di tutte le vittime della Shoah… .

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Transcript della presentazione:

di tutte le vittime della Shoah… . Siamo i bambini della classe quarta della Scuola Primaria di San Vincenzo La Costa e vogliamo ricordare… 27 gennaio 2012… Giorno della Memoria… di tutte le vittime della Shoah… . Noi non c’eravamo e … speriamo di non esserci mai! Vogliamo però ripercorrere quel cammino lungo … lungo … che ha portato alla libertà!!!

Abbiamo cercato di capire, lavorando insieme e seguendo questa mappa: Nei luoghi Negli scritti La Shoah Nella storia Nelle testimonianze

Shoah è un termine ebraico che significa sterminio Shoah è un termine ebraico che significa sterminio. Erano gli anni della seconda guerra mondiale, nazismo e fascismo portavano avanti il loro programma senza umanità. Il 27 gennaio 1945 i soldati russi aprirono il cancello del campo di concentramento di Auschwitz,in Polonia, ponendo fine ad una delle pagine più brutte della storia dell’uomo. L’Italia ha istituito, con una legge del mese di luglio 2000, la Giornata della Memoria … in ricordo di tutte quelle persone che hanno perso la vita … senza un perché …

I numeri raccontano … Nei campi di sterminio morirono tra i quattro e i sei milioni di ebrei. Dall’Italia furono deportate quarantamila persone. Solo una su dieci fece ritorno a casa.

In classe abbiamo fatto ricerche, letture… abbiamo realizzato l’albero dei diritti…

27 Gennaio Giorno della memoria I diritti calpestati da adulti crudeli nei confronti di tanti bambini … come noi … allontanati dalla mamma, dal papà, dagli amici e dalla scuola per vivere nel dolore,nel freddo .…. di Terezin … il ghetto … senza gioia. 27 Gennaio Giorno della memoria

Abbiamo scritto delle lettere ad Anna Frank, la ragazza ebrea staccata dal suo mondo per vivere nascosta, insieme alla sua famiglia, in una soffitta e … sperare nella fine di quell’orrore! Abbiamo voluto dirle che è stato bello conoscerla e che le vogliamo tanto bene.

La posta di … Anna

San Vincenzo La Costa, 25 gennaio 2012 Cara Anna, sono Alessandro, in questi giorni di scuola abbiamo parlato della Shoah, abbiamo fatto i cartelloni, poi abbiamo disegnato il tuo ippocastano. Nel 1944 con la tua famiglia sei stata deportata in un campo di concentramento. Vi hanno separati … avevi freddo e fame … . Finalmente nel 1945 i russi aprirono i cancelli … e … liberarono le persone ebree rimaste in vita. Tuo padre ha pubblicato il tuo diario, così noi abbiamo conosciuto la tua storia. Alessandro Simone Curcio

San Vincenzo La Costa, 25 gennaio 2012 Cara Anna, il mio nome è Francesco, ho saputo di te e della tua vita grazie alla maestra. Grazie alla tua storia ho imparato paroline nuove che potevi imparare anche tu. La tua vita non è stata come volevi tu! Attraverso letture e ricerche ho conosciuto quel posto in cui hai passato quattro anni della tua esistenza. Il tuo diario mi è piaciuto molto; so che ti manca il tuo ippocastano che adesso è malato e che dobbiamo salvare per non dimenticare. La storia che hai vissuto ha colpito il mio cuore, non la dimenticherò più! Adesso tu sorridi nel cielo insieme al tuo ippocastano e a tutti quelli che sono stati nei campi di concentramento. Francesco Luchetta

San Vincenzo La Costa, 25/01/2012 Cara Anna, sono Alessio, ho 9 anni e frequento la classe quarta; ho saputo della tua brutta avventura. Tu e la tua famiglia ebrea vi siete nascosti per non andare nei campi di sterminio. Ma un brutto giorno i tedeschi arrivarono e ti portarono via. Tu non sei più tornata a casa, ma grazie al cielo, tuo padre si salvò e fece pubblicare il tuo diario. Sono sicuro che dal cielo sorridi a me e a tutti i bambini del mondo. Un bacio Alessio Pardino

San Vincenzo La Costa, 24/01/2012 Cara Anna, io sono Pier Colombo, in questi giorni di scuola abbiamo tanto parlato di te, abbiamo conosciuto il tuo albero, abbiamo parlato della Shoah. Su rai uno ho visto il film sulla tua storia … mi ha fatto piangere! Per due anni hai vissuto in una soffitta e dopo in un campo di concentramento. Il tuo papà ha fatto pubblicare il tuo diario e così abbiamo conosciuto la tua storia. Pier Colombo Ritacca

San Vincenzo La Costa, 25 gennaio 2012 Cara Anna, sono Danilo, ieri ho visto il film che racconta la tua vita; mi è dispiaciuto per te e la tua famiglia. Nel campo di concentramento non hai potuto scrivere, eppure ti piaceva molto. Ho visto che tuo padre ha pianto molto perché sentiva la tua mancanza! Quando è tornato a casa ha raccontato ai bambini del mondo cosa è successo. Spero che tutto questo non accadrà più e spero che ora vivi una bella esperienza nel Paradiso! Danilo Passarelli

San Vincenzo la Costa, 24/1/2012 Cara Anna, sono Giuseppe Pardino, ho sentito molto parlare di te e la tua storia è veramente triste. Con i miei compagni e la maestra ti abbiamo fatto i cartelloni e tante altre cose. Tu e il tuo ippocastano sarete sempre nel mio cuoricino. Giuseppe Pardino

San Vincenzo La Costa, 25 gennaio 2012 Cara Anna, in questi giorni con i compagni e la maestra abbiamo parlato di un pezzo di storia fatto di guerra e persecuzione. Ho saputo che eri una ragazza ebrea e insieme alla tua famiglia vivevi nascosta nella soffitta di una casa. Scrivevi il tuo diario ed eri contenta di avere vicino i tuoi familiari. Tutto è finito un brutto giorno … quando i tedeschi vi hanno scoperto e portati in un campo di concentramento. Il tuo papà è riuscito a salvarsi da quell’inferno e ha fatto pubblicare il tuo diario. Così tutti noi abbiamo conosciuto la tua storia di sofferenza e coraggio. Un abbraccio Luca Spizzirri

San Vincenzo La Costa, 25 gennaio 2012 Cara Anna, mi dispiace molto per quello che è successo a te e alla tua famiglia: l’arresto e la deportazione nel campo di concentramento perché eravate ebrei e quindi ritenuti diversi. Per te sarà stato bruttissimo affrontare tanta cattiveria. Spero che ora lassù sei finalmente “ libera e felice “ ! Antonio Iantorno

Abbiamo scoperto che anche Anna scriveva … per narrare la sua vita, un diario … Il suo solo amico di quegli anni era un albero che le parlava della vita … fuori, delle stagioni … finché anche il percorso di Anna si spezzò … Il papà di Anna, pubblicò questo pezzo di vita della figlia quando riuscì a salvarsi dall’inferno della deportazione.

LA RADIO … DELLA SPERANZA Andando avanti nelle nostre ricerche abbiamo incontrato “ Radio Caterina ”, una radio clandestina che costituiva l’unico legame tra le persone confinate nei campi di concentramento e il mondo esterno. La radio era stata costruita usando una marmitta, cartine, burro e pezzi di matite … cioè con materiali presenti nei campi di concentramento. In occasione del giorno della memoria è stata allestita una mostra di questi oggetti che hanno sostenuto e dato speranza nel futuro a tutte quelle persone colpite dalla malvagità umana.

Abbiamo cercato anche nel nostro ambiente la traccia di questo orrore … e abbiamo … trovato … Il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia racconta la sua storia … racconta di bambini, uomini e donne che sono state deportate a causa dell’odio di altre persone che ritenevano il razzismo un fatto normale. Così come era normale la persecuzione di zingari, di portatori di handicap, di persone di diversa religione o ideale politico.

Un pò di storia … Il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia fu costruito nel 1940 dalla ditta Parrini di Roma per volere del fascismo. Era costituito da 92 baracche su un territorio di 160.000 mq, circondato da un recinto di filo spinato in una zona malarica e paludosa nella valle del fiume Crati. Gli internati provenivano da diverse città d’Italia ma anche dall’estero. Erano sottoposti a tre appelli giornalieri, dovevano osservare regole ferree: era vietato leggere giornali, scrivere, usare apparecchi radiofonici … .

Gli internati furono inizialmente solo uomini, quando arrivarono anche donne e bambini si cercò di organizzare una scuola, un asilo, un ambulatorio medico, momenti sportivi. Tutto questo fu possibile grazie alla presenza, nel campo, di musicisti, medici, professori … . Ferramonti fu però un campo “buono”, nessun internato fu ucciso. La gente del campo ebbe la solidarietà degli abitanti del posto tanto che … quando tutto l’orrore finì, tante persone preferirono continuare a vivere a Tarsia. Era il 17 settembre 1943 quando i cancelli si spalancarono …

Dai divieti … DEL NAZI - FASCISMO Vietato andare al cinema… Vietato usare l’autobus… Vietato andare in bicicletta…. Vietato… vietato… vietato… Vietato esistere!

per nessun uomo … in nessun tempo … in nessun luogo …! Ai diritti di tutti gli uomini … A tutti i potenti della terra vogliamo mandare un messaggio: mai più violenza, dolore, terrore … ma per sempre gioia … solidarietà … accettazione … libertà … e raccomandare con forza: mai più … per nessun uomo … in nessun tempo … in nessun luogo …!

nEL VOCABOLARIO DELLA LINGUA DI TUTTI I POPOLI della terra vogliamo cancellare e … mantenere … alcune parole RAZZISMO ideologia che ritiene superiore la propria razza sulle altre … TOLLERANZA atteggiamento e comportamento improntato al rispetto degli altri …

f i n e

San Vincenzo la Costa, giugno 2012 Questo percorso didattico è dedicato a tutti quei bambini ai quali è stato negato, E VIENE ANCORA OGGI, purtroppo, NEGATO il diritto alla gioia … alla spensieratezza … al sorriso … alla vita !!!

luca giuseppe alessio antonio danilo francesco Alessandro simone Pier colombo