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Pasquale Calaminici ACCOGLIENZA COME PROCESSO FORMATIVO Ovvero, un percorso che sviluppi negli allievi consapevolezza e capacità in relazione a due ordini.

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Presentazione sul tema: "Pasquale Calaminici ACCOGLIENZA COME PROCESSO FORMATIVO Ovvero, un percorso che sviluppi negli allievi consapevolezza e capacità in relazione a due ordini."— Transcript della presentazione:

1 Pasquale Calaminici ACCOGLIENZA COME PROCESSO FORMATIVO Ovvero, un percorso che sviluppi negli allievi consapevolezza e capacità in relazione a due ordini di problemi: L’individuazione dei propri bisogni di apprendimento La progettazione del proprio percorso formativo Come potrebbe essere organizzata una fase di accoglienza finalizzata a questi obiettivi?

2 Pasquale Calaminici Ipotesi di percorso Viene qui presentata una ipotesi di percorso da svolgere in un CTP articolato in sei momenti: 1. Presentazione del centro Eda 2. Primo approccio alla motivazione e ai bisogni 3. Approccio alle attività di apprendimento 4. Costruzione di percorsi individuali 5. Stipulazione di contratti di apprendimento 6. Revisioni del contratto

3 Pasquale Calaminici PRESENTAZIONE DEL CENTRO EDA organizzazione filosofia educativa E’ un primo momento di incontro tra utenti e formatori. Un momento di informazione su come funziona un CTP, le sue risorse umane e materiali, le offerte formative che riesce a mettere in campo, le sue relazioni con le altre agenzie del territorio. Ma anche la filosofia educativa di un CTP, il suo non essere scuola in senso tradizionale, la sua struttura flessibile nell’organizzazione e nella realizzazione dei percorsi formativi. Sul piano pratico, questo momento può essere organizzato in vari modi: assemblea, riunione per gruppi, attività di sportello. (tempo minimo previsto: 1-4 ore)

4 Pasquale Calaminici PRIMO APPROCCIO ALLA MOTIVAZIONE E AI BISOGNI colloqui per piccoli gruppi colloqui individuali discussioni collettive prima formulazione di obiettivi di apprendimento Partendo da bisogni e interessi “espliciti” si avvia un processo a più tappe in cui le cose si modificheranno e preciseranno strada facendo. Prendendo atto che gli adulti hanno difficoltà ad esprimere bisogni “impliciti” e cercando quindi di accogliere la domanda di formazione in qualunque modo essa si esprime. È anche necessario aiutare gli adulti che rientrano in formazione a superare paure e incertezze alle quali spesso contribuisce il ricordo di precedenti esperienze scolastiche. Questa fase dovrebbe comunque fornire informazioni sufficienti per operare una prima differenziazione della domanda e la costituzione di gruppi con i quali avviare il lavoro successivo. (Tempo minimo previsto: 6-9 ore)

5 Pasquale Calaminici APPROCCIO ALLE ATTIVITÀ DI APPRENDIMENTO Lavoro su unità didattiche di esplorazione Individuazione di conoscenze e capacità già possedute Individuazione di stili cognitivi Accertamento di crediti Analisi del rapporto esperienza/apprendimento Riflessione rispetto a specifici compiti e aree di competenza Avvio della costruzione di modelli di competenza Questa fase comprende attività che hanno lo scopo di fornire elementi per determinare in modo più puntuale bisogni e obiettivi di apprendimento (tempo minimo previsto: 60-70 ore)

6 Pasquale Calaminici Spesso in passato questo problema è stato circoscritto e ridotto alla semplice rilevazione dei livelli di partenza, come base di una programmazione ideata e gestita quasi esclusivamente dal docente. Lo schema proposto capovolge questa impostazione: l’analisi dei livelli di partenza può essere utile, ma va inserita in un contesto più ampio di attività che aiutino l’adulto a definire meglio i propri bisogni, a prendere coscienza delle proprie possibilità e del proprio modo di apprendere, a partecipare attivamente alla definizione di obiettivi e strategie di apprendimento. A questo dovrebbe servire il lavoro con particolari unità didattiche, che nello schema vengono chiamate unità di esplorazione. Rispetto a che cosa? Certamente rispetto alle proprie strategie cognitive, non in astratto ma in funzione di concreti obiettivi da raggiungere (ad esempio, per capire un concetto, applicare una regola, memorizzare una informazione, ecc.). Perché avere una rappresentazione dei processi mentali che si mettono in atto per raggiungere determinati obiettivi aumenta la capacità di autocontrollo delle proprie capacità, di messa a punto di strategie più efficaci.

7 Pasquale Calaminici Si parla molto di abilità di studio, da far acquisire preliminarmente, nelle fasi di “accoglienza”. Ma queste abilità devono corrispondere alla elaborazione di proprie strategie, frutto di reali esperienze metacognitive, e non possono invece essere insegnate come tecniche ready-made, belle e fatte, da trasmettere. Oggi si moltiplicano i manuali che spiegano come leggere, come ricordare, come prendere appunti da un testo o da una lezione, ecc., ma la loro efficacia è dubbia, se le tecniche specifiche che vengono proposte non si innestano in processi, più generali, di presa di coscienza della necessità di passare da comportamenti a- strategici, irriflessi, a comportamenti riflessivi e strategici. (M Lichtner, La qualità delle azioni formative). È a partire da qui che si avvia uno stile di lavoro (sia da parte degli insegnanti che da parte degli allievi) che deve poi caratterizzare tutto il percorso formativo.

8 Pasquale Calaminici Ma l’esplorazione dovrebbero orientarsi anche, e soprattutto, sul rapporto tra studio ed esperienza, tra ciò che si studia e ciò che si fa, nella vita quotidiana e nel lavoro. È da tale riflessione che può trarre alimento una puntualizzazione degli obiettivi che veda un coinvolgimento diretto degli allievi. Una riflessione su ciò che si studia per rispondere alla domanda: cosa si vuole essere in grado di compiere, quali capacità sviluppare, quali saperi e saper fare, e a che livello? È da qui che prende l’avvio un complesso lavoro di costruzione di modelli di competenza, come base per la programmazione dei percorsi individuali.

9 Pasquale Calaminici COSTRUZIONE DI PERCORSI INDIVIDUALI Formulazione (da parte degli insegnanti) di proposte formative e ipotesi di percorsi possibili (anche in rapporto alle risorse del territorio) Ridefinizione (da parte dei discenti) degli obiettivi di apprendimento e definizione di percorsi (autoprogetto) (tempo minimo previsto: 9 ore)

10 Pasquale Calaminici STIPULAZIONE DI CONTRATTI DI APPRENDIMENTO Condivisione di obiettivi di apprendimento Definizione di percorsi formativi Identificazione di risorse e strategie per l’apprendimento Individuazione delle modalità di valutazione (prove del raggiungimento degli obiettivi + criteri e mezzi per convalidare le prove) (tempo minimo previsto: 4-5 ore)

11 Pasquale Calaminici REVISIONI DEL CONTRATTO


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