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EUROPA DALL’UNIONE MONETARIA ALL’UNIONE POLITICA

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Presentazione sul tema: "EUROPA DALL’UNIONE MONETARIA ALL’UNIONE POLITICA"— Transcript della presentazione:

1 EUROPA DALL’UNIONE MONETARIA ALL’UNIONE POLITICA
La difficile sfida del cambiamento MASSIMO DI MENNA Roma 6/7/2016

2 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Nei primi due incontri della scuola sindacale sono state effettuate riflessioni su : Società liquida, Libertà, Sindacato. Sono stati approfonditi i concetti di Persona e Comunità. Nel terzo incontro, soffermandoci sui concetti di Sovranità, Costituzione, Libertà , l’attenzione si è orientata verso l’Europa.

3 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Sovranità –Costituzione -Libertà. Costituzione: limite alla sovranità, garanzia per le libertà individuali e sociali. L’Europa ha sovranità su materie che incidono sulla vita delle persone e sulle comunità, ma non ha una Costituzione: mancano quindi limiti e garanzie.

4 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Cambiamenti come opportunità. Dimensione europea nella concreta azione sindacale. Dimensione europea nello studio e nella didattica. In merito al cambiamento trovate nel testo “Persone” quattro brevi brani particolarmente importanti, di facile e veloce lettura

5 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Il Manifesto di Ventotene “… La difficoltà maggiore insita nella soluzione federale non è nel come farla funzionare efficacemente dopo sorta, ma nel come farla sorgere … L’ostacolo è nella forza di inerzia che spinge a proseguire secondo le direzioni già avviate”. “… Il passato non solo alimenta il presente, spesso lo soffoca e lo avvelena...”.

6 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Bauman: “Ad una globalizzazione del potere non ha corrisposto una globalizzazione della politica”. Nel 1950 inizia l’integrazione europea concepita come intesa tra gli stati, anziché come costruzione degli Stati uniti d’Europa. La priorità era la ricostruzione, dopo la guerra.

7 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Oggi l’Europa, come regolazione tra stati è in crisi, occorre rilanciare gli Stati uniti d’Europa. La % di popolazione europea su quella mondiale diminuisce … Sarà il 7 % nel 2050. Il PIL sarà il 10 % mentre nel 1950 era il 30. I valori dell’Europa: libertà, protezione sociale, sviluppo. La complessità delle diversità

8 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Newton: “Se ho visto più lontano è perché stavo sulle spalle dei giganti”. Il sindacato moderno é piedi e testa nella vita reale, senza essere schiacciato nel presente; Serve avere consapevolezza della storia e delle radici del sindacato, ma occorre avere uno sguardo verso il futuro, per avere una dimensione dei cambiamenti, pensare ed essere europei. La scuola sindacale avrà come collaboratori due giovani europei, nati in Italia, ma con formazione ed esperienza europea. Cittadini d’Europa.

9 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Ci vuole coraggio e vera leadership per rilanciare l’idea federalista degli anni trenta e quaranta. Il conferire potere ai cittadini, indicato dalla commissione europea si acquisisce quando la gente ha capacità di controllare o almeno influenzare in modo significativo le forze politiche ed economiche.

10 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
La sfida è sulla crescita delle competenze, dei saperi, in modo non solo di capire i cambiamenti, ma anche di influenzarne le scelte. Si tratta non solo di competenze individuali ma di relazione, sociali. Sul posto di lavoro, nel quartiere, nella società, ci mescoliamo con altri che non parlano lo stesso linguaggio, non condividono la stessa memoria, la stessa storia.

11 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
SIAMO GIA’ EUROPEI? La cultura: Dante , Voltaire, Shakespeare, Schopenhauer, Kierkegaard, Newton,Galilei,Einstein I giovani: lo sport, tifo per il Barcellona, la formazione del Bayern, internet, i social media, i voli low cost, Erasmus. La moneta. La burocrazia. Il lavoro.

12 LA DIFFICILE SFIDA DEL CAMBIAMENTO
Il cambiamento: la nuova ricchezza è il sapere, che ci accompagna nei viaggio senza paure, perché viaggiare sia meglio che arrivare a destinazione, come scrive Robert Stevenson.

13 GRAZIE della PAZIENZA Massimo Di Menna
“Vedo che aspettate la conclusione, ma siete troppo pazzi a pensare che mi ricordi ancora di quanto ho detto, dopo aver scodellato una simile zuppa di parole. L’antico proverbio è odio il commensale che si ricorda; il nuovo, odio l’uditore che si ricorda. Perciò state bene, applaudite, passatevela bene, bevete, illustrissimi iniziati della follia”. Così concludeva Erasmo da Rotterdam, il suo Elogio della follia, scritto dopo un lungo viaggio in Italia. GRAZIE della PAZIENZA Massimo Di Menna


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