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P . A . I. 2015/2016.

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Presentazione sul tema: "P . A . I. 2015/2016."— Transcript della presentazione:

1 P . A . I /2016

2 Premessa La normativa del 27/12/2012 e la C.M. n° 8/13 prevede come strumento programmatorio la formulazione del PAI che deve essere predisposto dal GLI (Gruppo di Lavoro per l'Inclusione) e deve essere approvato dal Collegio dei docenti. Esso ridefinisce le modalità di intervento verso gli alunni: 1. Alunni disabili con certificazione (L.104/92) 2. Alunni con disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici (L.170/2010) Disturbi specifici di apprendimento (D.S.A.) Deficit del linguaggio e delle abilità non verbali Deficit dell’attenzione e dell’iperattività A.D.H.D. 3. Alunni con BISOGNI EDUCATIVI SPECIFICI dovuti a difficoltà derivante dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana, svantaggio culturale e socio-economico (non certificati, ma diagnosticati). Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può infatti manifestare Bisogni Educativi Speciali per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano un’adeguata risposta personalizzata. La direttiva estende pertanto a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla legge 53/2003. L’azione didattica ed educativa è quindi volta a personalizzare il processo formativo di ogni alunno, anche attraverso l’utilizzo, quando necessario, di misure dispensative e strumenti compensativi, con una “specifica attenzione alla distinzione tra ordinarie difficoltà di apprendimento, gravi difficoltà e disturbi di apprendimento”, allo scopo di impostare tempestivamente interventi appropriati, efficaci ed efficienti.

3 La scuola dovrà partire dalle effettive esigenze formative degli alunni , da bisogni ed esigenze che si manifestano in difficoltà di apprendimento che ostacolano la crescita, la valorizzazione e la realizzazione della persona. Non è sufficiente, quindi, solo preoccuparsi di definire chi sono gli studenti in situazione di BES, importante invece è cambiare il modo di insegnare e di valutare, affinché ogni studente in relazione alla sua condizione e alla sua difficoltà, trovi la giusta risposta, tenendo presenti le varie modalità di apprendimento. Strumenti operativi per attuare tali criteri di individualizzazione e personalizzazione sono: il POF e, all’interno di esso, il PAI, secondo la definizione più recente della C.M. 8 del 2013. Quest’ultima precisa che le scuole devono “esplicitare nel POF l’impegno programmatico per l’inclusione", vale a dire che ogni istituzione scolastica, dopo "un’attenta lettura del grado di inclusività e degli obiettivi di miglioramento" deve definire gli ambiti su cui intervenire: l’insegnamento curricolare la gestione delle classi l’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici le relazioni tra docenti, alunni e famiglie. E’ opportuno, infine, che le scuole, nel POF dichiarino il loro "impegno a partecipare ad azioni di formazione e/o di prevenzione concordate.

4 P.A.I Il PAI rivolto agli alunni con Bisogni Educativi Speciali si propone di: 1. Definire pratiche condivise tra scuola, famiglia e servizi socio-sanitari all’interno dell’Istituto in tema di integrazione/inclusione (logica qualitativa). 2. Facilitare l’ingresso degli alunni BES nel sistema scolastico e sociale nel quale saranno inseriti, accompagnandoli e sostenendoli nella fase di adattamento al nuovo ambiente e in tutto il percorso scolastico. 3. Realizzare l’inclusione, sviluppando le abilità sociali e comunicative dell’alunno. 4. Favorire il successo scolastico prevenendo disagi formativi ed emozionali. 5. Promuovere iniziative di collaborazione tra scuola, reti di scuole, Comune, Enti territoriali , ASL, USR. 6. Adottare piani di formazione che prevedano un ruolo attivo degli insegnanti. 7. Definire e diffondere buone pratiche di inclusione/integrazione comuni all’interno dell’istituto comprensivo.

5 Chi sono i BES? 1. Le disabilità certificate dalla legge 104/92 art 3 com 1 e 3. 2. I disturbi evolutivi specifici DSA - ADHD - DOP - FIL (L.170 \2010). 3. Lo svantaggio socio-economico, linguistico-culturale.

6 BES

7 Le Strategie di intervento azioni :PDP
•DISABILITA’ (L.104): PEI redatto dai GLHO (gruppo di lavoro per handicap) •DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI (L. 170): PDP redatto dai consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria •SVANTAGGIO: PDP redatto dai consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria . Esso viene a configurarsi quindi come uno strumento che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie adottate dal consiglio di classe. Nel PDP si potrà includere azioni didattico/educative calibrate su livelli minimi attesi per le competenze in uscita di cui moltissimi alunni BES hanno bisogno . Deve contenere e sviluppare alcuni punti essenziali, descrizione alunno e delle sue caratteristiche educative e apprenditive, le attività didattiche personalizzate e individualizzate con particolare riferimento alle metodologie e alle strategie didattiche, gli strumenti compensativi e le misure dispensative adottate, le forme e i criteri di verifica e valutazione degli apprendimenti

8 Inclusione Maggiore responsabilità pedagogica-didattica rispetto ad una delega medica noi docenti abbiamo una grande responsabilità: rilevare i BES. Tutti i docenti coinvolti e non deleghe verso altri (doc. di sostegno) hanno il compito di progettare e realizzare la vera didattica inclusiva e personalizzata anche attraverso i PDP. Didattica Inclusiva 1)Livelli graduati di difficoltà:scelta dei materiali, schede, software, libri che permettono semplificazioni, facilizazioni del percorso di apprendimento individuale 2)Le modalità con cui si apprende gli stili cognitivi:esse permettono di adattare i materiali stessi gli obiettivi usando quindi linguaggi differenti. 3)Mediazione tra pari: attività di cooperazione tra pari, tutoring con la diversificazione dei ruoli; si fortifica il sapere. 4)Didattica laboratoriale: uso inclusivo delle nuove tecnologie.

9 Concretamente … Si prevede la possibilità di aumentare i tempi di esecuzione di un compito, di ridurre quantitativamente le consegne, di strutturare le prove di programmare gli impegni

10 PEI PDP DISABILITA’ Insegnante di sostegno,
Strategie educative e didattiche, percorsi differenziati. DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI E SVANTAGGIO Percorsi individualizzati e personalizzati, strategie educative e didattiche, strumenti compensativi e misure dispensative, valutazioni personalizzate

11 Strategia di intervento didattico e azioni di formazione per l’inclusione
Il nostro Istituto Megali Melito Roccaforte ha programmato metodologie didattiche attive e strategie di intervento adeguate nonché azioni di formazione per attuare una opportuna e concreta INCLUSIVITA’, al fine di riconoscere e valorizzare le differenze di tutti, in maniera equa, tempestiva e funzionale. Scuola INFANZIA :“Il gioco come risorsa privilegiata di apprendimenti e relazioni”. E’ determinante creare, fin dalla Scuola dell’Infanzia, ambienti interattivi e stimolanti che motivino la partecipazione attiva del bambino. L’organizzazione di spazi flessibili offre al bambino la possibilità di esprimersi liberamente e all’insegnante di osservare e rilevare i suoi bisogni e gli stili di apprendimento attraverso: Attività individualizzate e di piccolo gruppo Laboratori espressivi , manipolativi e psicomotori Giochi per l’arricchimento linguistico Giochi di ascolto e di attenzione La centralità del ruolo dell’insegnante coniuga gli obiettivi di apprendimento con le esigenze dei bambini poiché: Predispone spazi, tempi e materiali adatti al gioco Struttura un ambiente interattivo in cui svolgere le attività Predispone il contesto favorevole ad un clima accogliente e collaborativo e a relazioni positive Assume un atteggiamento di sostegno e di incoraggiamento delle capacità del bambino stimolandolo all’iniziativa, alla curiosità e al piacere di apprendere. Il percorso di ciascun bambino viene esplicitato attraverso la realizzazione di un Dossier che raccoglie le esperienze più significative.

12 SCUOLA PRIMARIA -Rilevare i bisogni di ciascun alunno attraverso l’osservazione occasionale e sistematica -Costruire percorsi di studio partecipati -Attuare interventi didattici personalizzati -Contestualizzare l’apprendimento -Favorire la ricerca e la scoperta -Creare un clima positivo nella classe - Stimolare la motivazione ad apprendere -Realizzare attività didattiche basate sulla cooperazione -Potenziare le attività di laboratorio - Utilizzare di strumenti compensativi e misure dispensativi - Creare un rapporto sinergico tra Scuola-Famiglia-Servizi -Utilizzare al meglio tutte le offerte proposte dal Territorio - Verificare e valutare oggettivamente il percorso effettuato da ciascun alunno - Creare un dossier per ciascun alunno

13 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Gli alunni DSA e/o BES certificati vengono seguiti dal Team docente della classe. Il Coordinatore mantiene i rapporti con Famiglie e Servizi. Il Consiglio di classe si propone di: Osservare in maniera sistematica ed occasionale gli alunni per individuarne i bisogni educativi attraverso griglie di osservazione e schede strutturate. Individuare un piano operativo personalizzato, dove possibile al primo C.d.C., da seguire fino a cessazione del bisogno, redatto su mirate considerazioni pedagogiche e didattiche. Organizzare, attraverso metodologie funzionali all’inclusione e al successo personale, attività laboratoriali, attività per piccolo gruppo, per educazione, e altre attività individualizzate. Adottare strumenti dispensativi/compensativi concordati. Costruire procedure di valutazione che diano agli alunni la possibilità di dimostrare i risultati del loro studio, le competenze acquisite e il loro livello di conoscenza, in un’ ottica di promozione del successo personale e scolastico, con l’obiettivo esplicito di prevenire l’etichettatura o l’esclusione. Verificare attraverso monitoraggio la qualità dell’inclusione , a livello individuale e collegiale. Costruire un dossier di sviluppo relativo a ciascun soggetto.

14 La Valutazione Il rinforzo delle competenze di riflessione è un obiettivo cruciale per questi alunni. La valutazione degli alunni avviene sulla base del PDP (Piano Didattico Personalizzato)tenendo conto delle specifiche difficoltà. Verranno concordate: verifiche orali programmate compensazione di compiti scritti con prove orali uso di mediatori didattici durante le prove scritte e orali (mappe mentali, mappe cognitive..) valutazioni più attente alle conoscenze a alle competenze di analisi, sintesi e collegamento con eventuali elaborazioni personali, piuttosto che alla correttezza formale eventuali prove informatizzate tempi più lunghi valutazione dei progressi in itinere prove guidate, privilegiando la valutazione di attività esperienziali e laboratoriali e cercando di sviluppare processi di autovalutazione e autocontrollo


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