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LABORATORIO LINGUAGGI E TECNICHE COMUNICATIVE NON VERBALI

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Presentazione sul tema: "LABORATORIO LINGUAGGI E TECNICHE COMUNICATIVE NON VERBALI"— Transcript della presentazione:

1 LABORATORIO LINGUAGGI E TECNICHE COMUNICATIVE NON VERBALI
CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER ATTIVITA’ DI SOSTEGNO AGLI ALUNNI CON DISABILITA’ A.A. 2016/17 LABORATORIO LINGUAGGI E TECNICHE COMUNICATIVE NON VERBALI SCUOLA PRIMARIA Dott.ssa Angela Fiorillo – Insegnante scuola secondaria secondo grado – Tutor coordinatore tirocinio SdF primaria – Pedagogista clinico e giuridico – Dottore di ricerca Teorie e storia dell’educazione Angela Fiorillo

2 Gli alunni con disabilità a scuola e le difficoltà nella comunicazione
Programma Prima lezione 10 marzo Rassegna sulle caratteristiche della comunicazione e sui linguaggi non verbali L’ascolto attivo Gli alunni con disabilità a scuola e le difficoltà nella comunicazione Linguaggi - comunicazione e didattica inclusiva Laboratori creativi a scuola: musica Esercitazioni Seconda e terza lezione 5 maggio Lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione Tecniche comunicative non verbali: la CAA Cenni su AEERC, TEACCH, ABA Laboratori creativi a scuola: teatro, arte Linguaggi non verbali e apprendimento Esame 18 maggio Angela Fiorillo

3 Angela Fiorillo

4 I livelli di lettura della comunicazione
SINTATTICO: riguarda tutti quegli aspetti relativi alla trasmissione delle informazioni e perciò si parla di codifica, decodifica, canali, interferenza, proprietà statiche del linguaggio. La sintassi significa ordinamento e studia i diversi modi in cui le parole si uniscono tra loro per formare una proposizione e i vari modi in cui le proposizioni si collegano per formare un periodo. SEMANTICO: riguarda il significato dei simboli e delle parole del messaggio. È in stretto rapporto con la semiologia, la logica, la psicologia. Uno scambio effettivo, una comunicazione efficace presuppone una convenzione non solo sintattica ma anche semantica. PRAGMATICO: riguarda gli effetti della comunicazione sui comportamenti. La pragmatica si occupa dell’uso della lingua come azione reale e concreta. Non si occupa della lingua intesa come sistema di segni, ma osserva come e per quali scopi la lingua viene utilizzata e in che misura soddisfi esigenze e scopi comunicativi. La pragmatica si occupa di come il contesto influisca sull’interpretazione dei significati. Per contesto si intende l’insieme di fattori extralinguistici (sociale, ambientale e psicologico) che influenzano gli atti linguistici. Angela Fiorillo

5 Gli assiomi della comunicazione 1
L’IMPOSSILITA’ DI NON COMUNICARE OGNI COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO DI CONTENUTO E UN ASPETTO DI RELAZIONE DI MODO CHE IL SECONDO CLASSIFICA IL PRIMO ED E’ QUINDI METACOMUNICAZIONE Elementi: Notizia (è il contenuto del messaggio) Comando (riguarda la relazione tra i comunicanti) Angela Fiorillo

6 Gli assiomi della comunicazione 2
LA NATURA DI UNA RELAZIONE DIPENDE DALLA PUNTEGGIATURA DELLE SEQUENZE DI COMUNICAZIONE TRA I COMUNICANTI GLI ESSERI UMANI COMUNICANO SIA CON IL MODULO NUMERICO CHE CON QUELLO ANALOGICO TUTTI GLI SCAMBI DI COMUNICAZIONE SONO SIMMETRICI O COMPLEMENTARI, A SECONDA CHE SIANO BASATI SULL’UGUAGLIANZA O SULLA DIFFERENZA Angela Fiorillo

7 Funzioni della comunicazione 1
REFERENZIALE (o rappresentazionale) E’ la funzione fondamentale della comunicazione, consistente nello scambio di informazioni tra gli interlocutori su un oggetto o “referente” INTERPERSONALE (o espressiva) Un messaggio verbale non è mai una trasmissione neutrale di informazioni sul mondo circostante, è sempre anche una comunicazione tra chi parla e i suoi interlocutori Angela Fiorillo

8 Funzioni della comunicazione 2
DI AUTO ED ETEROREGOLAZIONE (o di controllo) E’ l’aspetto strumentale o di controllo del comportamento, finalizzato al conseguimento di un obiettivo DI COORDINAZIONE DELLE SEQUENZE INTERATTIVE Le regole per l’uso dei simboli, oltre che per una serie di elementi per scambiarsi i ruoli di parlante e ascoltatore, salutarsi, congedarsi e così via DI METACOMUNICAZIONE Ogni comunicazione ha due aspetti, uno relativo al contenuto del messaggio, l’altro riguardante il modo in cui tale messaggio deve essere assunto e quindi la relazione che esiste tra i comunicanti Angela Fiorillo

9 La competenza comunicativa
Linguistica: capacità di produrre e interpretare segni verbali Paralinguistica: modulare alcune caratteristiche del significante come enfasi, cadenza della pronuncia Cinesica: realizzare la comunicazione mediante segni gestuali (cenni, mimica, movimenti del volto, del corpo, delle mani) Prossemica: variare gli atteggiamenti spaziali e le distanze interpersonali (toccarsi, essere a contatto, distanze) Performativa: utilizzare l’atto linguistico e non linguistico per realizzare la propria intenzione comunicativa Pragmatica: usare i segni linguistici e non in modo adeguato alle situazioni e alle intenzioni Socio-culturale: riconoscere le situazioni sociali e di ruolo. Angela Fiorillo

10 Sistemi di comunicazione di cui è composta una interazione comunicativa
Verbale Intonazionale (enfasi, sottolineature..) Paralinguistico (borbottii, sbadigli, sussurri, risolini, colpi di tosse, pause …) cinesico: (movimenti corpo, mani, contatto visivo …) Angela Fiorillo

11 Sistemi di comunicazione non verbale
Il sistema cinesico il comportamento spaziale Contatto corporeo Distanza interpersonale Orientazione Postura Il comportamento motorio - gestuale Gesti simbolici Gesti illustratori Segnali regolatori Gesti di adattamento Angela Fiorillo

12 Sistemi di comunicazione non verbale
Il comportamento mimico del volto L’importanza comunicativa e espressiva del volto consiste nella possibilità di modulare l’espressività e variarla Il comportamento visivo lo sguardo svolge un ruolo importante nel comunicare atteggiamenti interpersonali e nell’instaurare relazioni Angela Fiorillo

13 La comunicazione Parte logica Parte inconsc ia Parte sommersa
parte inconscia e quindi l’emisfero destro: Comunicazione non verbale Creatività Fantasia Intuizione Gestualità Affettività Parte emergente dell’iceberg ra ppresenta la parte razionale quindi l’emisfero sinistro. - Comunicazione verbale valutazione logica Pensiero matematico Angela Fiorillo

14 Il linguaggio non verbale 1
E’ un linguaggio di relazione utile a segnalare i mutamenti di qualità nello svolgimento delle relazioni interpersonali, di notevole efficacia in tutte le situazioni comunicative, compreso quelle educative e scolastiche. può essere considerato il mezzo principale per esprimere e comunicare le emozioni; ha uno speciale valore simbolico che esprime atteggiamenti circa l’immagine di sé e del proprio corpo e partecipa alla presentazione di sé agli altri; sostiene e completa la comunicazione verbale; svolge una funzione metacomunicativa, in quanto fornisce elementi per interpretare il significato delle espressioni verbali; Angela Fiorillo

15 Il linguaggio non verbale 2
funge da canale di dispersione in quanto, essendo meno sottoposto al controllo consapevole o a censura inconscia, lascia filtrare più facilmente contenuti profondi dell’esperienza dell’individuo; svolge una funzione di regolazione dell’interazione partecipando a sincronizzare i turni e le sequenze, a fornire informazioni di ritorno, a inviare segnali di attenzione; assume funzione di sostituzione della c.v. in situazioni che non consentono l’uso del linguaggio. Angela Fiorillo

16 Cenni sullo sviluppo del linguaggio
nel primo periodo dello sviluppo infantile, fino a tre anni circa, è il linguaggio dell’adulto che interviene a dirigere il comportamento del bambino Dai 3 anni fino ai 4-6 circa, il bambino nel controllo del comportamento cognitivo utilizza il linguaggio da lui prodotto spontaneamente ad alta voce (egocentrico) che non serve per comunicare ma per guidare il comportamento, è il linguaggio per se stessi, è connesso con il pensiero, serve all’orientamento mentale. In una fase successiva , da 4-6 anni fino verso ai 7 anni, il linguaggio egocentrico viene interiorizzato, divenendo linguaggio interno o pensiero verbale; contemporaneamente si sviluppa un tipo di linguaggio esteriore più idoneo alla comunicazione interpersonale. Angela Fiorillo

17 ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE Le espressioni del volto
La gestualità La prossemica L’orientazione Il territorio La postura La prosodia Angela Fiorillo

18 LE ESPRESSIONI DEL VOLTO
hanno la funzione di comunicare le emozioni e gli atteggiamenti interpersonali Sopracciglia : forniscono un costante commento al discorso. Sguardo : rivela soprattutto l’intensità dell’emozione. Posizioni del capo,atteggiamento di labbra,bocca ,mento : sostengono ed accompagnano il discorso. Angela Fiorillo

19 LA GESTUALITA’ Il gesto delle mani può trasmettere dei messaggi immediati può evocare emozione positive o negative . Le diverse gestualità: Gestualità accusatrice utilizzata dai comunicatori che voglio imporre la propria idea. Esempio il dito puntato o l’uso della mano a fendente Gestualità propiziatoria utilizzata da quei comunicatori più accoglienti che non intendono imporre le proprie idee ma confrontarsi con l’interlocutore. Ad esempio le mani giunte o aperte Gestualità del super logico utilizzata dai comunicatori molto razionali tendenti a dare spiegazioni. Ad esempio l’uso del pollice indice uniti Angela Fiorillo

20 LA PROSSEMICA Angela Fiorillo

21 distanza personale (che va da 45 a 120 centimetri),
distanza intima (calcolata nella distanza da 0 a 45 centimetri) rappresenta la soglia di distanza minima tra due o più individui. Essa comprende anche l’assenza di distanza (0-15 centimetri) tra due o più individui. Si realizza quando vi è totale coinvolgimento fisico ed emotivo, tipico dei rapporti amorosi o della lotta. I sensi coinvolti sono il tatto e l’olfatto, mentre le parti del corpo interessate sono la pelle, le cosce, le gambe, gli organi sessuali; distanza personale (che va da 45 a 120 centimetri), ancorché lasci invariato il contatto diretto, definisce una significativa distanza tra due individui, che giunge a ridurre le possibilità di percepire fisicamente l’interlocutore. È tipico della conversazione fra amici e familiari; distanza sociale (che va da 120 a 360 centimetri) è tipica delle situazioni lavorative. Se oltrepassa i 210 centimetri definisce un carattere di netta formalità; distanza pubblica (che va da 360 a 750 centimetri e oltre) definisce gli spazi e le situazioni pubbliche caratterizzati da relazioni rigide e formali, tipica di alcune occasioni pubbliche come conferenze, lezioni, etc. Angela Fiorillo

22 L’ORIENTAZIONE Orientazione fianco a fianco: indica un certo grado di intimità ed anche atteggiamenti cooperativi. Orientazione frontale: è utilizzata in situazioni più formali ed in cui si tende a stabilire un rapporto gerarchico, indica anche atteggiamenti competitivi. Angela Fiorillo

23 IL TERRITORIO Una notevole vicinanza corporea è solitamente vissuta come una sorta di invasione del proprio «territorio» personale, dove naturalmente si preferisce la vicinanza di persone amiche. Il territorio può essere sostanzialmente di tre tipi: SPAZIO PERSONALE l’area intorno a se stessi, la cui violazione provoca un forte disagio. Gli spazi personali sono, in genere, circolari, ma più ampi davanti e dietro TERRITORIO PERSONALE un’area più ampia rispetto allo spazio personale, che un individuo possiede e controlla (la casa, l’auto, la postazione di lavoro, le camere d’albergo, il solito posto a tavola). È una proprietà diventata esclusiva in seguito a ripetute occupazioni; TERRITORIO DOMESTICO uno spazio, per lo più pubblico, occupato abitualmente da gruppi (i posti al bar, nei pub, nei club). REAZIONI ALLA VIOLAZIONE DEL TERRITORIO La violazione del territorio può verificarsi con la riduzione della distanza fisica: facendo rumore, guardando, ascoltando. Essa solitamente genera disagio in chi la subisce e provoca lo spostamento dello sguardo e una reazione fisica che spinge a fare barriera con le braccia, voltare le spalle e, infine, all’allontanamento. Le reazioni, naturalmente, sono proporzionali all’identità dell’intruso. Angela Fiorillo

24 LA POSTURA può riflettere: Uno stato d’animo Un atteggiamento
Il ruolo o status sociale L’immagine che si ha del proprio corpo Angela Fiorillo

25 Angela Fiorillo

26 LA PROSODIA L’uso della voce è il canale su cui si esercita un minor controllo Rivela in modo più veritiero i reali stati emotivi e gli atteggiamenti interpersonali Può diventare una delle caratteristiche di una persona ( sesso, età, provenienza geografica) “ Con il tono giusto si può dire tutto, con quello sbagliato non si può dire nulla “ ( George Bernard Shaw ) Angela Fiorillo

27 TECNICHE E STRATEGIE Rispecchiamento
Mettersi nella stessa posizione in cui è messo l’interlocutore. I neuroni specchio sono adibiti a decodificare i gesti non verbali. Riconoscendo nell’interlocutore gli stessi segnali non verbali si crea l’empatia e fiducia. È molto importante creare empatia al fine di infondere fiducia nell’interlocutore il quale sarà più disponibile ad ascoltare i consigli. Questo tipo di tecnica è molto utile per gestire le persone più difficili Rapporto assertivo Ascoltare e condividere l’opinione dell’interlocutore agganciando la propria dando un taglio di convincimento. Viene utilizzata con le persone molto polemiche che non cambiano facilmente opinione. Non bisogna andare allo scontro ma condividere le loro opinioni. Ricalco e guida verbale Riconosco nell’interlocutore il suo stato interno, lo accetto e mi adeguo. Ad esempio se il mio interlocutore è seduto sulla punta di una sedia io non posso essere rilassato su un divano ma adeguo la mia postura al fine di entrare in sintonia con lui. Il linguaggio deve avere lo stesso ritmo dell’interlocutore. Si tratta di andare in sintonia con le vibrazioni dell’altro Angela Fiorillo

28 STILI COMUNICATIVI La vista, l’olfatto, l’udito, il gusto e il tatto rappresentano i filtri attraverso i quali la realtà viene setacciata in base alle nostre preferenze; ognuno di noi tende a concentrarsi più su un senso piuttosto che su gli altri (esempio: tre amici vedono lo stesso film al cinema. Uno verrà attirato dagli effetti speciali e quindi la vista, l’altro sarà affascinato dalla colonna sonora e dalle musiche e quindi l’udito e l’altro ancora si sarà fatto trasportare dalle emozioni e dalle sensazione che il film gli ha trasmesso. Alla fine del film ognuno inizierà a raccontare aspetti che gli altri non hanno percepito. Questo accade perché ogni individuo ha una preferenza verso un sistema piuttosto che un altro. Angela Fiorillo

29 La comunicazione non verbale passa per tre canali organizzati gerarchicamente e ognuno dei quali attiva in via preferenziale uno dei i cinque sensi 1°CANALE DI ACCESSO il canale di accesso è quello che si interfaccia con il mondo esterno, si utilizza quando si incontrano delle persone per la prima volta. È il canale più immediato ma non utilizzato molto spesso 2°CANALE DI ELABORAZIONE Il canale di elaborazione è quello attraverso il quale si elaborano le informazioni, si ragiona e si prendono le decisioni. È il canale utilizzato più di frequentemente 3° CANALE INTERIORE Il canale interiore, più profondo è quello legato alla nostra intimità, viene utilizzato con le persone più intime e familiari Angela Fiorillo

30 MODALITA’ DI DISCONFERMA E DI SQUALIFICA DELLA COMUNICAZIONE
Risposte impenetrabili : rifiutarsi di rispondere ad una persona in una conversazione faccia a faccia, non rispondere ad una lettera , non richiamare una persona al telefono Risposte di interruzione : cominciare a parlare prima che l’altro abbia finito, dimostrare assenza di interesse per quanto sta dicendo Risposte irrilevanti : risposte non collegate a quanto qualcuno ha appena detto Risposte tangenziali : non si ignora la proposta del parlante ma la si utilizza come punto di partenza per introdurre un argomento completamente diverso Risposte ambigue : contengono messaggi con molteplici significati, l’interlocutore non sa bene cosa l’altro pensi Risposte incongruenti : contengono due messaggi uno dei quali ( quello non verbale ) è in contraddizioni Angela Fiorillo

31 ASCOLTO ATTIVO Si fonda sui seguenti tre punti, a ciascuno dei quali corrispondono specifiche azioni da compiere: MANIFESTAZIONI DELL’INTERESSE L’interlocutore deve avere l’impressione che ciò che sta dicendo ci interessa. Si può comunicare questo interesse attraverso il linguaggio non verbale (così facendo si modella la relazione): contatto visivo (guardare chi parla), linguaggio del corpo (non dare segni di impazienza o di disagio), non interrompere, non distrarsi. RICHIESTE MIRATE Si può interloquire non per interrompere chi parla, ma per facilitargli la comunicazione: invito a iniziare la conversazione, incoraggiamenti a continuare il discorso, richiesta di informazioni (meglio se brevi) volte a inquadrare meglio l’oggetto di cui si parla, stimoli ad approfondire certi passaggi per capire meglio ciò che viene detto. Angela Fiorillo

32 ESPRESSIONI D’INTESA Ricerca di conferme, per sé e per l’interlocutore sulla qualità della comprensione: parafrasare il contenuto esposto (“Allora, se non ho capito male, lei ha detto che...”), riflettere i sentimenti e le intenzioni dell’interlocutore (“Mi rendo conto che per lei questo è molto impegnativo…” o “Da quello che mi dice mi pare di capire che lei abbia intenzione di …”) riassumere (“Se mi consente provo a riassumere quanto abbiamo detto finora…”). Un ascolto attivo implica una continua verifica, volta sia ad accertarsi di aver ben compreso che a confermare all’interlocutore che lo stiamo ascoltando; è dunque opportuno, per esempio, che le espressioni di intesa non si concludano, come affermazioni, ma con una richiesta di convalida: “Se ho ben capito lei ha detto che… E’ così?”. Oppure: “Mi pare che questi eventi la coinvolgano molto… E’ vero?” Bisogna, inoltre, mostrare di credere alle affermazioni di conferma oppure, assertivamente, esplorare con nuove domande; l’importante è non dire “Sì”, dando l’impressione di non fidarsi perché questo può uccidere la comunicazione. Angela Fiorillo

33 Un ascolto attivo, per essere veramente efficace deve possedere tre qualità fondamentali, e cioè deve essere: – empatico: l’empatia mira ad instaurare il rapporto e la fiducia attraverso l’attenzione ai contenuti e la comprensione degli stati d’animo (un vero ascolto non si limita ai livelli razionali, ma considera la relazione e gli stati emotivi); – reattivo: chi ascolta non deve essere passivo, ma inviare continuamente feedback volti a rinforzare l’interlocutore e a ottenere più informazioni; – selettivo: chi ascolta deve cercare di ottimizzare il processo della comunicazione individuando gli argomenti effettivamente rilevanti stimolando l’interlocutore a concentrarsi su questi. Angela Fiorillo

34 VANTAGGI DI UNA EFFICIENTE MODALITA’ DI ASCOLTO
Riduce le incomprensioni Induce l’interlocutore ad esprimersi a pieno senza timore Aumento dell’autostima e della fiducia in se stessi: si immagazzinano più informazioni, si eseguono meglio le istruzioni Angela Fiorillo

35 Ascolto attivo empatico
Ci si mette in condizione di ascolto efficace provando a mettersi nei panni dell’altro, cercando di entrare nel punto di vista del nostro interlocutore e comunque condividendo le sensazioni che manifesta. Chi parla, sentendosi ascoltato tenterà di migliorare la comunicazione sia nella quantità che nella qualità a tutto vantaggio della ricchezza delle informazioni, del senso di sicurezza, della fiducia e dell’onestà. Angela Fiorillo

36 I PRECURSORI DELLA TEORIA DELLA MENTE
è l’espressione che si usa per indicare la comprensione del fatto che le altre persone possiedono un mondo interiore, caratteristico di ogni individuo. Possedere una teoria della mente consente di leggere le altre persone come individui dotati di motivazione, intenzione, desideri, scopi credenze e pensieri. I PRECURSORI DELLA TEORIA DELLA MENTE 1) l’intenzione comunicativa dichiarativa (fine del primo anno ) richiamare l’attenzione dell’adulto su un oggetto per condividere l’interesse per l’oggetto il bambino indica un oggetto/evento all’adulto alternando il proprio sguardo tra l’oggetto/evento e il volto dell’adulto, finche questi non guarda nella stessa direzione. intenzione di influenzare lo stato mentale dell’altro relativamente a qualche evento esterno 2) il gioco simbolico (secondo anno) nel giocare a “far finta” un oggetto viene impiegato per rappresentarne uno diverso attribuendo proprietà diverse da quelle effettivamente possedute; condivide con la teoria della mente la capacità di rappresentarne una realtà diversa da quella percepita Angela Fiorillo

37 Sviluppo normale Il modulo cognitivo si completa entro i 4 anni di vita secondo il quale il soggetto riflette e comprende le emozioni altrui. Con lo sguardo referenziale, l’attenzione condivisa e il gioco di finzione il bambino apprende a riconoscer le emozioni degli altri. AUTISMO Le persone con autismo hanno difficoltà ad attribuire agli altri stati mentali diversi dal proprio. Difficoltà ad attribuire alle azioni degli altri un significato – prevedibilità deficitaria – il mondo e gli altri diventano imprevedibili. Fino a quando non si è completato e concluso la processazione cognitiva, un bambino non autistico di età inferiore ai i 4 anni può avere delle manifestazioni emotive equiparabili a quelle di un bambino con autismo Angela Fiorillo

38 Nei bambini con autismo sono compromesse le funzioni esecutive a causa della rigidità del pensiero e delle stereotipie Dal punto di vista comunicativo le funzioni esecutive compromettono, sia nei bambini con autismo che nei bambini con la sindrome ADHD (rientra nei disturbi del neuro sviluppo) la pragmatica, ovvero la capacità nel bambino di utilizzare la comunicazione in maniera appropriata al fine di una corretta interazione sociale. E’ stato dimostrato da alcuni ricercatori americani che, durante la risonanza magnetica, nei bambini con autismo non si attivano le aree cerebrali responsabili nel riconoscimento degli stati emotivi dei volti ( rivista Psycologi). Angela Fiorillo

39 Coerenza centrale La capacità di sintetizzare in un tutto coerente, o meglio di sistematizzare in un sistema di conoscenze, le molteplici esperienze parcellari che investono i nostri sensi. Il bambino autistico rimane ancorato ai dati esperienziali parcellizzati, con incapacità di cogliere il significato dello stimolo nel suo complesso. Il soggetto autistico è incapace di percepire lo stimolo nel suo complesso: Elaborazione segmentaria dell’esperienza Difficoltà di accedere dal particolare al generale Polarizzazione esasperata su frammenti di esperienza Angela Fiorillo

40 AUTISMO E COMUNICAZIONE
- Ritardo o totale mancanza dello sviluppo di comportamenti comunicativi ritardo o assenza linguaggio vocale - I soggetti che sono in grado di utilizzare il linguaggio si esprimono in molte occasioni in modo bizzarro, hanno difficoltà a sostenere una conversazione - Uso del linguaggio stereotipato o ripetitivo - Ecolalia può essere immediata (ripetizione di parole o frasi subito dopo l’ascolto), oppure ecolalia differita (ripetizione a distanza di tempo di frasi o parole sentite in precedenza. Angela Fiorillo

41 INTERAZIONE SOCIALE I soggetti autistici mostrano:
- un’apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale con gli altri, - tendenza all’isolamento e alla chiusura sociale, - apparente indifferenza emotiva agli stimoli o ipereccitabilità agli stessi, - difficoltà ad instaurare un contatto visivo Angela Fiorillo

42 SINDROME DI ASPERGER è un disturbo del neuro- sviluppo che si evidenzia precocemente o al momento della scolarizzazione se il soggetto non è compromesso dal punto di vista intellettivo e del linguaggio. Difficoltà a riconoscere gli stati emotivi (difficoltà nel rappresentarli graficamente) Capacità intellettive brillanti Un linguaggio strutturato Iniziative goffe e bizzarre Incapacità di cogliere lo stato d’animo, i pensieri e le intenzioni nell’altro Incapacità di cogliere i messaggi comunicativi impliciti Interessi insoliti e circoscritti ( ricercare un particolare dell’immagine/oggetto) Deficit dell’attività immaginativa e creativa Difficoltà ad organizzare e a dare una rappresentazione grafica Importante compromissione della pragmatica, (capacità di comprendere i costrutti linguistici con valenza comunicativa). La prosodia ovvero l’intonazione della voce è molto spesso monocorde bizzarra e povera Scarsa comunicazione gestuale e anche a livello di espressività facciale e di gesti Difficoltà nelle interazioni sociali Angela Fiorillo

43 INTERAZIONE SOCIALE NELL’ASPERGER
DIFFICOLTA’ NEL: Riconoscere emozioni espressioni del volto di un’altra persona Empatia: condividere emozioni di un’altra persona imitando , riproducendo Comprendere la situazione alla base di un evento emotivo dell’altro ed essere capaci di prevedere e di rispondere appropriatamente (processo di mentalizzazione) Angela Fiorillo

44 NEURONI SPECCHIO Nei soggetti autistici si parla della teoria dello specchio rotto perché, questi neuroni non permettono di comprendere l’azione dell’altro e il contenuto esperienziale del mondo affettivo altrui, rimane una semplice registrazione sensoriale di un evento esterno (Gallese 2006) Questi neuroni entrano in funzione quando il soggetto compie un’azione o quando la stessa azione viene compiuta dall’altro Sono coinvolti nella comprensione: delle azioni dirette ad un obiettivo, simulazione azioni, imitazione, empatia Minore attività dei neuroni specchio nei soggetti con autismo determina un deficit: di attenzione congiunta di imitazione di intersoggettività Un lavoro interessante di Dapretto e collaborator (2005) dimostrano che: I soggetti con autismo ad alto funzionamento riconoscono e imitano espressione di alcune emozioni ma utilizzando circuiti cerebrali differenti : bay passano il circuito mirror pertanto le espressioni vengono percepite e riconosciute ma non vissute dal punto di vista empatico. Angela Fiorillo

45 TEORIA SOCIO-AFFETTIVA
Componenti e connessioni neurali, grazie alla plasticità cerebrale, si modificano, oltre che geneticamente, anche sulla base delle stimolazioni ambientali L’accudimento del bambino e quindi il contatto fisico a livello cerebrale aumentano il collegamento sinaptico responsabile della capacità di provare e riconoscere le emozioni Rapporto madre-bambino (attaccamento) La sensibilità emotiva di chi si prende cura stimola comportamenti di contatto da parte del bambino. Angela Fiorillo

46 LAVORO DI GRUPPO Angela Fiorillo

47 LINGUAGGI - COMUNICAZIONE E DIDATTICA INCLUSIVA
Angela Fiorillo

48 DIDATTICA INCLUSIVA Prospettiva educativa che organizza i processi di insegnamento e di apprendimento a partire dalle differenze presenti nel gruppo classe per raggiungere il massimo possibile in termini di apprendimento e partecipazione. Coniugare le dimensioni della qualità della vita, le variabili di contesto (aspettative, prospettive, intenzioni, preferenze), con gli interventi messi in atto, compreso quelli del PEI/PDP. Angela Fiorillo

49 LE DIMENSIONI DELLA QUALITÀ DELLA VITA
Benessere fisico come stato di salute e di integrità di una serie di funzioni motorie e sensoriali Benessere materiale come indicatore sociale Benessere sociale come insieme delle relazioni interpersonali in cui è inserito il soggetto e inclusione sociale Benessere emozionale e dimensioni psicologiche di autostima e autoefficacia Funzionalità sociale, competenza del soggetto a ricoprire ruoli sociali, adattamento all’ambiente e autodeterminazione Diritti ed empowerment Angela Fiorillo

50 Punto 7 INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI
ICF LA CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITA’ E DELLA SALUTE Recepisce pienamente il modello sociale della disabilità considerando la persona non soltanto dal punto di vista sanitario ma promuovendone un approccio globale attento alle potenzialità complessive, alle varie risorse del soggetto tenendo ben presente che il contesto personale, naturale, sociale e culturale, incide decisamente nella possibilità che tali risorse hanno di esprimere. Descrive tanto le capacità possedute quanto le performance possibili intervenendo sui fattori contestuali. Nella prospettiva dell’ICF la partecipazione alle attività sociali di una persona con disabilità è determinata dall’interazione delle sue condizioni di salute (a livello di strutture e di funzioni corporee), con le condizioni ambientali, culturali, sociali e personali (fattori contestuali) in cui essa vive. CONDIZIONI DI SALUTE ATTIVITA’ PERSONALI: Punto COMUNICAZIONE Punto INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI Angela Fiorillo

51 PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO
Per: Attivare i processi di apprendimento Costruire l’apprendimento Valutare gli esiti dell’apprendimento Correlare le aree del piano con le dimensioni della qualità della vita e con le aspettative dell’alunno, della famiglia, della scuola La riforma Buona scuola e il decreto attuativo n. 61/17 prevedono l’inserimento del PEI nel Progetto Individuale preventivo della persona con disabilità (art. 14 Legge 328/2000) e la redazione di un profilo di funzionamento Angela Fiorillo

52 DALLE INDICAZIONI NAZIONALI 2012 MUSICA
Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L’alunno esplora, discrimina ed elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo, spaziale e in riferimento alla loro fonte. Esplora diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali, imparando ad ascoltare se stesso e gli altri; fa uso di forme di notazione analogiche o codificate. Articola combinazioni timbriche, ritmiche e melodiche, applicando schemi elementari; le esegue con la voce, il corpo e gli strumenti, ivi compresi quelli della tecnologia informatica. Improvvisa liberamente e in modo creativo, imparando gradualmente a dominare tecniche e materiali, suoni e silenzi. Esegue, da solo e in gruppo, semplici brani vocali o strumentali, appartenenti a generi e culture differenti, utilizzando anche strumenti didattici e auto-costruiti. Riconosce gli elementi costitutivi di un semplice brano musicale, utilizzandoli nella pratica. Ascolta, interpreta e descrive brani musicali di diverso genere. Angela Fiorillo

53 INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI
Esempio di relazione tra dimensioni della qualità della vita e aree ICF ICF Sviluppo personale Relazioni interpersonali Inclusione sociale Esplora diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali, imparando ad ascoltare se stesso e gli altri; fa uso di forme di notazione analogiche o codificate. COMUNICAZIONE INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI Acquisizione di maggiore autonomia Miglioramento nella comunicazione con i compagni e gli adulti e nella espressività Maggiore partecipazione alle attività extrascolastiche Angela Fiorillo

54 ESEMPI PER LA DIDATTICA
Laboratori e apprendimento cooperativo per l’inclusione Lapbok per apprendere Immagini per l’autonomia Angela Fiorillo

55 LABORATORIO MUSICALE Angela Fiorillo

56 Esempio di agenda giornaliera per alunni con autismo con cartellone
Angela Fiorillo

57 Esempio realizzato con VUE
Angela Fiorillo

58 E’ un mini libro realizzato con carta, cartoncini, colori …
LAPBOOK E’ un mini libro realizzato con carta, cartoncini, colori … Vantaggi per alunni BES: sviluppa la creatività usa molte immagini richiede una progettazione ha un immediato impatto sugli esiti è uno strumento utile per studiare utilizza testi brevi e semplici Angela Fiorillo

59 Progettare una attività didattica utilizzando la tabella sulla Musica
ESERCITAZIONI Progettare una attività didattica utilizzando la tabella sulla Musica Individuare le difficoltà nella comunicazione dell’alunno/a seguito nel tirocinio diretto Progettare una attività didattica per l’alunno/a che utilizzi i linguaggi non verbali Angela Fiorillo

60 BIBLIOGRAFIA Angela Fiorillo

61 BIBLIOGRAFIA DIDATTICA
Angela Fiorillo

62 BIBLIOGRAFIA CAA Angela Fiorillo


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