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LE ORIGINI DELL’UOMO Unità 1 | La preistoria Lezione 1 1

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Presentazione sul tema: "LE ORIGINI DELL’UOMO Unità 1 | La preistoria Lezione 1 1"— Transcript della presentazione:

1 LE ORIGINI DELL’UOMO Unità 1 | La preistoria Lezione 1 1
M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 1

2 Evoluzione È la teoria scientifica secondo la quale le specie vegetali ed animali esistenti sono il frutto di processi di trasformazione, che si sono svolti nel corso dei millenni. Il padre della teoria dell’evoluzione è il naturalista inglese Charles Darwin ( ). Charles Darwin in un ritratto fotografico del 1874. (Londra, National Portrait Gallery) M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 2

3 Evoluzione L’evoluzione avviene attraverso il principio della selezione naturale. Solo gli individui più adatti all’ambiente riescono a sopravvivere e a trasmettere alla loro prole le proprie caratteristiche fisiche. L’evoluzione dell’uomo dall’Australopiteco all’Homo sapiens. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 3

4 Evoluzione I processi evolutivi sono rapidi o veloci?
L’evoluzione richiede tempi molto lunghi: centinaia di migliaia di anni Come possiamo conoscere i processi evolutivi? Grazie allo studio dei fossili Anche l’uomo è frutto di un processo evolutivo? Sì, perché anche l’uomo è un animale No. Ma l’uomo e le scimmie hanno degli antenati in comune. Quindi possiamo dire che le scimmie sono nostre cugine. L’uomo discende dalla scimmie? M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 4

5 L’evoluzione dell’uomo
I più antichi fossili di ominidi sono stati trovati nella Rift Valley. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018

6 L’evoluzione dell’uomo
L’evoluzione dell’uomo fu favorita da tre fattori: la conquista della postura eretta, il pollice opponibile, l’espansione della calotta cranica per contenere un cervello sempre più sviluppato. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018

7 Il nome significa “scimmia dell’emisfero australe”.
Australopiteco Il nome significa “scimmia dell’emisfero australe”. 4 milioni di anni fa Era alto poco più di un metro e coperto di peli: era quindi molto simile alle scimmie attuali. Per brevi periodi poteva stare in equilibrio sui due arti posteriori (postura eretta). La postura eretta permetteva di vedere i predatori nascosti nell’erba alta della savana e garantiva quindi maggiori possibilità di sopravvivenza. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 7

8 Il nome deriva dal fatto che fu il primo ominide a lavorare le pietre.
Homo habilis 2 milioni di anni fa Il nome deriva dal fatto che fu il primo ominide a lavorare le pietre. Era alto circa 130 cm e poteva camminare su due o quattro arti. Il cervello era sensibilmente più grande di quello degli australopitechi. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018

9 Homo habilis Habilis faceva cozzare tra di loro le pietre di selce sino a che non si spezzavano in pietre più piccole dotate di bordi taglienti.. Queste rocce sono dette chopper dall’inglese “to chop”(rompere, spezzettare). Chopper Habilis usava i chopper per tagliare la carne degli animali uccisi dai grossi carnivori. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 9

10 Era alto circa 160 cm e aveva una scatola cranica molto voluminosa.
Homo erectus È così chiamato perché fu il primo ominide a muoversi esclusivamente con la postura eretta. 1,8 milioni di anni fa Fu anche il primo ominide a uscire dall’Africa e a diffondersi in Asia e in Europa. Era alto circa 160 cm e aveva una scatola cranica molto voluminosa. Erectus aveva il pollice opponibile, grazie al quale poteva afferrare e maneggiare oggetti. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 10

11 Homo erectus Grazie al pollice opponibile, Erectus poteva lavorare le pietre così da ottenere punte a forma di mandorla scheggiate su due lati. Queste pietre sono dette dette “bifacciali” o “amigdale” (mandorla in greco). Erectus sapeva costruire capanne e proteggersi dal freddo, coprendosi con le pelli di animali. Amigdala o pietra bifacciale M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 11

12 Homo erectus La conquista del fuoco consentì ad Erectus di scaldarsi e di difendersi dagli animali feroci. Probabilmente gli Erectus la sera si ritrovavano attorno al fuoco: questo aumentò le interazioni coi propri simili e favorì la nascita del linguaggio. Due esemplari di Homo erectus accendono un fuoco. (Ulan Bator, Museo nazionale della storia della Mongolia.) Presumibilmente Erectus comunicava con un linguaggio fatto di suoni e gesti. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 12

13 Ha un cervello più sviluppato dei suoi predecessori.
Homo sapiens anni fa Ha un cervello più sviluppato dei suoi predecessori. È dotato di un apparato fonatorio sviluppato ed è quindi in grado di parlare. Oltre alla pietra lavora il legno, le ossa e le corna degli animali. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018 13

14 Homo neanderthalensis
Prende il nome dalla valle del Tal, in Germania, dove i suoi resti sono stati ritrovati per la prima volta. anni fa Era più robusto dei Sapiens Sapiens e aveva un cervello addirittura più grande. Sapeva lavorare le pietre, realizzare abiti, accendere il fuoco. Si estinse circa anni fa a causa della concorrenza dell’Homo sapiens sapiens. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018

15 Homo sapiens sapiens È una sottospecie dell’Homo sapiens, che si sviluppa inizialmente in Africa e a cui appartiene l’uomo di oggi. anni fa anni fa lascia l’Africa per avviare la colonizzazione del mondo. Ricostruzione di Otzi, l’uomo trovato nel ghiacciaio di Similaun. M. Lunari, Tempo e civiltà, volume 1 © Zanichelli editore 2018


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