Scuola Formazione Teologica Ponte Ronca

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Transcript della presentazione:

Scuola Formazione Teologica Ponte Ronca La fede e l’umano Lezione 2

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 1 Concilio Vaticano I 1870 “La santa madre Chiesa ritiene e insegna che Dio, principio e fine di ogni cosa, può essere conosciuto con certezza mediante la luce naturale della ragione umana a partire dalle cose create” citato anche dal CCC

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 2 Concilio Vaticano I “Se qualcuno dice che il Dio unico e vero, creatore e Signore nostro, non può essere conosciuto con certezza grazie al lume naturale dell’umana ragione attraverso le cose create: sia anatema”

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 3 Pio X Giuramento antimodernista “Confesso che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può essere dimostrato con il lume naturale della ragione ‘per mezzo delle cose che sono state fatte’ (Rm 1,20), cioè per mezzo delle opere visibili della creazione, come per mezzo degli effetti”

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 4 Le 5 vie di san Tommaso Primo motore Prima causa Primo necessario Prima perfezione La via della finalità

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 5 Il pensiero di Agostino Se hai capito non è Dio Se hai potuto comprendere, hai compreso una cosa diversa da Dio Cioè: la ragione può conoscere con certezza solo ciò che giunge a dominare

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 6 Alcune parole del card. Ruini L’esistenza di Dio rimane l’ipotesi migliore che esige da parte nostra di rinunciare a una posizione di dominio e di rischiare quella dell’ascolto umile Secondo l’interpretazione teologica del magistero oggi prevalente, la conoscenza puramente naturale di Dio è “possibile”, ma non è detto che sia anche attuale, cioè che si sia mai verificata in alcun soggetto umano

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 7 Ciò di cui posso conoscere l’esistenza riflettendo seriamente con la mia ragione è quanto Pascal chiamava il Dio dei filosofi, e che si potrebbe chiamare anche Assoluto, Sommo Bene, Uno, Tutto.

Conoscibilità di Dio tramite la ragione 8 Siamo in presenza di due leggi entrambe vere ma inconciliabili Prima legge: l’infinitamente grande, preciso e sorprendente governo del mondo Seconda legge, l’infinitamente piccolo: nessuna cura per la vita fisica dei singoli, nessuna attenzione personale (testo di A. Schweitzer pag. 133)

E allora? La libertà Perché l’uomo vive questa inquietudine? Perché l’uomo è dotato di libertà, con cui ek-siste sta fuori, si sporge. Questo stacco tra io e mondo genera la disarmonia da cui nasce la ricerca spirituale Da qui anche la tragicità della vita

E allora? Il sentimento (pag.143) Si può argomentare a favore di Dio solo introducendo la passione e la sofferenza del mondo umano, solo a partire da quella dimensione speciale che ci abita e che solitamente chiamiamo “cuore” Pascal: Il cuore, non la ragione, sente Dio. Sentimento dell’esilio, per cercare la casa

Sentimento 2 Prima c’è la vita e il sentimento della vita, poi viene il pensiero della vita che è la ragione Prima l’intuizione e poi l’intelligenza. Il mistero, il mistero dell’esserci perché ricevo la vita. Si potrebbe chiamare amore Qui c’è qualche spazio per il Dio di Gesù Amore … mistero … fede

Mistica etica (pag.161) Mistica logica dell’oriente: mistica attraverso la lettura del mondo fisico e l’annullamento dell’io Mistica etica: riversare sul mondo l’armonia, che di per sé nel mondo non c’è in questa pienezza (altrimenti non ci sarebbero le malattie genetiche e le catastrofi naturali); questo si chiama amore.

Mistica estetica E’ la stessa cosa: vedere la bellezza che c’è nel mondo e desiderare che ogni vita umana la raggiunga L’uomo mistico raccoglie dall’alto il principio che vuole far partire anche dal basso: es. Francesco d’Assisi

Guardo alla Chiesa Le chiedo di essere autorevole o autentica?

Cosa cerco nella storia? Cerco un evento oggettivo assoluto, certo e inequivocabile? La resurrezione: se è l’entrata di Gesù in Dio come possiamo possederla oggettivamente? La resurrezione è il fondamento della fede, ma è storica a modo suo e noi la conosciamo attraverso la fede di uomini

Cosa posso trovare nei Vangeli? Non posso considerare i Vangeli come pura cronaca oggettiva Non posso dire che i Vangeli siano storicamente inattendibili Gli evangelisti sono stati liberi di raccontare la loro “storia” Anche per noi “l’assoluto” è la libertà

Cosa posso trovare nei Vangeli 2 Il racconto storico di persone che hanno cambiato la loro vita dopo aver incontrato un uomo di fede, come Gesù, capace di compromettere tutta la sua vita con il suo progetto di amore Un uomo tanto storico da essere universale

L’appello radicale L’esistenza del male nel mondo Unica via possibile: Dio stesso è vittima del male, è appunto il Dio crocifisso Dov’era Dio nei campi di concentramento? Si tratta di vivere in totale comunione col mondo, facendo nostra la notte oscura, quella vissuta anche dagli autentici cercatori di Dio (pag. 386)

Dio in rapporto con l’uomo: Io e Dio Io significa “cuore” cioè quella dimensione integrale dell’essere umano in cui l’intelligenza e la volontà sono unificate dal sentimento del bene, il più alto livello di ciò che chiamiamo umanità. Si può credere in Dio perché la fede consente di unire il sentimento del bene e della giustizia dentro me con il senso del mondo fuori di me

Dio e l’uomo 2 Significa porre l’amore come respiro dell’essere Dio è il PONTEFICE (pag 394) La dedizione al bene e alla giustizia richiede un investimento emotivo uno slancio ideale, un surplus di lavoro che si chiama fede

Dio e l’uomo 3 Parole di Goethe: Ma io non cerco la salvezza nell’indifferenza il fremito è la miglior parte dell’umanità. Per quanto il mondo faccia pagar caro il sentimento, l’uomo quando è commosso, sente nel profondo l’immensità.

Dio e l’uomo 3bis Ma l’argomentazione aristotelica, che sviluppa e perfeziona le concezioni tragiche, ci ricorda che non possiamo raggiungere la purezza e la semplicità senza perdere una parte della ricchezza e della pienezza della vita – e questa è una perdita di valore intrinseco.”[1] [1] M. C. NUSSBAUM, La fragilità del bene, il Mulino, pag. 744-746.

Dio e l’uomo 4 L’essenza umana consiste nella relazione che si prende cura Significa desiderare che il senso del tutto sia il bene

Fede dogmatica e fede dialogica “Definisco dialogico il cristianesimo che concepisce la verità del mondo e della vita come più grande della propria identità, perché pensa la verità non in termini di statica dottrina ma come processo dinamico e relazionale sempre in atto, come logica della vita concreta . Rispetto a tale verità concreta della vita, la propria identità cristiana è interpretata come metodo per immettere più armonia e più organizzazione nel processo vitale. Chi vi aderisce desidera essere prima di tutto e alla fine di tutto un uomo, e interpreta il senso del suo essere cristiano come finalizzato a essere uomo nel modo più autentico possibile.”

E Gesù in questo? L’uomo Gesù è stato capace di fare questo? Di prendere sul serio il bene che lo abitava e con questo cambiare il mondo? E’ stato l’unico? Perché posso ancora guardare a Lui?