

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Transcript della presentazione:

Dalla letteratura altoeuropea A “The Lord of the Rings” Le origini del Fantasy Dalla letteratura altoeuropea A “The Lord of the Rings”

Una delle ragioni per cui è facilmente confutabile la teoria critica secondo cui il genere Fantasy rappresenti una sorta di subletteratura, all’interno del vasto panorama dell’epica tradizionale, consiste nella facilità con cui si può dimostrare una continuità tematica e mitopoietica tra l’epos altoeuropeo e l’odierna Fantasy eroica….

In realtà, quasi tutti i mitologemi tipici dell’epica medievale ricorrono nella Fantasy eroica, e i legami strutturali e tematici sono abbastanza facilmente riconoscibili, anche per chi non sia particolarmente esperto di letteratura.

Gli elementi tipici Il viaggio La ricerca Il manipolo di prodi L’amore La lealtà La lotta del bene contro il male La prova La magia

Il viaggio Tutta la letteratura fantastica medievale contiene viaggi avventurosi, da quello di San Brandano alla Queste du Graal: viaggi d’esplorazione e viaggi per puro spirito d’avventura, viaggi religiosi e viaggi “par amour”: viaggia Beowulf per combattere Grendel e viaggia Tristano, accompagnando Isotta…

Basta, per dimostrare questa filiazione, citare l’opera di Fantasy eroica più nota del momento, ossia “The Lord of the Rings” di Tolkien: in pratica, salvo alcune pause funzionali all’intreccio, tutta la trilogia è la storia di un viaggio, insieme avventuroso e simbolico. Un viaggio era anche all’origine della prima opera di Tolkien, strettamente legata al LoR: Lo “Hobbit”.

La ricerca Gli eroi medievali dovevano spesso cercare oggetti dall’altissimo valore simbolico: spade, monili, oggetti magici. Naturalmente la ricerca più celebre è quella del Sangrail, o Graal: in origine si trattava del piatto dell’abbondanza, poi divenuto la coppa dell’ultima cena. La ricerca del Graal è al centro di numerosi romans medievali, tra cui il più celebre è quello di Chrètien de Troyes…

Le avventure dei cavalieri di Artù, raccolte nella cosiddetta “Materia di Bretagna”, sono la fonte principale dei mitologemi eroici nazionali. Oltre a Chrètien, è bene conoscere l’opera di altri autori vissuti, come lui, nel XII secolo come Wace o Robert de Boron…

Questa tradizione proseguì fino al XVI secolo, assorbendo elementi della Chanson de Geste ed arricchendosi di sfumature psicologiche e coloristiche: ne sono naturali epigoni i romanzi di Thomas Malory (metà XV secolo), il poema cavalleresco in ottave (fine XV-fine XVI secolo) e il Faerie Queene di Spenser (fine XVI secolo).

Il manipolo di prodi “Noi felici pochi” proclamava Enrico V nella tragedia omonima: da sempre, l’idea di un piccolo nucleo di valorosi ha affascinato gli uomini. Nel Medioevo, questa idea ha trovato applicazione poetica nei compagni della Tavola Rotonda o nei Paladini, ma anche pratica attuazione negli Housecarls sassoni o nei Templari…

In LoR, l’idea è ripresa nella Compagnia dell’Anello, eterogenea squadra di eroi, tra i quali la dura lotta e le disavventure creano legami solidissimi, come l’inopinata fratellanza d’armi tra un elfo (Legolas) e un nano (Gimli). Eppure, le radici di questa storia risalgono nientemeno che all’Historia Regum Britanniae di Geoffrey di Monmouth, in cui compare per la prima volta la Roundtable.

L’amore C’è poco da dire, se non che questo elemento, fondamentale nella materia bretone, è del tutto in disparte in quella di Francia: Aude, nella Chanson de Roland, compare solo in pochi versi, in cui si dice che muore per il dolore, dopo Roncisvalle. Anche in Tolkien, il tema amoroso è piuttosto sullo sfondo: Aragorn e Arwen/Eowyn; Samvise e Rosie, non sono certo amori da epopea.

La lealtà E’ elemento centrale nella materia di Francia: in quella di Bretagna è decisamente trascurata, se due tra i principali eroi, Lancelot e Tristano, tradiscono la fiducia dei rispettivi sovrani, seducendone le spose. Nel LoR la lealtà è tradotta nel soggiacere o meno al fascino perverso dell’Unico, cui cede soltanto l’elemento umano della Compagnia, ossia Boromir. Grande importanza rivestiva nella mitologia scandinava.

La lotta del bene contro il male Nell’epica altoeuropea, l’esempio paradigmatico di questa lotta è il poema sassone Beowulf (l’unico codice è del X secolo, ma la storia è antecedente di un paio di secoli). In LoR, il Male è impersonato da Sauron, mentre il Bene è perseguito da Tutti gli esseri positivi della Terra di Mezzo. Ancor più evidente è questa contrapposizione nell’altra grande saga eroica del XX secolo: Star Wars…

La prova Tutti gli eroi devono superare una prova: Lancelot, ad esempio, fallisce la prova e non vedrà il Sangrail, cosa che, invece, toccherà a suo figlio. Aragorn deve attraversare la montagna dei morti per affermare la propria regalità, indicata da Narsil, la spada dei re. Luke Skywalker si sottopone ad una prova che fallisce, sul pianeta del Maestro Joda

La magia L’elemento magico è costantemente presente nell’epica bretone, si pensi alle figure di Merlino o di Morgana; anche il mito scandinavo è ricco di elementi magici, che invece sono sostituiti, nella materia di Francia, da quelli soprannaturali di origine miracolosa. Nella Fantasy eroica la magia è elemento essenziale, che, addirittura determina un sottogenere, noto come Sword & Sorcery

In conclusione, questa brevissima silloge tende semplicemente a dimostrare, sia pure a grandi linee, come la Fantasy moderna altro non sia che un portato delle epiche altoeuropee, di cui sono ancora presenti i fattori decisivi. Naturalmente, ognuno di questi singoli aspetti andrebbe approfondito, ma crediamo che il nostro lavoretto sia anche un’esortazione a farlo.