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IL TRASPORTO INFERMI.

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Presentazione sul tema: "IL TRASPORTO INFERMI."— Transcript della presentazione:

1 IL TRASPORTO INFERMI

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16 Etica e Responsabilità del Soccorritore

17 Supporto psicologico al soggetto Etica del volontario e responsabile
Obiettivi Formativi: 1) adottare un atteggiamento e un comportamento professionale; 2) riconoscere l'appartenenza ad un gruppo e gestire la leadership nel gruppo di lavoro; 3) adottare un atteggiamento positivo e un comportamento funzionale con il gruppo di lavoro; 4) gestire il processo di comunicazione con la persona; 5) identificare i bisogni e i modi di affrontare la malattia propri della persona; 6) gestire la relazione con la persona; 7) salvaguardare la privacy della persona;

18 Quando usciamo in ambulanza per svolgere un servizio, con noi vengono altri soccorritori, con i quali dovremo collaborare.

19 Se cercassimo di operare ognuno per conto proprio finiremmo per intralciarci e creare confusione, se invece ci integriamo suddividendoci i compiti, allora tutto risulterà più facile e ordinato.

20 E' inutile salire in due sull'ambulanza per prendere la steccobenda… Il nostro servizio deve essere rapido e funzionante, non devono esserci confusione e incomprensioni, come, ad esempio, discussioni in presenza della persona trasportata sull'utilizzo o meno di una barella o dell’altra

21 Per raggiungere una buona armonia nel gruppo è quindi necessario che ogni singolo soccorritore si impegni a tenere degli atteggiamenti professionali e collaborativi avendo come obiettivo il benessere della persona trasportata.

22 Bisogna tenere alcuni comportamenti e modi di presentarsi che trasmettono immediatamente un senso di fiducia e sicurezza nelle competenze ed abilità tecniche del volontario soccorritore. E' molto importante per una persona sofferente sentirsi aiutato da qualcuno in grado di alleviare il suo dolore.

23 Indossare sempre la divisa pulita ed in ordine, esponendo bene in vista il tesserino della propria associazione;

24 Curare il proprio aspetto fisico: per fare solo un esempio possiamo immaginare la diffidenza che provocherebbe nella persona soccorsa una volontaria che si presentasse con tacchi alti ed un numero di anelli tale da impedirle di infilarsi velocemente i guanti sterili, oppure un ragazzo con i pantaloni corti, la barba incolta; oppure vedere lo stesso gruppo di soccorritori con diverse divise, più o meno in ordine…

25 Gestire e controllare in modo ottimale le proprie emozioni: il volontario può provare ansia rispetto alle sue capacità di affrontare questa situazione, paura di un eventuale contagio o di potersi comunque far del male, dolore per la situazione della persona soccorsa, o ancora fastidio, insofferenza, noia, ecc… Qualsiasi tipo di emozione va comunque controllata e non comunicata/trasferita alla persona soccorsa; è opportuno al rientro confrontarsi con gli altri volontari, e quindi esternare le proprie difficoltà con loro

26 Rapportarsi rispettosamente e gentilmente con la persona trasportata ed i suoi eventuali accompagnatori; non dobbiamo mai dimenticare che siamo lì per aiutare una persona che è già in difficoltà, non possiamo quindi aumentare la sofferenza del trasportato con comportamenti poco gentili o intolleranti;

27 Svolgere con sicurezza le manovre di soccorso: incontrare un volontario che non dimostra disinvoltura nell'alzare lo schienale della barella o che non sa immobilizzare, genera sicuramente paura e ansia nella persona soccorsa oltre che confusione all'interno dell’equipaggio; anche in questo caso se il volontario si trova in difficoltà può chiedere aiuto agli altri e al rientro in sede, dovrà farsi spiegare da volontari più esperti quella manovra che durante il servizio non ricordava;

28 Esaudire con attenzione ed interesse le richieste comunicate dalla persona trasportata

29 Non mettersi mai a discutere davanti alla persona soccorsa
Non mettersi mai a discutere davanti alla persona soccorsa! Ogni discussione va rimandata in un momento e in un luogo più opportuni per un appropriato chiarimento fra l’equipaggio.

30 Il nostro compito è interagire con una persona che in questo momento si trova in una situazione di disagio, ma che comunque possiede una sua personalità ed emotività, come noi. In questa situazione di emergenza spetta però a noi di assumere il compito di gestire positivamente la situazione, cooperando con la persona trasportata alla creazione di un clima accogliente e confortevole per tutti.

31 Lo scambio relazionale che si instaura tra noi e il nostro interlocutore è influenzato da molti fattori riassumibili a partire dalle caratteristiche delle persone coinvolte, alla situazione ambientale e temporale in cui ci troviamo.

32 stato fisico: lo stato di salute della persona nel preciso momento in cui stiamo entrando in contatto, tenendo anche conto di eventuali altri problemi di salute che si protraggono già da tempo;

33 deficit sensoriali: la persona può avere delle carenze visive, uditive, verbali, tattili o olfattive che possono influire molto sulla relazione, a volte rischiando di renderla quasi impossibile;

34 bisogni fisiologici: vanno dalla necessità di essere ossigenato al desiderio di bere o di evacuare. E' molto importante riuscire a dare alla persona la sicurezza che rispettiamo i suoi bisogni e che siamo lì proprio per fornirgli un aiuto a soddisfarli nel miglior modo possibile

35 fattori emotivi: è importante osservare e ascoltare le emozioni che sta esprimendo la persona soccorsa: paura, ansia, rabbia… su questo punto torneremo altre volte, data l'influenza che lo stato d'animo esercita sul processo relazionale;

36 età: è molto diverso dover comunicare con un bambino di due anni o con un anziano, sia per gli argomenti trattabili, sia per le caratteristiche fisiche-emotive che contraddistinguono le diverse fasce d'età;

37 cultura e gruppo di appartenenza: questi due aspetti, comprendenti anche la sfera religiosa, influenzano profondamente il livello ed i messaggi comunicativi; solo tenendo conto di eventuali diversità culturali potremo sintonizzare la nostra comunicazione con quella della persona trasportata.

38 presenza di accompagnatori: spesso rappresentano il tramite attraverso cui avvicinarsi al nostro interlocutore, soprattutto nei casi delle persone più difficili da raggiungere, come i bambini e gli individui chiusi o spaventati.

39 Nel momento del trasporto siamo noi soccorritori a dover portare aiuti ed accoglienza a qualcun altro, quindi spetta a noi anche il compito di riuscire a creare la migliore situazione emotiva e relazionale che la persona è in grado di raggiungere in quel momento.

40 Perciò risulterà di fondamentale importanza il modo in cui ci presenteremo alla persona soccorsa nonché il rispetto e l'interessamento che noi riusciremo a comunicarle. Il semplice rivolgere domande cortesi quali: "Come si sente?", "Come è successo?", bastano a far sentire alla persona che c'è qualcuno attento alla sua attuale situazione di difficoltà.

41 Alcuni suggerimenti.

42 Utilizzare il livello linguistico della persona da soccorrere: come possiamo comunicare e aiutare qualcuno di cui non utilizziamo lo stesso linguaggio? Se abbiamo di fronte un bambino di 5 anni che ci parla agitatamente, sarà utile usare una comunicazione semplice. Il nostro linguaggio dovrà sempre essere il più possibile comprensibile e vicino a quello della persona trasportata. Siamo sempre noi a doverci adeguare alle esigenze altrui e non viceversa;

43 ascolto attivo: si intende una situazione in cui la persona trasportata recepisce, attraverso la nostra comunicazione e i nostri commenti di risposta, che siamo realmente interessati a ciò che ci sta dicendo;

44 domande appropriate: "Posso metterle meglio il cuscino
domande appropriate: "Posso metterle meglio il cuscino?", "Se ha caldo, posso aprire il finestrino, che ne pensa?"; due esempi solo per chiarire che le domande devono essere chiare, brevi e precise;

45 COSA NON FARE

46 mostrare disinteresse e fastidio:

47 banalizzare i sentimenti espressi: "Ma perché urla. E' matto
banalizzare i sentimenti espressi: "Ma perché urla? E' matto?", "Questa sua angoscia è proprio inutile", "Smetta di piangere, sembra una fontana rotta"; questi interventi non fanno che acutizzare il disagio della persona trasportata;

48 verbalizzare le proprie paure e timori: "Anch'io ho paura che la situazione peggiori", "Temo di non sapere proprio cosa fare per aiutarla"; anche queste frasi provocano solo un maggior malessere nella persona soccorsa ed anche in noi soccorritori;

49 mostrare atteggiamenti di chiusura: non guardare mai l'interlocutore negli occhi, stargli lontano, rivolgere la parola solo ai colleghi, ecc...aumentano il senso di solitudine e la paura;

50 interrompere e cambiare argomento: evidenzia scarso rispetto ed interesse, provocando disagio

51 lo straniero: con una gestualità marcata ed una comunicazione non verbale ben usata, possiamo riuscire a costruire una relazione efficiente, anche con persone di cui non conosciamo la lingua;

52 la persona con deficit sensoriale: facilmente riconoscibile se non vedente o muta, un po' meno se sorda; con questa persona bisogna dirigere la propria attenzione sui canali comunicativi funzionanti e utilizzare questi per instaurare un rapporto supportivo che sottolinei il meno possibile la condizione di menomazione presente;

53 il paziente terminale: può vivere questa sua condizione in diversi modi (rifiutandola, provando collera e rabbia, deprimendosi, accettandola); noi non possiamo fare altro che cercare di non giudicarlo per come si sta comportando, dimostrandogli invece comprensione e rispetto, senza cercare di ingannarlo con espressioni come "Vedrà che guarirà", "Sicuramente sono i medici ad aver sbagliato diagnosi"….

54 Il Rispetto per la Privacy altrui Il nostro intervento è finalizzato a trasportare persone sconosciute che forse non rivedremo mai più. Non è assolutamente etico e professionalmente corretto approfittare della situazione di disagio per invadere l'intimità altrui.

55 Non è giusto sparlare di eventuali cose private o intime del paziente al di fuori del servizio di trasporto infermi, bisogna rispettare anche in questo caso il silenzio professionale

56 Disinfezione, controllo, verifica del mezzo di soccorso

57 L’ambulanza deve essere sempre pronta ad affrontare qualsiasi situazione si presenti nello svolgimento del servizio.

58 L’ambiente dell’ambulanza deve essere sempre e comunque pulito, e venire disinfettato periodicamente, almeno una volta al mese.

59 Identificare le situazioni a rischio infettivo

60 Sono da considerare ad alto rischio infettivo i seguenti composti organici: - sangue - feci - liquor (liquido cerebro-spinale)

61 Sono da considerarsi a basso o nullo rischio infettivo i seguenti composti organici(a meno che non contengano sangue in quantità visibile): - secrezioni nasali - saliva - sudore - lacrime - vomito

62 trasporti a rischio infettivo: - trasporto di soggetti con perdita di sangue - presenza, nella cellula sanitaria, di liquidi organici - se si sospettano malattie infettive nel soggetto

63 Ogni utente trasportato è da considerarsi a potenziale rischio infettivo. Nonostante questo non è necessario che per ogni servizio l’operatore indossi guanti, mascherina e visiera protettiva. Il volontario deve essere in grado di riconoscere il reale rischio infettivo legato ad ogni singolo servizio

64 Per essere in grado di fare questo il volontario deve conoscere le vie di trasmissione delle malattie infettive e conoscere i metodi di prevenzione per ognuna di queste.

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69 Nel caso, durante lo svolgimento del servizio, venissimo a contatto con materiale infetto (o sospettato tale) è necessario lavare e disinfettare accuratamente la zona di contatto, e riferire, appena arrivati in ospedale l’accaduto al personale sanitario, che prenderà tutti i provvedimenti del caso.

70 E’ però da ricordare che la cute integra (senza soluzioni di continuità) rappresenta una barriera invalicabile per i germi (virus, batteri), quindi anche in caso di contatto con sangue il rischio infettivo è minimo (se la zona viene lavata e disinfettata accuratamente).

71 D’altra parte basta un arrossamento cutaneo per aumentare il rischio o un piccolo taglio o abrasione per far sì che la barriera cutanea possa essere attraversata con facilità dai microrganismi.

72 Mantenere in efficienza l’ambulanza dopo aver condotto il trasporto infermi

73 Utilizzando guanti nuovi provvedere a: a - ripristinare la barella, lenzuola, telo, coperte e cuscino b - ripulire l’abitacolo da sangue, fango, vomito, liquidi c - raccogliere e gettare materiale usato: garze, medicazioni, confezioni aperte, materiale monouso aperto d - areare il vano sanitario

74 Smaltimento dei rifiuti: Dobbiamo distinguere tra: o rifiuti potenzialmente infetti o rifiuti non infetti

75 Rifiuti potenzialmente infetti
Materiale monouso utilizzato o guanti sporchi di liquidi biologici o maschere ossigeno Materiale per la medicazione entrato in contatto con materiale organico o Garze o Bende o Cerotti Altro materiale entrato in contatto con liquidi biologici o Ad esempio fazzoletti di carta utilizzati dall’utente Materiale utilizzato per la disinfezione

76 Rifiuti non infetti Materiale monouso aperto ma non utilizzato
Guanti non sporchi di materiale biologico Fogli dove si sono annotati i servizi già svolti Rifiuti vari (cartacce, lattine…)

77 detersione: pulire dallo sporco grossolano e dalla polvere, utilizzando acqua e detergente (anionici)

78 disinfezione: eliminare di tutti i microrganismi patogeni (virus, batteri, ….) operazione che ha lo scopo di distruggere eventuali germi patogeni presenti; si effettua con ipoclorito di sodio (varechina, candeggina, antisapril opportunamente diluito) evitando il contatto con la pelle (indossare guanti appositi). Non utilizzare acqua calda, per il pericolo di sviluppo di gas tossici e perché in questo modo le proteine contenute nel sangue possono coagulare, rendendo la disinfezione più difficile

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87 L’Ambulanza e i presidi

88 L’Ambulanza - Definizione
Ambulanza Veicolo, militare o civile, adibito al trasporto di malati e infortunati e comunemente dotato di tutte le attrezzature e gli strumenti necessari ai trattamenti di primo intervento, volti a consentire la sopravvivenza del malato per tutta la durata del tragitto fino al luogo di cura; le ambulanze sono equipaggiate per ospitare al massimo due pazienti, uno o due medici e fino a tre soccorritori o infermieri

89 L’Ambulanza – Il termine
Per quanto riguarda il termine ambulanza, derivante dal latino ambulare, nella seconda metà del 1400, Isabella di Spagna istituì per il suo esercito delle formazioni sanitarie mobili, al seguito dei combattenti, chiamate "ambulancias". Il termine continuò ad avere questo utilizzo fino alla fine del 1700, specie presso le truppe francesi ove vennero istituiti gli ospedali ambulanti per l'esercito.

90 L’Ambulanza – La storia
Durante la terza guerra d'indipendenza (1866) si cominciarono a diffondere in Italia i primi carri ambulanza

91 LE PRIME FORME DI AMBULANZE

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93 Ambulanza - Trasporto Infermi
Per "Trasporto infermi" intendiamo i trasferimenti programmati da ospedale a domicilio e viceversa anche per destinazioni situate fuori dalla nostra città o fuori dall'Italia. Per svolgere questi servizi abbiamo a disposizione una autoambulanza dedicata, dotata di attrezzature adeguate al bisogno minimo del paziente per essere trasportato da un luogo ad un altro Il trasporto non è un’emergenza primaria, pertanto molte delle attrezzature presenti in una ambulanza di soccorso primario non sono presenti in quella per trasporti

94 Vano sanitario: Dotazioni di base ---- Trasporto Infermi ---
Barella autocaricante o Barella regolabile Barella a cucchiaio Barella Spinale Telo Sedia Portantina

95 Barella dell’ambulanza

96 La barella è uno degli strumenti che si utilizza maggiormente nell'attività di soccorso e di trasporto infermi; ne esistono innumerevoli modelli. Il soccorritore deve essere a perfetta conoscenza del suo funzionamento e della posizione dei comandi.

97 La barella è fissata al pavimento per mezzo di una leva di sicurezza che ne evita i movimenti durante il trasporto in ambulanza

98 Di solito si trova una levetta di sbloccaggio nella parte inferiore

99 Una presa corretta della barella permette sia un utilizzo senza particolari difficoltà legati al peso stesso della barella, ma soprattutto evita di farsi del male alle mani restando incastrati durante il caricamento della barella.

100 Per barella autocaricante, si intende la barella su ruote con piegamento automatico delle gambe in entrata ed in uscita dall’ambulanza. Essa costituisce dotazione standard dell'ambulanza

101 • possibilità di abbassarsi a livello del suolo (le più evolute hanno la possibilità di diverse posizioni ad altezze diverse

102 Sicure laterali impediscono la caduta del paziente dalla barella

103 • possibilità di assumere la posizione antishock • angolazione dello schienale regolabile

104 • presenza di cinghie per la sicurezza del paziente

105 Bisogna stare attenti se durante lo scarico le gambe pieghevoli si “aprano” e si blocchino correttamente

106 Barella a cucchiaio

107 • • è un mezzo di sollevamento e non di trasporto (questo è quello che dicono i protocolli ufficiali: personalmente la considero un ottimo mezzo di trasporto in una serie di casi: arresto cardiaco, scale strette e ripide ed in generale in tutti quei casi in cui il telo non è adatto e l'asse spinale è eccessivo o non accettato dal paziente per l'eccessiva imbragatura).

108 La barella a cucchiaio ha una struttura metallica con un peso abbastanza sostenuto; di solito basta una sola persona, anche se gracile, per sostenere il suo peso e trasportarla; bisogna però stare sempre attenti.

109 La barella a cucchiaio può essere facilmente dimensionata, nel senso della lunghezza al paziente per mezzo di due levette ad incastro che si trovano lateralmente nella parte inferiore della stessa barella.

110 Ad ogni estremità rivolto verso l’interno troviamo un pulsante che permette l’apertura della sicura e quindi la separazione delle due metà di cui è formata la barella a cucchiaio.

111 Barella a cucchiaio separata nelle due metà costitutive

112 Immobilizzazione sul cucchiaio
Il paziente viene immobilizzato sul cucchiaio con 2 cinghie (meglio 3, se ci sono...): una al torace ed una al bacino (la terza alle ginocchia).

113 Barella Spinale o Asse Spinale

114 E’ il mezzo migliore per assicurare un adeguata immobilizzazione della colonna vertebrale. • utile in passaggi stretti e difficoltosi • favorisce l’uscita del vomito, girando l' asse di lato con tutto il paziente. • radiotraparente, utile nel corso di radiografie. • è composta da 3 elementi principali: o asse spinale vero e proprio o imbragatura (o “ragno”) o ferma capo

115 Posta di solito sotto la barella principale dell’ambulanza, può però trovarsi dislocata anche in altre posizioni a seconda del tipo di ambulanza

116 Il caricamento sull’asse spinale prevede che l’infortunato sia prima caricato sul cucchiaio

117 Alcuni protocolli prevedono la possibilità di caricare direttamente l’infortunato sull’asse spinale senza utilizzare il cucchiaio. Tale manovra è intrinsecamente più difficile, rischiosa e meno efficace rispetto al caricamento con il cucchiaio. E’ più difficile perché richiede azioni precise e maggiore coordinamento di squadra. E’ più rischiosa perché un errore può causare danni importanti all’infortunato. Ed è anche meno efficace perché l’allineamento è minore ed i necessari “aggiustamenti” sull’asse spinale inducono trazioni, compressioni e rotazioni alla colonna vertebrale dell’infortunato.

118 I due ferma-capi vengono fissati alla spinale per mezzo di giunture a strappo

119 Ferma-capo e le due fasce: la frontale e la mentoniera

120 Se il paziente deve essere solamente sollevato e trasportato per brevi tratti pianeggianti, è possibile utilizzare le cinghie del cucchiaio al posto dell’imbragatura a ragno, è più pratico ma anche più rischioso.

121 L’estremità di ingresso della cinghia deve essere inserita all’interno di un apposito foro presente nella barella, passando al di sotto e dall’esterno verso l’alto e quindi attorno al paziente.

122 Viene quindi inserito nell’altra parte sempre dall’interno e dall’alto verso il basso e verso l’esterno.

123 Dopo aver ben stretto le cinghie al paziente si chiudono le due estremità della cinghia.

124 Questa è l’imbragatura a ragno, un insieme di cinghie a chiusura a strappo, una lunga verticale, due superiori diagonali (spalle), e diverse cinghie orizzontali che fissano completamente il paziente alla spinale

125 Queste sono le cinghie diagonali superiori (cinghie a V) che fissano il paziente a livello dello sterno e delle spalle sulla spinale.

126 Queste sono tutte le altre cinghie orizzontali che permettono un fissaggio ottimale e quindi un trasporto del paziente molto sicuro e protetto, anche se costretti ad inclinare la barella scendendo scale e varchi stretti.

127 Cinghie a V che partendo dallo sterno immobilizzano le spalle alla spinale

128 La spinale è anche un comodo attrezzo per rilassarsi e superare lo stress

129 Telo

130 Il suo impiego è indicato quando è difficoltoso l’utilizzo diretto della barella. Viene quindi utilizzato come strumento di trasporto dal luogo del soccorso alla barella.

131 Importante: il telo non deve mai essere usato per il trasporto di pazienti traumatizzati e/o incoscienti. Il telo è indicato per ogni situazione di patologia in cui il paziente si trovi nella necessità di essere trasportato in posizione supina.

132 Il telo è costituito in stoffa spessa e resistente o in gomma; presenta delle maniglie a distanze regolari che permet- tono un buona tenuta durante il trasporto

133 Il Telo è un ottimo presidio da utilizzare quando il paziente deve essere raccolto dal letto o da terra, in quanto si procede al suo piegamento e contemporaneamente si procede ad una parziale rotazione del paziente.

134 Sedia Portantina

135 E’ uno strumento di trasporto dal luogo del soccorso alla barella
E’ uno strumento di trasporto dal luogo del soccorso alla barella. Il suo impiego è indicato quando il paziente è cosciente, è in grado di stare seduto e non c’è sospetto di traumi.

136 La sedia viene utilizzata da 2 o 3 soccorritori e presenta il vantaggio rispetto ad una normale sedia di avere le ruote per il movimento, di avere delle cinghie di immobilizzazione e delle ottime prese;

137 inoltre la presa anteriore presenta due bracci allungabili
inoltre la presa anteriore presenta due bracci allungabili. Si preferisce inoltre non usare la sedia di casa in quanto non si è sicuri sulla sua robustezza e può presentare problemi di movimento o di dimensione.

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139 La sedia permette anche un facile e comodo trasporto del paziente lungo le scale di una abitazione; possibilità di scendere gradino per gradino.

140 Dotazioni integrative Apparecchiature elettromedicali

141 Bombole Ossigeno (Piccole e Grandi)
Le bombole piccole sono mobili e possono essere facilmente portati lontano dall’ambulanza, in casa del paziente o sulla strada in caso di un incidente Le bombole grandi sono fisse e vengono utilizzate esclusivamente per necessità interne all’ambulanza

142 Le bombole vengono fissate all’ambulanza per mezzo di apposite cinghie

143 Aspiratore fisso per l’aspirazione di liquidi (sangue)
"Si aspira per liberare le vie aeree superiori ostruite da liquidi e/o solidi, favorendo così lo scambio gassoso a livello alveolare (anche in ostruzioni parziali). L'aspirazione è da eseguirsi ogni qual volta il paziente non riesce ad espellere da solo il materiale del cavo orale".

144 Interruttore di accensione e di regolazione dell’aspiratore fisso

145 Aspiratore mobile

146 L’aspiratore mobile viene fissato in ambulanza in una struttura di aggancio apposita

147 Defibrillatore Semi Automatico
Utilizzato in casi di arresto cardiaco

148 Defibrillatore in borsa-custodia fissata per mezzo di cinture

149 Indicatori e tasti del defibrillatore

150 Elettrodi del defibrillatore fissati sul torace del paziente

151 Monitor Elettro Cardio Gramma

152 Derivazioni (elettrodi) principali del monitor ECG

153 Posizionamento del monitor aderente alla cute della parete toracica in posizione cardiaca

154 Saturimetro Il Saturimetro calcola le concentrazioni di ossigeno presenti nel sangue e la frequenza cardiaca

155 SENSORE DIGITALE DEL SATURIMETRO
La sonda del saturimetro emette luce a due frequenze diverse: una rossa e visibile ad occhio nudo ed una infrarossa invisibile ad occhio nudo. Il sangue, a seconda che sia arterioso o venoso, ha capacità diverse di attenuare frequenze d’onda diverse.

156 MISURAZIONE CON SATURIMETRO
Il saturimentro misura la quantità di luce che ha attraversato il tessuto in esame (dito della mano o del piede, orecchio, ...) nelle due componenti (rossa e infrarossa) e riesce quindi a determinare la percentuale di ossigeno legata all’emoglobina e la frequenza cardiaca.

157 In un soggetto in arresto cardiocircolatorio il saturimetro non riesce a leggere alcun valore. Se la concentrazione di O2 tende a scendere nel tempo indica, di solito, un'ipoventilazione progressiva che porta ad uno stato di ipossia. In un adulto sano il valore minimo normale è 97%. In un anziano, specie se con broncopneumopatie croniche, può tranquillamente essere 92-93%.

158 La presenza di smalti sulle unghie o di sporcizia può causare interferenze e quindi letture errate. Regola pratica: quando il valore di SpO2 e' uguale o inferiore a 90%, il paziente ha bisogno di ossigeno ad alto flusso (maschera Venturi a FiO % e flusso di O2 fra 5 e 15 L/min).

159 Zaino per rianimazione e medicalizzato

160 Respiratore Ambu (adulto,pediatrico)

161 Apri-bocca

162 SFIGNOMANOMETRO

163 Cateteri urinari e tracheali

164 Laringoscopio e Forbici

165 Ghiaccio istantaneo

166 COLLARINI Il collare cervicale permette l'immobilizzazione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Deve essere usato nei traumi con possibile interessamento della colonna vertebrale: • incidenti stradali • cadute dall'alto • traumi cranici

167 Estrinsicatore e Steccobende
Steccobende vengono utilizzati in caso di fratture ossee L’estrinsicatore viene fissato al paziente in autovettura, permette l’estrinsicazione del paziente dalla vettura e suo riposizionamento sulla barella spinale

168 Utilizzo dei presidi di trasporto

169 Sicurezza Presidi Asse Spinale Sedia Portantina Barella Cucchiaio Telo

170 Praticità utilizzo presidi
Sedia Asse Spinale Barella Cucchiaio Telo

171 Scelta dei presidi Asse Spinale + Ragno
Paziente traumatizzato con lesioni alla colonna vertebrale Paziente che deve fare radiografie Paziente che non può deambulare Percorso angusto e stretto Presenza di scale Può rimanere fissato al paziente durante il trasporto Almeno tre soccorritori (anche non forzuti)

172 Scelta dei presidi Cucchiaio + Cinghie
Paziente che non ha problemi alla colonna vertebrale Trasporto sullo stesso piano (no scale) Attenzione ai dispositivi di chiusura!!!!! Più pesante dell’asse spinale Rimuovere in ambulanza perché scomodo Almeno due soccorritori (forzuti)

173 Scelta dei presidi Sedia portantina + Cinghie Paziente può sedersi
Si possono effettuare anche delle pause durante il trasporto dalle scale Almeno due soccorritori (non forzuti)

174 Scelta del presidio Telo Almeno 3 soccorritori (molto forzuti)
Spazi molto angusti e stretti Soccorso rapido Spostamento da un letto all’altro

175 Presidi Consigliati Sedia Portantina (Se il paziente può sedersi e in presenza di scale) Asse Spinale (Se il paziente non può sedersi e in presenza di scale) Cucchiaio (Se il paziente non può sedersi e in assenza di scale) Telo (Spostamento semplice da letto a barella autocaricante)


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