IV CIRCOLO DIDATTICO Piacenza

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Contesto scolastico In un contesto a forte immigrazione, l’Istituto affronta problematiche di accoglienza e di inclusione con famiglie che non hanno chiaro.
Advertisements

Progetto Qualità e Merito – Italiano
LA SCUOLA DEL FUTURO: “Indicazioni per il nuovo curricolo”
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
A.s. 2004/2005 MISSION A cura del PROGETTO QUALITA Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.
PROMUOVERE IL PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE
VALUTAZIONE E QUALITA DELLINSEGNAMENTO Corso B,Modulo 6 Tutor Taccone Francesca.
Convegno Nazionale AIMC - Acireale, 19 e 20 marzo 2011
A cura del Dirigente Scolastico Prof. Gioacchino Genuardi
I processi di valutazione nella scuola dei Nuovi Ordinamenti Sebastiano Pulvirenti 23 ottobre 2004.
Il Dirigente scolastico profilo, ruolo e funzioni
Piani di studio provinciali per il secondo ciclo incontri territoriali con i docenti del primo biennio gruppo ISTITUTI TECNICI settembre 2010.
La Valutazione.
Prof. Mario Malizia LIstituzione Scolastica Gli Esiti dellApprendimento Interventi sulle Politiche Scolastiche Interventi sulla Professionalità docente.
Caratteri di una formazione diretta allo sviluppo di competenze Michele Pellerey 1Montesilvano 19 marzo 2010.
Progetto PERGAMON Sviluppo delle competenze della PA locale a sostegno della progettazione integrata PERCORSO FORMATIVO DELLA PROVINCIA DI LECCE “Il ruolo.
DAL PERCORSO DI ORIENTAMENTO AL PROCESSO DECISIONALE
INDICAZIONI PER IL CURRICOLO (strumento di lavoro)
MISSION La MISSION definisce la finalità primaria dell’Istituzione Scolastica, la sua ragion d’essere in quel tempo e come l’ Istituzione Scolastica organizza.
PROGETTO QUALITÀ “dal vecchio al nuovo…”
Intervento di Giuseppe Tacconi
IL RUOLO DEL REFERENTE PER LORIENTAMENTO NELLA SCUOLA AUTONOMA.
1 Unità locali EQUAL RESTORE sintesi della ricerca.
1 Progetto FARE SCUOLA FINALITA E CONTENUTI © ISPEF 2001.
LA DOCUMENTAZIONE EDUCATIVA Comunicazione, Formazione e Ricerca nel sistema formativo dellEmilia Romagna 5 novembre 2009 Claudia Vescini.
Seminari MIUR/USR sulla valutazione. OBIETTIVO Mettere a disposizione del dirigente scolastico e della comunità professionale un sistema organico di dati.
ISTITUTO COMPRENSIVO “RONCALLI – GALILEI”- PISTOIA
Lorena Peccolo1 RUOLO E FUNZIONE DEL DIRIGENTE SCOLATICO nellutilizzo delle prove INVALSI.
Scuola Media A.Diaz Olbia. La Scuola si interroga sul proprio servizio, sul lavoro svolto e ne verifica lefficacia e lefficienza Punti di partenza sono.
QUALE IL MODELLO DI RIFERIMENTO ? “CAF“ COMMON ASSESSMENT FRAMEWORK
Progetto di Formazione
1 Ufficio Scolastico Provinciale di Grosseto Conferenza Permanente Provinciale dellOrientamento 12 Novembre 2009.
L’autovalutazione della scuola
DESCRIZIONE e ANALISI dellATTUALE funzionamento della scuola come primo passo di un processo di miglioramento (Van Velzen) DESCRIZIONE e ANALISI dellATTUALE.
Lopinione comune della collegialità Le altre amministrazioni, faticosamente, e a suon di Leggi Bassanini, si sono avviate verso trasformazioni rivoluzionarie:
Quali le modalita’ di lavoro ?
AZIONE CHIAVE 2 Cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche Partenariati strategici nell’aria dell’educazione, formazione e giovani.
La gestione della valutazione interna è affidata al Dirigente scolastico in collaborazione con un Nucleo di autovalutazione. La composizione del Nucleo.
autovalutazione Che cos'è l'autovalutazione?
L'AUTOVALUTAZIONE PER IL MIGLIORAMENTO CONTINUO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE  
DAI PROGRAMMI ALLE INDICAZIONI
BILANCIO SOCIALE: LINEE GUIDA REGIONALI
Dirigente Scolastico Lombardia
Criteri di valutazione dell’azione docente nel contesto contemporaneo
AVVIO DEL SNV: PER UNA GESTIONE «SENSATA» DEL PROCESSO AUTOVALUTATIVO
L’AUTOVALUTAZIONE CHE COSA E’ Un’analisi esauriente, sistematica e periodica delle attività e dei risultati di un’organizzazione con riferimento a un.
Le principali iniziative per la garanzia di qualità nel sistema di istruzione e formazione Napoli, 9 marzo 2015 Ismene Tramontano, Reference Point Nazionale.
Il Sistema Nazionale di Valutazione
OBBLIGO DI ISTRUZIONE LINEE GUIDA DEL 27 dicembre 2007 (Attuazione Decreto Ministro della Pubblica Istruzione del 22 agosto 2007, n. 139)‏ Paola Senesi.
FARE AUTOVALUTAZIONE. LA STRUTTURA DEL RAV:si divide in 5 sezioni CONTESTO E RISORSE POPOLAZIONE SCOLASTICA TERRITORIO E CAPITALE SOCIALE RISORSE ECONOMICHE.
RISULTATI DELL’AUTOVALUTAZIONE SECONDO IL MODELLO CAF.
Collegio RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE. Valutazione delle scuole 1° fase - rapporto di autovalutazione 2° fase - piano di miglioramento 3° fase - ispezione.
ESITI Criterio di qualitá Giudizio assegnato Motivazione
Valutazione e Sviluppo Scuola
Il Piano di Miglioramento
Accompagnare il miglioramento delle scuole: il ruolo dell’INDIRE
CHE COS’E’ IL CURRICOLO DI ISTITUTO
RAV e PdM dove siamo e dove andiamo
Una delle finalità principali della Legge del 13 luglio 2015, n
Dai RAV al Piano di Miglioramento
LA NUOVA NORMATIVA SUL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE.
Piano di Miglioramento (PDM) dell'istituzione scolastica LOIC80800N Istituto Comprensivo di Castiglione d’Adda Collegio docenti 14 dicembre 2015.
Personale ATA qualificazione di base Docente Rossella Bonistalli
Anno Scolastico 2014 – 2015 D. D. ALESSANDRA SIRAGUSA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA Il Sistema Nazionale di Valutazione attraverso il Progetto VALES.
P IANO di M IGLIORAMENTO Triennio ISTITUTO COMPRENSIVO “VIA CASSIA 1694”
Valutazione didattica e valutazione di sistema //// Valutazione di sistema e valutazione didattica a.s.2015/16 Dott.ssa Valeria Masin.
I sistemi di Programmazione e Controllo nelle Amministrazioni pubbliche (P & C) a cura della Dott.ssa Paola Contestabile.
Autovalutazione d’Istituto DPR 28 marzo 2013, n. 80 regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) in materia di istruzione e formazione.
Viviana Ruggeri Ricercatrice ISFOL
9 maggio D.S.Angela CITIOLO 1 La dimensione europea a scuola.
Transcript della presentazione:

IV CIRCOLO DIDATTICO Piacenza aprile ’17 PROGETTO DI AUTOVALUTAZIONE DI ISTITUTO «TUTTI PER LA SCUOLA, LA SCUOLA PER TUTTI» ELABORAZIONE PIANO DI MIGLIORAMENTO IV CIRCOLO DIDATTICO Piacenza IV Circolo Didattico - simona favari - 14.01.2013

Progetto di autovalutazione di istituto del IV Circolo aprile ’17 Progetto di autovalutazione di istituto del IV Circolo AUTOVALUTAZIONE: PAROLE CHIAVE AUTONOMIA COMPLESSITÀ IDENTITÀ, MISSION, VISION QUALITÀ, RENDICONTAZIONE, PARTECIPAZIONE INNOVAZIONE E MIGLIORAMENTO

AUTONOMIA: dalla fine degli anni ’90, con l’acquisizione dell’autonomia, la scuola ha avviato un progressivo percorso di responsabilizzazione in ordine ai risultati: da un sistema centralizzato in cui il Ministero indicava a monte procedure e programmi uniformi, si è passati ad un sistema in cui le singole istituzioni scolastiche progettano, all’interno di un quadro di garanzie nazionali e sulla base delle caratteristiche del territorio in cui operano, la propria offerta formativa, mentre lo Stato effettua controlli ex-post attraverso il Sistema Nazionale di Valutazione. Procedere quindi in una attività di autovalutazione significa non affidare esclusivamente ad un ente esterno (Invalsi) il compito di valutare i risultati della scuola, ma conoscere e governare i processi dall’interno, in un’ottica di sistema capace di attribuire valore a tutti i fattori critici dell’organizzazione.

COMPLESSITÀ: la scuola di oggi è una organizzazione complessa che si trova ad operare su fronti molteplici all’interno di una società plurale in continua e repentina trasformazione. Utilizzare in tale prospettiva la categoria dell’autovalutazione consente alla comunità professionale di considerare criticamente la propria struttura organizzativa alla luce delle nuove problematiche educative, valutandone l’adeguatezza rispetto ai bisogni dell’utenza, individuando punti di forza e di criticità sui quali intervenire, acquisendo consapevolezza dei propri confini rispetto al mondo esterno.

IDENTITÀ, MISSION, VISION: la categoria della complessità caratterizzante la nostra società ha dilatato via via i compiti e le aspettative affidati alla scuola che è sempre più investita da molteplici sollecitazioni esterne, con il rischio della frammentazione e della perdita di identità. L’attività di autovalutazione, stimolando la riflessione della comunità professionale sulla propria missione e sui valori di fondo che la sostengono, consente di costruire una visione condivisa di futuro verso cui indirizzare la pianificazione delle azioni di miglioramento.

QUALITA’, RENDICONTAZIONE, PARTECIPAZIONE: la scuola, in quanto amministrazione pubblica, impiega risorse della collettività per produrre un bene (istruzione ed educazione) non immediatamente misurabile, sui cui risultati finali agiscono diversi fattori non esclusivamente riconducibili alla qualità dell’insegnamento. Tale peculiarità non autorizza tuttavia a considerare impossibile ogni tipo di valutazione riguardo la qualità del servizio offerto. Rende anzi più stringente la necessità di instaurare legami stabili e costruttivi con le famiglie e con le istituzioni più significative del territorio perché solo coinvolgendo ab origine tutta la comunità di riferimento nella costruzione di un progetto formativo condiviso, acquisendone le istanze e negoziando gli obiettivi, sarà possibile intervenire maggiormente su quelle variabili di contesto che possono condizionare gli esiti. Il coinvolgimento delle diverse componenti nel processo di autovalutazione costituisce una buona occasione sia per rendere conto da un lato a tutti i portatori di interesse delle modalità di impiego delle risorse, sia per avviare dall’altro una dinamica partecipativa in grado di valorizzare il capitale sociale disponibile.

INNOVAZIONE E MIGLIORAMENTO: le istituzioni scolastiche, come qualunque organizzazione, tendono a perpetrare le proprie routines organizzative e a resistere a qualunque forma di cambiamento imposta dall’esterno. I processi di autovalutazione, se attivati con il coinvolgimento di tutta la comunità professionale, possono innescare la spinta a intraprendere attività di ricerca, sperimentazione e innovazione capaci di rinnovare dall’interno le pratiche didattiche adeguandole alle nuove esigenze. Qualunque procedura di autovalutazione, affinché produca effetti significativi, e non rimanga un episodio isolato nella vita della scuola, deve dunque condurre alla definizione di azioni di miglioramento in grado di intervenire sui fattori di debolezza individuando le priorità e gli obiettivi strategici. L’azione di autovalutazione e la pianificazione successiva delle azioni da intraprendere dovranno essere sistematiche, integrate e riguardare tutto il funzionamento dell’organizzazione nel suo complesso. L’orientamento al miglioramento diventerà così una modalità strutturale di pianificare e ridefinire nel tempo gli obiettivi in un processo ciclico e continuo.

SINTESI DELLE AREE ANALIZZATE NEL R.A.: (Rapporto di Autovalutazione) - Esiti Successo scolastico Competenze di base Equità degli esiti Risultati a distanza - Contesto e risorse Ambiente Capitale sociale Risorse economiche e materiali Risorse professionali

SINTESI DELLE AREE ANALIZZATE NEL R.A.: - Processi Selezione dei saperi, scelte curricolari e offerta formativa Progettazione della didattica e valutazione degli studenti Sviluppo della relazione educativa e tra pari Inclusione, integrazione, differenziazione Continuità e orientamento Identità strategica e capacità di direzione della scuola (leadership) Gestione strategica delle risorse Sviluppo professionale delle risorse Capacità di governo del territorio e rapporti con le famiglie Attività di autovalutazione

PUNTI DI FORZA DELLE AREE ANALIZZATE NEL R.A. : Successo scolastico liv. 4 Selezione dei saperi, scelte curricolari e offerta formativa 4 Competenze di base 3 Inclusione, integrazione, differenziazione 3 Continuità e orientamento 3 Identità strategica e capacità di direzione della scuola (leadership) 3

PUNTI DI DEBOLEZZA DELLE AREE ANALIZZATE NEL R.A.: Equità degli esiti liv. 2 Gestione strategica delle risorse 2 Sviluppo professionale delle risorse 2 Capacità di governo del territorio e rapporti con le famiglie 2 Attività di autovalutazione 2 Sviluppo della relazione educativa e tra pari 2 Progettazione della didattica e valutazione degli studenti 1

DAI PUNTI DI DEBOLEZZA AGLI OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO: Migliorare il livello di equità degli esiti di apprendimento diminuendo l'indice di varianza all'interno dello stesso plesso e tra i plessi dell'istituzione scolastica. Promuovere lo sviluppo della comunità professionale introducendo pratiche di ricerca, sperimentazione, innovazione, favorendo la collaborazione e investendo nella formazione del personale. Sviluppare la relazione educativa e tra pari favorendo la costruzione di un clima di classe sereno e motivante per migliorare gli esiti formativi. Introdurre modalità collegiali a livello di istituto e di plesso per la progettazione del curricolo e dell'azione didattica. DAI PUNTI DI DEBOLEZZA AGLI OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO: Equità degli esiti Sviluppo professionale delle risorse Sviluppo della relazione educativa e tra pari Progettazione della didattica e valutazione degli

Schema di piano di miglioramento (rielaborazione dal CAF Education) Struttura del Piano di miglioramento La struttura è suddivisa in tre sezioni: Prima sezione: lo scenario di riferimento, gli obiettivi di miglioramento e l’idea guida; Seconda sezione: i singoli progetti con il relativo project management; Terza sezione: la verifica dei risultati conseguiti con il PdM.

Seconda Sezione: Il processo PDCA (3) Il ciclo PDCA rappresenta un metodo di lavoro che consente di raggiungere gli obiettivi, è cioè un modo di razionalizzare la gestione dell’organizzazione, attraverso la definizione della sequenza ottimale delle attività: Plan = pianificazione E’ la chiara definizione degli obiettivi, partendo dalle esigenze dei destinatari. Do = esecuzione Esecuzione delle attività pianificate attraverso una corretta progettazione e gestione dei processi. Check = verifica Verifica del risultato della pianificazione ed esecuzione, a fronte dei riferimenti assunti. Act = azioni Adozione delle azioni conseguenti: correzioni, miglioramenti, stabilizzazioni, sui nuovi livelli di performance.

Seconda Sezione: Il ciclo del processo PDCA (4) L’importante è che il ciclo sia continuo e che, dagli esiti dell’ultima fase, scaturisca l’input per l’inizio del nuovo ciclo. ACT PLAN DO CHECK