La politica nel 900 f. meneghetti - itisplanck 20041 19002000.

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La politica nel 900 f. meneghetti - itisplanck

Il ritorno alla democrazia Storia italiana dal dopoguerra agli anni 80 f. meneghetti - itisplanck 20042

Il ritorno alle democrazie: il referendum istituzionale in Italia f. meneghetti - itisplanck Il 2 giugno 46 si tenne una consultazione elettorale duplice: si sceglieva tra repubblica o monarchia, e si votata un partito per formare unassemblea costituente. Votarono anche le donne. Vinse, ma di poco, la repubblica. I risultati delle politiche furono i seguenti: DC, 35%; PSI, 20%; PCI, 19%; PLI, quasi il 7%. La DC diede indicazioni di voto a favore della monar- chia, le sinistre per la repub- blica;la prima si affermò al sud, la seconda al nord.

Governi di unita nazionale e Costituente f. meneghetti - itisplanck A capo del governo, dopo la breve parentesi di Parri, espressio- ne del CNL, fu il capo della D.C., Alcide de Gasperi, che inizial- mente presiedeva un governo di Unità nazionale, mentre la Co- stituente svolgeva i propri lavori. Non era facile tuttavia mante- ne questa solidarietà in un mondo dominato dal clima della guerra fredda, che imponeva una scelta di civiltà. Specialmente dopo un viaggio negli USA, che confermarono la diffidenza nei confronti dei partiti della sinistra, si accentuarono le diffe- renze tra filo-americani e filo-sovietici, ben presto estromessi dal governo.

Il varo della Costituzione f. meneghetti - itisplanck Nonostante tutte queste difficoltà, e a prezzo di nume- rosi compromessi, si arrivò al varo della Costitu- zione nel 1 gennaio Si trattava di una costitu- zione di tipo rigido (per impedire facili snaturamenti comera avvenuto con lo Statuto Albertino), che con- figurava una democrazia parlamentare di tipo repub- blicano. I principi fondamentali, enunciati nei primi articoli, include- vano le idee-guida, i valori di questo nuovo stato, rivelando, al tempo le tre principali matrici ideologiche delle forze che avevano lavorato al testo costituzionale: democra- tico-cristiana, comunista e socialista, laica.

Una costituzione antifascista f. meneghetti - itisplanck Nelle disposizioni transitorie della Costituzione compaiono i segg. articoli, a dimostrare come essa si radichi nellesperienza della resistenza. XII È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga allarticolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dallentrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista. XIII I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.

La rottura dellunità nazionale f. meneghetti - itisplanck Le prime consultazioni elettorali secondo le nuove regole costituzio- nali si tennero il 18 aprile La campagna elettorale fu caratteriz- zata da una netta contrapposizione tra i due fronti, nonché da inge- renze esterne (v. pacchi-dono o lettere dagli USA). Da parte demo- cristana fu proposta agli elettori una scelta radicale: o con la DC, per la civiltà cristiana e la libertà, o con i barbari.campagna elettorale I comunisti venivano raffigurati come mo- stri diabolici, con tre buchi nel naso, che divoravano bambini e famiglia e gronda- vano sangue. Il frontismo ripagò la DC con un grande successo elettorale: ebbe la maggioranza assoluta dei seggi ( 48,5% dei voti, contro il 31% del Fronte popolare).

Lera del centrismo f. meneghetti - itisplanck Elez. Camera 1953 Iniziò così lera del centrismo, dal momento che la D.C., partito di governo, amava proporsi come centro, come saggio punto di equilibrio tra opposti estremismi politici, e come forza equidistante tra capitale e lavoro, secondo lo spirito della Rerum Novarum. In realtà la dura campagna elettorale del 48 aveva lasciato dei segni: ci fu una spacca-tura nel sindacato tra cattolici (CISL) e sinistre e nel luglio 48 Togliatti rischiò la vita in un attentato. Intanto De Gasperi confermava la sua fedeltà agli USA (nel 48 lItalia aderì al Piano Marshall e nel 49 al Patto Atlantico). Un lieve indebolimento si ebbe solo nel 53, in occasione della legge truffa, ma la DC riuscì ancora a gestire dei governi mono- colore.

Un anno di crisi: il 1960 f. meneghetti - itisplanck Un momento critico fu rappresentato dal governo democristiano Tambroni, sostenuto, a un certo punto, dai voti del Movimento Socia-le Italiano, erede spirituale della Repubblica di Salò. La resistenza era troppo vicina perché si potesse soprassedere: ci furono manife-stazioni popolari nelle città del nord, tra cui Genova e Reggio Emilia, con scontri con la polizia e morti.

Nasce il centro-sinistra f. meneghetti - itisplanck I rischi corsi nel 60 rafforzarono, nella DC, le posizioni di chi, co- me il nuovo segretario, Aldo Moro, era favorevole ad una cauta apertura verso il PSI, anche per co-gestire le tensioni che proveni- vano dal mondo sindacale e operaio, in relazione ad un miracolo economico costruito sui bassi salari. Fu comunque Amintore Fanfani a guidare il primo governo di centro-sinistra (formula che resse bene fino al 68), da cui provennero riforme importanti, co- me la nazionalizzazione delle società elettriche e lobbligo scola- stico fino a 14 anni (scuola media unificata).

Arriva il 68 f. meneghetti - itisplanck Quello del 68 fu un movimento giovanile di contestazione di dimensioni globali. Sorto ne- gli USA (per effetto della guerra del Vietnam), fu rilanciato dai moti del maggio francese in cui gli studenti fraternizzarono con gli operai. In Italia fu circoscritto, nel 68, agli universitari: studenti medi e operai si sarebbero mossi lanno dopo.

Lautunno caldo del 1969 f. meneghetti - itisplanck Il rinnovo del contratto di lavoro di molte categorie, a partire da quella, molto combattiva dei metalmeccanici, caratterizzò lautunno del 69, che vide appunto saldarsi le lotte operaie per un salario ed un ambiente di lavoro più adeguato a quelle degli studenti, per la democrazia nella scuola. Ma un grave attentato, la bomba situata in una banca di Milano il 12 dicembre, rivelò un risvolto preoccupante di que- sto periodo: gruppi eversivi di destra (servizi segreti complici), mediante una strategia detta della tensione creava- no le basi per una svolta autoritaria.

Gli anni 70 volti a sinistra f. meneghetti - itisplanck Elez. Camera 1976 Sotto la spinta di numerosi movimenti anti-autoritari e protesi al cam- biamento, furono introdotte leggi innovative: lo statuto dei diritti dei lavoratori e la legge sul divorzio (70), i decreti delegati (71). Un segno evidente di modernizzazione del paese di ebbe con il referendum per abrogare la legge sul divorzio, voluto dalla destra e dai clericali: il Paese rispose no (59%) in nome della libertà di coscienza. Le elezioni amministrative del 75 e le politiche del 76 (PCI al 34%) confermarono questa stagione favorevole alla sinistra.

Il movimento delle donne f. meneghetti - itisplanck La scolarizzazione di massa, la richiesta più generale di democrazia, le nuove consapevolezze dei diritti fecero sorgere anche in Italia un movimento di tipo femminista, sulla scia degli USA. Le richieste delle donne non riguardavano solo lemancipazione nel lavoro ma anche la liberazione da rigidi schemi di comportamento sessualmente determinati.

Le stragi di Stato f. meneghetti - itisplanck Mentre proseguivano e si radicalizzavano vari movimenti di contesta- zione, cominciò a preoccupare lintrecciarsi, quasi sotto le mani di unabile regia, di due spinte terroristiche di segno opposto: quella delle Brigate Rosse che colpiva individui-simbolo (giudici, operai comunisti, imprenditori ) e quella di estrema destra, che colpiva con attentati di massa (strage sullItalicus, di piazza della Loggia (74), di Bologna (80) Brescia, Piazza della Loggia, 28 maggio 1974: 8 morti, 100 feriti 4 agosto 1974: strage Italicus: 12 morti, 14 feriti 2 agosto 1980, Stazione di Bologna: 85 morti, 200 feriti

Lemergenza terrorismo: lomicidio di Aldo Moro f. meneghetti - itisplanck Le Brigate Rosse, sorte da frange estremiste di gruppi che accusavano di riformismo la sinistra parlamentare, e in particolare il PCI. Il segretario di questo partito, Enrico Berlinguer, riflettendo sul golpe cileno (73) sosteneva limpraticabilità di unalternativa di sinistra senza i cattolici. Luomo della DC che già aveva aperto al centro-sini-stra, Aldo Moro, incoraggiò il dialogo con il PCI, ma il giorno in cui si doveva votare la fiducia ad un governo di solidarietà contro il terrorismo, Moro fu rapito e poi ucciso dalle BR.

La formula del pentapartito: inizia lera di Bettino Craxi f. meneghetti - itisplanck Lesperienza dei governi di solidarietà nazionale, con astensione od appoggio esterno del PCI durò poco, anche se contribuì a rendere più efficace la lotta al terrorismo (che pure avrebbe dato dei colpi di coda: v. la strage alla stazione di Bologna del 1980). Mentre il PCI entrava in una fase discendente, crebbe il peso del PSI sotto la di- rezione di Bettino Craxi. Questi cercò di differenziarsi, anche pole- micamente dai cugini comunisti, e di proporsi come ago della bilan- cia: iniziò così lera del pentapartito, cioè di governi formati da una nuova alleanza politica che com- prendeva: DC, PSI, PSDI, PRI, PLI. Per la prima vol- ta si ebbero capi del governo laici, cioè non demo- cristiani, come Spadolini e Craxi stesso (83-87).

Mani pulite e la lotta alla corruzione f. meneghetti - itisplanck In questi anni però si diffusero pratiche di corruzione e di clienteli- smo tra i partiti di governo, che accentuarono il deficit dello stato. Fu la magistratura, nei primi anni 90, a denunciare il sistema delle bustarelle usate per corrompere amministratori e governanti ed ottenere appalti lucrosi. Il giudice Di Pietro e il team dei giudici di Milano furono alla testa di questa operazione che fu chiamata mani pulite.

Nascono nuove formazioni politiche f. meneghetti - itisplanck La crisi del mondo sovietico e il conseguente crollo del muro di Berlino (89) ebbero degli effetti nel mondo politico europeo: il venir meno della frontiera per antonomasia, creò disorientamento e sfi- ducia nelle grandi ideologie, mentre particolarismi ed spinte centri- fughe si affermavano, anche drammaticamente, nellest europeo. In Italia si sgretolarono i partiti storici: DC, PSI, PCI, dalle cui ceneri nacquero altri gruppi: PPI, CCD, CDU, PDS, Rifondazione, mentre altre formazioni politiche sorsero ex novo come la Lega Nord (poi unitasi alla Liga Veneta) che proponeva dap- prima il federalismo, poi la secessione del nord, ricco, dal resto del Paese; come il partito-azienda, Forza Italia, e come AN, che doveva sdoganarsidalla pesante eredità del MSI.

Nuove regole del gioco: la riforma del sistema elettorale f. meneghetti - itisplanck La crisi politica degli anni 90 si intrecciava con altre forme di crisi: quella economica (recessione); quella della finanza pubblica (deficit poi risanato grazie ai governi Amato-Ciampi-Prodi); quella dellordi- ne pubblico (nel 92 i giudici Falcone e Borsellino, con le scorte, furono uccisi dalla mafia). Era poi in atto una crisi istituzionale (forse non ancora risolta), da cui scaturì labbandono del sistema elettorale a favore di quello maggioritario, per consentire una reale alternanza di governi e di responsabilità. I problemi accumulatisi verso lo scorcio del seco- lo sono stati molti, e di molti non sintravedono ancora soluzioni.