LE DOMANDE DELLA VITA E LA RELIGIONE

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LE DOMANDE DELLA VITA E LA RELIGIONE

E’ possibile conoscersi in modo COMPLETO e ADEGUATO? RISPOSTA: sembrerebbe di no. L’uomo, infatti, sperimenta allo stesso tempo sentimenti contrastanti: GIOIA e DOLORE, FELICITA’ e TRISTEZZA ……

IO è legato all’esperienza di un mutare nel tempo è legato ad un’ IDENTITA’ precisa (la nostra) che permane nel tempo

ADOLESCENZA: è il periodo della vita in cui il problema dell’IDENTITA’ PERSONALE diventa particolarmente urgente. I ragazzi devono porsi la domanda “CHI SONO?” e trovare una risposta. Gli adolescenti hanno bisogno di mettere in discussione i valori, le abitudini e le consuetudini che hanno appreso dai genitori.

Perché esisto? Qual è lo scopo della mia esistenza? Da dove viene il mondo? Qual è il senso della vita? Perché la morte? C’è qualcosa oltre? Perché esistono il dolore e il male? Sono tutte domande di senso che riflettono una certa maturità da parte di chi se le pone.

L’essere umano comincia a farsi delle domande ben prima di aver raggiunto un significativo sviluppo delle sue capacità logiche (si pensi ai bambini e alla loro curiosità).

ha la capacità unica di dare uno non è un ANIMALE qualunque: è l’unico a porsi INTERROGATIVI sul senso della vita e a sperimentare un’esperienza religiosa è un essere COMPLESSO UOMO è molto più di una semplice MACCHINA ha la capacità unica di dare uno non è un ANIMALE qualunque: SCOPO alle proprie azioni ha una sua PROGETTUALITA’, secondo cui è in grado di organizzare la propria vita

L’uomo cerca di rispondere alle domande di senso per trovare PUNTI DI RIFERIMENTO (di cui ha un assoluto bisogno). L’uomo ha bisogni MATERIALI, ma anche SPIRITUALI (esigenza religiosa primaria).

Da cosa nasce il bisogno dell’uomo di interrogarsi? RISPOSTA: da un senso di sconcerto, di inadeguatezza e di STUPORE di fronte alle meraviglie del mondo e della vita e al loro significato.

FILOSOFIA nascono entrambe dalla. e FILOSOFIA nascono entrambe dalla e condizione di meraviglia e RELIGIONE incertezza tipica dell’uomo. Entrambe cercano una SPIEGAZIONE ai misteri dell’esistenza.

Le risposte alle “DOMANDE DI SENSO” sono molteplici: questo è il motivo per cui FILOSOFIA e RELIGIONE seguono poi percorsi diversi.

RISPOSTE POSSIBILI: AGNOSTICISMO: è l’atteggiamento di chi sospende il proprio giudizio in merito ai problemi posti dalla religione. L’agnostico crede non sia possibile rispondere alle domande di senso perché esse oltrepassano i limiti della conoscenza umana. ATEISMO: è la posizione di chi nega l’esistenza di Dio. L’ateo non crede in un Dio creatore della vita, né in una vita dopo la morte del corpo. SACRO: è ciò che non può essere toccato e che è inviolabile. Chi percepisce il senso del sacro è colui che crede nell’esistenza di potenze supreme, di divinità e di un mondo separato a esse appartenente.

RELIGIOSITA’ e RELIGIONE RELIGIOSITA’: atteggiamento che si apre al sacro. E’ un sentimento religioso spontaneo. Nell’uomo primitivo essa è testimoniata dalla sepoltura dei morti e dall’utilizzo di simboli e disegni sui corpi o nelle caverne. RELIGIONE: è un insieme ordinato ed organizzato di elementi cultuali, di credenze e di comportamenti comuni, mediante i quali l’uomo esterna il rapporto con la divinità.

La RELIGIONE, quindi, presenta sempre alcuni elementi fondamentali: il fatto di credere in qualcosa che è distinto dalla sfera umana; tradurre questa credenza in comportamenti particolari; una forma di organizzazione.

MAGIA: non ha niente a che vedere con la religione MAGIA: non ha niente a che vedere con la religione. La magia è il semplice tentativo di controllare le potenze e le forze che operano in natura. Essa, rimuovendo l’ Assoluto o assumendone ingannevolmente le sembianze, ha la pretesa di dominare e controllare ogni evento.

La RELIGIONE: - è fatta di REALTA’ TRASCENDENTE è fatta di CULTO e RITO è fatta di SACERDOTI è fatta di LUOGHI SACRI è fatta di TEMPI SACRI è fatta di LIBRI SACRI

REALTA’ TRASCENDENTE: è una realtà superiore, soprasensibile, dalla quale l’uomo dipende e con la quale si pone in relazione. Può essere intesa come qualcosa di IMPERSONALE (una forza, una legge, …). Essa si manifesta all’uomo mediante ierofania (apparizione). - come una DIVINITA’, con sembianze di persona e con caratteristiche ben precise. Essa si manifesta all’uomo rivelandosi di sua iniziativa (rivelazione).

CULTO: è l’insieme delle cerimonie tramite le quali la divinità viene invocata, adorata, ringraziata. Queste cerimonie si traducono in azioni pratiche, ordinate secondo un modello (il rito) e messe in atto dai credenti nei confronti di una divinità. Il culto è l’atto del venerare una divinità. RITO: è quell’insieme di pratiche religiose (azioni e parole) eseguite secondo regole codificate e tempi stabiliti, e mediante le quali si rende onore alla divinità. Sono atti rituali, ad esempio, la preghiera e il sacrificio (offerta).

SACERDOTI: persone che amministrano e dirigono il culto SACERDOTI: persone che amministrano e dirigono il culto. I sacerdoti (uomini sacri) sono gli intermediari tra la dimensione umana e quella divina. L’insieme di queste persone può costituire un’organizzazione molto complessa, di tipo gerarchico (si pensi al clero nella Chiesa cattolica). Ma vi sono anche religioni in cui la casta sacerdotale è estremamente limitata, addirittura riconducibile ad un solo individuo (si pensi allo stregone della tribù presso i popoli primitivi).

LUOGHI SACRI: sono spazi fisici circoscritti dove vengono celebrati gli atti di culto. Un luogo sacro può essere naturale (un bosco, un fiume, …) o costruito dall’uomo (templi, chiese, moschee, sinagoghe, …).

TEMPI SACRI: sono i periodi, i giorni, i momenti dedicati a celebrazioni specifiche connesse alla divinità. In ciascuna religione esiste un calendario liturgico (la disposizione, ordinata lungo l’arco dell’anno, dei periodi dedicati al culto). Questi periodi costituiscono tempi di festa, che interrompono il ritmo delle attività quotidiane e che sono consacrati al riposo e alla meditazione sul significato della propria esistenza in relazione con il divino.

LIBRI SACRI: sono i testi su cui sono stati trascritti racconti, fatti, formule, preghiere, leggi e tutto ciò che ha a che fare con una religione e che prima era tramandato oralmente. Di solito il libro sacro è considerato come ispirato dalla divinità, quindi come parola proveniente dalla divinità stessa. Un tipo di narrazione sacra è quello del mito: un racconto che tenta di rappresentare i momenti cruciali della storia dell’umanità e di elaborare le grandi domande fondamentali dell’esistenza (Es.: i miti della creazione, che raccontano la nascita del mondo e la creazione dell’uomo).

Le leggi contenute nei testi sacri devono servire a raggiungere la salvezza (prospettiva comune a gran parte delle religioni). Credere nella salvezza significa essere convinti che, operando bene nella vita terrena, si possa accedere (dopo la morte) ad un’altra vita non terrena, priva di dolore, caratterizzata da una beatitudine permanente.

RELIGIONI: si possono classificare in base a diversi punti di vista (storico, geografico, ….). Vogliamo qui sottolineare due tipi importanti di distinzione: quello tra religioni della natura e religioni del soprannaturale; - quello tra religioni politeiste e monoteiste.

Religioni della NATURA: si hanno quando l’uomo riconosce l’esistenza di qualcosa o qualcuno a lui superiore e pensa di incontrarlo nelle forze della natura. Vengono così attribuiti poteri divini a animali; vegetali; persone; fenomeni naturali.

Religioni del SOPRANNATURALE: esse identificano la divinità con un essere superiore alla natura (ultraterreno), considerato creatore, padre e giudice delle azioni degli uomini.

Religioni politeiste: quelle che credono all’esistenza di diversi dei (es.: induismo). Quando si crede all’esistenza di più dei, ma si sceglie di venerarne uno solo, abbiamo la monolatria. Religioni monoteiste: quelle che credono all’esistenza di un unico dio. Storicamente le tre religioni monoteistiche conosciute (ebraismo, cristianesimo, islam) nascono in opposizione ai politeismi delle popolazioni circostanti e sono dette rivelate (in quanto Dio in persona prende l’iniziativa e si fa conoscere) o, anche, religioni del Libro (perché la rivelazione è narrata in un libro fondamentale, ispirato da Dio: la Bibbia dell’Antico Testamento per gli ebrei, la Bibbia dell’Antico e del Nuovo Testamento per i cristiani, il Corano per i musulmani).

PANTEISMO: quando si pensa che tutto il mondo sia pervaso dallo spirito divino (il sacro viene, dunque, visto dentro tutta la natura, e non al di sopra di essa).