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Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico

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Presentazione sul tema: "Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico"— Transcript della presentazione:

1 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel d.l , n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni Art.1 Campo di applicazione: tutte le attività di didattica, di ricerca, di assistenza, di servizio, svolte direttamente e/o indirettamente dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria sia presso le proprie sedi che presso sedi esterne.

2 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
Art.2 “Sono considerati laboratori i luoghi o gli ambienti in cui si svolgono attività didattica, di ricerca o di servizio che comportano l'uso di macchine, di apparecchi ed attrezzature di lavoro, di impianti, di prototipi o di altri mezzi tecnici, ovvero di agenti chimici, fisici o biologici. Sono considerati laboratori, altresì, i luoghi o gli ambienti ove si svolgono attività al di fuori dell'area edificata della sede …” I laboratori si distinguono in laboratori di didattica, di ricerca, di servizio, sulla base delle attività svolte e, per ognuno di essi, considerata l'entità del rischio, vengono individuate specifiche misure di prevenzione e protezione, tanto per il loro normale funzionamento che in caso di emergenza, e misure di sorveglianza sanitaria.

3 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
Lavoratore: personale docente, ricercatore, tecnico e amministrativo dipendente dell'università. Personale non organicamente strutturato che svolge attività presso le strutture dell'università. Studenti, dottorandi, specializzandi, tirocinanti, borsisti etc. quando frequentino laboratori didattici, di ricerca o di servizio e, in ragione dell'attività specificamente svolta, siano esposti a rischi individuati nel documento di valutazione. Responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio si intende il soggetto che, individualmente o come coordinatore di gruppo, svolge attività didattiche o di ricerca in laboratorio.

4 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
Art. 3 Obblighi ed attribuzioni del rettore assicurare il coordinamento delle attività dei servizi di prevenzione e protezione e l'effettuazione della riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi; il piano di realizzazione progressiva degli adeguamenti tenendo conto delle risultanze della riunione. Art. 4 Obblighi ed attribuzioni del datore di lavoro (rettore) alla valutazione del rischio per tutte le attività. Per quanto attiene alle attività specificamente connesse con la libertà di insegnamento o di ricerca che direttamente diano o possano dare origine a rischi, la responsabilità relativa alla valutazione spetta, in via concorrente, al datore di lavoro e al responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio; nomina del medico competente, elaborazione del documento Documento per la valutazione dei rischi e per l'individuazione e programmazione delle misure per il loro contenimento con la collaborazione dei responsabili delle attività didattiche o di ricerca in laboratorio; nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;

5 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
Art. 5 Obblighi ed attribuzioni del responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio 1. Collabora con il servizio di prevenzione e protezione e con il medico competente nella valutazione del rischio e dell'individuazione delle conseguenti misure di prevenzione e protezione. 2. All'inizio di ogni anno accademico, prima di iniziare nuove attività e in occasione di cambiamenti rilevanti dell'organizzazione della didattica o della ricerca, identifica tutti i soggetti esposti a rischio. 3. Eliminare o ridurre al minimo i rischi in relazione alle conoscenze del progresso tecnico; aggiornare il documento sulla base della valutazione dei rischi; adottare le misure di prevenzione e protezione, prima che le attività a rischio vengano poste in essere; vigilare sulla corretta applicazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi; frequentare i corsi di formazione ed aggiornamento organizzati dal datore di lavoro con riferimento alla propria attività ed alle specifiche mansioni svolte.

6 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
Art. 6 Formazione ed informazione Il datore di lavoro e il responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio provvedono alla formazione ed informazione di tutti i soggetti esposti sui rischi e sulle misure di prevenzione e protezione che devono essere adottate, al fine di eliminarli o ridurli al minimo in relazione alle conoscenze del progresso tecnico (...) con particolare attenzione nei confronti degli studenti e dei soggetti ad essi equiparati. Art. 7 Rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza Sono individuate fra tutto il personale di ruolo (docente, ricercatore, tecnico ed amministrativo) purché non rivesta le funzioni di datore di lavoro, (...) eventualmente integrate dalle rappresentanze studentesche.

7 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
Art. 8 Prevenzione incendi Rif. articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37 Art. 9 Progettazione ed utilizzo di prototipi e di nuovi prodotti chimici, fisici e biologici Garantire la corretta protezione del personale, mediante valutazione in sede di progettazione dei possibili rischi connessi con la realizzazione del progetto e con l'adozione di eventuali specifiche precauzioni, sulla base delle conoscenze disponibili Il datore di lavoro ed il responsabile della attività didattica o di ricerca in laboratorio, per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, si avvalgono della collaborazione del servizio di prevenzione e protezione, del medico competente, e delle altre figure previste dalle disposizioni vigenti.

8 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
UNI EN ISO Vetreria da Laboratorio. La norma specifica le bottiglie destinate alla conservazione di sostanze chimiche liquide e solide e reagenti di uso corrente in laboratorio, per quelle destinate alla dispensazione di liquidi e per la preparazione e conservazione di terreni di crescita in microbiologia. UNI EN 12353 Disinfettanti chimici e antisettici. La norma descrive un metodo per la conservazione di ceppi microbici utilizzati nella determinazione dell’attività battericida e fungicida dei disinfettanti chimici e degli antisettici. UNI EN Atmosfere esplosive. Prevenzione dell’esplosione e protezione contro l’esplosione. Concetti fondamentali e metodologia. La norma specifica i metodi per l’identificazione e la valutazione delle situazioni pericolose che conducono all’esplosione, nonché le misure di progettazione e costruzione approrpiate per la sicurezza richiesta.

9 Prevenzione e Sicurezza Il laboratorio chimico
UNI EN Laboratori di ricerca, sviluppo e analisi. Linee guida per il trattamento, l’inattivazione e il controllo dei rifiuti. La norma fornisce linee guida per i rifiuti contenenti microrganismi che derivano dall’attività dei laboratori biotecnologici. UNI EN Laboratori di ricerca, sviluppo e analisi. Linee guida per i laboratori biotecnologici. La norma fornisce linee guida per la sicurezza del personale addetto ai laboratori biotecnologici e per la protezione dell’ambiente esterno dai pericoli di origine biologica.

10 Prevenzione e Sicurezza Principali norme di sicurezza
Le porte dei laboratori devono essere apribili verso l'esterno. Gli ingressi e le uscite, comprese quelle di sicurezza, devono essere facilmente accessibili ed adeguatamente segnalate ed i corridoi devono essere lasciati sgombri. Le zone pericolose devono essere segnalate opportunamente. Tutti gli impianti elettrici devono essere adeguati alla classificazione di rischio antideflagrante dei locali o strutture (per es. le cappe). Tutti gli apparati elettrici devono avere il collegamento elettrico a terra. I cavi elettrici (compresi quelli di alimentazione delle apparecchiature di laboratorio mobili), devono essere sempre adeguatamente protetti . Gli estintori di incendio devono essere bene in vista e facilmente raggiungibili.

11 Prevenzione e Sicurezza Principali norme di sicurezza
Ogni laboratorio deve disporre di doccia di emergenza e di docce oculari facilmente raggiungibili. I Dispositivi di Protezione Individuale necessari devono essere sempre disponibili e facilmente accessibili. La cassetta di pronto soccorso deve trovarsi in un luogo bene in vista e deve essere sempre completa del necessario materiale di primo intervento. Ogni locale deve essere bene aerato. Le cappe da laboratorio devono essere adeguate al tipo di operazioni che si svolgono. Su ogni apparecchio telefonico devono essere indicati i numeri dell’ambulanza, dei Vigili del fuoco e del centro antiveleni.

12 Prevenzione e Sicurezza Comportamento in laboratorio
MMantenere pulito ed in ordine il laboratorio; non introdurre sostanze ed oggetti estranei alle attività di lavoro. NNel laboratorio è vietato fumare, conservare ed assumere cibi e bevande. RRispettare le elementari norme igieniche, per es. lavarsi le mani alla fine del lavoro. NNon portare oggetti alla bocca; è vietato l'uso di pipette a bocca, utilizzare le propipette. IIndossare sempre il camice e, ove previsto, i dispositivi di protezione individuali (DPI): guanti, occhiali, maschere ecc.

13 Prevenzione e Sicurezza Comportamento in laboratorio
In laboratorio utilizzare un abbigliamento personale adeguato (evitare tacchi alti, scarpe aperte e sandali) e tenere i capelli lunghi raccolti. Utilizzare sempre le cappe chimiche per le reazioni chimiche giudicate a rischio e per il travaso o prelievo di solventi, specie se volatili. Evitare di utilizzare i laboratori al di fuori dei normali orari di lavoro. Non lavorare mai soli quando si utilizzano apparecchiature o reagenti pericolosi. Nel caso ci siano difficoltà nella valutazione della pericolosità si deve contattare il responsabile del laboratorio. Non lasciare mai senza controllo reazioni in corso o apparecchi in funzione e nel caso munirli di opportuni sistemi di sicurezza.

14 Prevenzione e Sicurezza Comportamento in laboratorio
I pavimenti e i passaggi fra i banconi devono essere sempre liberi. Non sedersi mai sui banchi di laboratorio. Sedie e sgabelli devono essere tenuti lontani dai banconi durante gli esperimenti. Raccogliere, separare ed eliminare in modo corretto i rifiuti chimici, biologici e radioattivi, solidi e liquidi prodotti nei laboratori; è vietato scaricarli in fogna e nei cassonetti. Prima di lasciare il laboratorio accertarsi che il proprio posto di lavoro sia pulito ed in ordine e che tutti gli apparecchi, eccetto quelli necessari, siano spenti. Togliere il camice e i dispositivi individuali di protezione all'uscita dei laboratori.

15 Prevenzione e Sicurezza Informazioni di sicurezza per chi porta lenti a contatto
Possono assorbire vapori chimici. Possono facilitare un lungo e diretto contatto tra sostanze tossiche e gli occhi. Possono catturare sostanze e particelle nello spazio tra la lente e l'occhio. Possono essere difficili da rimuovere in una situazione di emergenza a causa degli spasmi muscolari dell'occhio. Anche sciacquando l'occhio con notevoli quantità di acqua potrebbe non servire a lavarlo dagli agenti contaminanti se le lenti sono rimaste al loro posto.

16 Prevenzione e Sicurezza Norme di sicurezza per chi porta lenti a contatto
Gli operatori che lavorano in situazioni in cui vi sia rischio di ferite agli occhi o ustioni (per contatti con particelle volatili, sostanze pericolose o raggi dannosi) devono indossare adeguate protezioni per il viso e gli occhi. Al termine di attività in cui vengono usati materiali chimici pericolosi, lavare sempre accuratamente le mani con acqua e sapone e sciacquare prima di maneggiare le lenti. Applicare questa procedura anche se si sono indossati i guanti. NON lasciare mai le lenti in stanze in cui vi sia la presenza di agenti chimici volatili.

17 Prevenzione e Sicurezza Dispositivi Protezione Individuale
(Art. 40 DL 626/94) Attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro Obblighi lavoratore Corretto utilizzo DPI Non apportare modifiche ai DPI Segnalare eventuali difetti o inconvenienti specifici Sottoporsi a programmi di formazione e di addestramento Obblighi datore di lavoro Fornire i DPI Mantenere i DPI in buono stato (manutenzione, pulizia, etc) Assicurare una formazione adeguata Verificare che i lavoratori usino i DPI

18 Prevenzione e Sicurezza Requisiti DPI
Conformi alle norme di cui al D.Lgs.475/92. Adeguati al rischio (protezione efficace) e alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro Non arrecare disagi eccessivi Rispettare le esigenze ergonomiche e di salute Essere individuali (contrassegnato con nome o sigla) Essere compatibili tra di loro in caso di rischi multipli

19 Prevenzione e Sicurezza
Certificazione CE (D.Lgs.475/92) DPI di I categoria: DPI di progettazione semplice destinati alla salvaguardia della persona da rischi di danni fisici di lieve entità DPI di II categoria: DPI che non rientrano nelle altre due categorie DPI di III categoria: DPI di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente Tutti i DPI appartengono alla II categoria eccetto: Protettori per luce solare I Occhiali da sci I Protettori per nuoto e/o subacquea I Protettori e filtri impiegati in ambienti ad alta temperatura III Protettori dalle radiazioni ionizzanti ed aggressioni chimiche III Protettori da rischi elettrici III

20 Prevenzione e Sicurezza DPI Udito
Tamponi auricolari Cuffie antirumore Semplici Sagomati Ultratech

21 Prevenzione e Sicurezza DPI Occhi/Viso
Occhiali graduati Occhiali ad astine Cappuccio con visiera Cappuccio integrale Occhiali a maschera Elmetto protettivo

22 Prevenzione e Sicurezza DPI vie respiratorie
Respiratore Antipolvere Mascherine Antipolvere

23 Prevenzione e Sicurezza DPI vie respiratorie
Maschere antigas Cappuccio ad aria compressa

24 Prevenzione e Sicurezza DPI arti superiori
Antitaglio Antiacido Antiolio Antiustioni

25 Prevenzione e Sicurezza DPI arti superiori
Manica antitaglio Manicotti antiacido

26 Prevenzione e Sicurezza DPI arti inferiori
Calzature di sicurezza Calzari aramidici alluminizzati Copriscarpe con suole in PVC

27 Prevenzione e Sicurezza DPI Corpo
Camice Grembiule antiacido Grembiule alluminizzato

28 Prevenzione e Sicurezza DPI Corpo
Tuta antiacido Tuta ignifuga Tuta alluminizzata coibentata

29 Prevenzione e Sicurezza DPI Collettivi
Accertarsi che la cappa sia in funzione. Controllare che l'aspirazione funzioni Evitare di creare correnti d'aria in prossimità di una cappa in funzione (apertura di porte o finestre, transito frequente di persone). Il materiale in uso deve essere tenuti il più possibile verso il fondo della cappa, senza dover per questo sollevare maggiormente il frontale mobile. Abbassare il frontale a max. cm 40 di apertura durante il lavoro Non introdursi all'interno della cappa (ad es. con la testa) per nessun motivo.

30 Prevenzione e Sicurezza DPI Collettivi
Mantenere pulito ed ordinato il piano di lavoro dopo ogni attività Tenere sotto cappa solo il materiale strettamente necessario Non ostruire il passaggio dell'aria lungo il piano della cappa e, qualora sia necessario utilizzare attrezzature che ingombrano il piano, sollevarle almeno di 5 cm rispetto al piano stesso con opportuni spessori Non utilizzare la cappa come mezzo per lo smaltimento dei reagenti mediante evaporazione forzata. Quando la cappa non é in uso, spegnere l'aspirazione e chiudere il frontale. Verificare che il frontale scorra senza particolari resistenze. Qualora si utilizzino all'interno della cappa apparecchiature elettriche, queste ultime devono avere un "impianto elettrico a sicurezza“. Ogni connessione alla rete elettrica deve essere esterna alla cappa. Tutti gli utenti della cappa devono essere a conoscenza delle procedure di emergenza da compiere in caso di esplosione o incendio nella cappa.

31 Prevenzione e Sicurezza DPI Collettivi
Dispositivi di sicurezza Lo schermo saliscendi deve essere mantenuto efficiente: annualmente va verificato il sistema di scorrimento. Tale verifica deve essere annotata nell'apposito registro. Spesso una cattiva manutenzione del frontale può portare a spiacevoli infortuni (ad esempio, lesioni per frantumazione del vetro) o ad un uso non efficace della cappa stessa (ad esempio, frontale bloccato alla massima apertura). Filtri Sono consigliabili, soprattutto in caso di concentrazioni elevate di sostanze tossiche e nocive, sistemi di abbattimento degli inquinanti. La periodicità della sostituzione dei filtri, è in funzione di diversi fattori (portata dell'elettroventilatore, tipologia di contaminante, ecc.); in ogni caso, in assenza di indicazioni più specifiche, va prevista la sostituzione almeno ogni 9-12 mesi, indipendentemente dall'utilizzo della cappa.

32 Prevenzione e Sicurezza DPI Collettivi


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