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L’interruzione volontaria di gravidanza

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Presentazione sul tema: "L’interruzione volontaria di gravidanza"— Transcript della presentazione:

1 L’interruzione volontaria di gravidanza
Mai nati L’interruzione volontaria di gravidanza

2 La maternità non è un dovere morale Non è nemmeno un fatto biologico
E’ una scelta cosciente «Lettera a un bambino mai nato» Oriana Fallaci

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4 Mai due estranei legati allo stesso destino furono più estranei di noi
Mai due estranei legati allo stesso destino furono più estranei di noi. Mai due sconosciuti uniti nello stesso corpo furono più sconosciuti, più lontani di noi. «Lettera a un bambino mai nato» Oriana Fallaci

5 al suo termine fisiologico Può essere spontaneo o provocato (IVG)
L’aborto è definito come l’interruzione precoce della gravidanza rispetto al suo termine fisiologico Può essere spontaneo o provocato (IVG)

6 Nella maggior parte dei paesi europei e dell’occidente l’interruzione volontaria della gravidanza è legale e regolamentata dalla legge. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda tutti i paesi del mondo a dotarsi di leggi che legalizzino e regolamentino l’IVG al fine di garantire la libera scelta delle donne e scongiurare le morti o le gravi complicazioni causate da pratiche abortive e/o interventi chirurgici insicuri.

7 PORTOGALLO illegale, punibile con pena detentiva di 3 anni. Dal 1984:
Malformazioni del feto Stupro Grave rischio di salute della madre SPAGNA legale dal 1985 entro la 12° settimana di E.G. FRANCIA legale da 1974 entro la 12° settimana di E.G. GERMANIA illegale. Riconosciute quattro cause di non punibilità Pericolo di vita o della salute della donna Violenza carnale Feto affetto da gravi malattie o malformazioni Circostanze socio - economiche

8 AUSTRIA legale dal 1975 entro i primi tre mesi di gestazione
POLONIA legale dal 1993 entro il terzo mese di gestazione in caso di : Malformazioni del feto Problemi di salute della madre Stupro o incesto SVIZZERA legale dal entro la 12° settimana di E.G. per tutte le donne ROMANIA legale dal 1958 con il decreto 463

9 ALBANIA legale fino alla 12° settimana di gestazione
IRLANDA E MALTA illegale GRECIA – SVEZIA – FINLANDIA legale; non riconosciuta obiezione di coscienza REGNO UNITO legale fino alla 24° settimana di gestazione se validi motivi AFRICA illegale e non sicuro. 29 aborti ogni 1000 donne in età fertile

10 ASIA sempre più diffuso «aborto selettivo»
CINA diffuso dal 1979 INDIA illegale dal 1994, diffuso tra le donne che aspettano una femmina

11 Legale dal 1978 è regolato dalla Legge n.194/78
ITALIA Legale dal 1978 è regolato dalla Legge n.194/78 22 Articoli

12 era punito con la reclusione da sette a dodici anni (art. 545),
Prima del 1978 l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), in qualsiasi sua forma, era considerata dal codice penale italiano un reato (art. 545 e segg.). In particolare: causare l'aborto di una donna non consenziente (o consenziente, ma minore di quattordici anni) era punito con la reclusione da sette a dodici anni (art. 545), causare l'aborto di una donna consenziente era punito con la reclusione da due a cinque anni, comminati sia all'esecutore dell'aborto, sia alla donna stessa (art. 546), procurarsi l'aborto era invece punito con la reclusione da uno a quattro anni (art. 547). istigare all'aborto, o fornire i mezzi per procedere ad esso, era punito con la reclusione da sei mesi a due anni (art. 548). In caso di lesioni o morte della donna le pene erano ovviamente inasprite (art. 549 e 550), ma, nel caso "... alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 545, 546, 547, e 550 è stato commesso per salvare l'onore proprio o quello di un prossimo congiunto, le pene ivi stabilite sono diminuite dalla metà ai due terzi." (art. 551).

13 Nel 1976 il diritto all’aborto fu richiesto dalle donne di Seveso,
Nel 1975 il tema della regolamentazione dell'aborto riceveva l'attenzione dei mezzi di comunicazione Sull’onda delle manifestazioni e delle proteste, della rivoluzione culturale e sessuale che stava coinvolgendo la società italiana, venne portata avanti la campagna abortista, che fu condotta dalla sinistra, dai partiti liberal-capitalisti e dal Partito Radicale. Il 5 febbraio una delegazione comprendente Marco Pannella e Livio Zanetti, direttore de L'espresso, presentava alla Corte di Cassazione la richiesta di un referendum abrogativo degli articoli n°546, 547, 548, 549 2º Comma, 550, 551, 552, 553, 554, 555 del codice penale Nel 1976 il diritto all’aborto fu richiesto dalle donne di Seveso, dopo l’esplosione di una importante industria chimica che causò la nascita di feti malformati

14 non è un mezzo per il controllo delle nascite.
Legge 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 1978, n. 140) Articolo 1 Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è un mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.

15 informarla sui diritti delle gestanti in materia di lavoro;
L'art. 2 tratta dei consultori e della loro funzione in relazione alla materia della legge, indicando il dovere che hanno nei confronti della donna in stato di gravidanza: informarla sui diritti a lei garantiti dalla legge e sui servizi di cui può usufruire; informarla sui diritti delle gestanti in materia di lavoro; suggerire agli enti locali soluzioni a maternità che creino problemi; contribuire a far superare le cause che possono portare all'interruzione della gravidanza.

16 o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento,
Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito (Art. 4).

17 La legge stabilisce che le generalità della donna rimangano anonime.
Articolo 6 L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere praticata: quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. La legge stabilisce che le generalità della donna rimangano anonime.

18 Articolo 7 I processi patologici che configurino i casi previsti dall’articolo precedente vengono accertati da un medico del servizio ostetrico-ginecologico dell’ente ospedaliero in cui deve praticarsi l’intervento, che ne certifica l’esistenza. Il medico può avvalersi della collaborazione di specialisti. Il medico è tenuto a fornire la documentazione sul caso e a comunicare la sua certificazione al direttore sanitario dell’ospedale per l’intervento da praticarsi immediatamente. Qualora l’interruzione della gravidanza si renda necessaria per imminente pericolo per la vita della donna, l’intervento può essere praticato anche senza lo svolgimento delle procedure previste dal comma precedente e al di fuori delle sedi di cui all’articolo 8. In questi casi, il medico è tenuto a darne comunicazione al medico provinciale. Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l’interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell’articolo 6 e il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.

19 Cause che possono mettere a repentaglio la vita della gestante:
Cancro (seno e cervice uterina) Malattie cardiache Gravidanza extrauterina Malattie metaboliche Malattie a trasmissione genetica

20 Sindrome di Down o trisomia 21 Sindrome di Edwards o trisomia 18
Cause fetali: Sindrome di Down o trisomia 21 Sindrome di Edwards o trisomia 18 Sindrome di Patau o trisomia 13 Spina bifida Rosolia

21 è fatta personalmente dalla donna.
Articolo 12 La richiesta di interruzione della gravidanza secondo le procedure della presente legge è fatta personalmente dalla donna. Se la donna è di età inferiore ai diciotto anni, per l’interruzione della gravidanza è richiesto lo assenso di chi esercita sulla donna stessa la potestà o la tutela. Tuttavia, nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all’articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza. Qualora il medico accerti l’urgenza dell’intervento a causa di un grave pericolo per la salute della minore di diciotto anni, indipendentemente dall’assenso di chi esercita la potestà o la tutela e senza adire il giudice tutelare, certifica l’esistenza delle condizioni che giustificano l’interruzione della gravidanza. Tale certificazione costituisce titolo per ottenere in via d’urgenza l’intervento e, se necessario, il ricovero. Ai fini dell’interruzione della gravidanza dopo i primi novanta giorni, si applicano anche alla minore di diciotto anni le procedure di cui all’articolo 7, indipendentemente dall’assenso di chi esercita la potestà o la tutela.

22 che non sia legalmente separato.
Articolo 13 Se la donna è interdetta per infermità di mente, la richiesta di cui agli articoli 4 e 6 può essere presentata, oltre che da lei personalmente, anche dal tutore o dal marito non tutore, che non sia legalmente separato. Nel caso di richiesta presentata dall’interdetta o dal marito, deve essere sentito il parere del tutore. La richiesta presentata dal tutore o dal marito deve essere confermata dalla donna. Il medico del consultorio o della struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, trasmette al giudice tutelare, entro il termine di sette giorni dalla presentazione della richiesta, una relazione contenente ragguagli sulla domanda e sulla sua provenienza, sull’atteggiamento comunque assunto dalla donna e sulla gravidanza e specie dell’infermità mentale di essa nonché il parere del tutore, se espresso. Il giudice tutelare, sentiti se lo ritiene opportuno gli interessati, decide entro cinque giorni dal ricevimento della relazione, con atto non soggetto a reclamo…….

23 per una successiva adozione e restare anonima.
La legge prevede inoltre che "il medico che esegue l'interruzione della gravidanza è tenuto a fornire alla donna le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite" (art. 14). La donna ha anche il diritto di lasciare il bambino in affido all'ospedale per una successiva adozione e restare anonima.

24 Metodi abortivi legali in Italia
Le tecniche più sicure: aborto chirurgico e farmacologico

25 La tecnica chirurgica è maggiormente usata in Italia
Utilizzata fino a 14 – 15 settimane di gravidanza Si effettua in regime di Day – Hospital Eseguire preventivamente degli esami Nell’80% dei casi in sedazione generale Preparazione della cervice uterina prima della procedura per via orale o vaginale in caso di: Età <18 anni Nessuna gravidanza precedente Gravidanza > a 10 settimane

26 Nei casi di aborto terapeutico o presenza di malformazioni,
Metodo di Karman Introduzione di un catetere che aspira il contenuto dell’utero e il materiale abortivo, seguito da una pulizia della cavità uterina Nei casi di aborto terapeutico o presenza di malformazioni, il materiale viene inviato al laboratorio istologico per essere analizzato

27 Terminata la procedura la paziente viene svegliata
e riaccompagnata in camera Terapia antibiotica Terapia antalgica Rientro al proprio domicilio Complicanze Perforazione uterina Lacerazione della cervice uterina Formazione di sinechie (aderenze) uterine Infezione / shock settico Complicanze legate all’anestesia

28 Sempre nel rispetto della Legge 194,
La tecnica farmacologica è un’opzione non chirurgica per chi vuole interrompere la gravidanza nel rispetto della legge 194  La molecola con cui è possibile praticare l'aborto farmacologico ha ricevuto l'autorizzazione dell'Agenzia italiana per il farmaco per essere messa in commercio nelle strutture ospedaliere di tutto il Paese nel 2009. Sempre nel rispetto della Legge 194, che disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese, la cosiddetta pillola abortiva può essere somministrata solo in ambito ospedaliero e con obbligo di ricovero dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza escludendo la possibilità che si verifichino successivi effetti teratogeni

29 “Il farmaco che si somministra si chiama mifepristone
(Ru486 è il suo nome commerciale) e agisce sul progesterone, un ormone che favorisce e assicura il mantenimento della gravidanza per le sue diverse azioni sulle strutture uterine, bloccandone l'azione”. Per aumentare l’efficacia della molecola serve un’altra sostanza: la prostaglandina (il prodotto più usato è il misoprostol).  L’associazione mifepristone / misoprostol rappresenta la modalità più diffusa per l’induzione dell’aborto medico ed è stata inserita nell’elenco dei farmaci essenziali per la salute riproduttiva  dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2006

30 del materiale abortivo entro poche ore.
In pratica la paziente assume due farmaci: il mifepristone prepara il terreno e la prostaglandina, somministrata due giorni dopo, provoca l'espulsione del materiale abortivo entro poche ore. Una seconda dose di prostaglandina riduce la percentuale di espulsioni tardive e aumenta l'efficacia. L’espulsione del materiale abortivo avviene mediante sanguinamento e contrazioni. Rispetto ai metodi tradizionali l’aborto con la Ru486 non richiede né anestesia né l’intervento chirurgico e, se usata correttamente, funziona nel 95% dei casi. Qualora non funzioni si deve poi ricorrere al raschiamento tradizionale.

31 all’utilizzo delle prostaglandine:
Gli studi condotti riportano una serie di effetti collaterali legati principalmente all’utilizzo delle prostaglandine: Il dolore di tipo crampiforme che può variare da nulla a forte e aumenta in prossimità dell'espulsione, riducendosi nettamente subito dopo. Nausea (34-72%), Vomito (12-41%) Diarrea (3-26%). Il sanguinamento, massimo al momento dell'espulsione, è variabile per quantità e durata, con perdite ematiche che persistono per almeno una settimana e, in forma ridotta, anche più a lungo.

32 Eventuali complicanze possono essere: Emorragia
Anemia con necessità di trasfusione Infezione per materiale abortivo trattenuto in utero Shock settico

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34 Dopo circa due settimane dall’ IVG eseguire un controllo ginecologico
Evitare i bagni in vasca e preferire le docce Non usare assorbenti interni Riprendere l’attività sessuale dopo due - tre settimane Adottare un metodo contraccettivo per evitare nuove gravidanze La pillola anticoncezionale può essere iniziata subito o entro 7 giorni Il ciclo mestruale tornerà entro 40 – 50 giorni

35 La decisione di ricorrere all’aborto, checché ne dicano coloro che da diverse posizioni (politiche, religiose, ecc.) da anni combattono contro la libera scelta delle donne su questo argomento, non è mai facile, per quanto valide e ragionate siano le motivazioni che hanno indotto a prenderla. I tempi e le modalità per elaborare questa esperienza sono diversi per quanto diverse sono le donne che la vivono, ma è certo che occorre tempo e lavoro su sé stessi per farlo in maniera efficace.

36 che comporti l'esecuzione di tali prestazioni .…..
Articolo 9 Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l'interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione. La dichiarazione dell'obiettore deve essere comunicata al medico provinciale e, nel caso di personale dipendente dell’ospedale o dalla casa di cura, anche al direttore sanitario, entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge o dal conseguimento dell’abilitazione o dall'assunzione presso un ente tenuto a fornire prestazioni dirette alla interruzione della gravidanza o dalla stipulazione di una convenzione con enti previdenziali che comporti l'esecuzione di tali prestazioni .…..

37 e conseguente all'intervento .…..
L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza e non dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento .….. L'obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo .……

38 la paziente che si è sottoposta a interruzione volontaria
Un medico che si dichiara obiettore di coscienza non può rifiutarsi di curare la paziente che si è sottoposta  a interruzione volontaria di gravidanza in ospedale. Lo afferma la Cassazione, che ha confermato la condanna a un anno di carcere, per omissione di atti d’ufficio, con interdizione dall’esercizio della professione medica, a una dottoressa di un presidio ospedaliero in provincia di Pordenone che, come medico di guardia la sera in cui la paziente ha abortito, si era rifiutata di visitare e assistere la donna, nonostante le richieste di intervento dell’ostetrica che temeva un’emorragia.

39 in particolare per quanto riguarda i casi successivi al terzo mese.
Il SSN è tenuto a assicurare che l'IVG si possa svolgere nelle varie strutture ospedaliere deputate a ciò, e quindi qualora il personale assunto sia costituito interamente da obiettori dovrà supplire a tale carenza in modo da poter assicurare il servizio. Secondo la Libera associazione italiana ginecologi per l'applicazione della legge 194 (Laiga), nel 2017 solo il 59% degli ospedali italiani prevede il servizio di interruzione volontaria di gravidanza, in particolare per quanto riguarda i casi successivi al terzo mese. Il 41% degli ospedali italiani sarebbe pertanto non in conformità con quanto previsto dalla legge194.  Nel 2014, dietro richiamo della CGIL, il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa  ha ripreso gli ospedali marchigiani di Jesi, Fano e Fermo, in cui tutto il personale sanitario (medici, anestesisti e paramedici) è obiettore, per violazione del diritto alla salute delle donne, riconosciuto dalla Carta sociale europea.

40 Il totale degli obiettori è aumentato del 12% negli ultimi dieci anni
Il numero di obiettori di coscienza all'interno del personale medico italiano è in media del 70%  Il totale degli obiettori è aumentato del 12% negli ultimi dieci anni La media di obiettori tra gli anestesisti in Italia è del 49%. Per sopperire alla mancanza di medici in grado di eseguire interruzioni volontarie di gravidanza, gli ospedali ricorrono a medici esterni assunti a prestazione, con costi addizionali per il servizio sanitario e la collettività

41 Le percentuali di medici obiettori di coscienza
Regione medici obiettori  Valle d'Aosta 13,3%  Piemonte 67,4%  Liguria 65,4%  Lombardia 63,6%  Trentino-Alto Adige 92,9% (BZ)  Veneto 76,2%  Friuli-Venezia Giulia 58,4%  Emilia-Romagna 51,8%  Toscana 56,2%  Marche 68,8%  Umbria 65,6%  Lazio 80,7%  Abruzzo  Molise 93,3%  Campania 81,8%  Basilicata 90,2%  Puglia 86,1%  Calabria 72,9%  Sicilia 87,6% Sardegna N/A Le percentuali di medici obiettori di coscienza per regione all'aprile 2016

42 In Inghilterra è obiettore solo il 10% dei medici ed esistono centri
In Francia tutti gli ospedali pubblici hanno l’obbligo, per legge, di rendere disponibili i servizi di interruzione della gravidanza.    In Inghilterra è obiettore solo il 10% dei medici ed esistono centri di prenotazione aperti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Tutti gli operatori che decidono di lavorare nelle strutture di pianificazione familiare non possono dichiararsi obiettori.    In Svezia il diritto all’obiezione di coscienza non esiste proprio. Gli specializzandi in ginecologia e ostetricia che pensano che l’aborto sia una cosa sbagliata vengono indirizzati verso altre specializzazioni. 

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44 Grafico dei dati del Ministero della Salute sul numero di aborti chirurgici eseguiti in Italia.

45 Nel 2015 il numero totale di interruzioni volontarie di gravidanza è stato di 87.639
(185.1 IVG ogni 1000 nati vivi). Il tasso di abortività (numero di IVG tra le donne tra 15 e 49 anni) è stato del 6.6 per mille. Il tasso di abortività è calato anche tra le donne straniere, passando dal 19 per mille del 2013 al 17,2 per mille del 2014.

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