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QUALI RIFORME PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI. IL PROBLEMA RENDERE PIU’ CERTO PER TUTTI( IMPRESE LAVORATORI ISTITUZIONI) IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI.

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Presentazione sul tema: "QUALI RIFORME PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI. IL PROBLEMA RENDERE PIU’ CERTO PER TUTTI( IMPRESE LAVORATORI ISTITUZIONI) IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI."— Transcript della presentazione:

1 QUALI RIFORME PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI

2 IL PROBLEMA RENDERE PIU’ CERTO PER TUTTI( IMPRESE LAVORATORI ISTITUZIONI) IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI E’ NECESSARIA MA NON SUFFICIENTE L’AUTOREGOLAZIONE DELLE PARTI SE SI VUOLE DARE PORTATA GENERALE ALLE REGOLE SUPERARE ATTRAVERSO IL SOSTEGNO LEGISLATIVO E LA CERTEZZA DELLE REGOLE LA DEBOLE ISTITUZIONALIZZAZIONE DEL NOSTRO ASSETTO

3 IL PROBLEMA AGGIORNARE LA FUNZIONE CLASSICA DI REGOLAZIONE CONGIUNTA DEL LAVORO CHE HA CARATTERIZZATO LE RELAZIONI INDUSTRIALI NEL NOVECENTO PRODURRE REGOLE SOLUZIONI ED EFFETTI PRATICI COERENTI CON IL BISOGNO DI EQUITA’ SOCIALE E INSIEME CON LA FUNZIONALITA’ VERSO LA COMPETITIVITA’ ECONOMICA

4 IL METODO MAGGIORE ISTITUZIONALIZZAZIONE ATTRAVERSO MISURE LEGALI CHE ACCOLGONO IN PRIMO LUOGO LE INTESE TRA LE PARTI (QUANDO CI SONO) DUNQUE NATURA PROMOZIONALE VERSO GLI ATTORI SOCIALI ( E LA LORO STESSA CAPACITA’ DI REGOLARE) APPROCCIO SEMPLIFICANTE E RAZIONALIZZANTE MEDIANTE INTERVENTI MINIMI E MIRATI CHE SI ISPIRINO IN MODO NON MECCANICO ALLE REGOLE GIA’ FISSATE DALLE PARTI

5 LE AREE DI INTERVENTO RAPPRESENTANZA CONTRATTAZIONE PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI

6 RAPPRESENTANZA COSTITUISCE IL NODO PIU’ CODIFICATO E MENO CONTROVERSO (GRAZIE AL TESTO UNICO DEL 2014) LE REGOLE DI FONDO SONO CHIARE: SOGLIA DI MISURAZIONE DELLA RAPPRESENTATIVITA’, PRINCIPIO MAGGIORITARIO PER LA VALIDITA’ GENERALE DEI CONTRATTI, ELEMENTI DI DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA APERTI A TUTTI I LAVORATORI, ALCUNI OBBLIGHI DI PACE SOCIALE VERSO I CONTRATTI VALIDAMENTE SOTTOSCRITTI

7 PROBLEMI APERTI LA LEGGE SERVE PER COPRIRE TUTTO IL TESSUTO PRODUTTIVO ( INCLUSE LE AZIENDE CHE NON ADERISCONO A NESSUNA ASSOCIAZIONE) DEFINIRE CON CHIAREZZA IL SOGGETTO RESPONSABILE DELLA CERTIFICAZIONE DEI DATI VANNO PENSATE A MISURE SPECIFICHE PER INTRODURRE CRITERI DI RAPPRESENTANZA NELLE PICCOLE IMPRESE ( ANCHE SU BASE TERRITORIALE) PENSARE A CERTIFICARE ANCHE LA RAPPRESENTANZA DELLE ASSOCIAZIONI DATORIALI SCIOGLIERE IN QUALCHE MODO IL NODO DELLA VALIDITA’ ERGA OMNES DEI CONTRATTI (EX ART.39 COST.)

8 CONTRATTAZIONE PREFERIBILE NON INTERVENIRE DIRETTAMENTE SULLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE (PREROGATIVA DELLE PARTI) MA POSSONO ESSERE INDICATI PRINCIPI GENERALI E FAVORITI INDIRETTAMENTE I COMPORTAMENTI VIRTUOSI TUTTI CONVENGONO SULLA NECESSITA’ DI UN MAGGIORE DECENTRAMENTO CONTRATTUALE MA CON ESITI PRATICI LIMITATI LA NOSTRA PROPOSTA MIRA A SUPPORTARE TANTO L’ESTENSIONE DELLA CONTRATTAZIONE IN AMBITO DECENTRATO CHE UN BILANCIAMENTO EQUILIBRATO TRA I LIVELLI CONTRATTUALI NEL SOLCO DEL ‘DECENTRAMENTO ORGANIZZATO’

9 COME FARE: A LIVELLO NAZIONALE RICONFERMA DEL RUOLO DEI CONTRATTI NAZIONALI RIDOTTI DI NUMERO E SNELLITI NEI CONTENUTI E ORIENTATI A GARANTIRE I DIRITTI FONDAMENTALI E LA TENUTA DEL POTERE DI ACQUISTO DEI SALARI RIDUZIONE DELLE CADENZE DEI RINNOVI CONTRATTUALI E LORO SDRAMMATIZZAZIONE L’INCREMENTO DEI SALARI VA LEGATO AD INDICI MISTI NON BASATI SOLO SULL’INFLAZIONE I LIVELLI SALARIALI DI BASE FISSATI DAI CONTRATTI NAZIONALI (PREFERIBILMENTE OGNI ANNO) POSSONO ESSERE USATI DAL LEGISLATORE PER DIVENTARE RIFERIMENTO ERGA OMNES

10 COME FARE SUPERARE L’ART.8 CHE E’ FONTE DI CONFUSIONE E CHE ALIMENTA INVECE LE SPINTE VERSO IL ‘DECENTRAMENTO DISORGANIZZATO’ RAFFORZARE INVECE – COME GIA’ DEFINITO PER LEGGE – LA PARI DIGNITA’ DEI CONTRATTI DECENTRATI PURCHE’ SIANO LE PARTI A DEFINIRE E GOVERNARE LE MODALITA’ DEL DECENTRAMENTO CONTRATTUALE

11 COME FARE: LA CONTRATTAZIONE DECENTRATA INCENTIVAZIONE ECONOMICA DEL SECONDO LIVELLO CONTRATTUALE DECISIVA L’INDIVIDUAZIONE DI MECCANISMI DI ESTENSIONE ALLE PICCOLE IMPRESE DA UN LATO GLI INCENTIVI DEBBONO ESSERE ESPLICITAMENTE MIRATI NON SOLO AI CONTRATTI AZIENDALI MA ALLA CONTRATTAZIONE TERRITORIALE (ANCHE ATTRAVERSO STRUMENTI COME L’ADESIONE AD ACCORDI-TIPO) DA UN ALTRO LATO INTRODUZIONE DI INCENTIVI- DISINCENTIVI CHE PER ESEMPIO OBBLIGHINO LE AZIENDE CHE NON FANNO CONTRATTAZIONE A PAGARE UN SALARIO DI GARANZIA

12 LA PARTECIPAZIONE DOPO ANNI DI DISCUSSIONI VANE E DI SPERIMENTAZIONI POCO FELICI SI E’ APERTA UNA NUOVA STAGIONE DIVERSE ESPERIENZE DAL BASSO DI PARTECIPAZIONE ORGANIZZATIVA MA ANCHE DI RIDISEGNO DELLA GOVERNANCE QUESTO SPINGE A MODIFICARE L’APPROCCIO FIN QUI PREVALENTE CHE PUNTAVA AD UNA LEGGE DI SISTEMAZIONE GENERALE ISPIRATA IN VARIO MODO ALLE MIGLIORI ESPERIENZE NAZIONALI

13 DUNQUE PREFERIBILE IN PRIMA BATTUTA FAVORIRE UNA SORTA DI VIA ITALIANA ALLA DEMOCRAZIA INDUSTRIALE CHE ACCOMPAGNI ED ASSECONDI CON MISURE LEGALI PARZIALI BASATE SU INCENTIVI FISCALI A SOSTEGNO DELLE MIGLIORI ESPERIENZE IN PARTICOLARE QUELLE CHE COMBINANO INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA INCREMENTI DI PRODUTTIVITA’ E MIGLIORAMENTI NELLA QUALITA’ DEL LAVORO PER POI SUCCESSIVAMENTE APPRODARE ALLA ‘VIA ALTA’ DELLA LEGISLAZIONE DI CORNICE

14 OBIETTIVO IMPORTANTE ALIMENTARE CON TALI INCENTIVI TUTTE E TRE LE GAMBE DELLA PARTECIPAZIONE LA PARTECIPAZIONE ORGANIZZATIVA LA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA LA PARTECIPAZIONE STRATEGICA OOBIOB

15 INOLTRE IL RICHIAMO COSTANTE ALL’UTILITA’ DELLE INCENTIVAZIONI COMPORTA ANCHE UN PROBLEMA DI “ QUANTITA’ “ LEGATO ALLA EFFETTIVA AMPIEZZA DELLE RISORSE DISPONIBILI L’ESIGENZA DELLA SELETTIVITA’ E DUNQUE DI CRITERI PRECISI PER MISURARE E PREMIARE NON LE DICHIARAZIONI D’INTENZIONE MA GLI EFFETTI PRATICI MESSI IN CAMPO ( A PARTIRE DAGLI ACCORDI DI PRODUTTIVITA’)


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